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Etimologie dei nomi delle città italiane

Oggi approfondiremo insieme le etimologie dei nomi di alcune città italiane.

Pronti? Iniziamo subito!

Palermo: deriva dal greco antico πᾶς, pâs, «tutto» e ὅρμος, hórmos, «porto», «ampio porto», proprio per la presenza dei fiumi Kemonia e Papireto che creavano un enorme approdo naturale, e divenne Panormus con gli antichi Romani. Gli arabi invece pronunciavano il nome della città Balarm, dizione che venne parzialmente adottata nella forma ufficiale Balermus del periodo normanno. Palermo viene acquisito definitivamente in età moderna.

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L’etimologia di “gringo”

Gringo: voce spagnola, deriva da griego, cioè ‘greco’.

Il termine gringo è usato nei paesi di lingua spagnola per indicare un individuo che parla una lingua diversa. Il concetto è generalmente usato rispetto a coloro che comunicano in inglese.
In Uruguay e Argentina, i gringos sono gli immigrati europei arrivati nel continente americano nei secoli XIX e XX, e anche i loro discendenti. A volte, anche le persone che vivono in campagna sono chiamate gringos.

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Le etimologie dei sei continenti

Cari lettori,

Oggi approfondiremo insieme le etimologie dei sei continenti che ricoprono il nostro pianeta. Partiamo proprio dalla parola “continente” che deriva dal latino “continere” con il significato di “tenere insieme”. Come ben sappiamo, la superficie terrestre è stata categorizzata in più continenti, ognuno dei quali possiede storie ben diverse. Analizzando le etimologie di queste terre, si possono captare e immaginare le vicissitudini che si sono susseguite in queste porzioni di terra.

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L’etimologia dei venti

Cari lettori,

Per iniziare questa nuova settimana primaverile vi propongo delle interessantissime etimologie di diversa provenienza. Oggi parliamo dei venti che soffiano sulla nostra penisola. In passato i navigatori si orientavano sulle onde del mediterraneo attraverso dei punti di riferimento quali la posizione del sole durante il giorno e delle stelle nel corso della notte; col passare del tempo ampliarono i loro orizzonti anche per merito delle proprie conoscenze sui venti provenienti da diverse direzioni che permettevano loro di indirizzarsi verso le rotte desiderate. Ma adesso entriamo nello specifico e scopriamo insieme le etimologie di questi venti.

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Arancia o Purtuallo?

Arancia: proviene dall’arabo nāranj che significa ‘arancia amara’ o dal persiano nāranğ forse col significato di ‘frutta preferita degli elefanti’, probabilmente di origine sanscrita.
L’arancia è un agrume molto profumato dal colore acceso e solare. Nasce dall’albero del Citrus sinensis, letteralmente ‘limone cinese’.

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L’influenza dello spagnolo nel dialetto veneto

Oggi voliamo verso il settentrione italiano, in particolar modo nel Veneto, dove troviamo delle analogie evidenti tra i due idiomi. La lingua veneta con lo spagnolo condivide certamente una base romanza, in cui confluiscono caratteristiche in qualche modo simili. Possiamo riscontrare una vera e propria forma di parallelismo lessicale: in primis notiamo la sparizione delle doppie; l’aspetto fonetico poi è sicuramente ciò che unisce maggiormente le due lingue, infatti hanno la medesima tendenza a rendere “dolci” le consonanti “dure” per cui la C tende a diventare G, la T diventa D. Ad esempio: dal latino FOCUS si ha il veneto FOGO e lo spagnolo FUEGO, mentre l’italiano FUOCO conserva la C come in latino.

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L’influenza spagnola nel dialetto sardo

La Sardegna e la Spagna non sono solo vicine dal punto di vista geografico ma anche linguistico. Anche in questo caso la presenza ispanica è fortemente sentita in questo angolo italico, analizziamo insieme alcuni termini dialettali:

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L’influenza spagnola nel dialetto pugliese

Oggi ci spostiamo verso il tacco d’Italia ovvero la Puglia. Anche questa  regione italiana è passata sotto “le grinfie” spagnole, si pensi ai castelli e fortezze aragonesi che costeggiano la regione. L’influenza iberica si riscontra non solo all’interno del dialetto ma anche nelle tradizioni gastronomiche come il celeberrimo piatto “riso, patate e cozze” lontano parente della paella.

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Influenza spagnola nel dialetto siciliano

Questo lunedì #Etimologicamente si sposta in Sicilia per analizzare le somiglianze tra siciliano e spagnolo. La Sicilia, situata nel cuore del Mediterraneo, è stata terra di conquiste sin dai tempi più antichi, meta di scambi commerciali e culturali motivo per il quale presenta un patrimonio linguistico molto ricco. Palcoscenico delle dominazioni più disparate, dai fenici ai greci, dagli arabi ai normanni per poi passare agli spagnoli. Ma soffermiamoci su quest’ultimo.

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Influenza spagnola nel dialetto napoletano

“Napoli è mille culure”, così cantava il grande Pino Daniele e certamente non si sbagliava. Napoli è tinteggiata da nebulose sfumature le quali evocano sapori, odori e architetture delle diverse etnie che l’hanno conquistata. Ricordiamo infatti che i secoli XVI e XVII furono caratterizzati da un profondo e diffuso influsso linguistico e culturale della Spagna sul territorio italiano, in particolar modo nella città di Napoli, dove la lingua iberica riuscì ad attecchire profondamente.