#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

In Spagna, la Legge di Amnistia del 1977 viene superata: per la prima volta sarà possibile indagare sui crimini della guerra civile e della dittatura franchista. Belgio: riscossi 6 milioni di euro di multe per violazione delle misure anti-Covid. In Sudan, ben 41 arresti per possesso di grandi quantità di materiali altamente esplosivi.

EUROPA

Questa settimana in Spagna la protagonista è una notizia sicuramente importante sia dal punto di vista internazionale sia nazionale e, soprattutto, un grande passo in avanti per quanto riguarda i diritti umani. Lo scorso martedì 15 settembre, il Presidente Pedro Sánchez ha deciso di superare la Legge di Amnistia del 1977 che proibiva di investigare sui crimini commessi dal regime franchista dal 1936 fino alla creazione della Costituzione repubblicana. Questa legge, secondo i trattati internazionali, non rispettava a pieno i diritti umani, motivo per il quale il Consiglio dei ministri si è riunito e ha approvato la previsione del progetto di una Legge della Memoria Democratica, per andare a completare la Legge della Memoria Storica creata durante il governo Zapatero nel 2007. Secondo il governo, questa nuova legge opererà in conformità con l’articolo 10.2 della Costituzione spagnola, secondo cui le normative che riguardano le libertà e i diritti fondamentali dovranno essere interpretate basandosi sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Questa nuova legge, riporta El Mundo, permetterebbe di istituire un ufficio della Procura dedicato alla memoria democratica e ai diritti umani all’interno del Tribunale Supremo. Quest’ente renderebbe di nuovo possibile indagare su tutti i reati commessi prima del 1977 e finalmente individuare e condannare i responsabili. Inoltre, se ciò verrà chiesto dai familiari, l’ente si dedicherà a cercare le persone scomparse durante quel periodo. Infine, si istituirà una Banca Nazionale del DNA e un Censimento delle Vittime della Guerra Civile e della dittatura.

L.C, M.D.F. e I.V

In Francia, il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) non è pienamente garantito. Secondo quanto riportato da Ouest France, due parlamentari, Marie-Noëlle Battistel e Cécile Muschotti, hanno affermato che la legge Veil sull’IVG non trova i presupposti per essere applicata nella società: la mancanza di professionisti e di strutture adeguate, ad esempio, impedisce ad una donna di reperire un medico e le scadenze talvolta non vengono rispettate. Di conseguenza, Battistel e Muschotti propongono di estendere il periodo di validità della prassi a 14 settimane di gravidanza, invece di 12. Inoltre, i medici possono opporsi all’IVG per ragioni di coscienza, ma in questo caso devono indirizzare il paziente verso un altro collega e ciò avviene molto raramente. Per questo motivo, i parlamentari intendono intervenire per garantire l’IVG presso gli ospedali pubblici.

EA.V.

In Belgio, il governo ha ricavato 6 milioni di euro dalla riscossione delle multe imposte per la violazione delle misure di sicurezza contro il Coronavirus. Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Soir, poco più di 30.000 persone hanno pagato le proprie multe, ma 41.000 casi sono ancora aperti. Tra le misure adottate per facilitare i pagamenti delle multe e il lavoro dei pubblici ministeri, sono stati messi a disposizione della polizia dei quaderni tecnologici dotati di un codice QR.

EA.V.

In Svizzera, la campagna per la modifica della legge sulla caccia è più sentita nel Canton Vallese che altrove. Il governo del Vallese recentemente si è pronunciato in merito e ha iniziato una vera e propria campagna per incitare la popolazione a votare a favore in occasione del referendum del 27 settembre. Al centro dell’attuale dibattito sulla caccia vi è il lupo selvatico, una specie che perderà molte tutele se la legge verrà modificata. Come riportato da Le Temps, si tratta di una questione delicata nel Vallese: è una regione alpina ricca di fauna selvatica, dove l’allevamento del bestiame è ancora fortemente radicato e il cui numero di cacciatori (3800) è il secondo più alto della Svizzera. Inoltre, il rapporto speciale che i vallesani hanno intrecciato con la caccia nel corso dei secoli ha stabilito un forte attaccamento alla pratica difficile da sradicare.

S.C.

Il Portogallo da questa settimana entra in stato di “contingenza” in previsione dell’aumento di casi di Covid-19 in autunno. Le nuove regole prevedono lavoro alternato in presenza e da remoto nelle grandi città come Lisbona e Porto; scuole in presenza con regole di distanziamento; raggruppamenti permessi fino a 10 persone; mentre i locali occupano un terzo dei posti a disposizione. Dalle 20:00 non è permessa né la vendita né il consumo di alcol in luoghi pubblici e per strada, a meno che non ci si trovi ad accompagnare un pasto. Ancora non si può andare allo stadio mentre è consentito praticare sport sempre seguendo le norme di sicurezza, spiega Expresso. Inoltre il presidente Sousa ha fatto visita a due pompieri ricoverati a Coimbra ma in condizioni stabili che sono rimasti feriti nell’incendio scoppiato lo scorso weekend nella regione di Castelo Branco, incidente che ha causato lo sfollamento di 20 persone e l’intervento di 784 operatori antincendio, riporta Diário de Notícias.

D.F.

Tutto il mondo lotta freneticamente contro il nemico coronavirus. A far ben sperare sono le ultime notizie in ambito medico: dei tantissimi studi sulla creazione di un vaccino, ben otto sono alla terza fase di sperimentazione. In particolare, secondo quanto si apprende dal giornale Frankfurter Allgemeine, uno di questi otto potenziali vaccini è quello dell’azienda tedesca Biontech a Mainz, che verrà agevolata da un’iniezione economica importante volta ad accelerare le ricerche: il Ministero federale della Ricerca è infatti pronto a stanziare fino a 375 milioni di euro. Il ministro Anja Karliczek fa sapere che oltre allo sviluppo del vaccino, il denaro (in totale fino a 750 milioni di euro, compresi quelli scommessi sul progetto con l’azienda tedesca Curevac a Tubinga, che ha già iniziato la sperimentazione sull’uomo a giugno) sarà utilizzato anche per incrementare la capacità di produzione. A tal proposito, in occasione della conferenza stampa tenutasi a Berlino, il ministro della sanità Jens Spahn (CDU) ha dichiarato che la Germania si è già assicurata un totale di 94 milioni di dosi di vaccino da fornitori diversi, un numero superiore a quello del totale della popolazione. Il motivo risiederebbe nell’incapacità di conosce a priori quale vaccino si rivelerà efficace. Inoltre, non esclude la possibilità che ogni paziente debba effettuarne almeno due e, per raggiungere la cosiddetta “immunità di gregge”, è necessario che le persone vaccinate siano tra il 55% e il 65%.

Di recente, anche il Paul Ehrlich Institut, con sede a Langen (in Assia), ha dato disposizioni per iniziare il trial clinico sulla popolazione e a breve circa 28.000 persone, tra uomini e donne, si sottoporranno al test BNT 162 al fine di determinare la dose ottimale per procedere poi con ulteriori studi e valutare la sicurezza e l’immunogenicità. Idealmente, se tutto va come dovrebbe, il vaccino sarà disponibile per i primi pazienti entro pochi giorni dal suo rilascio, conferma Spahn. Tra questi, sicuramente verrà riservata una particolare attenzione e precedenza agli anziani, in quanto categoria più vulnerabile, e ai medici e agli infermieri che lottano in prima linea.

Per di più, ad avvalorare le promesse sono seguiti i primi fatti: secondo quanto si apprende in un altro articolo pubblicato su Frankfurter Allgemeine, la settimana scorsa l’azienda Biontech e il colosso farmaceutico americano Pfizer hanno sottoscritto un potenziale accordo con la Commissione europea qualora le sperimentazioni attuali portassero un successo in campo clinico e ne venisse concessa l’approvazione. A quel punto gli Stati membri dell’UE avranno diritto a circa 200 milioni di dosi di vaccino entro fine 2020 e ne potranno acquistare altri 100 milioni di dosi circa, tutte prodotte in Germania da Biontech o in Belgio da Pfizer.

M.S., L.R.

Nel Regno Unito, secondo il The Guardian, la multinazionale Hitachi, con sede a Tokyo, sta abbandonando il progetto di costruzione di una nuova centrale nucleare ad Anglesey (Galles).

La cancellazione di questo progetto dal valore di 16 miliardi di sterline è dovuta alla mancanza di investimenti del governo britannico nel nuovo nucleare.

Justin Bowden, funzionario nazionale del sindacato generale GMB UNION (General, Municipal, Boilermakers’ and Allied Trade Union), ha affermato: “Questo annuncio assolutamente prevedibile da parte di Hitachi è il risultato delle successive mancanze del governo ad agire in modo decisivo intorno al Nuovo Nucleare, vitale per ottenere la decarbonizzazione, soprattutto se abbinato all’idrogeno”

Come si legge su Gmb.org.uk, Cameron Gilmour, portavoce del Consorzio Sizewell C, ha dichiarato: “Questa notizia avrà serie conseguenze per le aziende sia in Galles che in tutto il Regno Unito. Il progetto nucleare avrebbe creato migliaia di posti di lavoro”.

S.C., S.P.

In Russia il ministro della sanità Mikhail Murashko ha risposto alle domande dei cittadini e dei media sulla vaccinazione obbligatoria contro il coronavirus. In realtà la vaccinazione sarà volontaria: insegnanti e operatori sanitari non avranno l’obbligo di vaccinarsi.

Il vaccino Sputnik V è stato registrato l’11 agosto scorso dal Centro Gemaleya e dal 15 agosto ne è stata avviata la produzione, per poi essere messo in commercio da settembre. Murashko ha dichiarato che nel 14% dei 300 volontari su cui il vaccino è stato testato, si sono verificati effetti collaterali, in particolare spossatezza e dolori muscolari. Il ministro ha assicurato che in fase di test del vaccino, le complicazioni non erano inaspettate e che tutti i tipi di effetto collaterale sono descritti nel libretto che accompagna il vaccino.

Inoltre, a ribadire il legame politico ed economico tra il presidente Putin e il leader bielorusso Lukashenko, l’agenzia di stampa russa TASS ha dichiarato che la sperimentazione del vaccino partirà dal 17 settembre anche in Bielorussia, dove lo studio coinvolgerà 100 partecipanti e volontari che potranno registrarsi online. Il presidente Putin ha sottolineato che questo permetterà di velocizzare la produzione del vaccino e aumentarne la sicurezza.

Parlando invece di politica estera nella Federazione Russa è prevista una semplificazione del sistema dei visti per i parenti stranieri dei russi. Ad annunciare l’iniziativa è stato il Primo Ministro Michail Mišustin in un’intervista con l’agenzia di stampa TASS, e riportato da “Novaja Gazeta”. Essi potranno ottenere in maniera più rapida e diretta un visto fino a un anno.

“Oggi semplificheremo la procedura per il rilascio dei visti privati ​​ordinari e il soggiorno in Russia per i parenti stretti dei nostri cittadini – coniugi, genitori, figli, fratelli e sorelle, nonni e nonne, nipoti che hanno altra cittadinanza”, ha dichiarato il primo ministro in una riunione del Consiglio dei ministri.

Secondo Mišustin, dopo che le modifiche necessarie alle leggi pertinenti saranno apportate, sarà possibile per gli stranieri ottenere un visto privato a lungo termine sulla base di una semplice domanda di un cittadino russo.

“Inoltre sarà abolito la legge, per cui ogni tre mesi gli ospiti dovevano recarsi fuori dal paese per mantenere il diritto di ottenere il visto” ha concluso.

Si ricorda, poi, che durante la pandemia di Coronavirus il 18 aprile il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che consente agli stranieri di rimanere in Russia e non prorogare visti e permessi di soggiorno se questi documenti scadessero prima del 15 giugno. Il presidente ha successivamente prorogato questo termine fino al 15 settembre. Secondo il primo ministro, questa iniziativa creerà condizioni più confortevoli per le famiglie separate dai confini e faciliterà anche chi vorrà rimanere in Russia perché avrà più tempo per ottenere un permesso di soggiorno temporaneo o definitivo.

 S.N., D.S.

AFRICA

In Costa d’Avorio, in occasione delle elezioni presidenziali, l’opposizione si solleva contro il Consiglio costituzionale in merito all’approvazione della controversa candidatura del presidente Alassane Ouattara ad un terzo mandato e in merito alla mancata conferma di 40 delle 44 candidature presentate, tra cui quelle dell’ex capo di Stato Laurent Gbagbo e dell’ex primo ministro Guillaume Soro. Come riportato da France24, un ex primo ministro, Pascal Affi Nguessan, la cui candidatura è stata approvata, ha condannato martedì 15 settembre «la spirale di esclusione in cui sta sprofondando la Costa d’Avorio», che ha definito «l’espressione più riuscita del carattere tirannico del regime».

S.C.

Il giornale Jornal de Angola riporta la battaglia intrapresa in Angola per l’alfabetizzazione del Paese. Durante il periodo dell’indipendenza, nel novembre del 1975, il tasso di analfabetismo era dell’85%. Oggi si stima che il 75% degli angolani sappia leggere e scrivere. Questi risultati sono stati raggiunti nonostante gli anni di guerre, la distruzione di scuole, la morte di alunni e professori, ecc. Purtroppo, però, un angolano su quattro non sa né leggere e né scrivere. Il Piano di Azione per la Intensificazione dell’Alfabetizzazione e Educazione di Giovani e Adulti, approvato dal Decreto Presidenziale 257/19, prevede di raggiungere l’82% entro il 2022. Bisogna specificare che il 58,5% degli studenti sono in ritardo: molti tra i 12 e i 17 anni non seguono un programma scolastico adeguato alla loro età. Questo è un problema in quanto la scuola dell’obbligo è fino agli otto anni e spesso a mancare sono le infrastrutture, i professori e il materiale scolastico.

M. P.

Il primo ministro di Capo Verde Ulisses Correia e Silva ha ringraziato il suo omologo Conte per la solidarietà espressa in seguito al decesso del giovane di origini capoverdiane Willy Monteiro Duarte ucciso a Colleferro, sperando che venga fatta giustizia, riferisce Lusa. L’arcipelago si trova attualmente in situazione di emergenza in seguito alle forti piogge che hanno inondato soprattutto la capitale Praia la scorsa settimana, per danni stimati di un di 2,5 milioni di euro e centinaia di persone senza abitazione o con case inagibili, riporta DW.

D.F.

Le autorità sudanesi hanno arrestato 41 persone in possesso di grandi quantità di materiali altamente esplosivi.

Durante una conferenza stampa il procuratore generale sudanese, Taj Al-Sir Al-Habr, ha affermato che i materiali esplosivi sono simili a quelli che hanno recentemente causato l’esplosione del porto di Beirut e che, da soli, sarebbero sufficienti a distruggere la città di Khartoum, sottolineando che è stata sporta denuncia penale contro gli arrestati.

Nel frattempo, il portavoce delle Forze di supporto rapido (RSF), il generale di brigata Jamal Jumaa, ha confermato di aver arrestato quella che ha descritto come una rete terroristica dopo aver ricevuto informazioni sull’ingresso di materiali esplosivi nel Paese. Ha poi chiarito che “i materiali sono trapelati in diverse aree di Khartoum”.

Il generale Jumaa ha aggiunto che vi sono serie preoccupazioni circa la possibilità “che alcuni sudanesi possano ricorrere a operazioni di sabotaggio e bombardamenti”.

Ma il portavoce della RSF non ha lasciato trapelare informazioni specifiche riguardanti i piani per l’utilizzo di questi materiali esplosivi, come riportato dalla BBC Arabic.

In Libia, il Primo Ministro del Governo libico di Accordo Nazionale, Fayez Al-Sarraj, ha annunciato che cederà le sue funzioni al Consiglio Esecutivo entro il prossimo ottobre.

Al-Sarraj ha dichiarato in un discorso televisivo che “nonostante la sua convinzione che le elezioni dirette siano il modo migliore per raggiungere una soluzione globale, sosterrà qualsiasi intesa diversa da quest’ultima”.

Il Premier libico ha inoltre aggiunto: “chiedo al Comitato per il dialogo, incaricato di formare la nuova autorità esecutiva, di informare i suoi funzionari storici e di accelerare tale processo in modo che ci sia un trasferimento pacifico e regolare dei poteri e in modo tale che io possa cedere le mie funzioni alla prossima autorità esecutiva entro e non oltre il prossimo ottobre “, ha riferito la CNN Arabic.

L’EgyptAir, compagnia aerea di bandiera egiziana, riprenderà finalmente i suoi voli diretti tra il Cairo e la capitale russa, Mosca, al ritmo di tre voli a settimana (sabato, martedì e giovedì).

La ripresa arriva dopo una pausa di mesi, a causa dell’emergente crisi da Covid-19 e della sospensione di voli in tutto il mondo sempre legata alla pandemia.

EgyptAir ha invitato i viaggiatori sui suoi voli per Mosca a ottenere un certificato medico con risultato negativo del test PCR per il coronavirus da uno dei laboratori accreditati in Egitto, rilasciato 72 ore prima della data di arrivo a Mosca.

Tra le condizioni si richiede anche che il certificato sia in russo o inglese, in modo che i viaggiatori possano salire sull’aereo dal Cairo, oltre alle altre misure sanitarie richieste dalla compagnia all’arrivo, nell’ambito delle misure precauzionali adottate dalle autorità competenti per ridurre la diffusione del coronavirus, come sottolineato da Sky News Arabia.

S.H.

AMERICA

L’ONU, attraverso le indagini di una squadra di investigatori specializzati, assicura che il governo del Venezuela ha commesso violazioni atroci contro la persona (assassinii, torture, rapimenti), equivalenti a crimini contro l’umanità, ai danni degli oppositori politici e anche per intimorire la popolazione.

Secondo l’articolo della BBC, nella relazione redatta dalla presidente della squadra investigativa, Maria Valiñas, vengono riportate le conclusioni, sulla base di indagini su 223 casi e sulla revisione di altri 3000, che sia il presidente Maduro sia i ministri degli Interni e della Difesa siano i mandanti di tante azioni criminali lesive della dignità umana.

Sempre sulla BBC è riportata la notizia di una raccapricciante scoperta a Panama: in uno sperduto angolo della zona Ngäbe Buglé, distante oltre 350 km dalla capitale, sono stati rinvenuti i corpi, ancora da quantificare esattamente, di minori in una fossa comune.

È il secondo ritrovamento di questo tipo avvenuto dall’inizio dell’anno: il primo ha avuto luogo lo scorso gennaio e ha fatto emergere i resti di sei bambini e di una giovane donna incinta con ferite e segni di violenza dovuti, con tutta probabilità, a riti effettuati da una setta religiosa; quest’ultimo ritrovamento è avvenuto durante una ricerca della polizia che da mesi è sulle tracce di una setta evangelica, i cui membri sono stati denunciati per violenze e sevizie da alcuni ex appartenenti al gruppo religioso. Le autorità continuano ad indagare nell’ambito delle sette che, all’interno del gruppo indigeno della zona, hanno fatto numerosi proseliti negli ultimi anni.

L.C, M.D.F. e I.V

Negli Stati Uniti l’uragano Sally è arrivato a colpire la costa del Golfo, scaricando piogge torrenziali in Alabama e Florida

Secondo ABC News, si tratterebbe di un pericoloso uragano classificato come tempesta tropicale di categoria 2, nonostante si stia indebolendo. Si stima che Sally abbia scaricato sulla Florida quattro mesi di pioggia concentrati in sole quattro ore, come si legge su CNN.

Oltre ai danni materiali si conta anche una vittima nella contea di Orange, Alabama, mentre altri residenti sono stati tratti in salvo dopo che l’uragano ha allagato edifici e scoperchiato tetti, secondo quanto riportato da CBS News.

In Canada, il Primo Ministro Trudeau ha annunciato di voler avviare le consultazioni con i leader dell’opposizione.

Secondo CP24, vi sarebbe la possibilità che il governo liberale di Trudeau cada,  qualora non ricevesse l’appoggio degli altri partiti dell’opposizione.

Il discorso che intende pronunciare il Primo Ministro la settimana prossima si concentra su tre tematiche fondamentali, tra le quali l’impedimento di un’ulteriore diffusione della pandemia e aiutare i cittadini attraverso misure a lungo termine volte a risollevare l’economia in ginocchio, come riporta  The Star.

Inoltre, verrà affrontata la questione dei finanziamenti destinati all’assistenza sanitaria, settore che ha pagato il prezzo più alto e che comprende le case di cura e l’assistenza all’infanzia che garantisce alle donne la possibilità di tornare a lavorare, come afferma The Global and Mail.

S.C., S.P

In Brasile, a causa del Coronavirus, molte persone hanno perso il lavoro. Il giornale UOL ha spiegato perché sono state le persone di colore ad averne risentito maggiormente. Il motivo principale è che i settori più colpiti sono quelli del commercio e dell’edilizia, dove si trovano a lavorare più persone di colore e dove il salario è più basso. Nel secondo trimestre di quest’anno, il tasso di disoccupazione è arrivato al 13,3%. Analizzando il dato, seguendo il colore della pelle, il 17,8% dei disoccupati è di colore, il 15,4% è pardo (di discendenza africana ed europea) e il 10,4% è bianco.

M.P.

ASIA

In Cina, come riporta il South China Morning Post, si cerca di accelerare l’assimilazione delle minoranze etniche nella cultura maggioritaria Han, aggiungendo anche la Mongolia interna, dove le recenti riforme dell’istruzione hanno suscitato proteste da parte dei cittadini, spaventati da una possibile scomparsa della lingua mongola.

Gli studenti hanno organizzato scioperi, i genitori hanno ritirato i loro figli dalla scuola e sono circolate online petizioni che si opponevano all’introduzione di libri di testo e materie scolastiche da insegnare in cinese mandarino piuttosto che nella lingua locale.

Le riforme sono state annunciate pochi giorni prima dell’inizio del semestre scolastico, con nuovi libri di testo di lingua e letteratura, moralità e diritto e corsi di storia che saranno obbligatori per tutti i gradi delle scuole mongole entro il 2022.

La Cina riconosce ufficialmente 56 gruppi etnici e garantisce un livello di autonomia ad alcuni, ma Pechino ha chiarito alla fine dell’anno scorso che le cosiddette politiche di azione affermativa per questi gruppi erano state ridimensionate per promuovere l’integrazione nel gruppo di maggioranza cinese Han.

Le scuole di lingue delle minoranze tibetane e uiguri sono state per lo più eliminate dal 2017 e sostituite dall’insegnamento del cinese mandarino, in parallelo con un giro di vite di Pechino sul dissenso e la detenzione di massa di manifestanti e oppositori.

Pechino sta attuando politiche che potrebbero portare alla “distruzione totale della lingua, della cultura e dell’identità di tutte le minoranze etniche” in Cina, ha affermato Enghebatu Togochog, direttore del Centro di informazione sui diritti umani della Mongolia.

Lo studio della lingua mongola è in declino, con il numero di mongoli che scelgono scuole che usano la lingua che è sceso al 30% della popolazione etnica mongola in età scolare, da quasi il 60% nel 1990, secondo un post sul blog per la rivista Made in China di Christopher Atwood, professore di storia mongola e cinese presso l’Università della Pennsylvania.

Guidata dal comandante comunista mongolo Ulanhu, la Mongolia Interna è stata la prima regione autonoma istituita nel 1947, due anni prima della fondazione della nuova Cina comunista nel 1949.

Ulanhu, che in mongolo significa “figlio rosso del comunismo”, è stato determinante nella stesura della Legge sull’autonomia etnica regionale nel 1984, che garantiva i diritti dei gruppi etnici di gestire i propri affari interni e di studiare nelle proprie lingue fino all’università.

Da quando il presidente Xi Jinping è salito al potere nel 2012, Pechino ha abbracciato la cosiddetta politica etnica di seconda generazione, che sostiene che l’autonomia delle minoranze etniche porti a movimenti separatisti che minacciano la sicurezza nazionale.

La politica attuale, in materia di minoranze etniche, prevede l’integrazione delle stesse attraverso lo sviluppo economico, i matrimoni misti e l’uso del cinese mandarino. In tandem, prevede la rimozione delle politiche di azione affermativa per le minoranze in aree altamente competitive come l’istruzione.

L’obiettivo dichiarato della politica è quello di ottenere il “grande ringiovanimento” della nazione cinese eliminando le aree autonome e costruendo una singolare identità cinese al posto delle 56 minoranze etniche precedentemente riconosciute in Cina.

Secondo il Presidente Xi l’identità culturale è la radice dell’unità nazionale. La lingua e la scrittura comuni nazionali sono fondamentali per costruire una casa spirituale comune per tutti i minzu e rafforzare la coscienza comune della nazione cinese.  

G.R.

OCEANIA

In Australia, secondo il The Guardian Andrew Liveris, amministratore delegato del governo Morrison, ha dichiarato mercoledì al National Press Club che sia l’Australia che gli altri Stati possono raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050, espandendo in modo significativo la fornitura e l’uso domestico di gas.

Il gas è spesso descritto come avente circa la metà delle emissioni del carbone, ma gli studi hanno suggerito che ciò potrebbe essere dovuto soprattutto alla fuoriuscita di metano, che è un gas serra particolarmente potente.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:

Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

#POLITICAFFÈ

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Interferenze cinesi e russe nelle elezioni USA?

Stampa americana

Il Council on Foreign Relations ha fatto sapere che l’Agenzia per la sicurezza nazionale ha da tempo intensificato gli sforzi per divulgare pubblicamente le informazioni sulle minacce russe al fine di proteggere le reti statunitensi. In tale ottica si pone anche il lavoro di potenziamento del Cyber Command, una delle unità di combattimento del Dipartimento della Difesa statunitense: non sono mancati, sotto questo profilo, lodi e apprezzamenti da parte dei senatori di entrambi i partiti politici. Già da gennaio erano state rilevate delle attività da parte dei militari russi, che avevano tentato di hackerare le strutture della compagnia di gas Burisma, per trovare informazioni su Hunter Biden, figlio di Joe Biden. Viene poi aggiunto che Facebook ha dichiarato che l’Internet Research Agency, una compagnia russa impegnata in attività di influenza online, ha migliorato le tecniche per aggirare i filtri di disinformazione della piattaforma.

Columbia News, il portale di informazioni della Columbia University, sottolinea come la Russia abbia agito anche sul movimento Black Lives Matter e sulla questione delle vaccinazioni, per rimarcare il fatto che il Cremlino stia cercando di intensificare tutte le spaccature della società americana, con l’obiettivo di aggiungere ulteriore stress alla compagine democratica statunitense.

Mancano circa due mesi allo svolgimento delle elezioni presidenziali statunitensi. Come avvenne nel 2016, la Russia di Vladimir Putin ha dato via ad una nuova offensiva informatica per danneggiare i democratici e per far rieleggere Donald Trump. Questo è quanto ha recentemente affermato Microsoft, riportato da The New York Times.

Rispetto a quattro anni fa è presente una novità identificabile nell’interferenza cinese. Essa mira a danneggiare l’attuale Presidente in carica per favorire l’elezione alla Casa Bianca del candidato democratico Joe Biden. Microsoft non ha reso noto quale sia l’avversario straniero che pone la minaccia più grave all’integrità delle elezioni presidenziali del prossimo novembre. Tuttavia, l’opinione degli esperti di cybersecurity ritiene che l’interferenza russa, ad oggi, sia la più minacciosa.

La CNN sottolinea come i rappresentanti dell’amministrazione Trump abbiano contestato tale opinione, sebbene non siano stati in grado di presentare prove a loro sostegno. Le rivelazioni di Microsoft mostrano chiaramente che l’intelligence militare russa continui nel perseguimento dei propri obiettivi legati alle elezioni, nonostante il Cremlino ormai giochi a “carte scoperte”.

Secondo il Vox, la strategia principale delle Russia è quella di seminare discordia e divisione, diminuendo la fiducia nella democrazia. Inoltre, il Cremlino appoggerebbe apertamente  la rielezione del Presidente Donald Trump, mentre la Cina e l’Iran sarebbero molto più focalizzati nel promuovere i propri obiettivi nazionali. Per la Cina, ciò potrebbe significare la promozione della sua narrativa sul Covid-19 o far tacere gli Stati Uniti sulle proteste di Hong Kong. La motivazione di Teheran a condurre tali attività è dovuta alla percezione che la rielezione del presidente Trump porterebbe a una continuazione della politica di pressione degli Stati Uniti nel tentativo di favorire il cambiamento di regime in Iran. Tutti e tre possiedono capacità diverse: la Cina potrebbe non ricorrere alla diffusione di fake news online come la Russia e l’Iran fanno perché possiede altri strumenti più efficaci – economici e tecnologici – che potrebbero permettere alla Cina di raggiungere questi obiettivi.   

Stampa inglese

La BBC riporta che, sulla base delle dichiarazioni di Microsoft, sia la campagna elettorale di Donald Trump che quella di Joe Biden sono finite nel mirino degli hacker, dunque una questione bipartisan quella dell’interferenza elettorale, che coinvolge democratici e repubblicani allo stesso modo. Ma sempre secondo l’azienda informatica la maggior parte degli assalti non avrebbe avuto successo. Dietro questi ‘cyber attacchi’ ci sarebbero quindi Russia, Cina e Iran, e con particolare riferimento a quest’ultimo Paese, un gruppo noto come Phosphorus, avrebbe tentato tra maggio e giugno di accedere ai conti dei funzionari della Casa Bianca e del personale della campagna di Trump. Il pericolo rimane molto concreto perché, come ricorda l’emittente britannica, l’indagine di Robert Mueller aveva concluso che nel 2016 gli hacker russi erano riusciti a forzare l’accesso dei sistemi del Comitato nazionale democratico e dell’email personale di John Podesta, presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton.

The Guardian aggiunge che Microsoft non ha determinato quale attore straniero possa rappresentare la maggiore minaccia per l’integrità delle prossime elezioni presidenziali; tuttavia gli esperti di sicurezza informatica sono concordi nel giudicare la Russia come l’insidia più grave. John Hultquist, direttore del dipartimento analisi di intelligence della società FireEye, ha definito l’intelligence militare russa come il più grande pericolo per il corso democratico. 

Il Consigliere alla Casa Bianca per la Sicurezza Robert O’Brien ha annunciato che gli Stati Uniti stanno portando avanti una battaglia contro gli attacchi informatici che provenienti da Cina, Iran e Russia, secondo quanto riportato da Reuters. Inoltre, il Consigliere ha reso noto che ci saranno gravi conseguenze per quei Paesi che stanno cercando di interferire nelle elezioni degli Stati Uniti d’America.   

Chiara Aveni e Gaia Natarelli

Fonti

To secure the Election: tame the russian bear in cyberspace disponibile su https://www.cfr.org/blog/secure-election-tame-russian-bear-cyberspace, consultato il 15/09/2020

How to combat russian disinformation in the U.S. Presidential election disponibile su https://news.columbia.edu/news/how-to-combat-russian-disinformation-presidential-election, consultato il 15/09/2020

Russia, China and Iran hackers target Trump and Biden, Microsoft says disponibile su https://www.bbc.com/news/world-us-canada-54110457, consultato il 15/09/2020

Russian hackers targeting US political campaigns ahead of elections, Microsoft warns disponibile su https://www.theguardian.com/technology/2020/sep/10/microsoft-russia-us-election-2020-hackers, consultato il 15/09/2020

Russian Intelligence Hackers Are Back, Microsoft Warns, Aiming at Officials of Both Parties, disponibile su https://www.nytimes.com/2020/09/10/us/politics/russian-hacking-microsoft-biden-trump.html, consultato il 15/09/2020

Are China and Iran meddling in US elections? It’s complicated, disponibile su https://www.vox.com/21418513/china-iran-us-election-meddling-russia, consultato il 15/09/2020

Russian meddling efforts intensifying as US election nears, disponibile su https://edition.cnn.com/2020/09/12/politics/russian-meddling-2020-us-election/index.html, consultato il 15/09/2020

China targeting U.S. election infrastructure with cyberattacks, says O’Brien, disponibile su https://www.reuters.com/article/us-usa-election-interference-idUSKCN2550Q2, consultato il 15/09/2020

#LUXURYMOMENTS: #18

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The Dolce and Gabbana Renaissance

From an already enchanted Villa Bardini in Florence, last week Dolce and Gabbana presented their new collection. Some notes tend to maintain a sort of continuity with the previous collection, if we think about the elegant black pieces of Haute Couture and the glorious hairbands and hats, but the melody altogether keeps the premises for something new.

As time requires, fashion will respond with grace.

The premises for the new Dolce and Gabbana season are blossoms, youth, precious Jewelry and nature. With a collection of 80 pieces, the new Haute Couture amaze the public, step by step, on the cobblestones of the Villa garden. The air has been full of emotions and optimism, even if from the outside, we would have liked to see more face masks and social distancing, the result has been able to let us forget a little of this year happenings.

After the Men Haute Couture still based on the topic of rebirth, the new Women Collection followed the same path organizing itself, as well, around the topic of the Renaissance. The collection has been inspired by the original idea of Giovanni Battista Giorgini who, back to 1951, encouraged enormously the Italian Haute Couture into the creation of its own couture models at the time when they were previously purchased from directly from Paris.

This is the pride of being Italian, as both the creators of the Maison assumed: “(..) Our dream has always been to perform a collection as a tribute to Giorgini’s creativity and initiative. We wish for the tradition of the Italian Haute Couture to be spread worldwide as a timeless value of Made in Italy (..)”.

Like the struggle of people committed for the rebuilding of their traditions, the new collection seems to have a lot in common with a vintage idea of the 50s; a peculiar time that reminds of the golden age of the Italian Hollywood, Cinecittà studios, the Junoesque measures of Sophia Loren and the return of the full skirt, wisely enriched by the baroque tulles: a typically of D&G style.

After the lockdown period the designers created their first collection totally “home-made” using all the materials they could easily get or already had. For the creation of this season, the Dolce and Gabbana team has also been integrated by fifteen new designers aged from 20 to 25. Tradition bounded to new inspiration. The protagonist of the season is the craftsmanship: a type of art that does not need to be urged to be perfectly performed; according to the designer themselves, some pieces have been structured with more than 1500 unique-craft-made pieces of garments and the knitting process tends to recall the stones inlays.

So, what is the real goal? Trying to re-educate the eyes and especially the heart to beauty and individuality, no labels needed. Through the words of Dolce and Gabbana: “(..) Socials, the web and the globalization created a plain stimulus of the research and a fervent urgency for immediate self-accomplishment. But fashion, as anything valuable, needs time. Quality against quantity. But homologation created a “ugly” comfort zone where is easy to stay in(..)”.

This represent not only a great performance for a dazzling return, the season tends to assume a different meaning according to our perception of rebirth: from work to school, vacation to the ordinary routine, we all missed the extraordinary prospective that a simple life could carry.

Fanny Trivigno

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https://www.finestresullarte.info/attualita/evento-dolce-e-gabbana-firenze-piazza-signoria

https://www.corriere.it/moda/20_settembre_04/dolce-gabbana-basta-omologazioni-rieduchiamoci-bellezza-0f88f154-ee3d-11ea-8e1d-a2467c523c28.shtml

#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Secondo i dati dell’Insee francese, i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri. Dal 14 settembre al 6 ottobre avrà luogo la 45esima sessione del Consiglio per i Diritti Umani, la Russia sarà presente. Numerose, ancora, le riflessioni sul Covid soprattutto a causa di nuovi contagi in diversi paesi e in vista dell’inizio dell’anno scolastico. Ondata tropicale di piogge a Capo Verde, l’isola di Santiago completamente inondata.

EUROPA

In Spagna continua a preoccupare la situazione Covid-19: secondo 20minutos, solo nelle ultime ore, sono stati calcolati più di 10.000 nuovi contagi e oltre 70 decessi (dati confermati anche dal Ministero della Salute). La Comunità di Madrid continua a essere nel centro del ciclone: solo un terzo dei casi si trova in questa zona. Aragona, Catalogna, Navarra e Paesi Baschi sembrano voler adottare misure atte a stabilizzare e abbassare la cifra dei contagi. Secondo Fernando Simón, direttore del Centro de Coordinación de Alertas y Emergencias Sanitarias, si sta mantenendo una situazione che può senz’altro essere definita importante e stabile, anche calcolando che i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva del Paese sono attualmente più di 8.000.

Oltre alla Comunità di Madrid, anche l’Andalusia riporta un elevato rischio di contagio, difatti sono stati rilevati quasi mille casi e 16 morti; seguono la Catalogna e la Comunità Valenzana.

Passando, invece, a una notizia riportata da El Mundo, arriviamo al caso di Melilla, la città spagnola che, con Ceuta, è situata nel continente africano: prima che i casi continuino ad aumentare a dismisura, il Governo della Comunità Autonoma in questione sta studiando un modo per sollecitare la dichiarazione di uno stato d’allerta nella città non con fini di chiusura, bensì come “ombrello legale” per adottare misure utili a controllare la trasmissione del virus.

L.C, M.D.F. e I.V

In Svizzera Roger Köppel, una delle personalità di spicco del partito UDC nel Parlamento federale, si pronuncia in merito all’aumento dell’immigrazione di massa. Secondo il politico l’immigrazione non ha giovato agli svizzeri, il loro benessere è diminuito e non sono diventati più ricchi. Il giornale Le Temps riporta le parole di Roger Köppel, il quale si tutela da eventuali critiche affermando che non si schiera contro l’immigrazione: «mia moglie è di origine vietnamita, mia nonna era tedesca, mio padre aveva un’impresa di costruzioni con dipendenti italiani e jugoslavi. Sono l’avvocato di una Svizzera aperta. Ma questa apertura al mondo deve essere controllata. La libera circolazione non è davvero un buon sistema per la Svizzera. Purtroppo, l’UDC è l’unico partito che se ne assume la responsabilità».

S.C.

In Belgio, il sindaco di Gand, Mathias De Clerq, spera nella trasformazione del suo partito tradizionale Open Vld in un movimento di più larghe vedute. De Clerq afferma che il suo partito ha bisogno di trovare un nuovo slancio poiché i partiti tradizionali sono obsoleti e bisogna aprirsi a nuove idee, iniziando, per esempio, con un nuovo nome. Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Soir, l’iniziativa non è nuova: la scorsa settimana, il presidente di un altro partito, il sp.a, ha annunciato una nuova denominazione, Vooruit (“avanti” in nederlandese), una scelta che si inscrive in un percorso di cambiamento rivolto al presente.

EA.V.

In Francia, secondo i dati dell’Insee (Istituto nazionale della statistica e degli studi economici), i più ricchi sono sempre più ricchi e i più poveri sono sempre più poveri: prendendo in considerazione i dati del 2018, ovvero prima della crescita economica del 2019 e del crollo legato alla crisi sanitaria, la disuguaglianza di reddito è aumentata. Secondo quanto riportato dal quotidiano Ouest France, il tenore di vita delle famiglie più modeste si sta abbassando principalmente a causa di una diminuzione delle indennità di alloggio. D’altro canto, per i più benestanti, tra i vari fattori, la flat tax voluta da Macron ha comportato un aumento del patrimonio e ciò spiega uno stile di vita sempre più agiato. Tale disuguaglianza ha quasi raggiunto il livello record del 2011.

EA.V.

In Portogallo questa settimana si è registrato un aumento di casi di Coronavirus, più 673 positivi e 7 decessi nel weekend, le cifre più alte da aprile, riporta Público. Allo stesso tempo il santuario di Fatima, a Ourém, ha dovuto bloccare le entrate a causa di un numero troppo elevato di persone per la comunione della domenica. Attualmente, il santuario sta ospitando il pellegrinaggio internazionale annuale di settembre e ha dovuto chiudere momentaneamente le porte per la prima volta da maggio, informa Lusa. L’attrice e regista portoghese Ana Rocha de Sousa ha vinto due premi al Festival del Cinema di Venezia, terminato questo sabato, con il suo primo lungometraggio “Listen”, si legge in Expresso. L’opera è un dramma familiare ispirato a fatti di cui Ana è stata testimone: ambientato nel Regno Unito, dove la realizzatrice ha studiato e vissuto, la trama tratta di una famiglia portoghese alla quale vengono tolti i figli per sospetto di maltratto.

D.F.

Meno visitatori agli eventi e l’obbligo di indossare mascherine in tutti i negozi: l’Austria sta nuovamente intensificando le misure di protezione. Il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, ha affermato che verranno attuate ulteriori restrizioni in futuro se l’ondata di contagi non si placherà. Stando a quanto si legge sulle prime pagine del giornale tedesco Tagesschau emerge che il numero dei contagi è tornato ad aumentare anche in Austria. Venerdì sono stati segnalati 580 nuovi casi, il giorno prima invece ammontavano a 664. Quasi 5.000 cittadini austriaci sono affetti dall’infezione virale, più della metà residenti a Vienna. «So che in molti non ci crederanno ancora ma la situazione sta diventando sempre più seria con il passare delle ore e giorni» – così ha dichiarato pubblicamente il giovane cancelliere, aggiungendo che se sarà necessario, le misure di restrizione verranno inasprite ancora di più.  

L’inverno si sta avvicinando e anche la Germania sta osservando l’evoluzione del numero di infezioni, si pone quindi la questione di quanto siano attrezzati gli ospedali, le autorità sanitarie e le scuole per fare fronte ad una nuova ondata. Un articolo su Die Zeit spiega che il sistema sanitario tedesco non è mai stato sull’orlo del collasso, il numero di letti e apparecchi per la terapia intensiva è sufficiente per curare anche i malati più gravi. Per quanto concerne il sistema scolastico, regna l’incertezza e preoccupazione tra i genitori e i Länder hanno proposto indicazioni diverse. A Berlino, ad esempio, i bambini che presentano tosse o raffreddore ma non hanno una temperatura febbrile possono continuare a frequentare le lezioni, mentre nel Land Sachsen-Anhalt, i genitori di bambini che frequentano l’asilo dovranno rilasciare una documentazione scritta dove dichiarano che il proprio figlio non presenta la sintomatologia tipica del Covid e al minimo sintomo il bambino resterà a casa. Insomma, la situazione è preoccupante, si hanno attualmente poche certezze e tutto il mondo ripone fiducia nel tempestivo sviluppo di un vaccino.

M.S., L.R.

La società ARM Holdings, produttrice di chip per computer nel Regno Unito, sarà venduta a Nvidia, azienda americana produttrice di processori grafici. Secondo The Guardian, il gigante tecnologico inglese avrà un prezzo di vendita di 40 miliardi di dollari.

Oggi la tecnologia ARM viene impiegata in molti dispositivi tecnologici, soprattutto negli smartphone, dal conglomerato giapponese Softbank che l’aveva acquistata quattro anni fa, secondo quanto riportato dalla BBC.

Nonostante l’accordo, il co-fondatore di ARM Holdings, Hermann Hauser, ha descritto la vendita come disastrosa, malgrado Nvidia abbia dichiarato che non intende spostare la sede di Cambridge, come afferma Sky News.

S.C., S.P.

La Russia parteciperà alla 45esima sessione del Consiglio per i Diritti Umani presso la sede ONU di Ginevra, che si aprirà lunedì 14 settembre e terminerà il 6 ottobre.

 La delegazione russa, rappresentata da Gennady Gatilov, contribuirà a proporre iniziative per la sfera economica, sociale e culturale, così come per il diritto allo sviluppo. Gatilov è il Rappresentante Permanente della Russia presso l’ONU e altre Organizzazioni Internazionali. “Agiremo come co-autori di una serie di iniziative sui temi che la Russia supporta da sempre: azione contro il razzismo, discriminazione etnica, xenofobia e intolleranza,” ha dichiarato Gatilov. “Cercheremo la collaborazione e il dialogo costruttivo con i nostri partner. Ci opporremo con forza ai tentativi di politicizzare il Consiglio, tentativi di sottoporre a questo argomenti che non hanno a che fare con l’impegno internazionale per i diritti umani,” ha aggiunto.

La delegazione si aspetta di partecipare a una sessione particolarmente impegnativa: saranno esaminate una serie di procedure speciali contro i rifiuti nocivi, le misure coercitive individuali, il diritto all’informazione. Inoltre, si prospetta difficoltosa la discussione su paesi come Venezuela, Yemen, Syria e Bielorussia.

Riguardo al controverso caso Navalnij, lungi dall’essere risolto, si è espresso anche il Presidente francese Emmanuel Macron, il quale ha personalmente dichiarato, in occasione di una telefonata con il Presidente

Vladimir Putin, che gli esperti francesi confermano “l’avvelenamento” come causa del malore del politico Navalnij.

Il periodico russo “Novaya gazeta” riporta il comunicato del presidente francese, che ha espresso “profonda preoccupazione per l’atto criminale commesso contro il politico” e ha chiesto un chiarimento maggiore riguardo le circostanze dell’accaduto, nonché giustizia per Navalnij, punendo i responsabili dell’attentato. Macron ha inoltre sottolineato che la Francia, insieme ad altri paesi europei, ha condotto le proprie ricerche e, giungendo alla conclusione dell’avvelenamento da Novichok, accusa la Federazione Russa di aver violato la Convenzione sulle armi chimiche (Chemical Weapons Conventions), ovvero “un trattato di disarmo e di non proliferazione vincolante di diritto internazionale, il cui obiettivo consiste nel divieto delle armi chimiche a livello mondiale”.

Putin, tuttavia, ribadisce l’infondatezza di tali accuse riguardo al caso Navalnij, reputandole inappropriate.

L’agenzia di stampa, inoltre, dopo, esser venuta a conoscenza della volontà di Navalnij e sua moglie di render note le proprie condizioni, riporta la notizia dello stato di miglioramento del paziente, il quale risulta in grado di respirare naturalmente senza il supporto della ventilazione artificiale e di alzarsi dal letto per un breve lasso di tempo.

 S.N., D.S.

AFRICA

In Mali, il 12 settembre il capo della giunta maliana, il colonnello Assimi Goïta, si è impegnato a istituire un governo per ristabilire il potere civile entro 18 mesi, dopo l’adozione di una “carta” di transizione. Come riportato da France24Afrique, gli esperti nominati dalla giunta che il 18 agosto ha rovesciato il regime del presidente Ibrahim Boubacar Keïta (IBK) hanno adottato questa “carta” al termine di tre giorni di discussioni a Bamako tra personalità politiche, militari ed esponenti della società civile. In particolare, il documento indica che il capo di Stato ad interim può essere un civile o un militare e fissa a 18 mesi la durata del periodo di transizione, che dovrà essere seguito da elezioni, ha detto Moussa Camara, portavoce delle discussioni in corso.

S.C.

In Angola, come riporta Jornal de Angola, il commissario capo della polizia nazionale Paulo de Almeida condanna la condotta di alcuni agenti della polizia. Il discorso del commissario è avvenuto il giorno dopo il decesso di una ragazza. È accaduto nel Bairro dos Ossos, un quartiere nel municipio di Cazenga, nella provincia di Luanda. L’incidente è avvenuto dopo che alcuni cittadini si erano diretti al posto di blocco per denunciare una rissa tra le gang di quartiere. Il poliziotto ha sparato un colpo per cercare di disperdere la folla uccidendo la ragazza e immediatamente i cittadini si sono scagliati contro la polizia. Attualmente, il poliziotto è in prigione e tutti vogliono che venga fatta giustizia per la 15enne, per il figlio che portava in grembo e per tutte le vittime di violenza.

M. P.

A Capo Verde, in seguito a forti piogge negli scorsi giorni l’isola di Santiago è stata inondata, provocando vari danni e il decesso di un bebè. Il Primo Ministro ha chiesto alla popolazione di proteggersi dato che le piogge dureranno ancora. Infatti, secondo l’Istituto Nazionale di Meteorologia e Geofisica (INMG), l’arcipelago è sotto l’influenza di un’ondata tropicale che parte vicino la costa della Guinea Bissau e può trasformarsi in una depressione tropicale, riferisce Lusa. Dopo tre anni di siccità a Capo Verde, le piogge sono riiniziate da fine luglio regolarmente.

D.F.

In Algeria, più di 600.000 candidati hanno iniziato gli esami di maturità, programmati per giugno e poi rinviati a settembre a causa del Covid-19. Per evitare che gli studenti copiassero durante la prima prova, il Governo ha vietato l’accesso ai social network e ha adottato una serie di misure per prevenire i tentativi di imbroglio. Una decisione presa a seguito di quanto accaduto durante gli esami del 2016, quando le tracce furono pubblicate sui social.

Le modifiche del Codice penale emanate ad aprile sono entrate in vigore e la magistratura ha emesso la prima condanna per “fuga di domande”. L’esame ha avuto luogo il 7, 8 e 9 settembre. Una dichiarazione del Ministero della Giustizia ha dichiarato che “l’8 settembre il Tribunale per i reati minori di Qalma ha condannato B.L, uno studente delle scuole superiori, a un anno di reclusione e a una multa di 100.000 dinari (660 euro) dopo essere stato giudicato colpevole di aver pubblicato sulla sua pagina Facebook la risposta relativa al test di lingua araba.

Altri indagati restano in attesa di processo, secondo Sky News Arabia.

S.H.

MEDIO ORIENTE

La Casa Bianca si prepara a ospitare un evento storico rappresentato dalla firma di un accordo di pace tra gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, da un lato, e Israele, dall’altro, sotto gli auspici del presidente Donald Trump. Alla cerimonia gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein saranno rappresentati dai rispettivi Ministri degli Affari esteri, lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan e Abdul Latif Al-Zayani. Per quanto riguarda Israele, sarà presente il primo ministro Benjamin Netanyahu.

Il Presidente americano ha descritto entrambi gli accordi come una “storica dichiarazione di pace”.

Nel Golfo, la mossa del Bahrein per stabilire la pace con Israele ha ricevuto il sostegno del Sultanato dell’Oman, il quale ha accolto con favore l’iniziativa del Bahrain di normalizzare le relazioni con Israele.

Il Ministro dell’intelligence israeliano aveva dichiarato, pochi giorni dopo l’accordo tra Emirati e Israele annunciato il 13 agosto, che anche il Sultanato dell’Oman avrebbe potuto compiere lo stesso passo. Tuttavia, il Sultanato non ha commentato ufficialmente tale dichiarazione, come riportato da  As-sharq Al-Awsat.

Gli aerei da guerra della coalizione guidata dai sauditi hanno lanciato nuovi raid sui siti Houthi a Sana’a, nello Yemen. I caccia della coalizione hanno preso di mira le caserme Houthi e i siti militari alleati con l’Iran nella capitale yemenita, Sana’a, distruggendo, citando fonti locali, anche quattro droni Houthi nella base aerea di Al-Dailami. Dalla coalizione non sono ancora arrivate conferme ufficiali, ha sottolineato France24.

Il lancio dei raid è avvenuto dopo che gli Houthi hanno annunciato di aver attaccato un “obiettivo importante” nella capitale saudita, Riyadh, usando un missile balistico e dei droni.

La coalizione non ha confermato l’attacco a Riyadh, ma ha affermato di aver intercettato e distrutto missili balistici e bombardato aerei lanciati verso l’Arabia Saudita.

S.H.

AMERICA

Degna di attenzione è la notizia proveniente dal Nicaragua, in prima pagina su El País, riguardante la persecuzione fiscale da parte del governo di Daniel Ortega delle uniche due reti televisive del Paese rimaste indipendenti. Il governo ha intrapreso una campagna di attacchi ai giornalisti e alle reti televisive dell’opposizione già da tempo, almeno dal 2018, con aggressioni fisiche, minacce e sabotaggi delle antenne televisive. Ma la notizia preoccupante arriva ora: l’11 settembre il canale indipendente Canal 12 ha ricevuto una multa (per un presunto debito) del valore di 600.000 dollari americani oltre al sequestro di beni personali del direttore del canale. I programmi denunciavano le gravi violazioni dei diritti umani del governo. Anche Canal 10, il canale più visto dai nicaraguensi, ha subito una multa di circa 3 milioni di dollari americani. I giornalisti sono molto preoccupati che si vada verso un ostruzionismo totale.

Diverso, ma ugualmente serio, è il caso della Colombia, dove continuano gli abusi della polizia nella città di Bogotà. La violenza delle manifestazioni contro il governo Duque è aumentata significativamente dal 2019 tanto che la polizia è fortemente coinvolta nel controllo di queste ultime. Dal 2016 un nuovo regolamento concede più potere alla polizia colombiana nelle decisioni di arresto, con il risultato di una gestione più repressiva da parte delle forze dell’ordine, che negli ultimi giorni hanno ricevuto denunce per violazione dei diritti umani. L’aggiornamento è di El País: 13 morti negli ultimi giorni, 74 feriti, 54 atti di vandalismo contro le stazioni di polizia e 206 contro i mezzi di trasporto pubblico.  

L.C, M.D.F. e I.V

Secondo il New York Times, negli Stati Uniti ci si chiede come sarebbe l’America oggi se il presidente Trump avesse combattuto il virus tanto duramente quanto ha combattuto per la costruzione del “suo muro”; forse molte migliaia di vite sarebbero state salvate.

Un’opportunità per un’azione decisiva è arrivata il 28 gennaio, quando il suo consigliere per la sicurezza nazionale, Robert C. O’Brien, ha avvertito Trump affermando che il coronavirus “sarà la più grande minaccia alla sicurezza nazionale che affronterà durante la sua presidenza”.

Il presidente ha deciso di illudere i cittadini minimizzando il virus, paragonandolo all’influenza e dicendo che sarebbe “andato via”.  Ad oggi, come risultato di ciò, gli americani costituiscono il 4 % della popolazione mondiale e il 22 % dei morti di Covid-19.

In Canada, secondo la CBC News  sono passati sei mesi da quando il governo federale ha annullato i test per ottenere la cittadinanza a causa del Covid-19 e molti immigrati chiedono di poterli svolgere online o fisicamente a distanza.

Myrann Abainza è arrivata in Canada dalle Filippine come badante nel 2009 ed è stata raggiunta dal marito e da due figlie sei anni dopo. La sua famiglia era sulla buona strada per ottenere la cittadinanza prima che arrivasse il Covid-19. Frustrata dal ritardo e dalla mancanza di informazioni da parte dell’Immigration, Refugees and Citizenship Canada (IRCC), ha affermato che il governo dovrebbe trovare un modo per svolgere i test di persona, rispettando le linee guida per la salute pubblica.

L’IRCC riporta sul suo sito web alcune informazioni a riguardo della cancellazione dei test e  ha riferito a CBC News che sta cercando alternative per fornirli, ma al momento non ha offerto alcun termine.

S.C., S.P

Nello stato di Rio de Janeiro, in Brasile, il Tribunale Superiore del Lavoro ha deciso che le scuole private riapriranno le porte agli studenti dal 14 settembre. Come spiega il giornale UOL, il provvedimento prevede che le persone più a rischio lavoreranno da casa attraverso le video lezioni. Tra i banchi ci sarà una distanza di 1,5 metri, mentre la ricreazione avverrà a turni. La decisione di riaprire le scuole private è stata abbastanza repentina. Infatti, il decreto del 4 settembre ne vietava l’apertura fino alla vaccinazione degli alunni e dei docenti o nel caso in cui il virus non presentasse più un rischio per la società.

M.P.

ASIA

In Cina, come riportato dal China Daily, una nuova antologia raccoglie le storie delle scrittrici cinesi, troppo spesso, messe da parte o discriminate.

Quando Zhang Li, autrice del libro, aveva circa 6 anni negli anni ’70, fu mandata a Baoding, nella provincia di Hebei, nella Cina settentrionale, a vivere con la nonna materna per un anno.

Per molti pomeriggi in campagna, la nonna la portò a una grande pagoda sotto il quale le donne del villaggio amavano radunarsi dopo pranzo. Le mogli di questi contadini cucivano attivamente suole di scarpe, tessevano paglia, allattavano e sgusciavano mais mentre chiacchieravano.

Dopo aver giocato a nascondino con altri bambini, Li si sedeva e ascoltava le chiacchiere delle donne: la figlia di qualcuno diventava più carina, il marito di qualcuno guadagnava di più, alcuni anziani erano morti e qualcuno aveva un nuovo bambino. Li ricorda che una volta una donna è scoppiata in lacrime mentre parlava e ha mostrato agli altri le sue braccia e le gambe contuse.

C’era una donna che veniva al villaggio che aveva sposato un uomo non seguendo le tradizioni. Anche se sembrava vivere una bella vita, la gente spettegolava su di lei. C’era un’altra sposa che piangeva tutto il giorno. Li ha poi saputo che era stata rapita dalla provincia di Sichuan nella Cina sudoccidentale e che veniva tenuta sotto controllo tutto il tempo dal marito.

Ci sono state conversazioni su gravidanza, aborto e politica di pianificazione familiare. Solo quando Li Zhang è cresciuta si è resa conto di quanto fosse coraggiosa quella donna che si è sposata contro gli usi e i costumi della tradizione cinese, che le persone avrebbero dovuto aiutare la donna che era stata rapita e che la donna con i lividi era vittima di violenza domestica.

“Molti anni dopo che ho capito che le chiacchiere delle donne sotto l’albero della pagoda non erano solo narrazione, ma anche un grido d’aiuto” scrive Zhang nella prefazione a An Anthology of Short Stories by Chinese Women. Zhang scrive: “Per me, selezionare storie per questa antologia è stato come cercare di costruire una comunità letteraria femminile immaginaria, proprio come lo spazio sotto l’albero della pagoda. All’apertura del libro, nello stesso spazio e allo stesso tempo, ascoltiamo le storie l’uno dell’altro, e ci riconosciamo”

Zhang è stata ispirata a compilare un libro del genere quando era una dottoranda che lavorava alla sua tesi sull’inizio della scrittura femminile cinese più di cento anni fa.

Il suo intento è quello di tracciare una mappa della storia della letteratura femminile cinese, includendo non solo scrittrici famose, ma anche scrittrici meno conosciute, più recenti, per scoprire come si è sviluppata la letteratura femminile cinese nel secolo scorso.

Ha cercato le scrittrici, una per una, tra le vecchie riviste letterarie, come New Youth nel 1919 e Fiction Monthly nel 1921, e gradualmente ha riempito gli spazi vuoti sulla mappa, inserendo scrittrici dei tempi antichi ma anche dei tempi moderni, per incoraggiare le donne a scrivere e a dare voce ai loro pensieri. “Volevo creare un libro inclusivo, un coro di voci diverse, aperte e all’avanguardia, commoventi, gentili ma tenaci, che parlavano fedelmente della vita delle donne da diverse prospettive”, dice Zhang.

Le scrittrici sono generalmente molto caute quando scrivono perché, alla fine, questo è un mondo prettamente maschile, nonostante lo status sociale delle donne stia migliorando piano piano.

Zhang Li ripone molta fiducia nelle giovani scrittrici e non vede l’ora che le donne, possano scrivere quello che vogliono, senza preoccuparsi di essere meno considerate o rispettate.  

G.R.

OCEANIA

In Australia il premier Daniel Andrews ha difeso l’operato di alcuni poliziotti durante un controllo autostradale.

Secondo The Courier, vi sarebbe un video in circolazione che mostrerebbe la polizia che trascina fuori dall’auto una donna fermata ad un checkpoint a Kalkallo, a nord di Melbourne.

Gli agenti avevano fermato la macchina poiché avevano notato che il porta cellulare dell’autista le impediva la vista della strada. Al suo rifiuto nel rimuoverlo e di fornire i documenti, la polizia l’ha arrestata, come si legge su Mail Times.

Come riporta The Examiner, il video, postato su Facebook, è diventato subito virale e la mostrava mentre opponeva resistenza, affermando di non sapere che fosse illegale non fornire i documenti durante un controllo.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:


Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

#POLITICAFFÈ

Pubblicato il

Giappone: silenzio, si gioca

Stampa statunitense

Applausi, canti, cori, urla: questo è quello che si poteva sentire andando allo stadio nel periodo pre-Covid-19. Nell’era del Coronavirus la realtà è ben diversa. Lo dimostra la riapertura degli stadi agli spettatori in Giappone. Come riporta il New York Times, mentre i principati campionati sportivi negli Stati Uniti e in Europa vedono quelle tribune, un tempo gremite di spettatori, ancora vuote, i tifosi giapponesi assistono alle partite già dall’inizio dello scorso luglio. Infatti, il Paese ha riaccolto gli spettatori negli stadi, ma canti, cori e tamburi per cui sono noti i tifosi giapponesi, sono ancora severamente vietati. Ora, la maggior parte di queste attività è vietata per paura che le persone possano essere spinte, in una frenesia di urla, e che possano usare un qualsiasi spray che può diventare un vettore per la diffusione del virus. Ricordiamo che il Giappone non ha fatto ricorso al cosiddetto lockdown per contenere la diffusione del virus e l’emergenza nazionale dichiarata ad aprile è dipesa in gran parte dall’adesione volontaria dei cittadini. Nelle ultime settimane, le autorità sanitarie del Paese hanno segnalato più di 1000 infezioni in diverse giornate, non c’è stato alcun accenno verso una possibile chiusura.

The Washington Post sottolinea come l’intenzione del governo giapponese sia quella di vaccinare l’intera comunità contro il Coronavirus entro la metà del prossimo anno. Anche se ciò si dovesse rivelare impossibile, gli organizzatori degli ormai rimandati Giochi Olimpici di Tokyo 2020 insistono sul fatto che i Giochi si svolgeranno ugualmente, forse con un numero ridotto di spettatori. In una recente intervista, Toshiro Muto, CEO di Tokyo 2020, ha affermato che poiché è altamente probabile che le Olimpiadi avranno luogo con il Coronavirus ancora presente nella comunità internazionale, è necessario adottare delle misure che permettano sia agli spettatori che agli atleti di partecipare all’evento in sicurezza. Inoltre, aggiunge che se si riuscirà ad organizzare Tokyo 2020 – ormai 2021 – con una pandemia in corso, questo servirà sicuramente da modello per come dovranno essere gestiti in futuro eventi simili su scala globale in situazioni di emergenza come quella che stiamo attraversando quest’anno.

Stampa giapponese

Nippon.com racconta come la nuova realtà sportiva imposta dal coronavirus sia stata del tutto peculiare anche quando gli stadi erano completamente vuoti. Nei match di baseball che sono ripartiti nel mese di giugno, si è cercato inizialmente di ricreare l’eccezionale calda atmosfera a cui solo i tifosi sanno dare vita. Per esempio, durante un incontro allo Yokohama Stadium la squadra di casa, la DeNA BayStars, ha occupato 5.000 posti interni con fotografie giganti dei propri fan; inoltre era stato messo a disposizione per gli spettatori a casa, un live streaming con la telecronaca delle ex stelle del baseball. E, come se non bastasse, i tifosi potevano accedere in videoconferenza alla piattaforma Zoom per poi ritrovarsi proiettati sullo schermo digitale dello stadio.

Anche a Taiwan e nella Corea del Sud, per sopperire a una presenza limitata negli stadi, sono state affisse fotografie dei propri tifosi. Ancora, in ambito calcistico si stanno cercando di sviluppare nuovi approcci: la Yamaha Corporation è impegnata a studiare una ‘tecnologia di tifo a distanza’, ovvero una app che permette ai supporter da casa di trasmettere le loro voci direttamente agli altoparlanti dello stadio. Perché come sappiamo, gli eventi sportivi professionali, secondo il programma governativo giapponese, hanno sì iniziato a rivedere una presenza fisica dei propri sostenitori ai vari incontri a partire da luglio, ma comunque è in atto uno sforzo creativo per sviluppare nuove forme di intrattenimento, in quanto il Giappone teme che molte squadre aziendali possano scomparire, come era già successo negli anni tra lo scoppio della bolla speculativa giapponese del 1990 e la grande crisi finanziaria internazionale del 2008. Infatti, oltre alle perdite sui biglietti, i club dovranno fare i conti con le diminuzioni dei guadagni su prodotti come cibo e bevande che vengono solitamente venduti durante le partite.

Il Japan Press Weekly ha invece voluto evidenziare come nel mese di maggio il governo giapponese abbia messo a disposizione di gruppi sportivi e associazioni culturali e artistiche, un budget di 56 miliardi di yen per riprendere le proprie attività. Ma lamenta il giornale, è ancora troppo poco.

Japan Times, affidandosi alle parole dell’AD di Sports Branding Japan, ha sottolineato come sia importante cercare di comprendere le potenzialità del nuovo mercato offerto dai servizi video, per fare in modo che leghe e squadre si aprano a nuove idee per ampliare il mercato, creando piani aziendali nuovi. Viene inoltre affrontato il tema dei Giochi Olimpici e Paraolimpici di Tokyo, che sono stati rinviati alla prossima estate. Numerosi interrogativi, infatti, ruotano attorno a tale questione; per esempio, ci si chiede se gli sponsor che avevano termini contrattuali previsti per il 2020, avranno un rinnovo gratuito oppure dovranno versare denaro aggiuntivo. Infine, viene affrontato il tema più delicato relativo ai problemi dei Giochi Paraolimpici, perché gli atleti con specifiche disabilità fisiche potrebbero rifiutarsi di viaggiare in Giappone per problematiche legate al proprio sistema immunitario.

Dunque, anche lo sport ha dovuto ovviamente ridimensionare il proprio spazio in seguito alla pandemia da Covid-19, delineando inediti scenari dei propri campi da gioco, che nel passato sarebbero sembrati assurdi o, addirittura, inimmaginabili.

Chiara Aveni e Gaia Natarelli

FONTI:

Sitting in Silence With 5,000 Fans: The New Sound of Japanese Sports, disponibile su  https://www.nytimes.com/2020/09/09/world/asia/japan-coronavirus-jleague-soccer.html, consultato il 10/09/2020

Organizers, IOC Trying to Remove Doubts Over Tokyo Olympics, disponibile su https://www.nytimes.com/aponline/2020/09/08/sports/olympics/ap-oly-tokyo-future.html, consultato il 10/09/2020

Tokyo Olympics organizers say Games can proceed without a coronavirus vaccine, disponibile su https://www.washingtonpost.com/world/asia_pacific/tokyo-olympics-japan-coronavirus-vaccines/2020/09/03/8e858c88-e799-11ea-bf44-0d31c85838a5_story.html, consultato il 10/09/2020

Government compiles support measures covering a wide range of sports clubs disponibile su http://www.japan-press.co.jp/s/news/index.php?id=12969, consultato il 11/09/2020

Expert calls on Japanese sports industry to innovate after pandemic disponibile su https://www.japantimes.co.jp/sports/2020/06/30/general/expert-calls-japanese-sports-industry-innovate-pandemic/, consultato il 11/09/2020

Japanese pro sports tries to adapt to a new coronavirus reality disponibile su https://www.nippon.com/en/in-depth/d00595/, consultato il 11/09/2020

COVID as a catalyst for corporate sports reform disponibile su https://www.nippon.com/en/in-depth/d00581/, consultato il 11/09/2020

#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Russia, 40.000 volontari per la terza fase di sperimentazione del primo vaccino anti-Covid. In Spagna due nuovi nomi indagati nel caso Operación Kitchen. Gli Stati Uniti si preparano a ritirare più di un terzo delle proprie forze dal territorio iracheno. In Brasile il prezzo del riso, alimento base della cucina locale, continua ad aumentare vertiginosamente di prezzo.

EUROPA

L’ex ministro degli Interni spagnolo, Jorge Fernández Díaz, e l’ex segretaria generale del Partido Popular (PP), María Dolores de Cospedal, sono gli ultimi nomi che la Fiscalía Anticorrupción ha chiesto al giudice Castellón di iscrivere nel registro degli indagati per il caso denominato Operación Kitchen. Il protagonista di quella che ha tutti i contorni di una spy-story è l’ex tesoriere del PP, Luis Bárcenas, reo di aver depositato, senza averli dichiarati, 48 milioni di euro in conti svizzeri e di aver finanziato con quel denaro i leader del suo partito. L’Operación Kitchen ha inizio dopo il ritrovamento, nel domicilio dell’ex poliziotto Villarejo, di una pen drive il cui contenuto ha rivelato l’esistenza di un nucleo operativo della polizia che aveva la funzione di localizzare documenti e attività di interesse giuridico riconducibili all’ex tesoriere del PP.

Oltre che su alcune personalità di spicco della politica spagnola, il giudice ha deciso di indagare anche sull’operato degli ispettori e dei commissari di polizia che hanno permesso al reparto operativo, impegnato nello spionaggio dei movimenti di Bárcenas, di compiere ricerche al di fuori dei limiti della legge. Secondo l’articolo di 20minutos non si esclude che il prossimo nome illustre ad essere indagato possa essere quello del presidente Rajoy visti i frequenti riferimenti alla sua persona nelle conversazioni di Villarejo intercettate dalle forze dell’ordine.

L.C, M.D.F. e I.V

In Francia, un amico di Frédéric Boisseau, la prima vittima dell’attentato del gennaio 2015 a Charlie Hebdo, gli ha reso un lungo omaggio martedì 8 settembre davanti alla Cour d’assise spéciale di Parigi. Come riportato da France 24, il processo degli attentati del gennaio 2015 è entrato nella sua prima fase martedì 8 settembre, con le udienze delle parti civili, testimoni dei fatti di Charlie Hebdo. Anche se i sei sopravvissuti all’attacco terroristico nei locali del settimanale avrebbero dovuto essere ascoltati nel pomeriggio, si è preferito dare la precedenza alla testimonianza di Jérémy Ganz, ex collega di Frédéric Boisseau.

S.C.

In Belgio, la scadenza del 17 settembre 2020, entro la quale la prima ministra Sophie Wilmès si è impegnata a presentare la questione della fiducia alla Camera, potrebbe essere prorogata nel caso di parere favorevole della maggioranza dei deputati. Come riportato da Le Soir, la formazione di una nuova coalizione federale, che associa le famiglie socialiste, liberali, ecologiste e il CD&V, ha subito un brusco arresto questo martedì 8 settembre con l’annuncio della contaminazione da Coronavirus di uno dei due esploratori nei negoziati per la formazione del nuovo governo, Egbert Lachaert.

S.C.

In Svizzera, il sindacato Unia ha inviato più di 40.000 cartoline agli svizzeri per invitarli a votare contro l’iniziativa del partito UDC (Unione Democratica di Centro), sulla quale i cittadini si esprimeranno il prossimo 27 settembre. Secondo quanto riportato da Le Matin, la potenziale entrata in vigore dell’iniziativa comprometterebbe la tutela dei salari e delle condizioni di lavoro dei dipendenti, così come abolirebbe le sanzioni contro le aziende svizzere e straniere che praticano il dumping salariale.

EA.V.

Il primo ministro del Portogallo António Costa ha affermato questa settimana che un eventuale ritorno al lockdown rappresenta un “non scenario” perché né il Paese né i cittadini sopporterebbero di fermarsi di nuovo. Per questo motivo ha fatto un appello ai portoghesi affinché stiano “attentissimi” alle norme di sicurezza dato che il virus non si diffonde da solo, ma sono le persone ad essere potenziali portatori, si legge in Lusa. Inoltre ha parlato di reindustrializzazione del Paese per recuperare l’economia investendo su nuovi settori ma puntando, allo stesso tempo, anche su settori imprescindibili per l’economia del Paese, quali quello tessile, quello alimentare e delle calzature, riporta Diário de Notícias.

D.F.

L’industria automobilistica tedesca sta subendo un duro colpo dopo la crisi coronavirus. Nonostante la condizione attuale, in Germania rappresenta ancora quasi il dieci per cento del valore aggiunto lordo e supporta molti altri settori come la produzione di metalli, le apparecchiature elettriche, l’ingegneria meccanica e le telecomunicazioni. Sono circa 936.000 le persone che, direttamente o indirettamente, dipendono dall’industria automobilistica.

Lo studio condotto dall’Institut der Wirtschaft (IW) e riportato dal giornale Der Spiegel risulta essere preoccupante: l’industria automobilistica è sotto shock, deve fare i conti con un drastico calo della domanda e la ripresa è più lenta di quanto ci si aspettasse. Nel primo semestre del 2020, Volkswagen ha registrato un calo delle vendite di circa il 22%; la società del gruppo Audi ha subìto una grave battuta di arresto e perso i guadagni di almeno un trimestre. Duro colpo anche per la BMW che tra l’inizio di aprile e la fine di giugno ha consegnato ai suoi clienti statunitensi solo 50.957 vetture nuove, circa il 39% in meno rispetto allo scorso anno. Secondo i ricercatori, il già elevato livello di sovraccapacità produttiva esistente e il cambiamento tecnologico finisce per gravare sui risultati economici. In particolare, ne risentono le industrie fornitrici più piccole: mentre le case automobilistiche e i grandi fornitori hanno la possibilità di modificare la loro produzione per evitare il tracollo economico, le fonderie per blocchi motore ad esempio non possono farlo.

Al vertice automobilistico, tenutosi martedì 8 settembre nella Cancelleria tedesca, hanno preso parte Angela Merkel, i rappresentanti del settore industriale, i sindacati e i premier degli Stati federali. Il ministro dell’economia Peter Altmaier (CDU) ha parlato di come saranno spesi i due miliardi di euro stanziati per l’industria nel pacchetto di stimolo economico contro la crisi da Covid-19 e del supporto che dovrà essere garantito anche e soprattutto ai fornitori. Oltre che un’iniezione economica, sono state richieste chiare linee guida sulla registrazione futura di auto autonome e semi-autonome. La Germania infatti, con la legge attualmente in fase di preparazione, vuole essere la prima al mondo a consentire l’utilizzo di veicoli senza conducente entro il 2022. Una questione spinosa che richiederà un secondo incontro al vertice e che, secondo le informazioni di Der Spiegel ha visto un primo blocco da parte del Ministero federale dei trasporti. Il problema sarebbe a livello europeo: l’omologazione è regolata da leggi europee e dunque la registrazione effettuata in un Paese è valida anche negli altri Stati Membri che pertanto devono avere voce in capitolo. Infine, il leader della CSU Markus Söder ha chiesto ulteriori aiuti economici per la ricerca e la produzione di celle a batteria per le auto elettriche che in numeri equivarrebbero ad altri dieci miliardi di euro, non necessari per la Merkel: «Personalmente credo che le misure prese siano giuste e anzi, la riduzione dell’imposta sul valore aggiunto incluso nel pacchetto abbassa anche il prezzo delle auto con motore a combustione, per cui ora non vedo la necessità di ricorrere ad un’addizione». Nel frattempo, il Ministero dell’economia sta lavorando all’attuazione del programma aggiuntivo concordato.

M.S., L.R.

In Inghilterra, secondo ilThe Guardian e ilBusiness Live, alcuni trust del National Health Service (NHS) mostrano che solo il 15,4% dei ruoli dirigenziali sono occupati da donne. Anche se ci sono stati dei progressi, il NHS non è riuscito a raggiungere l’obiettivo che si era prefissato: garantire che la metà dei posti nei consigli di amministrazione fossero occupati da donne entro il 2020.

Sam Allen, presidente dell’Health and Care Women Leaders Network della Confederazione NHS e amministratore delegato del Sussex Partnership NHS Foundation Trust, afferma:“il NHS ha fatto progressi, ma resta ancora molto da fare per raggiungere una parità di genere coerente e significativa”.

Inoltre, secondo una ricerca condotta dalla University of Exeter Business School, la leadership del NHS che rappresenta più equamente le donne nei ruoli senior è “essenziale, in ritardo e necessaria ora”.

In Irlanda, secondo il The Guardian e The Telegraph, la compagnia aerea irlandese Ryanair ha ridotto di 10 milioni il suo obiettivo annuale di passeggeri, poiché si aspetta che il mercato dei viaggi invernali verrà “cancellato”.

Anche EasyJet ha dichiarato che avrebbe tagliato i voli dopo che il governo britannico ha annunciato ulteriori misure di quarantena. 

Inoltre, già il mese scorso, Ryanair ha dichiarato che stava cancellando quasi un volo su cinque programmato per settembre e ottobre a causa di un calo delle prenotazioni, per via dell’aumento dei casi di coronavirus in alcuni Paesi europei.

S.C., S.P.

Il 9 settembre sono iniziate in Russia le vaccinazioni con “Sputnik V”. Sono 40.000 i volontari che, a Mosca, stanno partecipando alla terza fase della sperimentazione del primo vaccino al mondo contro il Covid-19, sviluppato presso l’istituto Gamaleya ad agosto.

Il vaccino dovrebbe essere somministrato a persone appartenenti ai gruppi considerati a rischio, come medici, infermieri e insegnanti, e il Ministro della Salute ha dichiarato che ciò inizierà presto.

Intanto “i primi volontari a Mosca sono già stati vaccinati” ha affermato il vicesindaco Anastasia Raskova. Il primo lotto di vaccini è stato consegnato a tre policlinici della capitale e la vaccinazione è gratuita e può essere effettuata solo le seguenti condizioni: età minima 18 anni, polizza assicurativa medica obbligatoria nel territorio di Mosca e test di gravidanza negativo.

Nel frattempo, il Messico ha ordinato 32 milioni di dosi del vaccino russo contro il coronavirus e il Fondo russo per gli Investimenti Diretti ha dichiarato di fornire tali dosi a una delle maggiori società farmaceutiche messicane. Anche il Kazakistan segue la stessa linea messicana, avendo firmato con il Fondo russo un accordo per ricevere 2 milioni di dosi di un potenziale vaccino che abbia superato tutti i test.

D’altra parte, non sono pochi i gli scienziati che guardano con più realismo alla situazione attuale e sostengono che nonostante un vaccino, l’umanità convivrà a lungo con il virus: “un vaccino è in fase di sviluppo ora e farà il suo lavoro. Dobbiamo guardare al futuro con ottimismo, ma ricordare che vivremo a lungo con questo virus”, ha dichiarato il virologo Anatoly Alshtein.

Trattando invece di disastri ambientali, il presidente Putin ha fatto visita all’oblast di Irkutsk, in Siberia, che fu colpito da una violenta alluvione a giugno del 2019. Il lago Bajkal, esondando, ha allagato 50 città che sono rimaste inagibili per giorni, con ingenti danni alle abitazioni e alla popolazione.

Come ammesso dal presidente, i lavori per la ripresa della regione hanno subito gravi ritardi e sono cominciati solo dopo sei mesi. Il Presidente Putin ha comunicato che il bilancio federale ha stanziato 27 miliardi di rubli, che ammontano a 302 milioni di euro, per la ripresa economica della regione e la costruzione di abitazioni per chi è rimasto senza casa e per nuove infrastrutture. Nel distretto di Ugolshchikov è stato costruito un nuovo complesso residenziale con 66 appartamenti disponibili.

Il Presidente ha anche fatto appello ai responsabili e ai funzionari regionali di assicurarsi che le strutture sociali sul territorio ricomincino a funzionare in maniera regolare: positiva la riapertura di una scuola che ospita dal 1275 studenti e la creazione di una nuova unità per le malattie infettive a Tulun.

Nel frattempo, il Ministero della Difesa ha comunicato che verranno smantellate tutte le strutture danneggiate a Tulun entro ottobre, data entro la quale si prevede anche il completamento della bonifica del suolo. Gli aggiornamenti ci vengono riportati dall’agenzia di stampa RIA Novosti.

 S.N., D.S.

AFRICA

In Nigeria, l’ex redattore Mannir Dan Ali si è pronunciato in merito alle difficoltà riscontrate dai giornalisti nello svolgere il proprio lavoro. Secondo quanto riportato da BBC Afrique, i funzionari dello Stato sminuiscono la professione giornalistica, fino ad arrivare ad insultarla. L’ex ministro del governo e membro del Partito Democratico Popolare (PDP) Fani-Kayode, ad esempio, è ormai conosciuto i suoi maltrattamenti verso questa categoria. Il governatore di Ebonyi ha abusato del suo potere per vietare a due giornalisti di esercitare la professione a causa della propensione a scrivere articoli negativi sullo Stato. Amnesty International ha reagito in un comunicato stampa condannando il modo in cui vengono trattati i giornalisti.

EA.V.

In Angola, come scrive il Jornal de Angola, i collegamenti aerei domestici e internazionali non commerciali riprenderanno rispettivamente il 14 e il 21 di questo mese, come annunciato dal ministro dei Trasporti. I voli sono finalizzati soprattutto al rimpatrio e ritorno a casa dei cittadini nei rispettivi Paesi. I passeggeri che desiderano viaggiare in Angola ma che provengono dall’estero devono sottoporsi al test rapido 72 ore prima del volo, per poi effettuare la quarantena domiciliare all’arrivo ed eseguire nuovamente il test sette giorni dopo.

M. P.

Questa settimana il Mozambico ha ricevuto 250 mila euro nel quadro del piano di azione in risposta alla pandemia tra Portogallo, i Paesi di Lingua Ufficiale Portoghese (PALOP) e Timor-Est, fondi destinati soprattutto alla provincia del nord Nampula, riferisce Lusa. Inoltre il Mozambico ha ricevuto anche fondi dalla Banca Mondiale per un totale di 88 milioni di euro destinati ad “sostenere programmi per lo sviluppo delle competenze per giovani mozambicani”. Allo stesso tempo gli imprenditori hanno espresso la volontà di stringere più accordi commerciali con l’India, che è il secondo maggior partner commerciale del Mozambico dopo il Sudafrica nel primo trimestre del 2020, per poter dinamizzare il settore privato mozambicano, si legge in Plataforma Media.

D.F.

L’ambasciatore della Tunisia presso le Nazioni Unite, Qais Qabtani, ha annunciato le proprie dimissioni dal corpo diplomatico dopo essere stato rimosso dal suo incarico, ricoperto per soli cinque mesi. Si tratta di una “questione d’onore e di principio”, ha aggiunto Qais Qabtani, sottolineando che, fino a martedì, non era a conoscenza della decisione del Ministero degli Affari Esteri di licenziarlo.

Per il Paese questo è il secondo cambio di ambasciatore alle Nazioni Unite in sette mesi. A gennaio, infatti, la Tunisia aveva convocato l’allora ambasciatore, Al-Munsif al-Baati sollevandolo dal suo incarico dopo solo cinque mesi dall’inizio della missione diplomatica a New York. La ragione dietro il licenziamento di al-Baati è stata l’accusa, da parte della presidenza tunisina, di aver sostenuto i palestinesi a scapito del rapporto della Tunisia con gli Stati Uniti, cosi ha riportato France24.

S.H.

MEDIO ORIENTE

La Lega degli Stati arabi, durante una riunione ministeriale, ha condannato l’interferenza turca negli affari interni dei Paesi arabi, invitando la parte turca a “non interferire più”.

Secondo l’agenzia ufficiale di stampa saudita, il Consiglio ha criticato gli interventi militari turchi in Libia, esprimendo la propria disapprovazione per il trasferimento da parte della Turchia di combattenti terroristi stranieri nelle terre libiche, in quanto ciò costituisce una minaccia diretta alla sicurezza nazionale araba e alla pace, nonché una chiara violazione delle decisioni del Consiglio di sicurezza.

Nella risoluzione i partecipanti hanno inoltre espresso “la loro condanna per l’aggressione turca ai territori siriani, considerata come una chiara violazione dei principi della Carta delle Nazioni Unite” ed hanno definito “l’incursione delle forze turche nelle terre irachene come un attacco alla sicurezza nazionale araba”, invitando così la parte turca a ritirare tutte le forze presenti nei territori arabi.

Il Consiglio ha poi accolto con favore la formazione del Comitato ministeriale arabo sulle interferenze turche negli affari interni dei Paesi arabi, composto da Egitto, in qualità di Presidente, e da Regno dell’Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Iraq e Segretario generale della Lega. Qatar, Libia, Somalia e Gibuti hanno espresso riserve sulla decisione, secondo quanto riportato dalla CNN Arabic.

In Iraq, gli Stati Uniti si preparano a ritirare più di un terzo delle proprie forze entro poche settimane, secondo il comandante del Comando centrale.

Il generale Kenneth McKenzie ha riferito ai giornalisti che il numero delle forze statunitensi diminuirà da 5.200 a 3.000 durante il mese di settembre.

Ha poi aggiunto che le forze rimanenti continueranno a fornire consulenza e assistenza alle forze di sicurezza irachene nel “rintracciare gli ultimi militanti dell’ISIS rimasti”.

Il mese scorso, il presidente Donald Trump ha ribadito la sua intenzione di ritirare tutte le forze dall’Iraq il prima possibile, come sottolineato dalla BBC Arabic.

S.H.

AMERICA

In Colombia, più precisamente a Medellín, secondo quanto riportato dall’articolo di El País, ci sarebbe stato uno scandalo sul (mega)progetto energetico idroelettrico “Ituango” (che avrebbe sede sul fiume Cauca, in quello che è chiamato il “Cannone del Cauca”, ossia a circa 170 chilometri da Medellín), che ha promesso di generare il 17% dell’energia necessaria per il Paese. Infatti, il sindaco della città, Daniel Quintero, ha accusato l’antecedente amministrazione comunale di non aver reso noto un documento che evidenziava gli errori di costruzione e disegno del progetto. Tuttavia, questi ultimi sembrerebbero essere nient’altro che le cause che hanno quasi generato una tragedia nel 2018.

Spostandoci in Messico, sembrerebbe esserci una nuova tendenza in fatto di cuccioli: ora andrebbero di moda i cuccioli di tigre del Bengala. È stato infatti reso noto da un articolo della BBC che nei corridoi del centro commerciale Antara, nell’esclusiva zona di Polaco, a Città del Messico, una donna di nome Mina Ayala avrebbe introdotto un cucciolo del sopracitato animale, destando sorpresa e rabbia da parte di molti messicani. Le sue immagini, prontamente diffuse in rete sia dalla stessa sia da altre persone testimoni del fatto, sono arrivate anche alla Procuraduría Federal de Protección al Ambiente (Profepa), la quale ha reso noto che l’animale non è una specie protetta. Tuttavia, il cucciolo appartiene alla categoria degli animali esotici, dunque si deve disporre di una corretta autorizzazione e di uno spazio che gli consenta di vivere (lontano dai centri commerciali, possibilmente).

L.C, M.D.F. e I.V

Recentemente negli Stati Uniti, si sono verificati numerosi incendi che hanno devastato alcuni Stati, causando la distruzione di milioni di ettari di terreno.

Secondo il New York Times, gli incendi avrebbero interessato tutta l’area occidentale del Paese, spazzando via gran parte delle cittadine in Oregon e Washington.

Alcuni residenti hanno raccontato di essersi affacciati alle finestre e di aver visto uno scenario apocalittico con bagliori rossastri. Tutto ciò è dovuto ai venti che trasportano cenere e fumo da luoghi più colpiti come Creek Fire e North Complex, arrivando fino alla baia, come afferma CNN.

Come si legge su NBC News, in Oregon, a causa delle fiamme un dodicenne e sua nonna hanno perso la vita, mentre la madre del ragazzo ha riportato grave ustioni.

S.C., S.P

Lo scorso anno, in Canada, l’ammontare degli straordinari pagati ai dipendenti e ai dirigenti della Société des alcools du Québec (SAQ) ha continuato ad aumentare, raggiungendo i 15,1 milioni di dollari, come riportato da Le Journal de Québec. Dall’anno fiscale 2016-2017, gli straordinari alla SAQ sono esplosi quasi del 70%. La direzione aziendale ammette che negli ultimi mesi si è registrato un aumento rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti dovuto agli effetti della pandemia.

S.C.

In Brasile, in tavola, non può mai mancare il riso. Come scrive il giornale UOL, nelle ultime settimane soprattutto, il prezzo del cereale è salito smisuratamente: un pacco da cinque chili, che normalmente ha un costo di circa 15 reais (2,40 euro), adesso ha raggiunto i 40 reais (6,40 euro). Purtroppo, i produttori dicono che il prezzo continuerà a salire. Il presidente Bolsonaro ha chiesto ai brasiliani di essere patriottici nel fare la spesa al fine di tenere bassi i prezzi degli alimenti di base e di non arricchire i grandi supermercati. La APAS (associazione paolista di supermercati) però non è d’accordo: i supermercati sono solo la punta dell’iceberg, gli aumenti dipendono dai fornitori che a loro volta dipendono da altre variabili (esportazione, calo della produzione ecc). Secondo l’Associazione Brasiliana dell’Industria del Riso, la questione è legata all’apprezzamento del dollaro, che rende le esportazioni più lucrative per i produttori.

M.P.

ASIA

La Cina, ancora una volta, fa discutere l’opinione pubblica. Secondo quanto riportato dal Global Times, una ragazza della provincia dell’Henan, situata nella zona centrale del Paese, ha trovato lavoro come assistente di insegnamento in una scuola privata, fondata da suo padre nel 2012. Fin qui nulla di strano, se non che la ragazza in questione si è laureata a soli tredici anni!  

Zhang Yiwen, che si è iscritta a un college locale all’età di dieci anni e si è laureata con un punteggio relativamente alto tre anni dopo, ha iniziato quest’estate il lavoro come assistente in una sishu – una scuola privata tradizionale – a Shangqiu. In un video pubblicato sul social network cinese Sina Weibo, si vede Zhang insegnare agli studenti antichi testi cinesi basati sulla filosofia di Confucio e aiutarli con delle traduzioni in lingua inglese. Secondo il padre di Zhang, lei riceve il salario minimo di 2.000 yuan ($292) al mese e riceverà bonus o detrazioni in base alle sue prestazioni.

 Il padre ha inoltre aggiunto che i suoi compiti includono aiutare gli altri insegnanti nella preparazione delle lezioni e dei compiti in classe, oltre alla pulizia delle classi e dei bagni.  

“Avevamo pensato di lasciarle proseguire gli studi dopo la laurea, ma ha avuto difficoltà a mettersi al passo con la matematica” ha affermato il padre di Zhang, aggiungendo che “Questo lavoro per lei è sicuramento più stimolante e le dà sicuramente la possibilità di imparare molto, oltre a portare avanti, un giorno, l’attività di famiglia”.

Zhang Yiwen non ha mai ricevuto un’istruzione formale. Dall’età di quattro anni, ha imparato nel sishu privato, usando i libri di testo forniti dai suoi genitori. In un solo anno, ha completato tutti i corsi della scuola primaria, che normalmente richiedono sei anni di istruzione formale.

“La nostra istruzione altamente efficiente non solo ti farà risparmiare tempo, ma anche denaro, in modo tale da poter crescere al meglio un bambino” ha spiegato la madre di Zhang. Lo slogan della scuola è “Andare alle medie alle 9 e al college alle 15.” Dimostrando ancora una volta quanto i cinesi siano devoti allo studio e di quanto si impegnino per essere sempre al passo.

L’ufficio scolastico locale ha spiegato che il permesso di esercizio per il sishu, registrato alcuni anni fa come istituto di formazione bilingue, era stato annullato nel 2013. La scuola è ora sotto inchiesta, a seguito della decisione dei genitori di Zhang di assumerla come assistente.

Secondo una teoria nota come “smart fraction theory” le capacità cognitive di una popolazione e lo sviluppo del Paese sono imprescindibili. Non è un caso, che secondo questa teoria, sono gli asiatici ad essere considerati i più “intelligenti” proprio perché il Paese gode di una stabilità e di un grado di benessere piuttosto alto. Da sempre i cinesi, hanno dato sfoggio delle loro capacità e abilità. Il caso di Zhang è sicuramente un’ulteriore conferma dell’enorme preparazione degli studenti cinesi, a volte, anche al di sopra della media.  

G.R.

OCEANIA

In Australia il premier dello stato del Nuovo Galles del Sud, Gladys Berejiklian, ha lanciato un ultimatum al vicepremier John Barilaro a causa della politica riguardante la protezione degli habitat dei koala, come si legge su 9News.

Secondo le leggi attuali, molti alberi nel Paese sono classificati come habitat ideale per i koala. Ciò comporterebbe un limite di disboscamento e di conseguenza un conflitto di interessi, come riportato da ABC News.

Secondo SBS News, ai ricercatori dell’università di Newcastle è stato affidato il compito di valutare l’impatto di alcuni progetti di espansione del territorio che minaccerebbero l’habitat dei koala, mettendo a rischio la sopravvivenza della specie.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:

Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

#POLITICAFFÈ

Pubblicato il

Trump ispira l’estrema destra tedesca

Stampa statunitense

“Trump è a Berlino!”. È una donna ad urlarlo da un palco a Berlino durante la manifestazione di attivisti di estrema destra svoltasi il 5 settembre scorso. Sebbene Donald Trump non fosse in Germania ma a kilometri di distanza quel giorno, la donna è risultata così convincente che alcuni attivisti di estrema destra si sono presentati all’ambasciata americana di Berlino per parlare con lui. La faccia di Trump veniva mostrata su striscioni, T-shirt e sulle bandiere sventolate da una folla di 50.000 persone che sono scese in piazza per manifestare contro le restrizioni adottate a causa della pandemia in Germania.

Come riporta il New York Times, questa è l’ennesima prova che il Presidente Trump stia diventando oggetto di culto nel panorama della destra tedesca, sebbene sia generalmente impopolare tra la maggior parte dei tedeschi, secondo quanto mostrano i sondaggi. Tuttavia, il suo messaggio di “rottura”, il suo schietto nazionalismo e la tolleranza dei suprematisti bianchi uniti al suo scetticismo sui pericoli della pandemia, stanno avendo larga eco oltre il continente nordamericano, specialmente in Germania. In un momento storico in cui la linea tra informazione vera e informazione falsa si fa sempre più sottile e non è ben delineata, un messaggio simile comporta dei rischi reali per le democrazie occidentali, consentendo ai gruppi di estrema destra di raccogliere consensi tra coloro che sono scettici nei confronti delle misure adottate per il contenimento della pandemia di Coronavirus.  In Germania, come negli Stati Uniti, Trump è diventato una fonte di ispirazione per questi gruppi di minoranza.

Tra questi non ci sono solo movimenti di estrema destra, ma anche seguaci di QAnon, la teoria del complotto di Internet popolare tra alcuni dei sostenitori di Trump. I seguaci di QAnon sostengono che Trump stia combattendo contro un “Deep State” che controlla finanza e potere.

La CNN sottolinea come i sondaggi registrino un alto tasso di approvazione nei confronti della Cancelliera Angela Merkel per l’approccio deciso mostrato al momento dello scoppio della pandemia. Inoltre, i sondaggisti hanno registrato un calo del consenso nei confronti di Alternative für Deutschland, il primo partito di estrema destra ad entrare nel 2017 nel Parlamento federale tedesco dagli anni ’60. Il partito aveva cercato di sfruttare al meglio lo scetticismo nei confronti della pandemia e aveva invitato i suoi sostenitori a prendere parte alle manifestazioni dello scorso sabato.

Stampa tedesca

A Berlino nelle scorse settimane una folla indomita di manifestanti si è ritrovata per protestare contro le misure pandemiche attuate dal governo. Nello specifico, un particolare è riuscito a catturare l’attenzione di molti: l’eterogeneità dei dimostranti. Già, perché oltre ai nazionalisti, come racconta un giornalista di Deutsche Welle, c’era anche chi ha prontamente sventolato la bandiera che fu utilizzata prima nella Germania imperiale, e poi nella Germania nazista, la “Reichsflagge”. In altre parole, vi era una presenza cospicua di neonazisti. Ciò che dunque ha turbato la classe politica sono stati sia l’indifferenza dei nazionalisti nel marciare assieme a dimostranti con tendenze tanto oltranziste, sia il fatto che i radicali di estrema destra potrebbero utilizzare questo movimento di profondo malcontento per i propri fini. Il Presidente federale Frank-Walter Steinmeier ha infatti definito questa vicenda come un attacco insopportabile al cuore della democrazia. Soprattutto, non è passata inosservata la presenza di esponenti del “Reichsbürger”, ovvero “i cittadini del Reich”, un movimento che si oppone al moderno Stato tedesco. In questo caso l’emittente tedesca, al contrario della stampa internazionale, non ha lasciato grande spazio al fatto che in queste veementi manifestazioni, che hanno raggiunto il loro culmine nei pressi del Reichstag, ci sia stato un forte richiamo all’attuale Presidente americano, che viene idolatrato da molti degli esponenti tedeschi di estrema destra. Nell’era di Trump è aumentato il numero dei gruppi neonazisti statunitensi che hanno un forte legame con i neonazisti tedeschi.

Chiara Aveni e Gaia Natarelli

Fonti

Trump Emerges as Inspiration for Germany’s Far Right, disponibile su  https://www.nytimes.com/2020/09/07/world/europe/germany-trump-far-right.html, consultato il 09/09/2020

Germany’s virus response won plaudits. But protests over vaccines and masks show it’s a victim of its own success, disponibile su https://edition.cnn.com/2020/09/05/europe/germany-virus-response-victim-of-own-success-intl/index.html, consultato il 09/09/2020

Opinion: Anti-pandemic protesters too cozy with neo-Nazis disponibile su https://www.dw.com/en/opinion-anti-pandemic-protesters-too-cozy-with-neo-nazis/a-54785002, consultato il 09/09/2020

Extremists could hijack coronavirus rallies in Germany, warns BfV head disponibile su https://www.dw.com/en/german-reichstag-protests/a-54783070, consultato il 09/09/2020

German leaders slam extremists who rushed Reichstag steps disponibile su https://www.dw.com/en/german-leaders-slam-extremists-who-rushed-reichstag-steps/a-54758246, consultato il 09/09/2020

US neo-Nazi groups on the rise under President Donald Trump: report disponibile su https://www.dw.com/en/us-neo-nazi-groups-on-the-rise-under-president-donald-trump-report/a-42688331, consultato il 09/09/2020

What are the links between US and German neo-Nazis? disponibile su https://www.dw.com/en/what-are-the-links-between-us-and-german-neo-nazis/a-40127263, consultato il 09/09/2020

#LUXURYMOMENTS: #17

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Luxury companies after the Covid-19 Emergency

After the turbulent time of lockdown, luxury goods companies are elaborating plans for the recovery of the sector.

Each company first thought during the pandemic has been, rationally, the safety of the employees, customers and partners. Some companies have addressed the health needs producing masks and hand sanitizers together with important monetary donations from the most influential luxury groups.

Still, the luxury employees who rely steadily on the factory productions or on artisans and craftsmanship work, struggled the most during the pandemic and now they are longing for a quick recovery plan able to ensure the survival of the business.

If the pandemic led the way for some revolutions, only time will say if the changes will be permanent.

Starting from the luxury companies in Europe, the situation is mostly made up of family owned business and the pandemic hasn’t been the only factor affecting their struggle (vertical integration, e-commerce growth etc.)

To continue their growth and to prosper, the companies are likely to apply redundant commercials and discount policies but they could result in a long term unsuccessful solution.

According to McKinsey, the luxury sector shows that 20 to 30% of the revenues are generated by consumers that are buying their products abroad; if we take a look on Chinese consumers, for example, it is easy to support this thesis by analyzing the number of departures in 2018. They actually account for more than 150 millions and these purchases could represent more than half China’s luxury total spending for this year.

Since Chinese market remains the greatest growth opportunity for the luxury sector, brands need urgently to find a different approach in order to attract, again, luxury consumers.

In order to re-start the luxury wheel, luxury brands needs to create a strategy on different levels: for the home based shops the focus could be engaging the customer into tailored experiences using the home country available resources, for the digital channel, on the other hand, the focus could be omnichannel offerings with a particular support of apps and social media.

As regarding the fashion weeks, essential for the bond between the brands and the consumers, they are going to support their “ordinary” activities with alternative ways on international level. We are clearly talking about the virtual fashion shows which seem a necessary way to present the new collections avoiding large gatherings.

Still, the brand response to future revenues post Covid-19 could be the sum of several factors: the brand health and stability before the lockdown, the performance of  the operating model (including the supply chain, the channel distribution and the available technologies) and the possibility of a new pandemic relapse.

Even if many luxury companies have proved a strong but sensitive leadership during these months, the priority now is ensure both the consumers and the stakeholders about health and safety protocols. Together with these issues, to figure out the long term, short term actions need to be considered.

To deal with the problem of unsold inventory and without damaging the brand equity, inventory swaps could be seen as more favorable than aggressive discounts. An intelligent way to re-use the extras could be rewarding the loyalty of the customers with gifts across different categories.

Another crucial topic for the restart is the e-commerce channel.

Could it be the solution to balance the closure of the stores?

Surely, this is the time for expressing the digital potential not only via online sales but also in terms of community promotion and communication with the customer.

In the end, the luxury sector restarted its path by renovating its unique value proposition, as a constant, during several hard moments in the history; thanks to its creativity and enthusiasm it is able to create new competences and adjustments in different fields like marketing, merchandising and communication.

Fanny Trivigno

Sources:

https://www.mckinsey.com/industries/retail/our-insights/a-perspective-for-the-luxury-goods-industry-during-and-after-coronavirus#

https://www.mckinsey.com/featured-insights/coronavirus-leading-through-the-crisis

https://www.mckinsey.com/featured-insights/china/the-chinese-luxury-consumer

#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Francia, incubo da Coronavirus: 7 mila nuovi contagi e in aumento anche i ricoveri in terapia intensiva. La chiusura dei confini fra Canada e USA per combattere la pandemia è estesa fino al 21 settembre. A Luachimo l’antica centrale elettrica verrà trasformata nel primo museo dell’elettricità angolano.

EUROPA

In Andalusia (Spagna), si sono verificati due eventi spiacevoli. Il primo, riportato da El País, tratta di un incendio avvenuto nelle campagne di Huelva, vicino Siviglia, e fa parte di uno dei maggiori incendi degli ultimi dieci anni. Questa stagione stava procedendo bene, fino al 27 agosto, quando le fiamme si sono impossessate dai 12.000 ai 14.000 ettari e circa 3.000 persone sono state evacuate dalla zona. Questo incendio fa parte dei cosiddetti “super incendi”, poiché sono molto pericolosi per la popolazione e difficili da arrestare. Sono ancora in corso le indagini in quanto l’origine dell’incendio è ancora sconosciuta.

Rimaniamo nella regione, stavolta la notizia de El Mundo coinvolge due poliziotti rimasti feriti in una operazione di lotta al narcotraffico ad Algeciras. Uno dei due agenti, di 33 anni, ha perso un braccio. I due agenti si trovavano nella volante e hanno bloccato il passaggio al veicolo sospetto, ma questo non si è fermato, investendo la volante che si è ribaltata. In seguito, sono stati trovati 16 sacchi di hashish nel veicolo del narcotrafficante. Questa operazione faceva parte di una maggiore ancora in corso.

Infine, ci spostiamo a Murcia, dove El Mundo dà la notizia di una donna di 52 anni violentata in una cala nudista della costa di Mazarrόn mentre prendeva il sole. La donna è stata soccorsa da una coppia nell’attesa dell’arrivo della Guardia Civile che ora sta lavorando per rintracciare l’aggressore.

L.C, M.D.F. e I.V

In Svizzera, la virologa Isabelle Eckerle ritiene che anche i bambini debbano essere sottoposti ai tamponi per il Covid-19. Come dichiarato da Le Matin, in assenza di tamponi i casi di contagio sono rilevati troppo tardi, come avvenuto ad Argovia e Ginevra, dove è stato necessario chiudere le scuole. Tuttavia, gli esperti sono consapevoli che testare i bambini sarà una sfida poiché, d’inverno, sarà più difficile distinguere i sintomi del Covid-19 da quelli di un normale raffreddore.

EA.V.

Domenica 6 settembre la Francia ha registrato più di 7.000 nuovi casi positivi al Covid-19 ed è in aumento il numero di ricoveri in terapia intensiva. Come riportato da Le Parisien, il Consiglio di Stato giustifica, in alcuni casi, l’obbligo di indossare mascherine nei dipartimenti del Rodano e del Basso Reno. Due professori dell’Assistance Publique-Hôpitaux de Marseille, Hervé Chambost e Dominique Rossi, mettono in guardia sulla situazione nelle Bocche del Rodano, dove il 6 settembre 67 dei 70 letti di terapia intensiva riservati a pazienti con il Covid-19 erano occupati.

S.C.

In Belgio, l’N-VA (partito politico fiammingo di destra) è da diverse settimane fuori dalle trattative per la formazione del governo. I nazionalisti criticano le trattative tra i 7 partner della coalizione “Vivaldi”, che riunisce socialisti, liberali, ambientalisti e il CD&V, lasciando fuori il CDH e i nazionalisti fiamminghi. «Siamo stati messi da parte. I due maggiori partiti del Paese [N-VA e Vlaams Belang] sono stati messi da parte» ha riferito la vicepresidente del N-VA Cieltje Van Achter. Come riportato da RTBF, con 25 seggi sul lato fiammingo del parlamento federale, l’N-VA è il più grande partito delle Fiandre e di tutto il Belgio, mentre il Parti Socialiste è il più grande partito francofono con 20 seggi.

S.C.

In Portogallo l’inizio di questa settimana è marcato dall’incontro dei capi di stato e specialisti a Porto. L’incontro intende analizzare la situazione epidemiologica e determinare le misure da prendere dopo il 15 settembre, quando il Portogallo entrerà preventivamente in fase di “contingenza”. Verrà anche trasmessa su Youtube per la prima volta la parte espositiva della riunione a favore dei cittadini, riferisce Público. Continuano invece gli incendi, la scorsa settimana un incendio nell’area di Bragança ha richiesto l’intervento di 7 mezzi aerei e 220 pompieri, mentre sono a rischio massimo di incendio questi giorni un centinaio di zone come annunciato dall’Instituto Português do Mar e da Atmosfera (IPMA), informa Lusa.

D.F.

I militari tedeschi ora ne hanno ricevuto conferma: Alexei Navalny, ex spia russa, è stato avvelenato con il Novichok, un veleno appartenente ad un gruppo di agenti nervini sviluppati dall’Unione Sovietica negli anni Settanta e Ottanta.

Stando a quanto emerge sulle prime pagine del giornale tedesco Der Tagesschau, Berlino ha delle prove inequivocabili riguardo l’omicidio della spia Navalny, ucciso con la stessa sostanza utilizzata contro Serghei Skripal e sua figlia nel 2018. Navalny era noto per aver condotto campagne contro la corruzione e per aver criticato e sfidato aspramente Vladimir Putin. Il veleno ha cominciato a far sentire il suo effetto mentre era in volo verso Mosca su un aereo di linea e dopo un atterraggio di emergenza è stato ricoverato in terapia intensiva nello storico ospedale Charité di Berlino. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato che la Russia dovrà rispondere con fermezza alle domande che tutti si stanno ponendo riguardo il caso tanto discusso.

Di notevole importanza rimangono anche le ultime novità riguardanti il gasdotto Nordstream 2 che è oggetto di scontro tra USA e Russia. Quello che è stato chiamato come Nordstream 2 è un raddoppiamento dell’infrastruttura già esistente e del gas naturale che dalla Russia viene trasportato verso il mercato in Europa. Leggendo su Spiegel Politik emerge che la Germania ha tentato di giocare la carta dell’europeizzazione, nonostante nell’Unione Europea e nella Repubblica Federale Tedesca le idee e opinioni riguardanti questo progetto creato da Putin sono sempre state inconciliabili e differenti. Mercoledì pomeriggio Angela Merkel ha riunito a tal proposito i sei ministri più importanti in Cancelleria. La conferma dell’avvelenamento della spia sovietica è scaturita in una vera e propria bomba politica. 

In un articolo su Die Zeit il politico tedesco appartenente al partito CDU Friedrich Merz ha suggerito che l’Unione Europea dovrebbe gradualmente ridurre la sua dipendenza dal petrolio e gas russi riferendosi al caso Navalny. Armin Laschet, Primo Ministro del Land Nordrhein-Westfalen, si è espressa come contraria ad una decisione affrettata su Nord Stream 2. La domanda su dove la Germania trarrà energia in futuro deve essere risolta nell’interesse di tutte e due le parti in modo oggettivo. Ha fatto sentire la sua voce anche la politica dell’SPD Manuela Schwesig del Mecklenburg-Vorpommern, la quale, senza far alcun riferimento al caso Navalny, ha dichiarato che la Germania ha bisogno del gasdotto per il futuro per approvvigionarsi di energia.

M.S., L.R.

A Birmingham, nel Regno Unito, un uomo è stato fermato dalla polizia dopo aver accoltellato otto persone. Secondo la BBC, il sospettato, armato di coltello, ha ucciso un uomo e ferito altre sette persone nell’arco di due ore nel centro della cittadina inglese.

La polizia del West Midlands è stata subito avvertita dell’accaduto ed è intervenuta tempestivamente, affermando che nessuna delle vittime ha riportato lesioni gravi e hanno esortato i residenti ad allontanarsi dalla zona, come riportato da The Guardian.

Gli investigatori hanno fin dal principio escluso la matrice terroristica dell’attacco, sostenendo che non ci sono prove concrete che avvalorino la pista del crime d’odio o dell’appartenenza a bande criminali, come sostiene The Telegraph.

Alcune telecamere a circuito chiuso hanno ripreso tutta la scena della terribile aggressione, mostrando un uomo con indosso un berretto da baseball che colpiva le vittime scelte apparentemente a caso, come afferma The Sun.

In Irlanda sono arrivati i risultati dell’esame di immatricolazione universitaria di tutto il Paese.

Come si legge su The Irish Time, il numero di studenti che ha ottenuto il miglior punteggio è aumentato vertiginosamente rispetto agli anni precedenti.

Il ministro dell’Istruzione Norma Foley si è congratulata con gli studenti affermando che i risultati sono stati una scelta equa data la situazione di emergenza, secondo quanto riportato da Independent.ie.

Secondo RTE, circa 60.000 studenti sono in attesa di ricevere i risultati online.

S.C., S.P.

In Russia il Cremlino ha severamente criticato la proposta statunitense di creare una “Lista Navalny” sulla falsariga della “Lista Magnitsky”. Quest’ultima, conosciuta formalmente come Magnitsky Act Rule of Law, è una disposizione sottoscritta dal presidente Barak Obama nel dicembre 2012, la quale si proponeva di punire gli ufficiali russi responsabili della morte dell’avvocato Sergej Magnitsky e allo stesso tempo di garantire regolari scambi commerciali tra i due paesi. Dall’entrata in vigore della legge nel 2016, gli Stati Uniti sono autorizzati a sanzionare coloro che potrebbero commettere crimini contro i diritti umani e a impedire loro di entrare nel territorio statunitense.

In risposta alla provocazione americana, proveniente da un blogger del New York Times, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha richiesto un comportamento più sobrio da parte del giornalista che ha scritto della “lista Navalny”. Egli si è espresso con le seguenti parole lunedì “L’intento di associare la Russia o il suo governo a quello che è accaduto è inaccettabile e sostanzialmente assurdo.” Alla luce dei fatti che la lista Navalny è un’idea supportata dall’imprenditore William Browder continua: “Sarebbe stato strano se una persona come Browder, la quale è richiesta in Russia per tasse e altri crimini, non avesse supportato proposte così assurde” ha sarcasticamente dichiarato Peskov all’agenzia di stampa TASS.

Spostandoci dai temi di politica internazionale e parlando di cultura, la Federazione Russa è presente a livello internazionale anche da un punto di vista più artistico-culturale, in quanto quest’anno la Mostra del cinema di Venezia, che ha raggiunto la sua 77° edizione, vede la partecipazione del regista Andrej Konchalovskij, con il film “Cari Compagni!”.

La Mostra del Cinema di Venezia è il primo evento internazionale a non essere cancellato a causa della pandemia di coronavirus. La testata giornalistica “VestiRu” riporta le parole del direttore della Mostra, Alberto Barbera, che definisce questo evento un “nuovo inizio” e “una speranza per la rinascita dell’industria cinematografica dopo la pandemia”.

Il maestro del cinema russo, Konchalovskij, già vincitore di due leoni d’argento, con il suo film ha riacceso molte speranze nei suoi compatrioti, che da parte loro considerano molto plausibile la possibilità di vedere l’opera premiata con un oro.

Il film sarà ampiamente distribuito prima in Russia a novembre: esso immerge lo spettatore negli eventi del 1962 e tratta di un dramma storico che si incentra sulle manifestazioni dei lavoratori nella città di Novocherkassk, dove si sono svolte anche le riprese.

Un’idea generale dell’opinione della critica russa su “Cari Compagni!” è racchiusa nell’articolo della rivista “Rossiskaja Gazeta” in cui viene presentata la pellicola: “Il lavoro di un artista serio è sempre molto più profondo di qualsiasi altra sua dichiarazione pubblica. Perché nella creatività, oltre alle tesi iniziali, spesso contro la volontà dell’autore, si riflette quello che c’è nella sotto la corteccia.”.

 S.N., D.S.

AFRICA

La Commissione nazionale per i diritti umani del Niger ha accusato le Forze di difesa e di sicurezza (SDS) di aver giustiziato dei civili durante delle operazioni militari antijihadiste. Secondo quanto riportato da BBC Afrique, sono stati scoperti settanta corpi in sei fosse comuni a Tillaberi, nel nord-ovest del Paese, una regione colpita dalla violenza jihadista. Abdoulaye Seydou, presidente della Rete panafricana per la pace, la democrazia e lo sviluppo ha preso parte all’inchiesta e ritiene che i responsabili siano alcuni membri delle forze armate. Tuttavia, non si sa se la colpa sia dei più alti gradi dell’esercito.

EA.V.

In Angola, a Luachimo, l’antica centrale elettrica Barragem Hidroeléctrica verrà trasformata nel primo museo dell’elettricità. A parlarne è il giornale Jornal de Angola che riporta l’intervento dell’ingegnere Joaquim Garcia da Costa, direttore dell’opera per il ministero dell’Energia e dell’Acqua. Ha affermato infatti che le attrezzature e i macchinari elettrici dell’antica centrale verranno messi in mostra nel museo. Inoltre, l’ingegnere prevede un incremento del turismo, soprattutto degli specialisti sia angolani che stranieri di ingegneria elettronica. Costruita nel 1950 e messa in funzione nel 1957, conserverà le quattro turbine che in passato producevano 8,4 megawatt di energia elettrica e rappresenterà il percorso storico dell’elettricità in Angola.

M. P.

Il Primo Ministro di Capo Verde ha annunciato questa settimana che le elezioni municipali del 25 ottobre non verranno rimandate a causa della pandemia, anche se l’arcipelago registra un lieve aumento di casi con 55 positivi in più, per un totale di 4330. Verranno introdotte delle misure sanitarie specifiche e l’uso obbligatorio di mascherine per strada a partire dal prossimo mese, riportaLusa. Inoltre, ha annunciato che il Paese ha bisogno soltanto di una piccola parte del “bazooka” di sussidi concessi dall’UE per rilanciare il settore del turismo, uno dei più importanti per l’economia del Paese e quello più danneggiato dalla pandemia. Infatti gli aeroporti di Capo Verde hanno registrato una diminuzione quasi totale dei passeggeri nel secondo semestre dell’anno rispetto all’anno precedente, scrive Lusa.

D.F.

In Sudan, le continue inondazioni provocate dalle piogge torrenziali hanno provocato molti danni negli ultimi mesi. 

Dopo la catastrofe alluvionale che ha costretto il Governo sudanese a dichiarare lo stato di emergenza per un periodo di tre mesi, un esperto ha rivelato cosa dovrebbe fare Khartoum per alleviare la crisi attuale e ridurre le possibilità che tale disastro si ripeta in futuro. “Per mitigare gli effetti devastanti delle inondazioni, il Sudan ha bisogno di maggiori attrezzature per aprire le strade e salvare le persone isolate a causa dell’acqua”.

Il capo del dipartimento delle risorse naturali dell’Istituto per la ricerca e gli studi africani, Abash Sharraqi, ha dichiarato a Sky News Arabia che “dopo le forti piogge cadute nella regione tropicale lo scorso maggio, era prevedibile che il Sudan fosse esposto a inondazioni più gravi del solito”.

In Algeria, il Consiglio dei ministri ha approvato il progetto di emendamento alla Costituzione proposto dal presidente Abdelmadjid Tebboune, sul quale si terrà un referendum popolare il 1 ° novembre, secondo Sky News Arabic.

Il Gabinetto “ha discusso e approvato il progetto di emendamento costituzionale” che “getta le basi legali permanenti per una nuova e democratica Algeria”. Il Presidente algerino ha affermato di aver consentito alle varie fazioni popolari e ai responsabili dell’opinione pubblica di discutere e confrontarsi per più di quattro mesi, nonostante le restrizioni imposte dalla crisi sanitaria. Pertanto, secondo Tebboune, “il progetto di Costituzione è in linea con i requisiti della costruzione dello Stato moderno e soddisfa le richieste del nuovo movimento popolare”.

S.H.

MEDIO ORIENTE

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante una conversazione telefonica, ha esortato il re dell’Arabia Saudita Salman bin Abdulaziz a “sanare la frattura” con gli Stati del Golfo.

Tutto ciò è apparso in una serie di tweet pubblicati dal vice assistente di Trump, Judd Deere, sulla sua pagina ufficiale, dove ha sottolineato: “Oggi il presidente Donald Trump ha parlato con il re Salman bin Abdulaziz. Il presidente Trump ha elogiato la presidenza dell’Arabia Saudita del G20 e ha accolto con favore l’apertura dello spazio aereo saudita per i voli tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, iniziato con lo storico viaggio della scorsa settimana tra Tel Aviv e Abu Dhabi”.

Il presidente Trump ha poi sottolineato la necessità e l’importanza di migliorare la sicurezza e la prosperità nella regione, esortando l’Arabia Saudita a negoziare per sanare la spaccatura del Golfo, ribadendo le forti relazioni tra gli Stati Uniti d’America e il Regno dell’Arabia Saudita e ringraziando il re Salman per la sua leadership”.

Dal canto suo, il monarca saudita ha espresso “il proprio apprezzamento per gli sforzi compiuti dagli Stati Uniti d’America per portare la pace”, sottolineando inoltre “l’intenzione del Regno di raggiungere una soluzione permanente e giusta per la questione palestinese”, come riportato  dalla CNN Arabic.

S.H.

AMERICA

Da anni il Paraguay è scenario di una guerriglia portata avanti dall’ Ejército del Pueblo Paraguayo (EPP), un’organizzazione paramilitare di ispirazione marxista che, dopo aver organizzato vari sequestri ed estorsioni, dal 2008 presidia i dipartimenti di Concepción e San Pedro. La scorsa notte due ragazze adolescenti sono state le vittime dell’ennesimo scontro tra l’EPP e la Fuerza de Tarea Conjunta, l’unità speciale composta da militari e poliziotti scelti dal governo paraguaiano per contrastare i guerriglieri.

Secondo la ricostruzione della dinamica dello scontro riportata dalla BBC, le due ragazze avrebbero perso la vita in due momenti differenti: una avrebbe riportato ferite da arma da fuoco talmente gravi da morire sul colpo; l’altra, prima di spirare, sarebbe riuscita a raggiungere l’accampamento allestito dai rivoltosi.

Motivi di disputa sono l’età e la nazionalità delle due vittime: dall’Argentina l’Associazione sindacale degli Avvocati assicura che si tratta di cittadine undicenni argentine, residenti nella provincia di Misiones e figlie di militanti dell’EPP; le autorità paraguaiane concordano sulla minore età ma ritengono che le giovani abbiano tra i 15 e i 17 anni. Inoltre, sostengono che le ragazze sono nate in Paraguay, e solo successivamente “trapiantate” in Argentina, e incolpano l’EPP di utilizzare   adolescenti e bambini per le loro azioni illecite.

Il presidente Mario Abdó, affranto per la perdita di due giovani vite, ha condannato questo atto di violenza rilevando che ha però causato danni e feriti anche all’interno dello stesso EPP.

L.C, M.D.F. e I.V

Secondo quanto riporta  il The Guardian, nel weekend del Labor Day, otto settimane prima di una delle elezioni più importanti della storia americana, è utile considerare le disuguaglianze di reddito e di ricchezza che hanno alimentato la vittoria di Donald Trump quattro anni fa e che ora sono più ampie che mai.

Nessun’altra nazione sviluppata presenta le disparità degli Stati Uniti, dove l’1% più ricco d’America possiede ora la metà del valore del mercato azionario statunitense.

Trump parla il linguaggio del populismo autoritario, ma agisce nell’interesse dell’emergente oligarchia americana. Il suo accordo con gli interessi economici è stato semplice: ha fomentato le divisioni in modo che gli americani non vedessero come l’oligarchia ha preso le redini, ha distorto il governo a suo vantaggio e ha dirottato le ricompense economiche.

Nonostante tutto questo, Trump segue Joe Biden nei sondaggi.

S.C., S.P

Dal 21 marzo 2020, il Canada ha chiuso il confine con gli Stati Uniti per combattere la pandemia del Coronavirus, permettendo tuttavia lo scambio di merci. Tale chiusura è stata estesa oltre il 21 settembre. Come dichiarato da Le Journal de Montréal, l’immunologo Fauci è favorevole al mantenimento della chiusura poiché la situazione dei due Paesi è molto diversa: 6,2 milioni di americani hanno contratto il virus, contro 131’000 canadesi. Mantenere chiuso il confine contribuirà a contenere la diffusione del Covid-19 tra le nazioni.

EA.V.

In Brasile finalmente, come riporta UOL, i cittadini ipovedenti potranno votare alle elezioni 2020 durante le quali, infatti, sarà possibile ascoltare il nome del candidato dopo aver digitato il numero sull’urna elettronica. I dispositivi saranno dotati di una tecnologia che sintetizza la voce e trasforma il testo in suono. Già durante le elezioni del 2018, l’urna elettronica comunicava il numero digitato e le istruzioni sui tasti “Conferma”, “Correggi” e “Bianco” attraverso dei messaggi vocali registrati precedentemente. Adesso invece la macchina simulerà la lettura dei nomi dei candidati digitati. L’annuncio è arrivato dal TSE (tribunale superiore elettorale) e per utilizzare questo servizio, bisogna informare lo scrutinatore così da fornire le cuffie all’elettore.

M.P.

ASIA

In Cina, come riportato dal China Daily, dopo che la sua prima nelle sale è stata posticipata più volte a causa della pandemia Covid-19, l’attesissimo Mulan della Disney, una rivisitazione live-action del classico animato del 1998 del gigante dei media, è finalmente arrivato sulla piattaforma di streaming  Disney plus.

Il film da $200 milioni è disponibile per gli spettatori in possesso di un abbonamento premium, al costo di 22 euro e sarà rilasciato gratuitamente a tutti gli abbonati della piattaforma a partire dal 4 dicembre 2020.

Mulan, diretto dal regista neozelandese Niki Caro, ha un cast a maggioranza cinese che include star come Liu Yifei e Gong Li, così come Donnie Yen, Jet Li, Yoson An e Tzi Ma.

Il film prende spunto da un famoso poema cinese chiamato “La Ballata di Mulan”. Ambientato durante la dinastia Wei (386-534), racconta la storia di una giovane donna che si traveste da uomo per andare a combattere a posto del padre, ormai troppo vecchio.

Il film promette di essere un’interpretazione più realistica della storia e della cultura cinese rispetto al cartone animato, che ha preso la forma di una commedia musicale e includeva elementi comici in rilievo, come un drago parlante.

Alcuni fan resteranno sicuramente delusi dal fatto che non ci siano personaggi iconici come il drago Mushu di, ma il pubblico cinese apprezzerà l’eliminazione di tali personaggi, dal momento che per alcuni, la presenza degli stessi, ha in qualche modo ha banalizzato e deriso un’importante figura simbolica della cultura cinese. 

Infatti, nonostante sia stato acclamato dalla critica, il film d’animazione Disney originale, che ha incassato 304 milioni di dollari in tutto il mondo al botteghino, non ha avuto successo con il pubblico cinese, che lo ha liquidato accusandolo di essere troppo “occidentalizzato”.

In questo senso, il film precedente ha funzionato meglio per i bambini, mentre il nuovo film funziona meglio per gli adulti.

Il nuovo film, tuttavia, è stato creato per rivolgersi al mercato cinese, che è il secondo mercato cinematografico più grande del mondo. Il film pone molta più enfasi sui valori tradizionali cinesi, come il dovere verso la famiglia e il rispetto verso l’imperatore.

Ma è stato anche realizzato per un pubblico internazionale, con un tema di emancipazione femminile, grande cinematografia e scene d’azione.

L’uscita del film ha suscitato una risposta emotiva su Twitter, con molte persone che hanno elogiato il remake live-action per la sua rappresentazione della forza femminile.

Le recensioni del film nel mercato cinese sono state contrastanti, con utenti su Douban, un popolare sito web di recensioni di film cinesi, che hanno valutato il film 4,9 su 10. Un utente di nome Kunlee, che ha assegnato al film 7 su 10, ha scritto: ” la coreografia artistica e la scena della valanga sono particolarmente ben fatte.”

Non ci resta che metterci comodi e gustarci il film!

G.R.

OCEANIA

Secondo il The Guardian in Australia l’autorità sanitaria ha multato dozzine di aziende per oltre 800.000 dollari per aver pubblicizzato o importato illegalmente prodotti sanitari per trarre profitto dalla pandemia. Questa settimana, il TGA (Therapeutic Goods Administration) ha avviato un’azione legale contro Oxymed Australia, dopo aver pubblicizzato le camere di ossigenoterapia iperbarica come trattamento per il Covid-19. La società era stata precedentemente multata di $ 63.000 e gli era stato ordinato di rimuovere la pubblicità, ma senza risultati. Così il TGA ha sollecitato un’azione al tribunale federale e da allora il sito web è stato rimosso.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:

Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

#POLITICAFFÈ

Pubblicato il

La Francia rivive l’incubo di Charlie Hebdo. Comincia il processo

Stampa francese

“Perché? Sì perché? Perché questi tre giorni insensati di crimini il 7, 8, 9 gennaio 2015?”: queste sono le parole con cui il periodico satirico francese Charlie Hebdo ha commentato l’inizio del processo sugli attacchi terroristici del gennaio 2015 avvenuti a Parigi contro la sede del proprio giornale, la poliziotta Clarissa Jean-Philippe e il supermercato Hyper Cacher a Porte de Vincennes. Il periodico, che per l’occasione ha deciso di rendere fruibile online anche ai non abbonati la visione degli articoli sul processo, ha raccontato che, dopo la lettura durata quasi quattro ore del Rapporto sulle stragi di quei giorni, è emersa una incredibile rete di intermediari e confluenze, un terribile sistema, per cui tutto ha avuto inizio con traffici illeciti di armi e di denaro.

Uomini armati, posti di blocco, perquisizioni, metal detector e sistema anti-drone. Così viene presidiata la zona a nord-ovest di Parigi, dove è stata appositamente costituita una speciale Corte d’assise per ospitare il processo, che la Prefettura di Polizia della città considera esposto al rischio di attacchi terroristici. E infatti, riferisce Le Monde, l’area del tribunale di Batignolles è stata completamente blindata e resa accessibile solo agli autorizzati; ovviamente, il tutto si svolge sotto l’imposizione di rigorose norme sanitarie. Altra peculiarità, dettata dall’eccezionalità storica dell’evento, è la registrazione del processo, non per riproduzione televisiva o digitale, bensì per interesse d’archivio.

Ma cosa accadde di preciso in quei giorni? La mattina del 7 gennaio i fratelli Saïd e Chérif Kouachi attaccarono la sede del settimanale satirico, dove morirono dodici persone; successivamente, l’8 gennaio Amedy Coulibaly uccise l’agente di polizia municipale e, ancora, il 9 gennaio ammazzò quattro uomini durante la loro presa in ostaggio nel negozio Hyper Cacher. Tutti e tre gli assassini morirono durante due distinte operazioni di polizia.

Dunque, ora toccherà alla Corte d’assise, composta da cinque eminenti magistrati guidati da Régis de Jorna, ascoltare i testimoni e giudicare gli imputati ritenuti colpevoli a diversi livelli. Le accuse più pesanti sono però rivolte verso Mohamed Belhoucine e Ali Riza Polat, rispettivamente il maggiore dei due fratelli attentatori e un parente di Coulibaly: questi due uomini sono infatti indagati per concorso in omicidio, mentre gli altri sono imputati per associazione con finalità di terrorismo – solo uno per associazione a delinquere –. Soprattutto, chiarisce il quotidiano, l’obiettivo è quello di arrivare a una verità processuale che individui il mandante degli attacchi, poiché nonostante le rivendicazioni dei gruppi terroristici, al riguardo permane ancora una certa ambiguità.   

Le Figaro invece, comunica il successo del numero unico pubblicato da Charlie Hebdo in occasione dell’avvio del processo. “Tout ça pour ça”: così esordisce in prima pagina l’edizione speciale, accompagnando l’impetuosa scritta alle vignette su Maometto che hanno trasformato il giornale in un bersaglio d’attacco. 200.000 copie vendute in un solo giorno. Un modo coraggioso per ribadire il diritto a far sentire la propria voce.  

Stampa statunitense

In queste settimane la Francia sta risfogliando le pagine di un capitolo molto doloroso della sua storia recente. Infatti, dall’attentato di Parigi del gennaio 2015 sono passati più di cinque anni e proprio in questi giorni è iniziato il processo agli imputati dell’attacco alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo che costò la vita a 17 persone (14 civili e 3 poliziotti). Nell’attacco morirono anche i 3 terroristi: i fratelli Saïd e Chérif Koucachi e Amedy Coulibaly.

Come riporta il New York Times, gli imputati per la strage al periodico francese sono 14, accusati di aver fornito supporto logistico e materiale ai terroristi. Se dovessero essere condannati, molti di loro dovranno scontare 20 anni di prigione. Il tribunale di Parigi ascolterà circa 150 testimoni e, per la prima volta nella storia, il processo verrà filmato perché ne rimanga memoria per le generazioni future. Come ha affermato Philippe Lançon, un sopravvissuto dell’attacco alla sede del giornale, il processo è “una cerimonia necessaria e simbolica e anche, per alcuni di noi, di consolazione”. Questa settimana la nuova copertina di Charlie Hebdo riporta “Tout ça pour ça”, traducibile con “Tutto questo per niente” e alcune vignette raffiguranti il Profeta Maometto. Ovvero, una strage non è riuscita a far tacere il giornale, che da sempre ha difeso la sua libertà di espressione e anche il “diritto alla blasfemia”.  L’ultima vignetta raffigurante il Profeta, accompagnata dal titolo “Tutto è perdonato”, risale ai giorni successivi alla strage.

Il Washington Post sottolinea che gli attuali editori di Charlie Hebdo hanno affermato che sarebbe un “atto di codardia politica o giornalistica” non pubblicare le vignette perché sentono la necessità di ricordare alle persone che quello che ha provocato la strage è stata una vignetta. La pubblicazione è stata anche difesa dal Presidente Emmanuel Macron.

La CNN ha riportato le parole del Presidente francese: “In Francia, il diritto alla blasfemia è legato alla libertà di coscienza. Dal mio punto di vista, sono qui per la tutela di queste libertà”.

Stampa araba

In Pakistan, a seguito della pubblicazione di queste vignette satiriche riguardanti Maometto, è stata bruciata una bandiera francese in segno di disprezzo. Le rappresentazioni figurative del Profeta, specialmente quelle che mirano a ridicolizzarlo, sono assolutamente vietate dalla religione islamica. Al Jazeera riporta la condanna che il Ministro degli Esteri pakistano Shah Mahmood Qureshi ha manifestato verso il periodico satirico; il Ministro ha affermato che la decisione di stampare nuovamente queste vignette è profondamente offensiva nei confronti dei musulmani.    

Arab News ricorda innanzitutto che il processo è iniziato in questi giorni a causa dei ritardi inevitabili imposti dall’emergenza da coronavirus. Poi, racconta della provocazione determinata dal numero speciale di Charlie Hebdo, sottolineando che si tratta di una mossa pienamente corrispondente allo stile del giornale. Infine, riporta l’ipotesi secondo cui Mohamed Belhoucine sia responsabile di aver esercitato una certa influenza ideologica su Coulibaly dopo un loro incontro avvenuto in carcere e, sempre secondo questa teoria, l’uomo sarebbe l’autore che ha favorito il canale di comunicazione tra Coulibaly e l’organizzazione jihadista.

Chiara Aveni e Gaia Natarelli

FONTI:

Procès des attentats de janvier 2015 : première journée calme dans la forteresse du tribunal de Paris disponibile su https://www.lemonde.fr/societe/article/2020/09/03/proces-des-attentats-de-janvier-2015-premiere-journee-calme-dans-la-forteresse-du-tribunal-de-paris_6050790_3224.html, consultato il 04/09/2020

Contraintes sanitaires et haute sécurité au premier jour du procès des attentats de janvier 2015 disponibile su https://www.lemonde.fr/societe/article/2020/09/03/contraintes-sanitaires-et-haute-securite-au-premier-jour-du-proces-des-attentats-de-janvier-2015_6050772_3224.html, consultato il 04/09/2020

Quarante-neuf jours d’audience, quatorze accusés et près de 200 parties civiles : ce qu’il faut savoir sur le procès des attentats de janvier 2015 disponbile su https://www.lemonde.fr/societe/article/2020/09/02/quarante-neuf-jours-d-audience-14-accuses-et-pres-de-200-parties-civiles-coup-d-envoi-du-proces-des-attentats-de-janvier-2015_6050663_3224.html, consultato il 04/09/2020

Procès des attentats de janvier 2015: Le premier jour disponibile su https://charliehebdo.fr/2020/09/justice/proces-des-attentats-de-2015-le-premier-jour/, consultato il 04/09/2020

Charlie Hebdo: succès pour le numéro spécial procès, 200.000 exemplaires réimprimés disponibile su https://www.lefigaro.fr/medias/charlie-hebdo-succes-pour-le-numero-special-proces-200-000-exemplaires-reimprimes-20200904, consultato il 04/09/2020

Trial begins over Charlie Hebdo terrorist killings that shook France disponibile su https://www.arabnews.com/node/1728366/world, consultato il 04/09/2020

Trial Over January 2015 Attacks Opens in Paris disponibile su https://www.nytimes.com/2020/09/02/world/europe/charlie-hebdo-trial-france.html, consultato il 05/09/2020

The Charlie Hebdo trial serves as a reminder that we can’t have freedom without solidarity disponibile su https://www.washingtonpost.com/opinions/2020/09/04/charlie-hebdo-trial-serves-reminder-that-we-cant-have-freedom-without-solidarity/, consultato il 05/09/2020

 Charlie Hebdo to reprint controversial cartoons as terror trial begins disponibile su https://edition.cnn.com/2020/09/01/media/charlie-hebdo-cartoons-trial/index.html, consultato il 05/09/2020

Suspected accomplices of Charlie Hebdo attackers go on trial disponibile su https://www.aljazeera.com/news/2020/09/suspected-accomplices-charlie-hebdo-attackers-trial-200902083859111.html, consultato il 05/09/2020