#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Prima edizione speciale della rubrica di approfondimenti tematici della nostra rassegna stampa: uno sguardo più nel dettaglio su diverse tematiche di spicco nel mondo.

EUROPA

APPROFONDIMENTO TEMATICO: Le vacanze spagnole post-Covid

La Spagna, dopo un brutto colpo alla propria economia, cerca di riprendersi anche grazie al turismo nazionale. Infatti, così come in altri Paesi, i cittadini dovranno puntare a delle vacanze ridimensionate, adattandosi spesso con nuove alternative ripensate nell’ottica post-Covid. Nelle scorse settimane, esperti ed economisti si sono interrogati ed hanno condotto degli studi per osservare l’approccio degli spagnoli al nuovo modo di viaggiare dopo tre mesi di isolamento.

L’articolo di EDeconomíaDigital, giornale online di economia, offre uno studio interessante realizzato proprio al fine di avere una fotografia dettagliata delle scelte degli spagnoli per questa estate: il campione è stato di 4.258 persone maggiorenni intervistate telefonicamente in 50 province dal 1 al 9 giugno. Uno dei risultati più eclatanti è che solo il 27,2% pensa di andare in vacanza, mentre il 65,7% non lo farà. Il 58,5% del primo gruppo, comunque, vorrebbe misure preventive rafforzate in vacanza. Il 90% rimarrà in territorio nazionale e vanno per la maggiore le seconde case di proprietà. L’83% preferisce muoversi in macchina rispetto ad altri mezzi.

Epturismo conferma i principali dati, aggiungendo che il 50% delle famiglie spagnole si è dichiarata disposta a pagare un incremento del 5% dei mezzi di trasporto o strutture alberghiere per aver maggior protezioni anti-contagio.

Anche Expansión informa degli studi fatti riguardo le prospettive di vacanze degli spagnoli. Ad esempio, si stima che i giovani sotto i 30 anni saranno i primi a far ripartire il settore del turismo, prediligendo mete di turismo sportivo, mentre è più vulnerabile la fetta dei più adulti, dai 40 in su, che procederà con più cautela. Gli spagnoli tra i 40 e i 55 anni preferiranno (48,2%) viaggi dedicati alla scoperta della natura, seguiti da viaggi dedicati allo shopping, alla gastronomia e alla cultura. Ma la certezza di quest’anno è soprattutto una: si preferiranno mete turistiche naturali. Questo tipo di turismo ha visto un incremento del 38,5% già dal 2017, e questo è sicuramente l’anno che non smentirà la tendenza. Infatti, i luoghi con attrazioni naturali garantiscono divertimento all’aria aperta evitando assembramenti, e la soluzione perfetta può trovarsi nell’affitto di case di campagna o alloggio in agriturismi. A questo proposito i municipi e le agenzie spagnole si sono già messe all’opera per riattivare il settore e proporre incentivi e percorsi di qualità e in sicurezza.

I viaggi e i percorsi naturalistici si concentrano nelle regioni della Catalogna, Castiglia e Leone, Andalusia e Aragona; il turismo culturale si divide tra Andalusia, Madrid e Castiglia e Leone; mentre per quello gastronomico vediamo l’Andalusia al primo posto seguita da Castiglia e Leone e Galizia. Ma non dobbiamo dimenticare anche i viaggi termali, nei centri benessere, e i viaggi religiosi, dove spicca l’Andalusia seguita dalla Galizia (regione da cui parte il cammino di Santiago).

Uno degli aspetti più importanti da ricordare, tuttavia, è sempre la qualità del turismo nonostante il periodo critico che la Spagna sta vivendo, evitando di incappare nell’ascesa dei prezzi alle stelle o di fornire dei servizi scadenti pur di ricevere turisti.

L.C, M.D.F. e I.V

APPROFONDIMENTO TEMATICO: La vita dei cittadini tedeschi dopo il Coronavirus

Il coronavirus ha sconvolto la vita di molti e colpito diversi ambiti del quotidiano. Il privato, il lavoro, l’economia. Questo rapido diffondersi del virus non ha fatto altro che gettare i Paesi in confusione, Germania compresa. Tutti forzati a casa, costretti all’inerzia e in moltissimi casi alla lontananza dagli affetti più cari. A tal proposito, ci siamo già occupati del faticoso allontanamento tra coppie, in particolare di anziani ricoverati. In un’intervista alla NDR, è la stessa autrice Andrea Schmidt a raccontare l’esperienza vissuta distante dalla mamma malata di Alzheimer. Soprattutto chi vive un dolore vede le mancate visite come un distacco, un abbandono quasi, non facile da motivare.

Anche i bambini hanno vissuto mesi difficili. La chiusura delle scuole, dei parchi, delle strutture ludiche a loro dedicate, ha provocato un aumento smisurato dell’utilizzo della rete da parte di questi ultimi. Secondo un’indagine del DAK, la durata media del tempo trascorso online dai ragazzi è aumentata del 66% nei giorni feriali, giorni ordinariamente trascorsi a scuola. Un dato preoccupante per il commissario federale per le droghe Daniela Ludwig che, come si legge sul Tagesschau, esorta genitori, insegnanti e politici a fare più attenzione per invertire il trend. Gli adulti invece hanno dovuto sperimentare il lavoro da casa. Secondo un altro studio dell’assicurazione sanitaria tedesca DAK, riportato dal giornale Die Zeit, ben il 76,9% di 7.000 dipendenti intervistati vorrebbe mantenere questa modalità di lavoro anche in futuro. Stando alle informazioni trapelate su Die Zeit, la multinazionale Siemens, la Deutsche Bank e Twitter stanno già valutando il futuro dei propri dipendenti in questo senso. Quello che emerge è: meno stress e più produttività, con una corretta conciliazione tra lavoro e famiglia. Per il Professor Eichhorst, esponente del Mercato del lavoro e delle Politiche Sociali presso l’Istituto di Economia del Lavoro a Bonn, siamo di fronte ad un nuovo stile di vita. In una lunga conversazione al giornale Die Zeit dichiara che sempre più spesso ci si alternerà tra casa e posto di lavoro. Le esperienze di meeting online hanno avuto risvolti positivi e inevitabilmente hanno mostrato una comodità da voler ricreare per il domani. «Prima del coronavirus, secondo una tradizione burocratica e industriale la gestione del lavoro era strettamente gerarchica, soprattutto in Germania. L’attività doveva essere divisa dal tempo libero e ciò si rispecchiava nella separazione tra luogo di lavoro e spazio abitativo. I datori avevano paura di perdere il controllo sullo sforzo effettivamente profuso dai dipendenti, solo recentemente si registra un cambio di prospettiva». In ogni caso, se è vero che lavorando online si ridurrebbero stress, viaggi per i pendolari e spese collaterali, è vero anche che la collaborazione e gli incontri fisici sono delle occasioni sociali e il sentirsi parte di un team che si scambia le idee agevola la creatività. Inoltre, l’ufficio rappresenta un luogo paritario, dove ognuno vive le stesse condizioni lavorative. Dunque, «la cosa più giusta sarebbe far scegliere i dipendenti, in base alle esigenze» prosegue Eichhorst, visto che, per i più pignoli e diffidenti, anche i software digitali ad oggi possono controllare l’attività dei dipendenti e, tramite il consenso per la condivisione dello schermo, rendono possibile visionare le finestre del browser aperte.

L.R., M.S.

APPROFONDIMENTO TEMATICO: Dalla corsa allo spazio a quella per il vaccino: sviluppi e controversie in merito alla realizzazione del vaccino contro il Covid-19

La Russia mira a diventare il primo Paese al mondo ad avere una formula di immunizzazione contro il Covid-19 approvata, secondo il capo del Russian Direct Investment Fund (RDIF), che sta finanziando la ricerca, Kirill Dmitriev. In una trasmissione televisiva egli ha affermato che “gli americani rimasero sorpresi quando sentirono il segnale acustico provenire dal satellite Sputnik. È la stessa cosa che accadrà con questo vaccino. La Russia ci arriverà per prima”. In questo senso, la scienza russa sta evocando lo stesso spirito di successo della corsa allo spazio nella corsa allo sviluppo di un vaccino contro il coronavirus.

“Tuttavia, la priorità dei nostri scienziati non è l’essere i primi, bensì la protezione delle persone”, ha ammonito Dmitriev.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità, ci sono attualmente studi clinici in tutto il mondo su 26 potenziali vaccini contro il coronavirus. Tuttavia, negli elenchi dell’OMS non appaiono i vaccini russi che si trovano nella seconda o terza fase dei test.

Il prodotto utilizza vettori adenovirus umani che sono stati resi più deboli in modo da non replicarsi nel corpo e a differenza della maggior parte dei vaccini in fase di sviluppo, si basa su due vettori, non uno, e ai pazienti dovrebbe essere somministrata una seconda dose di richiamo in un secondo momento.

Gli studi sul farmaco sono condotti dall’istituto di ricerca statale Gamaleya di Mosca, che ha dichiarato che entro il 10 agosto sarà completata la seconda fase dei test di un vaccino anti-coronavirus. I venti volontari che si sono sottoposti alla sperimentazione del vaccino, infatti, sono stati dimessi lunedì 20 luglio dopo circa un mese di osservazione: a questo proposito, il Ministero della difesa, che ha lavorato insieme all’Istituto Gamaleya per produrre il vaccino, ha dichiarato che i volontari hanno mostrato inequivocabilmente l’immunità a Covid-19.

Tuttavia, prima di lanciare una vaccinazione di massa, il farmaco deve ricevere un’approvazione normativa, che ne certifichi la reale efficacia e sicurezza.

Secondo il capo del dipartimento di virologia dell’istituto di medicina sperimentale “Riborodintseva”, la professoressa ed esperta OMS Larisa Rudenko, nonostante un gran numero di sviluppi interessanti, un vaccino efficace e sicuro per il coronavirus non è ancora stato creato. L’istituto procede con un metodo diverso che prevede l’elaborazione di un vaccino vivo, che prende come vettore il vaccino antinfluenzale domestico, a cui sono stati aggiunti gli antigeni sintetizzati del coronavirus, ovvero quelli responsabili dell’immunogenicità. “Se il coronavirus inizia a circolare come un virus stagionale, allora avremo già la possibilità di vaccinare simultaneamente le persone contro l’influenza e il coronavirus” aggiunge l’esperta.

Inoltre, gli esperti di tutto il mondo hanno reagito con grande scetticismo agli sforzi di Mosca sul fronte medico e il mese scorso, Stati Uniti, Canada e Regno Unito hanno accusato la Russia di aver tentato di rubare informazioni sul vaccino per il Covid-19. Nelle accuse di Washington è rientrata anche la Cina, ma Mosca e Pechino hanno respinto queste accuse, indicando la mancanza di prove.

D.S., S.N.

AFRICA

APPROFONDIMENTO TEMATICO: Le sorti dell’istruzione in Angola post-Covid

In Angola, come riporta Observador,il Sindacato Nazionale dei Professori è allarmato per la mancanza di infrastrutture scolastiche nel Paese, poiché non presentano le condizioni adatte a garantire il rispetto delle norme anti contagio. La proposta dei professori angolani è quella di ripartire con le lezioni direttamente a settembre, tenendo un occhio vigile sulla curva epidemiologica. Il primo elemento importante ad essere assente nelle scuole angolane è l’acqua: spesso è un bene molto scarso se non addirittura assente. Un altro fenomeno è quello degli asili, come scrive l’Observador. Questi ultimi infatti, hanno licenziato nelle ultime settimane più di 5000 persone e molti chiuderanno definitivamente. A dare l’allarme è stata una rappresentante del settore, che spiega che ciò che sta succedendo è una reazione al mancato pagamento delle tasse scolastiche che si prolungherà fino al ritorno in aula. Infatti, il governo angolano, ha sospeso i pagamenti delle tasse scolastiche in tutte le istituzioni pubbliche e private, fino al ritorno delle lezioni in presenza le quali ancora non hanno una data certa. Questa scelta ha portato problemi di carattere economico, sociale ed educativo. In merito alla questione, D’jandira Catela do Vale (della commissione esecutiva dei centri infantili) che rappresenta 200 centri infantili privati in tutto lo stato ha ricordato che le scuole sono chiuse dal 22 aprile, giorno in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza e che, nonostante ciò, la didattica è continuata a distanza usando la piattaforma Zoom. Purtroppo, però, molti centri sopravvivono con meno del 30% delle tasse scolastiche o anche meno, nonostante continuino a pagare per canoni di affitto “assurdi” e gli stipendi ai propri dipendenti. D’jandira Catela do Vale ha mandato un appello al Governo, affinché si impegni a far sì che le scuole continuino a poter lavorare. Ha anche previsto che in caso il governo non decida di rivedere la sospensione delle tasse scolastiche, 150 centri infantili della commissione esecutiva dovranno chiudere. L’argomento è stato affrontato anche da Jornal de Angola, che ha preso però in considerazione tutte le scuole, dagli asili alle università. A causa del rinvio delle lezioni circa 225 mila professori e personale amministrativo rimarranno senza lavoro. L’istruzione privata offre più posti di lavoro del settore pubblico e per questo Antonio Pacavira (presidente dell’Associazione Nazionale per l’Insegnamento Privato) ha chiesto una risposta tempestiva dal governo. La proposta fatta è quella di fornire una sorta di reddito momentaneo affinché non ci si debba trovare costretti a doversi licenziare. Un’altra proposta fatta al governo è quella di guardare al futuro e continuare a fare lezione online, soluzione che però il governo guarda con diffidenza. Di fatto, però, le lezioni online salverebbero da molti licenziamenti.

M. P., D.F.

MEDIO ORIENTE

APPROFONDIMENTO TEMATICO: Le festività islamiche durante il covid-19: nuove tradizioni?

Per molti fedeli di religione islamica l’inizio del Ramadan, i festeggiamenti del Eid al-Fitr e del Eid al-Adha si sono sovrapposti ad un periodo molto difficile per l’intera umanità.

A causa del coronavirus, infatti, molti musulmani si sono ritrovati a dover festeggiare in circostanze del tutto nuove e inaspettate.

Cominciamo dal Ramadanرمضان”, il mese sacro del digiuno dedicato alla preghiera, alla meditazione e all’autodisciplina, che quest’anno si è svolto in maniera molto diversa, senza la preghiera collettiva al tramonto, senza l’Iftar e con le moschee chiuse.

Il Ramadan è considerato da molti come un importante momento sociale, oltre che spirituale: dopo il tramonto, infatti, famiglie e amici solitamente si riuniscono in gruppi numerosi, per mangiare e festeggiare insieme.

Quest’anno, però, le restrizioni in vigore in quasi tutto il mondo per limitare la diffusione del coronavirus hanno trasformato il Ramadan in modo significativo: in moltissimi Paesi è stato vietato l’ingresso alle moschee, le preghiere pubbliche sono state annullate e le famiglie sono state costrette a utilizzare le videochiamate per le grandi cene che normalmente coinvolgono un vasto numero di amici e parenti.

E anche la fine, così come l’inizio, si è svolta in condizioni straordinarie. Inaugurato il 24 aprile nella totale chiusura dei fedeli musulmani di tutto il mondo, il Ramadan si conclude ancora in lockdown festeggiando Eid al-Fitr “عيد الفطر, la festa dell’interruzione del digiuno, dentro casa.

Queste manovre per contrastare la diffusione del Covid-19, si sono protratte anche per il Eid al-Adha “عيد الأضحى”, la festa del sacrificio, che segna l’inizio del pellegrinaggio nel mese Dhū l-Ḥijja.

Difatti, il tradizionale pellegrinaggio è stato fortemente ridimensionato a causa della pandemia: l’evento che solitamente richiama alla Mecca oltre due milioni di persone da tutto il mondo, nel 2020 vedrà l’affluenza di un massimo di dieci mila pellegrini, tutti locali, con accesso contingentato, distanziamento sociale e rigide misure di sicurezza.

Le autorità del Regno hanno infatti imposto il divieto di arrivo ai fedeli internazionali, una misura decisa da Riad nel tentativo di limitare nuovi contagi da Covid-19, in quanto l’Arabia Saudita ha registrato il numero più alto di casi nella zona, divenendo così uno dei principali focolai del Medio Oriente.

Tutti i pellegrini sono sottoposti al controllo della temperatura al loro arrivo alla Mecca e sono obbligati a un periodo pre e post quarantena. Inoltre, è previsto l’obbligo di indossare la mascherina in ogni fase dell’Hajj (pellegrinaggio), come riportato dalla BBC Arabic.

Dal punto di vista economico, invece, annualmente il pellegrinaggio fa entrare nelle casse saudite circa dieci milioni di euro e l’enorme perdita economica di quest’anno si somma a quelle già registrate dal regno saudita a causa di una crisi finanziaria preesistente alla pandemia del Covid-19.

S.H.

AMERICA

APPROFONDIMENTO TEMATICO: Canada, il primato del Québec per le spese anti Covid

Il Québec è il campione degli interventi economici anti Covid-19, primo a livello provinciale per iniezioni di somme di denaro per contrastare gli effetti della pandemia.

In una recente analisi, il Responsabile del bilancio parlamentare del Canada ha messo a confronto il coinvolgimento di vari governi provinciali nella lotta contro il Covid-19. Come riportato da La Presse, l’organismo federale ha preso in esame non solo l’assistenza diretta dei governi, ma anche il sostegno finanziario alle imprese e alle società di trasporto pubblico. È emerso che il Québec ha immesso 28,7 miliardi di dollari nell’economia per combattere il Coronavirus, 10 miliardi di dollari in più rispetto all’Ontario (17,5 miliardi di dollari): le due province del Canada centrale fanno la parte del leone sul totale delle altre province di 66,6 miliardi di dollari. Queste operazioni di finanziamento, sebbene importanti, sono ancora relativamente modeste rispetto a quelle del governo federale. Il governo Trudeau ha immesso 403,4 miliardi di dollari nell’economia, ovvero il 18,7% del PIL del Canada! E potrebbe non essere ancora finita.

Il governo del Québec stima i suoi interventi a 28,3 miliardi di dollari, di cui 3,7 miliardi sono destinati a rafforzare il sistema sanitario, mentre 5,8 miliardi sono stati utilizzati per sostenere i salariati e i liberi professionisti. Il resto, 18,8 miliardi di dollari, sono volti all’obbiettivo, suggestivamente intitolato, di «mitigare l’impatto della pandemia sull’economia». Gran parte dei 28 miliardi di dollari non rappresentano una spesa, ma un investimento anticipato (2,9 miliardi di dollari) o un rinvio dei crediti (5,8 miliardi di dollari per il tasso di vendita, 4,5 miliardi di dollari per le imposte sul reddito dei privati e altri 2,8 miliardi per gli acconti provvisori).

Quanto al bilancio, il deficit del Québec quest’anno non si avvicinerà a 28 miliardi di dollari, ma ammonterà piuttosto a circa 10,9 miliardi, e possiamo aspettarci che l’anno prossimo scenderà a circa 6 miliardi. Tuttavia, questi apporti di liquidità dovranno essere finanziati e richiederanno a loro volta liquidità, soprattutto perché si aggiungono ai debiti provinciali in scadenza che dovranno essere rifinanziati, oltre ai disavanzi che erano stati previsti. In totale, quindi, tenendo conto dei circa 67 miliardi di dollari di misure Covid-19 dei governi provinciali, le province richiederanno 195 miliardi di liquidità entro la fine del 2021. Tra le quattro province con la maggiore richiesta di fondi, il Québec ha il migliore rating di credito, seguito da Ontario, Manitoba e Terranova.

In conclusione, l’analisi del Responsabile di bilancio non esprime giudizi in merito all’adeguatezza e l’impatto delle iniezioni di liquidità da parte del Governo; un giorno, forse, gli economisti ci diranno in che misura, a posteriori, le azioni dei governi provinciali – e del Québec in particolare – sono state benefiche o meno per l’economia, a seconda delle modalità di intervento.

S.C.

ASIA

APPROFONDIMENTO TEMATICO: L’impatto economico della Cina sull’economia occidentale post-Covid

La Cina, ad oggi, è sicuramente uno degli Stati più potenti al mondo. L’eccezionale crescita economica e la rivendicazione di un maggior peso politico a livello internazionale hanno permesso alla Cina di conquistarsi un posto d’onore all’interno dell’assetto geo-politico mondiale. Inoltre, la proiezione regionale e internazionale del Paese ha aumentato enormemente la sua influenza nelle relazioni internazionali al punto da poter cambiare le relazioni economiche e gli equilibri geo-politici non solo in Asia, ma anche in molte altre aree del globo.

Il coronavirus,  come riportato da Wired, non solo ha scatenato un’emergenza globale al livello sanitario, ma ha anche prodotto una serie di effetti importanti sull’economia, poiché i mercati internazionali stanno reagendo alle contromisure prese dal governo cinese e da quelli degli altri Paesi in diversi settori, dal turismo al commercio.

Innanzitutto, ci sono gli effetti diretti sulla città di Wuhan, da dove il virus, come noto, si sarebbe propagato.  Metropoli da oltre 11 milioni di abitanti, diventata negli anni uno dei centri propulsori degli investimenti cinesi sulle nuove tecnologie e l’industria pesante dove I tassi di crescita sono stati superiori alla media nazionale, arrivando a sfiorare il 7,8% nel 2019 dopo l’8% del 2018. L’isolamento completo della città ha rappresentato un duro colpo per la produzione, ed è destinato a tradursi in un calo generale dei consumi, delle importazioni e delle esportazioni.

Poi ci sono gli effetti più ampi sull’intera Cina. La chiusura forzata per le  Le Borse di Shanghai e Hong Kong,  ha avuto effetti sui titoli delle società quotate e secondo Shaun Roache, capo economista di Standard & Poor’s per la regione Asia-Pacifico, uno degli effetti principali potrebbe essere legato a un crollo dei consumi da parte dei cinesi stimato attorno al 10% soprattutto nei settori relativi turismo e agli acquisti, il che si tradurrebbe in una contrazione del Pil cinese dell’1,2%, come riporta Il Sole 24 Ore.

A guadagnare sono invece le azioni di aziende che operano nel settore sanitario, alcune delle quali sono quotate sul listino ChiNext. Shanghai Dragon, per esempio, specializzata in prodotti medicali monouso ha visto il titolo salire del 10%, così come anche l’azienda Tianjin Teda, specializzata nella produzione di mascherine monouso. Jiangsu Bioperfectus Technologies,  che ha creato un sistema di monitoraggio degli ospedali, ha visto salire le azioni addirittura del 20%, come riportato da aboutpharma.

Stessa tendenza si registra anche per le azioni di aziende sanitarie di Paesi limitrofi, come il Giappone, dove la società Kawamoto Corporation, che produce mascherine, guanti monouso e salviettine disinfettanti ha visto schizzare il valore delle azioni a un più 23,6%.

Il mercato del lusso sembra essere tra i più colpiti. Le azioni del colosso Lvmh guidato da Bernard Arnault, che possiede alcuni dei marchi più apprezzati dai nuovi ricchi cinesi, in un primo momento ha perso oltre il 5% ma adesso è in ripresa, così come i titoli di altre grandi firme, tra cui Ferragamo e Prada, che stanno riguadagnando terreno.

Pesanti ripercussioni si sono viste anche sulle compagnie aeree internazionali. Le azioni di EasyJet, per esempio, hanno perso il 4,6% e International Consolidated Airlines il 4,3%. Male anche AirFrance (-4,5%) e soprattutto Lufthansa, che è arrivata a perdere fino al 5,2%.

Secondo le stime del sito Statista, nel 2019 il numero di turisti cinesi è stato di circa 2,8 milioni di persone, con un impatto importante per l’economia del Paese. Il blocco totale dei viaggi porta sicuramente ripercussioni all’economia globale.

Le grandi compagnie, come Facebook, hanno ridotto i contatti con la Cina, consigliando agli impiegati a evitare viaggi non necessari verso la Cina, ancora chiusa e impossibilitata ad accogliere gli stranieri, visto il numero di contagi in aumento.  È inoltre stato chiesto ai dipendenti che hanno viaggiato in Cina di lavorare da casa, come riporta Reuters.

Le aziende internazionali con sede in Cina stanno prendendo contromisure. Secondo quanto riportato da Npr, Starbucks ha chiuso oltre 2mila punti vendita nel Paese, in accordo con le autorità locali, per evitare che possano diventare luoghi di contagio. Una decisione simile ha preso anche McDonald’s. Disney, invece, ha chiuso il suo Resort a Shanghai, che accoglie ogni anno circa 12 milioni di visitatori, in attesa di nuove disposizioni da parte delle autorità. Toyota ha annunciato lo stop della produzione negli stabilimenti cinesi.

La situazione non è sicuramente delle più rosee, ma gli sforzi da parte dei Paesi colpiti dalla pandemia, stanno avendo il loro frutti. Collaborare tutti insieme permetterà al mondo di tornare a vivere serenamente.

G.R.

OCEANIA

APPROFONDIMENTO TEMATICO: Covid-19: i casi più recenti, ultime restrizioni e test sperimentali in atto

Secondo il The Guardian, in Australia, il premier Daniel Andrews, ha imposto tre nuove restrizioni dovute al Covid in tutta la regione di Victoria, attive a partire dal 6 agosto.

Dopo che lo Stato ha di recente registrato altri 671 casi di coronavirus e sette morti, il premier ha annunciato uno “stato di calamità”.

La polizia di Victoria ha ricevuto “poteri straordinari” per far rispettare le limitazioni sui movimenti delle persone e per emettere multe fino a 5.000 dollari. La sanzione, che può essere emessa per aver violato gli ordini di quarantena e di isolamento, è la più grande multa in loco prevista dalla legge del Victoria.

Nel Regno Unito,secondo quanto riportato dal The Guardian, l’Ufficio Nazionale di Statistica (ONS) hainformato della morte di 8.892 persone in Inghilterra e in Galles verso la fine del mese di luglio. Tuttavia, il numero di morti relativi al Covid è sceso a livelli che non si vedevano da metà marzo: i decessi sono in calo in tutte le regioni inglesi, ad eccezione dello Yorkshire, dell’Humber e delle East Midlands, dove le cifre mostrano piccoli aumenti.

Il primo ministro Nicola Sturgeon afferma che ci sono stati altri casi di coronavirus in Scozia, che rappresentano lo 0,9% delle persone appena testate. Nel complesso, questo porta il numero complessivo di casi positivi a 18.717.

In Irlanda del Nord il numero totale di persone che sono state infettate è di 5.996, senza nuovi decessi registrati, lasciando il totale a 556, secondo i dati ufficiali.

Secondo la CBC in Canadasono confermati 117,333 casi da COVID-19.

L’ Ottawa Public Health (OPH) ha eseguito più di 1.650 test combinati nel primo weekend di agosto, come riporta la CBC. L’Ontario, invece, ha visto un totale di 39.628 casi confermati da quando l’epidemia è iniziata a fine gennaio e di questi, quasi il 90% è considerato risolto, come riportato dalla CBC.

Intanto, nel Paese, una società farmaceutica sta esortando il Governo a condurre i test di un potenziale vaccino sugli esseri umani.

Secondo il National Post, questi test erano già stati condotti sui ratti e un importante esperto di assistenza sanitaria afferma che, nonostante i risultati siano promettenti, è ancora presto per dare un giudizio definitivo sulla loro riuscita.

Gli Stati Unitiiniziano i test di un farmaco contenente anticorpi contro il coronavirus.

Come riportato da CNBC, saranno impiegati nel trattamento sperimentale dal farmacista Eli Lilly.

Dato il numero elevato di pazienti negli ospedali americani il farmacista, in collaborazione con l’NIH, ha annunciato il nuovo trattamento che prevede l’uso di anticorpi monoclonali, secondo CBS News.

Secondo CNN, si tratterebbe di proteine del sistema immunitario in grado di colpire una singola struttura del virus che potrebbe comportare il rallentamento o addirittura l’eliminazione dell’infezione.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:

Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

E-STATE in Italia

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Sicilia on the road

E se non poter viaggiare all’estero fosse invece una gran fortuna?

Perché, forse non ce ne siamo mai resi conto, ma il nostro Bel Paese non ha davvero nulla da invidiare a tante altre mete gettonate in giro per il mondo.
Abbiamo splendide spiagge, maestose montagne, città antiche e moderne, panorami mozzafiato e vallate incontaminate. Ogni centimetro di questa terra è pregno di storia e bellezza.
E quale miglior modo di viaggiare on the road, per non perdersi neanche una di queste meraviglie?

Pronti? Allacciate le cinture, oggi vi portiamo in…Sicilia!

Nota come la più grande isola dell’Italia e del Mediterraneo, la Sicilia è una terra sorprendente ricca di storia e tradizioni, in cui arte e cultura si intrecciano con meravigliose bellezze naturali. Dal mare alla montagna, passando per campagne, vulcani e borghi marinari, sono davvero tanti i motivi per visitare quest’isola. Per questo, vi proponiamo un tour on the road, lungo sei giorni di cammino, durante i quali, partendo da Palermo ed arrivando fino a Messina, avrete l’opportunità di visitare, senza troppa fretta, alcune delle mete più note e gettonate dell’isola. Tra queste, ben 5 sono state dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: Ragusa Ibla, il quartiere più antico della città di Ragusa, che svetta dall’alto della collina tra i monti Iblei, e che vanta più di cinquanta chiese e palazzi nobiliari; la Scala dei Turchi, una delle spiagge più belle di tutta la Sicilia con la sua falesia bianca che si erge a picco su un mare azzurrissimo; Agrigento e la Valle dei Templi, con il suo parco archeologico perfettamente conservato, il più grande al mondo;  Noto, capitale indiscussa del Barocco siciliano, con un patrimonio artistico di chiese e palazzi eccezionali;  l’Etna, uno dei vulcani più attivi al mondo.

Per cui, cosa aspettate a partire?

A voi la scelta di noleggiare una macchina direttamente sull’isola, o di imbarcare sul traghetto la vostra autovettura.
Questo l’itinerario:

I° giorno: Palermo

2° giorno: Riserva dello Zingaro ed Erice

3° giorno: Saline di Marsala/Valle dei Templi/Scala dei Turchi

4° giorno: Ragusa Ibla/Modica/Noto/Marzamemi/Isola di Ortigia

5° giorno: Siracusa/Taormina

6° giorno: Etna/Messina

#LUXURYMOMENTS: #DESTINATIONGEMS

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IL LIBANO IN GINOCCHIO

Con le esplosioni a Beirut del 4 agosto dal bilancio, ancora provvisorio ma molto tragico, si contano 137 vittime, 5 mila feriti, centinaia di dispersi e 300 mila sfollati nella capitale, senza un tetto nel vero senza della parola. Palazzi crollati, abitazioni inagibili, il boato si è sentito fino all’Isola di Cipro. Quest’ultimo episodio accresce la rabbia tra i Libanesi residenti e tra quelli della diaspora internazionale. Tutti uniti per aiutare il loro paese a superare ancora una volta una tragedia, ma questa è veramente drammatica capitata inoltre in un periodo poco roseo per il Paese dei Cedri.

Il Libano stava vivendo una gravissima crisi economica e finanziaria che lo ha portato al default, è sicuramente un Paese complesso causato dal melting-pot religioso e sociale che lo compone, sfibrato da una guerra civile che è durata 30 anni, da un’instabilità politica e soprattutto economica che ha fatto crescere la rabbia degli abitanti contro lo Stato libanese che dallo scorso ottobre, a migliaia si sono riversati nelle strade per protestare. Il Libano è una nazione che importa tutto e produce poco, non ha elettricità e la sua ricchezza derivava dal settore terziario e soprattutto dal turismo che, per questioni di sicurezza, non si è più sviluppato nell’ultimo mezzo secolo. Tutti elementi che hanno messo il Libano in ginocchio.

Dal 4 agosto, I soccorritori sono sempre al lavoro tra le macerie, gli abitanti si sono rimboccati le maniche per ripulire le strade dai detriti e la diaspora libanese sparsa nel mondo è impegnata a raccogliere soldi per aiutare chi è rimasto ferito o chi ha perso la casa. Anche l’Istituto Culturale Italo-Libanese si sta muovendo tramite una raccolta fondi destinata a ricostruire un’ala, di un Ospedale, che è stata distrutta dall’esplosione, si tratta del “Karantina Government Hospital” che si trova nelle vicinanze del porto, un piccolo ospedale sito nel quartiere dove la gran parte della popolazione è povera.

Da sempre popolo del Paese dei Cedri ha dimostrato grande generosità accogliendo il più alto numero di rifugiati siriani nella regione e ancora prima di loro ha accolto i rifugiati palestinesi, molti di loro ormai inseriti nel tessuto sociale con passaporto libanese. Un giorno forse il Libano vedrà un Alba diversa ma tutto il mondo è lì a guardare e speriamo non solo… perché mai come oggi il paese dei Cedri ha bisogno del sostegno Internazionale.

Maria Christina RiganoConsigliere Istituto Culturale Italo Libanese

E-STATE in Italia

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Basilicata coast to coast

Che abbiate visto o meno la famosa commedia di Rocco Papaleo, Basilicata Coast to Coast, questo potrebbeessere il titolo del vostro prossimo viaggio on the road: dalla costa tirrenica fino ad arrivare allo Jonio, attraversando l’entroterra lucano.

La Basilicata è infatti una destinazione in grado di soddisfare i gusti di ciascun viaggiatore: mare, montagna, collina, pianura e ben 11 aree protette, tra cui i parchi nazionali del Pollino e Val D’Agri, i parchi regionali di Gallipoli e del Materano, e 7 riserve naturali.

Si parte da Maratea, sul Tirreno, con le sue acque cristalline e i paesaggi mozzafiato.

Lasciato il mare alle spalle, in una ventina di minuti sarete a Trecchina, un minuscolo paesino ombreggiato da giganteschi castagni, una vera e propria tavolozza dei colori tipici lucani.

Proseguendo verso l’entroterra, arriverete a Laurìa, il centro lucano più grande del versante tirrenico. Il paese è diviso in due rioni, il superiore (Castello), e l’inferiore (Borgo). Con le casette strette le une alle altre, arroccate sulle montagne, Lauria vi offrirà scorci pittoreschi a volontà. Nei suoi dintorni troverete il massiccio del Sirino, la cui vetta più alta, il monte Papa, raggiunge i duemila metri ed è innevata per gran parte dell’anno.

Scendendo verso sud, troviamo Castelluccio Inferiore, situato nel Parco Nazionale del Pollino. Nel paese si respira un’atmosfera tipicamente medievale data dai piccoli vicoli, gli archi e le case in pietra e il capolavoro barocco della Chiesa di San Nicola. Qualora vi venisse voglia di esplorare il versante lucano del Parco, prendete come riferimento una di queste quattro valli: Mercure, Frido, Sarmento, Sinni.
Se avrete la pazienza di salire sulle cime dei monti più alti, potrete scorgere il Tirreno a ovest, lo Ionio a est e, con un po’ di fortuna, le rarissime aquile reali.

Seguite la valle del fiume Sinni e arriverete a Francavilla. La strada si snoda fra paesaggi incantevoli popolati di faggi, abeti e cerri. Per ammirare dall’alto il panorama della valle, raggiungete Piazza Gonfalone. Altri buoni punti di osservazione? La località Palladoro, le alture del monte Catarozzolo e quelle di Timpa Altosana.

Superato il Sinni, sarete a Chiaromonte: un piccolo paese diviso in una moltitudine di rioni e residenze gentilizie: Palazzo Dolcetti, Palazzo Donadio, Palazzo Lauria e Palazzo Di Giura, tra le più importanti. Dodici chilometri separano Chiaromonte da Senise. Il centro storico di Senise sorge ai piedi di un colle dominato dal castello medievale. Per arrivarci, attraversate i vicoletti del paese, gradinate e stradine pittoresche.

Ora, dalla provincia di Potenza passerete a quella di Matera: ci fermiamo ad Aliano, un paesino che sorge su un colle d’argilla, a guardia della Val d’Agri e del torrente Sauro.

A seguire, Guardia Perticara, il paese delle case in pietra, nonché uno dei Borghi più Belli d’Italia. Seguite le piccole scale che s’arrampicano fra i vicoli, fin sul castello del paese da cui potrete godere di una vista mozzafiato sulla valle del Sauro.

Proseguendo lungo il tragitto non può mancare una sosta a Craco, il paese fantasma. Evacuato negli anni Sessanta a seguito di una frana, il piccolo borgo si spopolò e oggi a possedere le chiavi della città è un pastore locale, che se avrete la fortuna di incontrare, chissà che non vi guidi a fare un giro del paese. Protagonista di numerosi set cinematografici: Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi (1978), Il sole anche di notte dei fratelli Taviani (1980), The Passion di Mel Gibson (2003) sono solo alcuni fra i tanti.

Con Tursi, piccolo borgo medievale, inizierete la discesa verso la costa ionica.

La penultima tappa del viaggio è Policoro, che si contende con Metaponto il primato di meta turistica più frequentata della costa ionica lucana. La cittadina sorge ai margini dell’antica Heraclea, antico centro della Magna Grecia. Per visitare i reperti dell’area, basterà recarvi presso il locale Museo Archeologico della Siritide.

Meno di cinque minuti di strada ed eccovi a Scanzano Jonico, ultima meta dell’itinerario coast to coast. Fra Policoro e Scanzano troverete lunghe spiagge sabbiose, acque purissime, e la settecentesca masseria fortificata di Recoleta.

Questo il classico itinerario, a cui, nel caso aveste tempo e voglia, vi consigliamo di aggiungere un’immancabile visita a Matera. Eletta capitale europea della cultura nel 2019, è un vero e proprio monumento a cielo aperto, i cui sassi sono stati dichiarati Patrimonio dell’Unesco. Passeggiare lungo le stradine bianche riarse dal sole, tra grotte scavate nel ventre della terra e chiese rupestri, vi riporterà indietro nel tempo e farà percepire quella nostalgia di cui parla Pascoli in uno dei suoi componimenti “Delle città dove sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e di malinconia”.

#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Beirut, 135 morti e 5mila feriti a causa di un’esplosione che devasta parte della capitale libanese. Re Juan Carlos I abbandona la Zarzuela causando una crisi politica in Spagna. Come affermato dall’OMS, Wuhan potrebbe non essere la città d’origine del Covid-19. Aumentano i casi di Coronavirus in Angola, accuse di corruzione e negligenza ai poliziotti di Luanda.

EUROPA

È impossibile non dedicare l’articolo odierno alla notizia che ha pervaso la Spagna negli ultimi giorni: l’abbandono della Casa Reale Spagnola, La Zarzuela, da parte del Re Juan Carlos I.

El País ha dettagliatamente e fedelmente riportato il fatto negli ultimi giorni: il Re avrebbe preso questa drastica decisione in seguito ai precedenti scandali, indagati dalla procura svizzera (riguardanti i suoi conti in paradisi fiscali, scambi di denaro sospetti con i sauditi, numerose amanti), in maniera volontaria, per non danneggiare ulteriormente la reputazione della monarchia, e quindi, quella di suo figlio Felipe VI, Re in carica. Secondo il giornale spagnolo, la decisione è stata presa la scorsa domenica dopo un confronto con suo figlio, per abbandonare il lunedì la frontiera spagnola, dirigendosi in un primo momento in Portogallo. In seguito, Felipe VI, dalla Zarzuela, ha emesso un comunicato ufficiale per dare a conoscenza l’uscita dal Paese del padre. Alcune voci alludono alla prossima meta del Re: la Costa Rica, ma ciò non è confermato da nessuna fonte ufficiale.

Nel frattempo, El Mundo ci informa della plenaria straordinaria al Parlamento Catalano di venerdì 7 agosto per discutere delle situazione politica dopo la crisi causata dalla fuga del Re emerito. La plenaria è stata richiesta dal Presidente del governo catalano, Quim Torra, annunciando una possibile richiesta di abdicazione del Re Felipe VI. Torra ha convocato la plenaria in particolare per chiedere spiegazioni al monarca e al governo riguardo come sia stato possibile lasciar fuggire “una persona piena di privilegi e indagato per un caso immenso di corruzione”.

L.C, M.D.F. e I.V

Il Belgio sta attraversando una crisi politica. Dopo le dimissioni dell’ex primo ministro Michel il 21 dicembre 2018, il Paese ha raggiunto questo lunedì 3 agosto un record senza precedenti: 591 giorni senza governo. Sono stati incaricati di formare un nuovo governo Paul Magnette, presidente del Partito Socialista, e Bart de Wever, presidente di Nuova Alleanza Fiamminga. Come riportato dal sito di informazione Sudinfo,entrambi i due presidenti di partito devono coalizzarsi con una terza forza politica al fine di avviare i negoziati per la formazione di un nuovo Governo. In passato, il Belgio aveva già vissuto una crisi simile, durante i 589 giorni tra la fine del governo Leterme (26 aprile 2010) e l’insediamento del governo Di Rupo il 6 dicembre 2011.

EA.V.

In Svizzera, suscita interesse la struttura e l’organizzazione del Consiglio Federale che si basa su regole scritte e non scritte. Ad eccezione della collocazione dei suoi membri, il funzionamento del Consiglio Federale non è disciplinato da un vero e proprio protocollo, ma da vari documenti e consuetudini. Come riportato daLe Temp, si fa riferimento in particolare ad un memorandum, indirizzato ai membri dell’organismo e al Cancelliere, che fornisce tutti i principi di cui i membri del Consiglio federale devono essere a conoscenza quando assumono la carica. Inoltre, la Costituzione Federale stabilisce che il Governo funziona come un’autorità collegiale in cui ciascun membro è a capo di un dipartimento. Ma ci sono anche molte regole non scritte, come quella secondo cui ogni membro deve esprimersi nella propria lingua materna, poiché il Consiglio federale deve riflettere la diversità culturale della Svizzera.

S.C.

In Francia, martedì 4 agosto il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che lo Stato sbloccherà un bonus Covid di 160 milioni di euro per 320 000 assistenti domiciliari. Come riportato da France 24, tale somma consentirà agli interessati di ottenere finalmente il premio di 1000 euro. In Francia, l’assistenza domiciliare supporta ben 800 000 persone anziane e 300 000 persone con disabilità. Il suddetto premio, che sarà versato prima di Natale, permetterà il pieno riconoscimento dei meriti di chi ha partecipato attivamente in qualità di assistente domiciliare durante la crisi sanitaria.

EA.V.

In Portogallo sono state divulgate le nuove regole per il ritorno in aula negli istituti di istruzione superiore, come riporta Diário de Notícias. L’obiettivo del Ministero della Scienza, Tecnologia e Istruzione Superiore è quello di garantire l’insegnamento presenziale attraverso il distanziamento fisico, l’uso di mascherine e la disinfezione degli spazi comuni, come anche test periodici sugli studenti, questi ultimi a discrezione dei vari istituti. Le lezioni in presenza verranno affiancate comunque a quelle online, mentre l’orario e i giorni di funzionamento delle istituzioni verrà ampliato includendo anche il sabato, al fine di poter alternare le ore di lezione e arieggiare i locali. Agli studenti e al personale viene consigliato l’uso dell’applicazione Stayaway Covid che monitora se si entra in contatto con un caso positivo. Inoltre, il governo ha pubblicato il bando per 435 medici di medicina generale e di famiglia recentemente specializzati da distribuire nelle varie regioni, mentre è stato prorogato il regime per la contrattazione di medici in pensione fino al 2021 per far fronte alla carenza di personale nella situazione ancora di emergenza causata dal Coronavirus, riferisce ancora Diário de Notícias. Continua l’emergenza incendi, questi giorni è allerta rossa in tutto il Portogallo continentale a causa del tempo secco e le temperature elevate previste fino a 43°. Proibita qualsiasi forma di fuoco, anche per pulizia, l’uso di materiali pirotecnici e lavori con macchinari, secondo Público.

D.F.

Le Borse europee non riescono a recuperare la crisi subìta dal coronavirus. Alcune delle principali economie mondiali, tra cui gli Usa e la Germania, hanno pubblicato crolli senza precedenti del loro PIL. Secondo quanto si legge dalle pagine di Der Spiegel, la Germania sta vivendo un crollo dell’economia e del mercato del lavoro ancora più grave rispetto alla crisi finanziaria del 2008: il PIL è pari al -10,1% e il numero di persone occupate è diminuito ancora dell’1,4%.

Mercoledì 5 agosto il giornale online die Zeit riporta un bilancio degli utili e delle perdite delle maggiori società leader. Stando a quanto si legge, il gruppo Deutsche Post ha vissuto un aumento significativo nelle vendite e nei profitti, anche maggiore rispetto a quanto atteso dagli esperti. Ad aver registrato una forte crescita è stato soprattutto l’e-commerce proprio tra aprile e giugno, periodo di maggiori restrizioni per arginare la pandemia. Infatti, grazie alla ripresa del commercio online, l’indice DAX registra un plus del’1,6% nelle azioni della Deutsche Post. L’EBIT è salito quasi al 19%, il fatturato è aumentato del 3%, sfiorando i 16 miliardi di euro e l’utile degli azionisti è arrivato a 525 milioni di euro rispetto ai 458 milioni dell’anno precedente (dati consultabili su manager magazin). Al contrario invece, Commerzbank vede rosso sul 2020. Gravemente colpita dalla crisi da Covid e affossata dal fallimento del fornitore finanziario Wirecard, nel solo secondo trimestre ha registrato un utile netto in diminuzione del 21% a 220 milioni di euro, contro i 279 milioni dello scorso anno nello stesso periodo. Per questo infatti le ipotesi sono tutt’altro che positive e la banca prevede di chiudere l’anno in perdita. Secondo il Frankfurter Allgemeine, gli accantonamenti per perdite su crediti nel trimestre sono saliti a 469 milioni di euro rispetto ai 178 milioni di euro dell’anno scorso. Dati spaventosi, sebbene però, circa 175 milioni si stima riguardino i prestiti a Wirecard. Il CFO del gruppo, Bettina Orlopp, nella prima settimana di agosto voleva presentare nuovi obiettivi di risparmio con il CEO Martin Zielke, ma tutto è sfumato per la crisi manageriale che ha visto dimettersi proprio lo stesso Zielke oltre che il presidente Stefan Schmittmann all’inizio di luglio. Stesso bilancio vale per la società assicurativa Allianz, la cui interruzione delle attività ha portato una diminuzione dell’EBIT del 19%, e per la casa automobilistica BMW. Quest’ultima, in rosso per la prima volta in undici anni, ha venduto un quarto delle automobili rispetto all’anno scorso, il fatturato è sceso del 22,3% e la perdita stimata è di 212 milioni di euro per via della chiusura dei concessionari in Europa e in America. Tuttavia, il gruppo sembra fiducioso per il semestre a venire. Come si legge su Der Spiegel, il direttore finanziario Nicolas Peter dichiara: «considerando le nostre vendite di automobili su un piano globale si avverte una ripresa nello sviluppo del mercato in Cina e anche negli USA, dunque siamo sulla buona strada per il raggiungimento dei nostri obiettivi per l’anno». Il tutto, sperando che non ci sarà una seconda ondata di infezioni e di nuove misure contenitive.

M.S., L.R.

Nel Regno Unito, secondo quanto riportato dalla BBC, Anne Longfield, commissaria per l’infanzia, afferma che i bambini hanno diritto all’istruzione e che le scuole dovrebbero essere le prime ad aprire e le ultime a chiudere. Inoltre, dichiara che i bambini hanno un ruolo minore nella diffusione del coronavirus rispetto agli adulti e che hanno anche meno probabilità di ammalarsi.

In un briefing, Longfield prevede che alunni e insegnanti vengano regolarmente sottoposti a test, in modo da poter isolare i casi di Covid-19 confermati “senza dover necessariamente mandare a casa intere classi”.

Nick Gibb, membro del Parlamento, come riportato dall’Express, ha confermato che tutte le scuole in Inghilterra riapriranno a settembre 2020. Tuttavia, la decisione di porre fine alla chiusura delle scuole ha suscitato preoccupazione tra alunni, genitori e personale sulla possibilità di adottare determinate precauzioni contro il coronavirus.

S.C., S.P.

La Federazione Russa si è immediatamente mobilitata per portare aiuti e soccorsi in Libano, a sostegno della drammatica situazione di emergenza avvenuta martedì 4 agosto causata dall’esplosione 2750 tonnellate di nitrato d’ammonio, sostanza utilizzata anche per la costruzione di ordigni esplosivi. La deflagrazione, partita dall’interno della nave container Rhosus, ha causato la totale distruzione del porto di Beirut ed un’onda d’urto di 20 chilometri. Basti pensare che l’esplosione è stata avvertita anche nella vicina isola di Cipro che dista 160 chilometri dalla capitale libanese.

Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha inviato un messaggio di condoglianze al Presidente della Repubblica del Libano Michel Aoun per l’immensa perdita di vite e la distruzione causata dall’esplosione nel porto di Beirut.

“In Russia condividiamo il dolore del popolo libanese. Vi invio parole di affetto e mando il mio supporto alle famiglie delle vittime e ai loro amici e invio un augurio di pronta guarigione ai feriti.” Ha scritto il presidente Putin nel telegramma rivolto al presidente Libanese.

Questa mattina è partito da Saratov il quarto volo di soccorso inviato dalla Russia. A bordo ci sono 15 specialisti del Rospotrebnadzor (L’istituto Federale per la tutela dei diritti e del benessere del consumatore) e attrezzature necessarie per l’allestimento di laboratori per la rilevazione di COVID-19. Inoltre, mercoledì sera sono arrivati a Beirut soccorritori, medici, psicologi, inviati dal MES, il ministero russo per le situazioni di emergenza. In totale, gli aerei inviati compiranno cinque voli con lo scopo di portare 150 tra specialisti e soccorritori nella capitale libanese. 

Disastro già annunciato però, dato che la nave contenente il nitrato di ammonio, Rhodus, proveniente dalla Russia e battente bandiera moldava, era ormeggiata nel porto di Beirut dal 2013 in quanto era stata fermata e posta sotto sequestro per mancanza di misure di sicurezza. La nave era diretta a Mozambico, ma non era stata più lasciata salpare. Il governo libanese era a conoscenza della sua pericolosità in quanto ha ricevuto diverse lettere di richiamo dai funzionari della dogana che premevano affinché la sostanza venisse correttamente smaltita o ceduta all’esercito libanese. Nessun esponente russo si è espresso in merito a quest’ultima informazione.

Ad oggi sono 150 i decessi causati dall’esplosione e 5000 feriti. Il governatore della capitale libanese ha stimato i danni dell’esplosione a 3-5 miliardi di dollari, con 300.000 persone rimaste senza casa.  Sergej Vorontosov, a capo della task force del ministero, non esclude la possibilità di aumentare i soccorsi e le persone inviate a Beirut. Inoltre, questa mattina, il Ministro Libanese del Commercio e dell’Economia Raoul Nehme ha affermato che il Libano non ha capacità finanziaria per far fronte alle conseguenze dell’esplosione: viene richiesto l’intervento della Comunità Internazionale.

 S.N., D.S.

AFRICA

In Algeria, la Procura ha chiesto una condanna a quattro anni di carcere contro il giornalista Khaled Drareni, diventato simbolo della lotta per la libertà di stampa, e i suoi due co-imputati. Reporter senza frontiere ha chiesto il ritiro di tutte le accuse contro il suo corrispondente in Algeria, arrestato dopo aver partecipato a una manifestazione del movimento di protesta popolare Hirak. Come riportato da Le Monde Afrique, il giornalista è stato processato in videoconferenza, causa emergenza sanitaria, dal carcere di Kolea, dove il 29 marzo è stato posto in custodia cautelare. Durante l’udienza, ha respinto le accuse, dicendo di aver solo fatto il suo lavoro di giornalista freelance.

S.C.

In Angola, come riporta Angonotícias, la polizia è stata accusata di ricevere delle mazzette al fine di non prendere provvedimenti con chi non rispetta le regole anti contagio. Sono i cittadini di Luanda a denunciare l’accaduto affermando che questa negligenza abbia fatto aumentare i casi di Coronavirus nell’area. Alcuni cittadini che vivono in punti diversi di Luanda sono stati interrogati e hanno manifestato la loro preoccupazione poiché i casi positivi sono in aumento e la polizia non sembra collaborare. Uno degli interrogati, il signor Muandumba che vive a Saurimo, nella parte Sud di Luanda denuncia l’estrema facilità degli spostamenti tra le varie regioni e, di conseguenza, la mancanza di controlli da parte della polizia.

M. P.

In Tunisia, il Ministro della sanità tunisino Mohamed Al-Habib Al-Kushu ha annunciato l’obbligo di indossare le mascherine sanitarie in tutto il Paese per limitare la diffusione del nuovo ceppo di coronavirus, a condizione che vengano imposte sanzioni ai trasgressori.

Mohamed Al-Habib Al-Kushu ha dichiarato in una conferenza stampa che “lo sviluppo di mezzi di protezione, in particolare le mascherine, è obbligatorio e le sanzioni saranno approvate a breve”, sottolineando che vi sarà una riunione di gabinetto per approvare le tipologie di sanzioni.

La decisione sarà attuata per i luoghi pubblici all’interno del Paese, secondo il Ministero della Salute. In totale, la Tunisia ha raggiunto 1585 contagi dall’inizio di marzo, di cui 51 morti, e 306 persone ancora portatrici del virus.

Con l’inizio della registrazione dei primi casi nel Paese, le autorità tunisine hanno rapidamente chiuso le loro frontiere aeree, marittime e terrestri il 16 marzo, come riportato da Sky News Arabia.

S.H.

MEDIO ORIENTE

Un’esplosione dalla potenza impensabile ha seminato panico e devastazione in tutta Beirut e nei suoi sobborghi.

Almeno 135 morti e 5mila feriti, secondo un bilancio ancora provvisorio dello scoppio avvenuto nel porto, sulle cui cause prevale ancora l’incertezza.

Secondo fonti ministeriali, il gabinetto libanese ha avviato una sessione di emergenza per porre agli arresti domiciliari i funzionari del porto di Beirut che dal 2014 si sono occupati di immagazzinare e trattare il nitrato di ammonio, anche se non è ancora noto quanti funzionari saranno soggetti a tale decisione. Il compito di eseguire gli arresti domiciliari sarà affidato all’esercito libanese per individuare i responsabili dietro la massiccia esplosione avvenuta al porto, secondo la BBC Arabic.

Il presidente Michel Aoun ha infatti affermato che 2750 tonnellate di nitrato di ammonio sono state immagazzinate rischiosamente in un deposito per circa sei anni. Il Consiglio dei ministri ha inoltre annunciato l’imposizione dello stato di emergenza a Beirut per un periodo di due settimane.

L’ex primo ministro libanese, Saad Hariri, ha pubblicato i risultati della riunione degli ex primi ministri, in cui ha dichiarato che “è un dovere ritenere responsabili tutti coloro che hanno dimostrato l’incapacità di adottare le misure amministrative e giudiziarie che avrebbero potuto prevenire questa catastrofe”.

Gli ex capi di governo hanno poi sottolineato l’esigenza di chiedere alle Nazioni Unite e alla Lega araba di formare una commissione per indagare sull’incidente che includa giudici ed investigatori imparziali al fine di rivelare le reali circostanze del “disastro”.

Gli ex funzionari libanesi hanno attribuito la causa della catastrofe alla “perdita di leadership e volontà”. I Presidenti a loro volta hanno invitato i servizi di sicurezza del porto a “collaborare per preservare la scena del crimine e garantire che non venga manomessa”, come è stato riportato dalla CNN Arabic.

 S.H.

AMERICA

Una scuola elementare nello Stato della Georgia, Stati Uniti, si è vista costretta a chiudere una delle sue aule a soli due giorni dall’inizio dell’anno scolastico poiché uno degli studenti è risultato positivo al coronavirus, come si legge su Fox News.

Alcuni distretti scolastici di Atlanta si interrogano sui protocolli di sicurezza da adottare di fronte a immagini che ritraggono il campus affollato di studenti stipati al suo interno, secondo quanto riportato da CBS News.

Tuttavia, non viene richiesto esplicitamente l’uso delle mascherine a studenti e insegnanti e nelle linee guida non è previsto il controllo della temperatura ma si incoraggiano i genitori nel farlo a casa, secondo The World News.

Il Canada e alcuni suoi alleati hanno dato inizio ad un’esercitazione navale di tre settimane nell’Artico. Secondo The Canadian Press, lo scopo principale è quello di diffondere un messaggio di coesione alle comunità avversarie evitando il contatto e la diffusione del coronavirus.

Questa esercitazione di addestramento è nota come “Operazione Nanook” e quest’anno per la prima volta parteciperanno anche Stati Uniti, Francia e Danimarca, come si legge su CTV News.

Per la sua posizione strategica, i Paesi occidentali e orientali da tempo si contendono l’Artico e hanno costantemente ampliato le loro attività militari nella regione, sollevando preoccupazioni su possibili conflitti, come riportato da Canada’s National Observer.

S.C., S.P

La magistratura boliviana ha accusato e chiesto la detenzione per l’ex presidente Evo Morales per finanziamento di terrorismo a causa del suo presunto coinvolgimento nei conflitti avvenuti in diverse città e il cui esito è stato il colpo di stato che lo ha portato ad assumere la carica.

Secondo quanto si legge su un articolo di Hoy, l’accusa si basa su un audio – divulgato nel novembre 2019 – di una conversazione tra l’allora presidente Morales e Faustino Yucra, rappresentante dei contadini e coltivatori di piante di coca, conversazione in cui Morales – attualmente in Argentina con lo status di rifugiato – chiedeva di circondare le città che manifestavano contro la sua ascesa al potere, perché ritenuta fraudolenta, e di lasciarle senza rifornimento di cibo.

L’attuale governo boliviano ha chiesto l’imputazione di Morales e la sua condanna a trenta anni di carcere. L’ex presidente si difende sostenendo che si tratta di una manovra illegale e anticostituzionale da parte del governo ai suoi danni e si ritiene vittima di una persecuzione politica messa in atto tramite la manipolazione e l’alterazione dell’audio in questione; rinnega, inoltre, i suoi rapporti amichevoli con Yucra che dall’8 aprile scorso è in carcere con l’accusa di terrorismo, sedizione e finanziamento del terrorismo.

L.C, M.D.F. e I.V

In Brasile, secondo Lusa, la produzione industriale è cresciuta dell’8,9% durante il mese di giugno. Si tratta del secondo dato positivo dopo il calo del 26,6% di marzo e aprile a causa della pandemia. I dati sono stati pubblicati dall’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica, il cui responsabile della ricerca André Macedo si mostra cauto poiché la strada è ancora lunga per recuperare le perdite di marzo e aprile. Il saldo negativo di questi quattro mesi è di -13,5%. Il governo prevede una severa recessione nel Paese a causa del Coronavirus e una caduta del PIL di circa il 6% nel 2020. La recessione dell’economia brasiliana ha iniziato a farsi sentire dal primo trimestre, quando ha avuto una contrazione del 1,5% rispetto agli ultimi tre mesi del 2019.

M.P.

ASIA

In relazione alle ultime notizie in Cina riguardanti il coronavirus, come riportato dal Global Times, l’OMS afferma che Wuhan potrebbe non essere la città d’origine del Covid-19, mettendo così a tacere  le teorie della cospirazione che hanno messo in cattiva luce la città cinese e la Cina sull’origine del virus.

La Cina è pronta a condurre ulteriori studi epidemiologici, mentre gli altri Paesi devono essere pronti a mettersi in discussione. Gli esperti cinesi credono che Paesi come gli Stati Uniti, in cima al mondo per numero di casi confermati di Covid-19, e alcuni Paesi europei, dove cui il virus è stato identificato già dallo scorso anno, dovrebbero anche sottoporsi a un’indagine approfondita sull’origine del virus per un quadro più chiaro.

Zeng Guang, capo epidemiologo del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha dichiarato al Global Times, che tracce del virus sono state trovate all’ interno di un campione di acqua raccolto a Barcellona nel 2019 e in una fogna in Brasile già dall’anno scorso.

Il fatto che l’epidemia sia stata segnalata per la prima volta a Wuhan e non in altri Paesi potrebbe avere a che fare con il mezzo di trasmissione o l’ospite del virus, ha affermato Yang Zhanqiu, vicedirettore del dipartimento di biologia dei patogeni dell’Università di Wuhan.

Zeng e Yang credono che il virus debba essere passato dagli animali selvatici agli esseri umani. Yang ha detto che devono identificare l’ospite animale e scoprire come effettivamente il virus sia stato trasmesso agli umani.

Da quando l’epidemia è stata segnalata per la prima volta nel mercato di Huanan a Wuhan, circolano voci e speculazioni sul fatto che il mercato, che è stato chiuso a gennaio, fosse il luogo da dove il virus aveva avuto origine, ma Shi, un virologo cinese, ha affermato che il tuo team di esperti ha esaminato dei campioni raccolti al mercato, trovando tracce del virus solo sulle maniglie delle porte, pavimenti e fognature. Non è stato trovato alcun virus sugli animali, il che ha fatto sì che Shi concludesse che forse il mercato era solo il luogo dove molti pazienti affetti da Covid-19 sono stati trovati nella fase iniziale.

Quasi un terzo dei soggetti affetti da Covid, infatti, non avevano avuto alcun contatto diretto con il mercato, ha affermato Wang Guangfa, uno dei maggiori esperti cinesi presso l’ospedale dell’Università di Pechino e anche membro del primo gruppo di esperti medici nazionali spediti a Wuhan all’inizio di gennaio.

Un medico che lavora all’ospedale Zhongnan dell’Università di Wuhan, che ha rifiutato di identificarsi, ha detto al Global Times di aver ricevuto pazienti con sintomi di polmonite sconosciuta già dalla fine di dicembre, che però non avevano avuto nessuno contatto con il mercato. Ma dato che sia l’ospedale che le autorità di Wuhan erano nuove al virus allora, e mancavano dell’esperienza clinica sul nuovo virus, hanno controllato solo le persone che erano state al mercato, scoprendo solo dopo, attraverso i kit, che anche le persone con una polmonite sospetta visitate a dicembre, erano in realtà affetti da Covid-19.

Cresce il sospetto tra i Paesi, mentre si cerca un nuovo colpevole.

G.R.

OCEANIA

Uno degli uccelli marini più antichi e affascinanti è stato avvistato sull’isola di Lady Elliot nella parte meridionale della Grande Barriera corallina, in Australia.

Si tratterebbe di un esemplare Tropicbird, con la caratteristica coda rossa, di ben 23 anni, secondo la notizia riportata da ABC News.

Il volatile è stato scoperto durante un progetto grazie all’iniziativa “Reef Islands” di cui è responsabile la Great Barrier Reef Foundation con lo scopo di proteggere gli habitat di queste specie a rischio, secondoUSC News.

Secondo quanto riportato da Mirage News, l’amministratore delegato Anna Marsden ha messo in guardia sui rischi dei cambiamenti climatici e il loro impatto che hanno sull’isola e sulla barriera corallina, affermando che questa scoperta ha fatto emergere l’importanza di tutelare tutti gli ecosistemi e gli animali che lo costituiscono.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:

Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

#LUXURYMOMENTS: #DESTINATIONGEMS

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L’ARTE A PORTO ROTONDO

Porto Rotondo è sempre stata una meta di amanti del mare e del sole dove incontrare amici, bere un aperitivo in piazza, fare shopping o semplicemente ammirare le bellezze naturali, ma grazie alla mia amica appassionata d’Arte, ex compagna di scuola, Raffaella Bertone, ho potuto ammirare altre bellezze e conoscere alcune storie che caratterizzano una località dove l’arte è sempre stata una grande protagonista.

Il fiore all’occhiello di Porto Rotondo è sicuramento la Chiesa di San Lorenzo, unica nel suo genere. Ideata da Andrea Cascella e Mario Ceroli, la chiesa di Porto Rotondo è dedicata a San Lorenzo. Collocata in cima a una maestosa scalinata di granito che parte dalla piazza San Marco, la chiesa è ben visibile da chi viene dal mare ma fu Andrea Cascella a volere che il tempio di Porto Rotondo, simbolo di sacralità e insieme di vivere civile, fosse incastonato tra le case del villaggio come si usa a Venezia, e non isolato in uno spazio forse più scenografico come si era pensato all’inizio. Il soffitto è a carena rovesciata. Il corpo centrale è sormontato da una particolarissima decorazione in legno di pino di Russia realizzata come se fosse la carena di una nave rovesciata. L’ambiente è senz’altro suggestivo. Penso di non aver mai visto una piccola chiesa così riccamente decorata con arte moderna e allo stesso tempo molto accogliente. Entrando, sulla parete di destra conseguente la scala di Giacobbe, quella che conduce in paradiso, “l’ultima cena”. Sul soffitto una complessa rappresentazione del “giudizio Universale”. Sulla parete di sinistra la “Fuga in Egitto” e infine l’albero della vita e l’arcobaleno rappresentano gli elementi fondamentali dell’universo.

L’itinerario artistico proposta dalla mia amica Raffaella si è concluso la serata del 2 agosto, quando il borgo ha ospitato la quarta edizione della mostra mercato di arti visive “Le quai des artistes”, curata da Aldo Manzanares. Dalle 18:00 alle 24:00 trentuno artisti hanno esposto le loro opere nelle vie e nelle piazze di Porto Rotondo, creando un itinerario artistico a cielo aperto. L’evento si è concluso con la premiazione dell’artista Prima classificata Emanuela Giacco con l’opera ALCHEMY THRONE, una scultura tessile, realizzata con cime nautiche in polietilene, dipinte a posteriori con vernici acriliche, trattate con finitura in Paraloid. L’opera sarà ospitata nella Porto Rotondo Art Gallery del Conte Luigi Donà dalle Rose in immagine. La giuria era composta dal fondatore di Porto Rotondo Luigi Donà dalle Rose, dall’appassionata di arte Pai Hruska, dallo scultore Emmanuel Chapalain, dall’assessora comunale Sabrina Serra e dal curatore Aldo Manzanares.

L’Italia offre a chi la visita, e quest’anno molti di noi sono rimasti nel bel paese, non solo ottimo cibo, ottimo vino, paesaggi mozzafiato ma anche opere d’arte spesso non ricordate o accantonate che passano purtroppo in secondo piano rispetto a una gita in barca o alla ricerca di una tintarella sempre più dorata.

Maria Christina Rigano

PH. by Francesca Santopadre

Fonti

ARTE CONTEMPORANEA, EMANUELA GIACCO PREMIATA A PORTO ROTONDO

https://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2020/08/01/news/questa-sera-a-porto-rotondo-ritorna-le-quai-des-artists-1.39150712

https://www.portorotondo.eu

La chiesa di San Lorenzo a Porto Rotondo

#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

#haunitatimorleste l’hashtag che lancia Timor Est per promuovere il turismo interno. Multa di 50 milioni di euro alla società Russa per la fornitura di gas naturale Gazprom. Il lago di Neuchâtel, in Svizzera, sembrerebbe essere infestato da un batterio potenzialmente mortale. Il Kuwait vieta l’ingresso ai passeggeri provenienti da 31 Paesi diversi considerati a rischio contagio.

EUROPA

Quando tutto sembrava sulla giusta strada per una corretta ed efficace “guarigione nazionale”, ecco che in Spagna tornano a moltiplicarsi i casi di contagio, esattamente 40 giorni dopo la fine dello stato d’allerta.

Difatti, secondo quanto riportato dall’articolo di El País, lo scorso 20 giugno 2020, giorno in cui il governo spagnolo ha alleggerito le misure contro il Covid-19, sono stati registrati esattamente 334 nuovi contagi; tuttavia, solo poco più di un mese dopo, tra il 29 e il 30 luglio, il numero dei nuovi casi è salito a 2.789, otto volte di più.

Proprio per questo evidente motivo, le comunità autonome con il tasso più alto di contagiati hanno stabilito nuove norme per contenere l’espansione del virus, quali, per esempio, una quarantena parziale e la proibizione dell’ozio notturno.

Se, dunque, dobbiamo ricordarci di fare attenzione per evitare che tutto ciò ritorni anche in Italia, il miglior argomento da trattare è indubbiamente quello delle mascherine.

Sfogliando gli articoli di 20 minutos, risalta la storia di Julia, una donna sorda che ha dovuto chiedere più volte ai suoi interlocutori di togliere la mascherina  in quanto non le rendeva possibile leggere le labbra e capire così che cosa le si stesse dicendo. Per questo motivo, ha pensato a una soluzione più che intelligente: la mascherina trasparente. Quest’ultima, infatti, faciliterebbe la comunicazione rimanendo appieno nelle regole sanitarie imposte dallo Stato.

L.C, M.D.F. e I.V

In Francia,nella notte tra venerdì 31° luglio e sabato 1° agosto, è stato approvato in seconda lettura dall’Assemblea Nazionale il disegno di legge sulla bioetica, che garantisce, tra le misure più importanti, l’accesso di tutte le donne alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), incluse le donne single e le coppie lesbiche. Fino ad ora la PMA era consentita solo alle coppie eterosessuali, da qui la volontà di estendere questo diritto. Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Monde, il testo è stato approvato con 60 voti favorevoli, 37 contrari e 4 astensioni. La legge sulla bioetica rappresenta la prima grande riforma sociale sotto il mandato del presidente Macron. Infatti, per la presidente dell’associazione LGBT questo testo rappresenta un progresso storico per i diritti e la libertà delle donne, ma non è ancora completo poiché esclude le persone trans.

EA.V.

In Svizzera, un batterio impedisce ai residenti di Neuchâtel di nuotare tranquillamente. Si è scoperto che nel lago del comune pullula un batterio potenzialmente mortale. La morte di almeno sei cani nel giro di 24 ore nei pressi del lago di Neuchâtel è stata causata dalla presenza, nello specifico, di cianobatteri, noti anche come “alghe blu”. Come riportato da Le Matin, le autorità cantonali hanno informato la stampa della chiusura delle spiagge tra Colombier e la foce dell’Areuse, dove è stata riscontrata la presenza del batterio. La balneazione rimane proibita nella zona interessata ed è sconsigliata lungo tutto il litorale lacustre.

S.C.

Dopo il picco epidemico del Coronavirus registrato all’inizio del mese di aprile, il Belgio sembra ora affrontare una seconda ondata di contagi. Come riportato da Le Soir, questo è quanto emerso dai dati pubblicati dall’istituto di sanità pubblica Sciensano. Tra il 22 e il 28 luglio, il tasso medio di infezioni da Covid-19 è salito a 448,1 al giorno: ciò rappresenta un aumento del 104% rispetto alla settimana precedente. In più, il numero di persone ricoverate in ospedale è aumentato dell’89% e Sciensano riporta una media di 2,7 morti al giorno.

EA.V.

In Portogallo il governo la scorsa settimana ha approvato nuove regole per i voli. Sono infatti aumentati i Paesi dove si può viaggiare, tutta l’area Schengen e 12 Paesi extraeuropei, ed è stato reso obbligatorio per i passeggeri il test per il Covid-19. Per tutti gli altri, sono ammessi solo viaggi essenziali, scrive Público. L’obiettivo è quello di passare il mese di agosto in salute e sicurezza verso una maggiore normalità a partire da settembre. Continua l’emergenza incendi, sono 55 le aree a rischio massimo questa settimana nel nord, centro e Algarve, mentre tutto il resto del Paese rimane a rischio elevato. Sono stati domati alcuni incendi significativi negli ultimi giorni mentre è deceduto un altro pompiere a Castro Verde, Beja, riferisce Lusa. Ci sono stati invece festeggiamenti a Porto per la 17° vittoria dell’FC Porto nella Taça de Portugal (Coppa annuale del Portogallo). I tifosi non sono potuti essere presenti nello stadio ma si sono riversati nelle strade della baixa di Porto in seguito alla vittoria di questo sabato, riporta Público.

D.F.

Finora la Germania è riuscita a superare la crisi provocata dalla pandemia molto meglio di tanti altri Stati. Stando a quanto si legge sulle prime pagine del giornale Die Zeit, molte aziende tedesche potrebbero non riuscire a far fronte ad un’eventuale seconda ondata o persino ad un altro lockdown, come avvertono gli esperti nel settore dell’economia. Il Presidente della Confederazione Europea CEA-PME, Mario Ohoven, si appella ai politici per impedire un secondo blocco in caso di aumento delle infezioni. “Sarebbe irresponsabile mandare in rovina l’economia tedesca da un nuovo blocco” – ha dichiarato il Presidente.

In un articolo del giornale Der Spiegel, il primo ministro di Sachsen-Anhalt e membro del partito tedesco CDU, Reiner Haseloff, ha richiesto l’osservanza delle misure precauzionali e ha sottolineato ai giornali del gruppo media Funke che la Germania non può permettersi un secondo blocco. “Ora bisogna prestare la massima attenzione, rispondendo velocemente per evitare il ripetersi di complicazioni”. A causa della pandemia, l’economia della Repubblica Federale Tedescasi è ridotta ad un ritmo record, anche più di quanto gli economisti temessero. Su Spiegel Wirtschaft emerge che al culmine della crisi fino ad oggi, la Germania ha registrato un crollo senza precedenti. Il prodotto interno lordo è diminuito a giugno del 10,1 per cento, secondo quanto riferito dall’Ufficio federale di statistica.

Nonostante la paura di un futuro incerto e della situazione attuale, alcune aziende tedesche riescono a resistere. Secondo quanto si legge su Handelsblatt, nell’ultimo esercizio le vendite del gruppo Schwarz, ovvero la società madre di Lidle Kaufland, hanno registrato una forte crescita e sono salite a 113 miliardi di euro. Le due catene di supermercati sono attive con ben 12.500 filiali in 33 paesi.

M.S., L.R.

Nuovi test che confermano la presenza o meno di coronavirus e influenza saranno condotti in tutte le case di cura e laboratori del Regno Unito dalla prossima settimana.

Secondo la BBC, questi test consistono in tamponi eseguiti sul posto e test del DNA per distinguere il Covid-19 da altre malattie, come ad esempio l’influenza. Il Governo ha aggiunto che i test forniranno i risultati in 90 minuti in modo da accelerare i tempi di diagnosi prima della stagione invernale, come afferma The Guardian.

Come si legge su Sky News, saranno presto disponibili 450.000 test LamPORE e altri milioni dovrebbero arrivare gradualmente quest’anno.

I nuovi test saranno forniti a tutta la popolazione in modo da evitare una nuova ondata nei mesi invernali, secondo quanto riportato da Express.

S.C., S.P.

Il gasdotto Nord Stream 2, insieme a Nord Stream 1 e al Turk Stream, rappresenta il cuore della politica energetica del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Nord Stream 2 consentirà, a lavori ultimati, di trasportare in Germania, aggirando il territorio ucraino e passando dal mar Baltico, 55 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno. Il collaudo del gasdotto è previsto per gli ultimi mesi del 2020 o per il primo trimestre del 2021.

Tuttavia, la società Russa per la fornitura di gas naturale Gazprom è stata multata dall’autorità antitrust polacca UOKiK per 50 milioni di euro per non aver collaborato all’indagine sulla costruzione del gasdotto condotta dalle autorità polacche. Il consorzio che finanzia la costruzione del gasdotto, infatti, non ha fornito i documenti necessari all’indagine che ha visto coinvolte anche altre società energetiche internazionali: la svizzera Engie, l’olandese Uniper, OMW, Shell e Wintershall.

Contro il progetto ci sono anche gli Stati Uniti che hanno minacciato, tramite le dichiarazioni del capo del Dipartimento di Stato Mike Pompeo, di sanzionare gli investitori e i partner del progetto della costruzione di Nord Stream 2 e Turk Stream poiché rappresentano un “abuso ed espansione della dipendenza energetica dell’Europa”.  

Invece per quello che concerne l’ambito sanitario ed epidemiologico, nel distretto di Uvelsky della regione di Cheljabinsk, situato in Siberia occidentale, è stato registrato un focolaio di influenza aviaria, come riporta Ria Novosti. Sono stati condotti studi sui corpi di uccelli come anatra selvatica e quattro oche domestiche, prelevati dalle rive dei laghi Peschanoe e Tabynsha nel distretto di Uvelsky.

Tutti i campioni hanno identificato materiale proveniente dal sottotipo H5N8 del virus dell’influenza aviaria. Proprio per questo motivo è stata condotta un’indagine sugli uccelli locali e sono state adottate delle misure di prevenzione per garantire la salute degli abitanti. “Sul territorio è stata stabilita la quarantena, sono stati identificati focolai epizootici e zone minacciate. Le misure prese sono in conformità con le regole per la lotta contro l’influenza aviaria”, ha dichiarato il Servizio Federale per la supervisione veterinaria e fitosanitaria.

A gennaio, gli esperti del Servizio Federale per la tutela dei diritti e del benessere del consumatore Rospotrebnadzor avevano già avvertito della possibilità di diffusione di influenza aviaria H5N8 in Europa, che sarebbe potuta giungere in Russia insieme agli uccelli migratori.

 S.N., D.S.

AFRICA

In Marocco, in risposta alla crisi economica, lo Stato sta fornendo un massiccio sostegno alle imprese e alle famiglie. Come riportato da Jeune Afrique, l’obiettivo è di rimettere in piedi l’economia già da settembre. «Questa è la peggiore crisi che il Paese abbia mai affrontato. È globale, sanitaria, economica, finanziaria e sociale» ha affermato Abdellatif Jouahri, il governatore della Banca Centrale, sulla crisi causata dall’epidemia di Covid-19 che ha colpito il Regno a marzo. Una frase che, pronunciata dall’uomo che negli anni ’80 ha gestito uno dei periodi più difficili della storia recente del Paese, quello del Piano di adeguamento strutturale (PAS), ha un particolare peso. La minaccia è reale, e le cifre lo confermano. L’aspetto socioeconomico rappresenta il nodo del problema. Quel che è certo è che il Covid-19 minerà parte dei progressi compiuti dal Marocco negli ultimi anni.

S.C.

In Angola, riporta Jornal de Angola, gli impiegati dell’azienda pubblica di acqua e sistema fognario della provincia del Bengo non ricevono lo stipendio da sei mesi. L’azienda si giustifica dicendo che la crisi finanziaria che attraversa il Paese, li ha messi alle strette. Gli impiegati chiedono pertanto l’intervento del Ministero delle Energie e dell’Acqua affinché possano trovare una soluzione. La denuncia è di Luis Mapa, uno dei membri della Commissione dei Sindacati Liberi di Angola della provincia del Bengo. Il sindacalista denuncia inoltre la mancanza di contratti registrati di alcuni degli impiegati.

M. P.

Alla vigilia del lancio di un nuovo ciclo di negoziati tra Egitto, Sudan ed Etiopia per la diga di an-Nahda, gli etiopi hanno celebrato i progressi compiuti nella costruzione della diga sul Nilo, sul cui riempimento è sorta una controversia regionale. Durante le manifestazioni, decine di migliaia di etiopi si sono riversati nelle strade della capitale Addis Abeba, sventolando bandiere etiopi e alzando striscioni. Demeke Mekonnen, vice primo ministro etiope, ha invitato la popolazione a marciare per sostenere il progetto della diga e completarne la costruzione. È interessante notare che la diga, ancora oggetto di controversie tra Sudan, Egitto ed Etiopia, renderebbe quest’ultima uno dei maggiori esportatori di energia, sottolinea Al-Arabiya. Il nuovo ciclo di negoziati, volto al raggiungimento di un accordo definitivo e vincolante per le tre parti, si svolgerà in modalità di videoconferenza, sotto l’egida dell’Unione africana, nonché in presenza di esperti e osservatori dagli Stati Uniti, dalla Commissione europea e dall’Ufficio dell’Unione africana.

S.H.

MEDIO ORIENTE

Domenica 2° agosto lo sceicco Abdullah bin Zayed, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale degli Emirati Arabi Uniti, ha svolto una videochiamata con il suo omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif, durante la quale si sono scambiati gli auguri in occasione di Eid al-Adha – la festa islamica del sacrificio –, riporta l’Emirates News Agency (WAM). Inoltre, i due ministri si sono confrontati sugli sviluppi della pandemia del Coronavirus, sulle modalità con cui affrontarne le ripercussioni e gli effetti e sulla necessità di rafforzare gli sforzi mondiali per produrre un vaccino anti-Covid.

Secondo l’Emirates News Agency, Abdullah bin Zayed ha fatto riferimento a “l’importanza di rafforzare la cooperazione internazionale, la solidarietà e la sinergia tra Paesi per superare la sfida della pandemia del Covid-19 “, sottolineando il fatto che gli Emirati Arabi Uniti sono determinati ad essere solidali con il resto del mondo nell’affrontare la pandemia”,  riporta CNN Arabic.

Al contempo in Kuwait, l’amministrazione dell’aviazione civile ha pubblicato un comunicato che conferma il divieto d’ingresso in Kuwait dei passeggeri provenienti da 31 Paesi, per i quali sono previsti nuovi requisiti di ingresso. L’amministrazione ha dichiarato sul proprio account Twitter: “ai passeggeri non kuwaitiani di tutte le nazionalità provenienti da Paesi a rischio è vietato l’ingresso nello stato del Kuwait, che essi provengano direttamente da tali Paesi o che abbiano transitato in altri Stati”. L’ingresso in Kuwait dei cittadini dei Paesi a rischio è consentito solo dopo 14 giorni di permanenza in un Paese “non a rischio” e a seguito di un esame PCR, il cui esito ha una validità di 72 ore. Il provvedimento, in vigore dal 1 ° agosto, comprende 31 Paesi, inclusi alcuni Stati arabi, come Egitto, Libano, Iraq e Siria. A seguito delle ultime restrizioni, Egypt Air, la compagnia aerea di bandiera egiziana, ha annunciato la sospensione dei voli per il Kuwait, ha riportato la CNN Arabic.

 S.H.

AMERICA

Negli Stati Uniti secondo quanto riportato dal New York Times e daRepublic World uno studente della Greenfield Central Junior High School in Indiana è risultato positivo al coronavirus giovedì, il primo giorno di scuola. Gli amministratori hanno iniziato un protocollo di emergenza, isolando lo studente e ordinando a tutti i soggetti, con cui era entrato in contatto, di mettersi in quarantena per 14 giorni. Harold E. Olin, sovrintendente della Greenfield-Central Community School Corporation, ha riferito: “sapevamo sarebbe successo, ma non pensavamo potesse accadere già il primo giorno”.

Un’analisi del New York Times ha rilevato che più dell’80% degli americani vive in una contea in cui in una scuola di 500 studenti potrebbe esserci almeno una persona infetta, tra studenti e personale, se tutte le scuole riaprissero ora.

In Canada la CBC ha dichiarato che i giorni in cui canadesi e americani potevano attraversare liberamente il confine sono finiti. Non è stata una sorpresa quando il governo federale ha annunciato il mese scorso che il confine Canada-USA sarebbe rimasto chiuso almeno fino al 21 agosto. Inoltre, diversi esperti hanno riferito a CBC News che prevedono che la riapertura del confine non avverrà prima del prossimo anno. Il motivo? I casi di COVID-19 sono ancora in aumento negli Stati Uniti.

S.C., S.P

Il Venezuela di Maduro, ancora nel bel mezzo dell’emergenza sanitaria, torna a far discutere per una decisione certamente curiosa del Presidente. El Mundo, infatti, riporta la notizia della nomina da parte di Maduro del nuovo amministratore dell’Hospital Especial Intermedio de Campaña – un nuovo centro che ospiterà 1200 posti letto per i nuovi contagi a Caracas – nella persona di Antonio “El Potro” Alvarez, un ex cantante reggaeton ed ex giocatore di baseball. L’ex cantante è stato sempre molto vicino politicamente a Maduro, ma questa scelta ha sollevato voci contrarie all’interno della comunità medica venezuelana. Molti medici rispettabili temono per il futuro del Paese, esprimendo la loro preoccupazione per una scelta irresponsabile. Il Venezuela infatti continua a vivere una situazione drammatica, con gli ospedali e i reparti di terapia intensiva al collasso.

È un grande giorno invece per il Messico, il cui governo ha finalmente arrestato uno dei leader criminali più ricercati della storia messicana recente, Josè Antonio Yépez, detto “El Marro”. L’articolo di El País narra gli avvenimenti di questo grande giorno: “El Marro”, a capo del cartello di Santa Rosa de Lima nella città di Guanajuato, una delle più violente del Paese, è stato accusato di furto di petrolio dall’azienda pubblica messicana Pemex, di estorsione e di sequestro di persona. Il suo arresto ha svelato il coinvolgimento di altre persone, ma ora dovrà essere la pubblica accusa a provare i reati, impresa rivelatasi molto difficile all’interno del sistema giudiziario messicano degli ultimi anni.

L.C, M.D.F. e I.V

Le regioni più meridionali del Brasile presentano un aumento di decessi del 37% registrato negli ultimi 14 giorni a causa del Coronavirus, scrive UOL. Contrariamente, nel Centro-Ovest la percentuale è scesa, arrivando al +11%, il che indica stabilità, così come nel Sud-Est (-3%). Il Nord (-36%) e il Nordest (-16%) sono state le uniche regioni ad aver presentato una diminuzione dei decessi. Il Brasile, in media, si mantiene stabile (-3% in 14 giorni), con una media mobile di 1.011 decessi al giorno nell’ultima settimana. Sarà possibile parlare di curva discendente quando il calo sarà maggiore del 15% negli ultimi 14 giorni. In caso di un aumento del 15%, si parlerà di curva ascendente mentre i valori intermedi indicano stabilità.

M.P.

ASIA

Timor Est lancia questo mese una campagna al fine di promuovere il turismo interno, settore fondamentale per la ripresa economica. L’obiettivo è divulgare il più possibile l’hashtag #haunitatimorleste per rafforzare le collaborazioni con privati nel settore, massimizzare il potenziale dei turisti interni e diffondere cos’è Timor Est e cosa significa essere est-timoresi, abituando anche i cittadini ad essere migliori “anfitrioni”, riporta Lusa.

D.F.

In Cina è il Global Times a raccontare della scuola elementare di Qamdo, la prima scuola elementare moderna del Tibet.

La scuola propone l’integrazione tra gli studenti di etnia Tibetana e di etnia Han, infatti, i programmi per tutti gli studenti sono gli stessi, ma visto che il 60% degli studenti sono tibetani, devono studiare la lingua tibetana e sostenere un esame di lingua tibetana durante l’esame di ammissione alla scuola elementare.

La maggior parte degli insegnanti della scuola sono tibetani, in modo tale che gli studenti possano apprendere il tibetano ed essere bilingue. Anche gli studenti di etnia Han hanno la possibilità di imparare la lingua tibetana.

La scuola, fondata nel 1951, è ben nota in Tibet in quanto fu la prima scuola nella regione a fornire istruzione moderna. Nel corso della storia, le persone in Tibet potevano studiare solo nei monasteri e in alcune scuole private vecchio stile.

La scuola elementare di Qamdo inizialmente non attirava molti studenti. Le persone locali che erano abituate alla vita nomade non erano disposte a mandare i loro figli a scuola. C’erano solo tre classi che insegnavano a più di 60 studenti con meno di 20 insegnanti.

Ma si è verificato un cambiamento da quando il paese ha avviato una campagna di riduzione della povertà mirata a livello nazionale e adesso un numero senza precedenti di genitori riesce a mandare i propri figli a scuola.

Le infrastrutture in Tibet sono state notevolmente migliorate e il reddito per capitale è aumentato, il che ha causato un flusso frequente di persone. Con l’aumento del flusso di persone, le persone che vivevano una remota vita nomade hanno più possibilità di essere esposte alla vita urbana e all’importanza dell’istruzione. Senza sufficiente conoscenza, molti hanno trovato difficile vivere in città.

 Importante anche la testimonianza di Tsering Qoxi, ex-studentessa della scuola elementare di Qamdo nel 1994 che è tornata a scuola come insegnante.

Ha detto al Global Times che quando ha cominciato ad insegnare i genitori erano riluttanti a mandare i loro figli, quindi ha dovuto visitare le loro case per convincerli a mandare i bambini a scuola.

Ma ora i genitori stanno aspettando in fila per un posto a scuola. La scuola ha dovuto alzare la soglia di iscrizione a causa della crescente domanda negli ultimi anni. In passato, tutti gli studenti che avevano fatto domanda per la scuola potevano essere iscritti.

Ora la scuola ha 38 classi che ospitano più di 2.200 studenti.

“La ragione di questo cambiamento è che ora sono consapevoli che lo studio può davvero cambiare la vita. In passato, non la pensavano così” ha affermato Tsering Qoxi.

La Cina adottando politiche preferenziali nei confronti dei gruppi minoritari nelle scuole tibetane e offrendo Tibet programmi educativi gratuiti ai giovani tibetani, fa sì che l’istruzione arrivi anche nelle aree meno sviluppate.

G.R.

OCEANIA

Quattro nuovi casi di coronavirus sono stati confermati nella regione del New South Wales in Australia. Si tratterebbe di un’intera famiglia, come si legge sull’articolo pubblicato da 9News.

Secondo ABC News ad essere contagiate sono state quattro persone, tre adulti e un bambino mentre ritornavano da un viaggio a Melbourne: si tratterebbe di una donna di 52 anni, suo figlio e sua nuora, entrambi ventenni, e il loro bambino, i quali si sono messi immediatamente in autoisolamento.

Questi casi si aggiungono ai 13 già segnalati in precedenza nella stessa regione, tre dei quali erano ritornati da Paesi stranieri e uno dallo stato del Victoria, come riporta SBS News.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:

Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

#ATUTTOMONDO

Pubblicato il

La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Nuovi nomi indagati per la lotta alla corruzione in Cina. In Cile la ley del 10% vuole essere la soluzione temporanea alla grande disparità economica del Paese. Suspence in Tunisia per una possibile revoca della fiducia al Presidente dell’Assemblea. L’area metropolitana di Lisbona esce dallo stato di emergenza per Covid.

EUROPA

A Lepe, città spagnola dell’Andalusia, resta ancora incerta la sorte dei migranti che, circa quindici giorni fa, hanno visto andare in fiamme settanta baracche dell’accampamento nel quale erano temporaneamente alloggiati. L’Esercito ha effettuato dei sopralluoghi per trovare un posto adatto alla collocazione di un campo d’emergenza, ma la soluzione proposta dal comune della cittadina andalusa, come si legge in un articolo di El País, non convince i militari e neanche i diretti interessati. Difatti, il nuovo insediamento verrebbe organizzato nell’area industriale La Gravera su un terreno asfaltato e dotato di rete fognaria, ma il luogo è molto distante dalla città e si corre quindi il rischio di creare un “ghetto isolato”.

A sostegno della ricerca di una sistemazione più dignitosa per i migranti vittime dell’incendio, la piattaforma Solución Asentamientos ha organizzato una manifestazione prevista per il 5 agosto; Haya Fofana, uno dei portavoce della piattaforma, sostiene che, per trovare una valida alternativa alle baraccopoli, occorre pensare a una soluzione migliore che non alimenti l’isolamento degli immigrati i quali, durante l’incendio, hanno perso anche passaporto e permesso di soggiorno.

L’amministrazione comunale, di contro, si difende denunciando l’ostracismo ad ogni sua proposta da parte delle associazioni umanitarie che operano sul territorio e ribadisce di non poter offrire, al momento, un posto diverso dall’area proposta, considerando anche che è ancora in corso una grave emergenza sanitaria.

L.C, M.D.F. e I.V

In Francia, come affermato dal quotidiano Le Monde, durante la crisi sanitaria le persone anziane sono state tenute lontane dagli ospedali. Alcuni dati ottenuti dalla commissione d’inchiesta parlamentare mostrano che al culmine dell’epidemia è stato limitato l’accesso degli over 75 alle unità di terapia intensiva. Gli anziani sono stati tenuti fuori dagli ospedali per mancanza di spazio? Questa è una delle questioni più delicate per la commissione parlamentare d’inchiesta sulla crisi Covid-19. Durante le indagini, molte testimonianze hanno suggerito questa ipotesi, ma altri dati inediti attestano che ciò è effettivamente avvenuto solo in alcune regioni e che, pertanto, non è stata una strategia adottata sistematicamente.

S.C.

In Svizzera, il Dipartimento Federale degli Affari Esteri ha creato un nuovo sito web interattivo in occasione della Festa Nazionale affinché i cittadini residenti all’estero possano celebrare il 1° agosto nonostante le restrizioni sanitarie e seguire in diretta il discorso della Presidente della Confederazione. Secondo quanto riportato da 24 Heures, il sito web offre informazioni su prodotti svizzeri tipici di ogni genere: ricette di brioche a forma di treccia, istruzioni per lanterne faidate,  selezioni musicali etc. Gli svizzeri potranno condividere le loro creazioni direttamente da casa.

EA.V.

In Belgio, sono entrate in vigore una serie di nuove restrizioni per arginare il dilagare del Coronavirus. Come riportato da La Libre Belgique, le misure riguardano in particolare il numero di persone ammesse nelle “bolle sociali”, le regole da seguire nei negozi e quelle imposte al settore degli eventi. Inoltre, si prevede l’entrata in vigore di ulteriori misure nella provincia di Anversa, dove si concentra gran parte dei nuovi casi. La “bolla sociale” viene ridotta: ogni nucleo familiare potrà avere al massimo 5 persone e tale restrizione sarà valida per almeno quattro settimane.

S.C.

In Portogallo il governo ha dichiarato la fine dello stato di calamità nell’area metropolitana di Lisbona, l’ultima in tutto il Paese che era rimasta in stato di emergenza essendo la zona con la maggior concentrazione di casi di Coronavirus, informa Diário de Notícias. Il ministro dell’Amministrazione Interna ha sottolineato che rimangono in vigore le restrizioni per gli orari dei negozi ed è vietato ancora l’uso di alcol in strada. Inoltre, ha invitato a mantenere la vigilanza molto attiva, essendo quest’area in stato di “contingenza”. Il giornalePúblico riferisce che nella prima metà del 2020 in Portogallo sono state registrate più nascite rispetto agli ultimi tre anni, prima Lisbona, seguita da Porto e Braga, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia.

D.F.

Secondo quanto si apprende dal sito di Tagesschau, lunedì 27 luglio in Germania la Corte federale di cassazione ha definitivamente respinto una querela ai danni di Google in merito alla protezione dei dati personali e ha interpellato la Corte di giustizia dell’Unione europea per decidere su un altro caso relativo alla violazione dei diritti della personalità.

Ad oggi, l’attività di aziende come Google o Facebook consiste quasi esclusivamente nell’offerta (apparentemente gratuita) di servizi in cambio del diritto a commercializzare i dati degli utenti generati durante l’utilizzo delle piattaforme, orientando così il targeting-pubblicitario. Secondo quanto appreso dal giornale Die Zeit, dal 25 maggio 2018 sono in vigore nuove regole sulla legge che regolamenta la divulgazione delle informazioni sul web e che fa capo al Regolamento europeo sulla protezione dei dati. Come si legge sulla pagina del GDPR è possibile rivendicare il “diritto all’oblio” e dunque la cancellazione immediata dei dati personali presenti non solo in un sito web specifico ma anche nei motori di ricerca che a quel sito reindirizzano. Nonostante i progressi per la tutela della privacy, servizi di marketing come Google o Facebook si alimentano solo grazie all’iscrizione degli utenti e alla pubblicità, per cui spetta al fruitore responsabilizzarsi e prendere coscienza della natura merceologica che informazioni come l’indicazione della posizione, la condivisione pubblica di foto sui social o di un numero cellulare rappresentano per il web.

Ad ogni modo, le responsabilità vanno valutate volta per volta. Un esempio è il caso dell’ex amministratore delegato di un’associazione di beneficienza che, nel 2011, ha sporto denuncia nei confronti di Google chiedendo all’estromissione, nella barra di ricerca, di articoli correlati al suo nome. In quell’anno la sua associazione aveva accumulato debiti e lui, in qualità di amministratore delegato, si era dato malato poco prima. Da lì diverse testate online avrebbero riportato i fatti e menzionato l’uomo per nome e cognome. Secondo l’uomo, gli articoli non avrebbero più ragione di esistere, anzi sarebbero responsabili di una divulgazione indebita di dati relativi al suo stato di salute di allora e violerebbero pertanto il diritto della personalità. Sorprendentemente, la Corte federale di cassazione ha respinto la querela: in questo caso il diritto all’informazione del pubblico prevale sul diritto del singolo interessato. Al tempo, infatti, l’evento destava l’interesse pubblico e i richiami allo stato di salute dell’uomo sembrano non fornire alcun dettaglio volto a lederne la privacy.

Sulla scia di questa sentenza, il giornale Die Zeit anticipa che la prossima a pronunciarsi sarà la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE), interpellata per giudicare il caso di una società di servizi finanziari e la divulgazione di notizie false da parte di un sito web americano. Nel frattempo, il tribunale di Francoforte ha fatto sapere: «i motori di ricerca non possono sapere nei dettagli cosa è giusto. Il diritto alla cancellazione dei dati personali non è sempre ammesso e ogni volta va valutato se la rimozione delle informazioni diffuse in rete non leda un invece un diritto altrettanto importante come la libertà di espressione».

M.S., L.R.

Secondo la CNN e la FR24 News, il Regno Unito si trova a dover affrontare due crisi senza precedenti a causa del Covid-19 e la Brexit, che prenderanno piede simultaneamente prima della fine del 2020.

Non si è ancora trovato un accordo con l’UE in merito alla Brexit, ma entrambe le Parti rimangono impegnate a raggiungerlo entro il 31 dicembre, data di scadenza del periodo di transizione del Regno Unito con l’Unione Europea. Mentre quest’ultima insiste sul fatto che, se il Regno Unito vuole libero accesso al mercato interno dell’Unione, allora deve impegnarsi a rispettare alcune leggi comunitarie; il Regno Unito afferma che l’UE sta facendo richieste irragionevoli e non rispetta la sua sovranità.

Ad oggi la Gran Bretagna non fa più parte dell’UE e non gioca lo stesso ruolo di un tempo, difatti un diplomatico europeo ha detto: “la pandemia rimane un’emergenza molto più urgente per il blocco di 27 nazioni. “Ci stiamo concentrando sul rilancio dell’Unione Europea – questa è la priorità”.

Secondo quanto riportato dal The Guardian il commissario europeo per il commercio ha riferito che i negoziatori britannici, nei colloqui commerciali e di sicurezza con l’UE, hanno iniziato a occuparsi delle questioni controverse solo nell’ultima settimana o due. Tra i nuovi accordi commerciali per il Regno Unito troviamo anche quello con il Giappone e gli Stati Uniti. Hogan, ex ministro del governo irlandese, ha detto che il Regno Unito si sta rendendo conto che come Paese dell’UE ha negoziato accordi con 500 milioni di persone, mentre adesso con circa 60-70 milioni.

S.C., S.P.

Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha firmato la scorsa settimana un decreto per lo sviluppo economico del Paese in una prospettiva di dieci anni. Sono stati fissati obiettivi economici che hanno lo scopo di migliorare la situazione economica del Paese da oggi fino al 2030.

Il programma di sviluppo ha subito delle modifiche a causa della pandemia COVID19 e della portata economica mondiale delle sue conseguenze. Infatti, secondo le stime degli esperti della Scuola Superiore di Economia, la crisi economica causata dalla diffusione del virus ha portato la povertà in Russia a raggiungere il 16%. Questo decreto presidenziale ne prevede una riduzione al 6%. Tale prospettiva dovrà in concreto essere sostenuta da misure governative, sia per quanto riguarda i sussidi alle famiglie più povere, sia garantendo più possibilità di occupazione. Tuttavia, già prima della pandemia le prospettive sul tasso di povertà ne prevedevano una riduzione solo fino al 9-10%: è necessario riformare il sistema previdenziale e garantire a tutte le famiglie povere con figli una somma che abbia impatti significativi sul reddito.

Inoltre, si prevedono sussidi statali e agevolazioni per le imprese private e una serie di infrastrutture pubbliche permanenti che hanno lo scopo di garantire lavoro a quante più persone possibile.

Cambiando tematica, secondo quanto riportato da RIA Novosti, il Ministero degli Esteri della Federazione Russa ha inviato una nota di protesta alle ambasciate di Stati Uniti, Regno Unito e Canada situate a Mosca per aver esibito durante il mese di giugno e inizio luglio la bandiera arcobaleno, simbolo della comunità LGBT.

Secondo Vasilij Piskarev, capo della commissione incaricata al controllo delle interferenze straniere in Russia, lo staff delle tre ambasciate avrebbe violato sia la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche sia la legislazione russa. La commissione infatti ha fatto notare che la bandiera arcobaleno è apparsa sulla facciata delle ambasciate nel periodo delle votazioni sull’emendamento alla costituzione, che professava la celebrazione e la protezione dei valori della famiglia tradizionale.

A giugno l’ambasciata americana, dopo aver esposto la bandiera LGBT accanto a quella a stelle e strisce, ha pubblicato sulla propria pagina Instagram un annuncio in cui venivano difesi i diritti della comunità LGBT in quanto parte dei diritti umani e quindi diritti universali: “I diritti LGBT sono diritti umani e i diritti umani sono universali. Il mese del Pride è stato stabilito per sottolineare il fatto che tutti meritano di vivere una vita priva di odio, pregiudizi e persecuzioni”.

Vladimir Putin, in un commento riguardo la faccenda, ha affermato che “l’esposizione della bandiera arcobaleno da parte dell’ambasciata mette in luce diverse caratteristiche delle persone che vi lavorano”.

S.N., D.S.

AFRICA

In Tunisia, il partito musulmano-conservatore Ennahdha ha ritirato, il 13 luglio, la fiducia al Governo di Elyes Fakhfakh, causando un rimpasto di governo. Come riportato da Jeune Afrique, di fronte a questo cambiamento politico, alla crisi sanitaria del Covid-19 e all’indebitamento, il Paese ha difficoltà a rispettare il bilancio di Stato per l’anno 2020: sono necessari 1,2 miliardi di euro in più, ossia il 9% del bilancio previsto e alla fine dell’anno il disavanzo di bilancio deve raggiungere il 7% del PIL.

EA.V.

Il giornale Público riporta che il parlamento della Guinea Bissau ha approvato l’invio di una delegazione parlamentare in Portogallo in seguito all’omicidio dell’attore Bruno Candé, 39 anni, cittadino portoghese di origine guineense a Lisbona la scorsa settimana. L’attore è stato ucciso con vari colpi di pistola da un ottantenne per presunti motivi di razzismo. La delegazione investigherà sull’omicidio come anche sulla situazione della comunità della Guinea Bissau in Portogallo. Inoltre, ha condannato l’atto avvenuto per cause “futili” e ha sottolineato che “la diversità razziale, culturale, etnica e religiosa è ciò che di più bello possiede l’umanità”.

D. F.

In Angola, il giornale Lusa riporta il nuovo decreto emanato dal Ministero dell’Educazione. Il decreto prevede che il 50% dei docenti e dei funzionari amministrativi di tutte le scuole del Paese dovranno presentarsi sul posto di lavoro fatta eccezione per chi rientra nella categoria delle persone più a rischio. Da marzo, a causa del Covid-19, le lezioni sono state sospese e per questo motivo c’è bisogno di trovare metodi alternativi al fine di poter garantire le attività pedagogiche e i servizi amministrativi essenziali. I funzionari, a seconda delle proprie mansioni, devono organizzare gli archivi scolastici, le biblioteche, l’inventario dei libri e far rispettare le regole nelle aule seguendo le indicazioni fornite dalle autorità sanitarie. Inoltre, i professori e i funzionari devono sensibilizzare gli alunni per quanto riguarda il Coronavirus.

M. P.

In Tunisia, cresce la suspense prima della sessione per ritirare la fiducia al Presidente dell’Assemblea del popolo tunisino, Rashid Ghannouchi, poiché le stime matematiche indicano che la questione non è stata ancora risolta. Per revocare la fiducia è infatti necessario ottenere il sostegno di 109 deputati.

 I blocchi democratico e nazionale e i partiti “lunga vita alla Tunisia” e “Al-Mustaqbal” accusano Ghannouchi di “aver tentato di espandere i propri poteri”.

Questi blocchi, insieme ad Al-nahda, facevano parte della coalizione di Governo che si è dimessa il 15 di questo mese, il che conferma il tremolio della fiducia tra le varie forze politiche del Paese.

Il capo del Centro per gli studi strategici sul Maghreb arabo, Adnan Monser, ha riferito alla BBC Arabic che “il rovesciamento del Governo e i suoi predecessori hanno portato al crollo della fiducia nella sua coalizione costituente e all’interruzione del lavoro del Consiglio. Questi sono tutti fattori che hanno portato alla mozione di sfiducia nei confronti di Ghannouchi”.

In un’intervista con Al-Arabiya, il deputato libico Idris Al-Maghrabi ha affermato che nell’incontro del vice ambasciatore americano con i leader dell’esercito nazionale e 4 membri della Camera dei rappresentanti si è parlato di come fermare l’escalation militare nella linea Sirte e Jafra e del tentativo di creare una soluzione politica. Nell’incontro si è anche discussa la richiesta della parte libica di cambiare la capitale da Tripoli, definita “occupata”, a Sirte.

Il deputato ha inoltre aggiunto: “abbiamo concordato con loro che la soluzione dovrà essere politica e includere il ritiro di tutte le forze straniere … tutti i Paesi stranieri che sono intervenuti militarmente in Libia devono essere rimossi”.

Una delegazione di sicurezza degli Stati Uniti, guidata dal responsabile dell’incarico dell’Ambasciata americana in Libia, ha incontrato numerosi leader dell’esercito durante la visita nella città di Bengasi, dove sono stati discussi i modi per ridurre l’escalation a Sirte e Jafra.

S.H.

MEDIO ORIENTE

Il ministero degli Esteri iracheno ha annunciato sulla sua pagina Facebook che “l’Iraq intende rispettare gli accordi e i memorandum di intesa che sta concludendo con i Paesi del mondo, nel quadro dello scambio di interessi e della promozione della cooperazione bilaterale. Nel 2009, l’Iraq aveva concluso un protocollo consolare di intesa con la Repubblica di Turchia, nell’ambito del quale il viaggiatore poteva ottenere il visto d’ingresso ai punti di attraversamento della frontiera senza verifica con l’ambasciata o il consolato, al fine di favorire la circolazione dei cittadini di entrambi i Paesi. Tuttavia, la parte turca ha smesso di lavorare sul contenuto di questo memorandum, quindi il governo iracheno ha deciso di sospendere i lavori, in attuazione del principio di reciprocità”.

La dichiarazione ha aggiunto che “il ministero degli Esteri ha informato di questa decisione la nostra ambasciata ad Ankara e l’ambasciata della Repubblica di Turchia a Baghdad”, come riportato da Sky News Arabic.

S.H.

AMERICA

Negli Stati Uniti continua l’emergenza sanitaria, in particolare in California e Florida, questi ultimi hanno raggiunto il più alto numero di casi e hanno tristemente stabilito nuovi record di decessi giornalieri.

Come riporta CBS News, il governatore della California Newsom ha dichiarato che sono avvenuti 197 decessi, la cifra giornaliera più alta mai registrata nello Stato, e almeno 473.785 casi confermati.

Le agenzie sanitarie statali della Florida hanno registrato 414.511 casi dall’inizio della pandemia, sorpassando così quelli di New York, come si legge su CNN.

L’ultimo bilancio delle vittime ammonta a 77 nuovi decessi con 9.338 nuovi contagi.

Nonostante la situazione critica, secondo la NPR, la Florida dovrà sospendere i test dei suoi residenti per colpa del passaggio imminente della tempesta tropicale Isaias.

S.C., S.P

In Canada, una piccola o media impresa su sette rischia di chiudere definitivamente i battenti a causa della pandemia da Coronavirus. Come riportato nel Le Journal De Québec, le PMI sono la linfa vitale dell’economia canadese; pertanto, il Governo e i consumatori dovranno creare le condizioni necessarie affinché esse possano sopravvivere. I settori più vulnerabili sono quelli delle arti e delle attività ricreative (palestre, teatri, sale giochi) e dei servizi turistici e di ristorazione (ristoranti, alberghi), con percentuali rispettivamente del 30% e del 27%.

S.C.

Passiamo alle notizie dell’America Latina: secondo l’articolo di El País, la pandemia ha sfidato le sorti economiche, aiutando i più ricchi, ma lesionando la gran parte di popolo preoccupato sia per il virus in perenne crescita, sia per l’alto tasso di povertà. Tra i tanti esempi che possono essere riportati troviamo il caso di Marcos Galperín, fondatore dell’impresa di commercio elettronico Mercado Libre, il quale ha visto crescere il proprio patrimonio netto del 68% rispetto al 2019. Marcos, comunque, è solo uno degli otto nuovi multimilionari presenti nel continente, lasciando, dall’altro estremo, un notevole incremento della povertà, con 52 milioni di persone sotto il tasso economico e 40 milioni di casi di perdita del lavoro, portando così il continente a una retrocessione di 15 anni in campo economico.

Tuttavia, proprio per ovviare a questa temuta disparità economica, riportiamo la notizia della BBC secondo la quale il Cile ha deciso di prendere una grande decisione economica: dare accesso a una parte dei fondi privati delle pensioni per i cittadini cileni. Difatti, si tratta del ritiro di fino al 10% dei risparmi previsionali che amministrano le assicurazioni private delle pensioni; proprio questa percentuale ha dato anche il nome alla proposta di legge, chiamata “ley del 10%”, che sarà approvata dal Congreso in 15 giorni lavorativi.

L.C, M.D.F. e I.V

In Brasile, come riporta Lusa, il governo ha annunciato che più di un milione di posti di lavoro sono stati persi nel primo semestre del 2020 a causa del Covid-19. Tra gennaio e giugno, le aziende brasiliane hanno registrato 6.718.276 assunzioni e 7.916.639 dimissioni, quindi 1.198.363 posti in meno. A giugno c’è stato un calo dei licenziamenti del 16% e un aumento del 24% delle assunzioni. Questi dati corrispondono all’allentamento delle misure restrittive come il distanziamento sociale. Si prevede una caduta del PIL del 6%, in un periodo in cui il Paese stava cercando di riprendersi dopo la crisi del 2015.

M.P.

ASIA

Da anni il governo della Cina ha cominciato un’estesa campagna anticorruzione che ha portato decine di migliaia di funzionari del Partito Comunista a essere indagati.

Con le nuove politiche del governo cinese la corruzione non è stata eliminata, ma sono state prese diverse misure per limitare e individuare più facilmente le tangenti: per esempio si è cominciato a controllare con più attenzione la vendita di beni di lusso e i movimenti di denaro di ristoranti e hotel di prima categoria.

Nei giorni scorsi, come riportato dal Global times, diversi funzionari, appartenenti a  diverse istituzioni governative cinesi, sono stati indagati o arrestati, evidenziando che la lotta anticorruzione del Paese è coerente e che le principali autorità restano ferme e mostrano tolleranza zero nei confronti dei funzionari corrotti.

La Commissione centrale per l’ispezione disciplinare (CCDI) del Partito Comunista Cinese (CPC), il principale organo anticorruzione del Paese, ha reso noti i nomi dei diversi funzionari indagati:

-Il viceministro della cultura e del turismo Li Jinzao è stato indagato per sospette gravi violazioni della disciplina e della legge.

-Zhang He, ex vicegovernatore della provincia di Hebei nel nord della Cina, è stato espulso dal CPC per gravi violazioni della legge. Zhang, secondo fonti interne al partito, aveva ormai perso i suoi ideali e le sue convinzioni ed era sleale e disonesto nei confronti del Partito. Si è infatti scoperto che aveva nominato funzionari contro i regolamenti del Partito, accettato denaro e permesso ai parenti di avere torna conti personali sfruttando la sua posizione.

-He Dian, vicedirettore del Dipartimento di Pubblica Sicurezza della provincia, dopo che avrebbe scritto il libro, Safeness Sutra, giudicato dall’opinione pubblica “poco serio, insensato e scritto molto male”. Nel libro solo una serie di frasi sconnesse tra loro dove viene utilizzato la parola “sicuro” più e più volte.

-Wang Yunting, capo del Partito della Commissione Sanitaria nella regione autonoma del Tibet della Cina sud-occidentale, è anche sotto inchiesta per gravi violazioni della legge e corruzione.

Inoltre, il segretario del Partito e capo dell’Ufficio comunale per l’economia e la tecnologia dell’informazione di Pechino Wang Gang, il capo del gruppo industriale del carbone del Sichuan e il presidente Jing Hongnian ed ex presidente della Zhongyuan Asset Management Co Ltd Yue Shengli sono anch’essi oggetto di indagini disciplinari e di supervisione.

Da gennaio a novembre, gli organi di controllo disciplinare e di controllo in tutto il Paese hanno archiviato e indagato 555.000 casi, con 485.000 persone che hanno ricevuto misure disciplinari all’interno del Partito o delle agenzie governative, mentre 19.000 sono sotto indagine penale.

G.R.

OCEANIA

L’Australia ha deciso di seguire l’esempio dell’Irlanda rendendo l’uso delle mascherine obbligatorio in tutto lo stato del Victoria dove si registrano la maggior parte dei casi.

Tutti gli abitanti verranno sottoposti a ulteriori misure restrittive, come il divieto a ricevere visite, spiega l’Heral Sun.

Secondo l’articolo pubblicato da 9News, il provvedimento diventerà ufficiale a partire dai primi di agosto, come dichiarato dal premier Andrews riferendosi alla “quarta fase”.

Lo stato del Victoria ha raggiunto un nuovo picco di recente, passando da 532 casi fino ad arrivare ai nuovi 723, con una media giornaliera di 13 morti, secondo ABC News.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:

Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

#POLITICAFFÈ

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L’Ungheria è ancora un Paese democratico? Freedom House dice di ‘no’. E intanto la stampa indipendente è sotto attacco…

Stampa statunitense

Classificata come “regime ibrido o in transizione”, l’Ungheria oggi non può più essere considerata una democrazia secondo il report Nations in Transit 2020 pubblicato da Freedom House lo scorso maggio. Secondo quanto riporta la suddetta ONG, l’Ungheria si colloca nel crescente gruppo di regimi ibridi, situandosi nella zona grigia tra democrazie e pure autocrazie. Infatti, è stato registrato un peggioramento nei punteggi che si riferiscono alla classificazione del processo elettorale, dell’amministrazione locale democratica e della corruzione. Inoltre, a fronte di ciò, è fondamentale fare chiarezza sull’idea di democrazia e di quanto essa possa essere distorta e strumentalizzata. È possibile così individuare le manifestazioni pragmatiche del significato profondo di democrazia, ovvero quelle che hanno una influenza sul concetto stesso di essa. La democrazia in quanto tale se non “quantificabile” perde ogni credibilità: essendo un concetto apparentemente impossibile da misurare, come se ne può determinare il livello? Impiegando degli indici, pur non parlando di unità di misura scientifiche in quanto la democrazia non è un dato misurabile. Questi indici non rappresenteranno certo la soluzione perfetta ma quantomeno quella migliore.

Secondo il report Freedom in the World, Freedom House assegna all’Ungheria un punteggio pari a 70 su 100 per quanto riguarda il livello di democrazia nel Paese. Relativamente a quanto specificato sopra, riguardo la possibilità di poter quantificare il livello di democrazia facendo uso di indici, quelli utilizzati da Freedom House si diramano in due macro gruppi: diritti politici e libertà civili. All’interno di quest’ultimo ritroviamo la libertà di espressione che, in relazione al caso ungherese in queste settimane, è al centro del dibattito internazionale.

Il New York Times sottolinea la concentrazione nelle mani del governo ungherese dei mezzi di informazione, compresivi dei media e della stampa, e come questo fenomeno si stia estendendo anche alla vicina Polonia. Infatti, il giornale riporta la notizia del licenziamento dell’editore Szabolcs Dull e le successive dimissioni di metà dello staff di Index, giornale ungherese online di notizie nazionali ed internazionali. Si tratta di un giornale indipendente che risulta evidentemente scomodo al Governo.

Foreign Policy racconta come il Primo Ministro ungherese abbia sfruttato la pandemia per togliere potere e credibilità all’opposizione e ai nuovi sindaci schierati all’opposizione, limitando la loro capacità di portare avanti gli atti di ordinaria amministrazione delle loro città. In particolar modo, questo è apparso chiaro nel caso del nuovo sindaco di Budapest, Gergely Karacsony, rappresentante dell’opposizione, poiché Orban ha apportato dei tagli sostanziali alle principali fonti di finanziamento del municipio della capitale. Foreing Policy parla di democrazia “illiberale” riferendosi all’Ungheria.   

Lo smantellamento, da parte del Primo Ministro Viktor Orban, del meccanismo istituzionale di “controlli e contrappesi”, che caratterizza i rapporti tra i vari poteri dello Stato negli ordinamenti democratici, ha portato Freedom House a collocare il Paese nella categoria dei regimi ibridi. Questo è quanto riporta Bloomberg.

Secondo Bloomberg, sarebbe stata proprio la pandemia – e il conseguente approccio governativo – a far scivolare la nazione ungherese nella categoria del “sistema ibrido” fra democrazia e autarchia, nel rapporto di Freedom House. Questa organizzazione non governativa internazionale realizza delle indagini per tenere costantemente sotto controllo il grado delle libertà e dei diritti dei vari Paesi, fornendo un punteggio democratico che si basa su sette categorie principali, tra cui corruzione e libertà dei media. Ebbene, l’Ungheria non è più una democrazia: tale è la conclusione di Freedom House dopo l’ulteriore consolidamento del potere da parte di Orban.

Il Politico si occupa invece di riportare le dichiarazioni di Vĕra Jourová, vicepresidente della Commissione Europea e responsabile del coordinamento delle politiche sui valori e la trasparenza, la quale si è mostrata gravemente preoccupata in merito alla situazione del sito di notizie ungherese Index. Stando alle parole della vicepresidente, è importante che vengano garantite la pluralità di stampa e la libertà di espressione; l’indipendenza politica sarebbe infatti ora esposta a un grande rischio, che finirebbe per compromettere le libere elezioni nel Paese.

Stampa inglese

Anche la BBC parla dell’incessante scontro con l’Unione Europea, ricordando che il governo di Orban si è più volte scontrato con l’Unione in materia di stato di diritto. Poi, l’emittente britannica si sofferma sulla questione Index, denunciando il fatto che nel World Press Freedom Index l’Ungheria sia 89° su 180 nazioni. Quasi tutte le testate ungheresi, difatti, attendono le direttive da parte del governo su cosa denunciare e su come farlo e l’unico media svincolato da qualsiasi forma di assoggettamento era Index.  Tuttavia, le preoccupazioni per la sua indipendenza hanno iniziato a concretizzarsi quando diversi mesi fa Miklos Vaszily, un imprenditore pro-Orban, ha acquisito una quota del 50% della società che gestisce le pubblicità e le entrate di Index. Non a caso Szbolcs Dull, il caporedattore, solamente un mese fa aveva pubblicato un pezzo preoccupante nel quale affermava che la testata era esposta a una tale pressione esterna che avrebbe potuto mettere fine alla loro redazione.

Proprio l’editore capo è stato licenziato, e quasi tutta la sua équipe si è successivamente dimessa come forma di protesta. Reuters racconta la protesta di Budapest, dove migliaia di ungheresi hanno marciato verso la sede del Primo Ministro per opporsi alle azioni di governo per esercitare pressione sul sito e sui media in generale. Il pubblico verrebbe così privato del punto di vista più indipendente nel panorama dei media ungheresi.

Affinché l’opinione pubblica sia considerata come tale, devono sussistere precise condizioni, tra cui la libertà di espressione. Se i flussi di informazione vengono privati della loro autonomia, la democrazia perderà uno dei suoi elementi costitutivi, scivolando inevitabilmente in un allarmante stato patologico.

Chiara Aveni e Gaia Natarelli

Fonti

Hungary’s Independent Press Takes Another Blow and Reporters Quit disponibile su https://www.nytimes.com/2020/07/24/world/europe/hungary-poland-media-freedom-index.html, consultato il 29/07/2020

Viktor Orban Has Declared a War on Mayors disponibile su https://foreignpolicy.com/2020/07/28/viktor-orban-has-declared-a-war-on-mayors/, consultato il 29/07/2020

Orban’s Hungary Is No Longer a Democracy, Freedom House Says disponibile su https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-05-06/orban-s-hungary-is-no-longer-a-democracy-freedom-house-says, consultato il 29/07/2020

Thousands of hungarians march for media freedom after website muzzled disponibile su https://www.reuters.com/article/us-hungary-media/thousands-of-hungarians-march-for-media-freedom-after-website-muzzled-idUSKCN24P1CQ, consultato il 28/07/2020

Hungary’s Index journalists walk out over sacking disponibile su https://www.bbc.com/news/world-europe-53531948, consultato il 28/07/2020

Jourová raises concerns as Hungarian reporters resign disponibile su https://www.politico.eu/article/commissioner-vera-jourova-raises-concerns-as-hungarian-reporters-resign/, consultato il 28/07/2020

Freedom House disponibile su https://freedomhouse.org/country/hungary/freedom-world/2020#CL, consultato il 29/07/2020

#LUXURYMOMENTS: LUXURYJUICE

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Valentino 2021, from Vogue.com Courtesy of Valentino;
Dior Cruise 2021 PH by Domenique Maitre/WWD;
Armani Store “la Prima”, Author: Dan Bot, Copyright: Dan Bot

Come l’Alta Moda si reinventa e riparte

Valentino a Roma,
Giorgio Armani a Milano,
Dior di Maria Grazia Chiuri a Lecce

Poco tempo fa, proprio in piena pandemia, Giorgio Armani scriveva una lettera che per prima faceva luce sulle attuali criticità del sistema moda, promuovendo delle soluzioni non solo più sostenibili in termini di materiali e processi produttivi ma anche in termini di ritmi folli e priorità sottovalutate.

Insomma, tutto preannunciava una season diversa dalle altre per la moda italiana sicuramente già altamente “rivoluzionata” dal problema Covid-19.

“(..) è tempo di togliere il superfluo e ridefinire i tempi” la frase- simbolo che ha colto la risposta non solo di re Giorgio alla crisi portata nel mondo della moda dalla pandemia, ma di tutti gli attori del mondo fashion. Questa analisi approfondita, che porta con sé soluzioni a problemi tutt’altro che nuovi, è stata al centro della ridefinizione del calendario donna, uomo e alta moda del gruppo Armani.

Il calendario Armani vedrà sicuramente sfilate Giorgio Armani ed Emporio Armani a settembre a Milano (collezioni uomo e donna) secondo modalità, che ci auguriamo, siano meno digitali rispetto alle season estive dei competitors. Altra storia invece sarà per Armani Privé che sfilerà a gennaio 2021 nella sede di palazzo Orsini in via Borgonuovo a Milano. Ma quali sono le caratteristiche di questa collezione? La non stagionalità.

Con questa premessa, Re Giorgio ed il suo staff propongono dei capi facilmente adattabili che “scivolino” sui corpi accarezzandoli al di là dell’estate o dell’inverno. Ma giugno 2020, come si è potuto vedere, è stato attivo il servizio “sartoria” per i buyers: presentazioni di abiti su appuntamento, come avviene in tempi ordinari, per i clienti più affezionati con un ampio repertorio di modelli anche da precedenti collezioni, correlati di samples tessili.

Oltre al mito immateriale si parlerà, nei prossimi mesi, anche del ritorno di un mito “materiale”: dal prossimo dicembre assisteremo al ritorno de “La Prima” con sei differenti tipi di modelli dell’iconica borsa lanciata dallo stilista italiano nel 1995.  Prima borsa realizzata dallo stilista, essa porta con sé un’idea androgina che va oltre l’oggetto per affermarsi nello stile: un equilibrio tra maschile e femminile, funzionalità ed eleganza come ha affermato lo stesso Armani.

Un’atmosfera onirica è senza dubbio quella realizzata nella sfilata primavera estate di Maria Grazia Chiuri per Dior. La sfilata Cruise 2021 per Dior è stata presenta in Puglia, precisamente a Lecce, terra d’origine del padre della Chiuri. Un evento tutt’altro che usuale sin dall’inizio quando si parlava di diretta streaming dell’evento su tutti i canali social con l’inserzione di diverse performances ad inizio serata. Tuttavia, il destino ci ha messo lo zampino. E come tutte le storie che si rispettano, momenti magici inclusi, l’evento che Dior ha realizzato, è stato un omaggio intimo e delicato alle tradizioni della regione italiana. La decisione di sfilare in Puglia, come ha sostenuto la stessa Chiuri, è stata presa già l’anno scorso; ma forse è stata l’eccezionalità del caso e della situazione attuale, ad immortalare Dior Cruise 2021 nei catwalks più iconici della maison. Ecco che Lecce si trasforma mettendo in luce la propria artigianalità in relazione al nuovo in termini di tessuti ed innovazione ma anche in termini più nostalgici legati al passato, all’idea di famiglia e di fanciullezza.

L’ispirazione della Chiuri non si ferma al luogo e al ricordo personale ma bensì si espande andandosi a concretizzare nello scritto “Sud e Magica” dell’antropologo Ernesto De Martino. Il libro parla di un viaggio intrapreso nel sud Italia nell’immediato secondo dopo guerra: in questo clima segnato dalla guerra e dall’inevitabile povertà, l’autore si sofferma, con uno sguardo curioso, sulla musica e le danze (in particolare la pizzica tarantata) trovando nella tradizione, la speranza per continuare a credere nel futuro. Ecco giustificato il mood/motto “Armando e cantando” che si può notare fuori Le Costantine, un laboratorio tessile e centro di formazione in Puglia, essenziale per la realizzazione degli abiti Cruise. Un inno alla vita e alla gioia, così spensierata, così giocosa. Grazie al lavoro di Le Costantine, che si occupa anche del reperimento dei tessuti da lavorare della zona, ecco riaffiorare nella realizzazione dei capi, la tessitura su telaio che, come sostiene la stessa Chiuri “(..) è importante celebrare questo tipo di lavoro, soprattutto perché c’è questa idea, non solo in Italia, ma nel mondo, che questi lavori vengano fatti normalmente dalle donne come lavoro domestico, più che come lavoro creativo”.

Grazie anche ad un altro sistema tradizionale, quello del tombolo, è stato possibile creare delle rose ricamate per portare avanti la tradizione di un vestito Miss Dior, primo abito ricamato a fiori creato nel 1949 dallo stilista francese.

La performance in sé contiene elementi di reinterpretazione della musica pugliese creando una collaborazione, autentica ed inaspettata, tra Paolo Buonvino (The Medici- la serie, soundtrack) e la fondazione “la Notte della Taranta”. A seguire l’esibizione dell’Orchestra Roma Sinfonietta, inoltre per la coreografia è stato presente il ballerino Sharon Eyal che già precedentemente aveva collaborato con la maison. Un lavoro sull’autenticità non solo nella produzione ma anche per quanto riguarda il team work: ogni mezzo è stato impiegato per facilitare la lavorazione a distanza, appena scattato il lock down; non sono mancati i momenti di incertezza per le sorti della sfilata ma, aspettando tempi migliori in cui il pubblico non mancherà, resta il sogno di una notta magica da condividere con la comunità in streaming. Tra celebrazione della tradizione e sguardo (fiducioso) al futuro.

A Roma invece, Valentino sceglie l’esperienza digitale lanciando un forte segnale di ripartenza. Che il digitale sarebbe stato protagonista, era stato preannunciato a fine giugno insieme alla collaborazione con il regista Nick Knight. Durante la PFW, la maison italiana aveva nutrito la curiosità della fashion community pubblicando un teaser dell’evento-Couture: una rinascita attraverso il movimento di luci e colori su sottofondo musicale. Una Couture “viva” come ha commentato lo stesso Piccioli, direttore artistico della maison, nel giorno di lancio.

 Dal 21 luglio, Valentino ha inaugurato il lancio di una serie di storie tramite l’account ufficiale Instagram. I protagonisti?

Dallo stesso Piccioli, alla supermodella Mariacarla Boscono al regista Nick Knight.

Poi lo show vero e proprio, sulle note di FKA Twigs con immagini girate negli studi di Cinecittà a Roma: su stile cinematico firmato Knight, si scoprono una serie di abiti Valentino decorati con piume e metri di rouches. Tutti modelli bianchi (per essere ancora più distinguibili dallo sfondo dark) diventano il simbolo dell’apertura e della possibilità; un’immagine sostenuta dalla proiezione, direttamente sull’abito, dello sboccare di fiori. A seguito un piccolo stacco segnato dal buio e poi una veloce ripresa con l’accensione di luci nello stesso studio in cui ora le modelle Mariacarla e Adut Aktech storiche muse di Piccioli, posano su piedistalli altissimi che le donano un’immagine innaturalmente sopraelevata quasi proponendole come figure angeliche.

Tema centrale, ancora una volta, è la rinascita anche per Valentino soprattutto dopo un’esperienza negativa durante quest’anno a causa dell’avvento del Covid-19.

“Siamo stanchi di diventare giovani seri,
o contenti per forza, o criminali, o nevrotici:
vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare
qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare.
Non vogliamo essere subito già così sicuri.
Non vogliamo essere subito già così senza sogni.”

Così Pierpaolo Piccioli conclude la sua fashion season citando Pier Paolo Pasolini da Lettere Luterane, autore a cui il designer si sente particolarmente vicino:

Fanny Trivigno

Fonti

https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/06/giorgio-armani-annuncia-il-nuovo-calendario-delle-sue-sfilate-post-coronavirus-dal-2021-spazio-a-collezioni-senza-stagionalita/5793426/amp/;

https://www.iodonna.it/moda/news/2019/09/21/giorgio-armani-sfilata-primavera-estate-2020/,

https://www.vogue.it/moda/article/maria-grazia-chiuri-dior-cruise-2021-lecce-intervista;

https://www.google.it/amp/s/www.iodonna.it/moda/news/2020/07/22/valentino-roma-haute-couture-sfilata-autunno-inverno-2020-2021/amp/