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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Sebbene il 2021 sia cominciato già da venti giorni, non ha portato con sé il cambiamento in cui tutti speravamo: la pandemia da Covid-19 non è ancora finita. Le preoccupazioni riguardo gli “effetti collaterali” da pandemia e isolamento aumentano insieme ai nuovi contagi, nonostante la prima ondata di vaccini. D’altro canto, il virus non è l’unico problema che molti Paesi stanno affrontando: la Siria negli ultimi giorni ha dovuto affrontare uno dei più pesanti bombardamenti degli ultimi anni. Ottime notizie, invece, ci arrivano dagli States dove il nuovo presidente Biden ha sancito il ritorno degli USA nell’accordo sul clima di Parigi.

EUROPA

In Spagna il governo si è impegnato a rafforzare le misure di sicurezza senza arrivare alla chiusura totale, così riporta ElPais.com. La terza ondata supera già i dati peggiori della seconda, ma non c’è ancora una proposta valida per affrontarla e, nel frattempo, l’Esecutivo si sta impegnando a rafforzare le misure di contenimento del contagio. La Spagna è infatti tornata a un livello di estremo rischio epidemiologico, con una curva di contagio che cresce quasi verticalmente. Si è aperto così un dibattito sulla necessità di un nuovo confinamento domestico per affrontarlo, anche se al momento questo piano non ha molti consensi. Così Madrid ha anticipato il coprifuoco alle 23.00 e la chiusura di hotel e negozi alle 22.00, riporta ElPais.com il 15 gennaio. Nonostante i dati riportino un tasso di positività giornaliero pari al 19,39%, l’Esecutivo di Isabel Dìaz Ayuso, del PP, ha deciso di alzare la soglia dei contagi su cui si basa nelle aree sanitarie di base del territorio. Le province autonome hanno annunciato nuove restrizioni per far fronte alla situazione, secondo quanto riporta Elmundo.es, nel tentativo di fermare la terza ondata di coronavirus, ormai diventata una realtà in Spagna. Per questo motivo un numero sempre maggiore di governi regionali ha chiesto il confinamento domestico o almeno la facoltà di imporlo nel proprio territorio, due possibilità che per ora sono state rifiutate.

S.P.

La Francia, in particolare Parigi, dovrà aspettare ancora un po’ per delineare i confinidella normalità, secondo Parisecret. Se, da un lato, la crisi sanitaria ci ha confinato nelle nostre case, SAYPE, l’artista che dipinge graffiti sull’erba, diventa l’artefice di Beyond Walls, la catena umana più lunga del mondo. A detta di Laura Coll l’opera è un supplément d’âme, un pezzetto d’anima che decide di scendere in campo e fare la sua parte. Il land artist sa che, soltanto prendendoci per mano, potremo sconfiggere il comune nemico sanitario. Così, oltrepassando ogni confine, due mani, dipinte a terra, s’intrecciano da Parigi a Cape Town passando per l’Andorra, Ginevra, Berlino, Ouagadougou, Yamoussoukro, Torino e Istanbul. Il punto d’arrivo, Cape Town o Ville Mère, si fa simbolo mondiale della riconciliazione. Non a caso, l’Africa del Sud ha sconfitto, in prima linea, la crudeltà dell’Apartheid.

A.B.

Il Belgio è preoccupato per le conseguenze psicologiche causate dal confinement. Annick Merckx di rtbe.be ha incontrato il neurologo belga dell’ULiège, Steven Laureys, sostenitore dell’idea che la crisi pandemica ha delle conseguenze evidenti sui sistemi di regolazione delle emozioni, come l’amigdala, e comporta ulteriori conseguenze anche nei sistemi che regolano l’attenzione, ad esempio l’ippocampo. Per l’uomo, l’animale sociale per eccellenza, la quarantena è stata ed è una punizione. Di fatti, il neurologo ammette l’incertezza nella gestione dei disturbi. Spesso non si hanno soluzioni alle risposte nervose e ormonali estremamente personali dei pazienti; l’unica attenuante sembra essere la meditazione, praticata da Laureys stesso.

A.B.

Secondo il Sapo, il Presidente della Repubblica del Portogallo ha firmato martedì il decreto che modifica la regolamentazione dello stato di emergenza. Il decreto, che si applica all’intero territorio, è in vigore dalle ore 00:00 di venerdì e dura fino alle 23:59 del 30 gennaio. Tra le misure restrittive del decreto abbiamo: il divieto di circolazione tra i comuni nei fine settimana, tra le 20:00 del venerdì e le 5:00 del lunedì; il divieto di permanenza e di consumo di merci alla porta o nelle vicinanze degli stabilimenti. Come stabilito dal Governo, le forze di sicurezza avranno maggiore visibilità sulla strada pubblica e rafforzeranno la loro azione ispettiva, soprattutto in prossimità degli istituti scolastici. Nell’area del lavoro, dove il telelavoro è obbligatorio, sarà rafforzata l’ispezione dell’Autorità per le condizioni di lavoro (ACT). I lavoratori che non effettuano il telelavoro dovranno circolare con le credenziali aziendali e le grandi società di servizi, con più di 250 lavoratori, dovranno inviare una lista nominale all’ACT dei dipendenti. Il governo ha anche chiesto ai comuni di limitare l’accesso dei cittadini agli spazi pubblici dove potrebbe esserci una grande concentrazione di persone, come i fronti marittimi e le attrezzature sportive. Ad oggi vengono riadattati gli orari degli esercizi la cui attività non è sospesa, che possono operare fino alle ore 20:00 durante la settimana e fino alle ore 13:00 nel fine settimana, ad eccezione dei supermercati che possono operare fino alle ore 17:00. Le scuole continueranno la didattica presenziale e saranno l’obiettivo di una campagna di test rapidi, ma il Presidente del Consiglio ha già annunciato che non esiterà a chiudere le scuole se si scopre che la variante inglese del nuovo coronavirus diventi dominante.

A.C.

In base a quanto riportato dal ministro del governo sul giornale Indipendent, il lancio del programma di vaccinazione del governo del Regno Unito “non funziona bene”, dal momento che riporta dei problemi che devono essere risolti. Le persone anziane infatti temono che i giovani siano vaccinati prima di alcuni ultraottantenni e persino ultranovantenni. Motivo per cui da questa settimana il governo prevede di contattare milioni di ultrasettantenni e persone clinicamente ed estremamente vulnerabili per organizzare le loro dosi. Lunedì mattina il ministro ha detto che finora gran parte del suo collegio elettorale del Suffolk ha ricevuto il vaccino Pfizer, tuttavia questo vaccino è il più difficile da distribuire, soprattutto nelle zone rurali a causa della necessità di una conservazione ultra-fredda. Il ministro ha aggiunto: “Ci accorgiamo che qualcosa non funziona ancora bene poiché ho saputo che gli ultraottantenni e i novantenni non sono stati contattati mentre altri pazienti sono stati già invitati per la vaccinazione. So che è sia angosciante che fastidioso quando le persone sentono che altre coorti di priorità inferiore vengono vaccinate prima dei più anziani e più vulnerabili. Per questo, ogni residente in casa di cura sarà vaccinato entro domenica prossima “. Lunedì mattina il ministro ha rassicurato tutti minimizzando qualsiasi preoccupazione per i vaccini Nadhim Zahawi poiché ha detto che gli ultracinquantenni non sarebbero stati invitati per i jab fino a quando oltre il 90% degli ultraottantenni non fosse già stato vaccinato. “Chiunque abbia più di 80 anni che ci guarda stamattina non dovrebbe preoccuparsi perché ci stiamo assicurando che abbiano vaccinato la maggior parte degli ultraottantenni”, ha affermato la BBC. Un portavoce del Suffolk and North East Essex Integrated Care System ha dichiarato: “I medici di base e gli infermieri del Suffolk stanno lavorando duramente per vaccinare la popolazione locale il più rapidamente possibile. Riusciremo ad offrire la vaccinazione ai nostri pazienti delle prime quattro coorti entro la metà di febbraio, questo include ovviamente i settantenni e gli ultrasettantenni”.

In base a quanto riportato dal giornale Independentil Regno Unito potrebbe riuscire a fronteggiare la crisi Covid-19 senza la necessità di aumentare le tasse, almeno così afferma il ministro del Tesoro. Nello specifico Jesse Norman ha dichiarato: “Non è così scontato che le tasse dovranno essere aumentate nel Regno Unito”. Nonostante Rishi Sunak sia alla ricerca di altri modi per far crescere l’economia del Regno Unito, non ha del tutto escluso l’aumento dell’imposta sulle società. I commenti arrivano dopo che si è scoperto che entro la fine dell’anno finanziario di marzo il prestito previsto dall’Office for Budget Responsibility (OBR) potrebbe raggiungere i 393,5 miliardi di sterline, se corretto, sarebbe il tasso più alto dopo la seconda guerra mondiale. Queste stime sono state fatte prima dell’ultimo blocco nazionale e ora, man mano che il deficit di bilancio accumulato dalla pandemia peggiora dovrebbero aumentare. Prima di prendere qualsiasi decisione in merito all’aumento o meno delle tasse è necessario vedere dove arriva l’OBR. Secondo quanto riferito, il Regno Unito sta cercando di abolire l’imposta da bollo e la tassa comunale per “livellare la Gran Bretagna”, implementando al suo posto una tassa nazionale sulla proprietà. Sembrerebbe che per il cancelliere Rishi Sunak l’imposta sulle società rappresenti il modo più giusto per aumentare le entrate dal momento che in questo modo ne sarebbero colpite solo le imprese britanniche che hanno effettivamente realizzato profitti. Pertanto, il cancelliere sta cercando di far crescere l’economia attraverso strategie che non comportino una maggiore tassazione. In particolare, almeno fino a quando le circostanze lo consentiranno sta cercando di costruire finanze pubbliche, solide e sostenibili a lungo termine. Aggiunge: “Questo mi sembra un giudizioso riconoscimento del fatto che una certa tassazione potrebbe impedire la crescita, potrebbe danneggiare la nostra ripresa, potrebbe ostacolare il passaggio tra le estreme difficoltà che stiamo vivendo in questo momento alla normalità.” All’onorevole Norman è stato chiesto più volte di segnalare se gli aumenti delle tasse sarebbero stati inclusi nel bilancio di marzo, ma lui ha rifiutato di commentare. Tuttavia, ha suggerito che potrebbe essere un incubo logistico rivalutare le proprietà residenziali nell’ambito delle riforme fiscali del consiglio, dicendo che un tale processo sarebbe un lavoro enorme. “La tassa comunale è solo una forma di imposta sulla proprietà ma è certamente una questione che teniamo sotto esame ed è un argomento di interesse politico sempre più vivo”, ha aggiunto. Il sig. Sunak, che non era presente, è stato criticato per non essere comparso davanti alla commissione in più occasioni. I critici suggeriscono che preferirebbe schivare il controllo piuttosto che spiegare le sue decisioni.

A.B.

Il 13 gennaio il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha tenuto una riunione in videoconferenza con gli altri membri del governo, riportata sul sito del Cremlino. I temi principali dell’incontro sono stati i risultati della costruzione stradale nel 2020 e i programmi per il 2021-2023. Tra i vari argomenti trattati durante la riunione, il vice primo ministro Tat’jana Golikova ha fornito informazioni sulla situazione epidemiologica nel Paese e sui preparativi per la vaccinazione su larga scala della popolazione contro il Covid-19 mentre il presidente Putin ha ordinato di passare dalla vaccinazione su larga scala a quella di massa dal 18 gennaio. Tutte le infrastrutture necessarie sono state preparate ed è stato redatto un programma di lavoro in pochi giorni. Il vice primo ministro Golikova ha confermato che entro la fine di gennaio 2,1 milioni di dosi di vaccino entreranno nella circolazione civile, riporta Russian.rt e, secondo il capo di Rospotrebnadzor Anna Popova, il 60% della popolazione potrà essere vaccinato contro il coronavirus nell’arco di un anno, riporta Ria.ru. Il 18 gennaio ha quindi avuto inizio la registrazione per la vaccinazione contro il Covid-19 tramite il portale e l’applicazione “Servizi di Stato”, riporta Pravda.ru. Nelle prossime 2 settimane il sistema verrà definito e a partire dal 31 gennaio chiunque potrà iscriversi per la vaccinazione. Nel modulo di registrazione il cittadino potrà scegliere un appuntamento presso una clinica o presso il punto di vaccinazione più vicino e si ricorda che al momento 2 vaccini sono ufficialmente registrati nella Federazione Russa: Sputnik V e EpiVacCorona. Un rappresentante dell’OMS ha affermato che in Russia si osserva una diminuzione dell’incidenza dell’infezione da coronavirus. Mosca ha il maggior numero di contagi giornalieri, ma ha ampliato le categorie di cittadini che possono essere vaccinati: dal 13 gennaio gli operatori IT e delle comunicazioni, i lavoratori immobiliari e del turismo, gli scienziati e i lavoratori dei servizi sociali privati potranno vaccinarsi, informa Russian.rt. Stanno inoltre aprendo altre stazioni mobili di vaccinazione nella capitale. Presto la vaccinazione potrà essere effettuata senza appuntamento in diversi centri commerciali e ill primo di questi punti è stato aperto nella Piazza Rossa, nei grandi magazzini GUM, riporta Gazeta.ru. Secondo le parole di Sergej Sobjanin, sindaco della capitale, Mosca potrà tornare alla vita normale da maggio 2021. Come riporta Mskagency.ru, egli sostiene che già per fine gennaio-inizio febbraio si potrà assistere a dinamiche più stabili e che la situazione dipenderà da quanto attivamente i cittadini verranno vaccinati. Per quanto riguarda la distruzione del vaccino russo nel mondo, Sputnik V è stato registrato in Paraguay, ne dà notizia Iz.ru. Il vaccino è stato approvato con la procedura accelerata e non sono stati richiesti ulteriori studi clinici. Ad annunciarlo è stato il Fondo Russo per gli Investimenti Diretti, responsabile della commercializzazione all’estero del vaccino sviluppato dal Centro Gamaleja. Il vaccino è stato registrato con la stessa procedura anche in Algeria, Argentina, Bolivia, Serbia, Palestina e Venezuela.

Una buona notizia per gli studenti della capitale: dal 18 gennaio gli studenti delle classi dalla 1 alla 11 sono tornati a scuola. Lo ha affermato il sindaco, esortando le scuole a osservare sempre e rigorosamente le misure di sicurezza. Fino al 21 gennaio tutte le altre restrizioni introdotte come parte della lotta alla diffusione del coronavirus sono state estese, riporta Russian.rt. In caso di rilevamento di un caso positivo, l’intera classe verrà trasferita nuovamente alla modalità di formazione a distanza.

Per quanto riguarda la politica estera, secondo quanto riporta Iz.ru, il 15 gennaio la Russia ha avviato le procedure per ritirarsi dal Trattato sui Cieli Aperti. Lo ha comunicato il Ministero degli Esteri a causa della situazione inaccettabile intorno all’accordo dopo il ritiro degli Stati Uniti. Nel maggio 2020 l’ex presidente americano Trump aveva dichiarato che Washington si sarebbe ritirato dal trattato e che non vi avrebbe aderito finché non l’avesse fatto anche la Russia e gli Stati Uniti si sono ritirati a novembre 2020. La Federazione ha avanzato proposte corrispondenti alle disposizioni fondamentali del trattato, ma non ha ricevuto il sostegno degli “alleati degli Stati Uniti”, cioè i Paesi europei. Secondo Pravda.ru, gli aerei russi utilizzati per i lavori riguardanti il Trattato sui Cieli Aperti dovrebbero essere riequipaggiati per scopi di intelligence, poiché possono condurre ricognizioni elettroniche e ottiche.

Una delle notizie più importanti della settimana riguarda il ritorno di Aleksej Naval’nyj in Russia. Il 17 gennaio il leader dell’opposizione extraparlamentare russa ha fatto ritorno nel suo Paese. Naval’nyj è sulla lista dei ricercati federali dal 29 dicembre, ricorda Pravda.ru. Da subito si è parlato di un arresto immediato all’aeroporto. Secondo quanto sostiene il politologo Belkovskij, l’arresto del principale oppositore genererà un potente scandalo internazionale e peggiorerà la posizione nei negoziati con la nuova amministrazione americana. Naval’nyj ha ottenuto garanzie di sicurezza da parte dei leader europei e dell’amministrazione Biden, il quale ha promesso di coordinare personalmente con Putin la sua sicurezza e quella della sua famiglia. In effetti, il 17 gennaio Naval’nyj è stato arrestato all’aeroporto Šeremet’evo al suo arrivo da Berlino, su richiesta del Servizio Penitenziario Federale. Il tribunale della città di Chimki ha esteso il periodo di detenzione di Naval’nyj di 30 giorni, fino al 15 febbraio 2021, riporta Pravda.ru. I soci di Naval’nyj definiscono illegale questa decisione e ci sono state manifestazioni in tutto il Paese. Secondo quanto riportato da Zona.media, il Parlamento europeo ha inserito la detenzione di Naval’nyj nelle questioni da affrontare durante la riunione del 19 gennaio.

S.P.

AFRICA

Secondo quanto riportato da al-Jazeera, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) sta lavorando  intensamente con il Sudan per alleggerire il suo debito, in seguito alla decisione degli Stati Uniti di rimuoverlo dalla lista degli Stati che sponsorizzano il terrorismo. L’amministratore delegato del FMI, Kristalina Georgieva, ha dichiarato di essere stata fortemente incoraggiata dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e da altri Paesi membri nell’iniziativa di ridurre il debito sudanese, in modo che il Paese possa reintegrarsi nella comunità internazionale. In base alla legislazione degli Stati Uniti, Washington autorizzerà 111 milioni per ripagare parte del debito e 120 milioni per contribuire a saldarne parte con il FMI, rendendo disponibili altri 700 milioni fino a settembre 2022, che consentiranno di cancellare 1 miliardo in arretrato alla Banca Mondiale.

Cambiando argomento, in data 18 gennaio, lo spettro della violenza si è aggirato nella zona di el-Geneina, nello stato del Darfur Occidentale, in Sudan. Secondo quanto riportato da al-Quds al-Arabi, il violento scontro tra diverse tribù ha causato il ferimento e la morte di centinaia di persone e la distruzione di un gran numero di case, lasciando migliaia di sfollati senza cibo e senza acqua. Fonti di stampa dalla regione del Darfur hanno rivelato che la violenza tribale si era diffusa inizialmente nella parte meridionale, in seguito ad un attacco contro il villaggio di al-Tawil Saʻdoun, a est della città di Gereida, lunedì. Le ragioni di tali scontri risiedono nelle controversie sulla proprietà della terra e l’accesso all’acqua. Un capo della tribù dei Fallatah, Muhammad Saleh Idris, ha dichiarato che gli scontri si sono fermati, ma potrebbero tornare in qualsiasi momento. La portata del disastro che ha colpito Darfur è contro ogni immaginazione e il governo deve sfruttare tutte le capacità nazionali per richiedere aiuti internazionali. Dopo un incontro di domenica sera, il tenente generale del Ministro della Difesa, Yisen Ibrahim, ha dichiarato di voler inviare rinforzi per la sicurezza al fine di garantire la pace e la protezione dei cittadini e di voler formare un comitato supremo per indagare sugli eventi, determinare le radici del problema, far rispettare la giustizia per i fuorilegge e trovare i responsabili. Infine, nel contesto è arrivata anche una delegazione del Fronte rivoluzionario per informarsi sui recenti eventi.

V.D.I.

In Tunisia, nella giornata del 16 gennaio, il primo ministro Hichem Mechichi ha presentato in un rimpasto di governo 12 nuovi membri, a seguito di crescenti tensioni politiche e una grave crisi economica, scrive al-Jazeera. Mechici ha nominato Walid Dhabi come nuovo Ministro degli Interni, Hedi Khairi come Ministro della Salute, Youssef Zouaghi Ministro della Giustizia ed infine Sofien Ben Touns Ministro dell’Energia. Tuttavia, i partner della coalizione sostengono il governo, al contrario del partito Karama che si rifiuta di votare sul rimpasto e minaccia di lasciare la coalizione.

V.D.I.

MEDIO ORIENTE

Stando a quanto riferito da alcune fonti citate da al-Araby al-Jadid, la joint venture che include le autorità di Neom, la compagnia saudita ACWA Power e quella statunitense Air Products avrebbe chiesto consulenza alla società finanziaria Lazard in vista di un progetto per la produzione di idrogeno dal valore di cinque miliardi di dollari da implementare nella zona economica di Neom, il più costoso e ambizioso piano nell’intero panorama di ammodernamento dell’Arabia Saudita. Nel luglio dello scorso anno, le società hanno affermato che il progetto, che sarà di proprietà paritetica tra i tre partner, sfrutterà un innovativo sistema da 4 GW che integra energia solare ed eolica per produrre idrogeno verde da elettrolisi dell’acqua, da cui poi verrà sintetizzata ammoniaca a impatto zero. Ammoniaca che sarà ad esclusivo appannaggio di Air Products, la quale intende trasportare il prodotto in tutto il mondo, per poi ri-trasformarlo in idrogeno da destinare al mercato dei trasporti. Le fonti affermano che Lazard, la quale ha già svolto servizi di consulenza per il gigante petrolifero Saudi Aramco nel 2019, ha contattato le sue filiali per valutare il loro interesse al progetto. Tutti e quattro gli attori hanno tuttavia scantonato richieste di commento riguardo l’affare. Il progetto rende palese la svolta epocale che il principe ereditario saudita intende imprimere al Paese: pur restando ad oggi uno dei principali produttori mondiali di petrolio, l’Arabia Saudita di Mohammed bin Salman evidentemente sta prendendo coscienza della fase calante in cui è entrato il greggio e della conseguente necessità di diversificare almeno in parte le sue fonti di sostentamento economico. E per farlo, MBS ha concepito il quadro strategico di Saudi Vison 2030 per ridurre la dipendenza dell’Arabia Saudita dal petrolio e sviluppare settori di servizio pubblico come sanità, istruzione, infrastrutture, attività ricreative e turismo. Il settore delle rinnovabili è la punta di diamante di questo nuovo secolo saudita.

L.D.

Nella scorsa settimana, è andato in scena nella provincia di Deir Ezzor il più pesante bombardamento ad opera delle forze israeliane perpetrato in Siria negli ultimi anni. Raid aerei hanno preso di mira decine di basi militari affiliate all’Iran, indice dell’ampia fetta di priorità che la presenza iraniana in campo siriano riveste per Israele. L’offensiva, che segue di pochi giorni un attacco alle basi della Guardia rivoluzionaria iraniana nel sud della Paese, ha causato l’uccisione di decine di membri delle forze del governo e delle milizie iraniane di stanza nella regione. Secondo Abd al-Rahman, direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, gli attacchi israeliani traggono matrice dall’arrivo di un contingente di armi iraniane dal confine iracheno i cui carichi erano stati insediati nei magazzini dei siti mirati. A generare un cortocircuito alla copertura mediatica sull’operato israeliano in Siria è stato quanto riportato da un funzionario dell’intelligence americana, un resoconto, citato da al-Arabi al-Jadid, che svela la realtà di un lavoro congiunto tra Washington e Tel Aviv, concretatosi nella fornitura di informazioni riguardo i siti oggetto dei bombardamenti. Non da ultimo, a detta del funzionario, l’11 gennaio, il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, avrebbe discusso dell’attacco da effettuare in Siria con il capo del Mossad, Yossi Cohen. Israele, tuttavia, non ha rilasciato commenti a riguardo. La Guardia rivoluzionaria iraniana aveva sequestrato gran parte della campagna orientale di Deir Ezzor, a sud dell’Eufrate, dall’ISIS alla fine del 2017, e ha dispiegato nei mesi successivi molteplici milizie lungo una linea di oltre 50 km. I dati indicano che Teheran considera Deir Ezzor di grande importanza, soprattutto perché si trova al centro di un corridoio terrestre che parte dall’Iran e finisce nel Mediterraneo passando per l’Iraq. In un’intervista con Al-Araby Al-Jadeed, l’analista militare Asaad Al-Zoubi ha affermato che gli attacchi contro i siti iraniani nel Governatorato di Deir Ezzor confermano l’insistenza israeliana volta a non limitare la presenza iraniana in Siria, ma piuttosto eliminarla, e ciò risulta evidente dalla dimensione, il tipo e gli obiettivi degli attacchi.

L.D.

Dall’Iran, in un discorso pronunciato mercoledì durante la riunione settimanale del suo governo, il presidente Rouhani ha espresso piena soddisfazione per la fine del mandato di Donald Trump, sottolineando come la politica di massima pressione esercitata sul suo Paese attraverso le sanzioni abbia fallito. Rivolgendosi al nuovo volto del governo americano Joe Biden, Rouhani ha auspicato la piena ripresa del dialogo sul fronte nucleare, aprendo a un rinnovata cooperazione nonostante gli ultimi quattro anni di braccio di ferro tra i due Paesi. Durante la sua partecipazione alla riunione del parlamento, riferisce al-Jazeera, martedì il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha dichiarato che il suo Paese non ha fretta di riportare Washington all’accordo nucleare, dal momento che l’Iran tornerà al tavolo dei negoziati solo e quando gli Stati Uniti ripristineranno l’accordo con la conseguente revoca delle sanzioni. La nuova Direttrice dell’intelligence nazionale statunitense, Avril Haines, ha dichiarato che l’Iran è un attore destabilizzante e rappresenta una seria minaccia per l’integrità regionale, il cui progetto di sviluppare un’arma nucleare sarebbe da scongiurare ai fini di una maggiore sicurezza.  Da parte sua, l’Unione Europea e altri firmatari dell’accordo stanno cercando di persuadere il presidente Joe Biden a tornare al tavolo dei negoziati in virtù degli sforzi compiuti per preservarlo dopo il ritiro di Donald Trump. Nel gennaio 2020, l’Iran ha annunciato la sospensione di tutte le sue promesse contenute nell’accordo, in risposta all’assassinio del comandante della Forza Quds, Qassem Soleimani e del vicecapo delle Forze di mobilitazione popolare irachene, Abu Mahdi al-Muhandis. L’accordo sanciva l’impegno di Teheran ad abbandonare, per un periodo non inferiore a 10 anni, parti vitali del suo programma nucleare, e a limitarlo in modo significativo con l’obiettivo di impedire lo sviluppo di armi nucleari, in cambio della revoca delle sanzioni. Il dossier Iran rappresenta una pedina cruciale negli assetti geopolitici internazionali. È verosimile che l’Amministrazione Biden vorrà avvicinarsi quanto più possibile sullo scacchiere. L’alternativa sarebbe quella di regalare alla lunga la Repubblica Islamica alla sfera di influenza geoeconomica cinese nei teatri di crisi regionale.

L.D.

AMERICA

A sole poche ore dall’insediamento alla Casa Bianca, il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ratificato una serie di ordini esecutivi riguardanti Coronavirus, immigrazione e clima, lanciando una cascata di azioni amministrative volte a invertire le politiche del suo predecessore repubblicano. La più urgente delle sue priorità riguarderà le misure per combattere la pandemia di Coronavirus. Il provvedimento ripristina un’unità sanitaria nel Consiglio di sicurezza nazionale – a cui è stato ingiunto di rimanere inattiva durante l’amministrazione Trump – per supervisionare la preparazione e la risposta alla pandemia. Biden inizierà anche a invertire i passi intrapresi dal presidente Trump per ritirarsi dall’Organizzazione mondiale della sanità inviando Anthony S. Fauci, il massimo funzionario nazionale in materia di malattie infettive, a parlare giovedì alla riunione del consiglio esecutivo del gruppo. Sull’assistenza economica, Biden intende chiedere al Dipartimento dell’Istruzione di estendere fino a settembre il congelamento sia degli interessi sia dei pagamenti per i prestiti studenteschi federali. Chiederà altresì a tre agenzie chiave – i Dipartimenti degli affari dei veterani, dell’agricoltura e dell’edilizia abitativa – di estendere almeno fino alla fine di marzo le moratorie di preclusione per i mutui garantiti sotto la loro competenza. Il piano di soccorso di Biden sta già affrontando dure sfide al Congresso, poiché i democratici detengono solo una maggioranza ristretta in entrambe le camere e il sostegno dei repubblicani è ancora necessario per approvare la maggior parte dei progetti di legge al Senato. In materia di immigrazione, Biden ha firmato un ordine che abroga il divieto di viaggiare da diverse nazioni a maggioranza musulmana. Un’altra azione, riferisce il Washington Post, richiederà al Dipartimento per la sicurezza interna di continuare un’iniziativa dell’era Obama per proteggere i migranti dalla deportazione e rilasciare loro permessi di lavoro a condizione che siano qualificati secondo i requisiti stabiliti quando dal programma. Sul cambiamento climatico, Biden ha firmato un ordine di revoca del permesso, rilasciato dall’amministrazione Trump, che consentiva la costruzione del gasdotto Keystone XL oltre a sancire il ritorno nell’accordo sul clima di Parigi. Gli Stati Uniti faranno ufficialmente parte dell’accordo tra 30 giorni. Sulle questioni di equità razziale, Biden prevede di revocare la “Commissione del 1776” istituita dall’amministrazione Trump, definita l’anno scorso dall’ormai ex presidente come un “curriculum filoamericano che celebra la verità” sulla storia degli Stati Uniti ma che, secondo la nuova amministrazione, cancellerebbe le cicatrici razziali dal passato dell’America.

L.D.

Il Brasile sta lottando con la burocrazia cinese per rilasciare esportazioni di principi attivi per i vaccini sviluppati da AstraZeneca e Sinovac Biotech, senza i quali una spinta all’immunizzazione potrebbe presto attenuarsi, scrive il Jornal do Brasil. Lo scorso martedì altri Stati brasiliani hanno applicato i loro primi vaccini Covid-19, quando il governo ha distribuito circa 6 milioni di dosi già pronte del vaccino cinese Sinovac dopo la sua approvazione. Il mese scorso, gli ispettori sanitari brasiliani hanno visitato e approvato le strutture della società cinese WuXi Biologics per esportare gli ingredienti dei proiettili AstraZeneca per la finitura in Brasile. Tuttavia, la prima spedizione a Fiocruz a Rio de Janeiro ha subito diversi ritardi, lasciando le strutture inattive. A San Paolo, l’Istituto Butantan, finanziato dallo Stato, ha importato una quantità sufficiente di ingredienti attivi per il vaccino Sinovac per riempire e finire quasi 5 milioni di dosi, oltre alle 6 milioni di dosi già importate e distribuite a livello nazionale. La prossima spedizione di ingredienti è stata posticipata e le autorità di Butantan lunedì hanno avvertito che se non raggiungerà la fine del mese, l’istituto non sarà in grado di raggiungere il suo obiettivo di 46 milioni di dosi consegnate entro aprile.

A.C.

Nel frattempo, il 17 gennaio in America Latina, precisamente in Guatemala, c’è stata una violenta repressione, riporta Bbc.com. La polizia antisommossa e l’esercito guatemalteco hanno disperso con la forza una carovana di migliaia di migranti centroamericani, principalmente honduregni, che cercavano di raggiungere gli Stati Uniti. Secondo i media locali, le autorità hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni e hanno picchiato i membri del gruppo. La autorità guatemalteche hanno affermato che almeno una ventina di persone presenti nella carovana sono risultate positive al Covid-19.

S.P.

Spostando l’attenzione su Cuba, mentre il Paese sta vivendo il momento peggiore della pandemia, le autorità stanno testando il loro candidato vaccino su 900 volontari dell’Avana. Le autorità potrebbero infatti fare “un uso urgente” del vaccino Soberana 02 per iniziare le vaccinazioni di massa delle persone a più alto rischio, riferisce Eduardo Martìnez, presidente di BioCubaFarma. Gli studi clinici di fase 3 del vaccino potrebbero iniziare nel mese di marzo, l’isola infatti spera di iniziare la vaccinazione nel primo trimestre del 2021, riporta Diariodecuba.com. Inoltre, c’è la possibilità di ottenere più di un vaccino per popolazioni diverse, ovvero uno per i bambini e un altro per le persone di età tra i 19 e i 60 anni. Una nota positiva arriva grazie alla tecnologia: Canal Habana trasmetterà dei programmi educativi a partire dalla prima infanzia all’istruzione pre-universitaria, riporta Cubadebate.cu. La decisione è stata presa in seguito alla recente chiusura temporanea delle scuole nella capitale cubana.

                                                                                                                                  S.P.

In Argentina, un terremoto di magnitudo 6,4 e profondo otto chilometri è stato avvertito lo scorso martedì nella provincia di San Juan, nella vicina Mendoza e in misura minore in altre aree del Paese, DW. Secondo l’Istituto nazionale per la prevenzione sismica, il terremoto è avvenuto alle 23:46 ora locale nei pressi della città di San Juan di Media Agua, a sud della capitale provinciale, e finora non sono stati segnalati né feriti né danni materiali. A causa del terremoto, alcune città di San Juan erano temporaneamente senza elettricità, ha detto l’agenzia AFP. Miguel Castro, del centro sismologico di Mendoza, ha affermato al canale TN che il terremoto gli ha ricordato quello del 23 novembre 1977, di magnitudo 7,4, secondo la scala Richter, con 65 decessi e più di 300 feriti. Tuttavia, questa volta l’epicentro si trovava a circa 47 chilometri a sud-ovest della città di San Juan, dove sono presenti una serie di faglie attive che appartengono alla valle di Pie de Palo. Iaron Kolker, residente nel centro di San Juan, la capitale della provincia, ha dichiarato a Efe che il terremoto è stato “breve”, è infatti durato non più di 10 o 15 secondi. Secondo Kolker, è stato solo “un grande spavento”, poiché ha potuto parlare con i conoscenti attraverso gruppi telefonici e nessuno ha subito perdite e, come ha spiegato, intorno alle 00.45 ora locale è stato notato un nuovo lieve tremore. Inoltre, gli utenti dei social network di San Juan e di altre parti del Paese, come Córdoba (centro), hanno caricato video che mostra il tremore.

A.C.

In Uruguay, il governo è vicino alla conclusione di un accordo per l’acquisizione dei primi vaccini contro il coronavirus, scrive Infobae, ed è per questo motivo che ha già predisposto un decreto per l’acquisto degli antidoti che arriveranno nel Paese. Dialogando con la sua cerchia ristretta, il capo dello stato Luis Lacalle Pou è stato ottimista quando gli è stato chiesto delle trattative con i laboratori che producono le dosi. Il decreto non specifica il numero di dosi che arriveranno, i tipi o i laboratori che le venderanno, né tantomeno il costo. Si tratta infatti di un documento generale che autorizza l’Esecutivo a firmare i contratti con le diverse società di produzione. In un altro ordine, nell’ultima settimana il governo ha firmato un contratto con la società tedesca Va-Q-Tec, multinazionale con sede in Uruguay, che si occuperà della fornitura di congelatori e del sistema di confezionamento per mantenere freddi i vaccini. Questo accordo con la società tedesca è importante poiché, ad esempio, i vaccini Pfizer devono essere conservati sotto i 70 gradi. Un altro fattore rilevante è che Pfizer non è l’unico con la possibilità di raggiungere l’Uruguay poiché il governo Lacalle Pou ha negoziato con almeno altri tre laboratori: il cinese Sinovac, il vaccino russo Sputnik V; e Oxford / AstraZeneca con sede a Londra. L’aumento dei positivi per il coronavirus SARS-CoV-2 in Uruguay e l’arrivo di più pazienti in unità di terapia intensiva fanno sì che, nel caso in cui la situazione nel Paese sudamericano peggiorasse, entro la fine di febbraio l’85% dei posti letto in terapia intensiva potrebbe essere occupato, cifra che inizierebbe a saturare la capacità disponibile, e che a marzo potrebbe raggiungere il 100% di occupazione.

A.C.

L’Assemblea nazionale (Parlamento) del Nicaragua ha approvato lo scorso lunedì nella seconda legislatura un emendamento costituzionale che consentirà l’ergastolo per “reati d’odio” definiti in termini generali, ha riportato il DW. La riforma costituzionale è stata ratificata con il voto dei 70 legislatori sandinisti e dei loro alleati, che hanno il controllo assoluto del Parlamento, durante una sessione speciale tenutasi nella provincia settentrionale di Matagalpa. La condanna all’ergastolo in Nicaragua, che sarà riesaminata, sarà applicata eccezionalmente alla persona condannata per reati gravi quando si verificano circostanze odiose, crudeli, degradanti, umilianti e inumane che, a causa del loro impatto, provocano shock, rifiuto, indignazione o disgusto nella comunità nazionale, come modificata. La costituzione politica ha fissato a 30 anni la pena massima in Nicaragua. I deputati l’avevano approvata l’11 novembre, ma trattandosi di un emendamento costituzionale, la legge impone di ripetere la procedura in un secondo mandato. L’attuale periodo legislativo è iniziato il 9 gennaio. Tuttavia, tra gli oppositori del sandinismo, la legge viene interpretata come un nuovo strumento della dittatura di Daniel Ortega per punire l’opposizione, a più di due anni dalle proteste sociali scoppiate nell’aprile 2018. Lo stesso Ortega e sua moglie, il vicepresidente Rosario Murillo, hanno definito “reati d’odio” le azioni di attivisti e gruppi di opposizione, reati che secondo i deputati del partito al governo meritano di essere puniti con l’ergastolo. L’avvocato ed ex vice José Pallais, leader dell’opposizione National Coalition, ha respinto la nuova legge e ha avvertito che l’obiettivo del governo “non è cercare giustizia, è cercare vendetta politica”.

A.C.

Un grande incendio forestale si è diffuso nella zona costiera centrale del Cile, riporta Infobae. Le autorità hanno decretato l’allarme rosso e l’immediata evacuazione di almeno due popolazioni da un’area costituita soprattutto da boschi e vegetazione. È stato convocato il personale della National Forest Corporation (CONAF) e dei vigili del fuoco nel settore del Lago Peñuelas, una riserva forestale situata nella regione di Valparaíso in Cile. Tuttavia, con il passare delle ore, il fuoco ha continuato ad avanzare fino a quando non è sfuggito al controllo durante le ultime ore, divenendo così un incendio boschivo. Tutte le risorse della regione sono state in prima linea per spegnerlo e, data la sua pericolosità, è stato necessario richiedere rinforzi dalla regione metropolitana di Santiago. Finora si segnalano 120 ettari consumati, con la tristezza che questa cifra continui a crescere a causa delle condizioni meteorologiche previste.

A.C.

È venerdì e, se state leggendo l’UNINTBLOG, seduti comodamente a casa, potete dire di aver superato il famigerato #BlueMonday. Il blog canadese Narcity ripercorre la storia del terzo lunedì di gennaio, considerato, da svariati anni, il giorno più deprimente dell’anno. Helena Hanson, inoltre, ci ricorda che, durante quest’anno pandemico, il lunedì 17/21 si presenta particolarmente triste. Ma non temete! In Canada, si è sottolineato più volte che non si tratta nient’altro che di un’invenzione risalente al 2005. Un’agenzia di viaggi ha, infatti, ben pensato di diffondere questo sentimento di tristezza tipico dei Paesi nordici in quanto le difficoltà quotidiane sarebbero amplificate da numerosi fattori stagionali come il clima o l’inadempienza dei propositi prefissati per l’anno nuovo.

A.B.

ASIA

In base a quanto riportato dall’Asia Times, sembrerebbe che la crescita che la Cina ha vissuto nel 2020 abbia superato le aspettative. Anche se l’espansione del PIL del 2,3% del 2020 rappresenta il tasso di crescita più basso della Cina da decenni, rappresenta allo stesso tempo anche un superamento delle previsioni e delle altre principali economie. Nello specifico, l’economia cinese è stata potenziata da un’impennata di fine anno grazie alla quale è riuscita a crescere del 2,3% nell’anno 2020, questo è quanto hanno riportato i dati ufficiali di lunedì. Dunque, sembrerebbe proprio che l’economia numero due del mondo si stia riprendendo efficacemente. La performance sorprendentemente solida suggerisce che “l’officina del mondo”, come alcuni la chiamano, potrebbe anche fornire al globo un motore economico da corsa mentre le altre economie continuano a vacillare. Nello specifico, i dati positivi della Cina sono stati guidati da un aumento della produzione industriale del 7,3% nell’ultimo mese dell’anno e da un’impennata delle esportazioni che è stata sostenuta dalla domanda estera di articoli correlati alla pandemia come dispositivi di protezione individuale e gadget elettronici, questo secondo il financial newswire. Altri fattori alla base della crescita riguardano le efficaci misure di contenimento Covid-19 del Paese e gli aiuti fiscali e monetari che sono serviti per aumentare gli investimenti. I numeri del PIL hanno ampiamente superato le previsioni di un sondaggio AFP di analisti di 13 istituzioni finanziarie, la cui previsione di consenso era stata per un’espansione del 2,0%. Ha anche battuto le previsioni di consenso raccolte da Bloomberg, il quale aveva previsto invece un aumento del 2,1%. A ottobre, il FMI aveva previsto una crescita della Cina dell’1,9%, mentre a settembre la Banca mondiale aveva previsto il 2,0%. Secondo un sondaggio Reuters, quest’anno la Cina crescerà dell’8,4%. Se ciò risulterà corretto, sarà il ritmo più veloce del decennio. “L’aspetto importante di questo è che è stata una crescita più rapida del previsto”, ha detto ad Asia Times un osservatore cinese. “Ovviamente è la crescita più lenta degli ultimi decenni, ma nessun Paese ha fatto di meglio nel 2020”. Tenendo conto della terza ondata di Covid-19 – la quale sta devastando le società e le economie dell’Europa occidentale e del Nord America e che ha anche un impatto sull’Asia orientale, seppur meno rilevante – è probabile che la Cina diventi l’unica economia globale significativa ed è probabile che registrerà numeri macro positivi. Tuttavia, se dovessimo considerare le particolari condizioni nelle quali ci troviamo la Cina ha sicuramente fronteggiato in maniera ‘ottimale’ la crisi, d’altro canto però, se dovessimo paragonare il PIL del 2020 con quello del 2019 i dati potrebbero non risultare così entusiasmanti, dal momento che nell’anno precedente alla pandemia il PIL cinese crebbe del 6,1%. E questa è stata la cifra annuale più bassa che si è registrata da quando negli anni ’70 l’economia cinese intraprese importanti riforme.

A.B.

Rassegna stampa a cura di:
Alessandra Semeraro (responsabile inglese, cinese, portoghese, arabo)
Alissa Bianconi & Livio D’Alessio (lingua inglese)
Alissa Bianconi (lingua cinese)
Angelica Chimienti (lingua portoghese)
Veronica Dello Iacono & Livio D’Alessio (lingua araba)
Veronica Battista (responsabile spagnolo, tedesco, francese, russo)
Angelica Chimienti & Simona Piergiacomo (lingua spagnola)
Antonella Bruno (lingua francese)
Simona Piergiacomo (lingua russa)
Claudia Lorenti (coordinatrice del progetto)

#UNINTSpeechPressReview

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Nicholas Sparks, Le pagine della nostra vita: la storia dello scrittore milionario

L’americano ha accumulato una grande ricchezza scrivendo storie d’amore che sono state portate sul grande schermo. Tuttavia, la sua vita amorosa non ha avuto un «per sempre felici e contenti».

Nelle ultime settimane, lo scrittore americano è stato in cima alla lista dei best seller del New York Times. Questa volta la sua permanenza in classifica è dovuta alla sua ultima uscita: La Magia del Ritorno. Tuttavia, Sparks ha compiuto questa impresa più di 15 volte, insieme a successi come Le pagine della nostra vita, I passi dell’amore, Vicino a te non ho paura, L’ultima canzone, La risposta è nelle stelle, Ricordati di guardare la luna, Come un uragano e Il meglio di me che sono stati tutti adattati con successo al grande schermo. Il romanticismo di Sparks è irresistibile quando si tratta di creare una buona storia d’amore. Eppure, l’autore non è stato molto fortunato quando trovato a dover aprire il suo cuore, soprattutto dopo aver divorziato dalla madre dei suoi cinque figli.

Fin dalla prima infanzia l’autore, nato in Nebraska 55 anni fa, si è distinto come un ragazzo brillante: si è diplomato, ha vinto un’importante borsa di studio e grazie ai suoi sforzi si è laureato in finanza.

Durante l’ultimo anno di università, Sparks incontra Catherine, che presto diventerà sua moglie. Secondo un’intervista, i due si sarebbero incontrati un lunedì e il giorno dopo lo scrittore le avrebbe detto: «Ti sposerò». Ebbe così inizio una storia d’amore appassionata che, secondo l’autore stesso, cominciò con un gran numero di lettere. «Tra marzo, quando ci siamo incontrati, e maggio, quando ci siamo laureati, avremo scritto 100 lettere d’amore o forse 150», affermò Sparks nel 2014. Infine, gli amanti si sposarono nel 1989, un anno dopo il loro primo incontro.

Sparks ha sempre voluto scrivere. Fu infatti sua madre che, durante un periodo di convalescenza, lo spinse a scrivere il suo primo romanzo. Eppure, dato che non aveva molta esperienza, lo scrittore fu rifiutato da numerosi editori e fu costretto a lavorare come cameriere, venditore di immobili e venditore di farmaci. Nonostante questo, Sparks non ha mai smesso di cercare di creare letteratura e nel 1993 iniziò a scrivere quello che sarebbe stato il suo primo grande successo: Le pagine della nostra vita, una storia d’amore ispirata alla relazione dei suoi nonni.

«Ho scritto il mio primo romanzo a 19 anni e il secondo a 22. Nessuno di questi era buono. A 28 anni ho scritto Le pagine della nostra vita. Leggo una media di 100 libri all’anno e spesso mi chiedo cosa fa funzionare una buona storia. Allora perché Le pagine della nostra vita era molto meglio dei miei primi due romanzi? Non lo so. Dirò che è stato il primo romanzo in cui ho cercato di scrivere bene, invece di limitarmi a scrivere. A 28 anni ero più maturo che a 19 o 22» affermò Sparks qualche anno fa.

Le pagine della nostra vita è stato pubblicato nel 1996 e si è rivelato un grande successo. Ma il miracolo non è avvenuto da solo: è stato il duro lavoro dell’agente Theresa Park, che si è fidata di Sparks quando nessun altro le aveva prestato attenzione. «Lavoravo come assistente in un’agenzia letteraria quando un collega mi portò una lettera che parlava di un romanzo intitolato Inverno per due. Ho detto: “Davvero? Amore tra anziani?” e ho chiesto a malincuore di vedere il manoscritto. Mi sono ritrovata affascinata ed emotivamente schiacciato da quel romanzo breve e ho chiesto a Sparks di riscrivere il libro. Gli ho anche chiesto di cambiare il titolo, e quando il libro era in uno stato in cui mi sentivo sicura a mandarlo ai miei editori, ho parlato con Nicholas e lui mi ha chiesto quanti romanzi avessi venduto. Ho detto nessuno, e lui ha detto: “Fantastico, sei il mio agente”», raccontò Park in un’intervista del 2016.

Da allora, Sparks e Park hanno formato una squadra, portando alla fama più di 20 romanzi.

Francesca Vannoni

Articolo adattato da: https://www.elmundo.es/loc/celebrities/2020/12/23/5fe2173921efa0f1568b4644.html

#LUXURYMOMENTS: #GLAMYTASTE

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Chicken Paella
The super-easy, super-healthy, super-smiley recipe for the new fresh year

Indications:
Serves: 2
Preparation time: 10 minutes
Cooking time: 50 minutes
Difficulty: Easy (single approved!)

Ingredients:
• ¼ teaspoon saffron threads
• 3 teaspoons olive oil
• 7 oz (about 200 g) boneless, skinless chicken breasts, cut into bite-sized pieces
• Sea salt and ground black pepper
• ½ small brown onion, diced
• 1 garlic clove, crushed
• 2 teaspoons sweet paprika
• 1 ¼ cups salt-reduced vegetable stock
• 4 ¼ oz (about 114 g) brown rice
• ½ medium red bell pepper, seeds removed and sliced
• 5 oz (about 142g) tinned crushed tomatoes
• 1 ¾ oz (about 54 g) frozen peas
• 2 teaspoons chopped fresh parsley
• 1 tablespoon pine nuts and lemon wedges, to serve

How to:
Place the saffron threads in a small bowl with 2 teaspoons of boiling water and set aside. Heat half of the oil in a large non-stick fry pan over medium heat. Add the chicken and cook for 5-6 minutes or until browned. Transfer to a heatproof bowl and set aside to rest. Season with salt and pepper, if desired.
Heat the remaining oil in the pan over medium heat. Add the onion and cook for 3-4 minutes or until soft and translucent. Add the garlic and cook for 1 minute, stirring frequently. Add paprika and cook for a further 2 minutes, stirring frequently.
Return the chicken to the pan, Add ½ cup of the stock and reduce the heat to medium-low. Simmer for 10 minutes or until almost all the liquid has been absorbed, stirring occasionally.
Add the peas and the remaining stock and simmer for further 5-8 minutes until the stock has been absorbed and the rice is tender. If the stock is all used and the rice is not ready, just add ½ cup of hot water at a time until all the rice is completely cooked. Stir through the parsley and pine nuts. Season with salt and black pepper, if desired.
To serve, place the chicken paella in two serving bowls. Serve with lemon wedges on the side.

Fanny Trivigno

Source:
Itsines K, (2016). “The Bikini Body: 28 -days healthy, eating & lifestyle guide”, St.Martin’s Press, 175 fifth avenue, New York (NY)

#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Cuba torna ancora una volta nella lista dei Paesi che il governo degli Stati Uniti considera sponsor del terrorismo. In Cina, in particolare ad Hong Kong, il virus Covid-19 è stato riscontrato in alcuni campioni di acqua raccolti dalle condutture fognarie di un’area della città. A Capo Verde, Luís Filipe Tavares rassegna le dimissioni da Ministro degli Affari Esteri e delle Comunità e Ministro della Difesa.

EUROPA

La tempesta Filomena ha paralizzato gran parte della Spagna comportando almeno 4 decessi, un grande caos in più città, con Madrid in testa, oltre alla chiusura dell’aeroporto di Barajas, così scrive Lavanguardia. La tempesta ha provocato il decesso di due uomini nella Comunità di Madrid, uno sepolto dalla neve nella città di Zarzalejo e un altro per un arresto cardiorespiratorio nel quartiere di Carabanchel della capitale. Inoltre, a Malaga, un uomo e una donna sono deceduti dopo che il veicolo su cui viaggiavano è stato spazzato via dall’acqua mentre stavano per attraversare il fiume Fuengirola, a Mijas. La tempesta ha provocato notevoli problemi di traffico e nel primo pomeriggio si registravano 133 strade tagliate e in 20 strade principali è stato necessario utilizzare catene, tra cui tutta la Comunità di Madrid.

È la più grande nevicata dal 1971, una situazione che ha lasciato molteplici incidenti, ma anche immagini inedite con persone che sciano per alcune delle sue strade principali come il Paseo de la Castellana. 70 veicoli e 150 soldati dell’Unità Militare di Emergenza (UME) si sono dedicati a lavori di soccorso e assistenza a fronte degli effetti della tempesta a Madrid.

Gli ospedali pubblici della capitale hanno nuovamente fornito posti letto ai pazienti, che dovevano essere dimessi oggi, e alcuni professionisti hanno raddoppiato i turni per l’impossibilità dei relè di arrivare, riferiscono fonti della Comunità di Madrid. La nevicata ha lasciato numerose case nella comunità senza acqua, a causa del gelo delle tubature, senza elettricità e senza riscaldamento con temperature esterne sotto lo zero.

A.C

In Belgio, nonostante la recente diminuzione del numero di decessi legati al Covid-19 (- 21,3%) e l’inferiorità dell’indice Rt all’1%, la curva dei contagi continua a salire. Nell’ultima settimana la diffusione del virus ha subito un raddoppio in tutto il Paese, all’infuori della Comunità germanofona. Tra le zone maggiormente colpite si annoverano i comuni di Ixelles, Etterbeek e Bruxelles nei quali vive una popolazione internazionale, particolarmente incline a viaggiare. Il portavoce interfederale, Yves Van Laethem, ha annunciato la possibilità di un’ulteriore impennata della curva dei contagi nelle settimane a venire ed ha inoltre dichiarato che il tasso di mortalità registrato in Belgio nel corso del 2020 è stato il più elevato in assoluto dal 1918 (Le Soir).

La pandemia ha avuto molteplici ripercussioni, compresa la dispersione scolastica. Infatti, come riportato da La Libre, le assenze ingiustificate sono aumentate soprattutto nelle scuole della Federazione Vallonia-Bruxelles dove, nell’arco di un anno, si è passati da 5676 a 7838 studenti che nel mese di novembre avevano già superato il limite di assenze consentito e, in questo modo, il rischio di abbandono scolastico è particolarmente elevato e sempre più concreto.

Un articolo riguardante le conseguenze negative del coronavirus appare anche su RTL Info. Nello specifico si dice che l’emergenza sanitaria sembra aver accentuato l’aggressività alla guida, principalmente in Vallonia. Un sondaggio realizzato dall’istituto Vias evidenzia che fra i disagi alla mobilità durante la pandemia, oltre alla paura di utilizzare i mezzi pubblici, spicca l’aggressività di molti utenti al volante, la quale si può però spiegare con il fatto che alcuni conducenti guidano più velocemente quando il traffico è meno intenso, come nel caso del periodo di quarantena.

Sempre su RTL Info vi è un articolo, in parte inerente alla sfera sanitaria, su una nuova start-up a marchio belga, il cui scopo è consentire agli anziani di continuare a vivere autonomamente. Si tratta di Nobi, una lampada dotata di intelligenza artificiale che aiuta le persone in caso di caduta (secondo l’OMS un over 65 su 3 cade almeno una volta all’anno risultando, nel 66% dei casi, gravemente ferito). Nel concreto, la lampada individua l’anziano che è caduto, avverte i parenti e, se necessario, i soccorsi, ma è altresì in grado di: aprire le porte, monitorare la qualità dell’aria, rilevare incendi e furti ed effettuare telefonate.

In quanto alle notizie provenienti dall’estero, quella relativa all’assalto al Congresso americano è senza dubbio la più significativa. Le Soir scrive che l’episodio, avvenuto a Washington lo scorso 6 gennaio, è la dimostrazione che perfino le più grandi democrazie sono fragili e devono essere protette. Inoltre, riporta le parole di Jean-Marc Nollet, co-presidente del partito Ecolo, il quale ricorda che in Belgio la democrazia è ugualmente fragile, pertanto va difesa attraverso strumenti quali: istruzione, informazione di qualità, assistenza sociale e aiuti agli investimenti.

C.A.

La scorsa domenica è iniziata la campagna per le elezioni presidenziali in Portogallo, con la maggioranza dei candidati a concentrare le azioni al mattino, prima del coprifuoco domestico alle 13:00, a causa della pandemia di Covid-19. La “caccia al voto” è iniziata alle 10:30, scrive O Pais. Il presidente della Repubblica e candidato alla sua rielezione, Marcelo Rebelo de Sousa, non ha attività di campagna in programma fino al 18 di questo mese, essendo in quarantena, a seguito del contatto avvenuto con una persona contagiata dal coronavirus.

A.C.

In Gran Bretagna, la pandemia ha intensificato i problemi a cui il sistema giudiziario, cronicamente sotto finanziato, era già esposto. Negli ultimi dieci anni il ministero della giustizia ha subito più tagli rispetto a qualsiasi altro dipartimento di Whitehall, perdendo oltre un quarto del suo budget. Persino il Lord Chief Justice, Lord Burnett di Maldon, ha parlato dello stato fatiscente dei tribunali. Per i tribunali della famiglia e in particolare i tribunali penali, dove le persone devono presenziare l’udienza per fornire testimonianze, proseguire nel lavoro durante il regime di lockdown è stato particolarmente arduo. Ciò che esaspera molti procuratori, avvocati e giudici del sistema di giustizia penale è che centinaia di edifici giudiziari sono stati svenduti in un momento in cui i tagli alla polizia e ai pubblici ministeri possono aver scoraggiato il lavoro dei presidi di giustizia. Piuttosto che affrontare l’arretrato quando i tassi di criminalità sono diminuiti, il servizio delle corti e dei tribunali di Sua Maestà ha implementato politiche di risparmio su piccola scala, limitando i giorni delle sedute dei giudici e causando un accumulo di arretrato significativo ancor prima che la pandemia colpisse. Ora nel pieno dell’emergenza, rivela il Guardian, le corti vengono istituite frettolosamente al fine di colmare i deficit di udienze condotte mediante misure di distanziamento sociale. Il comitato ristretto per la giustizia dei Comuni, presieduto dal parlamentare conservatore Sir Bob Neill, ha individuato con precisione le carenze e l’impatto disastroso dei tagli all’assistenza legale sull’accesso alla giustizia. Le soglie di diritto al patrocinio a spese dello Stato nei procedimenti penali non sono state aggiornate da anni, il che significa che il numero di imputati non rappresentati è in aumento. Le tariffe per i casi di assistenza legale, dopo anni di congelamento, sono state leggermente aumentate pur con riluttanza. Gli avvocati penalisti abbandonano la professione perché non è più redditizia. Gruppi per i diritti civili ed ex giudici si sono ulteriormente allarmati per l’indebolimento dello stato di diritto da parte di Boris Johnson attraverso il suo disegno di legge sul mercato interno. Il finanziamento è alla radice di molti dei problemi del sistema giudiziario. L’ultimo manifesto elettorale del Partito Labourista ha promesso assistenza legale per servizi di consulenza, l’interruzione di ulteriori chiusure dei tribunali e il reclutamento di centinaia di avvocati comunitari. Tuttavia, la ricerca di un consenso politico per il finanziamento del sistema giudiziario rimane ancora sfuggente.

L.D.

Il 7 gennaio in Russia i cristiani ortodossi hanno festeggiato il Natale ortodosso. Il presidente Putin ha fatto gli auguri di Buon Natale con un messaggio incentrato sulla gentilezza e sull’amore e, come riporta il sito web del Cremlino, alla vigilia il presidente ha partecipato a un servizio presso la chiesa di San Nicola Taumaturgo, sull’isola di Lipno sul lago Ilmen.

Per quanto riguarda questioni relative all’economia, secondo quanto riporta Russian.rt, l’8 gennaio il Consiglio dei Ministri si è riunito per determinare l’entità del minimo di sussistenza nel 2021 e, durante questa riunione, il capo del governo russo Mišustin ha firmato un decreto mirato a definire il valore del minimo di sussistenza nel 2021 a 11.653 rubli, scrive Ria.ru. Dal 2021 il costo della vita viene fissato immediatamente per un anno e non per un quarto, come avveniva prima. Il valore è determinato in base al reddito pro capite mediano del Paese e viene utilizzato per valutare i bisogni dei cittadini quando si forniscono una serie di misure di sostegno statale. Nella Federazione sono entrate in vigore anche delle nuove regole per il controllo delle transazioni in contanti, riferisce Iz.ru. Domenica 10 gennaio, infatti, sono entrati in vigore gli emendamenti alla legge federale “sulla lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo” che rafforzano il controllo sulle transazioni russe, in contanti e non. Ora le informazioni sul prelievo o sull’accredito di contanti superiori a 600 mila rubli saranno trasferite a Rosinformmonitoring, riporta Gazeta.ru. Saranno inoltre controllati i trasferimenti postali superiori a 100 mila rubli, il ritorno di fondi dai conti degli operatori di telecomunicazioni per lo stesso importo e, contemporaneamente, lo stato sta cercando di normalizzare la situazione e combattere i programmi finanziari fantasma, oltre ai funzionari corrotti e gli evasori fiscali.

Tra i vari impegni del presidente, l’11 gennaio c’è stato un incontro con il presidente dell’Azerbaigian Aliyev e il primo ministro dell’Armenia Pashinyan e le dichiarazioni alla stampa sono state riportate sul sito del Cremlino. L’incontro è avvenuto alla vigilia di un’altra riunione tenutasi il 10 gennaio sulle questioni relative all’insediamento del Nagorno-Karabakh e alla situazione nel Caucaso meridionale, riferisce sempre il Cremlino. I leader di Azerbaigian, Armenia e Russia hanno firmato una nuova dichiarazione congiunta esprimendo molta fiducia nella risoluzione delle divergenze, così riporta Iz.ru. Il gruppo di lavoro formerà un elenco delle principali aree di attività, compresi i piani per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e dell’economia del Nagorno-Karabakh. Tuttavia, nonostante gli accordi raggiunti, i colloqui al Cremlino si sono svolti in un’atmosfera molto tesa e, di conseguenza, la situazione resta molto fragile. Secondo il Cremlino, il 12 gennaio il presidente Putin ha incontrato il ministro dell’Istruzione Kravcov per discutere sulle questioni relative all’utilizzo del formato di apprendimento a distanza nella scuola russe. Secondo il ministro, la Russia è riuscita a formare un efficace sistema di istruzione a distanza sullo sfondo di una pandemia, creando un ambiente educativo digitale che completa l’istruzione tradizionale e risponde alle sfide che il 2020 ha posto. Inoltre, il ministro ha annunciato che grazie a dei finanziamenti verranno costruite altre 500 scuole nel Paese.

Spostando l’attenzione sui rapporti con altri Paesi, la Russia è stata invitata all’inaugurazione del nuovo presidente degli Stati Uniti Joseph Biden, così riporta la Gazeta.ru. L’ambasciatore russo Antonov parteciperà alla cerimonia, che si svolgerà il 20 gennaio sui gradini del Campidoglio, nonostante inizialmente la rappresentanza di altri Paesi all’inaugurazione americana non era prevista a causa del coronavirus. Una notizia particolare arriva invece dall’Estonia: secondo un articolo di Ria.ru, il primo ministro estone Juri Ratas si è opposto alla proposta-iniziativa dell’opposizione di sottoporre a referendum la possibile adesione dell’Estonia alla Russia, affermando che l’indipendenza e la sovranità dell’Estonia sono eterne e inalienabili. In precedenza, secondo quanto riportato da Gazeta.ru, i parlamentari del Partito riformista dell’opposizione avevano proposto di modificare il disegno di legge su un referendum sul matrimonio (il matrimonio visto esclusivamente come unione di un uomo e una donna) e di aggiungere la questione dell’adesione dell’Estonia alla Russia. Hanno però spiegato che volevano sottolineare l’assurdità dell’intero voto, in cui a loro avviso a ciascuna delle domande dovrebbe essere risposto “no” e i parlamentari dell’opposizione hanno poi ritirato la loro iniziativa.

Per quanto riguarda la possibilità di tornare a viaggiare, al momento è tutto bloccato. Secondo quanto riporta Gazeta.ru, l’emissione di visti elettronici per entrare in Russia, una importante novità introdotta nel 2020, avrebbe dovuto iniziare il primo gennaio 2021, ma è stata sospesa a causa della nuova ondata della pandemia al fine di prevenire la diffusione di un nuovo tipo di coronavirus nel Paese. In più, anche il traffico aereo tra Russia e Gran Bretagna è sospeso fino al primo febbraio, riporta Vesti.ru. Per prevenire la diffusione del nuovo contagio da coronavirus, il Paese ha prorogato la sospensione dei voli con la Gran Bretagna, sospesi già dal 22 dicembre, nonostante quanto affermato dal capo del Rospotrebnadzor Anna Popova il ceppo britannico era già stato portato in Russia. Sulla situazione coronavirus c’è una buona notizia: secondo un articolo di Vesti.ru negli ultimi giorni del 2020 e nei primi del 2021 c’è stata una diminuzione del numero di casi di Covid-19 e il tasso di incidenza giornaliero è passato da 19,9 a 15,6 per 100 mila abitanti. Sono le dichiarazioni di Anna Popova, secondo la quale la situazione della diffusione del coronavirus nel Paese si sta finalmente, piano piano, stabilizzando. Sempre Vesti.ru informa che il 23% dei letti destinati ai pazienti infetti da coronavirus è disponibile, quindi la situazione risulta sotto controllo.

S.P.

AFRICA

In Angola, il ministro dell’Energia e dell’Acqua, João Baptista Borges, ha presentato le sue dimissioni a seguito delle denunce in Portogallo sul suo presunto coinvolgimento in un reato di riciclaggio di denaro, scrive rfi. Il ministro è stato più volte accusato da sindacalisti legati al settore energetico e idrico di essere coinvolto nella commercializzazione illecita dell’acqua nelle cisterne dei quartieri di Luanda, anche tramite familiari.

A.C.

A Capo Verde, Luís Filipe Tavares ha rassegnato le dimissioni da Ministro degli Affari Esteri e delle Comunità e Ministro della Difesa, scrive rfi. Il governo non procede con la motivazione della partenza di Luís Filipe Tavares dall’esecutivo di Ulisses Correia e Silva, ma alcuni giornali credono che sia per causa della nomina dell’imprenditore portoghese César do Paço alla carica di console onorario di Capo Verde in Florida; questo perché la stampa portoghese indica l’imprenditore portoghese César do Paço come “criminale” e sponsor del partito di estrema destra “Chega” contro gli emigranti. Le dimissioni di Luís Filipe Tavares al potere sono avvenute nel preciso momento in cui il presidente capoverdiano ha annunciato la data delle elezioni legislative per il 18 aprile e le elezioni presidenziali per il 17 ottobre 2021.

A.C.

In data 8 gennaio alcuni esponenti del Governo di Accordo Nazionale (GNA) libico si sono recati ad Ankara per richiedere il sostegno della Turchia al fine di risolvere i problemi relativi alla sicurezza e alla forte instabilità della Libia. Secondo quanto riportato da Al-Jazeera, il ministro dell’Interno Fathi Bashagha ha dichiarato che il Paese necessita dell’aiuto sia della Turchia sia del nuovo governo americano, diretto da Joe Biden, al fine di risolvere il conflitto contro le milizie del generale Haftar ed eliminare dal Paese il terrorismo e il traffico di esseri umani. Il governo libico ha infatti ordinato la deposizione delle armi, monitorata attraverso severe misure di sicurezza, e la Turchia ha acconsentito a cooperare con le autorità, difendendo i propri interessi all’interno del Paese. Le Nazioni Unite si sono dimostrate preoccupate del coinvolgimento del Paese turco nella risoluzione del conflitto, poiché i forti interessi economici potrebbero risultare un impedimento agli obiettivi di pacificazione. Bashagha si è appellato al presidente americano, sottolineando il fatto che l’ex-presidente Trump avesse remato contro il GNA in diverse occasioni in passato ed esprimendo la sua speranza nel fatto che gli Stati Uniti possano ricoprire un ruolo fondamentale nella risoluzione del conflitto.
Nello stesso giorno si è tenuto un incontro a Roma tra il presidente del consiglio libico Fayez As-Sarraj ed il premier italiano Giuseppe Conte per rinnovare l’impegno dell’Italia in sostegno del governo libico. As-Sarraj ha ribadito l’importanza della collaborazione italiana per migliorare la condizione del Paese nel pieno di una crisi che perdura ormai da anni. Come spiega Al-Quds al-Arabi, dall’inizio del conflitto si sono registrati numeri estremamente alti di morti e feriti principalmente a causa della guerra, ma dovuti anche all’immigrazione clandestina e al terrorismo.

S.B.

MEDIO ORIENTE

La giornata del 10 gennaio ha segnato l’apice della ripresa delle proteste presso la città di Nassiriya, nel governatorato di Dhi Qar a sud dell’Iraq. Secondo quanto affermato nell’articolo di Al-Quds al-Arabi, le manifestazioni sono state caratterizzate da un’estrema violenza che ha causato due vittime, tra queste un poliziotto, e 45 feriti. I manifestanti sembrano aver occupato le vie del centro della città e tentato di impedire l’accesso alle autorità attraverso l’utilizzo di pneumatici in fiamme. Come riporta il giornale Al-Khaleej, le forze dell’ordine hanno risposto sparando in aria proiettili di gomma e lanciando gas lacrimogeni. Da parte del comando della polizia è stato espresso un forte invito rivolto ai manifestanti con l’obiettivo di porre fine a questi atti di violenza e cercare un dialogo per risolvere i problemi che affliggono i cittadini. Tuttavia, le richieste da parte del popolo iracheno sono chiare: l’assoluzione degli attivisti recentemente arrestati in occasione di precedenti manifestazioni, il miglioramento della sicurezza e maggiori opportunità lavorative per i più giovani profondamente colpiti dal problema della disoccupazione.

S.B.

AMERICA

Come riportato in tutti i giornali ed in particolar modo nel New York Times, il 6 gennaio 2021 è diventata una di quelle date che il popolo americano non dimenticherà facilmente, poichè durante quel giorno la sede del congresso degli USA, ossia il Campidoglio ha subito un attacco da parte dei sostenitori di Trump. Mentre i manifestanti allagavano i terreni per mettere in atto la loro protesta contro la vittoria del presidente eletto Biden, la polizia del Campidoglio ordinava l’evacuazione dagli uffici di Capitol Hill. Sui social media sono stati postati migliaia d​i video in cui venivano mostrate centinaia di persone che superavano le barriere di recinzione e si scontravano con gli ufficiali. La rappresentante Nancy Mace, repubblicana della Carolina del Sud, ha postato un messaggio su Twitter in cui condivideva un video del caos scrivendo: “Questo è sbagliato. Questo non è quello che siamo. Oggi ho il cuore spezzato per la nostra nazione”. La polizia ha sparato quelle che sembravano granate esplosive, le quali tuttavia non sono bastate per far disperdere i manifestanti poiché questi ultimi hanno continuato ad applaudire e gridare: “Questa è casa nostra”. “Non riconosco il nostro Paese oggi e i membri del Congresso che hanno sostenuto questa anarchia non meritano di rappresentare i loro concittadini americani”, ha detto la rappresentante Elaine Luria, democratica della Virginia. Per far fronte a tutto questo il governo degli Stati Uniti ha deciso di tenere una riunione speciale nella quale decidere se mettere sotto accusa il presidente Trump, almeno in base a quanto riportato dal New York Times. Nello specifico, i membri della Casa Bianca si riuniranno mercoledì per votare e decidere definitivamente se accusare o meno il presidente Trump di “incitamento alla violenza contro il governo degli Stati Uniti”. L’articolo di impeachment che i Democratici hanno introdotto lunedì ritiene Trump responsabile dell’attacco al Campidoglio in quanto il popolo crede che sia stato lui ad innalzare la folla contro Capitol Hill. I danni che hanno seguito il tragico avvenimento del 6 gennaio includono l’uccisione di un ufficiale della polizia, l’irruzione negli uffici dei legislatori e il furto di proprietà federali. Se Donald Trump verrà condannato dal senato perderà anche la possibilità di ricoprire una carica presidenziale in futuro. I membri della Camera si riuniranno alle 9 per iniziare il dibattito sulla risoluzione dell’impeachment. Secondo il New York Times, di fronte all’ascesa di questo terrorismo interno il presidente eletto Biden ha deciso di predisporre due incarichi che durante l’amministrazione Trump erano quasi scomparsi. Stiamo parlando di un consigliere per la sicurezza nazionale, il cui compito è quello di gestire vari temi tra cui estremismo, pandemie e disastri naturali, e di un primo vice consigliere per la sicurezza nazionale legata alla tecnologia informatica ed emergente. Il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca sarà Elizabeth Sherwood-Randall, assistente di lunga data di Biden. Per quanto riguarda invece il complesso compito di rafforzare la cyber security Biden ha ritagliato un ruolo per Anne Neuberger, funzionario emergente della National Security Agency. Prese insieme, le due nomine mostrano come Biden sia determinato a ricostruire un apparato di sicurezza nazionale che i critici dell’amministrazione Trump dicono sia appassito negli ultimi quattro anni. Il nuovo team della Casa Bianca si concentrerà sulle minacce che stavano colpendo gli Stati Uniti anche prima che la pandemia da coronavirus riordinasse le sfide della nazione. I funzionari della transizione affermano che la signora Sherwood-Randall e la signora Neuberger avranno nuovi poteri per convocare funzionari di tutto il governo al fine di affrontare le minacce emergenti. Entrambi dovrebbero iniziare il loro lavoro il 20 gennaio, poiché nessuna delle due posizioni richiede la conferma del Senato. La signora Sherwood-Randall dovrà supervisionare gli sforzi per contenere i gruppi di destra che hanno assediato il Campidoglio la scorsa settimana e la signora Neuberger dovrà affrontare le conseguenze della più snervante cyber breach che ha colpito il governo federale, dovrà aiutare Biden a mantenere la promessa fatta al popolo, la promessa secondo cui gli hacker che hanno fatto parte della recente intrusione pagheranno un prezzo. Il pericolo nazionale derivato dagli ultimi atteggiamenti di Trump non è sicuramente passato inosservato alle aziende tecnologiche. Secondo il New York Times gli account social dell’ex presidente sono stati bloccati, nello specifico YouTube è stata l’ultima società tecnologica a impedire al presidente Trump di pubblicare online, dopo Twitter, Facebook e altri. YouTube ha dichiarato martedì di aver sospeso il canale del presidente Trump a causa della preoccupazione per la sua potenziale e continua violenza ed ha anche affermato che avrebbe disabilitato a tempo indeterminato tutti i commenti sul suo profilo, mentre i video più vecchi che non violavano alcuna norma sarebbero rimasti attivi. Anche Twitter ha bloccato l’account del presidente Trump privandolo della sua piattaforma social preferita, dove aveva oltre 88 milioni di follower. Invece Facebook ha sospeso il presidente da Instagram almeno fino alla fine del suo mandato. Altri siti, come Snapchat, Reddit e Twitch, hanno continuato a bloccare Trump. Dunque, la maggior parte delle aziende tecnologiche hanno colto la necessità di limitare i comportamenti che incitano alla violenza limitando la loro facile condivisione.

A.B.

Ford Motor Company ha annunciato lo scorso lunedì  un’importante riprogettazione dell’attività nelle sue operazioni in Brasile, scrive il Jornal Nacional. Il gigante dell’industria automobilistica ha riferito in una dichiarazione che smetterà di produrre modelli sudamericani nel paese, ma manterrà gli uffici centrali nella regione, dove continuerà a operare attivamente. La società cesserà immediatamente la produzione negli stabilimenti di Camaçari (Bahia) e Taubaté (San Paolo), proseguendo per alcuni mesi con la produzione di alcune parti a supporto delle scorte per servire il mercato della sostituzione. L’impianto Troller di Belo Horizonte continuerà a funzionare fino al quarto trimestre del 2021. La misura rappresenta un duro colpo per l’industria automobilistica brasiliana. Per questo motivo, Ford ha detto che inizierà a lavorare con i sindacati e “altri partner chiave per sviluppare un piano giusto ed equilibrato” al fine di mitigare gli impatti della fine della produzione. Il Ministero dell’Economia ha dichiarato che la decisione della casa automobilistica va contro la forte ripresa osservata nella maggior parte dei settori industriali del paese.

A.C.

Infobae riporta che l’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha stabilito lo scorso martedì “un uso della forza inutile ed eccessivo” della polizia durante le proteste di novembre contro la nomina di Manuel Merino a presidente del Perù e, di conseguenza, gli standard internazionali dei diritti umani sono stati violati.

La missione, che ha svolto le sue indagini a Lima dal 17 al 22 novembre, ha evidenziato tra le altre conclusioni che gli agenti di polizia non hanno fatto distinzione tra i manifestanti pacifici, che hanno costituito la maggior parte delle proteste, e una minoranza che avrebbe agito in modo violento. Il rapporto dell’ufficio delle Nazioni Unite, che ha intervistato vittime e testimoni di questi eventi, afferma che la polizia ha sparato pallini con fucili calibro 12 e cartucce di gas lacrimogeni direttamente sul volto e sulle parti superiori del corpo dei manifestanti “indiscriminatamente e a distanza ravvicinata” registrando il ​​14 novembre 2 decessi.

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha ricordato che la forza letale può essere utilizzata solo per affrontare una minaccia imminente di morte o lesioni gravi e che tali armi dovrebbero essere utilizzate solo in situazioni in cui misure meno dannose sono chiaramente inefficaci per affrontare una possibile minaccia.

Il rapporto ha anche rilevato che gli agenti di polizia in borghese non si sono identificati come tali quando hanno effettuato gli arresti, in violazione degli standard internazionali. Inoltre, diverse persone intervistate hanno descritto di essere trattenute in condizioni degradanti e antigieniche, e d’altra parte, 10 di loro hanno affermato di aver subito abusi fisici e altri 8 di natura psicologica.

“Spero davvero che le autorità, sia al governo che al Congresso, adottino le misure necessarie per garantire che gli organi incaricati di far rispettare la legge si comportino in conformità con le norme internazionali e gli standard dei diritti umani”, ha concluso Bachelet. L’ufficio da lui diretto ha chiesto, alla luce dei risultati del rapporto, di modificare la legge peruviana sulla protezione della polizia in conformità con le norme e gli standard internazionali, compreso il principio di proporzionalità, e di abrogare l’esenzione di responsabilità per gli agenti di polizia che causano decessi o feriti.

A.C.

Cuba è ancora una volta nella lista dei Paesi che il governo degli Stati Uniti considera sponsor del terrorismo, scrive il BBC News.

“Il Dipartimento di Stato ha designato Cuba come uno Stato sponsor del terrorismo per aver fornito ripetutamente sostegno ad atti di terrorismo internazionale garantendo un rifugio sicuro ai terroristi”, ha annunciato in una dichiarazione il Segretario di Stato Mike Pompeo.

Nel 2015, l’ex presidente Barack Obama aveva rimosso Cuba dalla lista in cui si trovava dal 1982 in quello che fu un passo importante nel “disgelo” che un anno dopo avrebbe portato i due Paesi a riprendere le loro relazioni diplomatiche.

Per fornire una giustificazione legale, Pompeo ha sottolineato il rifiuto di Cuba di estradare membri dell’Esercito di liberazione nazionale (ELN) della Colombia a seguito di un attentato dinamitardo nel gennaio 2019 a un’accademia di polizia di Bogotá in cui sono decedute 22 persone.

Il Segretario di Stato ha parlato anche dell’alleanza di Cuba con il Venezuela, dove gli Stati Uniti promuovono un cambio di governo. Secondo Pompeo, il sostegno dell’isola consente al presidente Nicolás Maduro di rimanere al potere e creare “un ambiente permissivo per i terroristi internazionali per vivere in Venezuela”. Tuttavia, il Paese sudamericano non è compreso nell’elenco. La decisione di inserire Cuba nella lista delle sole Corea del Nord, Iran e Siria (dopo che il Sudan se ne è andato dopo aver riconosciuto lo stato di Israele) potrebbe essere annullata da Joe Biden quando assumerà la presidenza il 20 gennaio. In effetti, il nuovo presidente degli Stati Uniti potrebbe rimuovere Cuba dalla lista dei Paesi sponsor del terrorismo, ma non sarà immediato, poiché il Dipartimento di Stato dovrebbe effettuare una revisione formale del provvedimento.

A.C.

ASIA

Sembra che in Cina, nello specifico nelle acque di Hong Kong, il virus continui a persistere, in base a quanto riportato dall’Asia Times. In particolare, il virus Covid-19 è stato trovato in alcuni campioni raccolti dalle condutture fognarie in un blocco residenziale di Hong Kong dieci giorni dopo che tra i residenti sono emerse cinque persone positive. La polizia, i funzionari dell’immigrazione e della dogana cercheranno di trovare la fonte delle infezioni da Covid-19. Il Dipartimento della Salute ha emesso un avviso di test antivirus obbligatorio ai residenti della Fung Chak House a Kowloon. Chiunque fosse stato nell’edificio tra il 15 e il 28 dicembre dovrà fare il test entro sabato. Sembra che alcuni pazienti non siano risultati positivi durante il primo ciclo di test ma solamente perché erano nelle prime fasi di infezioni, questi pazienti però hanno continuato a vivere nell’edificio con il rischio di aver contaminato anche le acque con il virus. La scorsa settimana in città sono stati registrati 296 casi, il 27% dei quali irrintracciabili. Inoltre, circa il 26% di tutti i pazienti erano asintomatici, creando quindi il rischio di aumento e rimbalzo improvviso dei casi. Il pubblico è stato esortato a rimanere vigile in merito alle regole di distanziamento sociale. A breve i cittadini dovrebbero ricevere kit di test dagli uffici postali, dalle stazioni MTR e dalle strutture dell’Autorità Ospedaliera. Il Centro per la protezione della salute ha detto che mercoledì sono stati registrati 33 casi, quattro importati e 29 infezioni locali. Dei pazienti locali, cinque non avevano una fonte nota, tra questi due pensionati, un disoccupato, un operaio a Tuen Mun e una donna delle pulizie. Giovedì più di 30 persone sono risultate positive in via preliminare. Martedì, il numero di nuovi casi è sceso a 25, il più basso in quasi sette settimane. Cinque casi non avevano una fonte nota. Questi includevano un lavoratore domestico, un venditore e un autista di autobus. Oggi, la provincia cinese di 37 milioni di abitanti sta dichiarando l’emergenza. Questo è quanto emerso dall’ Asia Times. Più di 20 milioni di persone sono in una qualche forma di blocco nelle regioni settentrionali del Paese. Una provincia cinese di oltre 37 milioni di persone ha dichiarato mercoledì lo stato di emergenza necessario a spegnere una manciata di casi di Covid-19. La Cina aveva in gran parte tenuto sotto controllo il coronavirus sin dalla sua comparsa a Wuhan alla fine del 2019, ma nelle ultime settimane ha vissuto un aumento di casi, provocando blocchi localizzati, restrizioni di viaggio immediate e test diffusi su decine di milioni di persone. Mercoledì, il governo dell’Heilongjiang nord-orientale – con una popolazione di 37,5 milioni di persone – ha dichiarato lo stato di emergenza. Ai residenti è stato detto di non lasciare la provincia se non strettamente necessario e di annullare le conferenze ed i raduni già programmati.

A.B.

Rassegna stampa a cura di:
Alessandra Semeraro (responsabile inglese, cinese, portoghese, arabo)
Alissa Bianconi & Livio D’Alessio (lingua inglese)
Alissa Bianconi (lingua cinese)
Angelica Chimienti (lingua portoghese)
Sabrina Blasi (lingua araba)
Veronica Battista (responsabile spagnolo, tedesco, francese, russo)
Angelica Chimienti (lingua spagnola)
Chiara Andreucci & Chiara Roberto (lingua francese)
Simona Piergiacomo (lingua russa)
Claudia Lorenti (coordinatrice del progetto)

#UNINTSpeechPressReview

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Perché essere creativi fa bene

Qual è la chiave della creatività e come aiuta la nostra salute mentale? Beverley D’Silva parla con Julia Cameron, autrice di The Artist’s Way, e con altri di “flusso”, paura e curiosità.

La creatività, secondo Maya Angelou, è un pozzo senza fondo: «Più la usi, più ne hai», racconta l’autrice. «La creatività è l’intelligenza che si diverte» è una frase spesso attribuita a Einstein. Sappiamo che la creatività è viva in tutti i campi della vita, dalla medicina all’economia e all’agricoltura. Ma la parola (che deriva dal latino “creare”, “fare”) è più spesso associata alle arti e alla cultura, e si crede sia apparsa per la prima volta nell’opera letteraria del XIV secolo, The Canterbury Tales di Geoffrey Chaucer.

«La creatività è l’ordine naturale della vita. La vita è energia, pura energia creativa» è il primo dei 10 princìpi fondamentali che si trovano nella guida creativa più venduta di Julia Cameron, The Artist’s Way. L’autrice dichiara alla BBC Culture che «la creatività è, ai miei occhi, un’esperienza spirituale». Per Cameron non esiste una élite creativa, siamo tutti creativi. Dopo aver iniziato a lavorare come sceneggiatrice (continuando a scrivere romanzi, poesie e canzoni), adesso il suo lavoro è quello di insegnare alle moltissime persone provenienti da tutti i campi creativi che si rivolgono a lei, come per esempio artisti che spesso sono ostacolati dai demoni dell’autodeterminazione e dell’autocritica o che affermano di non aver tempo né talento.

«Molte persone bloccate, che hanno personalità piuttosto forti e creative, sono state portate a sentirsi colpevoli dei propri punti di forza e dei propri talenti», spiega. La sua prescrizione per una pronta guarigione creativa è quella di scrivere alcune “pagine del mattino”, tre pagine come flusso di coscienza. Le pagine «sviluppano la nostra creatività e ci incoraggiano a credere nel nostro potenziale» commenta, aggiungendo che «non sono negoziabili».

Il nuovo libro di Cameron, The Listening Path: The Creative Art of Attention, rivisita gli strumenti proposti, aggiungendo quello delle passeggiate per trovare l’ispirazione. Il libro si concentra sull’ascolto degli altri, di sé, dell’ambiente, degli antenati e del silenzio. «Le persone mi chiedevano sempre come facessi a essere tanto produttiva. La mia risposta è: ascolto. E “ascolto” ciò che dovrei fare dopo».

L’intuizione e la «guida» che «viene da dentro», come ha dichiarato, hanno aiutato la scrittrice a rimanere sobria a partire dall’età di 29 anni, dopo le battaglie con l’alcol che ha vissuto. Senza la sobrietà, dice, avrebbe dovuto dire addio alla creatività.

Tuttavia, l’intelligenza creativa non è nulla senza una mente indagatrice. Isaacson, autore di una biografia di Leonardo da Vinci del 2017, basata su più di 7.000 pagine di libri di lavoro dell’artista, è stato interpellato dalla National Geographic per capire che cosa abbia reso Leonardo un genio. Egli ha identificato le ampie competenze dell’artista (come architetto, ingegnere e produttore teatrale) vitali per le incredibili realizzazioni.

«Ma la caratteristica distintiva», dice, «è stata la sua curiosità. Essere curioso di tutto… È così che si è spinto e ha imparato a essere un genio». Conclude: «Non potremo mai emulare l’abilità matematica di Einstein. Ma tutti possiamo cercare di imparare e di copiare la curiosità di Leonardo».

Marco Riscica

Fonti consultate:
https://www.bbc.com/culture/article/20210105-why-being-creative-is-good-for-you

#LUXURYMOMENTS: #LUXURYJUICE

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Climate week and LIFE 360:
The new initiatives by which LVMH carries out its environment-friendly principles and launches its new rallying cry
“BE THE CHANGE!”

“Be the change!”

With these words the famous luxury group LVMH has introduced the new environmental protection’s program: LIFE 360 (Initiatives For the Environment for the next 3,6 and 10 years). Through this initiative the Maison wants to create innovative work policies that could also be time sustainable.

Therefore, LVMH is carrying out highly ambitious environment-friendly principles by setting some climate goals. For instance, all group sites will use 100% renewable energy and will dispose of fossil-based virgin plastic in packaging by 2026. For the French company owned by the Arnault family, the environmental issue is therefore a topic of primary importance.

In particular, the most important LIFE 360 topics are:

Climate, biodiversity, creative circularity and transparency.

The aim of the program is to reduce the environmental pollution caused by LVMH.

The initiative was born, first of all, from the necessity to help the modern society to face the climate change and secondly, from the constraint to sensitize not only the customers, but also partner and employees.

The global expansion that characterizes the Maison, made possible for LVMH to organize a special online event in which 160.000 employees were involved, together with some well-known personalities of Fashion including creative directors, senior LVMH executives and members of different LVMH brands.

In detail, a climate week has been set up in which there was a chance to talk about the key topics of LIFE 360.

The event in question took place from 8-11 December. The various meetings included the exchange of ideas, doubts and suggestions that guests decided to share in order to play an active role in the realization of a more sustainable luxury environment. 

Over the four days of the climate week, different themes have been discussed in turn accompanied by several characters.

The first day has been dedicated to biodiversity.

From the meeting, it emerged that all LVMH brands are particularly worried about the prosperity of biodiversity since the latter also depends on the climate regulation. Nowadays, further increases in temperature could negatively affect the eco-system.

And if the situation does not improve over the next years, the eco-system deterioration could create devastating consequences for both humans and other animal or plant species.

The second day of the climate week concerned the carbon offsetting.

From the online discussion emerged that, in order to respect the trajectory set by the Paris Agreement, aimed at stabilizing global warming at under 2°C, greenhouse gas emissions must be brought to zero by the end of the 21st century.

The French group is constantly facing these environmental challenges.

In fact, carbon offsetting, related to boutiques and production sites, has already been reduced to 25%.

Moreover, LVMH is focusing its efforts on emissions that do not come directly from manufacturing, but they come from other links in the product lifecycle – sourcing of raw materials, transport to stores or customers, etc.

Moving on with our week, only during the third day there has been a focus on the specific position of the luxury within environmental pollution.

In this regard, Antoine Arnault, LVMH communications manager, claimed that they are not a fashion group, but instead, they represent a luxury group.

And this is the reason why the holdings are far from the world’s most polluting industry.

In fact, LVMH carbon footprint represents under 0.5% of the total carbon emissions of the fashion industry. The luxury sector, therefore, acts for the fashion industry’s most sustainable segment.

The Group brought together four Creative Directors from its Maisons – Felipe Oliveira Baptista, Creative Director of Kenzo, Kim Jones, Dior Men’s Creative Director, Jonathan Anderson, Creative Director of Loewe and Stella McCartney, Creative Director of her eponymous brand. These Ceos created their sustainable luxury’s vision by using different strategies; for instance Jonathan Anderson created the upcycled collection Eye/Loewe/Nature, Stella McCartney built a strong relationship with Evrnu, a textile innovation company and Kenzo started a partnership with WWF.

Finally, the Climate Week’s success was also confirmed on the last day by the LIFE in Stores Awards. The recognition for the best initiatives that support progress and innovation, by increasing the environmental development, went to the following brands:

–Envelope Design and Energy Management: Louis Vuitton, Florence
–Lighting and Interior Design: Bvlgari, Milan Montenapoleone
–Interior Air Quality : Loro Piana, Munich
–Maintenance: Berluti, Paris Saint-Honoré
–Progression (special category) : Christian Dior

The climate week came to a close with these winners!

Sources:
https://www.lvmh.it/notizie-documenti/notizie/in-occasione-del-5-anniversario-dellaccordo-di-parigi-lvmh-mobilita-i-suoi-collaboratori-per-lanciare-una-nuova-strategia-ambientale/

https://www.lvmh.it/notizie-documenti/notizie/lvmh-climate-week-preservare-la-biodiversita-per-attenuare-i-cambiamenti-climatici/

https://www.lvmh.it/notizie-documenti/notizie/lvmh-climate-week-compensazione-delle-emissioni-di-carbonio-cambiamento-autentico-o-ecologismo-di-facciata/

https://www.lvmh.com/news-documents/news/lvmh-climate-week-can-the-fashion-industry-ever-be-sustainable/

https://www.lvmh.com/news-documents/news/lvmh-climate-week-culminates-with-spotlight-on-environmental-performance-at-stores/

#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Le prime campagne di vaccinazione contro l’incubo del Covid sono cominciate in vari Paesi d’Europa e del mondo, ma non senza diverse criticità e rallentamenti. In questo periodo di insicurezza ed instabilità, però, dall’Algeria arriva un segnale piuttosto positivo: la firma di sei nuovi emendamenti costituzionali, che secondo le parole del Presidente “costituiscono una pietra miliare per la costruzione di una nuova Algeria”. L’Australia, nel frattempo, sta valutando la possibilità di liberalizzare ancor di più i medicinali a base di Cannabis.

EUROPA

In Spagna, l’esecutivo di Isabel Díaz Ayuso ha ricevuto più di 3.300 milioni di euro dal fondo COVID-19 del governo centrale, il più grande trasferimento straordinario mai effettuato alle comunità, riporta El Paìs. Tuttavia, Madrid ha stanziato solo 17 milioni di euro, lo 0,5%, al ministero delle Politiche sociali, che gestisce residenze per anziani o aiuti alle persone a rischio di esclusione. Il Ministero delle Finanze, che ha effettuato la distribuzione, si scusa affermando che questi gruppi hanno beneficiato quest’anno di altri sostegni straordinari, ma fonti del settore dei servizi sociali ritengono che Madrid abbia perso un’opportunità per migliorare la vita dei più deboli. La capitale ha destinato i soldi del fondo COVID-19 a una moltitudine di investimenti, dal lavoro dell’ospedale Isabel Zendal (53,4 milioni fino a novembre), ai sussidi per federazioni e impianti sportivi, che richiedono 10,2 milioni di euro. Ayuso si è lamentato con il presidente Pedro Sánchez di discriminazione nella distribuzione di altri sussidi, ma la sua è la comunità che beneficia maggiormente di questo fondo, in quanto ha ricevuto 3.347 milioni; sopra la Catalogna, 3.165 milioni; Andalusia, 2.200 milioni e Valencia, 1.486 milioni.

A.C.

Nonostante l’avvento del nuovo anno, gran parte delle notizie pubblicate sulle principali testate giornalistiche europee riguarda ancora una volta il coronavirus.

Secondo quanto riportato da Le Monde e da Les Echos, in Francia la campagna di vaccinazione contro il COVID-19 prosegue a rilento e tra numerose critiche poiché, ad una settimana dal suo inizio, solo qualche migliaio di cittadini ha ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer-BioNTech, rispetto a quasi 1 milione nel Regno Unito. Dall’Eliseo giunge però la promessa di accelerare la distribuzione del vaccino, in quanto si temono ripercussioni sulla ripresa economica del Paese se non si raggiungerà l’immunità di gregge entro sei mesi.

La presenza di un problema nella campagna vaccinale è stata ammessa anche dal Presidente Emmanuel Macron lo scorso 31 dicembre durante il suo discorso alla nazione, in occasione del quale, oltre ad esprimere i consueti auguri per il nuovo anno, ha reso omaggio alle vittime del COVID-19, a coloro che sono ogni giorno in prima linea per l’emergenza ed ha ribadito che non bisogna abbassare la guardia poiché la crisi non è ancora finita. (France TV info)

Sempre in tema di COVID-19, dal quotidiano Le Figaro si apprende che la nuova variante individuata prima in Inghilterra e poi in Sud Africa sia giunta anche nell’Esagono. Il direttore generale dell’Assistance publique – Hôpitaux de Paris, Martin Hirsch, ha dichiarato che questo caso è stato scoperto in un laboratorio parigino, ma assicura che il paziente è stato rintracciato ed è attualmente sotto controllo.

In materia di istruzione, su Les Echos si legge che la ripresa della didattica in presenza negli atenei è prevista per il prossimo 25 gennaio, nel rispetto delle regole di distanziamento sociale e con la capienza delle aule ridotta al 50% (fino ad un massimo di 150 studenti). Ciononostante, tale provvedimento riguarderà esclusivamente le matricole, mentre tutti gli altri universitari dovranno attendere l’8 febbraio per il rientro in sede, crisi sanitaria permettendo.

Oltre agli studenti, molti baristi e ristoratori sono ancora in attesa di poter riaprire le proprie attività al pubblico, scrive Le Monde. La ripresa, inizialmente fissata dal Presidente Macron al 20 gennaio, è infatti stata rinviata a data da destinarsi, al fine di scongiurare un terzo lockdown. A causa dell’impossibilità di lavorare, tali imprenditori chiedono pertanto alle banche un’estensione delle scadenze dei loro prestiti.

Il Coronavirus non è l’unico protagonista della stampa francese. Vi è infatti una notizia, apparsa su France TV info, che più delle altre ha destato scalpore nelle ultime ore. Si tratta del libro ‘La Familia grande’ dell’avvocato Camille Kouchner, nel quale viene denunciato il fatto che negli anni ’80 suo fratello gemello sia stato vittima di un presunto incesto da parte del loro patrigno, l’ex eurodeputato Olivier Duhamel. Per fare chiarezza sulla vicenda è stata aperta un’indagine per stupro e violenza sessuale nei confronti del politologo e di coloro che, secondo l’autrice, sapevano ma non hanno mai parlato.

C.A.

In Portogallo l’epidemia torna a crescere e la mappa dei rischi a livello nazionale già lo riflette: il numero delle contee in rosso, diminuito a dicembre, è tornato a crescere, scrive il Sapo. Sono ora 37 i comuni con un livello di contagio estremamente alto, con oltre 960 casi ogni 100mila abitanti in 14 giorni, e 112 ad altissimo livello di rischio, sopra i 480 casi ogni 100mila abitanti. Ci sono quindi 149 contee al di sopra del livello di rischio che è stato utilizzato dal governo per imporre misure più rigorose come il coprifuoco obbligatorio dal pomeriggio al fine settimana, 49 in più rispetto all’ultima valutazione resa disponibile questo lunedì dal Direttore Generale della Salute (DGS) e che ancora non includeva casi diagnosticati nell’ultima settimana. Nei comuni come Lisbona e Porto, che avevano lasciato il livello di rischio elevatissimo e dove era nata l’aspettativa che potesse esserci sollievo nelle misure più restrittive in vigore da novembre nei comuni a maggior rischio, ci sono stati più di 480 casi ogni 100mila abitanti. Alla domanda se il SNS è pronto per lo scontro, Graça Freitas ha sottolineato che gli ospedali si stanno preparando e hanno mostrato fiducia nella capacità di risposta.

Con la crescita del freddo, storicamente associata a una maggiore circolazione di virus respiratori, il numero dei pazienti continua ad aumentare negli ospedali, fin dal pronto soccorso. La domanda rimane al di sotto di quanto avvenuto negli altri inverni, ma con un trend in aumento dalla fine dell’anno.

A.C.

In base a quanto riportato dal BBC NEWS sembrerebbe che Edimburgo potrebbe perdere i panda cinesi che ha accudito per quasi 10 anni nello zoo della città. Nello specifico, Yang Guang e Tian Tian potrebbero dover tornare in Cina il prossimo anno a causa delle pressioni finanziarie poiché il prezzo che gli scozzesi hanno pagato fino ad ora per l’affitto dei due panda è stato di circa di 1 milione di sterline l’anno. Lo zoo, che sperava di allevare la coppia, si sta avvicinando alla fine del suo contratto di 10 anni e viste le gravi perdite economiche causate dal Covid-19 potrebbe non essere più in grado di rinnovare l’accordo. La pandemia ha infatti causato per la Royal Zoological Society of Scotland, ossia per la società che gestisce lo zoo di Edimburgo e l‘Highland Wildlife Park la perdita di 2 milioni di sterline. Di conseguenza, David Field, amministratore delegato della società, ha dichiarato che deve essere considerato seriamente ogni potenziale risparmio, compreso il suo contratto con il panda gigante, nello specifico continua dicendo: “Anche se i nostri parchi sono di nuovo aperti, l’anno scorso abbiamo perso circa 2 milioni di sterline e sembra che le restrizioni, le distanze sociali e i limiti al numero di visitatori continueranno per un po’ di tempo, il che ridurrà anche il nostro reddito. Yang Guang e Tian Tian hanno impressionato moltissimo i nostri visitatori negli ultimi nove anni, aiutando milioni di persone a entrare in contatto con la natura e ispirandoli a interessarsi alla conservazione della fauna selvatica. Mi piacerebbe che potessero rimanere ancora qualche anno con noi e questo è certamente il mio obiettivo attuale. Il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri membri e dagli amanti degli animali ci ha aiutato a tenere le nostre porte aperte e ne siamo incredibilmente grati. In questa fase, è troppo presto per dire quale sarà il risultato. Discuteremo dei prossimi passi con i nostri colleghi cinesi durante i prossimi mesi”. Lo zoo ha già ottenuto un prestito governativo, licenziato personale e lanciato un appello per la raccolta fondi.

Ora, cambiando argomento, secondo The Guardian e secondo gli analisti del settore, le case automobilistiche britanniche dovranno affrontare una corsa di tre anni per procurarsi localmente o dall’UE le batterie per le auto elettriche attraverso cui potranno evitare i dazi sulle esportazioni stabiliti dell’accordo di libero scambio della Brexit. L’accordo della Vigilia di Natale ha prestabilito che dopo la fine del periodo di transizione della Brexit, il commercio di automobili e componenti previsto tra il Regno Unito e l’Unione Europea continuerà ad essere privo di tariffe, a condizione però che i materiali abbiano abbastanza contenuti delle fabbriche del Regno Unito o dell’UE. L’accordo è stato un grande sollievo per l’industria automobilistica in difficoltà. Inizialmente, le batterie potranno contenere fino al 70% di materiali provenienti da Paesi al di fuori dell’UE o del Regno Unito. Tuttavia, dal 1 ° gennaio 2024 tale requisito si ridurrà al 50%. Ciò significa che dal 2024 in poi le case automobilistiche del Regno Unito potranno evitare le tariffe dell’UE solo attraverso un approvvigionamento interno delle batterie.

“Entro la metà degli anni ‘20, il Regno Unito dovrà fare molto di più che assemblare semplicemente pezzi. Diversi processi fondamentali nella produzione di batterie dovranno svolgersi qui affinché il Regno Unito possa avere un’industria dei veicoli elettrici redditizia” conclude Ian Henry, proprietario della società di consulenza Auto Analysis.

AB

Germania – La Cancelliera Angela Merkel ha tenuto il suo ultimo discorso di Capodanno alla nazione e ha salutato il 2020, l’anno più turbolento degli ultimi 15 anni di governo, manifestando ottimismo alla luce delle prime somministrazioni del vaccino contro il coronavirus. Dopo aver ricordato gli sforzi e le rinunce cui il popolo tedesco si è sottoposto per contrastare la pandemia, ha reso pubblica la sua decisione di non ricandidarsi alle prossime elezioni autunnali, secondo quanto riportato dallo Spiegel. Il 2021 segnerà così l’addio dell’era Merkel e la formazione di un nuovo governo. Le elezioni federali si terranno a settembre e certamente graveranno sull’esito le decisioni e i compromessi che il governo ha dovuto intraprendere negli ultimi mesi sui temi di tutela della salute pubblica e libertà civili. Dopo ben 4 mandati Merkel, sono 3 i candidati favoriti che si fanno strada per diventare i futuri governatori della Germania: Röttgen, Merz e Laschet, quest’ultimo con un programma politico che più di tutti presenta svariati punti di contatto con il percorso avviato dalla Merkel, come si apprende da Deutsche Welle.

Notizie incoraggianti alla lotta contro il coronavirus si evincono dalla lettura dello Spiegel. In vista della campagna di vaccinazione, partita in tutta Europa il 27 dicembre, anche la Germania inizia a vedere la luce in fondo al tunnel. La Cancelliera Merkel ha infatti affermato che “la speranza è ora rappresentata dai volti dei vaccinati”. Tuttavia, la campagna vaccinale ha già subito un rallentamento nei primi giorni dell’anno nuovo, pur garantendo la distribuzione di 1 milione di dosi ad opera della società Biontech/Pfizer a case di riposo, personale ospedaliero e cittadini ultraottantenni.  Contemporaneamente alle prime vaccinazioni, cresce però il numero dei contagi. I dati pubblicati dal giornale Zeit il 2 gennaio riferiscono di 12.690 contagi e 336 decessi in un giorno che non permettono al governo di allentare le misure, e da quanto emerge dal Tagesspieges confermano piuttosto la necessità di prorogare il lockdown, tenuto conto anche del pericolo proveniente dalla variante inglese del Covid che si è diffusa in Germania. Proprio alla luce della minaccia della mutazione del virus, sono stati temporaneamente sospesi tutti i voli con il Regno Unito prevedendo il divieto di ingresso in Germania. Unica deroga all’ingresso nel Paese è riservata ai cittadini tedeschi, ai quali è stato comunque imposto l’obbligo di sottoporsi a test molecolare o antigenico con esito negativo, come si apprende dalla lettura dello Spiegel.

La diatriba circa l’estensione del lockdown si è poi risolta ufficialmente nel vertice del 5 gennaio tra la Cancelliera Merkel e i vari ministri e la Germania si prepara al rinvio delle aperture dopo il 31 gennaio.

Secondo Zeit se da una parte il coronavirus continuerà a occupare la scena del 2021, d’altro canto verrà dato rilievo anche alle politiche di salvaguardia del pianeta, considerate prioritarie fin dalla prima settimana dell’anno nuovo, con nuove misure che mirano a rendere meno appetibile il consumo dei combustibili fossili e ad incentivare il passaggio ad alternative ecosostenibili. Il carburante costerà 7 centesimi in più a litro fino ad arrivare a 15 centesimi entro il 2025, e al fine di contenere sotto la soglia consentita i livelli di inquinamento, sarà prevista una maggiorazione sui costi delle emissioni di anidride carbonica nei settori dell’edilizia e dei trasporti.

A.P.

In Russia i cittadini hanno atteso l’arrivo del nuovo anno ascoltando il discorso di Capodanno del Presidente Vladimir Putin, riportato sul sito del Cremlino, nel quale auspica buona salute, fiducia, speranza e amore per tutti dopo quest’ultimo anno molto difficile.

Ritornando purtroppo al tema della pandemia, il 1° gennaio del 2021 sono stati registrati ben 27.039 casi nel Paese, secondo quanto riporta Mskagency.ru, portando il numero totale di casi a più di 3 milioni ma, nonostante ciò, le vaccinazioni continuano. A San Pietroburgo sono state vaccinate quasi 6 mila persone, informa Vesti.ru: al momento vengono vaccinati operatori sanitari e sociali, insegnanti, forze dell’ordine e rappresentanti di altri gruppi della popolazione che hanno molti contatti con le persone e da pochi giorni anche i residenti con età superiore a 60 anni hanno l’opportunità di vaccinarsi. Il 4 gennaio le autorità della città hanno revocato il divieto di lavoro di bar e ristoranti, i quali sono stati chiusi dal 30 dicembre al 3 gennaio, e hanno anticipato la riapertura dei teatri al 7 gennaio, secondo quanto riporta Pravda.ru. A Mosca circa 100 mila persone si sono iscritte per la vaccinazione contro il coronavirus e 50 mila sono già state vaccinate, ne dà notizia Russian.rt. Secondo Iz.ru, il 5 gennaio più di 1 milione di persone ha ricevuto il vaccino Sputnik V: questo perché ogni giorno 100 mila dosi del vaccino entrano nella circolazione civile. Il Ministro della Salute russo Muraško ha annunciato che più di 1,5 milioni di dosi di vaccino sono già state consegnate nelle regioni e che dal 1° gennaio 2021 è possibile ottenere, sul portale dei servizi statali, un certificato di vaccinazione completata. Ciò è stato richiesto dal presidente Putin insieme alla richiesta di un riconoscimento internazionale di questi documenti che consentirà ai russi vaccinati di viaggiare all’estero e rientrare in Russia. Secondo le previsioni del sindaco di Mosca riportate in un articolo di Gazeta.ru, dopo le vacanze i cittadini inizieranno a vaccinarsi ancora più attivamente, aiutando così a sconfiggere più velocemente la pandemia.

Per quanto riguarda la cooperazione internazionale per la lotta alla pandemia, il 5 gennaio il presidente Putin e la cancelliera tedesca Merkel hanno discusso le prospettive per la produzione congiunta di un vaccino contro il coronavirus, secondo quanto riportato sul sito web del Cremlino. A fine dicembre in Argentina è stata lanciata una campagna per la vaccinazione di massa della popolazione, infatti il primo lotto di 300 mila dosi di Sputnik V è già arrivano nella repubblica argentina, riporta Regnum.ru. Su 32.013 pazienti che hanno ricevuto il vaccino 317 hanno avuto febbre e mal di testa: si tratta dell’1% dei vaccinati. Altri paesi non sono però così cooperativi: Kiev non registrerà il vaccino russo, ha comunicato il viceministro della sanità e capo medico sanitario del Paese Viktor Lyashko, che ha rifiutato la possibilità di registrazione statale del vaccino russo contro il Covid-19 spiegando che l’Ucraina utilizzerà solo quei vaccini che hanno superato con successo la terza fase degli studi clinici. Secondo Vesti.ru, il capo del Ministero degli Esteri ucraino Dmitry Kuleba avrebbe definito Sputnik V un’arma ibrida della Russia contro l’Ucraina. La popolazione è di tutt’altro avviso: secondo quanto riportato da Iz.ru, il 31 dicembre gli ucraini hanno pubblicato una petizione sul sito web del presidente Zelensky chiedendo di fornire loro il vaccino russo e chiedendo la vaccinazione gratuita, poiché anche scienziati e specialisti ucraini hanno partecipato alla creazione del coronavirus.

Per quanto riguarda le questioni esterne al Paese, il presidente del parlamento estone Põlluaas ha annunciato rivendicazioni territoriali contro la Russia, affermando che il Trattato di pace di Tartu del 1920, in cui è stato concordato il confine tra Estonia e Russia, è ancora in vigore ai sensi del diritto internazionale, scrive Ria.ru. Secondo questo accordo, la Russia sovietica divenne il primo stato al mondo a riconoscere l’indipendenza dell’Estonia e venne tracciata una linea di confine tra i due Paesi. L’anno scorso il presidente estone fece dichiarazioni simili invitando Mosca a restituire i territori annessi quando l’Estonia divenne parte dell’URSS nel 1940 e pertanto i territori vennero ceduti alla Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa. Come riportato da Regnum.ru, la rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa Zacharova ha spiegato che quando l’Estonia è entrata a far parte dell’Unione Sovietica ha cessato di essere uno stato e di essere oggetto di diritto internazionale, quindi il trattato non è più valido.

Spostando l’attenzione sulle questioni interne del Paese, uno dei principali interrogativi della campagna elettorale del 2021 in Russia è se Russia Unita (il partito di Putin) riuscirà a mantenere la maggioranza costituzionale alla Duma di Stato. Come riporta Pravda.ru, durante una giornata di votazioni nel 2020 il partito al governo ha perso un certo numero di seggi in diversi parlamenti regionali e cittadini. Secondo un analista politico, non c’è motivo di preoccuparsi: Russia Unita sta seguendo la strada del rinnovamento sia del personale sia della leadership e, soprattutto durante la pandemia, il partito si è mostrato disponibile all’interazione continua con la popolazione e la burocrazia caratteristica di questo partito ha aiutato nell’organizzazione dell’assistenza alla popolazione.

Infine, il 5 gennaio il presidente Putin ha tenuto il primo incontro del 2021 in videoconferenza, un incontro sui temi sociali riportato sul sito del Cremlino. Durante l’incontro il presidente ha annunciato la creazione di un fondo per aiutare i bambini con malattie rare, che riceverà circa 60 miliardi di rubli. La fondazione si chiamerà il Circolo della gentilezza, informa Russian.rt.

S.P.

AFRICA

In questo periodo di insicurezza ed instabilità dall’Algeria arriva un segnale piuttosto positivo: la firma dei nuovi emendamenti costituzionali avvenuta il primo gennaio del nuovo anno. Come approfonditamente illustrato all’interno dell’articolo di Al-bayan, dal 1962, anno di entrata in vigore della prima Costituzione, sono state apportate diverse modifiche alla carta fino ad arrivare a queste ultime approvate attraverso un referendum avvenuto il primo ottobre 2020. Al voto ha partecipato soltanto il 23,84% degli aventi diritto, di cui il 66,8% si è espresso a favore degli emendamenti. Questa scarsa affluenza potrebbe essere dovuta al periodo d’emergenza che sta vivendo il popolo algerino a causa del Covid-19, ma anche al fatto che il movimento popolare Ḥirak si è schierato contro l’iniziativa del governo di Abdelmaǧid Tebboune invitando i cittadini a votare per il no. Il nuovo emendamento è volto a ribadire e incrementare i diritti e le libertà fondamentali e, inoltre, modifica la legge che regola il mandato presidenziale, ovvero lo stesso candidato alla presidenza non potrà essere eletto per più di due volte. L’Algeria Press Service ha trasmesso le dichiarazioni del presidente al riguardo, il quale ha affermato, con determinazione e risolutezza, che questo passo costituisce una pietra miliare per la costruzione di una nuova Algeria. Il quotidiano Al-ḥurra specifica che in questo periodo si è verificato un forte miglioramento non solo per il Paese ma anche per il presidente stesso, il quale il 29 dicembre ha fatto ritorno da un lungo soggiorno di 2 mesi in Germania in cui ha ricevuto le cure per il coronavirus. Alla luce di ciò Tebboune si augura di poter iniziare la campagna di vaccinazioni, una volta acquistati i vaccini, per i quali è attualmente in corso una trattativa con la Russia.

S.B.

In Somalia, il 2 gennaio, è stato commesso un attentato all’interno di un cantiere a pochi chilometri a sud dalla capitale, Mogadiscio, perpetrato da un membro del movimento terroristico Al-Shabab. L’uomo si è suicidato causando un’esplosione e provocando 5 vittime e 14 feriti, le cui condizioni sembrano attualmente stabili. Secondo quanto riportato dal giornale Qanat Al-Alam, presso il cantiere stavano lavorando ingegneri e operai, di cui alcuni di nazionalità turca, alle prese con la costruzione di una strada di collegamento finanziata da un’impresa turca. Un agente di polizia ha dichiarato che l’attentato è stato commesso da Al-Shabab ed era volto a colpire i cittadini turchi in Somalia. Al-Jazeera sostiene che l’uomo responsabile dell’attacco indossasse una cinta con degli esplosivi e si trovasse in mezzo a poliziotti, operai e ingegneri. Sembra che l’attentato sia stato perpetrato poche ore dopo la diffusione della notizia di un raid aereo nel sud del Paese nei confronti della stazione radio Al-Andalus, affiliata al movimento terroristico. Tuttavia, non sono stati rinvenuti morti o feriti ed è possibile che il raid sia provenuto da basi americane con lo scopo di aiutare il governo somalo ad arrestare il terrorismo all’interno del Paese.

S.B.

MEDIO ORIENTE

In Iraq, in occasione del primo anniversario dell’assassinio del comandante del Forze Quds della Guardia rivoluzionaria iraniana, Qassem Soleimani, e del vice capo delle Forze di Mobilitazione popolare, Abu Mahdi Al-Muhandis, domenica sono state rinnovate le richieste di rendere esecutiva la decisione del parlamento iracheno riguardo la rimozione delle forze statutitensi dal Paese, oltre a chiedere un processo internazionale per quanti sono coinvolti nell’omicidio avvenuto per opera di un attacco aereo americano nei pressi dell’aeroporto di Baghdad. Come riporta al-Quds al-Arabi, i preparativi per commemorare l’uccisione sono iniziati all’alba di domenica, dopo che decine di sostenitori delle FMP si sono radunati sul luogo dell’incidente all’interno dell’aeroporto internazionale. In piazza Tahrir, fulcro del movimento di protesta in Iraq, i sostenitori hanno collocato le immagini di Soleimani, di al-Muhandis e dei loro collaboratori uccisi nel raid americano, oltre alla bandiera irachena, sull’edificio di un ristorante affacciato sulla Green Zone, che per l’occasione è stata blindata. Il presidente delle FMP e leader della coalizione Al-Binaa, Faleh Al-Fayyad, ha sottolineato nel suo discorso di commemorazione che la rimozione delle forze americane dall’Iraq è atto imprescindibile. Riguardo all’intensificarsi del settarismo, responsabile, negli ultimi decenni, delle continue interruzioni del Paese lungo il suo cammino di ricostruzione nazionale, al-Fayyad ha affermato come l’unità del Paese sia il segreto della sua forza, unico punto di riferimento per chi si riconosce nella bandiera irachena. Il capo dell’Organizzazione Badr, Hadi Al-Amiri, ha sottolineato l’importanza di ripristinare il ruolo storico dell’Iraq nella regione, in quanto la stabilità dell’Iraq significa stabilità della regione, e che questo processo non può avvenire finché forze straniere stanzieranno in Iraq. Anche la coalizione Dawla al-Qanun guidata dall’ex primo ministro Nuri al-Maliki si è unita agli appelli per l’allontanamento delle forze statunitensi dall’Iraq. Il corteo di commemorazione si è svolto in un clima di trepida attesa alla luce della possibilità che fazioni armate prendessero di mira l’ambasciata americana o gli interessi americani in Iraq, soprattutto nella Green Zone, il che avrebbe innescato una scintilla per l’esplosione di una nuova crisi di cui il Paese già soffre abbastanza. Tuttavia, in un loro comunicato, le Brigate Hezbollah irachene, sebbene abbiano voluto rispettare il momento di lutto, non hanno escluso eventuali rappresaglie mediante attacchi all’ambasciata americana a Baghdad. Dal canto suo, il leader del movimento sadrista, Muqtada al-Sadr, ha invece sottolineato la necessità di impedire l’utilizzo di armi al di fuori della competenza statale, distogliendo i propri sostenitori dal prendere di mira qualsiasi missione diplomatica, in quanto metterebbe a repentaglio la sicurezza del Paese a vantaggio delle forze straniere.

L.D.

Una fonte americana ha rivelato ad Al-Quds Al-Arabi che l’amnistia che  Donald Trump è intenzionato a concedere prima di lasciare la Casa Bianca potrebbe includere anche Mohammed bin Salman, principe ereditario dell’Arabia Saudita, attualmente citato in giudizio in 3 casi in un tribunale federale, compreso il caso Jamal Khashoggi. Secondo il rapporto visionato dal giornale, il Dipartimento di Stato Usa sta valutando la richiesta del principe ereditario saudita di ottenere l’immunità per una causa nello Stato di New York, relativa al tentativo di assassinio di Saad al-Jabri, ex funzionario dell’intelligence e della sicurezza saudita. Il principe ereditario rivendicherebbe, in quanto capo di stato de facto dell’Arabia Saudita, il diritto all’immunità assoluta, indipendentemente dalle accuse che gli sono rivolte. La magistratura statunitense ritiene invece che in quanto egli rivesta ufficialmente la carica di principe ereditario, la quale può essere ritirata in qualsiasi momento, MbS non può vedersi riconoscere l’immunità. Gli osservatori si sono interrogati sull’istanza presentata dal principe ereditario saudita e in particolare sul fatto che si consideri l’attuale sovrano dell’Arabia Saudita, un segno che disvela la verità sui suoi piani di rovesciare quanto prima suo padre e salire al trono. Esperti americani hanno rivelato che dopo l’omicidio di Khashoggi, il presidente uscente Donald Trump si è rifiutato di condannare Mohammed bin Salman, mettendo invece in dubbio il suo ruolo nel crimine, nonostante la valutazione della CIA secondo cui Mohammed bin Salman avesse emesso l’ordine di assassinare Khashoggi. Trump ha anche sfidato il Congresso, ponendo il veto a due progetti di legge volti a punire Mohammed bin Salman vietando la vendita di armi a Riyadh. Un certo numero di alti funzionari negli Stati Uniti ha lanciato l’allarme e ha sottolineato che se il Dipartimento di Stato decidesse di espandere la sua interpretazione dell’immunità sulla base dello status di principe reale per includere uccisioni extragiudiziali, si pone il rischio che acconsenta richieste di immunità da parte di criminali di alto rango in tutto il mondo.

L.D.

La fondazione al-Qard al-Hassan, braccio finanziario ed economico di Hezbollah in Libano, è stata recentemente esposta a una violazione dei conti correnti nelle sue filiali. L’attacco all’istituzione arriva nel bel mezzo di una guerra informatica tra Iran e Israele, anche se gli osservatori ritengono che dietro questa penetrazione potrebbe non esserci necessariamente la mano del Mossad, dal momento che i danni causati sono di lieve entità. Secondo le notizie in circolazione, gli hacker avrebbero fatto trapelare nomi di mutuatari e depositanti nelle filiali della società, oltre ai dettagli relativi al valore dei prestiti, al tasso di rimborso e alle informazioni sul bilancio dell’istituzione. Una fonte anonima ha invece riferito ad al-Arab che la violazione è stata limitata, con alcun rischio per i depositanti e mutuatari, dal momento l’infiltrazione è avvenuta su una rete esterna, mentre i conti si trovano su reti interne chiuse a cui impossibile accedere. Inaugurata negli anni ‘80 come associazione di beneficenza, al-Qard al-Hassan è una delle istituzioni finanziarie più importanti di Hezbollah, non soggetta alla legge finanziaria e creditizia del Libano e non ha rapporti con la Banca Centrale libanese. L’istituzione figura dal 2016 nell’elenco delle sanzioni statunitensi, ma è ancora operativa. Gli osservatori riferiscono che si sia trasformata negli ultimi anni in qualcosa di simile a una banca centrale parallela, diventando il primo centro finanziario per l’incubatore sciita.

L.D.

AMERICA

Nella giornata di venerdì tre giudici della Corte d’appello di Washington DC, negli Stati Uniti, ha respinto il rinvio fissato da giudice di un tribunale minore per l’esecuzione di Lisa Montgomery, l’unica donna nel braccio della morte di una prigione federale, dando luogo a procedere con la sentenza in questo stesso mese. L’esecuzione della Montgomery era stata programmata per l’8 dicembre, salvo il rinvio deciso da un giudice dopo che gli avvocati della donna avevano contratto il Covid-19. Il 23 novembre, Michael Carvajal, direttore del Federal Bureau of Prisons, l’agenzia che gestisce le carceri e le esecuzioni federali, aveva ripristinato l’esecuzione della Montgomery per il 12 gennaio. Il provvedimento emesso venerdì ha stabilito che Carvajal avrebbe agito in conformità al regolamento in vigore: dal momento che la data prevista in principio era stata revocata, bisognava indicarne daccapo una. Stando a quanto riferisce la CNN, l’avvocatessa di Montgomery, Meaghan VerGow, ha dichiarato di non essere d’accordo con i giudici, pertanto presenterà una petizione affinché riconsiderino la decisione. I giudici hanno concesso a VerGow fino a sabato per depositare l’istanza. L’avvocatessa ha inoltre chiesto al presidente Donald Trump di commutare la condanna di Montgomery in ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. La donna è stata condannata alla pena capitale nel 2007 per un delitto atroce compiuto nel 2004, nel Missouri: strangolò una ragazza di 24 anni incinta di otto mesi ed estrasse il feto dal suo corpo, per farlo poi passare come suo alla sua famiglia. La Montgomery diventerebbe la prima detenuta in un carcere federale ad essere giustiziata in quasi 70 anni. L’ultima donna giustiziata dal governo è stata Bonnie Brown Heady nel 1953, secondo i registri del Federal Bureau of Prisons, per rapimento e omicidio. Nello stesso anno gli Stati Uniti giustiziarono anche Ethel Rosenberg accusata di spionaggio. L’esecuzione avrà luogo all’indomani dell’insediamento del presidente eletto Joe Biden, il quale si è impegnato per abolire la pena di morte federale.

L.D.

In Brasile, il presidente Jair Bolsonaro ha assicurato martedì che il Paese “è in fallimento” e che “non può fare nulla”, riporta il Jornal Nacional. Il presidente ha rilasciato le dichiarazioni dialogando con i suoi sostenitori fuori dal Palazzo Alvorada, sua residenza ufficiale, e sono state trasmesse da un sito bolsonarista. Ha anche assicurato che il Covid-19, che ha definito uno dei principali fattori dell’attuale situazione economica del Paese sudamericano, è stato “promosso dai media”, che ha accusato in numerose occasioni di contribuire a generare un’atmosfera di panico per quanto riguarda la gravità della pandemia. “Volevo cambiare il regime dell’imposta sul reddito. C’è questo virus, alimentato dai media, media che non hanno carattere. Fanno un lavoro incessante affinché rispondiamo ai loro interessi”, ha espresso. Secondo i media locali Folha, il presidente ha promesso in un discorso di cambiare il regime della suddetta tassa, ma la sua amministrazione non ha mai portato avanti l’iniziativa. La riluttanza a continuare con le spese fiscali arriva in un momento in cui gran parte del mondo sta affrontando un’ondata virulenta di infezioni, in gran parte a causa della comparsa di un nuovo ceppo più contagioso identificato per la prima volta in Gran Bretagna. Lo Stato di San Paolo, infatti, ha confermato lunedì i primi due casi di questa natura nel Paese. Inoltre, il Paese non ha ancora iniziato a vaccinare la sua popolazione contro la malattia e il governo non ha annunciato la data in cui inizierà ad attuare il piano.

A.C.

Lo scorso martedì, in Venezuela, il chavismo ha preso il controllo del potere statale dopo le elezioni del 6 dicembre in cui ha prevalso, quasi senza concorrenza, scrive il BBC News.

Il Legislativo è stato l’unico potere in mano all’opposizione che però considera fraudolente le elezioni del mese scorso e quindi dà continuità al mandato quinquennale che scade martedì.

Questo, secondo gli analisti, rappresenta un consolidamento del potere della cosiddetta rivoluzione bolivariana nel Paese sudamericano e sfida la strategia guidata da Juan Guaidó per sconfiggere il governo di Nicolás Maduro. Guaidó è stato proclamato presidente ad interim del Paese nel gennaio 2019 in virtù del suo ruolo di leader del parlamento e ha ricevuto il sostegno di oltre 50 Paesi nel mondo. Inoltre, sebbene la scadenza del suo mandato e il fatto che non abbia raggiunto i suoi obiettivi gli abbiano tolto forza e influenza, la sua leadership non è finita, così affermano gli analisti. Guaidó assicura che l’Assemblea nazionale che presiede “non si fermerà fino a quando non vedremo libere elezioni in Venezuela”.

In questa nuova fase, tuttavia, Guaidó non avrà il sostegno di tutti i deputati dell’opposizione che facevano parte dell’Assemblea nazionale del 2015 poiché almeno due dozzine di loro hanno ritirato il loro sostegno.

A.C.

Lo scorso lunedì, in Cile,  è stato introdotto un programma speciale in merito alle ferie che consiste nella richiesta di permessi speciali per andare in vacanza, scrive Infobae. Tuttavia, a poche ore dall’inizio del processo, le autorità sanitarie valutano di modificare drasticamente la libertà di movimento a causa dell’elevata mobilità accompagnata da un forte aumento dei contagi nelle ultime ore. Solo nella regione di Antofagasta, situata a 1.330 chilometri a nord della capitale, negli ultimi 7 giorni è stato segnalato un aumento del 53% dei contagi, che lascia la città tra i tre comuni con i casi più attivi nel Paese. Inoltre, l’occupazione dei letti critici dell’Ospedale Regionale ha raggiunto il 100% questo lunedì e il 95% in città. La regione di Antofagasta è la stessa che ospita i principali centri turistici del Cile.

Sebbene il responsabile delle ispezioni sanitarie avverta che il permesso stesso non sarà revocato, ha affermato che è molto probabile che il provvedimento subirà modifiche per renderlo più restrittivo. “Così come le libertà sono date se la situazione sanitaria lo consente, se la situazione sanitaria peggiora, si torna indietro perché la decisione necessaria sarà presa per proteggere la salute e la vita delle persone ” ha assicurato.

Nelle ultime ore, inoltre, il segretario regionale della Salute di Biobío, nel sud del Cile, ha avviato un riepilogo sanitario nei confronti di un campeggio nel comune di Lota, che ospitava sabato pomeriggio circa 700 persone essendo, a sua volta, chiuso. Secondo le informazioni fornite dal comune, al campeggio Hidroeléctrica Chivilingo c’erano 470 adulti nei registri, tuttavia all’interno c’erano più di 700 persone assembrate che non rispettavano le misure sanitarie.

Secondo il bilancio, a partire da questo martedì alle 9 del mattino, più di 45mila permessi di ferie sono stati consegnati attraverso la Stazione di Polizia Virtuale. “Ci auguriamo che questo permesso venga adottato e applicato nel modo in cui è stato stabilito”, ha aggiunto.

A.C.

In Bolivia, almeno 4 decessi, diverse persone ferite e altre 6 sono disperse a seguito di una violenta tempesta di grandine che lo scorso lunedì ha colpito la città di Sucre, capitale costituzionale della Bolivia, dove si sono registrati anche danni materiali, riporta il DW. La pioggia è durata circa un’ora e mezza ed ha trasformato diverse strade in veri e propri fiumi. L’acqua arrivava fino a 1,5 metri di altezza e trascinava tutto ciò che trovava sul suo percorso. Due dei deceduti erano mercanti che si trovavano sull’autostrada quando ha iniziato a piovere e sono stati trascinati dall’acqua, mentre un terzo è un uomo che ha perso l’equilibrio a causa della forza del flusso ed è deceduto “a causa dell’immersione e dell’ipotermia”. I feriti sono stati assistiti dalla Polizia e dai Vigili del fuoco, la maggior parte con ipotermia, ma senza ferite gravi. Diverse motociclette e bancarelle sono state spazzate via dall’acqua e anche alcune auto hanno colpito le case. I funzionari comunali hanno continuato a lavorare di notte per rimuovere la grandine, i detriti e l’immondizia lasciati dalla tempesta al suo passaggio in città, oltre a partecipare ad altre emergenze derivate dall’evento, che ha interessato soprattutto la zona del Mercado Campesino. Il direttore del dipartimento del Servizio Nazionale di Meteorologia e Idrologia (Senamhi), Franz Delgadillo, ha riferito al quotidiano Correo de Sur che un acquazzone simile non si era verificato dal 1997 in città.

A.C.

ASIA

La Cina è un Paese molto ottimista, almeno così sembrerebbe in base a quanto riportato dal Chinadaily il 3 gennaio. Durante quest’anno infatti, il Paese spera di poter vivere una ripresa economica e raggiungere uno sviluppo più stabile, d’altronde nella terra cinese sono presenti importanti opportunità strategiche di crescita. Per promuovere un nuovo sistema di sviluppo la Cina lavorerà principalmente sul miglioramento delle aree che coinvolgono l’innovazione sci-tech, catene industriali, catene di approvvigionamento e sicurezza del grano. Nel 2021 il Paese s’impegnerà per migliorare la gestione della domanda sfruttando il potenziale di nuovi modelli di consumo per espandere ulteriormente la domanda interna. Inoltre, aumenterà gli investimenti e implementerà ulteriori strategie di sviluppo le quali includono lo sviluppo regionale coordinato e l’urbanizzazione incentrata sulle persone. Per il Paese asiatico è dunque importante promuovere lo sviluppo verde e garantire il benessere delle persone nonostante le sfide imminenti, quali per esempio la diffusione globale del virus e le incertezze legate all’ambiente esterno. Per garantire che l’economia cinese funzioni il Paese continuerà ad attuare politiche fiscali proattive e politiche monetarie molto prudenti, le quali inizieranno ad essere applicate nell’ano corrente. Nel terzo trimestre del 2020 il PIL cinese è cresciuto del 4,9% su base annua dopo una crescita del 3,2% avvenuta nel secondo trimestre e un calo del 6,8% avvenuto nel primo trimestre.

Cambiando argomento, in base a quanto emerso dall’articolo dello stesso giornale Chinadaily sembrerebbe invece che Pechino, grazie all’immunizzazione di massa che ha avviato venerdì scorso, è riuscito a vaccinare 73.537 cittadini e fino ad ora non si sono verificate reazioni avverse gravi. A partire da venerdì, 220 centri dedicati ai servizi medici della città sono diventati punti di vaccinazione, tuttavia questi non accettano prenotazioni individuali. I primi vaccini saranno somministrati a coloro che si occupano di prodotti importati o che lavorano nei porti di ingresso o nei settori del trasporto nazionale e internazionale. Saranno vaccinate anche le persone che dovranno andare all’estero per lavoro o per motivi personali, operatori sanitari e dipendenti del dipartimento governativo. Nonostante il vaccino dia una maggiore protezione, il viceresponsabile del Centro della prevenzione delle malattie di Pechino Pang Xinghuo ha comunque ribadito che coloro che hanno ricevuto il vaccino devono seguire le misure di controllo e prevenzione Covid-19, quali distanza sociale di un metro e uso della mascherina.

AB

OCEANIA

In base a quanto riportato dal giornale THE AGE l’Australia occidentale si sta ponendo una nuova domanda, ovvero se dovrebbe ridurre il controllo delle prescrizioni medicinali di Cannabis. A tal proposito, è stato accolto l’appello per la riduzione della burocrazia sulla prescrizione di cannabis medicinale che contiene THC. Il fine è quello di portare la WA (Western Australia) in linea con gli Stati orientali. Alla fine dell’anno scorso, il ministro della Salute Roger Cook ha annunciato che la cannabis medicinale sarebbe stata prescritta anche dai medici di base e non solo dagli specialisti, a meno che non si fosse trattato di bambini o persone a rischio di dipendenza. Secondo i medici curanti, l’olio di cannabis CBD, il quale non contiene THC (ossia il componente psicoattivo che crea l’alterazione), non ha bisogno dell’approvazione dello Stato mentre tutte le altre cannabis medicinali, le quali possono contenere vari livelli di THC, sì. Pertanto, ogni prescrizione deve ottenere l’approvazione della Therapeutic Goods Administration. Nell’ultimo anno la TGA ha approvato più di 80.000 domande. La clinica di Subiaco del farmacista David Cooper stava assistendo a pazienti che soffrivano di ansia cronica, insonnia e dolore i quali per cercare cannabis medicinale che contenesse THC si recavano al mercato nero o negli Stati orientali. Cooper crede infatti che ci sia un enorme mercato nero il quale prevede la vendita di olio di cannabis prontamente disponibile e acquistabile in poche ore. Per ridurre il ricorso a questi mercati, il signor Cooper ha richiesto l’autorizzazione per la composizione di oli unici di cannabis creati con ingredienti grezzi che vanno da zero a 30 milligrammi di THC, che è il massimo livello consentito. Il dottor Cooper è diventato il primo in Australia a supportare i trattamenti con cannabis terapeutica, tuttavia la sua offerta di mescolare ingredienti grezzi è stata respinta in quanto sarebbe stata creata una sostanza proibita. Il farmacista ha replicato dicendo che la WA non era al passo con il resto dell’Australia dato che neanche il Queensland aveva le stesse barriere perché prescriveva facilmente oli a base di THC a un volume quasi 10 volte superiore a quello dell’Australia. “La politica dell’Australia occidentale è troppo pesante, la trattano come un oppiaceo e semplicemente non lo è”, ha detto Cooper in diretta. Il presidente dell’Australian Medical Association Andrew Miller ha respinto la provocazione del signor Cooper dicendo: “Il THC non è stato dimostrato in nessuno studio clinico come un farmaco particolarmente utile. La cannabis su prescrizione non sostituisce il mercato nero e non è mai stata concepito per esserlo”.

A.B.

Rassegna stampa a cura di:
Alessandra Semeraro (responsabile inglese, cinese, portoghese, arabo)
Alissa Bianconi & Livio D’Alessio (lingua inglese)
Alissa Bianconi (lingua cinese)
Angelica Chimienti (lingua portoghese)
Livio D’Alessio & Sabrina Blasi (lingua araba)
Veronica Battista (responsabile spagnolo, tedesco, francese, russo)
Angelica Chimienti (lingua spagnola)
Chiara Andreucci (lingua francese)
Antonella Petrone (lingua tedesca)
Simona Piergiacomo (lingua russa)
Claudia Lorenti (coordinatrice del progetto)

#UNINTSpeechPressReview

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Mai vista tanta neve!

La prima nevicata d’inverno è arrivata con largo anticipo quest’anno. E così, un fiocco dietro l’altro, ci è sembrato subito Natale, perché niente contribuisce a creare quell’atmosfera natalizia che tutti amano come la neve, che ci regala emozioni spesso difficili da descrivere a parole. Eppure pensate che, in alcune lingue, esistono tantissime parole per descrivere la neve. Alcune credenze popolari supportate da studi scientifici attribuiscono alle lingue inuit un vasto repertorio di vocaboli che descriverebbero la neve a seconda delle sue caratteristiche.

Le lingue inuit costituiscono un vero e proprio continuum di varietà appartenenti alla famiglia delle lingue eschimo-aleutine, diffuse in Alaska, Canada e Groenlandia. È difficile stabilire il numero di parlanti ma, stando alle stime dei censimenti effettuati, il numero di parlanti nativi ammonterebbe a 50.000 in Groenlandia, 30.000 in Canada e soltanto 3.000 in Alaska.

Le varietà appartenenti a questa famiglia linguistica sono polisintetiche, formano cioè parole complesse (e lunghissime) aggiungendo degli affissi descrittivi, che possono modificare le proprietà sintattiche e semantiche della parola di base o aggiungere significati più specifici. A differenza delle lingue agglutinanti, come il giapponese, che conservano una sola radice lessicale per ogni parola, nelle lingue polisintetiche in una stessa parola si possono trovare due o anche più radici lessicali. Una singola parola in lingua inuit è talmente complessa che per tradurla in altri idiomi dovremmo ricorrere a perifrasi o persino frasi intere!

Per esempio, “non mi sento molto bene” corrisponde, in inuktitut, a una singola parola, tusaatsiarunnanngittualuujunga. Allo stesso tempo, iktsuarpok indica il presentimento che stia arrivando qualcuno e il successivo uscire di casa per verificare questa sensazione, mentre salagok si riferisce al ghiaccio di colore scuro appena formatosi.

Negli anni ’70 l’antropologo britannico Hugh Brody condusse un’indagine etnolinguistica presso le popolazioni inuit in Canada. Brody visse con gli inuit e imparò due delle loro lingue, pubblicando in seguito un volume intitolato The People’s Land, Inuit and Whites in the Eastern Arctic. Secondo l’antropologo, nelle lingue Inuit esistono molte parole per descrivere le diverse forme e condizioni della neve: la neve che scende, quella che annuncia la fine della bella stagione, quella fresca appena caduta, la neve dura e cristallina, quella che si è sciolta e poi ricongelata, la neve su cui è piovuto sopra, quella trasportata dal vento, la neve fusa per essere bevuta e la neve più adatta a costruire gli igloo. In inuktitut, una delle lingue ufficiali del Nunavut, il territorio più vasto del Canada settentrionale, esistono anche molti verbi che contengono la radice “neve” e che traducono espressioni come “scrollarsi la neve di dosso” o “mettere un po’ di neve in una bevanda calda per raffreddarla”.

Dal punto di vista etnolinguistico, la lingua riflette il modo in cui i parlanti categorizzano la realtà e appongono delle etichette a ciò che li circonda. Lingua e cultura si influenzano quindi a vicenda: le lingue eschimo-aleutine distinguono numerose varietà di neve e di ghiaccio in quanto il linguaggio riflette l’universo di riferimento culturale di popolazioni abituate da secoli a coesistere con quei fenomeni atmosferici. I popoli inuit scelgono le rotte delle slitte, cercano i luoghi più adatti a costruire le case, sfruttano le superfici più sicure per camminare o passarvi con le slitte, devono saper prevedere i fenomeni meteorologici e adeguarsi ai loro cambiamenti repentini. Saper descrivere accuratamente la neve può quindi determinare il successo o il fallimento di una battuta di caccia.

Ma non è finita qui. Esiste infatti un’altra particolarità linguistica dei popoli inuit: se in quasi tutte le lingue del mondo figura almeno una parola per indicare l’idea di guerra, all’interno del continuum eschimo-aleutino, invece, non esiste nessuna parola per designare la guerra, probabilmente perché la cultura di quelle popolazioni è basata prevalentemente sulla pace, sull’amore per il prossimo e sul totale rispetto della natura e delle sue leggi. Quasi come fosse sempre Natale.

Vanessa Iudicone

FONTI:
https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_inuit#Parole_per_%22neve%22, consultato in data 15/12/2020
http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/le-lingue/i-molti-modi-di-chiamare-la-neve-in-inuit.html#:~:text=La%20notizia%20risulta%20estremamente%20interessante,indica%20la%20sostanza%20%E2%80%9Cneve%E2%80%9D, consultato in data 15/12/2020
https://en.wikipedia.org/wiki/Hugh_Brody, consultato in data 15/12/2020
https://www.paroleintraducibili.it/language-list/inuit.html, consultato in data 15/12/2020

#LUXURYMOMENTS: #DESTINATIONGEMS

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5 among the most wanted Christmas destinations

Even if limitations on international travel are still going on, we can’t stop ourselves from dreaming about a proper Christmas holiday, which most of the time, involves departure(s) from one place to another in order to reach our family, relatives or even just to have a little time to chill. As we strongly believe in a change for the travel/touristic topics, some place suggestions cannot be denied.

Here we go, Christmas (soon-to-be) travelers:

  1. NEW YORK

Half on the Christmas movies take place in NY, anyway. One of the best places to be during winter holidays is still her, the big apple so gloves on and patience in Times square! The Rockefeller Center decorated tree, which has been part of the holiday tradition since 1931, is just one of the Christmas “monuments” in NY. In the Rockefeller plaza, a little time should be invested in a romantic-winter famed ice rink race with your loved ones.There, across the street, Radio City usually hosts the annual Christmas spectacular. But before that, gifts should be assured: from the glamorous options on the Fifth Avenue department stores such as Saks and Bergdorf to the street corner of Central Park and Columbus Circle where is possible to find many gifts, clothes, snacks and drinks at the Holiday Market.

  • BATH, ENGLAND

For the most fond of Jane Austen, there’s a small place on Earth called Bath, in England, where Christmas and the author of Price and Prejudice are both greatly celebrated. This is a culture trip themed holiday: in fact the city hosts the Jane Austen center and the Theatre Royal mentioned by Jane Austen both in Northanger Abbey and Persuasion. Furthermore, there is a Bath Christmas Market with more than 170 wooden chalets selling British handmade crafts. Once Roman territory, the city of Bath is nowadays the only entire location in UK to have been designated as a Unesco World Heritage Site. In fact, the name “Bath” may be connected to the Roman baths, today turned thermae bath spas. A good way to perfectly slip into the winter season by enjoying the thermal-rich waters maybe on an open-air rooftop pool.

  • BARCELLONA, SPAIN

Not only for summer lovers, Barcelona, could be a good way to extend the Christmas holidays enjoying the big celebrations for the Three Kings’ Day (January 6). According to the Spanish tradition, Melchior, Gaspar and Balthazar arrive at the city’s port by the night (January 5) and, with their ship, are welcomed with fireworks and a parade through the streets in a luxury festive atmosphere that includes camels, elephants, giraffes and costumes.

  • HONOLULU, HAWAII

As Merlin from the animated movie “The Sword in the Stone” already knows, Hawaii are always “yaii”. It is certainty an alternative way to spend Christmas holidays, no snow allowed only high temperatures and beach parties. It is common to see Santa Claus with his proper swimming suit in the Aloha State; the celebrations officially start with the Honolulu city Lights, a monthlong Christmas display with a parade, live music and a 15-meter Christmas tree.

And a Santa Claus Hawaiian variation of 6 meters, Shake Santa, dressed down in red shorts and open shirt, takes pride of place downtown, seated next to his mu’umu’u-wearing wife, Tutu Mele.

  • ROCANIEMI, FINLAND

The tradition always mentioned the North Pole as the official base of Santa Claus and his marvelous workshop but it seems that for the Finnish tradition is not exactly like this. They strongly suggest Rovaniemi, north Artic Circle as Santa Claus Hometown. In this singular location, children could make gingerbread cookies with Santa and apply at the Elf School. It is possible to attend a calligraphy class in order to learn how to compose a Christmas wish list with a quill, of course it is not the only Christmas position available. The city also offers entertainment for animal lovers, science passionate and leisure seekers. In the first case, it is possible to visit the Ranua Wildlife Park which hosts baby polar bears, wolverines and moose. There’s also a science center called “Arktikum” where is possible to learn about the northern light phenomenon. The last step is all about resting and relaxing: since the weather allows it, it is possible to experience a “frosty” staying in at the Artic Snow Hotel, which is entirely made of ice (but also equipped with saunas and hot tubs).

Fanny Trivigno

Sources:
www.google.it/amp/s/www.cnn.com/travel/amp/christmas-destinations-2015/index.html
https://en.wikipedia.org/wiki/The_Sword_in_the_Stone_(1963_film)
https://www.countryliving.com/entertaining/g4933/christmas-traditions-around-the-world/

#LUXURYMOMENTS: #LUXURYJUICE

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New Year’s Eve outfit ideas

Even the end of a complicated year as 2020 needs to be properly celebrated. There is always a reason why to dress up that is not connected to our surroundings: our relatives, roommates and partners have seen the worst of our hoodies during these months… it is about time to break the comfy/sporty vicious cycle and try to approach positively the new, promising year. Here, few suggestions to gradually step into the party mode without leaving our couches.

Starters: jewelry heels, satin and velvet sandals, embodied and fur slippers. If we admit that, at least once in life we all have worn heels with the absolute certainty that we were not going out. But despite the circumstances (and the short kitchen-living room transit), this New Year’s Eve proposals allow several medium-high heel examples. First of all let’s coordinate. Not just according to the outfit colors and fabrics but shoes, today, could be coordinated to ribbons, gloves and even just nail polish. For an immediate switch to the Great Gatsby mood, crushed jewel heels (medium to high heel) should be a must; even if the shoes are a total black or dark forest green or steady burgundy, the jewel needs to sparkle. In alternative to embedded jewelry can be the lace pumps, the luxury of lace would immediately elevate the look with minimum effort. As for open shoes, not only a choice for summer anymore, glittered, leather sandals could be used to step in the 2021 with a twist of dazzling excitement. Satin and velvet can also be considerate due to the almost infinite associations in terms of style that the Christmas-winter wardrobe offers. One last consideration for our love-hate relationship with slippers. Since they are been worn quite a lot during 2020, a good pause may be allowed during these holidays. But, for the most slipper-affectionate, they can be allowed only if follow the coordination rule: the situation needs to be firmly managed because slippers need to be in harmony both in terms of colors and fabrics.

Main course: Satin dresses, Tie Neck Blouses, Leather Pants and Feathers Pjs. Starting with a classic rendez-vous, satin dresses need to be mentioned. It’s the perfect balance between in and out: with high heels (even velvet sandals for winter) the satin dress is a winning choice for both elegance and audacity outside. The fabric sinuosity and wearability can remember nightgowns; this feeling could be enriched by flat fur slippers or jewelry embedded slippers. To obtain (and eventually elevate) the ‘90s nostalgia vibe, the dress can be associated to “layers” from chunky to turtleneck jumpers or a more traditional open cardigan. For the undecided or last-minute choices, we feel like we can easily suggest tie neck blouses maybe in association to a bold leather pant: to avoid the one-piece effect, accessories should be added to the look. Strong colors could be associated to a matte black look or coral and red pieces could liven up a total beige outfit. The result is an edgy alternative, not so festive as the satin dress but still, eye-catching. As for the parties Pjs, the new mantra should be details: they can be feather or camisole polka-dot in satin or glittery paillettes all around. After months of causality, our suggestion is “BE EXTRA” and wear a PJ in which you won’t be afraid to be seen into. So, wear Paris with your Pj and your best Basque, or wear London with your checked Pj and umbrella earrings.

As Audrey Hepburn’s oversize shirt in “Breakfast at Tiffany’s” and Carrie Bradshaw in “Sex and the City”, pearl necklaces (long or short) could be the final touch to a apparently predictable item of clothing.

Dessert: It bags, earrings, necklaces and hairbands. As for the last sweet slice of Christmas fashion, accessories will probably become your best friends. The New Year’s Eve is the time to justify all the crystal material bought through the years: from crystal pendant earrings, to pearl and rhinestone buckle belts to extra long necklaces. The accessory will break the ice and make you feel immediately into the party, even if it allows no more than 5 people. So pendant, glittery, basic symmetrical or even just a white pearl, they all deserve to join the festive setting. Even the hairbands cannot be forgotten: it is time to banish to common “Happy New Year” band and permanently replace them with sparkly bandeau. As for handbags, they may be the less useful tool especially if you’re only moving from one room to another in your own flat. But, hey- it doesn’t mean that you don’t need to carry anything with you. The best advice is “go petite”. From feather-embellished totes (remember you coordinated PJ), to bracelet tasseled embellished clutches and mini trapezoid crossbody bags: nothing is more effective than your self-confidence.

Fanny Trivigno

Sources:
https://www.whowhatwear.co.uk/new-years-eve-outfit-ideas-2015/slide13
https://www.google.it/amp/s/www.glamour.com/gallery/new-years-eve-outfit-ideas/amp
https://www.google.it/amp/s/www.whowhatwear.com/amp/new-years-eve-accessories