#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Ancora problematiche di vario genere legate al Covid che scatenano anche alcune tensioni fra Paesi. In Arabia Saudita l’Ḥajj sarà limitato solamente ai cittadini sottoposti a procedure di quarantena. Situazione drammatica anche in America Latina dal punto di vista economico a causa della pandemia.

EUROPA

Rapporti in crisi fra Regno Unito e Spagna in vista dell’uscita ufficiale dell’Inghilterra dall’UE il primo gennaio 2021. La paralisi delle trattative complica la negoziazione sul futuro di Gibilterra e sui rapporti fra “el peñón”, ‒ la montagna che caratterizza il panorama di Gibilterra ‒ e la Spagna; il governo prepara un apporto di aiuti per sopperire ai possibili danni economici che potrebbero risultare letali per La Rocca a seguito di una rottura. Come riporta l’articolo integrale de El País, fonti spagnole assicurano che il piano di aiuti accordato questa settimana dal consiglio europeo, potrebbero portare alla Spagna 140 miliardi di euro per la zona di Algeciras, La Linea della Concepción e Gibilterra, dove si riscontra una difficile situazione di disoccupazione e di mercato nero.

L’obbiettivo della Spagna in questa partita, spiegano fonti diplomatiche europee, è di raggiungere un’area di prosperità condivisa; Madrid e Londra hanno già avviato i contatti bilaterali sulla questione. Gravi danni al turismo estero in Spagna: il tour operator anglo-tedesco Tui cancella tutti i voli per il Paese fino al 9 agosto, ad eccezione di Canarie e Baleari, a causa dei crescenti contagi da Covid-19 (nelle ultime due settimane sono 4.171 casi). Il tour operator il 31 luglio annuncerà se riprendere i voli dal 10 agosto. Il ministro degli esteri spagnolo, Arancha González Laya, contesta la decisione di Londra e auspica che non venga resa obbligatoria la quarantena per chi viaggia per Baleari e Canarie.

L.C, M.D.F. e I.V

In Svizzera, a causa della crisi sanitaria, vi è una diminuzione dei pernottamenti a carattere turistico che rischia di causare un calo dell’occupazione nel settore alberghiero. Come riportato da 20 Minutes, il settore spera che dall’autunno in poi gli eventi internazionali come le fiere o i congressi permettano di compensare l’attuale perdita dei turisti. Il presidente dell’associazione Hotelleriesuisse ha approvato l’uso delle mascherine, ma vuole evitare un ulteriore inasprimento delle misure di protezione.

EA.V.

In Francia entreranno presto in vigore nuove misure di sicurezza per i terroristi che hanno scontato la pena detentiva. Come riportato da Le Monde, mercoledì 22 luglio deputati e senatori si sono accordati sulla versione definitiva del disegno di legge, approvato dal senato il giorno seguente. Per la deputata del dipartimento degli Yvelines, che fa riferimento a un recente studio del Centro di Analisi del Terrorismo, «le persone condannate per atti terroristici non sfuggono al rischio di recidiva, generalmente stimato intorno al 40% nei cinque anni che seguono l’uscita di prigione». Questo disegno di legge ha incontrato l’opposizione di molti giuristi per via delle possibili violazioni della libertà che il sistema giudiziario potrebbe disporre, non a causa di atti commessi, ma sulla base di una valutazione della pericolosità futura di un individuo, che è necessariamente soggettiva.

S.C.

In Belgio, i casi di Coronavirus sono in aumento. Sulla mappa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il Paese è diventato interamente zona arancione, a cominciare dalle Fiandre, con un grande focolaio nella provincia di Anversa. Come riportato su Le Soir, secondo gli ultimi dati pubblicati da Sciensano, ad oggi il tasso di riproduzione mediano del coronavirus in Belgio è di 1,44, il che significa che 100 pazienti affetti da Covid-19 infettano in media 144 persone. Questo tasso, che stima la contagiosità del virus, venerdì 24 luglio era di 1,27.

S.C.

In Portogallo, il Movimento Ibérico Antinuclear ha annunciato che sporgerà denuncia alla Commissione Europea se il governo spagnolo, che ha recentemente rinnovato la licenza per la centrale nucleare di Almaraz posta a circa 100 km dalla frontiera portoghese, terrà in funzione l’impianto senza fare un’analisi dell’impatto ambientale oltre la frontiera, riferisce Lusa. Inoltre, 1,8 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo verranno utilizzati nell’area di Lisbona per i senzatetto, riporta ancora Lusa. Continua l’emergenza incendi, sono infatti fermi i lavori rurali fino a questo martedì mentre il governo afferma che gli episodi avvenuti finora, che hanno raso al suolo diversi ettari di terra e provocato la morte di 3 pompieri, si sarebbero potuti evitare, scrive Público.

D.F.

Stando a quanto riportato sul giornale austriaco Oberösterreichisches Volksblatt, l’Austria conta ben 1.503 casi Covid, 101 ospedalizzati, 16 ricoverati in terapia intensiva e 711 morti. In seguito all’aumento delle infezioni nel Paese, a partire da lunedì 20 luglio sono entrate in vigore nuove restrizioni: l’ingresso di cittadini provenienti da 32 aree considerate a rischio è possibile solo con un test PCR negativo, spiega il Volksblatt. Per i cittadini di paesi terzi non provenienti dall’UE o dalla Svizzera si applica in linea di principio un divieto d’ingresso, a meno che non si provenga dall’area Schengen e che si presenti un test sierologico negativo che non sia più vecchio di 72 ore.

Gli effetti del Coronavirus sono importanti, la pandemia ha posto e pone ancora molti dinanzi a grandi sfide e diverse aree dell’economia austriaca sono rimaste gravemente colpite. Sempre il Volksblatt riferisce che lo Stato dell’Alta Austria ha stanziato ad esempio per i suoi 438 comuni un pacchetto d’aiuto di 344 milioni di euro per garantirne la liquidità e per permettere di investire nonostante la crisi. “Il ciclo economico regionale deve andare avanti, con il sostegno nel settore pubblico in modo che si possano garantire i posti di lavoro” – hanno concordato Stelzer, il suo vice Manfred Haimbuchner (Partito della Libertà Austriaco), il Consigliere di Stato Birgit Gerstofer (Partito Socialdemocratico d’Austria) ed il Consigliere di Stato Max Hiegelsberber (Partito Popolare Austriaco).

Secondo quanto si legge tra le prime pagine del giornale svizzero Neue Zuechter Zeitung, in Svizzera e Liechtenstein, il numero di nuove infezioni segnalato sabato 25 luglio all’Ufficio Federale della Sanità Pubblica ammonta a 148. Il Cantone di Ginevra sta rafforzando le proprie misure perché la situazione è peggiorata. Da ricordarsi che sabato 25 luglio, dopo una festa al club “Kapitel Bollwerk” a Berna, sono stati messi in quarantena 305 individui. In un articolo di nau.ch risulta che la crisi scatenata dal virus sta colpendo duramente l’industria svizzera. A luglio le aziende ottengono i risultati semestrali ed alcune di esse hanno registrato vendite inferiori come ad esempio ABB che registra un calo degli ordini del 14 % nel secondo trimestre, mentre gli ordini per il costruttore di ascensori Schindler è diminuito del 12 % e le vendite del 9. La crisi ha anche lasciato il segno sul mercato finanziario, ABS ha dovuto accettare il calo degli utili del dieci percento nell’ultimo trimestre.

M.S., L.R.

Recentemente il Regno Unito ha deciso di imporre la quarantena a tutti coloro che rientreranno dalla Spagna dopo il recente aumento di casi di coronavirus in questo Paese.

Secondo la BBC, il governo sta adottando delle misure di prevenzione le quali verranno applicate a tutti i viaggiatori provenienti da ogni parte della Penisola Iberica, incluse le Isole Canarie e le Isole Baleari.

Alcune fonti governative hanno affermato che la nazione è pronta ad agire, in modo da adottare tempestivamente le nuove regole riguardanti anche altri Paesi europei, come afferma The Guardian.

La notizia ha fatto infuriare migliaia di turisti delusi dal poco preavviso, lasciandoli nella confusione e incertezza totale, come si legge su Sky News.

Nonostante ciò alcune compagnie aeree hanno dichiarato che continueranno a garantire i loro servizi.

In Irlanda si sta valutando l’ipotesi di riaprire nuovamente le scuole, prevedendo un costo di circa 300 milioni di euro.

Come spiega The Irish Sun, nel budget verranno inclusi i salari per centinaia di insegnanti extra e i finanziamenti per l’igienizzazione degli ambienti.

Sarà il ministro della Pubblica Istruzione, Norma Foley, a presentare il nuovo piano in cui verranno definite le nuove regole per la riapertura delle scuole, come si legge su RTE.

Secondo The Irish Times,le nuove linee guida stabiliranno la distanza da mantenere all’interno delle classi, fatta eccezione per gli alunni più piccoli della scuola primaria dove è difficile far rispettare il distanziamento sociale.

S.C., S.P.

Il Ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha dichiarato che la Germania è contraria alla partecipazione della Russia al G7. La Russia è stata estromessa dagli incontri con gli altri vertici di stato a seguito dell’annessione forzata della Crimea del 2014. Di altro avviso sono gli Stati Uniti che vedrebbero di buon occhio un ritorno della Russia nel G7, nonostante i paesi europei ritengano sia prima necessario risolvere la questione in Ucraina orientale e nonostante la richiesta del 23 luglio dei rappresentanti democratici statunitensi, che hanno presentato al Senato una risoluzione contro la partecipazione della Russia al G7. Tra Trump e Putin si è intanto svolta una conversazione telefonica per rafforzare la cooperazione e l’interazione commerciale tra i due paesi. I due leader hanno toccato anche il tema del programma nucleare iraniano, ribadendo la necessità di sforzi collettivi per mantenere il regime globale di non proliferazione nucleare. Al termine della conversazione, i presidenti si sono scambiati congratulazioni per il 45° anniversario del volo orbitale nell’ambito del programma spaziale congiunto “Unione-Apollo”. Questo è quanto ci riferisce l’agenzia di stampa Gazeta.

Per quanto riguarda invece la situazione epidemiologica in Russia e l’imminente apertura degli istituti scolastici, Il Ministero della Pubblica Istruzione prevede che le lezioni inizieranno nella forma tradizionale in presenza in quanto non sussiste un concreto rischio che il virus si continui a diffondere in tal modo, anche secondo le dichiarazioni del capo del dipartimento Sergei Kravtsov.

Lunedì, durante un briefing, Kravtsov ha affermato che il prossimo anno accademico dovrebbe iniziare nella forma tradizionale e che tutti i requisiti indicati dal Rospotrebnadzor, ovvero il Servizio Federale per tutela del benessere e dei diritti dei consumatori, saranno presi in considerazione al fine di massimizzare la sicurezza di bambini e insegnanti. Ad avvalorare tale scelta secondo il capo del dipartimento vi sarebbero i dati secondo cui non ci sono stati focolai alla fine dell’anno scolastico nelle scuole russe.

“Ci stiamo preparando ad aprire tradizionalmente le nostre scuole in generale, ma è chiaro che se per qualche motivo la situazione epidemiologica in un determinato comune non lo consentirà, allora, naturalmente, la salute dei bambini, degli insegnanti, dei genitori sarà la nostra priorità. Non sussiste un rischio concreto al momento, pertanto, ci manterremo sulla linea tradizionale con il consueto inizio del 1° settembre ” questa è la dichiarazione di Sergei Kravtsov riportata da Ria Novosti.

Infine, lo stesso Kravtsov ha smentito la prospettiva di adottare l’apprendimento a distanza su base continuativa.

S.N., D.S.

AFRICA

In Guinea, Kabinet Cissé, il neoeletto presidente del Ceni (la commissione responsabile dell’organizzazione delle elezioni nazionali), ha esposto il suo piano d’azione per le prossime elezioni presidenziali. Come riportato da Jeune Afrique, Kabinet Cissé intende discaccarsi dalla linea seguita dai suoi predecessori ed evitare di assecondare illegittimi interessi economici e politici. Infatti, il suo obiettivo è quello di promuovere delle elezioni libere, trasparenti e inclusive. Desidera partire da una riforma globale del Ceni in modo che alcuni dei membri nominati dai partiti politici, come i commissari, vengano relegati alla sola funzione amministrativa.

EA.V.

Il giornale Lusa informa che la pandemia di Covid-19 in Mozambico rallenta la lotta alla tubercolosi. L’anno scorso sono stati registrati 97 mila casi, mentre quest’anno se ne prevedono 103, secondo le autorità sanitarie. Questo compromette la meta stabilita dal governo, ma i progetti di sensibilizzazione e le risorse umane impegnate contro la tubercolosi sono state fermate a causa del Covid-19. Per quanto riguarda il Coronavirus, si registra un lieve aumento con 1507 casi totali. Nonostante ciò, il governo si prepara a investire sul turismo con un visto elettronico (e-visa) che aiuterà a collocare il Mozambico tra le mete turistiche più ambite entro il 2025, riferisce ancora Lusa.

D. F.

In Angola, come riporta Jornal de Angola, sono stati arrestati 11 cittadini: tra questi, sette si dedicavano all’uccisione di animali di varie specie, due fornivano armi da fuoco e munizioni e due donne invece si occupavano della vendita della carne. L’operazione è stata condotta dalla Polizia Nazionale e da operatori della protezione dell’ambiente nel parco Luengue-Luiana, dove è avvenuto l’arresto. I criminali sono stati trovati in possesso di due armi del tipo mauser, una mitragliatrice PKM, un fucile, 91 munizioni e 200 chili di carne.

M. P.

Più di 60 persone sono state uccise e decine sono rimaste ferite in un attacco in un villaggio nello stato del Darfur occidentale, in Sudan, secondo i funzionari delle Nazioni Unite.

Una dichiarazione rilasciata dall’Ufficio delle Nazioni Unite a Khartum ha affermato che uomini armati hanno preso di mira membri della tribù Masalit e hanno saccheggiato e bruciato case e parte del mercato locale.

La dichiarazione aggiunge che circa 500 uomini armati hanno attaccato il villaggio di Masteri, situato a 48 km da Geneina, la capitale dello stato del Darfur occidentale.

“Questo è stato solo l’ultimo di una serie di attacchi che ha provocato l’incendio di molti villaggi, il saccheggio di mercati e negozi e il danneggiamento di numerose infrastrutture”. Dopo l’attacco al villaggio di Masteri, circa 500 residenti locali hanno organizzato una protesta, chiedendo maggiore protezione da parte delle autorità.

Il primo ministro sudanese Abdullah Hamduk si è quindi impegnato a inviare nuove forze di sicurezza nel Darfur, come riportato dalla BCC Arabic.

S.H.

MEDIO ORIENTE

Il Ministro saudita del pellegrinaggio, Mohammed bin Taher Benten, aveva precedentemente dichiarato che “la salute e la sicurezza dei pellegrini è una priorità per le autorità saudite”, sottolineando che la riduzione del numero di pellegrini durante la stagione dell’Ḥajj dell’anno in corso è stata necessaria per garantire che il virus non si diffondesse, come riportato dalla CNN Arabic.

Siamo nel mese di Dhū l-Ḥajj, periodo dedicato al pellegrinaggio, e i fedeli selezionati elettronicamente hanno già iniziato ad arrivare alla Mecca Al-Mukarramah.

Quest’anno l’Ḥajj è limitato ai cittadini e ai residenti del Regno dell’Arabia Saudita che hanno soddisfatto le condizioni preliminari e sono stati sottoposti a procedure di quarantena.

Il ministero del pellegrinaggio ha spiegato che i pellegrini sono stati scelti tra circa 160 nazionalità residenti nel Regno, mentre il numero di pellegrini è stato significativamente ridotto per garantire la compatibilità con le misure di distanziamento sociale mirate a limitare la diffusione del coronavirus.

L’esercito israeliano ha dispiegato batterie antimissili e artiglieria lungo il confine settentrionale con il Libano, alla luce delle tensioni su entrambi i lati del confine dopo che, pochi giorni fa, un membro della milizia Hezbollah è stato ucciso in un attentato vicino a Damasco attribuito a Israele.

Uno stato di allerta incombe sul confine settentrionale di Israele, in previsione di una risposta della milizia Hezbollah all’uccisione di Ali Kamel Mohsen.

Fonti militari israeliane hanno suggerito che Hezbollah potrebbe effettuare un attacco contro i soldati israeliani nelle aree di confine, in un tentativo di rappresaglia per l’uccisione di Mohsen.

Tra i possibili scenari, secondo le fonti, Hezbollah potrebbe attaccare attraverso missili anti-armatura contro un veicolo militare israeliano o prendere di mira i soldati israeliani utilizzando dei cecchini vicino al confine, come sottolineato da Sky News Arabia.

S.H.

AMERICA

Negli Stati Uniti il The Guardian ha riportato che Portland (Oregon) è diventato l’epicentro nazionale degli scontri tra i manifestanti e gli agenti federali, poiché la campagna di rielezione di Donald Trump, incentrata sulla legge e sull’ordine, si è scontrata con le proteste per la brutalità della polizia e il razzismo. Trump ha inviato agenti delle agenzie del Dipartimento di giustizia e del Dipartimento di sicurezza interna (DHS) per rafforzare, e in alcuni casi sostituire, la polizia locale.

Su The Guardian si legge che Ron Wyden, senatore americano dell’Oregon, ha detto in un comunicato che “le tattiche violente messe in atto da Donald Trump e dalle sue forze paramilitari contro i manifestanti pacifici sono quelle di un regime fascista, non di una nazione democratica”.

S.C., S.P

In Canada, sabato 25 luglio, a Montréal ha avuto luogo una protesta pacifica durante la quale centinaia di persone si sono riunite per esprimere il rifiuto di indossare la mascherina come misura contro la pandemia da Coronavirus. Come riportato da Journal de Montréal, alcuni manifestanti considerano esagerate misure di sicurezza come l’uso della mascherina poiché il numero di casi positivi e di vittime rimane basso; altri invece affermano persino che il virus Covid-19 sia un’invenzione.

EA.V.

Fino alla fine di marzo, nei Paesi dell’America Latina, si stava registrando un graduale sviluppo economico, ma la pandemia, che ha colpito particolarmente questa area geografica, non solo ha costretto tale crescita ad un brusco rallentamento anzi, secondo la Comisión Económica para América Latina y el Caribe, ha provocato una regressione nel livello del PIL. Secondo un articolo della BBC, infatti, il Perù e l’Argentina subiranno gravi danni economici, mentre le finanze di Paraguay e Guatemala saranno più preservate.

Il governo peruviano, a causa della rapida diffusione dei contagi, ha disposto una lunghissima quarantena – dal 16 marzo fino ai primi di luglio – che ha penalizzato tutti i settori commerciali; oltre ad aver avuto conseguenze all’interno dei confini nazionali, le ripercussioni sono state evidenti nei rapporti economici con gli Stati esteri, in particolare con i suoi maggiori partner commerciali, Cina e USA, che hanno quasi dimezzato la richiesta di prodotti peruviani.

Similmente in Argentina, i gravi problemi di debito pubblico, presenti fin dallo scorso anno, si sono aggravati a causa dell’inevitabile imposizione del lockdown.

Il Paraguay e il Guatemala, invece, grazie ad una tempestiva e ben organizzata gestione della pandemia, hanno potuto salvaguardare la loro agricoltura, garantendo la coltivazione e l’esportazione di soia, zucchero e cardamomo e mantenendo così stabile un settore che ha grande impatto sulle economie di questi due Paesi.

L.C, M.D.F. e I.V

In Brasile il giornale UOL riporta la notizia della denuncia al presidente Jair Bolsonaro per reati contro l’umanità e genocidio al Tribunale Penale Internazionale. L’iniziativa è portata avanti da una coalizione di più di un milione di persone che lavorano nell’ambito sanitario e da enti stranieri. La Rete Sindacale Brasiliana UNISaúde accusa il presidente di gravi mancanze e ritardi nella prevenzione del Covid-19. Il comportamento negazionista e negligente ha infatti contribuito più di 80 mila decessi. Per il governo non è una novità, qualche mese fa era stata presentata un’altra denuncia nello stesso tribunale per rischio di genocidio del popolo indigeno. Nel 2019 invece, sono arrivate all’ONU 35 denunce. Attualmente il Brasile è uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia, conta infatti 2,42 milioni di contagiati e 87 mila decessi. In questa settimana si è registrato un record di decessi in 24 ore: la media è stata di circa 1097 persone.

M.P.

ASIA

In Cina, come riportato dal Global Times, si sta svolgendo la 23° edizione dello “Shanghai International Film Festival”, uno dei più grandi festival cinematografici dell’Asia orientale, organizzato dalla Shangai Municipal Administration of Culture and Media Entertainment group.

Il prestigio internazionale del Festival cinese è comparabile con quelli di Cannes, Venezia e Berlino.

A causa dell’epidemia, l’evento presenterà attività online e offline a cui parteciperanno personaggi nazionali e internazionali, per un totale di 46 film provenienti da 8 grandi paesi: Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud, Giappone, Filippine, Indonesia e Malesia.

 Il cinema italiano sarà omaggiato con una rassegna di film dedicati al centesimo anniversario della nascita del regista Federico Fellini, al quale la Cina dedicherà una retrospettiva organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Shangai e l’ufficio di Promozione Internazionale Cinema Classico dell’Istituto Luce-Cinecittà. Dieci sono i film selezionati tra quelli più famosi del regista, tra cui spiccano La Dolce Vita, Amarcord e otto e mezzo.

L’evento si propone di ripristinare la fiducia nello sviluppo dell’industria cinematografica e televisiva e promuovere la ripresa del lavoro affinché vengano ripristinati quegli sforzi che Shangai da anni fa nel tentativo di diventare capitale internazionale della cultura.

Il tema del poster del festival di quest’anno è “reunion”, indicando che i fan potranno “riunirsi” finalmente con i film sullo schermo dopo sei mesi senza poter andare al cinema.

Oltre 700 espositori provenienti da circa 70 paesi e regioni si uniranno al mercato internazionale del cinema e della televisione online quest’anno, 100 in più rispetto a quello dell’anno scorso, ha detto Xu, direttore della sezione marketing del Festival, aggiungendo che alcuni di loro sono aziende rinomate come Paramount, Sony, Universal Pictures, Shochiku del Giappone, della BBC e dei film tedeschi.

Oltre alle proiezioni cinematografiche, l’evento ha aggiunto quest’anno proiezioni all’aperto e proiezioni online agli amanti del cinema. Più di 320 film d’oltremare e nazionali saranno proiettati in tutta Shangai.

I grandi appassionati di cinema consigliano una selezione di quattro film cinesi assolutamente da non perdere:

 per gli appassionati di noir Il lago delle oche selvatiche, per gli amanti del 3D e dei droni un lungo viaggio nella notte, per i cultori del regista Jia Zhangke swimming out til the sea turns blue e per una panoramica generazionale della Cina contemporanea the cloud in her room.

Il SIFF è visto dalla Cina come un evento simbolico che faciliterà un’ulteriore e più rapida ripresa dell’industria cinematografica, fortemente colpita dalla pandemia.

G.R.

OCEANIA

In Australia il The Guardian ha riportato che la Corte Suprema del Nuovo Galles del Sud si è pronunciata a favore della polizia, vietando una protesta prevista per martedì a Sidney in onore di David Dungay Jr, un uomo indigeno morto in un carcere della città nel 2015. Nonostante ciò gli attivisti affermano che la protesta andrà avanti e la nipote Paul Silva ha dichiarato al The Guardian: “la nostra famiglia scenderà in strada per chiedere giustizia”.

Nonostante le forze di polizia del NSW riconoscono e sostengono il diritto degli individui di esercitare la libertà di parola, eventi del genere sono attualmente soggetti a restrizioni ai sensi della legge sulla salute pubblica e in quanto tali, la polizia non esiterà a intervenire.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:

Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

#POLITICAFFÈ

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E intanto Trump raddoppia gli sforzi per il vaccino. Sarà grazie alle rivalità politiche che ci salveremo dal virus?

Stampa statunitense

Da sentirsi in pericolo a rappresentare il pericolo. Con oltre 70 mila nuovi casi registrati ogni giorno, gli Stati Uniti d’America contano oltre 4 milioni e 150 mila casi di Coronavirus ad oggi, secondo i dati forniti dalla Johns Hopkins University. È di questi giorni l’annuncio dell’amministrazione Trump di un contratto da 2 miliardi di dollari con Pfizer e BioNTech per 100 milioni di dosi del vaccino per il Covid-19. Nonostante non ne sia ancora stato sviluppato uno e non sia chiaro se la versione proposta da Pfizer funzionerà, si inizia a vedere una luce di speranza in fondo a questo tunnel. Sarà il settore privato a comprare la maggior parte dei vaccini negli Stati Uniti d’America e non il governo.

Il New York Times riporta come l’approccio adottato da Trump sia simile a quello suggerito dal candidato democratico Joseph Biden. Infatti, il piano di risposta alla pandemia proposto da Biden prevede che la nazione aumenti la produzione su larga scala di tutti i potenziali vaccini per assicurare alla popolazione statunitense, e dunque non solo alle persone benestanti, l’accesso alle nuove terapie.

Il POLITICO afferma che il Presidente Trump ha scommesso che un vaccino efficace contro il Coronavirus costituirà la sorpresa del mese di ottobre che lo catapulterà al secondo mandato. Tuttavia, le tempistiche non si stanno rivelando favorevoli per l’attuale Presidente nonostante gli sforzi della Casa Bianca. Sono numerose le perplessità del mondo scientifico circa l’affidabilità di un vaccino sintetizzato in pochi mesi e senza essere noti i possibili effetti collaterali nel lungo periodo. Una corsa contro il tempo per Trump – e una corsa all’oro per le aziende farmaceutiche che vogliono giungere per prime alla scoperta del vaccino strategico – più che per la salute della popolazione, per la rielezione alla Presidenza degli Stati Uniti d’America. Inoltre, questa corsa alla prevenzione potrebbe non garantire, oltre l’efficacia, soprattutto la sicurezza del vaccino giacché non sussistono i tempi necessari minimi per garantire la quasi totale sicurezza delle dosi.

Per questo motivo, in attesa della scoperta di un vaccino utile, diversi consulenti di Trump hanno sollecitato il Presidente a rifocalizzare la sua attenzione e la sua energia su azioni attuabili nel breve periodo e ad assumere un ruolo più attivo nel condurre la lotta contro la pandemia. Questo fatto viene riproposto anche dalla CNN, la quale racconta anche dell’intenzione di Trump di voler riaprire le scuole nelle prossime settimane, non seguendo le indicazioni della comunità scientifica, ma perseguendo i propri interessi in vista delle prossime elezioni. Infatti, gran parte dell’elettorato repubblicano chiede la riapertura delle scuole.

La CNBC parla di un accordo storico raggiunto tra il Presidente Trump e le società Pfizer e BioNTech, che stanno studiando insieme quattro potenziali vaccini anti-Covid. L’affare serve a garantire agli Stati Uniti l’acquisizione di 100 milioni di dosi qualora il vaccino dovesse rivelarsi efficace, più la possibilità di acquistare 500 milioni di dosi addizionali. Trump ha detto che gli Stati Uniti stanno “incredibilmente bene” nella ricerca medica e nello studio dei potenziali vaccini. Un’affermazione che risulta altisonante poiché pronunciata nel momento in cui il Paese sta registrando una nuova crescita vertiginosa di contagi.

Il quotidiano della regione del Triangolo, News & Observer, pone invece rilievo sulla visita programmata di Trump al centro Fujifilm Diosynth Biotechnologies a Morrisville, un’azienda farmaceutica che produce sostanze per la proteina NVX-CoV2373, candidata al vaccino di Novavax. Il governo federale ha infatti parlato all’inizio di luglio dell’intesa di 1,6 miliardi di $ con Novavax per dimostrare che sarà possibile giungere alla produzione su scala commerciale del vaccino. Questo atto si collega dunque alla campagna che l’amministrazione Trump sta sviluppando per mostrare la spinta americana a sviluppare un vaccino.

Il New Yorker sviluppa una lunga riflessione con cui esprime perplessità circa l’effettiva efficacia di questa energica corsa contro il tempo sui vaccini. Ricorda che a maggio Trump ha lanciato il piano chiamato Operation Warp Speed, l’operazione che dovrebbe condurre entro la fine dell’anno alla consegna di centinaia di milioni di dosi del vaccino anti-Covid, e che nell’immediato ha suscitato grande speranza; ma nella scienza i fatti sono ben più complessi. Innanzitutto, il periodico statunitense rinvia al fatto che le ricerche siano ancora indirizzate verso lo studio di tutti i possibili effetti della virus, e per di più si stratta di una malattia che fin da subito si è dimostrata essere multiforme e complessa. Si è rivelata, in alcuni casi, come una malattia asintomatica e, in altri, ha condotto rapidamente alla morte, a seconda di alcuni fattori che non sono stati ancora compresi. Anthony Fauci ha anche aggiunto la possibilità che alcuni sopravvissuti potrebbero presentare effetti debilitanti per tutta la vita. Studi recenti hanno poi dimostrato come alcuni contagiati non abbiano sviluppato un’immunità duratura; è dunque altrettanto possibile che il vaccino possa fornire una copertura solo iniziale, per poi svanire. È difficile inoltre elaborare una vaccinazione capace di conferire immunità a diverse fasce di età e con diversi gradi di vulnerabilità. Non solo, un vaccino di prova, oltre a non conferire protezione, potrebbe facilitare il virus ad attaccare le cellule; di conseguenza è rischioso affrettarsi nel procedere con le prove umane. Margaret Heckler nel 1984 disse che il vaccino per l’AIDS sarebbe stato disponibile nel giro di due anni, eppure ancora oggi non esiste un vaccino. Ecco, gli scienziati temono che le promettenti previsioni dell’amministrazione Trump siano destinate a rivelarsi come quelle dell’amministrazione Reagan: errate.   

Chiara Aveni e Gaia Natarelli

FONTI

Vaccine, U.S.-China, Mars: Your Thursday Briefing disponibile su https://www.nytimes.com/2020/07/22/briefing/vaccine-america-china-mars.html, consultato il 25/07/2020

The U.S. Commits to Buying Millions of Vaccine Doses. Why That’s Unusual disponibile su https://www.nytimes.com/2020/07/22/upshot/vaccine-coronavirus-government-purchase.html, consultato il 25/07/2020

Is Trump on track for an October vaccine surprise? disponibile su https://www.politico.com/news/2020/07/22/trump-october-vaccine-surprise-coronavirus-379278, consultato il 25/07/2020

Trump’s pandemic reversals betray anxiety about November election hopes disponibile su https://edition.cnn.com/2020/07/21/politics/donald-trump-coronavirus-masks-briefings-election-2020/index.html, consultato il 25/07/2020

President Trump touts Pfizer and BioNTech coronavirus vaccine: ‘We think we have a winner’ disponibile su https://www.cnbc.com/2020/07/22/trump-applauds-government-contract-with-pfizer-and-biontech-says-he-thinks-vaccine-is-a-winner.html, consultato il 24/07/2020

Trump to visit North Carolina biotech company, discuss vaccine efforts Monday disponibile su https://www.newsobserver.com/news/politics-government/article244445582.html, consultato il 24/07/2020

The long game of coronavirus research disponibile su https://www.newyorker.com/science/medical-dispatch/the-long-game-of-coronavirus-research, consultato il 25/07/2020b

#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Quattrocentottantaquattro nuovi positivi al virus nello stato di Victoria in Australia e cinquantanove deceduti per Covid senza un’identità riconosciuta in Spagna. Tianwen-1, la prima sonda su Marte lanciata in Orbita dalla Cina. In Brasile stime positive per il 2033 per quanto riguarda il sistema fognario e l’accesso ad esso anche nelle aree più povere. Percentuale negativa del 33,17% di affluenza alle urne in Siria.

EUROPA

Apriamo le notizie inerenti la Spagna con un triste mistero: secondo l’articolo di El País, sarebbero 59 i cittadini deceduti per Covid-19 senza identità, i cui corpi giacciono in una cella frigorifera dell’Instituto Anatómico Legal de la Ciudad de la Justicia dallo scorso aprile 2020.

Dopo 70 giorni senza nessun cenno da parte di qualsiasi familiare, parente o conoscente di questi ultimi, il governo della Comunità di Madrid ha preso la decisione di spostarli nel cimitero a sud della capitale, nel quale riposeranno in pace per i prossimi dieci anni.

Sempre secondo lo stesso articolo, la maggior parte di queste vittime superava i 65 anni di età e il loro decesso risale a prima dello scorso 21 aprile, quando il virus si espandeva senza sosta, soprattutto nelle strade madrilene; 40 di loro sono mancati in ospedali, mentre i restanti 19 in case di riposo.

A Mérida, capoluogo dell’Estremadura, invece, sono giornate di festa: l’articolo di 20 minutos ci racconta come si celebra in questi giorni il Festival del Teatro Classico, alla presenza del re Felipe accompagnato dalla moglie Leticia e dalle figlie, la principessa Leonor e l’Infanta Sofía. Secondo quanto riportato dall’articolo, la presenza delle figlie del sovrano rafforza il messaggio di sostegno che la Famiglia Reale vuole trasmettere per supportare tanto il turismo culturale quanto gli spettacoli teatrali.

L.C, M.D.F. e I.V

In Belgio, Karine Moykens, la presidente del comitato interfederale Testing & Tracing (collegio responsabile del tracciamento dei contatti delle persone positive al Coronavirus) ha chiesto al Consiglio di Sicurezza Nazionale di rendere obbligatorio redigere liste di presenze per tutti i tipi di eventi. Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Soir, è compito degli organizzatori stilare una lista indicando nome, cognome e numero di telefono di ogni partecipante. In questo modo, le liste in questione potranno essere consegnate al personale qualificato per il tracciamento nel caso in cui una persona infetta abbia partecipato ad un evento.

EA.V.

In Francia, a partire dal 20 luglio, è diventato obbligatorio l’uso della mascherina nei luoghi pubblici chiusi per combattere la pandemia del Coronavirus; in caso di violazione la sanzione è di 135 euro. Come riportato da France 24, tale decisione ha riaperto il dibattito sul prezzo delle mascherine. Secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano Le Parisien, una famiglia con due figli spenderebbe 228 euro al mese per le mascherine usa e getta e 96 euro per le mascherine lavabili.Vari partiti di sinistra hanno richiesto che lo Stato si faccia carico delle spese, ma il presidente Macron ha respinto la proposta, promettendo tuttavia un aiuto per i più svantaggiati.

EA.V.

In Svizzera, il partito Union Démocratique du Centre da oltre dieci anni si batte per l’espulsione sistematica dei criminali stranieri dalla Svizzera e attualmente il relativo tasso di espulsione è solo del 58%. Come riportato da Le Temps, la tabella pubblicata dall’Ufficio federale di statistica (UST) rivela un vero e proprio mosaico di pratiche cantonali divergenti. Da un lato, i più restrittivi, come Lucerna, Zugo, i Grigioni e Ginevra, espellono i trasgressori almeno nell’80% dei casi. D’altra parte, ci sono i cantoni più “lassisti”, come Neuchâtel, Giura, Vallese e Friburgo, che permettono agli stranieri condannati di rimanere in Svizzera nel 70-80% dei casi. L’UDC vorrebbe trovare il sostegno del popolo, come è avvenuto nel 2010, quando il famoso manifesto delle pecore bianche che cacciano le pecore nere (rappresentanti gli immigrati) dalla Svizzera aveva colpito nel segno portando il partito alla vittoria.

S.C.

In seguito al Consiglio Europeo terminato questa settimana a Bruxelles, è stato annunciato che il Portogallo riceverà un fondo di 45 miliardi di euro in sussidi economici per il periodo che va dal 2021 al 2027. Di questa cifra, è stato già reso noto che 300 mila saranno destinati alla regione dell’Algarve, la più colpita economicamente dalla pandemia, e 35 mila verranno destinati alle regioni autonome di Azzorre e Madeira, informa Lusa. Inoltre, per la prima edizione del premio Umanità di quest’anno, la fondazione Gulbenkian ha nominato come vincitrice Greta Thunberg, che ha accettato il premio di 1 milione di euro e dovrà recarsi a Lisbona per la cerimonia ufficiale. La giovane attivista ha già dichiarato che devolverà la somma in vari progetti dedicati ai cambiamenti climatici attraverso la sua fondazione, riferisce Público. Inoltre, continua il rischio elevato di incendi in tutti i distretti del Paese, significativo l’incendio nell’area di Abrantes, Santarém, dove una equipe di 394 pompieri è stata impegnata nell’abbattimento di un incendio in un’area boschiva, riporta ancora Público.

D.F.

Stando a quanto si legge sulle prime pagine del giornale Die Zeit, le aziende in Germania sembrano resisterealla crisi da coronavirus. Grazie ad uno studio internazionale condotto dal noto gruppo bancario HSBC emerge che gli aiuti finanziari e la gestione iniziale della crisi da parte del sistema federale tedesco hanno permesso a quasi la metà delle imprese di continuare a lottare. Infatti, tradotto in numeri, la Germaniaregistrala più bassa percentuale di aziende gravemente colpite sul piano economico: (solo) il 53% rispetto al 72% riscontrato su base globale.

Le contromisure adottate dallo Stato tedesco, come il differimento delle scadenze fiscali e le riduzioni sui pagamenti anticipati, da una parte hanno centrato lo scopo di creare una liquidità immediata per i contribuenti più in difficoltà, dall’altra, è ovvio che questo abbia fatto crollare il gettito fiscale nelle casse pubbliche. Secondo il rapporto mensile del Ministero federale delle Finanze, come si legge su un articolo di Die Zeit , nel primo semestre del 2020 i ricavi sono diminuiti del 9,1% rispetto all’anno precedente. In particolare, nel mese di giugno l’IRPEG è diminuito di ben il 38%, l’IRPEF del 14% e l’IVA circa del 18%. Per far fronte al periodo attuale di grande difficoltà economica, molte aziende hanno attuato una temporanea riduzione dell’orario di lavoro ai loro dipendenti, evitandone così la disoccupazione, che tuttavia nel bilancio finanziario registra un calo dell’imposta sul reddito da lavoro del 7,3%.

A preoccupare è anche il drammatico impatto sul traffico aereo, registrato in Germania al 93,7%. A tal proposito, è di questi giorni la disputa sul taglio ai salari tra la compagnia aerea low cost Ryanair e il sindacato tedesco Cockpit (Vc) che rappresenta i piloti di aereo. Stando a quanto riportato sul giornale Der Spiegel, quest’ultimo avrebbe rifiutato un’intesa sui tagli alle retribuzioni, necessari a causa delle ripercussioni economiche da lockdown e, per questo motivo, la compagnia sarebbe pronta a chiudere le proprie sedi e licenziare i dipendenti in Germania. Gli aeroporti di Berlino-Tegel e Düsseldorfsperimenteranno la chiusura degli uffici Ryanair già a partire dalla fine di settembre, e la base presente all’aeroporto Hahn di Francoforte seguirà il primo novembre. Secondo il sindacato Cockpit soltanto poco meno della metà dei piloti tedeschi si diceva favorevole ad un accordo, che per la maggior parte dunque è risultato inadeguato. In effetti, Ryanair garantirebbe la sicurezza del posto di lavoro fino al marzo 2021, mentre i tagli alle retribuzioni sarebbero da applicarsi fino al 2024. Anche in Austria la compagnia aveva minacciato di chiudere la sede di Vienna e quindi di licenziare circa 300 dipendenti, ma dopo le resistenze iniziali i sindacati dei piloti e degli assistenti di volo hanno accettato i tagli imposti.

M.S., L.R.

In Russia, le iniziative prese dal governo per stimolare il turismo interno seguono la stessa linea di quelle adottate dal governo italiano: difatti, esse prevedono un programma di rimborso per i viaggi all’interno della Federazione.

Secondo il capo dell’Agenzia Federale per il Turismo, Zarina Doguzovaja, è stato deciso che “al programma parteciperanno tutte le regioni russe”. Apprendiamo dall’agenzia di stampa RT che inizialmente si pensava a delle limitazioni, ma poi l’agenzia ha deciso di estendere l’opportunità di aderire a tutti i territori della Federazione, affinché i cittadini russi abbiano una scelta più variegata possibile. Il rimborso per l’acquisto di viaggi in Russia, tuttavia, avviene non senza condizioni, le quali sono state definite dal Consiglio dei ministri in data 22 luglio. Il decreto firmato dal primo ministro Michail Mišustin prevede il rimborso per i viaggi della durata di almeno cinque notti e con pagamento attraverso la carta “Mir”. Dal decreto emerge inoltre che il cashback promesso ammonta al 20% della somma complessiva spesa per il viaggio.

Per questo provvedimento, mirato a sviluppare il turismo interno e quindi a incoraggiare i cittadini russi a viaggiare nell’estate 2020, il governo ha stanziato 15 miliardi di rubli, poco più di 181 milioni di euro.

Parlando di sicurezza nazionale ed estera i servizi federali per la sicurezza della Federazione Russa (FSB) hanno arrestato 22 terroristi appartenenti al Movimento Islamico dell’Uzbekistan presente nel territorio federale attraverso diverse cellule diffuse in tre diverse regioni della Russia. Sono ora detenuti tra Mosca, Novosibirsk e Krasnoyarsk. Secondo le forze dell’ordine, queste cellule erano incaricate di arruolare persone, addestrarle e inviarle nelle zone di combattimento. Inoltre, le cellule si occupavano di inviare denaro a un’organizzazione terroristica in Siria.

Nei nascondigli dei terroristi sono stati rinvenuti letteratura religiosa vietata e video di propaganda dell’organizzazione terroristica internazionale Movimento Islamico dell’Uzbekistan, insieme con passaporti e documenti falsi impiegati per svolgere attività illegali. Il Movimento era stato dichiarato illegale in Russia da una sentenza della Corte Suprema del 2003.

Alcuni dei terroristi si nascondevano a Nalchik, dove gli agenti dell’FSB hanno rinvenuto ordigni esplosivi e materiali per la fabbricazione di bombe, insieme a fucili, una carabina, diverse munizioni e due pistole.

Un giorno prima della cattura, era stato sventato un ulteriore attacco terroristico organizzato nella Repubblica di Cabardino-Balkaria, nel territorio del Caucaso. Il 17 luglio è inoltre stato arrestato a Chabarovsk un uomo di 32 anni che aveva l’intento di compiere “attentati terroristici in centri affollati” tramite ordigni incendiari.

S.N., D.S.

In Gran Bretagna il Partito Laburista si è scusato “senza riserve” e, come riporta The Guardian, ha versato una somma a sei cifre a sette ex dipendenti e a un giornalista veterano della BBC, dopo aver ammesso di averli diffamati in seguito a un’inchiesta di Panorama sulla sua gestione dell’antisemitismo. Secondo The Irish Times, si tratta di una somma che si aggira tra le 600.000 e le 750.000 sterline.

Keir Starmer, successore di Jeremy Corbyn alla guida del Partito Laburista inglese, prende una posizione segnando un nuovo rapporto con la comunità ebraica locale e con Israele: “L’antisemitismo è stato una macchia per il Partito, ho visto il dolore che ha causato nella comunità ebraica. Chiedo scusa a nome del Partito laburista”. “Se vogliamo ripristinare la fiducia della comunità ebraica, dobbiamo dimostrare un cambiamento di leadership”, cita Ynetnews.com.

S.C., S.P.

AFRICA

In Algeria, due attivisti di Hirak, il movimento popolare anti-regime, sono stati processati per «attacco all’integrità del territorio» e «messa in pericolo del Presidente della Repubblica». Come riportato da Le Monde Afrique, il sistema giudiziario algerino ha condannato i due militanti, Ahmed Sidi Moussa e Yasser Kadiri, a sei mesi di prigione. Sono stati processati sulla base di un nuovo Codice penale adottato in aprile e denunciato dagli attivisti dei diritti umani per interferenze dello Stato nel diritto alla libertà di espressione. Secondo il Comitato nazionale per il rilascio dei detenuti (CNLD), quasi 60 “prigionieri di coscienza” sono attualmente dietro le sbarre, la maggior parte per dei contenuti postati su Facebook.

S.C.

Un’organizzazione non-governativa in Mozambico ha affermato che la violenza armata, presente nella zona di Cabo Delgado, ha portato sia un clima di guerriglia, provocando 250 mila sfollati e più di mille decessi, sia una diminuzione dei controlli delle frontiere e degli sbarchi, aprendo un corridoio strategico per il traffico di sostanze illecite, come riporta Lusa.

D. F.

In questi ultimi giorni in Angola si è discusso dell’investimento di circa 53 milioni di dollari all’anno da parte dell’ONU, come riporta Jornal de Angola. La somma è destinata allo sviluppo del Paese: si partirà con nuovi programmi governativi per la società civile e quella accademica. L’ONU ha inoltre sottolineato che in questo momento è fondamentale rendere l’acqua potabile un bene di tutta la popolazione. In più, l’organizzazione ha anche elogiato il governo angolano per le misure prese per combattere il Coronavirus come l’utilizzo obbligatorio della mascherina. Per questo motivo, saranno investiti 36 milioni di dollari per sostenere il Paese in questa battaglia.

M. P.

 La Turchia ha ampliato la cerchia della sua ultima offensiva nel nord dell’Iraq contro i militanti curdi, per raggiungere una profondità senza precedenti, accompagnata dalla costruzione di basi militari. Questa “silenziosa espansione” fa parte di una nuova strategia per espandere militarmente i confini turchi.

La nuova campagna transfrontaliera di Ankara, soprannominata “l’Artiglio“, attira meno attenzione rispetto alle sue incursioni nella vicina Siria, come riportato da Sky News Arabia.

Ciò è in parte dovuto al fatto che le forze turche sono presenti in Iraq da molto tempo, ma quella presenza fa parte di una strategia volta a spingere le linee di combattimento oltre i confini dopo anni di conflitti e spargimenti di sangue in patria.

La Turchia ha iniziato a bombardare già da diversi giorni il nord dell’Iraq, nel silenzio della comunità internazionale, col pretesto di voler stanare i combattenti curdi del Partito dei Lavoratori Curdi (PKK), che dominano l’area sud-orientale della Turchia.

Dopo che gli sforzi per la pace sono crollati nel 2015, in Turchia sono scoppiati aspri combattimenti. Da allora, il governo del presidente Tayyip Erdogan ha cercato di affrontare quelle che sostiene siano le “radici della crisi”. Ma quale sarà il vero intento del leader turco?

S.H.

Per la prima volta nella storia del Sudan, il primo ministro Abdullah Hamdouk ha annunciato la nomina di due donne alla carica di governatrici. Amal Ezz El-Din Othman è stata infatti nominata governatrice dello Stato del Nord e Amna Ahmed El-Makki dello Stato del fiume Nilo, come riportato da Sky News Arabic.

Quanto alla scelta delle due donne, sottolineando l’applicazione di criteri di valutazione rigorosi, Hamdouk ha dichiarato: “Volevamo mantenere un equilibrio nella questione della partecipazione delle donne. Il loro contributo sarà positivo, significativo e ininterrotto”. Ha poi aggiunto: “Ciò che siamo riusciti a raggiungere non è un traguardo storico, ma è un passo nella giusta direzione. Dobbiamo affrontare realmente questo problema, in un modo che non si limiti esclusivamente agli slogan ma si traduca in risultati concreti “.

S.H.

MEDIO ORIENTE

Il partito Ba’th, al potere in Siria da più di mezzo secolo, ha ottenuto di nuovo la maggioranza dei seggi alle elezioni parlamentari che si sono svolte di recente. Queste elezioni hanno incluso per la prima volta aree detenute dall’opposizione durante il conflitto. Tuttavia, le elezioni hanno tenuto lontano qualsiasi forma di opposizione effettiva sul campo, al punto di essere etichettate dagli oppositori come “un gioco” i cui risultati erano già noti.

Il movimento del presidente Bashar al-Assad e dei suoi alleati ha vinto la maggioranza dei seggi aggiudicandosene 177 su 250 nell’Assemblea del Popolo, come sottolineato da France24.

L’affluenza alle urne ha registrato una percentuale negativa del 33,17%, paragonata al 57,56% del 2016, secondo i risultati ufficiali annunciati dal capo della commissione giudiziaria, Samer Zumreeq, che sovrintende al processo di voto.

S.H.

AMERICA

Il governo degli Stati Uniti ha recentemente richiesto alla Cina di sospendere ogni attività del suo consolato a Huston, Texas.

Secondo la notizia riportata da CNN, sono avvenuti diversi disordini fuori dal consolato cinese, situato su Montrose Boulevard, richiedendo l’intervento della polizia locale.

Morgan Ortagus, portavoce del Dipartimento di Stato, ha dichiarato che la chiusura sarebbe una misura cautelare per la protezione delle informazioni private americane, come si legge su USA Today.

La Cina ha subito risposto all’attacco definendo l’azione “illegale” e minacciando di prendere provvedimenti a riguardo, mentre l’amministrazione di Trump ha accusato i cittadini cinesi di aver sottratto informazioni sulla ricerca scientifica, secondo il New York Times. Tuttavia, il governo americano non ha fornito spiegazioni riguardo la chiusura e sulle sue ripercussioni, come riportato da CBS News.

S.C., S.P

Il Consiglio di Calgary, in Canada, ha votato in maggioranza a favore della legge che renderà le mascherine obbligatorie anche nei luoghi pubblici al coperto. Un provvedimento dovuto al numero sempre più crescente di casi di coronavirus, secondo CBC.

La nuova legge è stata presentata da Sampson, capo dell’Agenzia per la gestione delle emergenze di Calgary, e da Choi, responsabile dei servizi strategici della città, ed entrerà in vigore dal primo di agosto, come riferisce Global News.

Il voto è arrivato dopo circa tre ore di dibattito con un risultato di 12-3, come dichiara CTV News.

S.C., S.P.

In questo momento storico piuttosto vulnerabile, sia sul piano internazionale sia nazionale dei singoli Paesi di tutto il mondo, è opportuno spendere qualche parola sulle nuove spinte di protezionismo tra Stati Uniti e Cina che rischiano di compromettere la stabilità, in senso lato, anche dei Paesi dell’America Latina. Infatti, come ormai attestato da varie fonti, anche La Vanguardia testimonia una nuova probabile “guerra fredda commerciale”, parole pronunciate dal ministro cinese degli affari esteri Wang Yi rivolte alla Casa Bianca.

In che maniera, dunque, tutto ciò coinvolge i Paesi latino-americani? L’attuale presidente della Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), il brasiliano Roberto Azevedo, si dimetterà dal suo incarico, aprendo la strada a nuovi otto candidati che dovranno assumere il ruolo navigando in “questo mare turbolento”, El Pais. Ecco così che il protagonista latino-americano della scalata per la presidenza dell’organizzazione diviene il Messico, con la proposta del diplomatico, politico ed economista Jesús Seade, che ha alle spalle una carriera pluriennale e di successo. La sua posizione però, presuppone un bivio che determinerà un momento decisivo: Seade possiede dei forti legami con gli Stati Uniti attraverso il rappresentante commerciale Robert Lighthizer, ma ha anche lavorato per il segretario delle Finanze di Hong Kong. Per queste ragioni, approfondite nell’articolo integrale, il Messico assume un ruolo speciale nella scena internazionale, con probabili previsioni di un avvicinamento più solido verso gli Stati Uniti.

L.C, M.D.F. e I.V

In Brasile il giornale UOL riporta la situazione del sistema fognario nel Paese. Si stima infatti che entro il 2033 il 90% delle case potrà usufruire della rete fognaria. Tuttavia, a causa della lentezza nel bonificare le aree del Paese, probabilmente i brasiliani dovranno aspettare fino al 2066. Nel 2017 il 57,6% dei comuni usufruiva del servizio di smaltimento delle acque reflue attraverso la rete di raccolta. Inoltre, è stato registrato un miglioramento del trattamento delle acque reflue tra il 2008 e il 2017, con un’evoluzione dal 49,3% al 62,8% dei comuni con almeno un impianto di trattamento in funzione. Le differenze regionali segnano il Brasile, ad esempio il 92,5% delle case nello stato di San Paolo è coperto dalla rete fognaria, mentre quelle nel Pará solo per il 3,1%. Dei 27 stati, solo sei hanno fognature in più della metà delle case: San Paolo, Distretto Federale, Minas Gerais, Paraná, Espírito Santo e Goiás.

M.P

ASIA

La Cina, come riportato dal Global Times, ha lanciato in orbita la sua prima sonda su Marte, denominata Tianwen-1, dal Wenchang Space Launch Center nella provincia di Hainan nella Cina meridionale. 

Questo inaugura una nuova era nell’esplorazione dello spazio profondo da parte della Cina.

Dopo un volo di circa 2.000 secondi, la sonda è entrata nell’orbita di trasferimento pianificata Terra-Marte, avviando ufficialmente il suo viaggio verso il Pianeta Rosso.

La sonda cinese “Tianwen-1” dovrebbe raggiungere il campo di gravità di Marte nel febbraio 2021, circa sette mesi dopo il lancio. Se avrà successo, Tianwen-1 sarà la prima spedizione, nella storia dell’umanità, a completare l’orbita e l’atterraggio in un’unica missione.

Secondo il CNSA, il progetto dovrebbe raggiungere una serie di progressi tecnologici, tra cui l’inserimento dell’orbita su Marte, la gestione automatica delle sonde a lungo termine, la comunicazione a lunga distanza e le capacità di roving della superficie di Marte.

La missione interplanetaria segnerà anche l’istituzione da parte della Cina di un sistema completo di progetti di esplorazione nello spazio profondo, che comprende progettazione, produzione, missione di volo e ricerca scientifica.

La missione prevede anche la cooperazione internazionale, poiché l’Agenzia spaziale europea e l’Argentina parteciperanno prendendo parte al monitoraggio e al controllo dei veicoli spaziali.

Inoltre, la Cina sta lavorando anche con paesi come Francia e Austria per il ridimensionamento del carico utile e l’analisi dei dati per la missione.

Marte, uno dei più vicini pianeti vicini della Terra nel sistema solare, ha l’ambiente più simile a quello della Terra. Gli esseri umani hanno effettuato 44 tentativi di missione su Marte e solo 24 di loro sono riusciti.

La distanza minima tra Marte e la Terra è di circa 55 milioni di chilometri, ei due pianeti arrivano così vicino solo ogni 26 mesi. La finestra di esplorazione di Marte è aperta tra luglio e agosto.

Nessun paese oltre la Cina ha mai fissato gli obiettivi di orbita, atterraggio e roving del Pianeta Rosso nella prima missione, e il lancio di successo segna solo l’inizio di una lunga spedizione piena di sfide, dove comunque permangono incertezze.

Secondo il CASC infatti solo una manciata di missioni su Marte è stata in grado di sbarcare sul pianeta e condurre esplorazioni erranti.

Oltre alla Cina, gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti stanno lanciando le loro missioni su Marte

La prima missione spaziale araba su Marte, una sonda senza pilota soprannominata Hope, è partita dal Giappone, nel tentativo di rivelare di più sull’atmosfera del Pianeta Rosso.

La NASA ha spostato il suo primo tentativo di lancio della sua missione Mars 2020 non prima del 30 luglio, secondo il sito web ufficiale dell’agenzia spaziale americana.

ExoMars, un programma di cooperazione tra Europa e Russia, in precedenza aveva annunciato che sarebbe stato ritardato al 2022.

G.R.

OCEANIA

In Australia gli epidemiologi hanno avvertito che “il tempo scorre” nel New South Wales, e le autorità sanitarie si affrettano a tenere sotto controllo la crescente epidemia di coronavirus.

Come si legge su Anadolu Agency, lo stato delVictoria ha registrato 484 nuovi casi e due morti nelle ultime 24 ore.

News.co.au riporta che il premier Daniel Andrews ha avvertito che i casi continueranno a salire se la gente non cambia le proprie abitudini, e prende in considerazione nuove restrizioni. Il premier riconosce la necessità di lavorare, ma per coloro i quali sono stati colpiti dal virus e che devono isolarsi è stato messo a disposizione il pagamento di 1.500 dollari.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:

Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

#POLITICAFFÈ

Pubblicato il

La campagna dei democratici contro Trump sarà centrata sulla pandemia.   
Lo dimostrano i servizi di NY Times e CNN

CNN

Il Presidente Donald Trump ha storicamente un rapporto conflittuale con la stampa. In particolar modo con l’emittente televisiva statunitense CNN, con la quale gli attriti sono ulteriormente aumentati negli ultimi mesi. Il Presidente ha criticato la CNN ininnumerevoli occasioni sin dall’inizio della sua presidenza. Eclatante fu il tweet del luglio 2017, nel quale editava una puntata della WWE– World Wrestling Entertainment in cui faceva una breve apparizione. Nella versione modificata, Trump proiettava a terra un personaggio della WWE ponendo sul suo viso il logo della CNN, come a rappresentare il dominio di Trump nei suoi confronti.

Come si spiega questo astio nutrito da Trump nei confronti dell’emittente? Il tutto trova fondamento nella diffusione di fake news, che hanno ulteriormente inasprito i rapporti con il Presidente e creato una nuova tipologia di guerra non convenzionale. Questa pregressa situazione, sommata alle implicazioni del Coronavirus, potrebbe influire in maniera determinante sulle elezioni presidenziali.

Come riporta l’articolo della CNN del 23 giugno 2020, Trump sta toccando con mano tutte le conseguenze della pandemia, non potendo portare avanti come vorrebbe la sua campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni: pesanti accuse sono state avanzate dai Democratici in merito alla volontà di Trump di creare assembramenti nei comizi elettorali. L’emittente ha sottolineato che, avvicinandosi al giorno delle elezioni, quasi sicuramente il numero dei decessi negli Stati Uniti sarà di gran lunga superiore a quello registrato adesso e questo costringerà Trump ad ammettere di aver lasciato un Paese in condizioni critiche per affrontare una crisi sanitaria pubblica senza precedenti. Tra le risposte alle accuse, il Presidente ha anche affermato che se tutti i Paesi rispettassero le normative, come lui stesso fa, promuovendo l’impiego dei tamponi, e testassero le popolazioni, si vedrebbe come gli Stati Uniti d’America non rappresenterebbero un caso così critico in merito alla diffusione del virus, come invece presentato dagli “anti-Trumpiani” e dalla comunità internazionale.

New York Times

Forti. Agguerriti. Qualcosa che unisce il Presidente Donald Trump e il quotidiano New York Times esiste, e sicuramente è il modo spietato con cui entrambi si attaccano vicendevolmente. Già dalla corsa nel 2016 per le presidenziali, l’autorevole testata americana aveva offerto il proprio sostegno alla candidata democratica Hillary Clinton. Poi, nel corso del mandato presidenziale, gli attacchi verso Trump si sono intensificati, ovviamente, sul versante della sua linea politica. Il giornale infatti, si è mosso in nome del liberalismo progressista di cui si fa portavoce: un’area liberal – come è nota nella tradizione statunitense – molto attenta alle questioni sociali. Il Presidente dal canto suo, che aveva definito il quotidiano una fake news dopo le dimissioni dell’editore James Bennet, o ancora, promulgatore dell’ideologia marxista in riferimento al progetto 1619, non ha mai mancato di rispondere alle provocazioni mosse contro di lui.

E adesso, in un recente articolo, l’ennesima offensiva: un’indagine, articolata in cinque punti, sulla cattiva gestione della pandemia da parte dell’amministrazione Trump. Per la precisione, ad essere messa sotto accusa, sarebbe l’articolazione della risposta all’emergenza nel periodo critico delle settimane di metà aprile in cui, mossi dalla fretta di dichiarare la vittoria contro il virus, si sarebbe scatenata una nuova ondata pericolosa di contagi. In primo luogo, le decisioni sulla gestione del virus sarebbero state prese essenzialmente da un piccolo gruppo di collaboratori del Presidente che elaborava strategie sulla base delle linee dettate da Trump, tralasciando i pareri degli esperti di sanità pubblica. Successivamente, viene specificato che il maggior peso è stato attribuito alle valutazioni del medico Deborah Birx, che basandosi sull’esperienza dell’Italia, aveva ipotizzato che il virus in America fosse ormai sotto controllo, che il picco era alle spalle e che i morti e i contagi si sarebbero ben presto attestati attorno allo 0. Oltre a ciò, data la volontà primaria di far ripartire l’economia, Trump avrebbe intensificato una campagna pubblica contro i test, poiché questi avrebbero dimostrato che i casi sarebbero stati sempre più in aumento. Inoltre, viene dato prova che con l’atteggiamento negligente del Presidente, che si è voluto sottrarre alle sue responsabilità, si è creato un vuoto di potere che ha lasciato i governatori e i funzionari statali alle prese con uno sforzo maggiormente impegnativo nella lotta al virus. Infine, viene denunciato il fatto che Washington si sarebbe mossa troppo in ritardo per iniziare a riconoscere i propri errori; difatti solamente nelle prime giornate di giugno, i funzionari dell’amministrazione hanno ammesso che le loro previsioni erano sbagliate.

Fra le grandi conseguenze che questa pandemia farà registrare, ci sarà anche un cambiamento nelle stanze della Casa Bianca? I Democratici attendono con impazienza.   

Chiara Aveni e Gaia Natarelli

Fonti

Trump’s pandemic failing is now directly impacting his campaign, disponibile su https://edition.cnn.com/2020/06/23/politics/donald-trump-coronavirus-campaign-testing/index.html, consultato il 22/07/2020.

Inside the failure: 5 takeaways on Trump’s effort to shift responsibility disponibile su https://www.nytimes.com/2020/07/18/us/politics/trump-coronavirus-failure-takeaways.html, consultato il 22/07/2020.

#LUXURYMOMENTS: LUXURYJUICE

Pubblicato il
PH. Peter Lindbergh per Emporio Armani, 1993

Milano Fashion Week 2020

Un’edizione all’insegna di una fashion community commemorativa più inclusiva e più green

Quello che Milano promette, Milano mantiene.

La MFW di quest’anno è stata pensata e rielaborata dopo l’ondata del Covid-19 prima in Cina e poi nel resto del mondo. Ma oltre ad una stagione “peculiare”, essa si presenta come un’edizione colma di commemorazioni e collaborazioni, sempre ricordando lo sguardo al futuro del settore moda.

Dal tributo di Giorgio Armani per Peter Lindbergh, al cinquantesimo anniversario di Sportmax alle nuove collaborazioni Moncler per terminare con una nuova sfida alla sostenibilità per Vogue Italia.

In risposta al Covid-19, l’ente gestore della MFW, la Camera Nazionale della Moda Italiana ha proposto un’iniziativa intitolata “Cina, siamo con voi” che come dichiarato dal presidente Carlo Capasa ha come scopo: “sottolineare l’importanza di informare e lavorare insieme globalmente per contenere l’epidemia, ma soprattutto per trasformare l’allarme mondiale in un’onda di solidarietà che abbatterà le barriere”.

Tra i nomi più attesi in questa stagione sicuramente ricordiamo Versace pronta a stupire dopo l’apparizione di JLo in abito Jungle della scorsa edizione, Daniel Lee vincitore di ben quattro fashion awards, Bottega Veneta alla sua terza sfilata donna.

Dal designer uscente di Bottega Veneta, Walter Chiapponi, invece, ci viene presentata una preziosa collaborazione con Thomas Maier per Tod’s, marchio di cui Chiapponi è diventato direttore artistico nell’ottobre 2019. Intanto, altri vincitori sono partecipi della MFW: è il caso della vincitrice dell’ANDAM 2019, Christelle Kocher di Koché nonché prima guest designer per Pucci del gruppo LVMH rompendo così la tradizione, ormai consolidata da un paio di seasons, che vedeva un team interno a disegnare le collezioni.

Sempre per quanto riguarda il topic della “promozione della fashion community”, Moncler ha deciso di dare spazio alla terza edizione del suo Genius Project che vede diversi designers competere nell’interpretazione originale di una capsule collection capace di inglobare il DNA del brand e al contempo rielaborarlo in chiave contemporanea ed autentica.

Dallo scorso anno arrivano inoltre diverse conferme, come JW Anderson, Rimowa (gruppo LVMH) e la nuovissima start-up danese Mate.bike.

Lo spirito collaborativo tra i brand ha raggiunto il massimo nel primo weekend quando i guest designers di Valextra, Sunnei, La DougleJ, Massimo Alba ed Arthur Arbesser hanno svelato le loro collezioni di pelletteria di lusso.

Per quanto riguarda i talenti emergenti ed in particolare i brand emergenti che si concentrano su una produzione totalmente artigianale, è stato possibile aprire al pubblico il Fashion Hub Market in via Turati. Ci sarà, per la seconda volta, uno spazio dedicato alla produzione artigianale africana in cui sarà possibile ammirare i lavori di Thebe Magugu vincitore del LVMH prize ed i lavori di Rosario Dawson ed Abrima Erwiah per il brand Studio 189.

Un altro progetto di rilievo, Vogue Yoox Challenge- the Future of Responsible Fashion, è stato inaugurato in questa stagione. Il piano vedrà diversi designers cimentarsi per un intero anno nella realizzazione di progetti fashion più sostenibili. A settembre saranno selezionati 10 finalisti mentre il vincitore sarà annunciato solo nel febbraio 2021. La vincita ammonta a 50.000 euro: una buona cifra d’inizio per offrire un supporto ai nuovi talenti desiderosi di promuovere creazioni sempre più green.

Durante questa nuova MFW si è parlato anche molto di commemorazioni per quelle maison che hanno raggiunto traguardi importanti: è il caso dei 50 anni di Sportmax, dei 20 di Ermanno Scervino e dei 10 di No21. Inoltre, saranno i primi cinque anni per Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, dalla sua prima collezione per la maison.

In coincidenza con la settimana dell’alta Moda, Giorgio Armani ha voluto offrire il suo tributo all’amico e collaboratore Peter Lindbergh scomparso nel 2019 con una mostra intitolata “Heimat: a Sense of Belonging”; la selezione fotografica curata personalmente da Armani è un viaggio di oltre quattro decenni nella fotografia di Lindbergh.

In conclusione, sembra che Milano abbia investito su sé stessa: mostre imperdibili, artigianato d’eccellenza e come sempre, grandi nomi. Lo sguardo verso l’arte diventa un appuntamento fisso nella capitale europea della Moda grazie anche al contributo di della Fashion Exposition: pezzi di archivio di Margiela, Westwood, Armani e Dior saranno presenti al Museo Poldi Pezzoli a cura di Maria Luisa Frisa, inoltre a Palazzo Reale in collaborazione con il Guggenheim saranno esposte alcune opere di van Gogh e Picasso mentre il Museo Diocesano in collaborazione con i Musei Vaticani esporrà Matisse e Chagall.

Fanny Trivigno

Fonti

https://www.vogue.it/moda/article/milan-fashion-week-2020-sfilate-eventi-novita

https://www.vogue.it/moda/article/milano-fashion-week-2020-tutti-backstage-sfilate

https://www.vogue.it/moda/article/milan-fashion-week-tutte-le-novita

https://www.lofficielitalia.com/fashion-week/peter-lindbergh-il-visionario-che-ha-rivoluzionato-la-fotografia-di-moda

#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Scandali finanziari sia in Spagna che in Germania, problemi di incendi in Portogallo e Francia. La Russia subisce un lutto in ambito sportivo mentre il Mozambico è in allerta per una possibile piaga di cavallette nel nord del Paese. D’altro canto, grandi traguardi per gli Emirati Arabi che lanciano la prima missione araba su Marte.

EUROPA

In Spagna la famiglia reale si trova da mesi al centro di uno scandalo finanziario riguardante il re emerito Juan Carlos – padre dell’attuale sovrano Felipe VI – indagato per l’apertura di conti bancari sospetti e di fondazioni private in Svizzera finalizzate alla gestione di denaro proveniente da presunte transazioni illecite; tale risulterebbe, infatti, la donazione plurimilionaria disposta dal re saudita in favore di Juan Carlos che, durante la realizzazione della linea ad alta velocità La Mecca – Medina, avrebbe agevolato l’assegnazione dell’appalto ad un’impresa spagnola.

Il re Felipe ha preso le distanze dal padre e ha condannato la sua condotta, rinnegandolo e rinunciando finanche all’eredità; ha inoltre sospeso al re emerito lo stipendio che percepiva in quanto membro della Casa Real, ma,come riporta un articolo della ABC, le decisioni finora prese da Felipe per allontanare da sé l’ingombrante ombra dell’affaire paterno non sono ritenute sufficienti dal governo, che richiede anche di privare Juan Carlos del suo titolo e di estrometterlo dal Palacio de La Zarzuela.

Fonti vicine alla monarchia temono che queste manovre del governo ai danni dell’ex sovrano siano il preludio della mossa successiva, ovvero la richiesta di un referendum tra Monarchia e Repubblica, come è di fatto nelle intenzioni del partito Unidas Podemos; secondo Feijóo, presidente nuovamente eletto della Xunta in Galizia, è semplicemente in atto una campagna diffamatoria perpetrata dal governo per distogliere l’attenzione pubblica dai veri problemi del Paese quale, tra gli altri, l’attuale recrudescenza del Covid-19.

L.C, M.D.F. e I.V

Questo martedì 21 luglio la Festa Nazionale del Belgio si svolge in un nuovo formato a causa della pandemia del Coronavirus. Come riportato dal quotidiano La Libre Belgique, il ballo nazionale, i fuochi d’artificio, la tradizionale parata militare e la festa nel Parco Reale sono stati annullati. Resta in programma, invece, la cerimonia in Place des Palais in presenza della famiglia reale e 200 ospiti, pochi rispetto ai soliti 2000 partecipanti. In seguito ad un discorso del re Philippe si è deciso di osservare tre minuti di silenzio in memoria delle 9800 vittime del Covid-19 in Belgio.

EA.V.

In Francia, come riportato dal quotidiano Le Monde, sabato 18 lugliola Cattedrale di Nantes ha preso fuoco. È stata aperta un’indagine per incendio doloso e la polizia ha preso in custodia un uomo già poche ore dopo l’accaduto. Di nazionalità ruandese, l’uomo in questione era incaricato di chiudere l’edificio. Secondo il procuratore, vi sono delle contraddizioni nella deposizione rilasciata dal sospettato, tuttavia, non vuole sbilanciarsi poiché qualsiasi interpretazione della vicenda, ad ora, sarebbe prematura. Per quanto riguarda la ricostruzione della cattedrale, il primo ministro Jean Castex, che si è prontamente recato sul posto, ha affermato che le spese saranno a carico dello Stato.

EA.V.

In Svizzera, come riporta il Tribune de Genève, si sta perdendo la percezione della minaccia rappresentata dal virus. Domenica 19 luglio in tutta la Svizzera sono stati registrati 99 nuovi casi di Coronavirus. Il Professor Didier Trono, capo del gruppo di diagnostica e test della task force scientifica Covid-19, ritiene che le norme di quarantena non sono state sufficientemente rispettate e non è l’unico esperto che si preoccupa del lassismo della popolazione di fronte ai rischi di contaminazione. Si prevede pertanto che nel Paese il numero di casi di Covid-19 aumenterà presto. I Cantoni stanno inoltre incrementando il numero di collaboratori che si occupano di rintracciare i contatti delle persone che sono risultate positive al Coronavirus.

S.C.

La scorso fine settimana in Portogallo è stato segnato dagli incendi: solo nella giornata di sabato ne sono stati registrati 128, un pompiere è morto nell’area di Leiria e cinque sono rimasti feriti durante i soccorsi a Ourém, riferisce Público. Varie aree del Paese continuano ad essere ad alto rischio incendio a causa delle alte temperature. Inoltre, sempre la scorsa settimana sono scesi in piazza ciclisti e pedoni in varie città per protestare per la morte di una ragazza a Lisbona investita sulle strisce pedonali da un’auto che non ha rispettato il rosso. La loro richiesta è stata quella di una città disegnata per esseri umani e non per automobili e una città più sicura, riporta ancora Público. Rimane più o meno stabile invece l’andamento del Covid-19 con 246 casi giornalieri e 5 decessi registrati domenica, per un totale di 48.636 contagi.

D.F.

È in corso in Germania uno scandalo finanziario che riguarda la Wirecard, una società di pagamenti online. A seguito della notizia riguardo 1,9 miliardi di euro mancanti che avrebbero dovuto essere depositati in fondi fiduciari in due banche asiatiche ma che non sono mai esistiti realmente, il governo di Angela Merkel e la BaFin, l’Autorità Federale per la Vigilanza Finanziaria, hanno ricevuto e continuano a ricevere critiche aspre e accuse gravi. 

Lo scandalo Wirecard sta diventando sempre più una questione politica nella Repubblica Federale Tedesca. Il ministro delle Finanze, Olaf Scholz, era a conoscenza della questione già da febbraio 2019, mese in cui il DPR (Deutsche Pruefstelle fuer Rechnungstelle) aveva ricevuto l’incarico di controllare il ricavato semestrale del 2018 dell’azienda bavarese.

Secondo quanto emerge da un articolo sul Tagesschau, il portavoce del governo dell’agenzia di stampa AFP ha confermato che il fornitore di servizi di pagamento stava pianificando di entrare in Cina in quel momento. La cancelliera Angela Merkel si è quindi rivolta all’ex Ministro dell’Economia e Energia della Germania, Karl Theodor zu Guttenberg, per acquisire un punto di appoggio nel mercato cinese. Sempre nel mese di febbraio Scholz è venuto a conoscenza che la BaFin lo stava intercettando per delle manipolazioni sospette sul mercato e per indagare su accuse di irregolarità di bilancio. Con il passare dei mesi, i rapporti e contatti tra il Ministero e la BaFin hanno subito un’intensificazione ed il 22 giugno scorso è stato il giorno in cui dalla Wirecard si annunciava che un totale di 1,9 miliardi di euro non erano più rintracciabili.

Due mesi dopo, Wirecard annuncia che acquisirà azioni dalla società cinese AllScore Payment Services. L’azienda ha presentato istanza di fallimento alla fine di giugno dopo che la società ha dovuto ammettere che non è stato possibile trovare il saldo di 1,9 miliardi nel bilancio, che avrebbe dovuto essere nei conti bancari asiatici. A seguito dello scandalo contabile, il Ministro Scholz, da quanto emerge su Bild, ha annunciato una riforma della vigilanza finanziaria tedesca. Anche Angela Merkel si trova ora coinvolta in questo scandalo e la Commissione Europea adesso vuole sapere cosa è andato storto.

M.S., L.R.

Il mondo dello sport, non solo in Russia, ma a livello internazionale, saluta con tristezza la campionessa olimpica Ekaterina Aleksandrovskaja, pattinatrice che aveva partecipato ai Giochi invernali del 2018.  L’ex campionessa mondiale di pattinaggio di figura juniores si è suicidata a Mosca, lasciando un biglietto d’addio prima di lanciarsi dalla finestra. Il biglietto riportava la scritta “amore” come sottolineato dall’agenzia di stampa RT.

L’atleta aveva 20 anni ed era nata in Russia e dopo aver vinto la medaglia d’oro in numerosi eventi internazionali ed è stata due volte campionessa nazionale australiana, dopo che nel 2016 aveva ottenuto la cittadinanza australiana e gareggiato per il suo paese adottivo. Aleksandrovskaja si era ritirata dallo sport per motivi di salute lo scorso febbraio.

L’ex pattinatrice olimpica, Irina Rodina, ora deputata della Duma ha commentato così la tragica scomparsa della collega: “Condoglianze! La ragione per cui è successo è conosciuta dai genitori e da chi era vicino a lei. Probabilmente non è successo senza ragione. Dev’esserci stato un motivo”.

Tornando nuovamente a parlare invece delle modifiche costituzionali che recentemente sono state proposte per modificare il testo costituzionale russo, Il Consiglio della Federazione Russa ha avanzato tre modifiche al Codice della famiglia russo, modifiche non ancora divenute legge poiché devono essere ancora sottoposte all’approvazione della Duma e alla firma del Presidente. Questo lascia spazio alla comunità LGBT russa di provare a far valere ancora i propri diritti.

Le modifiche più importanti sono:

  • Impossibilità di unirsi in matrimonio per coniugi dello stesso sesso, da cui deriva che i matrimoni conclusi all’estero tra coniugi dello stesso sesso sono invalidi in Russia. Inoltre, sarà impedito loro di adottare bambini;
  • Prima di sposarsi, sarà necessario mostrare il certificato di nascita che assicuri il sesso dello sposo o della sposa;
  • Tutte le persone transgender che hanno cambiato i loro documenti di identità, vengono invitate a farlo di nuovo entro il 1° gennaio 2022. Questa modifica ha un costo di 200 rubli. (2,45 euro)

Non è chiaro ancora come saranno considerate quelle persone transgender che hanno già contratto matrimonio all’estero, inizialmente riconosciuto anche in Russia, che hanno già vissuto in tale stato di famiglia e che hanno anche un regime patrimoniale condiviso.

Il disegno di legge sembra volto a rafforzare “l’istituto della famiglia”, ma Alexander Belik, avvocato della rete LGBT russa, ha commentato: “Ho avuto la sensazione che il legislatore non capisca come sta andando il processo di modifica dei documenti delle persone transgender e non sappia che ci sono già molte famiglie LGBT che vivono in Russia oggi”.

S.N., D.S.

Recentemente il Regno Unito ha ottenuto in anticipo l’accesso a 90 milioni di dosi del vaccino contro il Covid-19 grazie ad accordi stipulati con alcune aziende farmaceutiche, secondo la notizia riportata da Sky News.

Secondo l’Express, il primo accordo riguarderebbe la società BioNTech e il colosso farmaceutico Pfizer, e prevede la creazione di 30 milioni di dosi del vaccino che ha già raggiunto la fase due dei test di laboratorio.

Nel secondo accordo sono previsti 60 milioni di dosi di un vaccino sperimentale prodotto dalla società francese Valneva. In caso di successo altri 40 milioni di dosi verrebbero acquistate dal Governo, come spiega Metro.

Qualora venisse sviluppato un vaccino efficace, quest’ultimo verrebbe somministrato subito agli operatori sanitari e a coloro ad alto rischio di infezione. Inoltre, è possibile costatarne l’efficacia entro la fine dell’anno ma la vaccinazione su larga scala è prevista soltanto a partire dal 2021, come si legge sulla BBC.

S.C., S.P.

AFRICA

In Algeria non ci sono più dubbi sulla decisione da prendere in merito alla festività Eid al Adha, che avrebbe dovuto tenersi tra dal 30 luglio al 3 agosto. Come riportato dal Jeune Afrique, il dibattito è ormai chiuso: la festa del perdono e del sacrificio delle pecore, uno dei più importanti riti della religione musulmana, che commemora il gesto del profeta Abramo, si svolgerà sicuramente, anche se la crisi sanitaria in Algeria sta peggiorando e l’epidemia sta complicando seriamente i preparativi. I cittadini sono stati invitati a rispettare le misure di protezione contro il Coronavirus, a sterilizzare i loro strumenti per il macello, ad evitare gli scambi, a ridurre il numero di partecipanti all’attività e ad indossare una mascherina protettiva in tutte le fasi del rituale.

S.C.

In Mozambico, il Ministero dell’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale ha lanciato l’allerta massima per una possibile piaga di cavallette nel nord del Paese, riferisce Lusa. Inoltre, il comandante generale della polizia mozambicana ha annunciato che le Forze di Difesa e Sicurezza hanno arrestato più di 500 membri dei gruppi protagonisti degli attacchi a Cabo Delgado, nel nord del Paese, si legge ancora in Lusa. Mentre per quanto riguarda la situazione Covid-19, si registra un aumento di 33 casi questo sabato, che eleva il totale a 1435 e il numero di vittime a 10.

D. F.

In Angola i cittadini affermano che le multe per la violazione delle leggi per il contenimento del coronavirus aumenterebbero la corruzione dei poliziotti, scrive il giornale Angonoticías. Secondo un’indagine realizzata da Marktest Angola, tre luandesi su quattro sono d’accordo con le misure prese dal governo di João Lourenço per la prevenzione dal coronavirus (come ad esempio l’uso obbligatorio della mascherina). Alexandre Inácio, che vive a Luanda, dice di vedere continuamente poliziotti che multano chi non indossa la mascherina. La multa è di circa 3 mila kwanzas (4,60 euro circa) e molti ritengono si tratti di un abuso di potere per estorcere del denaro ai cittadini.

M. P.

In Egitto, invece, il Ministero della Salute e della Popolazione ha annunciato che 603 nuovi casi di coronavirus e 51 morti sono stati registrati, rispetto a 698 casi e 63 morti del giorno precedente.

Il portavoce del ministero Khaled Mujahid ha dichiarato che il numero totale dei casi del nuovo coronavirus registrati in Egitto ammonta a 87.775, inclusi 28.380 guariti e 4.302 morti, secondo l’agenzia di stampa Reuters.

I casi quotidiani di coronavirus hanno raggiunto il picco lo scorso giugno, quando sono stati superati i 1700 casi, ma la situazione è gradualmente migliorata e nell’ultima settimana sono stati registrati meno di mille casi, secondo quanto riportato da Alsharq Al-Awsat.

S.H.

MEDIO ORIENTE

In Arabia Saudita, una dichiarazione rilasciata dalla Corte reale e trasmessa dall’agenzia di stampa saudita “Saudi Press Agency” ha riportato che il monarca saudita, re Salman bin Abdulaziz Al Saud, è entrato nell’ospedale specialistico King Faisal a Riyad per eseguire alcuni test a causa della presenza di un’infiammazione della cistifellea, come evidenziato da Sky News Arabia.

La dichiarazione ha poi aggiunto: “Possa Dio proteggere il Custode delle Due Sacre Moschee e vestirlo con abiti di salute e benessere”.

Per questa ragione il Ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, ha annunciato il rinvio della visita nel Regno del Primo Ministro iracheno Mustafa Al-Kazemi, originariamente in programma per lunedì, a dopo il rientro del monarca saudita dall’ospedale. Prima di essere dimesso, infatti, il Re dovrà essere sottoposto ad alcuni esami medici, secondo quanto riportato dalla CNN Arabic.

 Il Ministro degli Esteri saudita ha poi comunicato in un tweet che “il Regno apprezza la scelta del Primo Ministro iracheno di visitare l’Arabia Saudita come primo Paese dopo il suo insediamento” e ha aggiunto la volontà “di celebrare questa visita estremamente importante, fornendo tutto il supporto necessario, in coordinamento con i fratelli iracheni”. Ha poi concluso affermando che “la visita è stata rinviata a dopo il rientro del Custode delle Due Sacre Moschee dall’ospedale”.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno lanciato la prima missione araba su Marte.

Dopo due tentativi precedentemente falliti la scorsa settimana a causa del tempo, la sonda “Al-Amal” (che significa speranza in italiano) è decollata alle 06:58 dal centro spaziale Tanegashima, nel sud del Giappone.

La missione ha come obiettivo studiare il tempo e il clima del Pianeta Rosso.

La sonda, dopo un viaggio di circa 500 milioni di km, dovrebbe raggiungere l’orbita di Marte nel febbraio 2021, in occasione del 50° anniversario della fondazione degli Emirati Arabi Uniti.

La missione “Al-Amal” è una delle tre missioni su Marte di questo mese. Gli Stati Uniti e la Cina, infatti, si stanno preparando a lanciare due missioni simili, come riportato dalla BBC Arabic.

S.H.

AMERICA

Secondo il New York Times negli Stati Unitiil presidente Trump ha definito il dottor Anthony S. Fauci, il miglior esperto di malattie infettive della nazione, un “allarmista” che ha fornito informazioni errate nei primi giorni della pandemia di coronavirus.

Le sue osservazioni, in un’intervista a Fox News che è andata in onda domenica, sono state le ultime critiche pubbliche da parte della Casa Bianca che sembra stia provando a screditarlo.

Il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha rilasciato un’intervista a The Atlantic dopo che i funzionari della Casa Bianca lo hanno criticato – in particolare il consulente commerciale Peter Navarro, che lo ha accusato di aver “sbagliato” sul coronavirus ad ogni passo.

Tra gli “errori” che Trump imputa a Fauci si parla del fatto che fosse stato contrario alla decisione del Presidente di chiudere le frontiere ai viaggiatori provenienti dalla Cina a gennaio e di far indossare le mascherine ai cittadini americani.

S.C, S.P

In Canada, secondo quanto riportato dalla CBC  e dal The Guardian, tre persone sono morte e 24 sono rimaste ferite durante un tour panoramico nel parco nazionale di Jasper (Alberta) a causa del ribaltamento di un bus.

L’incidente è avvenuto nei pressi del Columbia Icefield, il campo di ghiaccio più grande della catena delle Montagne Rocciose che copre un’area di oltre 300 chilometri quadrati. Buona parte di esso rientra nel territorio del Parco Nazionale di Jasper.

I feriti sono stati trasportati d’urgenza, dagli elicotteri di Parks Canada, in un’area di soccorso per le prime cure.

S.C.

Nei territori latinoamericani ancora gravemente colpiti dalla pandemia di Covid-19, la speranza è l’unica a non avere paura del contagio: secondo un articolo della BBC, la famiglia Gaona, più conosciuta come “Nubia e i suoi figli”, abitanti della campagna colombiana, avrebbero chiamato l’interesse globale grazie a un video da loro pubblicato in rete e divenuto virale in poco tempo. Pur essendo pieni di debiti e senza l’importante figura del papà (venuto a mancare due anni fa), hanno avuto l’incredibile pensiero di realizzare e pubblicare video sulla vita nei campi e, a oggi, il loro canale conta già più di 500 mila iscritti e più di 150 mila visualizzazioni per video. Grazie all’ampia visibilità permessa loro, in due mesi la famiglia è riuscita a far sentire il proprio grido e le proprie necessità, tanto da riuscire a comprare tre letti, due maialini, due computer e tre telefoni. Inoltre, grazie agli aiuti di imprese e Governi locali, dopo 12 anni di buio, è stato consentito l’arrivo dell’elettricità a casa di Nubia; infine, il canale ha generato due fonti di guadagno: la vendita dei kit di semina e la pubblicità per la quale il sito sul quale vengono pubblicati i video paga i suoi contribuenti.

L.C, M.D.F. e I.V

In Brasile la pandemia ha avuto un impatto negativo sulle donne che lavorano nel campo della ricerca, come riporta il giornale UOL. Dopo più di tre mesi dall’inizio del lockdown, si può affermare che il colore della pelle, il genere e l’essere genitore sono fattori che hanno aumentato le disuguaglianze durante la pandemia. Solo l’8% delle donne che insegnano riescono a lavorare da remoto, mentre gli uomini sono il 18,3%. Le donne con dei figli abbassano ancora di più la percentuale, arrivando al 4,1%. La stessa cosa accade quando si tratta del colore della pelle: il 10,6% dei ricercatori di colore ha lavorato da remoto, i colleghi bianchi invece sono stati l’11,5%. Quando il colore si unisce al genere invece si nota che le donne di colore sono le più colpite: solo l’8,1% di loro ha lavorato (gli uomini il 14,1%) contro l’8,2% delle colleghe bianche (gli uomini il 18,8%).

M.P

ASIA

In Cina, è il China Daily a parlare degli sforzi che il paese ha intrapreso all’estero nella lotta contro il Covid-19, attraverso i team di esperti medici inviati ad aiutare i Paesi più colpiti dalla pandemia.

Tra i primi esperti di sanità pubblica inviati dal governo cinese per aiutare nella lotta oltremare contro il coronavirus, di Peng Zhiqiang e gli altri 6 medici del suo team hanno condiviso le loro competenze e conoscenze con il personale medico in Serbia e hanno lavorato con le autorità locali per espandere i test per il coronavirus e costruire rapidamente ospedali temporanei per isolare e curare il numero crescente di pazienti.

“Il governo e il popolo serbo hanno accolto il nostro arrivo e hanno mostrato grande rispetto per il nostro lavoro”, ha dichiarato Peng, ricercatore di malattie infettive presso il Centro provinciale per il controllo e la prevenzione delle malattie del Guangdong,“Il numero giornaliero di nuovi casi COVID-19 in Serbia era più di 400 quando siamo arrivati ​​per la prima volta, ed è sceso a un minimo di 18 nei giorni seguenti.”

Dall’inizio della pandemia globale a marzo, la Cina ha inviato squadre di esperti medici all’estero su richiesta dei governi stranieri. Oltre alla Serbia, paesi come Perù, Bangladesh, Algeria, Sudan, Zimbabwe e Guinea Equatoriale hanno accolto con favore i team medici cinesi, che hanno condiviso la loro esperienza nella lotta contro il virus per contribuire al controllo della pandemia globale.

A Sao Tome e Principe, in Africa, un gruppo di esperti composto da 12 membri inviato dalla Cina ha fornito formazione e assistenza tecnica sul controllo e la prevenzione, organizzando seminari e video lezioni, utili al fine di comprendere al meglio il virus e i suoi effetti.

Nello Zimbabwe, il team di Zhu Min, composto da 12 membri, ha anche preparato suggerimenti scritti dettagliati sul controllo e la prevenzione COVID-19, che sono stati presentati al ministro della sanità del paese. Il documento si basa sulle esperienze della Cina e spiega come svolgere i test, come isolare i pazienti per evitare ulteriori contagi e come curarli al meglio.

“In Zimbabwe e Guinea Equatoriale, funzionari ed esperti locali hanno fortemente applaudito ai risultati raggiunti dalla Cina nel controllo e nella prevenzione nella lotta al COVID-19 e hanno fatto tesoro delle nostre esperienze” ha dichiarato Zhu Yimin.

Il team ha anche fornito una grande quantità di attrezzature mediche allo Zimbabwe, come DPI e respiratori.

Oltre agli esperti medici che sono stati inviati all’estero, i team di assistenza medica cinese hanno anche aiutato il paese stesso a prevenire e controllare la diffusione del virus e i contagi organizzando sessioni di formazione per il personale medico e promuovendo attività legate all’ educazione sanitaria.

G.R.

OCEANIA

In Australia il Richmond Football Club piange la morte del famoso ex centrocampista Shane Tuck, scomparso all’età di 38 anni.

Come si legge su Nine.com.au, era figlio dell’ex capitano del Hawthorn, Micheal Tuck, e aveva giocato e vinto numerose partite.

L’amministratore delegato di Richmond ha reso omaggio al giocatore mentre i suoi compagni di squadra lo faranno indossando una fascia nera durante la partita al Giants Stadium contro il GWS, come riportato da ABC News.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:

Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

#POLITICAFFÈ

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Pompeo spiazza tutti: “Più diritti non significa più giustizia”.
Ma gli analisti dicono che sta gettando le basi della nuova politica estera americana

Stampa statunitense

Giovedì scorso, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo si è pronunciato contro la “proliferazione” dei diritti umani, affermando che “più diritti non significa più giustizia”. Questo è quanto riporta la CNN. Le affermazioni del Segretario di Stato sono concomitanti alla presentazione della bozza formulata dalla Commissione sui Diritti Inalienabili. Tale Commissione aveva il compito di esaminare la supposta “proliferazione dei diritti” e focalizzare i diritti che devono essere “onorati”. Il Segretario di Stato ha precisato che “il nucleo stesso di ciò che significa essere un americano, anzi lo stile di vita stesso americano, è sotto attacco” tra le proteste nazionali per la giustizia razziale e contro la brutalità della polizia. Nel suo discorso Pompeo ha più volte evidenziato l’importanza per ogni americano di riconoscere quelli che i Padri fondatori concepivano come “diritti inalienabili” e, in particolare, si è soffermato sui diritti della proprietà e sulla libertà religiosa.

Il Politico riporta l’opinione del Segretario di Stato, il quale spera che la versione finale di questa bozza influenzi la politica dei diritti umani sia statunitense che globale. La bozza presentata in questi giorni ha sollevato numerose critiche e perplessità nel mondo accademico. Infatti, alcuni esperti hanno sottolineato come questa bozza contenga diverse affermazioni caratteristiche di Pompeo, ad esempio i rifermenti agli avversari statunitensi, come Iran e Cina. Inoltre, le perplessità sono sorte circa l’impatto che questa pronuncia della Commissione sui Diritti Inalienabili può avere sui diritti delle donne e della comunità LGBTQ. Gli attivisti sostengono che, seguendo le indicazioni disposte nella bozza, una persona omosessuale ha il diritto di vivere ma non quello di sposarsi. Dunque, gli Stati potrebbero decidere autonomamente circa tali questioni. Probabilmente la chiave di tutto, come si legge ancora nel National Review, è nella rotta che si vuole imprimere alla politica estera dei Repubblicani e degli Stati Uniti d’America.

Il New York Times è stato accusato da Pompeo a causa del suo “1619 Project” sulla schiavitù (vedi in paragrafo successivo la spiegazione). Il Segretario di Stato sostiene che il giornale miri a diffondere un’idea di America costituita da oppressori ed oppressi. In aggiunta, Pompeo ha affermato che “il Partito Comunista Cinese è felice quando vede il New York Times declamare la sua ideologia”. Il New York Times ha ribattuto che questo progetto ha contribuito a comprendere meglio la storia della fondazione degli Stati Uniti d’America e a tenere vivo un dialogo che permette di riesaminare le supposizioni riguardo il passato. Per quanto riguarda la recente pubblicazione della bozza della Commissione, il giornale ha riportato che gli esperti di diritti umani avvertono che questa azione potrebbe costituire un precedente globale per altre nazioni circa la definizione dei diritti umani, minacciando gli sforzi diplomatici volti a fermare la persecuzione delle minoranze religione in luoghi come la Cina, o la promozione dei diritti delle donne in Paesi quali Arabia Saudita ed Iran.

Questa Commissione nata nel 2019, all’interno del Dipartimento di Stato, rappresenta un punto di rottura rispetto alla politica finora adottata dagli Stati Uniti: sembra che stiano facendo passi indietro, mettendo a repentaglio le fondamenta dei valori statunitensi conosciuti in tutto il mondo. La Commissione, di stampo conservatore, in realtà non rinnega le origini che costituiscono il Paese, ma scredita quelle che a partire dal secondo dopoguerra sono state vantate e prese ad esempio dalla comunità internazionale, a discapito di quelle invece più antiche, risalenti alla nascita del Paese. La Commissione ha quindi avanzato una bozza con la speranza di concretizzarla. Vi si tratta, tra l’altro, di diritti degli omosessuali, di religione e del ruolo dello Stato. Quali conseguenze si potranno avere sulla comunità internazionale nel caso in cui questa bozza, raggiunta la versione definitiva, diventi la guida in tema di diritti umani per gli Stati Uniti, considerando l’influenza che essi hanno sul mondo Occidentale e non?

Stampa francese

Il 16 luglio 2020 con una cerimonia che si è tenuta nella città di Philadelphia, il Segretario di Stato Mike Pompeo ha presentato la proposta di relazione prodotta dalla Commissione sui Diritti Inalienabili. L’organismo consultivo sui diritti umani che si avvale della forza intellettuale dei suoi membri ed è presieduto da Mary Ann Glendon, docente alla Harvard Law School. Nella prefazione viene immediatamente fatto riferimento agli sconvolgimenti attraversati dalla società americana nelle ultime settimane in merito alle questioni razziali e viene auspicato che la redazione di tale rapporto possa essere in grado di nutrire i valori di orgoglio e umiltà, radicati nei principi costitutivi del Paese e agganciati saldamente alla dottrina politica americana. 

1619 è l’anno in cui furono trasportati i primi schiavi in America, ed è anche il nome che il New York Times ha dato a un progetto-inchiesta che pone in discussione il passato degli Stati Uniti, mettendo in discussione lo schiavismo. FR24news racconta che Mike Pompeo ha definito questa iniziativa come un inno all’ideologia marxista che vuole dipingere i fondatori americani esclusivamente come un gruppo di oppressori. Durante la conferenza al National Constitution Center, Pompeo ha inoltre espresso le sue preoccupazioni riguardo alle numerose voci dissidenti che si stanno sollevando contro i principi fondanti degli Stati Uniti, e che possono rappresentare un attacco all’essenza stessa degli Americani. Il capo della diplomazia statunitense ha poi esaltato la proprietà privata e la libertà religiosa come i più importanti fra i diritti inalienabili, aggiungendo che i Padri fondatori riuscirono a istituire un sistema durevole, capace di proteggerli. Ad ogni modo, numerose critiche sono arrivate in risposta a queste dichiarazioni. Molti gruppi sui diritti umani hanno affermato, ad esempio, che il diritto di proprietà venne sostenuto dai Padri fondatori nel tempo in cui essi proclamavano anche il diritto di possesso di altri esseri umani tramite l’esercizio della schiavitù.

Future en seine si è occupata proprio di registrare le opinioni contrarie che hanno stimolato la costituzione della Commissione. I democratici e le organizzazioni sui diritti umani, infatti, hanno manifestato perplessità circa il mandato e il funzionamento di tale organo, nonché sulle ripercussioni che potrebbe avere sui diritti umani in tutto il mondo. Rob Berschinski, vicepresidente della politica di Human Rights First, ha dichiarato che questa Commissione rappresenta uno sforzo politico non necessario, progettato dall’amministrazione statale per fornire copertura intellettuale al tentativo di riorganizzare la politica estera americana sulla base delle opinioni politiche e religiose dei dirigenti istituzionali.

Il documento in fase conclusiva apre alla possibilità di una inclusione di nuovi diritti, chiarendo però che il tutto deve avvenire con cautela e ricordando, in ultima istanza, che la protezione dei diritti umani è una lotta senza fine, che proprio la storia degli Stati Uniti è stata capace di insegnare.

Chiara Aveni e Gaia Natarelli

Fonti

Draft of the report of the Commision on Unalienable rights disponibile su https://www.state.gov/wp-content/uploads/2020/07/Draft-Report-of-the-Commission-on-Unalienable-Rights.pdf, consultato il 17/07/2020

Pompeo déclare que le mode de vie américain «est attaqué», frappe le projet «marxiste» 1619 du NYT dans un discours enflammé disponibile su https://www.fr24news.com/fr/a/2020/07/pompeo-declare-que-le-mode-de-vie-americain-est-attaque-frappe-le-projet-marxiste-1619-du-nyt-dans-un-discours-enflamme.html, consultato il 17/07/2020

Pompeo affirme que la propriété privée et la liberté de religion sont les droits de l’homme «les plus importants» disponibile su  https://www.fr24news.com/fr/a/2020/07/pompeo-affirme-que-la-propriete-privee-et-la-liberte-de-religion-sont-les-droits-de-lhomme-les-plus-importants-us-news.html, consultato il 17/07/2020

Pompeo dit que plus de droits ne signifient pas plus de justice, comme il révèle le rapport sur les droits de l’homme disponibile su https://futur-en-seine.paris/pompeo-dit-que-plus-de-droits-ne-signifient-pas-plus-de-justice-comme-il-revele-le-rapport-sur-les-droits-de-lhomme/17396/, consultato il 17/07/2020

Pompeo says more rights don’t mean more justice as he unveils human rights report disponibile su https://edition.cnn.com/2020/07/16/politics/commission-on-unalienable-rights-report-unveiled/index.html, consultato il 17/07/2020

Pompeo Says Human Rights Policy Must Prioritize Property Rights and Religion disponibile su https://www.nytimes.com/2020/07/16/us/politics/pompeo-human-rights-policy.html, consultato il 17/07/2020

Pompeo rolls out a selective vision of human rights disponibile su https://www.politico.com/news/2020/07/16/mike-pompeo-human-rights-hierarchy-366627, consultato il 17/07/2020

What Does Pompeo’s Commission on Unalienable Rights Mean for U.S. Foreign Policy? disponibile su https://www.nationalreview.com/corner/what-does-pompeos-commission-on-unalienable-rights-mean-for-u-s-foreign-policy/, consultato il 18/07/2020

#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Mentre in Russia e in Francia si parla di politica interna ed estera, la Gran Bretagna chiude le porte alla Huawei e in Egitto, Sudan ed Etiopia continuano le controversie riguardo la Diga del Rinascimento. Da un lato, poi, c’è la Cina con un focus sull’e-Government e dall’altro c’è il Qatar con l’embargo aereo. Una vasta gamma di notizie che offrono una panoramica generale sul mondo.

EUROPA

In prima pagina, nel quotidiano spagnolo El País troviamo le ultime notizie inerenti ai nuovi casi di Coronavirus in Spagna. Quest’ultime non sono affatto rassicuranti, anzi, tutto il contrario: si registrano per il momento 390 nuovi casi nelle ultime 24 ore, il numero più alto dal 22 maggio. Il numero più cospicuo di essi si trova nella comunità autonoma di Aragón, con 160 casi. Solo nella comunità catalana si registrano 938 casi, anche se non tutti concentrati in un unico giorno. Una delle nuove misure per prevenire questa nuova risalita di contagi sarà l’obbligo della mascherina nei Paesi Baschi a partire da giovedì 16. Inoltre, la Commissione Europea ha suggerito alla Spagna di anticipare all’estate le vaccinazioni per l’influenza per evitare di far confondere i sintomi influenzali con quelli dei contagi di ritorno.

Anche El Mundo dedica un articolo a questo tema delicato e degno della massima attenzione. Infatti, gli esperti in pneumologia affermano che il Paese potrebbe dover affrontare una seconda ondata di contagi da Covid-19. A sostenere questa tesi, purtroppo, ci sono i dati offerti dal Ministero della Salute spagnolo, che riporta un aumento di 3.081 contagi dal 22 giugno al 5 luglio. Questo rapido ritorno del virus potrebbe essere attribuito a un nuovo ceppo del virus unitosi a quello già in circolazione, proveniente dall’America Latina, anche se al momento non ci sono prove scientifiche. Nonostante ciò, le autorità sanitarie affermano di essere di gran lunga più preparate rispetto al mese di marzo.

L.C, M.D.F. e I.V

In Francia, il 15 luglio il primo ministro Jean Castex ha conquistato l’ampia fiducia dei deputati illustrando nel dettaglio le linee principali della sua politica per la fine del mandato quinquennale di Macron. Come riportato da France24, il governo di Jean Castex ha a disposizione 600 giorni per attuare il piano di ripresa economica post-Covid-19, un piano da 100 miliardi di euro per «riconquistare la Francia». Il Primo Ministro ha presentato le principali linee di intervento per i prossimi due anni: occupazione, efficacia dell’azione pubblica, sovranità economica, transizione ecologica e protezione sociale.

S.C.

Il Belgio è stato coinvolto in un’importante operazione di polizia sul territorio internazionale. Mercoledì 15 luglio è stata smantellata una vasta rete di contraffazione di denaro legata alla Camorra, con l’arresto di 44 persone in Italia, tre in Francia e una in Belgio. Secondo quanto affermato da Le soir, l’operazione è stata coordinata dall’agenzia di polizia europea Europol, che ha ordinato il sequestro di 8 milioni di euro in contanti e altri 8 milioni in beni materiali. La stima dei danni è di 10 milioni di euro.

S.C.

In Svizzera, come riporta Le Matin, è stato assolto l’ex consigliere nazionale Yvan Perrin, precedentemente accusato di diffondere un’ideologia volta a denigrare i musulmani. Nell’aprile 2019, Perrin aveva condiviso su Facebook dei commenti di terze parti ritenuti discriminatori, ma secondo il giudice non è possibile attribuirgli tali dichiarazioni. Il procuratore, invece, ritiene che l’imputato, avendo condiviso commenti razzisti, sia colpevole quanto le terze parti di aver discriminato la comunità musulmana per l’affiliazione religiosa.

EA.V.

Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, in Svizzera da diversi mesi ormai la mascherina è divenuta un accessorio abituale al quale non si può né si deve rinunciare. Con la diffusione della pandemia queste protezioni sono state via via imposte ovunque dalle autorità competenti. Secondo quanto riportato su Die Zeitperò, ad oggi le autorità sanitarie svizzere fanno un passo indietro nei confronti di un tipo di dispositivo troppo spesso utilizzato come valida alternativa alle mascherine chirurgiche: si tratta della visiera protettiva il cui uso, secondo la dottoressa del cantone dei Grigioni (il più esteso in Svizzera) non proteggerebbe dall’infezione da Covid-19. Un’analisi specifica dei casi e delle vie di trasmissione ha dimostrato come questi dispositivi in plastica, particolarmente comuni nel settore della ristorazione, non garantiscano in realtà un sistema di sicurezza affidabile. Secondo quanto si apprende dal sito web del cantone dei Grigioni, il numero delle persone positive e di quelle disposte in quarantena negli ultimi giorni ha subìto un incremento: domenica 12 luglio ben 136 persone risultavano in quarantena e 10 in completo isolamento. A tal proposito la dottoressa cantonale, Marina Jamnicki, sottolinea il falso senso di sicurezza veicolato dalle visiere e invita le aziende che finora se ne sono servite a rivedere le proprie misure di sicurezza.

In Svizzera dunque nessuna alternativa ammessa alle mascherine facciali. Tuttavia, l’efficacia delle visiere protettive è un tema controverso.

M.S., L.R.

Per quanto riguarda la Germania, invece, le mascherine facciali sono concesse in diversi Länder e ne sono esempio la Bassa Sassonia, la Renania-Palatinato e l’Assia. Tuttavia, in linea generale il Ministero federale della Salute fa riferimento a quanto dichiarato dal Robert Koch Institut, già il 13 maggio. Nella sezione relativa alle FAQ più frequenti, si legge infatti che solo coprendo adeguatamente il naso e la bocca si possono intercettare le goccioline infettive emesse parlando, tossendo o starnutendo e che nulla finora attesta un’efficacia equivalente nelle visiere. Alla luce di quanto emerso, anche l’Istituto federale per la Sicurezza e la Salute sul lavoro ha optato per delle contromisure e nelle settimane scorse ha sconsigliato l’uso delle visiere a tutti i lavoratori tedeschi. Secondo quanto riportato da Die Zeit le particelle aerosol contenenti agenti patogeni sarebbero in grado di circolare nell’aria e di entrare nella fessura tra il viso e la visiera. Malgrado l’OMS continui a sostenere che la trasmissione del virus sia dovuta principalmente all’azione di goccioline più grandi, bisogna riconoscere che gli aerosol nell’aria abbiano giocato un ruolo primario nella trasmissione del virus soprattutto in contesti medici. Le particelle sono talmente piccole da essere impercettibili, eppure percorrono distanze di molto superiori a 1,5 metri. Ecco perché sono 200 i ricercatori di ben 32 Paesi nel mondo che spingono per una revisione delle linee guida OMS in particolare per stabilire le corrette mascherine da indossare, la reale distanza da mantenere e invitare agli incontri all’aperto, di gran lunga meno inclini al contagio grazie alla dispersione di eventuali aerosol patogeni.

M.S., L.R.

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko punta ad essere rieletto nelle elezioni del 9 agosto 2020. Questo per lui sarebbe il sesto mandato presidenziale: è presidente dal 1994 ed è da allora che ininterrottamente governa reprimendo qualunque tipo di dissenso.

A seguito dell’ultima campagna elettorale, finalizzata alle elezioni di agosto, sono scoppiate in Bielorussia delle violente proteste, paragonate in alcune interviste all’inizio della “Primavera Araba”.

L’inasprirsi del clima di tensione è dovuto anche alla cattura di uno degli avversari politici più minacciosi per Lukashenko, Viktor Babariko. Secondo alcuni sondaggi infatti, Babariko, ex presidente della Belgazprombank, sarebbe stato il leader indiscusso nelle elezioni di agosto. Babariko è stato accusato di evasione fiscale e riciclaggio di denaro.

Le dimostrazioni di protesta non si concentrano unicamente a Minsk, bensì in tutto il paese, coprendo una vastissima area geografica e coinvolgendo anche i cittadini bielorussi residenti all’estero. Nel week end di due settimane fa, infatti, si sono svolte azioni di protesta contemporaneamente in 50 città di tutto il mondo e in circa 30 paesi.

Il presidente in carica, nel frattempo, si è rifiutato di pronunciare discorsi elettorali alla radio e in televisione a seguito delle proteste.

Sul fronte della politica estera invece, la Russia mostra la sua disapprovazione nei confronti dell’iniziativa degli Stati Uniti di spostare le basi nucleari dalla Germania alla Polonia.

Il vicecapo del ministero degli Esteri russo, Aleksander Grushko ha dichiarato che in caso di trasferimento di tali armamenti, “cesserà di esistere il patto Russia-Nato”, per il quale i paesi coinvolti si impegnano rigidamente a non modificare la costruzione e la geografia del posizionamento di armi nucleari e le relative infrastrutture. Egli ha affermato, inoltre, che al momento non è ancora stato ancora trovato un accordo e “bisogna tenere conto del modo sconsiderato ed egoista in cui operano gli Stati Uniti”, le cui azioni possono essere viste come un “tentativo di controllo”.

Alla fine di giugno, poi, all’annuncio del leader americano Donald Trump di voler trasferire parte delle truppe dalla Germania alla Polonia, Grushko ha sottolineato che le autorità polacche devono essere consapevoli dei costi che comporta uno schieramento in prima linea. Queste notizie ci vengono riportate dall’agenzia di stampa RT.

Al Cremlino infatti, si valuta la possibilità di prendere misure di difesa e sicurezza, nel caso in cui la Polonia dovesse costituire una minaccia per la Russia. Come afferma il portavoce del Presidente russo, Dmitrij Peskov, “Di per sé, la Polonia difficilmente può rappresentare una minaccia per la Russia. Rappresenta una minaccia nel momento in cui presta il proprio territorio per le infrastrutture militari di paesi terzi o di un’alleanza come la NATO”.

S.N., D.S.

Questa settimana in Portogallo il primo ministro António Costa ha affermato che il Paese non sopporterebbe un altro periodo di quarantena a causa del Covid-19 e che bisogna iniziare ad organizzarsi in vista dell’inverno, come riferisce Lusa. Inoltre, ha sottolineato la necessità di far funzionare i servizi anche in condizioni avverse, come quelle presentatesi a marzo, tramite le regole di igiene e la riorganizzazione di servizi e imprese stabilite durante questo periodo, sfruttando anche i fondi europei per sostenere l’economia. Al momento, nel Paese il numero di casi si è stabilizzato ed è diminuito anche nella periferia di Lisbona ma non nella città, dove solo dal 4 luglio si contano 493 nuovi casi, come si legge in Sapo.

D.F.

La Gran Bretagna chiude le porte a Huawei: entro il 2027 l’equipaggiamento del colosso cinese delle TCL (Telecomunicazioni) sarà escluso dalla sua rete 5G.

Dopo l’annuncio, riportato da The Guardian, la portavoce del ministero degli esteri, Hua Chunying, ha detto che la Cina prenderà una serie di misure per difendere i diritti e gli interessi delle imprese cinesi.

Come si legge sull’Evening Standard Liu Xiaoming, ambasciatore della Cina nel Regno Unito, ha dichiarato che la decisione della Gran Bretagna di vietare a Huawei di vendere nuove apparecchiature per le telecomunicazioni 5G a partire dalla fine dell’anno, ha “seriamente” danneggiato la fiducia tra i governi e le imprese dei due Paesi e ha twittato martedì che la decisione è stata “deludente e sbagliata”.

Pechino non ci sta e accusa il primo ministro britannico di aver trasformato la Gran Bretagna nel burattino degli Stati Uniti, ma, come riporta il Financial Times secondo l’editore del Global Times, Hu Xijin, nulla è ancora certo poiché  le condizioni politiche potrebbero cambiare prima del 2027.

Secondo Irish Timesin Irlanda i pub rimarranno chiusi fino al 10 agosto. Si prevede che i ministri ritarderanno i piani per la riapertura a partire dalla prossima settimana a causa delle preoccupazioni sul numero dei giovani che hanno contratto il Covid-19. Anche le mascherine saranno rese obbligatorie nei negozi dopo la riunione di gabinetto di mercoledì sera.

Come riporta l’Irish Times Il direttore sanitario dello Stato, il dottor Ronan Glynn, ha avvertito che la pandemia “non è finita”, che sta accelerando a livello globale e che il numero di riproduzione del coronavirus (R) è tra 1,2 e 1,8.

S.C., S.P.

AFRICA

Il giornale Lusa ha reso noto che Capo Verde ha raggiunto attualmente una somma di debito pubblico pari a 742,5 milioni di euro (82.097 scudi capoverdiani), equivalente al 45% del PIL stimato per quest’anno, un nuovo picco storico dovuto anche alla crisi economica e sanitaria del primo trimestre. Il vice primo ministro di Capo Verde Olavo Correia, che è anche ministro della finanza, ha annunciato la necessità di investimenti di 5 milioni di euro in fondi di stato e collaborazioni con investitori locali e stranieri per poter raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’arcipelago entro il 2030, riferisce ancora Lusa.

D.F.

In Angola, come mostra il giornale Jornal de Angola, i decessi a causa della malaria sono scesi rispetto al primo semestre del 2019. Ad esempio, nella provincia di Cuanza-Sul, sono stati registrati 341.266 casi di malaria, 13.515 in meno rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda i decessi, ce ne sono stati 15 in meno (totali 426). Probabilmente la diminuzione dei casi si deve alla distribuzione di zanzariere e alle misure di prevenzione. Purtroppo, però, i casi di malattie respiratorie e malattie diarroiche sono aumentati rispetto al 2019.

M.P.

In Benin,secondo quanto riportato da Africanews, l’alta Autorità dell’audiovisivo e della comunicazione (HAAC) ha dichiarato ad inizio luglio di aver scoperto la creazione di media non autorizzati. Di conseguenza, l’HAAC ha ordinato la chiusura dei siti d’informazione, anche se rimane poco chiaro il vero motivo della nuova misura. Infatti, alcuni giornalisti sospettano che il presidente Patrice Talon voglia limitare la libertà di parola e mettere a tacere i media online. Nel 2018 sono già stati perseguiti vari giornalisti grazie all’applicazione del Codice digitale, il quale criminalizza i reati di stampa online.

EA.V.

Continuano le controversie tra Egitto, Sudan ed Etiopia concernenti il riempimento della Diga del Rinascimento.  Il ministero degli Esteri egiziano ha infatti chiesto al Governo etiope di fornire urgenti chiarimenti sulla validità di ciò che è stato diffuso riguardo all’inizio del riempimento della diga.

La richiesta egiziana arriva dopo che il Ministro dell’irrigazione etiope, Selicie Bekele, ha annunciato l’avvio del processo di mobilitazione della diga, nonostante l’accordo tra Egitto e Sudan fosse bloccato a causa dei timori del suo impatto sul territorio dei due Paesi, come riportato da Sky News Arabic.

L’autorità ha confermato che l’annuncio del Ministro etiope “è solo una continuazione dei negoziati” sulla diga del Rinascimento e che i colloqui sulla diga proseguiranno e il riempimento della diga sarà conforme con il piano di costruzione predefinito.

S.H.

MEDIO ORIENTE

La Corte internazionale di giustizia, meglio nota come International Court of Justice, si è pronunciata a favore del Qatar nella sua disputa con i Paesi del Golfo, che hanno imposto un embargo aereo su di esso, accusandolo di sostenere gli estremisti islamici e l’Iran.

Nel giugno 2017, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain e l’Egitto hanno infatti reciso tutti i legami con il Qatar, accusandolo di “finanziare il terrorismo” e sostenere l’Iran.

L’ICJ ha appoggiato il Qatar nella disputa con i quattro Paesi vicini che hanno imposto un blocco

aereo contro Doha più di tre anni fa, con l’accusa di sostenere il movimento politico islamista dei Fratelli Musulmani. La decisione del tribunale si occupa di un elemento chiave nella disputa scoppiata tre anni fa tra il Qatar e i quattro Paesi.

I giudici della Corte, infatti, hanno respinto “all’unanimità” l’appello dei quattro Paesi in una decisione emessa dall’ICAO nel 2018 a favore del Qatar, come riportato da France 24 Arabic.

È prevista una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per discutere delle minacce poste da una petroliera arrugginita posizionata nelle acque del Mar Rosso,al largo della costa yemenita.

La nave FSO trasporta a bordo più di un milione di barili di greggio e gli esperti avvertono sul rischio di possibile catastrofe ambientale in caso di incidente della nave.

La petroliera è infatti senza manutenzione da quando è scoppiata la devastante guerra civile nello Yemen cinque anni fa.

Il gruppo Houthi ha accettato di consentire a una squadra delle Nazioni Unite di salire a bordo della nave. Recentemente l’acqua è entrata nella sala macchine dell’autocisterna, aumentando il rischio di affondamento o esplosione, come riportato dalla BBC Arabic.

Oltre al suo impatto devastante sulla vita marina nel Mar Rosso, la diffusione di una chiazza di petrolio nella zona distruggerebbe il sostentamento di molti i cui affari dipendono dalla pesca.

La Green Dream Society yemenita ritiene che oltre 126.000 persone che lavorano nel settore della pesca potrebbero infatti perdere il lavoro.

S.H.

AMERICA

Mentre continua la pandemia da coronavirus, negli Stati Uniti Antony Fauci, il più grande esperto americano di malattie infettive, si trova al centro di un’azione diffamatoria nei suoi confronti.

Secondo CNN, il dottor Fauci si dichiara “apolitico”, affermando di essere sul filo di un rasoio mentre l’amministrazione cerca di metterlo contro Trump.

Queste dichiarazioni arrivano dopo che Peter Navarro, consulente commerciale della Casa Bianca, ha attaccato il dottore su un articolo pubblicitario, come riportato da CBS News.

Nonostante le varie critiche di alcuni funzionari, Trump ha affermato di avere un ottimo rapporto con Fauci e quest’ultimo definisce i tentativi della Casa Bianca di screditarlo come una mossa che danneggerebbe soltanto il Presidente, come si legge su Fox News.

S.C, S.P

In Canada, terminato il lockdown, i tempi di attesa nei reparti di pronto soccorso del Québec hanno ripreso ad aumentare. Come riportato dal Journal de Québec, il numero di utenti dei pronti soccorsi varia di giorno in giorno e di ora in ora. L’Associazione canadese dei medici di pronto soccorso (Canadian Association of Emergency Physicians) ha l’obiettivo di portare la durata media di permanenza nei reparti di emergenza ad un massimo di otto ore. Le soluzioni per contribuire a ridurre il traffico nei pronti soccorsi includono il miglioramento dell’assistenza domiciliare e la dimissione dei pazienti che non hanno più bisogno di cure intensive in ospedale.

S.C.

L’area del centro e del sud America si rivela essere la più colpita, dopo USA e Canada, dalla diffusione del Covid-19 visto il rapido propagarsi del virus che fa registrare nuovi e numerosi contagi.

In Bolivia, come si legge in un articolo della BBC, anche la presidente ad interim Jeanine Áñez è risultata positiva al test andando così ad aggiungersi agli oltre 48mila contagiati dal coronavirus: ha dichiarato di essere in buone condizioni di salute, ma dovrà rispettare ugualmente l’isolamento di 14 giorni.

Secondo un altro articolo della BBC, Panama risulta essere uno dei Paesi che ha fatto rilevare il maggior numero di casi di Covid-19 rispetto al numero di abitanti: su appena 4 milioni di cittadini, le persone risultate positive superano i 41mila; tale dato ha subìto una crescita esponenziale nelle ultime settimane in seguito alla riapertura delle attività e dei centri posti in lock-down.

Intanto l’ONU, come riportato da El País, avverte i governi di tutti i Paesi latino-americani di non sottovalutare l’impatto che il virus sta avendo nell’aggravare i problemi della malnutrizione e della denutrizione, che affliggono già da tempo vaste aree dell’intera regione geografica.

In base ad alcuni studi si stima che non solo non verranno perseguiti gli obiettivi del progetto Objetivo de Desarrollo Sostenible, il cui programma prevedeva la riduzione della crisi alimentare in tutti gli Stati coinvolti, ma che ci saranno 20 milioni di persone in più a patire la fame, raggiungendo, entro il 2030, un totale di 67 milioni.

L.C, M.D.F. e I.V

Il giornale UOL riporta che in Brasile il governo ha presentato la richiesta per entrare a far parte del programma mondiale, ancora in elaborazione, “COVAX Facility” per la distribuzione del vaccino contro il Covid-19. Dopo varie settimane, in cui anche il governo stesso esitava, il Brasile è entrato a far parte dell’iniziativa ma non verrà trattato come gli altri Paesi più poveri che hanno presentato la richiesta. Per questo, nonostante sia stato garantito che tutti riceveranno il giusto quantitativo di vaccino, il Brasile dovrà farsi carico dei costi per ottenerlo. L’obiettivo del COVAX è fornire 2 miliardi di dosi, dopo naturalmente aver passato i criteri di sicurezza dell’OMS, entro la fine del 2021. I primi a beneficiarne saranno coloro che svolgono professioni sanitarie, per poi coprire il 20% della popolazione dei Paesi partecipanti. Le altre dosi saranno fornite in base alle necessità dei Paesi e alla minaccia che il Covid rappresenta.

M.P

ASIA

L’Amministrazione digitale o e-government è il sistema di gestione digitalizzata della pubblica amministrazione, che consente di trattare la documentazione e di gestire i procedimenti con sistemi informatici, grazie all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in modo tale da ottimizzare il lavoro degli enti e di offrire agli utenti (cittadini ed imprese) servizi più rapidi e innovativi, come ad esempio i siti web delle amministrazioni interessate.

In Cina, come riportato dal Global Times, l’esperienza e-government di Shanghai è stata inclusa nell’indagine sulle e-government delle Nazioni Unite del 2020, presentata di recente come caso esemplare, la città è stata anche classificata al nono posto tra i 100 comuni di tutto il mondo in termini di indice del servizio online locale.

Il portale del servizio dati governativo di Shanghai è uno dei progetti locali della città che ha “avuto più successo” nel fornire servizi pubblici online-offline completi, secondo il sondaggio delle Nazioni Unite.

Oltre ai residenti e alle imprese locali della città, anche le imprese straniere possono beneficiare dei servizi.

“Il portale fornisce servizi a tutti i tipi di società, comprese le multinazionali”, ha detto Zhu Junwei, vicedirettore del fornitore del Municipal Big Data Center, aggiungendo che la piattaforma stabilisce una sezione integrata speciale in inglese per aiutare le ditte straniere a comprendere meglio i servizi offerti.

“I nostri dipartimenti amministrativi e delle risorse umane utilizzano questa piattaforma” ha detto al Global Times mercoledì un dipendente della società olandese AkzoNobel, con sede in Cina, a Shanghai, rilevando che il sistema migliora l’efficienza nella gestione di alcuni compiti come l’annuale ispezione commerciale e la gestione della sicurezza sociale dei dipendenti.

Le Nazioni Unite analizzano oltre 190 paesi e regioni in tutto il mondo in relazione ai servizi di e-government.

L’indagine condotta ha mostrato che la Cina è leader di livello mondiale nell’uso del digitale e che i servizi offerti non solo sviluppano l’ambiente imprenditoriale locale e migliorano la qualità della vita dei residenti, ma che il sistema è davvero facilissimo da utilizzare e include tutte le cose necessarie a un’azienda per potersi sviluppare e espandere, come ad esempio la possibilità di gestire i permessi di lavoro e i permessi di soggiorno per i membri chiave del personale straniero.

Shanghai rappresenta un modello da seguire, poiché offre riferimenti sia ai paesi sviluppati che a quelli in via di sviluppo che stanno cercando di integrare i loro servizi online e offline.

G.R.

OCEANIA

Recentemente in Australia si è verificato un grave episodio di violenza. La notizia, apparsa sull’articolo di 9News, riguarda una donna presumibilmente accoltellata più volte da un uomo in un parco a nord-ovest di Melbourne.

La donna è stata trasportata in ospedale in condizioni critiche mentre l’uomo è stato freddato dalla polizia, nel tentativo di fermare l’aggressione ancora in atto, secondo Abc News.

Come si legge sull’articolo pubblicato su The Australian, il coinvolgimento dei poliziotti nella sparatoria porterà ad un’indagine degli investigatori della squadra omicidi per far luce sull’accaduto.

S.C, S.P

Rassegna stampa a cura di:

Ariela Capuano (responsabile lingua inglese)
Salvina Calanducci e Simona Picci (lingua inglese)
Giulia Deiana (responsabile lingua francese)
Silvia Calbi e Elen’Alba Vitiello (lingua francese)
Alessandra Semeraro (responsabile lingua spagnola)
Lavinia Cataldi, Michela Di Franco e Ilaria Violi (lingua spagnola)
Veronica Battista (responsabile lingua portoghese)
Martina Pavone e Diana Fagiolo (lingua portoghese)
Silvia Santini (responsabile lingua tedesca)
Michela Sartarelli e Laura Razzini (lingua tedesca)
Clarissa Giacomini (responsabile lingua russa)
Silvia Noli, Diana Sandulli (lingua russa)
Sara Zuccante (responsabile lingua araba)
Samar Hassan (lingua araba)
Claudia Lorenti (responsabile lingua cinese & coordinatrice del progetto)
Gioia Ribeca (lingua cinese)

#POLITICAFFÈ

Pubblicato il

Russia, proteste anti-Putin. Ma questa volta a scendere in piazza non sono le élite metropolitane…

Stampa inglese

La BBC racconta che sabato 11 luglio un numero record di persone ha affollato le strade della città di Chabarovsk, capoluogo della regione russa estremo-orientale, per protestare contro l’arresto di Sergei Furgal e, più in generale, per esprimere una voce dissidente verso le tattiche “spietate” di repressione del dissenso da parte di Mosca. Altre manifestazioni minori sono state registrate in diverse altre città della regione.

Per il Telegraph queste proteste si legano a delle frustrazioni di vecchia data con Mosca, in quanto le persone che vivono nella regione – racconta un portavoce – si sentono escluse geograficamente e finanziariamente dal resto della Russia. Non a caso, Chabarovsk è stata una delle poche regioni ad avere una affluenza particolarmente bassa e una vittoria incerta per gli emendamenti costituzionali voluti da Putin. Il quotidiano riporta, inoltre, che quello di Furgal è l’ennesimo arresto di una nuova ondata repressiva a cui i servizi segreti russi hanno dato il via la scorsa settimana.

Il Financial Times, invece, presenta un retroscena interessante sulla vicenda, affidandosi alle parole di Alexander Khinstein, un parlamentare vicino alla polizia russa. Pare infatti che il Governatore russo abbia continuato a gestire delle attività fraudolente mentre era in Parlamento. Inoltre, le indagini hanno preso una svolta dopo che quattro persone, arrestate lo scorso novembre, hanno fornito prove decisive agli investigatori. In pratica Furgal, che prima di entrare nel mondo della politica era un imprenditore con interessi nel commercio del legname e del metallo, sarebbe sotto osservazione dagli anni ’90, anche per i suoi contatti con la criminalità organizzata. 

Stampa francese

Dopo l’istanza di arresto da parte di un tribunale di Mosca, Sergei Furgal resterà in detenzione preventiva, in attesa del processo, fino a settembre. Così riferisce Le Figaro. L’esponente del partito nazionalista LDPR, che grazie alle preferenze del 70% circa era riuscito nel 2018 a estromettere il partito del Cremlino, ha rigettato tutte le accuse a suo carico.

«Libertà» e «Mosca vai a casa» sono solo alcuni degli slogan che circa 35.000 persone hanno urlato per manifestare contro le accuse rivolte a Furgal. Le Monde aggiunge che il comunicato stampa rilasciato dagli investigatori menziona una serie di crimini e omicidi avvenuti fra il 2004 e il 2005 ai danni di una serie di imprenditori, annotando che molti osservatori hanno ravvisato una componente politica nel caso. Viene precisato che tutto ciò sarebbe il sintomo di un declino della popolarità di Putin, per cui, quando cresce l’insoddisfazione, essa tende a manifestarsi fugacemente su temi sociali, ambientali o locali. Mosca finisce però sempre per ignorare e mostrare inflessibilità verso le opposizioni. Questo accadde, ad esempio, nell’estate del 2019 durante le manifestazioni a Mosca. Ma ora è difficile per il Cremlino spazzare via il malcontento come un capriccio della gioventù istruita della capitale.

Stampa statunitense

Il New York Times riporta che nella giornata di sabato 11 luglio, la città di Chabarovsk, nel circondario federale dell’Estremo Oriente russo, ha visto sfilare tra le sue strade decine di migliaia di manifestanti. Una folla che, intonando il coro “Putin dimettiti”, chiedeva le dimissioni del Presidente e il rilascio del governatore regionale arrestato la settimana scorsa con l’accusa di omicidio multiplo. Si tratta di Sergei Furgal, uno dei pochi leader provinciali non affiliato a forze politiche interamente controllate dal Cremlino. Altri episodi di proteste si sono registrati in diverse città della regione di Chabarovsk.

Il New York Times,in un altro articolo, sottolinea che, dopo aver lasciato ai leader regionali la maggior parte della responsabilità nella battaglia contro il Coronavirus, adesso il Cremlino ha lanciato un chiaro messaggio ai potenti locali: non si può sfidare la volontà del Presidente. Dunque, sembra trattarsi dell’arresto politicamente motivato di un personaggio scomodo al Cremlino che gode dell’appoggio popolare in una regione difficilmente controllabile poiché distante 8000 km dalla capitale.

La CNN ricorda che l’arresto è avvenuto due settimane dopo il via libera ottenuto da Putin con il referendum che gli consente di rimanere al potere oltre i limiti di mandato previsti, vedendo la scadenza dal 2024 al 2036. Inoltre, sottolinea sempre la CNN, dopo la dichiarazione di innocenza da parte di Furgal, il tribunale di Mosca ha disposto il suo stato di fermo fino al 9 settembre prossimo.

Riprendendo un articolo pubblicato da Voice of America nel 2011 – proprio all’inizio della protesta che avrebbe poi preso il nome di “Rivoluzione bianca” –, si nota come anche quel movimento di protesta si rivolgesse al Presidente Putin a seguito dello svolgimento, ritenuto “irregolare”, delle elezioni parlamentari.

Le presunte irregolarità al Cremlino sembrano ormai aver assunto un moto ciclico: le proteste cambiano contesto e periodo, ma non cambiano volto. Coloro che misero in dubbio la trasparenza nella gestione politica ed elettorale durante il lasso temporale 2011-2013 sono gli stessi che ancor oggi si sono mobilitati al fine di demolire la credibilità di un Putin che sembra ormai più uno Zar che un Presidente. Il movente se pur diverso sembrerebbe molto chiaro anche questa volta: perché accusare un governatore di omicidio proprio adesso? Quanto peso ha il fatto che l’area sotto il dominio del governatore subisca una forte influenza cinese? Dovremo osservare ancora qualche tempo per capire le reali ragioni, o forse è già troppo tardi?

Stampa russa

Al momento oltre 40.000 persone hanno firmato la petizione per il rilascio di Furgal ed almeno 10.000 sono stati i manifestanti a scendere tra le vie delle loro città nella regione di Chabarovsk per protestare contro il Cremlino, come riportato da The Moscow Times. Proprio nella regione incendiata adesso da questi movimenti di protesta, si trovava in giorni scorsi il Vicepresidente del governo Yury Trutnev: una chiara scelta strategica da parte del Governo, che vuole far sentire la propria presenza in quella regione così lontana dal cuore del potere.

Questo caso può segnare un precedente e può avere serie conseguenze per i partiti di opposizione in Russia. Così è quanto sostiene la TASS. Infatti, è altamente probabile che le accuse mosse contro Furgal, oltre a danneggiare la sua immagine, renderanno più difficile il futuro successo elettorale del Partito Liberal-Democratico di Russia, di cui fa parte il governatore.

Riusciranno i manifestanti russi a marciare per le vie delle città fino a quando il tribunale di Mosca non si sarà espresso oppure il Governo riuscirà a mettere in sordina le loro voci?

Chiara Aveni e Gaia Natarelli

Fonti

Russie: manifestations massives en soutine à un gouverneur détenu pour meurtres disponibile su https://www.lefigaro.fr/flash-actu/russie-manifestations-massives-en-soutien-a-un-gouverneur-detenu-pour-meurtres-20200711, consultato il 14/07/2020

Dans l’Extrême-Orient russe, l’arrestation d’un gouverneur provoque des manifestations massives disponibile su https://www.lemonde.fr/international/article/2020/07/12/dans-l-extreme-orient-russe-l-arrestation-d-un-gouverneur-provoque-des-manifestations-massives_6046012_3210.html, consultato il 14/07/2020

Russian governor’s arrest sparks anti-Putin protests disponibile su https://www.ft.com/content/dea8bdff-19bf-4857-b882-cc83a5d07eca, consultato il 14/07/2020

Russia far east protest over Khabarovsk governor’s arrest disponibile su https://www.bbc.com/news/world-europe-53373132, consultato il 14/07/2020

Anti-Kremlin protests rock Russia’s once sleepy hinterland disponibile su https://www.telegraph.co.uk/news/2020/07/13/anti-kremlin-protests-rock-russias-sleepy-hinterland/, consultato il 14/07/2020

Protests Rock Russian Far East With Calls for Putin to Resign disponibile suhttps://www.nytimes.com/2020/07/11/world/europe/russia-protests-putin.html, consultato il 13/07/2020

Protests erupt in Russia’s Far East after arrest of governor over years-old murders disponibile su https://edition.cnn.com/2020/07/11/europe/russia-arrest-sergey-furgal-intl/index.html, consultato il 13/07/2020

Russian Governor Is Accused of Multiple Murders as Kremlin Claws Back Powers disponibile su consultato il 14/07/2020

Pro-Democracy Protests Put Putin, Russia at Turning Point disponibile su http://www.voanews.com/english/news/Moscow-Braces-for-Anti-Putin-Rally-135313948.html, consultato il 14/07/2020

Giant Protests in Russia’s Far East After Popular Governor’s Arrest disponibile su https://www.themoscowtimes.com/2020/07/11/giant-protests-in-russias-far-east-after-popular-governors-arrest-a70849, consultato il 14/07/2020

Kremlin Envoy in Far East as More Protest Governor’s Arrest disponibile su https://www.themoscowtimes.com/2020/07/13/kremlin-envoy-in-far-east-as-more-protest-governors-arrest-a70862, consultato il 14/07/2020

Khabarovsk governor in custody, faces murder charges disponibile su https://tass.com/russia/1176369, consultato il 14/07/2020

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Paris Fashion Week

L’Haute Couture francese diventa digitale

Come precedentemente inaugurata a Londra, anche Parigi ha deciso di rivolgersi al digitale per la season 2020-2021.

Dopo la prima collezione online del 6 luglio 2020, svelata da Chanel Cruise, le sfilate Haute Couture femminile hanno preso piede dal 6 all’8 luglio seguite dalle collezioni maschili dal 9 fino al 13 luglio.

Molte sono state le partecipazioni (e le rivelazioni) per questa season costretta ad adattarsi all’esigenza Covid-19 ma ancora una volta, abbiamo avuto modo di fare i conti con una moda resiliente giocosa e vaporosa, capace di regalarci delle giornate uniche nel suo genere.

La prima giornata della PFW digitale, ha visto scendere in campo (si fa per dire), la collezione Artisanal Co-ed di Maison Margiela, Autunno-Inverno 20-21: una rivelazione a fasi, scomposta in un crescendo di immagini colorate ed incorniciata da suoni brevi e concisi. Ogni video rilasciato dalla maison, ora sotto la direzione artistica di John Galliano (ex Dior), è un Preview del successivo: un’attesa che culminerà nella rivelazione finale del 16 luglio 2020.

Staremo a vedere.

Molto legata all’artigianato anch’essa ma dai sotto-toni decisamente più Safari, è la collezione HC di Guo Pei che si ispira agli animali del Museo Nazionale di storia naturale di Parigi: ecco Savannah che si compone di texture animalier ispirate ai manti degli animali rielaborati attraverso corpetti, spalline vaporose e maniche ampie che fanno eco agli anni ’90.

Tutto l’elaborato si presenta attraverso tessuti leggeri e cuciture essenziali per non distogliere lo sguardo dalle idilliche giraffe, bellissime e quasi umanizzate, che compaiono sugli abiti.

Questa season è dunque, fortemente rappresentativa della forma d’arte del cortometraggio.

La proposta di Viktor & Rolf per la season Fall-Winter 20-21 è raccontata in esclusiva dalla voce fuori campo del cantautore Mika.

Il corto, si presenta come un fashion statement dai toni giornalistici anni ‘50: l’impatto vintage è una dissonanza strategica con il titolo “Change” che non solo riproduce il format della sfilata in salone d’alta moda ma lo amplifica presentando la creazione a 360° dal materiale alle cuciture, dai tagli al concept. Correlati armonicamente dai volumi maxi e da crossover pop, tipici dello stile V&R, gli abiti sono stati divisi in tre sezioni rappresentative delle emozioni umane: dalla tristezza alla confusione alla speranza.

Un’altra visione onirica, è quella che ci è stata proposta dalla maison Valentino, guida da Pierpaolo Piccioli. Il direttore creativo sottolinea l’importanza del sogno e della creazione che scaturisce da esso; un processo creativo che prende il nome di “of Grace and Light” ed anticipa la performance finale per la collezione che avrà luogo a Cinecittà il 21 luglio.

Il progetto, nato in quarantena, aspira ad unire l’aspetto più delicato dell’ideazione della collezione con la versatilità e l’immediatezza del digitale nella moda. Limiti trascendentali a parte, la couture per Piccioli è un movimento di trame e colori ispirate alla danzatrice moderna Loie Fuller, sulle note pop di FKA Twigs, in un teaser by Nick Knight.

La Couture digitale formulata in un’ottica più ampia, dai toni di metafora visiva.

Durante la seconda giornata di Haute Couture, lo spirito anticonformista di Virginie Viard ha fatto capolino attraverso una esposizione inusuale: la nuova ragazza Chanel è una ribelle punk tra i locali di Parigi vestita di taffetà e gioielli. La collezione si compone di trenta modelli ispirati da look iconici di Karl Lagerfeld, distintivi e lussureggianti, ognuno correlato dall’alta gioielleria tipica della maison. Non possono mancare nemmeno per questa season, i tessuti che hanno reso Chanel famosa in tutto il mondo, come i ricami e il Tweed realizzati da Métiers d’Art Lesage, Montex, Lemarié e Gossens insieme alle embrodered perline, pietre e strass.

Un appuntamento dall’allure Grande Siecle dell’histoire de France raccontato in un video rock di Mikael Jansson.

Dalla femminilità rock di Chanel, a quella più (rosa) shocking di Alexis Mabille. L’artista, che già in passato aveva reinventato la classica sfilata proponendo una mostra fotografica con tanto di esibizione con manichini, ha portato alla luce le sue creazioni in un box rosa shocking: l’elemento caratterizzante della sua season, si propone come connubio perfetto tra le dive della Golden Age di Hollywood e quel richiamo “Warholiano” tipico della Pop Art.

D’ispirazione anni 60, è anche la sfida proposta da Stephane Rolland che prendendo spunto per l’appunto dal programma televisivo francese “Discorama” di Denise Glaser degli anni 60-70, ci propone uno sguardo intimo con riprese in uno studio semi-vuoto; così si presentano undici look indossati da Nieves Alvarez composti da capi selezionati come mantelle, cappucci, abiti a tubino, pantaloni harem decorati con pietre di vetro e cristalli. Una semplicità luminosa e al contempo nostalgica.

Due video, di pochi secondi ciascuno, bastano a catturare l’attenzione del pubblico secondo Alexandre Vauthier: la Parigi dello stilista è dentro e fuori, con sguardo veloce e vintage realizza i mini spot con un team ridotto in quarantena e ci porta prima in un appartamento e poi per le strade della sua città d’adozione.

Una collezione concisa ma d’impatto anche la sua in collaborazione con gli atelier di Lemarié, Goossens e Lesage.

La collocazione storica della collezione?

Anch’essa in bilico tra la Golden Hollywood e gli anni ’80 come ci suggeriscono l’abito bustier nero con mantello di raso senza maniche rosa shocking, gli abiti da sera con piume e chiffon e le giacche sfavillanti.

Dal 6 luglio, l’inaugurazione della settimana è stata una sorpresa da subito attraverso il discorso di Naomi Campbell, ispirato dai recenti avvenimenti negli Usa, sull’importanza dell’inclusività nel mondo della moda.

A seguire, Schiaparelli ha mostrato gli sketch della nuova collezione firmati da Daniel Roseberry trasportandoci direttamente al Washington Square Park di New York e passando per il mini film “Trasformation” in cui è possibile riconoscere l’attrice Iris Van Herper resa famosa in tutto il mondo dalla serie tv Game of Thrones.

L’ultima spettacolare presentazione cinematica, doverosa da menzionare, è la narrazione di Le Myth Dior nata dall’incontro del regista italiano Matteo Garrone ed il direttore artistico di Dior, Maria Grazia Chiuri.

Descrivere il corto?

14 minuti di pura estasi visiva.

Sarà per il giardino di Ninfa a Roma che fa da sfondo alla rappresentazione bucolica lussureggiante che ci ricorda The Tale of Tales ma che dire, noi italiani siamo particolarmente entusiasti del risultato. Come preannunciato dal titolo, la nuova collezione di Dior è un viaggio nell’estetica fiabesca correlato da personaggi fantastici come sirene, ninfe e fauni.

Le scene si aprono in atelier, dove delle sapienti mani stanno confezionando degli abiti couture in miniatura poi successivamente trasportanti in una casa delle bambole. I riferimenti non sono solo per i lavori precedenti del regista italiano ma rappresentano un omaggio al Thèatre de la mode in cui i designer francesi svilupparono delle collezioni in miniatura per poter rilanciare l’haute couture nel secondo dopoguerra.  L’ispirazione femminile, come sancito da Maria Grazia Chiuri, arriva invece dalle artiste del passato come Lee Miller, Dora Maar, Dorothea Tanning, Leonora Carrington e Jacqueline Lamba.

Surrealismo, fiabe, natura e sensualità e délicatesse: ecco le promesse della maison francese per questa Haute Couture.

Fanny Trivigno

Sources:

https://www.vanityfair.it/topic/paris-fashion-week?refresh_ce=

https://www.vanityfair.it/fashion/news-fashion/2020/07/05/paris-fashion-week-digitale-haute-couture-sfilate-online

Anche a Parigi e Milano, fashion week in digitale

Parigi, al via le prime sfilate digitali maschili

https://www.youtube.com/watch?v=0J8YW9K8qGU
https://www.youtube.com/watch?v=yxBFwqRbI8c