#ASTRABIBLIA

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A un passo dalla verità

Raccolgo le ultime gocce di sudore che scivolano dalla fronte. Il calore divampa a intermittenza fra una guancia e l’altra. Giusto il tempo di dimenticare il fiatone e ripristinare il battito cardiaco. Me ne ritrovo davanti migliaia. Una corsa all’impazzata ed eccomi di fronte all’Archivio digitale. Inserisco i primi caratteri della nomenclatura “Ar…-“ e leggo No results. Impossibile. Provo e riprovo ma i tentativi finiscono. Cosa me ne faccio di un paio di occhi azzurri e un nome se non posso sapere altro?

Inutile dire quanto abbia cercato di trattenere la rabbia. Risultato? Mercuria testimonia l’urlo che si protrae per tutti i suoi labirintici corridoi. Accanto alla sezione nomenclature trovo quella storica. Un ologramma ne recita il contenuto:

La Terra, ormai vessata da un malriposto antropocentrismo, era da anni divenuta inadatta alla vita organica così come la conoscevamo. L’atmosfera ospitava aria talmente concentrata di gas serra, ragione del cambiamento climatico, da impedire il corretto scandirsi delle stagioni. I ghiacciai, sciogliendosi repentinamente, innalzavano il livello dei mari. Gli approvvigionamenti alimentari diminuirono di anno in anno. Era impossibile coltivare i campi pressoché aridi e i frequenti incendi distruggevano la maggior parte del raccolto. Fame e carestia regnavano sovrane, coadiuvate da un susseguirsi di catastrofi metereologiche. L’economia crollò definitivamente nel 2084. Scampata la terza Guerra Mondiale, in seguito al trattato di Melbourne del 2085, le superpotenze militari mondiali si incontrarono per cessare definitivamente la corsa agli armamenti nucleari. Così si decretò ufficialmente l’inizio dell’era denominata Engreenering, la scoperta, costruzione e messa a punto di tecnologie per la ricerca e migliorie sulle colture e sul biosostentamento dell’ecosistema mondiale. Seguirono varie presidenze incerte in tutte le nazioni della Terra. Pian piano gli introiti consistenti delle nazioni vennero confluiti nella ricerca biotecnologica. L’ultimo salto nel buio fu l’unione di tutte le nazioni mondiali economicamente trainanti nel 2088 che portò alla nascita di P.H.O.E.N.I.X. Project for Homeland Organic Engreenering Nationship In Xuni (la cui base operativa segreta si trovava in un paese neutrale rispetto a quelli del trattato, nella città di Xuni). PHOENIX nasceva con la necessità di “salvare il salvabile” attraverso la genetica colturale di sementi che venivano reimpiantati in piccole serre acclimatate. Tuttavia, si dimostrò fallimentare per la mancanza di sinergia tra i vari membri del Comitato scientifico, intenti a proporre diversi approcci senza raggiungere nulla di concreto. Tale inconcludenza si tradusse in uno dei maggiori catalizzatori della rovina. La crisi mondiale scoppiò dopo anni di ricerche fini a se stesse, aggravate dalla mancanza di fondi. La natalità era già diminuita drasticamente dal 2050: fare un figlio per le famiglie più povere era considerato un privilegio per pochi. I governi di tutto il mondo incentivarono la natalità con scarso successo. Parallelamente la NASA usava gli ultimi fondi rimasti per costruire delle colonie a energia solare, fluttuanti attorno alla Terra. […]

Pausa. È troppo. Ma la dice lunga sul perché mi trovo qui. E cosa c’entra Mercuria? Termino la lettura mentre cerco di contenere il tremolio che mi assale e mi impedisce di stare fermo.

(…continua)

Aurora Molisso

#RECEUSTIONI

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Cari lettori di #ReceUstioni, bentornati!

Questa settimana protagonista – e vittima – dell’articolo sarà una serie TV Amazon Original: “Upload”.

Ideata da Greg Daniels – che ha scritto la sceneggiatura di varie puntate dei “Simpson” e della versione americana di “The Office” -, con protagonisti Robbie Amell e Andy Allo, la prima stagione di “Upload” è uscita l’anno scorso, mentre nel 2021 dovrebbe uscire la seconda.

La storia è ambientata in un futuro distopico che riprende un petit peu le sfumature di “Black Mirror”. In “Upload” quando si muore, si può pagare per trasferire la propria coscienza in una realtà virtuale dove si trascorrono le giornate in attesa che la scienza riesca a replicare il proprio corpo.

Oui mes amis, capisco che potrebbe sembrare una serie TV fantascientifica distopica, ma in realtà si tratta di una commedia.

In questo mondo in cui i ricchi aspirano alla vita eterna, il protagonista si ritrova vittima di un incidente stradale e la sua coscienza viene caricata in questa realtà virtuale, che di fatto ha le sembianze di un albergo. Mais, mes amis, non è stato lui a richiedere il trasferimento della sua coscienza, quindi dovrà cercare di capire perché l’hanno trasferito lì, e soprattutto se qualcuno l’ha ucciso di proposito.

Per di più, in questa realtà virtuale, ogni coscienza è affiancata ad un angelo – ossia un operatore del call center di supporto del programma – e la regola principale è, bien sûr, non innamorarsi. Mais bien sûr, come da cliché, scocca l’amore.

“Upload” è quindi una serie TV polistilistica, infatti contiene diversi generi che si intrecciano: fantascienza nello stile di “Blackmirror”; un petit peu di mistery per capire chi ha voluto che la coscienza di Nathan – il protagonista – si ritrovasse coinvolta in questo progetto; beacoup romantica e une once drammatica.

Quindi, mes amis, giungiamo alla fatidica domanda: ve lo consiglio? Bien sûr cari lettori! Se volete una serie TV che vi prenda e che riesca a coinvolgervi a 360 gradi, permettendovi però al contempo di fare binge watching perché non è troppo complessa, allora “Upload” fa per voi. Soprattutto se siete deboli di cuore e cedete facilmente di fronte al romanticismo.

À bientôt mes amis!

Emanuela

#ASTRABIBLIA

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Presentazione Aurora

Olá a todos e todas,

so che qualcuno estraneo alla cultura lusofona sta pensando “perché non ha scritto: ¡hola a todos y todas! ” – non mentite – invece ho deciso di salutarvi in portoghese. Mi chiamo Aurora Molisso, frequento il primo anno magistrale in Interpretariato e Traduzione e provengo dalla triennale in Mediazione Linguistica presso la SSML San Pellegrino di Rimini.

Ora che sapete dove è nato l’amore per la variante brasileira e non solo, vi assicuro che la passione per le lingue si estende all’inglese e al francese, approfondite anche qui all’UNINT. E per la cronaca, lo spagnolo lo conosco! Ma veniamo a noi.

Sono la penna virtuale che traccia il filo narrativo di #ASTRABIBLIA, la serie di racconti pensata per farsi un giro tra galassie, buchi neri e universi letterari mentre si rimane comodamente seduti in poltrona (o dove preferite, io sto alla scrivania col pc e quando ho finito – se mia sorella non l’ha già occupata – mi ci sistemo pure io). Spero di riuscire a farvi volare fra un episodio e l’altro, in questo spazio riservato ai sognatori come noi, grazie al potere immaginifico della scrittura. Ringrazio infatti il Blog per aver avuto l’opportunità di partecipare a questo progetto e permettere al pubblico di affacciarsi alla lettura attraverso finestre virtuali insolite.

Scherzi a parte – non vi prometto nulla, l’ironia napoletana prende sempre il sopravvento – sono sempre stata curiosa e se dovessi scegliere tre parole per descrivermi… meglio se vi risparmio la presentazione chilometrica e mi fermo qui!

Nata e cresciuta in Romagna, cuore napoletano, nutro però il sogno di trasferirmi, fra qualche mesetto e pandemia permettendo, nella Capitale, ma per il momento vivo nell’attesa trepidante di abbozzare almeno un capitolo romano in questa vita. E comincerei dal mio paesino fra Imola e Faenza con la rubrica, che ne dite?

Ormai avrete carpito le mie origini di cui non posso che andare fiera. Quando sin da piccoli uscite dalla vostra comfort zone, sentite parlare romagnolo per poi rincasare e vi immergete di nuovo nel napoletano una cosa è certa: non ne avrete mai abbastanza di cercare la congiunzione astrale fra mondi linguistici, panorami culturali e letterari all’apparenza incompatibili. E forse lo spirito della lingua, per citare Humboltd, o meglio delle lingue, specie se esotiche e che sento scorrere in me, sta proprio in questo.

Dalle premesse, dedurrete che la mia personalità è stata forgiata da lunghi anni di classicismo e perciò, tenho a certeza, perdonerete i virtuosismi. Adesso vi lascio ai versi di una collaborazione musicale fra Emicida e Gilberto Gil che suona così: 

Viver é partir, voltar e repartir

Partir, voltar e repartir

Vivere è partire, tornare e ripartire… e voi siete pronti per iniziare questo viaggio?

Fiquem ligados com a #ASTRABIBLIA, vi aspetto numerosi!

Beijinho,

Auro

#RECEUSTIONI

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Presentazioni #ReceUstioni
Emanuela, Francesca e Livio

Mes amis, cari lettori di #Receustioni e popolo di UNINT, bentornati (o benvenuti) sul nostro Blog. Mi presento: sono Emanuela (Elena) Batir, classe ’97 – tra qualche giorno sarà il mio compleanno, anche se prevedo altri 10 mesi in cui continuerò a spacciarmi per una ventitreenne. Studio Interpretariato, da piccola ho cambiato spesso le mie ambizioni, passando dal voler diventare archeologa al voler fare la scrittrice, ma l’unica cosa che non è mai cambiata è la mia passione per le lingue, quindi eccomi qui. Nella mia -breve- vita mi sono data alla pazza gioia, e ho studiato tedesco, francese, inglese, spagnolo, russo e ho anche tentato di avvicinarmi al cinese, però non era un amore destinato a durare, c’est la vie.

Vengo da Bruino, un paesino bucolico in provincia di Torino, ma sono originaria della Romania (Suceava per la precisione, una città nel Nord Est del Paese dove il Natale è il periodo più magico dell’anno), ho fatto la triennale a Siena, l’Erasmus a Londra e ora sono a Roma… mi piace cambiare spesso aria. Ogni città in cui ho vissuto mi ha arricchita in diversi modi, insegnandomi ad apprezzare diversi aspetti della vita: Suceava il calore dei cari e il piacere del stare in famiglia, Bruino la calma delle montagne e la pace interiore con un buon bicchiere di vino, Siena l’indipendenza e l’amicizia, Londra il brusio dell’incontro delle diverse culture e Roma l’eterna bellezza e la fugacità di ogni attimo che viviamo.

L’anno scorso, più o meno in questo periodo, galeotto fu un corso universitario dove incontrai Ilaria, che mi parlò del blog. Ero entusiasta e non vedevo l’ora di iniziare a scrivervi, ma poi una pandemia mondiale ha deciso di rovinare i miei piani e quindi adieu interviste dal vivo, bienvenue articoli in smartworki. Quest’anno, quando Ilaria mi chiese se avevo in mente una rubrica da inserire nel blog, pensai subito alle recensioni di film e libri, perché mi reputavo una ragazza alternativa pronta a stupirvi con pensieri contro tendenza. Invece sono molto basic, con la mia passione per il rosa e per i gatti, e quindi alla fine invece di rivoluzionare la rubrica con unpopular opinions, ho dovuto puntare sulla simpatia per attirare nuovi lettori, un nuveau public.

Il blog per me è stata una valvola di sfogo durante il lockdown, e mi ha permesso di pensare ad altro, non solo agli esercizi di interpretariato e alle dirette televisive sulla situazione pandemica, oltre a rappresentare una realizzazione del mio sogno da bambina di diventare scrittrice – ora manca solo un invito formale agli scavi dei Fori a Roma per realizzare anche il sogno di diventare archeologa, poi potrò dirmi soddisfatta.

À bientôt con nuove #ReceUstioni,

Emanuela

Chi è Francesca?

Non potrei presentarmi altrimenti che attraverso ciò che riempie ogni secondo delle mie giornate: l’amore incondizionato per l’arte, in tutte le sue forme. E prima che skippiate queste righe, vi blocco chiedendovi di chiudere per un secondo nell’armadio Dante, Leonardo e Piero Angela, and keep your eyes on me, ok?

Come la definite quella sensazione di calduccio, di “casa”, che bramate quando la noia vi attanaglia?

Ecco, quello che provo io a leggere un bel libro, o a riversare nero su bianco ciò che mi implora di esser trasformato in inchiostro vivo, è esattamente questo. Fin da piccola la scrittura, forse ancor prima della lettura, è stata il mio modo di dar forma e colore alla mia inguaribile indole empatica e anche un po’ sognatrice, l’unico modo che conosco da sempre di mostrarmi senza filtri. Esattamente come faccio quando chiudo la porta della mia stanza e con la musica dentro e tutt’attorno, mi rimetto a ballare come se nessuno guardasse, e torno la Francesca di quelle lezioni di danza di qualche anno fa in cui ho imparato, passo dopo passo, a lasciarmi andare al ritmo della musica, e mi sono ritrovata.

Poi si sa, l’arte ha tante, troppe forme che non devo star qui a spiegarvi, e la vita è troppo breve per non esser curiosi e immergersi completamente in storie, mondi e occhi di persone sconosciute e terre lontane, o sorprendentemente vicine. Chiunque, in qualunque momento, ed ovunque, può regalarci qualcosa che prima non sapevamo nemmeno esistesse, o farci ritrovare parti di noi stessi che pensavamo di non avere più. La bellezza è dappertutto, sempre, ci circonda, è dentro e fuori di noi.

Francesca Nardella

Salve a tutti,

mi chiamo Livio, 24 anni, e da qualche settimana fomento la rubrica di #ReceUstioni.

Vengo dall’Abruzzo, terra magnifica, dove le montagne si specchiano nell’Adriatico, eletta da Dio come patria dell’arrosticino e del Montepulciano. Da un anno e mezzo vivo ne ‘a Capitale, e poiché credo che molti la conoscano abbastanza, non mi dilungherò a parlarne. Da buon mediterraneo, vivo grazie al sole, al cibo e all’abbiocco… ah e ai liquori fatti in casa. Mi culla, dacché ero un pargolo, un indole scanzonata, riguardosa per le tempie, e mai, dico mai, affrettata nei giudizi. Eccetto che per la cultura da tv, sorrisi e canzoni. Nostalgico per una verve artistica mai germogliata, leggo leggo leggo leggo e leggo, poi leggo leggo leggo e ancora leggo. Amo, ma in realtà odio, l’arte dello scrivere in quanto totale maldestro nell’accostare parole dense di significato e icasticità, come voleva Italo Calvino. Da studente di traduzione mi esercito in questo sport tra olimpici della parola; al mattino anziché studiare mi getto a capofitto a tradurre romanzi che mi invaghiscono, nel tentativo di a) dimostrare al traduttore scritturato di essere più Pavese di lui e b) omaggiare gli spiriti letterari stranieri con il suono malinconico e farsesco dell’italiano. In realtà ci sarebbe anche la c) ma ci vorrà sangue e lacrime per fare di questa splendida “arte” un mestiere.

Altri miei interessi riguardano l’escursionismo, la cinematografia italiana e la geopolitica.

A proposito della rubrica di cui faccio parte, credo sia un spazio geniale per condividere impressioni, gusti, tentazioni, aneliti, che le arti ci ispirano, soprattutto in questo momento dove la distanza spesso genera silenzio. A questo proposito, spero che nei mesi a seguire riuscirò a infondere qualche curiosità in chi leggerà le nostre pagine.

Ringrazio Ilaria Violi, direttrice del blog, per la bella idea di averci lasciato dello spazio per presentarci. Un saluto a tutti gli studenti e al popolo UNINT.

 A presto,

Livio!

#CURIOSITÀDALMONDO

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Cari lettori,

sono Rosita Luglietto, ho 23 anni e sono una studentessa iscritta al secondo anno del corso di laurea magistrale in Interpretariato e Traduzione. Ho concluso nel 2019 il mio percorso triennale presso l’Università per Stranieri di Siena in mediazione linguistica e culturale. Sono nata e cresciuta in Calabria, precisamente a Rossano, paese tra mare e montagna. Da sempre la mia più grande passione sono le lingue straniere. Da piccola ho sempre viaggiato molto e ogni volta che visitavo un posto nuovo la mia attenzione non si focalizzava solo sulle bellezze monumentali o sui paesaggi, ma il mio orecchio non poteva e tutt’ora non può fare a meno di essere attratto dai suoni linguistici differenti dalla lingua italiana. Direi che è proprio questo il motivo per cui alla fine di ogni articolo che scrivo nella rubrica “Curiosità dal mondo” firmo con Different country, different sound. Questa rubrica unisce la mia passione per i viaggi e per le lingue straniere e ha come obiettivo quello di farvi scoprire sempre qualcosa di nuovo. Tra le più belle esperienze che ho vissuto rientrano il viaggio in Egitto e quello in Uruguay di cui sicuramente vi parlerò nei miei prossimi articoli.

Le mie lingue di studio sono l’inglese e il russo. L’inglese è una lingua di cui sono innamorata da quando ero piccola. Il mio erasmus presso la UCL (University College of London) di Londra mi ha concesso di vivere un’esperienza indimenticabile che rifarei altre mille volte. Ho sempre amato vedere serie televisive in lingua inglese e sebbene inizialmente facessi fatica a comprendere tutto perfettamente, non mi sono mai fermata davanti questo ostacolo. Come ho appreso anche durante i miei studi universitari, in particolar modo durante il corso di didattica delle lingue moderne, è necessario che vi sia passione e al contempo motivazione. A tal proposito è importante menzionare il filtro affettivo di cui parla il linguista Krashen, un filtro che si abbassa o si alza e che funziona come una “difesa”. Per apprendere più velocemente è importante che questo filtro si abbassi e che si creino le giuste condizioni di apprendimento. Quando parlo di “giuste condizioni” intendo alto grado di coinvolgimento, divertimento, motivazione e assenza di emozioni negative quali paura o ansia. Credo che il mio interesse nei confronti della lingua russa sia nato proprio in presenza di tali condizioni. Quando mi sono trasferita a Siena, ormai cinque anni fa, ho affittato una stanza in una casa di una signora russa, la quale mi ha fatto appassionare a questa lingua così diversa dalla mia e così affascinante. Pertanto, consiglio a chiunque abbia voglia di cimentarsi nello studio di una lingua straniera di tenere sempre a mente due parole chiave “passione” e “motivazione”.

Oltre il mio interesse per le lingue e per i viaggi, amo la lettura, il cinema, la musica, la scrittura, la fotografia, ma soprattutto la danza. La danza è stata e continua a essere il mio primo amore e il primo amore si sa, non si scorda mai. Amo anche preparare dolci, passione che ho ereditato da mio padre, che ha origini napoletane.  Ho due cani, precisamente due maltesi, Charlie e Kira e sono la mia gioia più grande. Sono molto legata alla mia famiglia, ragione per cui, prima della pandemia, ogni scusa era buona per comprare un biglietto e tornare a casa. Credo che quest’anno più che mai mi abbia insegnato ad apprezzare il valore delle piccole cose e di essere grata alla vita ogni giorno. In attesa di poter riprendere a viaggiare nuovamente spero di riuscire a suscitare in voi interesse per le meraviglie del mondo, tutte ancora da scoprire, ma soprattutto di riuscire a farvi viaggiare con la mente e con il cuore.

Vi saluto!

Rosita Luglietto

#UNIVERSEAT

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Presentazione Yle & Sandra

Ciao a tutti amici di #UniversEat e ben ritrovati!

Siamo sempre noi, Alessandra e Ylenia, le vostre cuoche di fiducia pronte per affrontare il secondo semestre tra libri e fornelli.

#LUXURYMOMENTS: #LUXURYJUICE

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Courtesy of: Vogue.it, Valentino Haute Couture’22

Valentino Haute Couture 2021: between aspiration and inspiration

For the second consecutive season, the artistic director of the maison, Pierpaolo Piccioli, decided to present the new collection in Rome, precisely in Palazzo Colonna. 

#ReceUstioni

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Antrum: The Deadliest Film Ever Made

Bentornati a tutti, cari lettori di #Receustioni. Questa settimana la recensione sarà leggermente diversa da quella di “Dolittle”, un po’ meno divertente -I know, eravate qui per le risate, ma questa settimana faccio la seria, sorry-, e un po’ più… scottante, in tutti i sensi. Questa settimana, udite udite, parliamo di un film horror. Quindi amanti del genere, a me.

Da anni ormai, più precisamente da quando Netflix è sulla piazza, si parla spesso di film horror prodotti da queste piattaforme streaming, e a volte emergono titoli, come ad esempio “Veronica”, che sembrano essere l’Horror con la H maiuscola, capace di non farti dormire per settimane -un po’ come “The Ring” quando eravamo pischelli noi-. And it happened again. Quest’anno infatti su Prime Video è uscito un mockumentary horror che ha fatto molto discutere gli amanti del cinema: “Antrum”. A onor del vero, Prime Video ne è solo il distributore a livello globale, perché in realtà il film è una pellicola indipendente, girata da Amito e Laicini, uscita nel 2018 e proiettata durante vari festival cinematografici.

Ma, mes amis, procediamo con calma: innanzitutto che cosa significa mockumentary? Un mockumentary è un falso documentario, quindi in breve “Antrum” su Prime Video è strutturato come un documentario, con la pretesa di raccontare la vera storia del film horror “Antrum” uscito negli anni ‘70. Oui, je sais mes amis, sento la vostra confusione. Mi spiego meglio. La trama del film è sviluppata come la sesta stagione di “American Horror Story” (per chi se ne intende): si inizia con un documentario in cui si parla di questo horror uscito negli anni ‘70, che ha portato alla morte di diverse persone a causa di attacchi d’isteria in seguito alla visione del film; poi ci si ritrova catapultati nel 2018, quando viene rinvenuta una copia di questa pellicola, che viene per la prima volta ridistribuita al pubblico… E qui inizia l’horror vero e proprio. La presunta pellicola parla di due bambini, fratello e sorella, che vanno in una foresta maledetta per accedere all’Inferno e poter rivedere il loro cane. Je sais, è inquietante come trama, per me basta già questo a farmi avere le palpitazioni, ma iniziamo la nostra receustione.

Signori e signore, chapeau. Questo film è un CA-PO-LA-VO-RO. I brividi sono assicurati, e badate bene che le scene splatter sono quasi inesistenti in questo film, non sono il sangue o la violenza a fare paura, bensì sono le colonne sonore, le immagini e la recitazione degli attori a rendere il tutto spaventoso. Quando parte la pellicola del presunto film horror degli anni ‘70, sembra proprio di guardare un film degli anni ‘70: i colori, i vestiti dei protagonisti, l’audio… tutto sembra così realistico che diventa facile credere che effettivamente questa pellicola maledetta sia esistita sul serio.

Le scene in cui i due bambini eseguono rituali occulti per poter accedere all’Inferno sono state studiate con molta cura dai due registi -nonché sceneggiatori- Amito e Laicini, che si sono concentrati sui dettagli per rendere il tutto il più realistico possibile. Oralee, la sorella maggiore, ha con sé un libro dell’occulto con tutti i rituali da fare per poter man mano scendere nei gironi Infernali, e ci sono anche Cerbero e Caronte: l’Inferno di Dante è stato usato come fonte d’ispirazione, e penso che ciò renda il tutto ancora più poetico e terrificante -forse anche in memoria della mia professoressa delle medie che ci fece studiare quasi tutto l’Inferno a memoria… alcune terzine me le sogno ancora la notte-.

Gli attori sono spettacolari: i due protagonisti sono Rowan Smyth (oggi 14 anni sulla carta, candidato già a vari premi per il suo film “I believe”, uscito nel 2017) e Nicole Tompkins (doppiatrice di Jill Valentine nel videogioco “Resident Evil 3” e comparsa nella quinta stagione di “American Horror Story”). Le espressioni facciali della Tompkins sono il punto forte del film, riescono a veicolare quella sensazione di inquietudine che fa stare con il fiato sospeso, e il piccolo Rowan Smyth riesce a farti immedesimare nel protagonista… Insomma, sono entrambi giovanissimi e bravissimi, spero proprio che ne sentiremo ancora parlare in futuro.

Per quanto riguarda la colonna sonora invece, non ho niente da dire perché non saprei proprio da dove partire. Avete presente la sensazione di irrequietezza che si prova guardando “Shining”? Quella scena in cui la famigliola viaggia in macchina per dirigersi verso l’hotel, e c’è quella musica che vi fa già salire l’ansia -che poi io sia l’ansia fatta persona è una cosa a parte-? Ecco, questa colonna sonora trasmette le stesse sensazioni. La narrazione procede un po’ a rilento: ci sono molte inquadrature sul viso dei protagonisti e sulla foresta, e tutto ciò rende il tutto ancora più terrificante.

Ammetto di essere debole di cuore di mio, ma vi garantisco che questo film vi lascerà con il battito accelerato e una strana sensazione addosso… Fa uno strano effetto guardarlo, e lo definirei un vero e proprio Horror -sì, con l’H maiuscola-. Quindi se avete una serata libera, possibilmente in compagnia di un fratello/genitore/coinquilino non deboli di cuore, guardate questo capolavoro e fatemi sapere se ne è valsa la pena!

À bientôt mes amis!

Emanuela Batir

#POLITICAFFÈ

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La Spagna supera il milione di casi Dichiarato lo stato di emergenza

Stampa spagnola

Un’emergenza indica una situazione di difficoltà o di pericolo a carattere tendenzialmente transitorio. E la situazione giuridica che deriva dall’accertamento ufficiale di tale condizione di gravità assume denominazioni specifiche, a seconda dei presupposti e degli effetti giuridici.

Nell’ordinamento spagnolo, l’articolo 116 della Costituzione del 1978 invia a una ‘Ley Orgánica’ (varata pochi anni dopo, la 4/1981) la disciplina dei tre stati eccezionali previsti (alarma, excepción, sitio). Secondo questa legge, l’«estado de alarma» ˗ il più blando dei tre – è il migliore per fronteggiare una circostanza epidemica (su tali temi sì è tenuto un convegno alla UNINT, i cui atti sono consultabili su www.dpceonline.it).

Ebbene, il premier spagnolo Pedro Sánchez, ha dichiarato nel fine settimana tale stato di emergenza per fronteggiare la nuova ondata di contagi da coronavirus. Ad ogni modo, il decreto governativo ha una durata limitata di 15 giorni; per la proroga è necessaria, infatti, una successiva autorizzazione del Congresso dei Deputati.

El País specifica che il coprifuoco, stabilito dal nuovo decreto, si estenderà dalle 23:00 alle 06:00 del mattino in tutta la Spagna, ad eccezione delle Isole Canarie. Inoltre, i governi autonomi hanno la possibilità di limitare l’ingresso e l’uscita delle persone nei propri territori. Ancora poca chiarezza c’è riguardo alle leggi che verranno utilizzate per sanzionare il mancato rispetto delle nuove misure. Gli esperti legali del quotidiano ipotizzano che molto probabilmente si andrà a fare riferimento alla ‘Ley Orgánica 4/2015’, che ha come oggetto quello di tutelare la sicurezza dei cittadini, e a cui è stato fatto richiamo durante la prima ondata.

Ciò che ha spaventato di più i cittadini e che sta creando maggiore attrito nell’area decisionale, è la volontà del Governo di prolungare lo stato di emergenza per i prossimi sei mesi. Il Partido Popular (PP) si è fatto portavoce di questo dissenso. Il leader del movimento Pablo Casado ha, infatti, avanzato due richieste per sostenere la decisione governativa. La prima, che lo stato di emergenza venga protratto per un massimo di otto settimane. La seconda, che l’Esecutivo elabori un ‘piano B’, ossia una modifica normativa per approvare restrizioni sugli spostamenti senza che venga attivato questo strumento costituzionale. Anche gli altri partiti di opposizione stanno esercitando pressioni affinché la durata venga modificata. Ciudadanos ha definito eccessiva tale decisione: Inés Arrimadas ha dichiarato che procederà verso una negoziazione dei termini.

Dal canto suo, il Governo si dichiara fermo rispetto alla sua decisione. E la richiesta di autorizzazione per la durata dei sei mesi dovrebbe essere approvata proprio oggi 29 ottobre.  

El Mundo fa sapere che sul versante economico, Pablo Casado ha chiesto ancora una volta una riduzione generale delle tasse. Puntando in particolare, alla riduzione dell’IVA sulle mascherine. Casado ritiene, infatti, che per affrontare nel migliore dei modi le conseguenze della pandemia, sia necessario avere una certa flessibilità e pagare meno tasse.

Il giornale economico Expansión si preoccupa di porre l’accento sulle esigenze degli imprenditori. Durante il 23° Congresso Nazionale delle Imprese Familiari tenutosi a Madrid, i presenti hanno chiesto che il Governo proceda con importanti accordi politici e riforme strutturali. Non a caso, secondo un’indagine condotta dall’ente imprenditoriale IEF, il 53% degli industriali è convinto che recupererà i precedenti livelli di fatturazione non prima del primo o secondo trimestre del 2022.

Stampa statunitense

Sono settimane difficili quelle che stanno affrontando i governi dei Paesi europei a causa del Covid-19. Domenica scorsa il Governo spagnolo ha dichiarato lo stato di emergenza dopo aver superato il milione di casi la settimana passata. In Francia, dove le morti stanno aumentando poiché gli ospedali stanno avendo difficoltà nel gestire un numero di pazienti costantemente e vertiginosamente in aumento, il governo si trova a dover studiare nuove misure per contenere questa seconda ondata. Allo stesso modo l’Italia, il primo paese europeo ad aver imposto un lockdown generale all’inizio dello scoppio di questa pandemia, sta andando incontro a nuove restrizioni volte ad evitare l’imposizione di una seconda chiusura.

Come riporta The New York Times, la Spagna, oltre ad aver dichiarato lo stato di emergenza, ha ordinato un coprifuoco esteso a tutto il territorio nazionale a partire dalle 23 fino alle 6, ad eccezione delle Isole Canarie, dove ad oggi si sono registrati pochi casi. La scorsa settimana la Spagna è divenuta il primo paese europeo ad aver superato il milione di casi confermati. Per questo motivo il Primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha chiesto al Parlamento di approvare lo stato di emergenza fino a maggio 2021.

In Francia, i numeri continuano a crescere e si è raggiunto il record di più di 50 000 casi registrati in una sola giornata. Anche qui è stato imposto un coprifuoco per evitare lo spostamento dei cittadini almeno in orario notturno.

Racconta Bloomberg che l’Italia, che detiene ancora il triste primato di Paese con il numero maggiore di morti in Europa, ha aumentato le restrizioni e ha disposto la chiusura anticipata di bar e ristoranti e quella totale di palestre, piscine, teatri, cinema e discoteche. Per il prossimo mese bar, pub, gelaterie, pasticcerie e ristoranti potranno rimanere aperte al pubblico nei fine settimana, ma dovranno rispettare la chiusura alle 18. Il governo italiano ha raccomandato ai cittadini di aumentare il lavoro da casa e di non lasciare le proprie abitazioni se non per lo stretto indispensabile. 

Abc News riporta le parole di Sánchez il quale descrive la situazione spagnola come “estrema” e specifica che non è previsto alcun confinamento in casa dei cittadini durante lo stato d’emergenza. Il Primo ministro ha rinnovato il suo invito alla popolazione di rimanere in casa e, nel tentativo di stimolare la responsabilità collettiva, ha ribadito che tutti sanno come devono comportarsi in questa situazione di crisi. Le autorità vogliono evitare un secondo e completo lockdown perché ci sarebbero inevitabilmente delle ripercussioni severe sull’economia già in crisi. Infatti, la Spagna è entrata in una fase di recessione e sono centinaia di migliaia i posti andati persi a causa della pandemia. Il Primo ministro ha sottolineato la necessità di salvaguardare sia la salute dei cittadini sia l’economia del Paese.

Che cosa dice l’opposizione? Reuters riporta lo scontento del partito conservatore Partido Popular di Pablo Casado e del partito di centro-destra Ciudadanos di Inés Arrimadas. Il primo ha affermato che il suo partito è favorevole alla dichiarazione dello stato di emergenza ma per una durata di otto settimane e non di sei mesi. Nel suo messaggio a reti unificate, Sánchez ha specificato che lo stato di emergenza dovrà durare sei mesi perché è questo il tempo necessario secondo gli esperti per superare questa seconda ondata e la fase più pericolosa di questa pandemia. Evidentemente il Primo ministro faceva riferimento al fatto che al momento non esiste né un vaccino né un farmaco specifico per sconfiggere la malattia. Quindi, si può interpretare la dichiarazione dello stato di emergenza come un altro tentativo di vincere questa corsa contro il tempo, cercando di limitare la diffusione del virus tra la popolazione, sperando che la comunità scientifica riesca a trovare una cura o un vaccino nel minor tempo possibile. 

Chiara Aveni e Gaia Natarelli

Fonti:

Casado se abre a apoda el estado de alarma si dura solo ocho semanas y se aprueba un plan b jurídico disponibile su https://elpais.com/espana/2020-10-26/casado-se-abre-a-apoyar-el-estado-de-alarma-si-dura-solo-ocho-semanas-y-se-aprueba-un-plan-b-juridico.html, consultato il 26/10/2020

Un estado de alarma que devuelve el protagonismo a la ‘ley mordaza’ disponibile su https://elpais.com/espana/2020-10-26/un-estado-de-alarma-que-devuelve-el-protagonismo-a-la-ley-mordaza.html, consultato il 26/10/2020

Pablo Casado propone un estado de alarma de ocho semanas per el Gobierno insiste en seis meses disponibile su https://www.elmundo.es/espana/2020/10/26/5f96b84ffdddffd3858b4616.html, consultato il 26/10/2020

Los empresario piden al Gobierno reformas de calado y acuerdos políticos para recuperar la confianza tras la crisis disponibile su https://www.expansion.com/economia/2020/10/26/5f969df5468aeb922c8b45e5.html, consultato il 26/10/2020

For Europe, the numbers keep climbing disponibile su  https://www.nytimes.com/live/2020/10/25/world/covid-19-coronavirus-updates/for-europe-the-numbers-keep-climbing, consultato il 28/10/2020

Spain’s COVID-19 state of emergency faces backlash disponibile su https://www.reuters.com/article/us-health-coronavirus-spain-idUSKBN27B1Q2, consultato il 28/10/2020

Europe Steps Closer to Lockdown-Level Curbs in Italy and Spain disponibile su https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-10-25/italy-spain-move-to-extend-restrictions-as-virus-cases-surge, consultato il 28/10/2020

Spain orders nationwide curfew to stem worsening outbreak disponibile su https://abcnews.go.com/Health/wireStory/spain-pm-works-state-emergency-curb-outbreak-73814670, consultato il 28/10/2020

#UniversEAT

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MUFFIN ALLA GRICIA

Ciao ragazzi, sono di nuovo io, la vostra Sandra!

Oggi ci trasferiamo sul salato e vi porto una ricetta velocissima e perfetta per assaporare uno dei piatti tipici della cucina romana sotto un’altra forma.

Prima che arrivino commenti del tipo “SACRILEGIOOO LA GRICIA NON SI TOCCAAA!!” vi dico che sono romana anche io e anche che dovete provare per credere!

Bando alle ciance e ciancio alle bande: iniziamo subito!

  • 250g di farina 00
  • 2 uova
  • 200 ml di latte
  • 1 bustina di lievito per salati (sono 16g di solito)
  • 200g di guanciale
  • 60 ml di olio di semi di arachide
  • 30-60g di pecorino grattugiato (io sono andata a occhio e a gusto)
  • 20g di parmigiano grattugiato
  • q.b. di pepe
  • 2g di sale

Ottimo, adesso tutti con le mani in pasta!

  1. In una ciotola bella capiente mettete le uova, il latte, la farina e l’olio di semi;
  2. Mescolate il tutto con una frusta fino a che non vedrete più grumi;
  3. Unite quindi il lievito ed assicurativi sempre che non ci siano grumi;
  4. A questo punto unite il sale, il pepe, il parmigiano, il pecorino e mescolare bene. Assaggiate quello che è venuto e vedete se aggiustare di sapore (ricordatevi che c’è il lievito e che quindi avrà un sapore “strano”);
  5. Per ultimo aggiungete il guanciale e mescolate con un cucchiaio o una spatola in modo da non distruggere i pezzi di guanciale;
  6. Ungete uno stampo per muffin (a me ne sono usciti 10) e versate il composto fino a poco più della metà, non di più perché altrimenti straboccano;
  7. Infornate a 180° per 20 minuti (ricordatevi la prova dello stecchino!!);
  8. Fate intiepidire e togliete dallo stampo le vostre creazioni.

I muffin verranno morbidissimi e il guanciale cotto a puntino (per questo non è stato precotto in padella prima di aggiungerlo al composto).

Siete pronti a pasticciare? 3…2…1… UNINT AI FORNELLI!

Ricordatevi di farci vedere le vostre creazioni, vi aspettiamo!!

Alessandra “Sandra” Alfano