Courtesy of: Vogue.com, Emma Stone as Cruella

La nuova Cruella de Vil e il suo guardaroba che ci fa desiderare di essere dei villan

Se siete abituati ad un’ossuta, collerica Cruella de Vil sarete contenti di ricredervi.
Quello che la nuova Cruella, magistralmente interpretata da Emma Stone, nell’inedito biopic Walt Disney, è una de Vil 4.0 che si giostra tra fama, vendetta e stile.

Dall’uscita di Joker di Philips, l’acerrima controparte dell’eroe Batman, sembra quasi che il cinema internazionale stia percorrendo un’interessante decostruzione dei più celebri villans, dall’analisi psicologica all’analisi scenica, passando per i costumi. Esaminando il caso cardine di Cruella, alter-ego di Estella, giovane designer di talento, catapultata nella Londra degli anni 70 dopo un tragico evento (no spoiler), è facile riuscire subito a simpatizzare con il personaggio tanto che le Cruella 2021 è talentuosa, unapologetic, astuta e con un certo fiuto per l’innovazione.

Che sia Estella più che Cruella, la vera protagonista della pellicola di Craig Gillespie (regista di “I, Tonia) da poco nelle sale, sta all’interpretazione personale del pubblico.

Ciò nonostante, è impossibile non chiedersi: ma in parte siamo tutti nati cattivi?

Beh, il paragone con la straordinaria Glenn Close, che ha data vita al personaggio di Cruella nel 1996, 25 anni prima della Stone, è inevitabile.

Ma che il personaggio Disney sia volutamente un’esposizione prequel delle vicende della carica dei 101, si nota subito. Partendo dalla nascita di Estella, alle relazioni pericolose che fanno da sfondo ad un’esistenza tutt’altro che semplice, fino ad arrivare all’incontro con la propria nemesi, la baronessa, interpretata da Emma Thompson.

Un personaggio chiave, e totalmente assente nella carica dei 101, è proprio la baronessa von Hellman: un’algida figura, designer di successo e donna senza scrupoli.

Da qui il secondo quesito della pellicola: qual è il costo del successo?

Un lavoro ventennale che parte dai primi anni 50 per poi tramutarsi ed evolversi attraverso la scena londinese degli anni 70. L’attire della baronessa è una commistione di figure classiche legate alle silhouettes di Christian Dior, con accenni “garçonne”  al primo Saint Laurent nei capispalla.

Un’esteriorizzazione della classe interiore, direte.
Ma cosa succede dopo aver raggiunto il gradino più alto del podio?

Da questa constatazione/certezza, l’era della baronessa comincia a osservare il suo crepuscolo. Da qui, infatti, l’insediarsi di Estella che contrappone uno stile punk-rock, eco di Vivienne Westwood, Alexander McQueen e Sonia Rykiel, alla gelida eleganza della baronessa.

Nel concreto, il lungometraggio Disney è stato protagonista di una serie di stilistiche considerevoli: primo tra tutti Nicholas Ghesquiere, direttore artistico di Louis Vuitton, che ha ricreato un abito corto anni 70, con fascia e tracolla in coordinato per una collezione privata di Estella.

Continuando su questa scia emozionale, lo stile di Cruella cresce ed esplora, confermando la sua unicità e stravaganza attraverso l’uso del tulle per le gonne extra, con chiaro riferimento alla collezione del 2006 di McQueen “Windows of Culloden”.

Inoltre, le maschere “sceniche” pronte a celare la vera identità di Cruella, rimandano ad esempi visti direttamente in passerella anch’essi come Balenciaga, Alberta Ferretti e Prada senza dimenticare l’eccentricità by Galliano visibile nei copricapi F/W 2006-2007.

Da “Windows of Culloden” , dedicato ad Isabella Blow, a “The Horn of Plenty”, uno degli ultimi catwalk di McQueen, l’estro creativo di Estrella prende piede e si estremizza, rasentando un curioso distacco: dalla baronessa in primis, dall’orfana senza futuro in secundis.

Da qui l’idea inaspettata di utilizzare ritagli di giornali e panni consunti per un Haute Couture che Cruella indosserà ad una soirèe alla quale chiaramente, seppur attesa, non è stata invitata. Il concetto, d’altronde, è stato già concretamente realizzato da John Galliano nel 2000.

Infine, per sublimare la personalità della nuova Cruella, la Beavan, costumista del biopic, ha intrecciato l’esperienza con la tradizione. La sua ricerca, in termini di stile, ha concesso di designare un personaggio in cui il percorso stilistico sia indice di crescita del personaggio: se Estella è una fervente frequentatrice dei Flea Markets di Portobello road, Cruella è una brillante giovane donna in cerca di affermazione e rivalsa, pronta ad utilizzare ogni tessuto, ispirazione ed emozione per costruire un capo irripetibile.

Concludendo ci sia da chiedersi se conoscere se stessi sia più importante che farsi conoscere.

Ma siamo pur certi che sicuramente questa Cruella ha la risposta, magari permutata per un paio di pellicce.

Fanny Trivigno

Sources:

https://www.marieclaire.com/it/moda/fashion-news/a36629837/i-vestiti-di-emma-stone-in-crudelia/
https://velvetmag.it/2021/06/03/i-bellissimi-vestiti-di-cruella-e-la-storia-devoluzione-che-raccontano/