Nel cuore dell’Islanda: la laguna di Jökulsárlón

A sud del ghiacciaio più grande d’Europa, il Vatnajökull, possiamo trovare la laguna glaciale più famosa d’Islanda: Jökulsárlón (nome formato da Jökuls ossia ‘ghiacciaio’, Ár ossia ‘fiume’ e Lón che significa ‘laguna’). Insieme, questo ghiacciaio e tutta l’aria circostante della laguna costituiscono il parco nazionale Vatnajökull, il più grande d’Islanda e il secondo più grande in Europa.

È proprio a partire dalla rapida ritirata di alcuni ghiacciai dai primi anni ‘30 – in particolare il Breiðamerkurjökull – che si è formata questa suggestiva laguna. Alcuni blocchi di ghiaccio, infatti, per via del progressivo innalzamento delle temperature e dell’azione dell’acqua sul ghiaccio, hanno iniziato a staccarsi e sono andati alla deriva, portando alla formazione di questo ampio lago, attualmente il più profondo in Islanda, che continuerà ad accrescersi per via del surriscaldamento globale.
Andando a visitare questo paesaggio dalle fattezze quasi mistiche, si potrebbe addirittura assistere in diretta alla caduta di alcuni pezzi del ghiacciaio, pezzi che a pensarci bene hanno non meno di migliaia di anni. In virtù di questo, diversi geologi hanno affermato che la laguna glaciale è destinata a scomparire e quindi svanirà pian piano dallo sguardo incredulo dei visitatori trasformandosi in un fiordo.

Durante il tragitto per arrivare alla laguna, inoltre, è possibile vedere molti altri paesaggi incantevoli dell’Islanda: tra questi, un esempio sono le cascate Seljalandsfoss e Skögafoss (una delle più grandi cascate islandesi), ma anche la famosa spiaggia nera di Reynisfjara e il vulcano Eyjafjallajökull.

La spiaggia nera di Reynisfjara è composta, come molte altre spiagge d’Islanda, da una caratteristica sabbia scura (colore derivato dalla presenza dei vulcani nel paese) e da due imponenti faraglioni. La leggenda narra che si trattasse di due troll che volevano rubare una nave. Mentre questi ultimi tentavano il furto, furono però beccati e puniti dal sole che li trasformò in dura pietra, come possiamo vedere oggi. Oltre ai due faraglioni, la spiaggia è rinomata per la singolare fauna di uccelli che, a momenti alterni nel corso dell’anno, nidificano proprio nella spiaggia.

Un’altra spiaggia nera, conosciuta anche come “Diamond Beach” (‘spiaggia di diamanti’), è quella di Breiðamerkursandur. La spiaggia è così chiamata per via del contrasto tra il nero della sabbia vulcanica e lo scintillio dei ghiacciai che, passando per la laguna di Jökulsárlón, finiscono per depositarsi in questa spiaggia e vengono levigati dall’acqua del mare assumendo le forme più disparate.

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Riguardo alla cascata di Skógafoss, vi è un’altra leggenda da narrare. Essa racconta di uno dei primi vichinghi che si stabilì in quella zona, Þrasi Þórólfsson, che, a quanto pare, pensò bene di nascondere una cassa d’oro di sua proprietà dietro la cascata, nella speranza che nessuno la trovasse.

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Mi pare giusto far notare che, per la maestosità di questi paesaggi tipici islandesi, sono numerosi i registi che hanno approfittato di questi panorami mozzafiato per realizzare alcune scene dei loro film. Per farne presenti alcuni, la cascata di Skógafoss compare in “Thor: The Dark World”, mentre la laguna di Jökulsárlón compare in più di un film, come alcuni della vastissima saga di “007”, “Batman Begins” e “Tomb Raider”.

In inverno, è possibile assistere anche allo spettacolare fenomeno dell’aurora boreale, le cui luci si rifletteranno anche sui ghiacciai rivelando un panorama davvero a dir poco suggestivo.
Inoltre, prenotando un tour in barca (soprattutto in estate), è possibile attraversare la laguna e osservare più da vicino i ghiacciai e, se si è fortunati, si può avvistare anche qualche foca. Non penso sia necessario aggiungere che è sconsigliato farsi il bagno nella laguna. La sola presenza dei ghiacciai, infatti, dovrebbe bastare a far capire che le temperature dell’acqua non sono esattamente calde e piacevoli.

Anna Nobili