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Le pagelle della partita UNINT-Cattolica

LORENZO 8,5: due anni come giovedì scorso, il fondatore di Unintsport e capitano della squadra 2019/2020 vedeva la sua creatura fermata da quella maledetta prima pandemia. In campo, in onore di quel tempo, mette anima e grinta e rivive i fasti di una giovinezza e spensieratezza che purtroppo è andata via, forse come il suo menisco (incrociamo le dita). Nel frattempo para il mondo e sul tentativo di pallonetto blocca la palla ricordando chi comanda nella sua area di rigore. IO SONO LEGGENDA.

NICOLO’ RIVA 8: ci è voluto un dolore alla gamba per fermarlo dato che né gli arbitri, né gli inviti del mister a non polemizzare, né gli avversari né tutta la volta celeste sono mai riusciti nemmeno a placarlo. Un’altra, ennesima partita dove lascia anche l’anima in campo e accetta senza alcun tipo di timore l’1 vs 1 contro il capocannoniere del torneo che, seppur in serata, deve fare i conti con lui che rientra in campo per difendere l’onore di squadra con tutto il dolore del mondo addosso. HIGHLANDER.

MATTHEW 10: consideratelo e chiamatelo anche voto simbolico, liberi di farlo e non è nemmeno un giudizio sbagliato. Ma c’è una cosa da ammettere. Ci vuole coraggio a stare in panchina e sostenere i tuoi compagni di squadra, anche solo con una parola; ci vuole ardore nello scendere in campo in una situazione non facile per la tua squadra e ci vogliono tanti attributi per accettare una presunta follia del tuo mister che ti fa debuttare in un match tostissimo e in un momento tostissimo e non tirarsi indietro. AD MAIORA

DANIELE 7,5: e menomale che non stava bene causa mignolo del piede infame che, vuoi o non vuoi, è una delle principali fonti di dolori e imprecazioni per un essere umano. Corre, tanto e copre che una bellezza andando a ben interpretare i momenti della partita. Nemmeno fosse Cristiano Ronaldo nella finale degli Europei del 2016, si mette a fare l’allenatore in seconda e rimprovera i suoi compagni per i movimenti sbagliati che a più di qualcuno risultano indigesti. Nei commenti del post-partita si lancia anche nelle citazioni allegriane. ALLENATORE IN CAMPO.

DAVIDE 7,5: basta, mi sono stancato di dover fare sempre pagelle positive e dai soliti contenuti elogiativi per il veterano di questa UNINT. E allora diciamo che non ha affatto male, che non ha finito un’altra partita con 0 goal e non negato che la sua anima e il suo spirito uscissero dal corpo per rimanere in via delle Sette Chiese. Insomma, se non vi siete persi nelle negazioni, ennesima buona prova. BLACK & DECKER.

EMILIO 8-: premessa, ma sto ragazzo piuttosto che scendere ad Avellino dalla famiglia e dalla ragazza dovrebbe prenotarsi un soggiorno di 1 anno a Lourdes con il resto della squadra e poi scendere in campo. La UNINT prende quattro pali (almeno uno è stato palo-goal, il suo) e lui ne colpisce almeno due (forse anche tre). Per il resto, partita di grande sostanza, cuore e cervello, già proprio quello che lo tiene a freno dal cazziare i compagni di squadra che poco fanno assistenza quando difende palla corpo a corpo. Urla ancora vendetta quel palo sul tiro a giro da fuori area…menomale che è milanista e non romanista. TAMMY ABRAHAM.

LEONARDO 7: che gran peccato. Sempre uno dei più pericolosi dei suoi palla al piede, segna e alimenta speranze che la squadra possa raggiungere e battere la Cattolica. Se ne infischia del fatto di essere giovane e minuto, anzi danza sul pallone come un funambolo, un Rey Mysteryo del football romano. In tutto questo, però, difetta di un solo ma fondamentale dettaglio…la difesa. Quelle mancate coperture sul secondo palo sono velenose e terribili e tagliano le gambe alla UNINT. Ci si deve lavorare, serve allenarsi, come sempre nello sport. ZEMANLANDIA.

NICOLO’ CIPRIANI 7+: gli si poteva dare di più? Non lo so, ma c’è un piccolo rammarico perché nel secondo tempo è entrato con una voglia di spaccare il mondo che da solo avrebbe annullato il Coronavirus e preso a schiaffi Putin. Dirà, in seguito che è stato facile perché lui era fresco e gli avversari stanchi, ma non sono d’accordo: la mentalità e la voglia fanno sempre la differenza. Si riparte allora dal secondo ingresso in campo, d’accordo? MOLLO, MA CHE MOLLO.

SANDRO 7+: premessa fondamentale, in questo voto e considerazioni non ci sono ripicche, sarebbe stupido, ma…Ma c’è un messaggio che si vuole lasciare ed è quello che dal vice-capitano ed esperto di calcio a 5 ci si aspetta sempre il massimo; da 0 a 10, si pretende 100 e lui lo sa dare. Fuga di notizia verso la fine della partita per un problema al piede, per questo lo perdoniamo e il confronto con il mister a fine partita fa vedere quanto ci tenesse e volesse, in cuor suo con consapevolezza, fare ancora di più. Per il resto corsa, umiltà e sacrificio…forse solo davanti a quello che non gli viene un po’ più difficile? Vedremo dalle puntate successive. NO VANNI, ANCHE TU SEI UN TEORICO.

VANNI 6: anche qui una premessa fondamentale, non è una vittima e non si dipingerà mai come tale. Forse poco lucido in alcune scelte, comunque sempre ponderate per l’equilibrio e il benessere della squadra; paga più di altre volte l’inesperienza in e di un mestiere infame perché quando si vince tutti bravi, quando si perde si va a mettere la faccia per primi. Ma lui per la sua squadra lo fa a muso duro perché se la squadra è questa e lo spirito è quello delle ultime tre partite, allora si, si avanza con tanto orgoglio. Speriamo che le chiacchierate post partita gli abbiano lasciato qualcosa. NEL CALCIO SONO DIVENTATI TUTTI TEORICI.

Vanni Nicoli