Arancia o Purtuallo?

Arancia: proviene dall’arabo nāranj che significa ‘arancia amara’ o dal persiano nāranğ forse col significato di ‘frutta preferita degli elefanti’, probabilmente di origine sanscrita.
L’arancia è un agrume molto profumato dal colore acceso e solare. Nasce dall’albero del Citrus sinensis, letteralmente ‘limone cinese’.

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Dal punto di vista linguistico è interessante osservare come nel dizionario di arabo, alla voce arancia si aprono due traduzioni: l’arancia amara è nāranj, con il significato di ‘cibo preferito degli elefanti’, mentre l’arancia dolce è burtuqāl. Se si pronuncia quest’ultima parola ad alta voce può risultare familiare, sembra proprio che la chiamino ‘portogallo’. Probabilmente, ciò non vi risulterà strano dato che i napoletani sono soliti chiamare con appellativi simili questo frutto (portajall, purtcagli, purtuall) ma anche il greco, il rumeno e l’albanese hanno tutte parole affini per indicare l’agrume.

Esistono diverse teorie sull’ingresso del termine Purtuallo nel Mediterraneo:


•La prima e più fantasiosa storia risale alla dominazione francese: i soldati, infatti, distribuivano periodicamente arance gratis alla popolazione, esclamando in Francese “pour toi!”. I napoletani, allora, accorrevano in massa a prendere “‘e purtuà”.
•Una seconda teoria collega l’origine allo Stato del Portogallo, che vendeva le arance agli spagnoli che, a loro volta, le portavano a Napoli e da qui appunto il nome di purtuallo.
•La terza è l’ipotesi forse più credibile: la parola deriverebbe dal Greco “portokalia” o “portokalòs” che significherebbe, appunto, arancia. Questo spiegherebbe anche perché molte lingue orientali abbiano declinazioni di “purtuall” come nome proprio dell’agrume.
• Un’ ulteriore ipotesi vuole le arance arrivare a Napoli tramite le imbarcazioni che attraccavano al porto. È per questo che si chiamano “purtualli” perché il loro nome deriverebbe dall’italiano “portuale”.


Qualunque sia la verità noi ce magnamm’ nu’ bell’ purtuallo!

Greta Accardi