Altra settimana, altro giro di #urbantalks.

Se la settimana scorsa abbiamo esplorato la carriera di uno degli artisti del momento, oggi voglio parlare di un artista un po’ più navigato e nello specifico del suo ultimo album.

Mentre nessuno guarda di Corrado Grilli, in arte Mecna, è un lavoro uscito il 16 ottobre 2020.



L’opera è stata anticipata nei mesi precedenti dai singoli Ho guardato un’altra, Così forte, Paura di me e Vivere (quest’ultima in collaborazione con Izi). Inoltre, nel febbraio 2021, pubblica due ulteriori singoli aggiunti postumi all’album, Soli con Ghemon e Ginevra e Mille cose, i quali fanno intuire una riedizione del disco. Nelle altre tracce figurano i featuring di Madame, Guè Pequeno, Frah Quintale ed Ernia.

A livello di genere musicale, Mecna si inserisce bene nel magma chiamato Itpop con delle caratteristiche molto personali, che lo fanno avvicinare di più all’Hip Hop Soul e all’R&B contemporaneo, con alcune produzioni che strizzano l’occhio alla EDM.

Infine, la copertina è una chicca: Corrado, infatti, è anche un noto grafico tant’è che l’album presenta una cover frutto del lavoro dello stesso Mecna.

Eppure, dietro a questo veloce resoconto del prodotto finale si nasconde molto di più.

Infatti, negli appuntamenti in cui parleremo di album, analizzeremo la lirica dell’artista in alcune tracce.

Il primo testo che vediamo insieme è Vivere con Izi. Il brano parla “della capacità di lasciare andare le cose, di saperne rispettare il percorso naturale, di non cedere alla tentazione di racchiuderle in dose di semplicità e con uno sguardo più libero dal controllo che tendiamo ad esercitare su quanto ci accade”. Infatti nel ritornello Mecna afferma “E non lo so, non ci ho pensato mai / Volevo solamente vivere / Mi chiedono “Ma da che parte stai?” / Quando volevo solo vivere” e sul tema della vita senza pensieri si inserisce Izi: “Viaggio nei ricordi in mezzo al tempo con la mia astronave”, una dichiarazione di libertà, mentale, relazionale, artistica ecc. in un anno in cui il concetto di libertà è stato totalmente messo in discussione.

Alibi con Madame, il secondo testo che voglio portare all’attenzione dei nostri lettori, tratta due temi nelle strofe dei due artisti: l’importanza di non aspettarsi nulla di eccezionale dalla vita per non rischiare di rimanere delusi dalla realtà (e dal confronto con il passato) e il rapporto con l’ansia.

Per quanto riguarda il primo tema, Mecna scrive: “Ho lasciato tutto alle mie spalle io / Che vivevo nel passato un po’ da sempre / Tutti noi cerchiamo un po’ di compagnia / Ma non ci accorgiamo di chi non ci serve / Hai mai quello che vuoi / O succede un po’ per caso? / Cosa aspettavi poi / Non c’è stato” dove sottolinea l’importanza di non farsi mai bastare nulla nella vita per raggiungere una tanto agognata perfezione e il pericolo di rifugiarsi troppo nei ricordi per costruire il futuro.

Madame, dal canto suo, esplora il contatto con la propria ansia attraverso un’immagine evocativa di un amplesso con la stessa, per poi affermare: “Sento un rumore nello stomaco, mi bussa l’ansia / Le chiedo scusa per l’attesa, la faccio aspettare / Attende con aspettative forse troppo alte / Non vedo l’ora di dormire e di dimenticare / Mi spavento ad occhi aperti perché è verità”: di nuovo, il rischio di avere aspettative dal mondo possono portarci verso un baratro fatto di ricordi irrealizzabili, con il pericolo di doversi rapportare con uno stato di ansia perpetua riguardo il futuro.

Infine, prendiamo in considerazione Punto debole con Guè Pequeno. Nelle parole dell’artista: “è un brano che parla di un amore travagliato. Io ne ho parlato alla mia maniera, lui alla sua.”

Infatti, Mecna canta: “Gli occhi si nascondono sotto cose non dette come una magia / E lo so bene che la libertà è tutto / Però nessuno mi conosce come chi mi ha rubato la mia / Mentre nessuno guarda / Sono rimasto tra la calma e la totale indifferenza di chi non mi parla […] Non posso cancellare tutti i nostri sbagli / Che ad ogni mia sconfitta sembrano più grandi” dove si mette a nudo e narra come ha perso la propria libertà in un vecchio rapporto, confessando inoltre che anche i suoi sbagli e le sue sconfitte hanno influenzato tantissimo la fine della relazione con questa fantomatica figura femminile.

Guè Pequeno, dal canto suo, ha scelto uno stile di vita diverso e dimentica la sua vecchia relazione dedicandosi completamente alla vita da rapstar: “Pensi che hai trovato il mio tallone d’Achille / Ma non potrai mirare mai al cuore di un killer / Sono un vinile raro sopra il giradischi […] Ho preferito incassi di Onassis / Al fatto che mi amassi e contassi i miei passi”; l’approccio di Guè è coerente con il percorso musicale dell’artista, che sul lusso e sul successo ha sempre costruito le proprie liriche, nascondendo dietro l’altro lato della medaglia un aspetto intimo e tormentato, come qualsiasi altro essere umano che soffre per amore o per qualsiasi altra cosa che possa costituire motivo di preoccupazione.

Valerio Cavallaro