Cari colleghi, compagni e amici, Monday Abroad oggi cambia nuovamente rotta: voglio dedicare queste righe al Coronavirus, l’argomento più trattato, specialmente negli ultimi giorni, da giornali, politici, medici ed economisti.
Vi scrivo da casa mia in Piemonte, oggi ancora zona gialla (in quanto si tratta della provincia di Cuneo) per raccontarvi qualche dato: nelle settimane precedenti al giorno in cui la nostra Università è stata sapientemente chiusa per precauzione e prevenzione, ho lavorato molto a delle interviste con tema Covid-19 rivolte ad alcuni dei nostri professori, ai nostri Presidi e al nostro Rettore. Si cercava, difatti, di avere una panoramica generale, gestita da esperti nel settore, su quello che stava succedendo sia nel nostro Ateneo, che a Roma, che in Italia e nel mondo in generale. Purtroppo, il virus si è espanso prima che si potesse concludere il lavoro, ma ciò non ha rallentato la mia forte esigenza di conoscenza rispetto al tema trattato.
Non mi dilungherò molto, voglio solo informarvi su alcuni dati che hanno a che fare con l’internazionalità del tema (più Abroad di così!):

  • Oggi arriviamo a un totale di 110mila contagiati nel mondo (guariti inclusi), con 3.800 morti e 61mila guariti. L’Italia è nelle prime posizioni per contagi, ma, secondo l’articolo de “La Stampa” di Letizia Tortello del 08.03.2020, siamo dopo la Cina (80.700 casi), il Sud Corea (7300) e l’Iran (6500);
  • Partendo dagli USA, dove i casi confermati sono 564 in 34 Stati, il sindaco di New York, Bill de Blasio, invita i cittadini a non prendere la metropolitana, soprattutto se malati. Lo Stato di New York, la California e l’Oregon hanno dichiarato lo stato di emergenza. (Per non parlare della nave Grand Princess che oggi attraccherà nel porto di Oakland con a bordo 3.500 persone tra cui 21 contagiate; del senatore texano Ted Cruz che decide di autoimporsi la quarantena o le misure prese dal Presidente Trump riguardo al tema );
  • Arriviamo in Germania, Paese dal quale negli ultimi giorni sembra essere partita tutta la bufera Coronavirus (dunque siamo veramente noi gli untori d’Europa?), che, con un totale di 1112 casi sottolinea il bassissimo tasso di morte collegato al virus: sembra, difatti, (e spero per loro che si continui con questi numeri, allora) che non vi siano ancora stati decessi avvenuti a causa del Covid-19. Detto ciò, tuttavia, secondo l’economista tedesco Henrik Enderlein, la Germania è solo a una settimana di distacco dal nostro destino e riporta quanto appena citato in un tweet che vi lascio molto volentieri :
  • In Albania, un papà e un figlio tornati da Firenze sono risultati positivi al test e ora sono in quarantena[1];
  • Secondo un articolo di ADNKRONOS, del 09.03.2020 (aggiornato alle 12:28, se proprio vogliamo essere puntigliosi), la Francia rimane nella “Fase 2”, vale a dire che la priorità delle autorità è “fare tutto il possibile per rallentare la diffusione del virus”. Con 1.126 persone infettate e 19 decessi, per lo più anziani, la Francia rimane il Paese europeo più colpito dopo l’Italia e poco prima della Germania (anche se nei giorni scorsi hanno preferito perdere tempo a fare della comicità sul contagio italiano, vedi la Pizza Corona, che, io per lo meno, non ho trovato affatto divertente);
  • Secondo l’ANSA, la Spagna registra un’accelerazione dei contagi saliti oggi a 999, quasi il doppio rispetto ai 589 di ieri. Lo scrive l’agenzia Bloomberg sottolineando che il governo di Madrid ha riunito un incontro di emergenza per valutare l’adozione di “misure drastiche” per contenere la diffusione del virus. Il maggior numero di contagi si registra a Madrid e nei Paesi Baschi. Nella capitale i casi confermati sono aumentati di 200 unità nelle ultime 24 ore mentre i decessi sono raddoppiati (16 le vittime segnalate oggi contro le 8 di ieri).
  • Per ultimo, ma non per importanza (anzi!) voglio citare il calo di casi in Cina e la conseguente ripresa dello Stato: lo ha riferito la National Health Commission, segnalando che il numero è in calo rispetto ai 44 casi del giorno precedente. Il numero totale di casi confermati nella Cina è di 80.735. Il bilancio delle vittime dallo scoppio dell’epidemia ha raggiunto quota 3.119. La provincia centrale di Hubei, epicentro dell’epidemia, ha registrato 21 nuovi decessi, 18 dei quali a Wuhan, dove le autorità hanno sospeso oggi le attività di un altro ospedale da campo, il quattordicesimo, utilizzato per far fronte all’emergenza. La struttura di Jianghan a Wuhan, riconvertito da centro espositivo internazionale a ospedale, è stato chiuso. Le autorità locali hanno fatto sapere che le ultime due strutture ospedaliere temporanee rimaste in funzione in città dovrebbero chiudere domani[2].

Questi sono solo alcuni dei dati che in questi giorni mi hanno chiamato l’attenzione e che, con molto piacere, vi ho riportato.

Come possiamo vedere, la situazione non è da sottovalutare né in Italia, né nel mondo intero.

Da studentessa, posso consigliarvi di seguire le norme che lo Stato ha scelto di adottare: laviamoci spesso le mani, evitiamo i luoghi affollati e, se viviamo in una zona rossa, preferiamo la lettura di un libro alla tipica passeggiata. (Ci incoraggiano al Netflix and Chill, in pratica;) )

Sperando che i nostri esperti riescano a risolvere il prima possibile la situazione, cerchiamo di vivere questi momenti con tutto il positivismo possibile e concessoci.

A presto, raga!

Un besito (a distanza di almeno un metro e mezzo;) )


[1] Fonte: articolo di “Repubblica” del 09.03.2020

[2] Fonte: articolo di “Repubblica” del 09.03.2020

[3] Fonte: articolo di “Repubblica” del 09.03.2020

[4] Fonte: articolo di “Repubblica” del 09.03.2020

Ilaria Violi