La rassegna stampa internazionale dell’UNINT sul COVID-19

Ci sono momenti ed immagini che fanno la storia.
E ci sono poi uomini e parole che fanno la storia.
Il 27 marzo 2020, Papa Francesco, la più alta autorità della Chiesa Cattolica, ha parlato all’uomo: a quello credente, in ogni religione, e a quello non credente.
Ha parlato all’essere umano in quanto tale, in quanto essere bisognoso di coraggio, di comunità e di universalità in questo doloroso momento in cui le pagine della storia del mondo si riscrivono.
“Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.” (Papa Francesco)

Sara Nardi

Ad oggi la situazione dei PALOP (Paesi Africani di Lingua Portoghese) è la seguente:

Angola:Si verificano già gravi conseguenze come l’aumento dei prezzi dei beni prima necessità, il che porta ancora più disagio alle persone che hanno già grandi difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Tante persone hanno bisogno di lavorare, e molte di queste lavorano proprio per strada come ambulanti. Una delle raccomandazioni fondamentali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è quella di lavarsi le mani. Poiché in Africa, ci sono gravi problemi legati alla reperibilità delle risorse idriche, si sta lavorando molto sulla prevenzione. Già da settimane infatti, si fanno campagne per invitare i cittadini a lavarsi le mani ogni volta possibile o utilizzare gel disinfettanti.

Guinea – Bissau: al momento sono stati registrati 8 casi di infezione da Covid-19. Il Paese inoltre non sta attraversando un momento facile: Amnesty International, proprio qualche giorno fa, ha affermato che i leader politici stanno approfittando dello stato di emergenza per favorire l’istaurazione di regimi più autoritari, violando i diritti umani.

Mozambico e Capo Verde: hanno dichiarato lo stato di emergenza da qualche giorno.

San Tomé e Principe: è l’unica zona di lingua portoghese in Africa che sembra essere rimasta miracolosamente illesa dal Covid-19.

In pochi sanno invece che in Asia il portoghese è lingua ufficiale in ben tre Stati.

Macao: è una delle regioni amministrative speciali della Cina (insieme ad Hong Kong) e proprio per la sua collocazione si è trovata prima tra tutti nell’occhio del ciclone. La pandemia ha raggiunto ufficialmente la regione il 22 gennaio 2020 nonostante la chiusura con la Cina continentale nelle precedenti 48 ore. Al 28 marzo il numero di casi totali (pubblicati dal sito istituzionale del Governo di Macao) è pari a un totale di 3211 casi positivi dei quali 34 con sintomatologia, 10 guariti, 224 persone in isolamento (tra cui 58 residenti a Macao recentemente tornati dalla Corea del Sud o dall’Italia) e 0 decessi.

Goa: il più piccolo stato federato dell’India. Al 25 marzo sono stati riscontrati i primi 3 casi positivi sul territorio e il Ministro della salute Vishwajit Rane dichiara che il Governo sta agendo come di dovere applicando tutte le precauzioni necessarie.

Timor Est: Il primo caso di Covid-19 dell’isola è stato rilevato il 21 marzo e da lì il Presidente della Repubblica Francisco Guterres ha dichiarato lo stato di emergenza. Il territorio affronterà lo stato di quarantena fino al 26 aprile. Sono stati inoltre proibiti tutti gli incontri ed eventi sociali in programma.

Beatrice De Luca Chiara Ruscio

Con più di 215.000 casi, gli Stati Uniti ad oggi continuano a essere il primo paese al mondo per numero di contagi. Il virus colpisce anche il mondo della politica: l’ex Vice Presidente Joe Biden, al Jimmy Fallon Show, ha dichiarato che è a rischio la Democratic National Convention (Convention Nazionale del Partito Democratico) prevista per gli inizi di luglio. Aumentano anche gli accessi al sito NYC Hope (sito dedicato alle risorse contro la violenza domestica) con circa 1240 visite totali nel periodo che va dal 18 al 30 marzo, indice del fatto che il “lockdown” sta mettendo numerose donne e bambini a rischio. Trump alimenta la disinformazione sull’ epidemia da Covid-19 dichiarando che l’emergenza finirà tra un mese e che la carenza di respiratori era imprevedibile. In Texas invece, 44 studenti in vacanza per l’inizio dell’estate hanno violato le ordinanze restrittive risultando successivamente positivi al coronavirus.

In Canada, 248 passeggeri canadesi sono bloccati a bordo delle navi da crociera Ms Zaandam e della sua gemella Ms Rotterdam, e si contano 200 casi di contagio da coronavirus. Ron DeSantis, governatore della Florida, si sarebbe inizialmente opposto all’approdo delle imbarcazioni. De Santis nega adesso la discesa dei passeggeri, spiegando che la priorità è quella di preservare i letti in ospedale per i residenti. Donald Trump rassicura che il rimpatrio dei passeggeri canadesi è già in programma.

In Australia, il governo ha annunciato martedì il terzo fondo economico per la pandemia, e il più grande fino ad ora: 130 miliardi di dollari in sussidi alle aziende per sostenere i lavoratori a casa. Inoltre, il ministro per l’Economia, Turismo e Investimento ha annunciato un piano di assistenza per lo scambio merci internazionale, poiché sabato la nazione ha denunciato la carenza di attrezzatura medica e il blocco delle frontiere non permette scambi commerciali regolari. Il piano consta di 110 milioni di dollari e prevede l’esportazione di prodotti agroalimentari australiani in cambio di attrezzature mediche per l’emergenza al momento da paesi quali Cina, Giappone, Hong Kong, Singapore e Emirati Arabi Uniti. 

Nel Regno Unito, in data 1 aprile 2020, sono saliti a 25,150 i contagi e 1789 i decessi. Il governo si dice furioso contro la Cina, sostenendo che i numeri potrebbero essere 40 volte superiori a quelli effettivamente dichiarati dal governo cinese. Un funzionario britannico afferma che Pechino dovrà affrontare la “resa dei conti” una volta che l’epidemia da Covid-19 sarà terminata. Alcuni esperti sostengono che la Cina stia approfittando della situazione per espandersi economicamente. Intanto, il sistema sanitario inglese sta lavorando su un’App che permetterà agli utenti di essere avvisati qualora entrino in contatto con un soggetto positivo: questa mossa potrebbe preparare il terreno per una sospensione del blocco. Gli esperti prevedono il picco del contagio verso Pasqua.

Lucia Capriglione, Claudia Cesetti, Diana Fagiolo, Laura Forcella, Stefano Mazzagatti, Emanuele Spina

La Spagna è sul punto del collasso e la curva dei contagi e dei morti continua a essere estremamente alta: nelle ultime 24 ore sono stati confermati 8.102 nuovi casi positivi al Covid-19 e 950 morti. Le vittime hanno raggiunto così la drammatica cifra di 10.003 dall’inizio della pandemia. Ad oggi sono stati confermati 110.238 casi positivi al COVID-19, quasi 27.000 guariti e più di 54.000 persone hanno avuto bisogno di assistenza ospedaliera.

Secondo quanto riportato in un rapporto dell’Università Johns Hopkins di Baltimora, circa 937.000 persone sono state contagiate in tutto il mondo e il numero delle vittime registrate si attesta intorno a 47.000.

Dinanzi alla progressione irrefrenabile della pandemia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea l’importanza di individuare i casi asintomatici, i principali responsabili dei contagi, per cercare di frenare l’avanzata del virus. Il Ministro della Salute spagnolo, Salvador Illa, si presenterà quest’oggi di fronte alla Commissione Sanitaria del Congresso dei Deputati (Comisión de Sanidad del Congreso de los Diputados, in spagnolo), per informarli riguardo alle misure adottate nel paese per far fronte alla pandemia.

Da un punto di vista economico, gli effetti del coronavirus sul mercato lavorativo spagnolo stanno avendo conseguenze disastrose. Nelle ultime 3 settimane si è registrato un crollo dell’occupazione senza precedenti: dal 12 marzo hanno perso il lavoro quasi 900.000 persone. Per farsi un’idea dell’impatto e della gravità della situazione, il ministro José Luis Escrivá ha paragonato quanto è appena successo in poco più di 3 settimane con quanto accadde tra l’ottobre del 2008 e il febbraio del 2009, periodo che tutti ricordano come l’inizio della grande crisi economica a livello mondiale.

In Argentina nelle ultime 24 ore sono stati confermati 79 nuovi casi di COVID-19: sale così a 1.133 il numero dei contagiati. Questo mercoledì il paese ha registrato 6 nuovi decessi. Questo è quanto afferma il bollettino rilasciato dal Ministero della Salute argentino. Entrando più nel dettaglio, dei 79 infettati 12 sono di Chaco, 11 di Santa Fe, 10 di Mendoza, 10 di Santa Cruz, 10 di Buenos Aires, 10 in provincia di Buenos Aires, 6 di Córdoba, 4 di Neuquén, 2 di Salta, 1 di Entre Ríos, 1 di Corrientes, 1 di San Luis e 1 di Tucumán.

In Messico il governo ha deciso di prorogare la sospensione delle attività non essenziali fino al 30 di aprile, includendo anche il settore privato. Il paese fino ad ora ha registrato 1.378 casi positivi e 37 morti.

In Cile, Ecuador e Repubblica Domenicana i contagi aumentano sempre più velocemente, rispettivamente con 2.770, 2.300 e 1.000 casi, con un tasso di mortalità intorno al 5%. La maggior parte dei paesi del Sud America è, quindi, in quarantena per cercare di limitare il contagio da COVID-19.

                                               Karen Marinelli

Il settimanale Courrier International riporta le parole del presidente Macron il quale si dice favorevole a “un intervento economico solido” da parte dell’UE. Rimarcando la necessità di “una solidarietà europea forte”, la Francia si schiera quindi a fianco di Italia e Spagna, respingendo le visioni di Germania e Olanda. L’idea di una solidarietà europea si ritrova anche nel giornale francese L’est républicain che pone l’accento sul sostegno tra cittadini, impegnati ad aiutarsi gli uni con gli altri; un’unione forte e positiva che consolida ulteriormente l’appartenenza del popolo alla Francia.

In Svizzera, il Covid-19 ha colpito le case di riposo, soprattutto nel Canton Vallese. A Ginevra hanno distribuito dispositivi elettronici per permettere agli anziani in isolamento di avere contatti con i loro parenti. Aumentano gli ordini online di cibo, i cittadini riscoprono hobby culinari: lievito e farina presi d’assalto. Le università avvertono che ci saranno cambiamenti per la sessione estiva: esami garantiti e professori disponibili ai cambiamenti. Gli ospedali devono affrontare anche una sfida finanziaria. Con l’hashtag #VersusVirus tutti possono aiutare alla lotta contro il Covid-19.

La leggenda dell’afro-jazz camerunense Manu Dibango è la prima vittima tra le celebrità mondiali. L’universo politico africano registra tanti altri casi: in Burkina Faso, oltre ai diversi ministri contagiati, si registra il decesso della seconda vicepresidente dell’assemblea nazionale Rose Marie Compaoré. In Nigeria, il capo dello staff del presidente risulta positivo al Covid-19. Sono stati messi in quarantena il Capo dello Stato del Botswana, il Primo Ministro della Costa d’Avorio Amadou Gon Coulibaly, il Presidente della Commissione dell’Unione Africana Moussa Faki e la famiglia del leader dell’opposizione Freeman Mbowe in Tanzania.

In Italia, nella piccola città di Cremona, circa otto medici canadesi hanno preso parte a un team medico e di supporto composto da 70 persone, allestendo un ospedale da campo in un parcheggio fuori dal principale ospedale di Cremona. Questo è stato reso possibile grazie alla donazione finanziata dalla ONG (Organizzazione non Governativa) cristiana Samaritan’s Purse (letteralmente Borsa del Samaritano), che ha provveduto a inviare i medici canadesi in Italia. Finora, sotto la loro custodia, è morto un solo paziente, ormai malato da giorni.

Da qualche settimana si è constatato un aumento di richieste d’aiuto sul numero verde belga da parte dei giovani. Il numero di chiamate per riportare casi di abuso di minori è triplicato e si è notato anche che coloro che contattano la linea per la prima volta, lamentano spesso di conflitti a casa che derivano dalle rigide misure di contenimento. In materia politica, in Belgio, come in Italia, i partiti di estrema destra e populisti sembrano trovare terreno fertile nell’attuale crisi sanitaria, strumentalizzando la situazione per ribadire le proprie teorie antiglobalizzazione e di difesa dei confini nazionali.

  Emanuela Batir, Lara Bruno, Flavia Lucarelli D’Ortenzi, Arianna Emiliani, Giulia Marinucci, Ngwikem Manfo Solange, Sibilla Parlato,  Federica Politanò, Gioia Ribeca, Elen’Alba Vitiello

Dopo aver prolungato le restrizioni fino al 19 aprile, i tedeschi si vedono costretti non solo ad annullare le imminenti vacanze pasquali ma anche a fare i conti con i contagi in costante aumento. Sono infatti ormai oltre 67 mila i cittadini affetti da Covid-19 e si contano ormai più di 700 morti.

Gli esperti in Germania affermano che la situazione degli ospedali tedeschi è ancora sotto controllo ma il Paese si sta comunque organizzando per aumentare i posti in terapia intensiva in previsione dell’ormai vicino picco di contagi che potrebbero mettere in crisi anche il sistema sanitario della Germania.

Nel frattempo, 130 militari tedeschi insieme a virologi e ingegneri, stanno testando applicazioni per tracciare i contagi, su modello del metodo già utilizzato nella Corea del Sud. Il governo pensa che tale metodo per contenere i contagi potrebbe essere disponibile già dopo Pasqua.

I contagi però, così come in tutti gli altri paesi, non sono l’unica preoccupazione in questo momento, alla quale si aggiunge anche quella della conseguente crisi economica. Si stima infatti che, se le restrizioni dovessero essere messe in atto per due settimane in più rispetto al tempo finora previsto, il PIL potrebbe essere in calo di un ulteriore 2%.

Anche la Germania, però, sta offrendo aiuti all’Italia. Se fino alla scorsa settimana i pazienti italiani ricoverati nelle cliniche tedesche erano 47, questa settimana ne sono stati accolti altri, per un totale di 73 pazienti.

In Austria, anch’essa fortemente colpita dai contagi di Covid-19, si prevede che le restrizioni entrate in vigore lo scorso 26 marzo saranno sciolte già a partire dal 13 aprile, data in cui, secondo il governo, si dovrebbe pensare alla riapertura di aziende, scuole e negozi per l’immediata ripresa dell’economia. Contrariamente ad altri paesi però, l’Austria ha attuato ulteriori restrizioni anche per quanto riguarda gli orari di apertura delle attività ancora aperte perché necessarie ed essenziali. I supermercati, infatti, sono aperti solo fino alle 19.00 e accessibili solo se muniti di mascherine protettive. Un punto di vista differente, invece, sembra avere la Germania che non vede ancora la necessità di imporre l’uso di mascherine protettive per i cittadini.

Le ultime notizie austriache in relazione all’emergenza in corso riguardano l’idea del governo di effettuare tamponi in massa per essere in grado di dividere la popolazione fra contagiati, possibili contagiati ed individui contagiati ma asintomatici. Il ministro degli interni austriaco Karl Nehammer, che si mostra molto fiducioso a riguardo, afferma che l’utilità di questo metodo sarebbe infatti per i pazienti che hanno già contratto l’infezione da Covid-19, senza magari esserne a conoscenza e che, una volta superata, potrebbero tornare a condurre una vita normale al più presto per favorire la ripresa dell’economia.

Jasmin Pick

La situazione Covid-19 in Russia sta peggiorando. Così parla il 1 aprile il presidente Putin: “Nel paese la situazione sta diventando sempre più difficile: si contano più di 850 malati e più di 2777 contagi.”. La vicepremier Tatiana Kolikova ha affermato che i casi sono in aumento, ed è per questo che si è deciso di aumentare il numero dei test: “In totale abbiamo già fatto 536000 test, non solo nelle ultime 24 ore, coprendo quasi il 19% della popolazione; continueremo, in quanto sia i malati, sia i contagi crescono a dismisura.” Inoltre, secondo quanto dichiarato dalla Kolikova, nei laboratori russi si sta lavorando su alcuni prototipi per creare un vaccino. Dal 29 giugno si potrà passare alla fase sperimentale nella quale si raccomanda la partecipazione di più di 60 volontari.

Una tra le ultime misure adottate è stata legalizzare la vendita di farmaci on-line: si potranno ordinare e riceverli a domicilio. Una decisione radicale, ma necessaria presa dalla Duma. “La legge predispone la possibilità di vendere farmaci soggetti a prescrizione medica, ad eccezione di quelli contenenti alcune sostanze, come quelle psicotrope e narcotiche” ha dichiarato il presidente della Duma Vyacheslav Volodin. Il guadagno delle farmacie russe è cresciuto del 20% poiché i prezzi delle medicine sono aumentati del 11%. Le misure di supporto, invece, variano da ragione a regione. A Mosca, ad esempio, il governo stanzierà 2,6 miliardi di rubli per il sostegno di determinati settori come trasporto aereo, turismo, ristorazione, educazione, fisica e sport. “Abbiamo ampliato la possibilità di rinegoziare i prestiti precedentemente emessi e semplificato e ridotto i requisiti necessari per l’erogazione di nuovi prestiti per pagare gli stipendi dei dipendenti” ha detto il primo ministro Mikhail Mishustin.

Il 2 aprile il presidente russo si è rivolto nuovamente ai suoi concittadini ringraziando tutti coloro che, in prima linea, stanno combattendo l’emergenza. Il presidente sottolinea come le misure contenitive siano state efficaci e che abbiano fatto guadagnare del tempo prezioso in termini di gestione della pandemia. Le sue parole: “Ho deciso di prolungare la chiusura delle attività fino alla fine del mese, cioè fino al 30 aprile compreso, sottolineo, pur mantenendo i salari per i dipendenti. Tuttavia, la situazione sta cambiando e […] la malattia si diffonde in maniera non omogenea. Il nostro è un grande paese, molto grande, caratterizzato da diversa densità di popolazione, ci sono aree della Federazione in cui il coronavirus ha già rappresentato una grave minaccia per le persone, ad esempio a Mosca, dove non è possibile invertire la tendenza, nonostante le misure adottate dalle autorità federali e cittadine. E ci sono aree, che sfortunatamente sono sempre meno, dove non si sono ancora verificati casi, grazie a Dio.” Conclude il suo discorso richiamando l’intera popolazione al rispetto delle regole.

Paola D’Onofrio, Angela Doria, Clarissa Giacomini

La pandemia del Coronavirus da mesi turba gli equilibri mondiali non risparmiando nessuno, incluse quelle zone del mondo, come il Levante, che da decenni devono fare i conti con gli orrori e le conseguenze della guerra. Emblematico è il caso della Siria: alle accuse mosse da medici ed esperti contro il regime per aver nascosto la diffusione dell’epidemia fino alla scorsa domenica, si aggiunge l’invito del Segretario Generale delle Nazioni Unite alle parti coinvolte «a sostenere il suo appello lanciato di fronte alla necessità di un cessate il fuoco in tutte le aree dove sono presenti conflitti armati e di adoperarsi per fronteggiare il virus». Nel vicino Libano, nonostante finora non ci siano contagiati nei campi e nelle comunità palestinesi, la paura regna sovrana: è necessario considerare che un solo caso di Coronavirus in uno qualsiasi dei campi, è sufficiente per farlo diventare un epicentro, date le condizioni di vita precarie e la pessima situazione sanitaria. Va chiarito che la gestione dei campi per rifugiati nell’area siro-libanese è di competenza di diverse organizzazioni, solitamente non governative, o agenzie delle Nazioni Unite. In un primo momento, per arginare il virus, lo stesso Consiglio dei ministri libanese aveva adottato misure che, però, non includevano i campi profughi, portando così i leader palestinesi a chiedere di gestire l’emergenza in maniera più responsabile, guardando anche ai rifugiati: trovandosi sul suolo libanese è implicito che essi siano colpiti e influenzati da ciò che gli succede intorno. Tuttavia, Huda Samra, corrispondente dell’UNRWA in Libano, ha chiarito che sin dal primo momento l’agenzia e il personale sanitario hanno effettuato un meticoloso follow-up e intrapreso una campagna di sensibilizzazione sul virus attraverso i mass media. Una fotografia differente descrive la situazione in Giordania, dove il Ministero degli Interni – che da tempo coopera con le organizzazioni internazionali e regionali pertinenti – ha introdotto disposizioni al fine di offrire l’assistenza sanitaria necessaria ai profughi siriani presenti nel territorio. Anche il portavoce dell’UNHCR di Amman, Al-Hiwari, ha sottolineato che gli ospedali all’interno dei campi sono adeguati a rispondere a qualunque situazione, poiché le procedure sono simili a quelle adottate al di fuori di essi e in linea con le decisioni del governo giordano. Secondo il rappresentante dell’UNHCR in Giordania, Dominik Bartsch, «finora nessun rifugiato in Giordania è stato colpito dal virus, ma dobbiamo essere pronti e il governo deve continuare a sostenerci». Ha espresso altresì la sua gratitudine verso il governo per aver concesso ad alcuni operatori i permessi necessari per recarsi nei campi profughi di Zaatari e Zarqa affinché vengano erogati i servizi fondamentali.

È proprio nei momenti come questo, in cui il mondo intero è in ginocchio, che non bisogna dimenticare chi, ordinariamente, vive situazioni di precarietà.

Baldo Valentina, Reale Maria Antonietta, Elia Roberta

Il Comitato Centrale del Partito Comunista e il Consiglio di Stato Cinese, dopo un lungo dialogo sul da farsi sulla questione Gaokao (esame equivalente al nostro Esame di Stato), sono giunti ad una conclusione ufficiale. Per la prima volta dopo la Rivoluzione Culturale (1966-1976), l’esame nazionale del Gaokao è stato rinviato. Verrà posticipato di un mese, precisamente al 7 e 8 luglio 2020. Una notizia che coinvolge più di 10 milioni di studenti cinesi, i quali avranno un mese di tempo in più per prepararsi alla prova didattica più importante della loro vita. La possibilità di accedere a qualsiasi università all’interno della nazione, infatti, dipende indissolubilmente dal risultato finale dell’esame. Solo chi ottiene un punteggio alto può ambire alle università più prestigiose.

Come riportato da Shanghai Fabu, le sedi d’esame saranno scelte in base agli standard di sicurezza, ovvero strutture che possano garantire una distanza minima tra gli studenti. Saranno condotte operazioni di sterilizzazione a tappeto di tutte le strutture scolastiche così i come controlli sanitari a tutti i soggetti coinvolti, dagli esaminatori agli studenti, dai dirigenti scolastici agli addetti delle pulizie. Tuttavia, l’intera provincia dello Hubei e Pechino rimangono le uniche due aree dove il Ministero dell’Istruzione ha preferito temporeggiare prima di annunciare una data ufficiale per l’inizio dell’esame.

Passando ai numeri più recenti dei casi confermati, a seguito dell’incontro di lunedì 30 marzo del “Gruppo Covid-19”, gruppo speciale affiliato al Governo Centrale e diretto dal Primo Ministro Li Keqiang, quest’ultimo ha esortato le autorità “ad essere più proattive nel capire bene la situazione dei casi asintomatici”. Infatti, come dimostrato dai dati pubblicati dal Governo Centrale stesso, “i contagiati asintomatici fino alla fine di febbraio sono stati 43,000”. Purtroppo, nessuno di questi è stato inserito nel conteggio ufficiale dei casi confermati. D’altro canto, un team non governativo di medici cinesi rivela che il 60% circa di coloro che hanno contratto il virus nella città di Wuhan erano asintomatici. Cifre senz’altro discordanti e che ispirano poca trasparenza.

Chang Jile, direttore della Commissione per la Prevenzione delle Malattie, ha dichiarato che dal 1 aprile verrà fatta più chiarezza sui casi asintomatici e sulle loro condizioni attraverso analisi e trattamenti nelle zone di maggiore interesse, così da poterli inserire nel conteggio totale dei casi confermati. Un modus operandi sicuramente poco conforme con le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui le autorità di ogni paese sono tenute ad includere il numero dei pazienti sintomatici così come gli asintomatici per il conteggio totale dei “casi confermati”. In realtà, i criteri adottati dal governo cinese all’inizio dell’epidemia erano paradossalmente conformi a quelli dell’OMS. Tuttavia, dal 7 febbraio in poi, si è deciso di tenere conto solo dei pazienti sintomatici.

Fondamentale sta diventando sempre di più l’aiuto della Cina all’Italia, soprattutto nell’inviare rifornimenti medici quali 40.000 mascherine, 20.000 per uso ospedaliero, mentre altre 20.000 per uso comune, la maggior parte destinate principalmente in Lombardia. Tutti questi articoli ospedalieri provengono da Shengze, molto vicina a Suzhou (Jiangsu) famose entrambe nel mondo per essere i luoghi natii della seta. Queste due città inoltre hanno un rapporto molto speciale con Milano (capitale economica e della moda) e Como (importante centro industriale della seta in Italia).

Secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua, Wang Yibing, governatore della città di Shengze, si è espresso in merito alla situazione in Italia come di seguito: “non dimenticheremo mai quando l’Italia ci ha aiutati nell’avviamento nell’industria della moda, e per far fronte alla pandemia, vogliamo fornire tutto il nostro supporto necessario”. Non è solo a Milano che arrivano gli aiuti, poiché l’associazione giovani cinesi in Italia ha donato mascherine indirizzate alla polizia e ad altri volontari dell’ANPS di Roma. Inoltre il simbolo della cooperazione tra Italia e Cina non è solamente il donare le mascherine, poiché ultimamente in Italia è approdato il terzo gruppo di medici esperti provenienti dalla regione a sud est della Cina (Fujian), i quali stanno cercando di applicare i metodi usati in Cina per poter curare in modo efficace i pazienti infetti dal coronavirus.

Mattia Del Vecchio, Fabrizio Ubbriaco

FONTI e SITOGRAFIA

Per la lingua PORTOGHESE

Manuel Lamba. Angola Covid-19: Angolanos violam regras de prevenção. Covid-19: Angolanos

violam regras de prevenção. 01.04.2020.

Redazione. COVID-19 in Mozambico: 7 casi confermati e solo 2mila tamponi disponibili. Radio

Popolare. 27.03.2020

Redaçao. Guiné-Bissau: Estado de emergência "usado para legitimar golpe. ASemana. 31.03.2020

Redaçao. Covid-1 9 : Cabo Verde regista mais quatro casos suspeitos. ASemana. 31.03.2020

Com agências, mp, mc. Covid-19: África tem quase 3,3 mil infeções. Notícias. 27.03.2020

Graça Henriques. Coronavírus. Histórias de quem já não recebe um tostão. Diário de Notícias. 31.03.2020

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