Promossa dal Comitato Internazionale per la Giornata contro l’omofobia e la transfobia e riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite, la Giornata mondiale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia viene celebrata ogni 17 maggio a partire dal 2004.

L’obiettivo di questa ricorrenza è quello di promuovere e coordinare eventi di copertura internazionale per approfondire, sensibilizzare e prevenire fenomeni di natura omofobica, bifobica e transfobica perpetrati nei confronti della comunità LGBTQIA+.

Nel 1990 era già stato compiuto un grande passo, ossia quello di rimuovere l’omosessualità e le altre categorie di sessualità diverse dall’eterosessualità dalla classificazione internazionale delle malattie mentali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non era bastato; per cui, nel 2007, a seguito di alcune dichiarazioni da parte delle autorità polacche contro la comunità LGBTQIA+, l’Unione Europea istituì in modo ufficiale questa giornata, arrivando ad annettere tra i suoi protagonisti anche la comunità transgender. Nel 2015, l’Unione Europea ha inserito tra gli obiettivi di questa giornata la sensibilizzazione e la prevenzione della bifobia, ancora un tabù celato dietro strati e strati di diffidenza e negazione e frasi come “È solo una fase, sperimentare fa bene!”, “Sei solo confuso!”, o ancora “Prima o poi dovrai scegliere”.

In attesa di giugno, conosciuto come il “mese del Pride”, non resta che guardare al futuro con una punta di speranza e un atteggiamento tenace e combattivo. Costruire un futuro sereno e sicuro per ciascuno di noi dovrebbe essere la priorità: tutti, in fondo, nutriamo il desiderio di essere accettati per ciò che siamo senza correre nessun rischio e pericolo. Quindi, perché non permetterlo a tutti?

Clara Corvasce