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LA VIA DEGLI DEI

Avete mai sentito parlare della Via degli Dei?

Un’antica viabilità utilizzata fin da epoche romane per unire la città di Bologna a Firenze, percorrendo paesaggi dove natura e storia si fondono in un racconto lungo sette giorni di cammino.

Dal capoluogo emiliano partiremo alla volta di Firenze, lungo l’antica “Flaminia Militare”, dove sarà possibile ammirare anfiteatri romani, cimiteri militari custoditi dal silenzio degli alberi, montagne con i nomi di Dei e fossili preistorici incastonati nelle loro rocce.

Un cammino percorribile da tutti; basterà avere il giusto equipaggiamento, un buon planning e il desiderio di fare scorta di storia e bellezza!

Onde evitare spiacevoli imprevisti, vi consigliamo di munirvi di mappe cartacee e di scaricarvi tutti i sentieri offline dell’area Bologna-Firenze, possibilmente sull’app di Google Maps, nella modalità rilievo, di modo da avere chiare le pendenze e studiare deviazioni qualora foste troppo stanchi.
Ah, fondamentale una power bank, per non restare senza batteria nel mezzo del nulla!

Piazza Maggiore a Piazza della Signoria, nella culla del Rinascimento, Firenze: dopo aver ammirato l’opera della natura, troveremo nelle sue vie traboccanti d’arte e meraviglia l’espressione più alta della maestria umana. 

Giorno 1: Bologna

Giorno 2: Da Bologna a Sasso Marconi, 20 km

Giorno 3: Badolo – Madonna dei fornelli, 28 km

Giorno 4: Madonna dei fornelli – Monte di Fò, 17,25 km

Giorno 5: Monte di Fò – San Piero a Sieve, 21,08 km

Giorno 6: Da San Piero a Sieve all’Olmo, 20 km

Giorno 7: Dall’Olmo a Fiesole/Firenze, 10,5 km

Giorno 1: Bologna

Arrivo a Bologna: una città a misura di pedone. Qui potrete camminare tra le vie del pittoresco mercato “del quadrilatero”, ammirare le 7 cappelle della Basilica di Santo Stefano, salire sulle Torri degli Asinelli per ammirare la città dall’alto, e infine, godervi lo spettacolo di Piazza Maggiore illuminata, la Piazza Grande cantata da Lucio Dalla, che viveva a pochi metri di distanza.

Giorno 2: Da Bologna a Sasso Marconi, 20 km

Il cammino inizia attraversando il Parco Tolon, per poi immergersi nel bosco. La prima giornata di cammino è già piena di sorprese! Potrete ammirare un acquedotto romano, immergervi nell’Oasi di San Gherardo, abitata da rare piante acquatiche e innumerevoli specie di uccelli e attraversare il Ponte sospeso di Vizzano. Ora tappa a Sasso Marconi, dove il premio Nobel Guglielmo Marconi trascorse gli anni della sua gioventù effettuando i primi esperimenti.  Partendo dalla stazione ferroviaria di Sasso Marconi si risale il sentiero che porta al parco dei Prati di Mugnano. La meta di oggi è Badolo.

Giorno 3: Badolo – Madonna dei fornelli, 28 km

Da Badolo, si parte alla volta di Monzuno. Attraversato il suggestivo bosco di castagni e superata una breve salita fino al Monte del Galletto, eccoci giunti a Madonna dei Fornelli. Complimenti, avete macinato 28 km! Vi meritate un pasto sostanzioso e un bel riposo!

Giorno 4: Madonna dei fornelli – Monte di Fò, 17,25 km

La tappa di oggi si macina camminando sull’antico basolato, dove le tracce degli antichi carri romani sono ancora ben visibili, fino a Pian di Balestra: qui ci troviamo esattamente sul confine tra Emilia e Toscana. Continuate il percorso seguendo la segnaletica per Futa e scendete a destra fino a raggiungere l’inizio di un bosco di conifere. Proseguendo secondo le indicazioni incontrerete un cartello con su scritto “Santa Lucia – Monte di Fo’”. Imboccate il sentiero che scende sulla sinistra e proseguite per altri 3 km seguendo le indicazioni fino ad arrivare all’ultimo bivio. A voi la scelta se pernottare a Monte Fo’ o in località Santa Lucia, distante solo pochi metri dalla meta.

Giorno 5: Monte di Fò – San Piero a Sieve, 21,08 km

Prima di partire, si consiglia una visita a Passo della Futa, il più grande cimitero tedesco in Italia, dove più di 30.000 soldati riposano custoditi dal bosco. Il cammino oggi vi condurrà in vetta al Monte Gazzaro, dalla cui croce bianca potrete godere di una vista incredibile sulla Valle di Firenzuola e Mugello e magari lasciare una testimonianza del vostro passaggio sul “libro vetta di Monte Gazzaro”, a disposizione dei viandanti. Da qui, via lungo la discesa fino a Sant’Agata, con i suoi musi di arte sacra e di arte contadina, fino ad arrivare a San Piero a Sieve, sempre più vicini alla meta! 

Giorno 6: Da San Piero a Sieve all’Olmo, 20 km

Lungo la tua strada oggi incontri il Castello di Trebbio, castello mediceo in cui pernottò niente meno che Amerigo Vespucci, immerso nel verde degli alberi appena fuori Firenze e tanto amato da Lorenzo in Magnifico. 

Continui tra pacifici oliveti e poi tutto in salita fino ad arrivare allo storico santuario di Montesenario, che svetta sul monte dallo stesso nome – da qui puoi ammirare una vista straordinaria di tutta la Valle del Mugello, una ricompensa alla nostra fatica. 

Giorno 7: Dall’Olmo a Fiesole/Firenze, 10,5 km

Quest’oggi il percorso sarà più breve. Camminerete in cima alle colline nei pressi di Fiesole, passando per luoghi sospesi tra storia e mito come Vetta Le Croci, dove furono uccisi più di 200.000 barbari sconfitti dall’Impero Romano d’Occidente nella battaglia di Montereggi. Proseguite poi verso Fiesole, cittadina di origine etrusca dove potrete ammirare il ben conservato teatro romano, salite fino alla Chiesa di San Francesco e lasciatevi incantare dalla vista su Firenze, prima di proseguire il cammino verso la meta. 

Ed eccovi a…Firenze! Qui potrete scegliere se visitare i luoghi iconici del capoluogo toscano, o se andare alla scoperta di una Firenze insolita, nascosta tra i vicoli e i laboratori artigianali della città.
Ma in qualunque modo decidiate di gustare le bellezze di questa città, complimenti, avete completato il cammino e siete giunti alla meta! Lo avreste mai detto?

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Emilia Romagna on the road

Avete un weekend a disposizione e vorreste approfittarne per visitare qualche bel posto, ma non sapete quale e come organizzarvi?

Ci pensiamo noi a proporvene uno: la Romagna. Una delle più pittoresche regioni della nostra penisola! Campi di girasoli, paesini abbarbicati su verdi colline, mare e tanta arte. Un percorso che include sia l’entroterra che la famosa costa romagnola, per non perdere nessuna delle chicche che questa regione nasconde.

1° giorno: Dozza – Brisighella – Sant’Arcangelo

Si parte da Bologna, direzione: Dozza. Un borgo medievale le cui mura sono delle vere e proprie tele a cielo aperto sulle quali sono state dipinte delle stupende opere d’arte. Gironzolando fra le sue stradine orlate di portici si arriva alla imponente Rocca sforzesca che ospita l’enoteca regionale dell’Emilia Romagna dove una tappa di degustazione è fortemente consigliata.

Dopo aver fatto il pieno di bellezza, di nuovo in macchina e via verso Brisighella. Piccolo gioiello alle pendici degli Appennini si adagia su tre pinnacoli rocciosi dove sorgono la Rocca, il Santuario del Monticino e la Torre dell’Orologio, da cui si gode di una vista davvero spettacolare! Da non perdere, l’antica via degli asini, unica nel suo genere grazie alle finestre ad arco in legno che la bordano.

A seguire, tappa a Sant’Arcangelo di Romagna, dove consigliano l’assaggio delle ottime piadine fatte sul momento, accompagnate da salumi eccezionali.

2° giorno: Sant’Arcangelo – Pennabilli – Scamporella

Inauguriamo il secondo giorno con una visita a Sant’Arcangelo, un borgo spiccatamente medievale dove, dal 1971, si tiene il più antico Festival italiano dedicato alle arti della scena contemporanea e uno dei più significativi appuntamenti europei nell’ambito del teatro, della danza e delle performing arts. Sorprende infatti che, nonostante ogni centimetro di questo luogo sia pregno di storia, nel corso degli anni si sia lasciato rivoluzionare da iniziative artistiche d’avanguardia e che sia stato scelto come sede da Mutonia, la comunità di artisti e performer che dagli inizi anni ‘90 ha scelto quest’area per esprimere la propria arte dedita al riuso e allo scarto.

Lasciato il suggestivo borgo medievale, si prosegue per Pennabilli, percorrendo una tortuosa strada tra gli Appennini. Immerso nell’Alta Valmarecchio a Pennabilli si respira aria di arte grazie alla presenza delle opere di Tonino Guerra, artista poliedrico e autore delle varie installazioni che si incontrano per tutto il paese.

3° giorno: Cervia – Cesenatico – Bologna

L’ultimo giorno del nostro itinerario in Romagna lo dedichiamo al mare e ad alcuni suoi “ospiti” molto interessanti: i fenicotteri rosa! A Cervia è infatti possibile ammirarne un’intera colonia, direttamente dalla strada.  

Lasciata Cervia, è arrivato il momento di dirigersi verso il mare per visitare gli antichi capanni dei pescatori sul molo di Cesenatico e poi, via verso il centro per ammirare ancora una volta il suo stupendo porto canale con le imbarcazioni tradizionali e le loro splendide vele dipinte.

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La via Francigena

Ne avrete sicuramente sentito parlare, la Via Francigena è uno dei cammini più noti al mondo, dopo quello di Santiago e una delle mete più in voga quest’anno, visto il particolare periodo storico che stiamo vivendo in cui viaggiare all’estero o in posti troppo affollati sembrerebbe essere troppo rischioso.

Allora cosa aspettate a partire? Zaino in spalla, scarponi ai piedi, mappe alla mano, si parte!

E, per venire incontro alle esigenze e condizioni di tutti, abbiamo pensato di proporvi un tratto dai panorami mozzafiato, percorribile in soli 3 giorni!

Il primo consiglio che ci sentiamo di darvi è: portate solo il necessario! Uno zaino eccessivamente carico vi affaticherebbe e ostacolerebbe inutilmente lungo il cammino. Inoltre, visti i cambiamenti apportati dalla recente pandemia, vi consigliamo di controllare in anticipo la disponibilità e le nuove norme di sicurezza che avranno adottato gli ostelli adibiti all’accoglienza dei pellegrini lungo il percorso. In ultimo, ma non meno importante, se decidete di affrontare questo cammino nei mesi estivi, ricordatevi di partire nelle prime ore del giorno, quando il sole è ancora basso, o rischierete che qualche colpo di caldo vi metta ko e vi costringa a fermarvi!

La Via Francigena segue un antico percorso che attraversa il Regno Unito, la Francia, la Svizzera e l’Italia. Il nome “Francigena” sta proprio a indicare la via o le vie che “dalla Terra dei Franchi” consentivano ai numerosi pellegrini che attraversavano l’Europa per recarsi in preghiera alla tomba dell’Apostolo Pietro, di giungere a Roma. 
Tale pratica ebbe inizio in seguito alla diffusione del “diario di Sigerico“, vescovo di Canterbury, il quale racconta delle 80 località da lui attraversate da Canterbury fino a Roma, per ricevere l’investitura da Papa Giovanni XV nel 990.

All’epoca in cui la stampa non era ancora stata inventata la conoscenza del percorso fu diffusa con tale dettaglio e precisione via passaparola, da essere diventata un punto di riferimento per moltissimi pellegrini.

Il tragitto originario, da Canterbury a Roma, era di 1600 chilometri e la difficoltà del tragitto rappresentava un atto di penitenza che, simbolicamente e materialmente, consegnava il pellegrino nelle mani di Dio.

Oggi, la via Francigena italiana che si sviluppa lungo la direttrice di più regioni, il Lazio, la Toscana, l’Emilia Romagna, la Liguria, il Piemonte, conosce una rinnovata celebrità. Dal 1994 infatti, la Via Francigena è stata dichiarata “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”.

I due itinerari che oggi vi proponiamo abbracciano un tratto di Toscana e del Lazio, tra verdi distese e ricche campagne. A voi la scelta!

1° itinerario: Toscana

Giorno 1: San Miniato

Giorno 2: Da San Miniato a Gambassi Terme, 24 km

Giorno 3: Da Gambassi Terme e San Gimignano, 13,5 km

Tre giorni di cammino nel cuore della Toscana, da San Miniato a San Gimignano, per avere un assaggio del meglio che la Via Francigena Toscana ha da offrire. 

Si parte da San Miniato, una delle perle nascoste della Via Francigena, e si prosegue lungo un itinerario di straordinaria bellezza: dalla Pieve millenaria di Chianni, dove dormì lo stesso Sigerico, alle torri di San Gimignano, che vi incanteranno con la loro magica atmosfera medievale.

Ma le attrattive del viaggio non si limitano al paesaggio! Potrete infatti gustare la saporita cucina Toscana in tutte le sue declinazioni: dal prezioso tartufo bianco di San Miniato, ai saporiti Pici, passando per l’oro giallo di San Gimignano, lo zafferano. Il tutto accompagnato dai vini locali, rinomati in tutto il mondo, da sorseggiare direttamente sul luogo di produzione, magari mentre vi appongono il timbro sulla credenziale!

II° itinerario: Lazio

Giorno 1: Bolsena

Giorno 2: Da Bolsena a Montefiascone, 17 km

Giorno 3: Da Montefiascone a Viterbo, 18 km

Tre giorni di cammino nella prima parte della Via Francigena laziale, tra splendidi panorami e antichi selciati segnati dal passaggio di intere generazioni di pellegrini. Lasciatevi rapire dalla bellezza del Lago di Bolsena e affascinare dagli antichi basolati della Via Cassia, ancora integri dopo 2000 anni, prima di visitare l’incantevole e pittoresco centro storico di Viterbo. E se amate il buon cibo, ricordatevi che vi trovate in una delle più importanti aree di produzione dell’olio extravergine d’oliva, tra Bolsena e Montefiascone. Un’ottima scusa per una sosta culinaria e godereccia!

P.s. se vorrete conservare un bel ricordo di questa vostra avventura, vi consigliamo di richiedere, prima della partenza, la Credenziale, o “passaporto del pellegrino”. Un documento fondamentale che consente di avere accesso, con agevolazioni, alle strutture di accoglienza lungo l’itinerario. Inoltre, ad ogni tappa lungo il cammino, il pellegrino riceverà un timbro presso uffici turistici, parrocchie, strutture ricettive e di ristoro.

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Liguria on the road

Oggi vi portiamo là dove le Alpi e l’Appennino precipitano a picco sul mare e di fronte a voi si spalancano meravigliosi panorami. Benvenuti in…Liguria!

La riviera italiana, sinonimo di regione ligure, è da sempre una delle mete più in voga tra gli italiani.  Tra le sue più affascinanti destinazioni si trovano la penisola di Portofino, le leggendarie Cinque Terre e la bella cittadina di Rapallo. E quale miglior modo per visitarla se non che avventurandovi in un road trip di 10 tappe che vi daranno l’occasione di non perdervi neanche uno dei gioielli e degli scorci che questa terra offre? Si parte da Genova verso le bellissime 5 Terre, passando per Recco, Portofino, Rapallo, percorrendo meravigliosi sentieri a picco sul mare!

Prima tappa, Genova: lasciatevi incantare dalle piazzette pittoresche, dai caruggi, i famosi vicoletti medioevali, e dalle creuze, le strette stradine tra i nobili e altissimi palazzi. Passate naturalmente per Via del Campo, cui si ispira la celebre canzone di Fabrizio De Andrè, e poi fermatevi a respirare il mare e il vento di questa antica Repubblica Marinara attraversata, nel tempo, da popoli e culture. Scendete al porto, uno dei punti più turistici della città dove ammirare la Lanterna, il faro simbolo della città, e dove sorge il famoso Acquario, il più grande in Italia e il secondo in Europa, con 12.000 esemplari di 600 specie diverse.

Una volta ripartiti da Genova, proseguite verso Recco. Incastonato come una perla nel Golfo Paradiso, sulla riviera di Levante, questo antico borgo di marinai saprà conquistarvi per il suo centro storico, di grande valore artistico, e per il panorama costiero che non teme confronti. Immancabile la visita a uno dei forni del posto, dove potete trovare la celebre focaccia ripiena di crescenza, un must per il turista!

Avventurandovi lungo un tratto di costa mozzafiato, troverete arroccato tra colline di lecci e pini d’Aleppo, Portofino, un piccolo gioiello a portata di sguardo. Le sue casette colorate a picco sul mare del Golfo del Tigullio, le lussuose barche ormeggiate nel porto e l’atmosfera di spensieratezza e leggerezza che si respira in Piazzetta, il famoso salotto a cielo aperto in cui è facile incontrare vip e celebrità, vi conquisteranno. Un concentrato di arte, storia e natura senza paragoni.

Dal piccolo porticciolo di Portofino, riprendete il vostro tour alla volta di Rapallo, lasciandovi guidare dalle curve della strada frastagliata che segue la costa, immersa nella macchia mediterranea e profumata dai pini marittimi. Ad accogliervi il Parco di Villa Tigullio, in cui potrete riposarvi dopo il viaggio. D’obbligo, la visita al Castello cinquecentesco e una passeggiata sull’elegante lungomare Vittorio Veneto, tra palme e locali in cui ristorarvi.

Collocata tra la Baia del Silenzio e la Baia delle Favole, e per questo detta “città dei due mari”, Sestri Levante è un posto magico, tra le località più suggestive di tutta la riviera ligure. Qui si ha l’occasione di tornare bambini, là dove Hans Christian Andersen scrisse alcune delle sue favole.

Eccoci a Monterosso, la prima tra le cinque perle. Diviso tra la parte storica del centro, con i vicoletti romantici e le chiese medievali, e quella più moderna e turistica del lungomare di Fegina, Monterosso è il borgo più grande delle Cinque Terre, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 1997 e residenza estiva di Eugenio Montale.

Vernazza, tra i cento borghi più belli d’Italia, è un vero e proprio affresco dalla bellezza senza pari. Dominato dai resti delle fortificazioni medievali, ha un’unica via centrale a dividere il paese: tutt’intorno, le scalinate ripide tra cui perdersi.

Affollato dai turisti e arroccato su un suggestivo promontorio roccioso, Corniglia è un borgo incantato, accessibile attraverso la Lardarina, la famosa scalinata di mattoni di ben 377 gradini. Ricca di meravigliosi sentieri panoramici tutti da scoprire, Corniglia vi catturerà per la sua bellezza selvaggia e incontaminata e per gli odori pungenti delle erbe aromatiche, come la maggiorana, l’origano e il timo, che crescono spontaneamente in questo territorio, profumando di magia l’aria calda dei lunghi pomeriggi d’estate. Che dirvi? Respirate a pieni polmoni!

Ed eccoci arrivati a Manarola, che si dice prenda il nome dalla “magna rota”, la grande ruota dei mulini ad acqua. Nella parte più bassa del paese, infatti, si può ammirare il vecchio mulino, a sottolineare la sua vocazione agricola: Manarola è infatti tra i principali produttori di olio e di vino di tutta la zona. Dopo un giro in paese, scendete verso il mare: qui troverete piccoli angoli di paradiso da cui godere di un panorama mozzafiato.

Ultima tappa: Riomaggiore! Raggiungibile anche a piedi, percorrendo la Via dell’Amore, un bellissimo sentiero pedonale a strapiombo sul mare che collega Manarola a questo bellissimo borgo, dove le abitazioni conservano ancora la doppia entrata, quale via di fuga durante le incursioni saracene.

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TOSCANA

Avete presente quei luoghi che a guardarli sembrano una cartolina, una tavolozza di colori in cui viene proprio voglia di immergersi?

Ecco, uno di questi è la Toscana. Patria del vino e degli artisti, con le sue colline ricamate di cipressi, le sue distese abitate da vigneti e oliveti, e la storia a passeggio, tra i vicoli delle sue città, è indubbiamente una regione che vale la pena visitare!

E quale miglior modo per farlo se non che on the road? Senza vincoli di alcun tipo e la possibilità di svegliarsi ogni giorno di fronte a un panorama diverso.

La Versilia

La Versilia è sinonimo di clima mite e spiagge in: un lungo e largo tratto di costa che comincia a nord di Forte dei Marmi, e arriva fino a Viareggio e a Torre del Lago Puccini. Ma la Versilia è anche la principale porta d’accesso alle Alpi Apuane alla Garfagnana e alla Lunigiana, e dalla costa le sue strade salgono tortuose fino a piccoli paesi, sentieri e località affascinanti in mezzo alle montagne; fra queste Camaiore e Pietrasanta, universalmente note per i loro panorami legati alle cave e alla lavorazione del marmo.  Vi basterà spostarvi verso l’interno per lasciarvi alle spalle le spiagge mondane della Versilia e scoprire la religiosità e le tradizioni popolari di Camaiore, una cittadina che nel Medioevo fu ufficialmente dichiarata da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, XXVII tappa del suo viaggio lungo la via Francigena. Per godervi un tramonto mozzafiato, fate una passeggiata sul lungomare fino al pontile che si protende sul Tirreno scrutando all’orizzonte l’Elba e le isole minori. Oppure spostatevi un poco più a sud, sul lungomare di Viareggio, qui, nella bella stagione, si può pedalare lungo la nuova ciclabile, fare shopping o gustare un gelato ammirando i decori di qualche principesco hotel in stile liberty. La costa degli etruschi

Il lungo tratto di costa che collega Livorno Piombino, è un susseguirsi quasi ininterrotto di rinomati centri balneari, che richiamano ogni estate migliaia di villeggianti. Ciò nonostante, la vera perla di questa area è nell’entroterra, dove sulle dolci colline popolate dai vigneti, svettano borghi fortificati. 
Tra le tante bellezze non perdete Castagneto Carducci, situato sul fianco di una collina a pochi chilometri dal mare. Questo borgo medievale coronato dal Castello della Gherardesca è una delle località più frequentate della costa livornese, non solo per la sua bella spiaggia, ma anche perché qui, nella pittoresca frazione di Bolgheri, nacque e visse per molti anni il poeta Giosuè Carducci.
Superato il promontorio di Piombino, la costa si distende fiancheggiata da boschi di pini. Annidato su un promontorio che guarda al Golfo di Baratti, troviamo Populonia, un pittoresco borgo di origine etrusca, ricostruito nel XV secolo.

Ora, qualora aveste voglia di lasciare la terra ferma, l’Isola d’Elba vi aspetta per essere ammirata in tutta la sua selvaggia e indomita bellezza. Altrimenti, si continua il nostro viaggio sulla strada…

La Maremma

Da sempre territorio indomito, patria dei butteri, la Maremma costituisce oggi uno dei più bei tratti di costa dell’intera penisola. Ammiratela nelle sue zone più selvagge e incontaminate e in quelle bonificate dall’uomo. Godetevela nelle spiagge libere, nelle dune sabbiose, nelle fitte pinete e nei boschi affollati di carbonaie, dove non è raro avvistare daini, cervi, volpi e cinghiali. Il Parco della Maremma è un micromondo da scoprire a passo lento, a piedi, in bicicletta o a dorso di cavallo. Uno dei sentieri più interessanti è l’A2, che lungo i 14 km di lunghezza vi permetterà di vedere da vicino alcune delle torri di avvistamento costruite durante il Medioevo per difendere la costa dai nemici. Altri percorsi si inoltrano invece in direzione dei Monti dell’Uccellina, sulle cui pendici sono stati trovati insediamenti risalenti al Paleolitico e al Neolitico, ricchi di antichi reperti. 

Inoltrandovi qualche km lungo l’entroterra, troverete Pitigliano, altro borgo di origine etrusca, arroccato su di un altopiano di roccia, le cui pareti scivolano a strapiombo sui torrenti Lente, Procchio e Meleta. Al tramonto, la tinta delle sue casine ocra crea un’atmosfera paesaggistica e lo fa sembrare uscito dalla fantasia di qualche artista. Non perdetevi Piazza della Repubblica, incorniciata dai finestroni, dove perdersi passeggiando tra i vicoletti lastricati e gli antichi lavatoi e, come per magia, ritrovarsi nel labirintico sotterraneo di cunicoli e cantine scavati nei secoli dagli abitanti.

E, per un ultimo insolito scorcio della Toscana, affacciatevi sul lago di Burano, a pochi km a sud di Orbetello. Separato dal mare da una sottile striscia di sabbia, il Lago di Burano è una laguna salmastra tra i cui canneti, e le dune ricoperte da macchia mediterranea, si rifugiano ogni autunno migliaia di uccelli migratori.

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Sicilia on the road

E se non poter viaggiare all’estero fosse invece una gran fortuna?

Perché, forse non ce ne siamo mai resi conto, ma il nostro Bel Paese non ha davvero nulla da invidiare a tante altre mete gettonate in giro per il mondo.
Abbiamo splendide spiagge, maestose montagne, città antiche e moderne, panorami mozzafiato e vallate incontaminate. Ogni centimetro di questa terra è pregno di storia e bellezza.
E quale miglior modo di viaggiare on the road, per non perdersi neanche una di queste meraviglie?

Pronti? Allacciate le cinture, oggi vi portiamo in…Sicilia!

Nota come la più grande isola dell’Italia e del Mediterraneo, la Sicilia è una terra sorprendente ricca di storia e tradizioni, in cui arte e cultura si intrecciano con meravigliose bellezze naturali. Dal mare alla montagna, passando per campagne, vulcani e borghi marinari, sono davvero tanti i motivi per visitare quest’isola. Per questo, vi proponiamo un tour on the road, lungo sei giorni di cammino, durante i quali, partendo da Palermo ed arrivando fino a Messina, avrete l’opportunità di visitare, senza troppa fretta, alcune delle mete più note e gettonate dell’isola. Tra queste, ben 5 sono state dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: Ragusa Ibla, il quartiere più antico della città di Ragusa, che svetta dall’alto della collina tra i monti Iblei, e che vanta più di cinquanta chiese e palazzi nobiliari; la Scala dei Turchi, una delle spiagge più belle di tutta la Sicilia con la sua falesia bianca che si erge a picco su un mare azzurrissimo; Agrigento e la Valle dei Templi, con il suo parco archeologico perfettamente conservato, il più grande al mondo;  Noto, capitale indiscussa del Barocco siciliano, con un patrimonio artistico di chiese e palazzi eccezionali;  l’Etna, uno dei vulcani più attivi al mondo.

Per cui, cosa aspettate a partire?

A voi la scelta di noleggiare una macchina direttamente sull’isola, o di imbarcare sul traghetto la vostra autovettura.
Questo l’itinerario:

I° giorno: Palermo

2° giorno: Riserva dello Zingaro ed Erice

3° giorno: Saline di Marsala/Valle dei Templi/Scala dei Turchi

4° giorno: Ragusa Ibla/Modica/Noto/Marzamemi/Isola di Ortigia

5° giorno: Siracusa/Taormina

6° giorno: Etna/Messina

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Basilicata coast to coast

Che abbiate visto o meno la famosa commedia di Rocco Papaleo, Basilicata Coast to Coast, questo potrebbeessere il titolo del vostro prossimo viaggio on the road: dalla costa tirrenica fino ad arrivare allo Jonio, attraversando l’entroterra lucano.

La Basilicata è infatti una destinazione in grado di soddisfare i gusti di ciascun viaggiatore: mare, montagna, collina, pianura e ben 11 aree protette, tra cui i parchi nazionali del Pollino e Val D’Agri, i parchi regionali di Gallipoli e del Materano, e 7 riserve naturali.

Si parte da Maratea, sul Tirreno, con le sue acque cristalline e i paesaggi mozzafiato.

Lasciato il mare alle spalle, in una ventina di minuti sarete a Trecchina, un minuscolo paesino ombreggiato da giganteschi castagni, una vera e propria tavolozza dei colori tipici lucani.

Proseguendo verso l’entroterra, arriverete a Laurìa, il centro lucano più grande del versante tirrenico. Il paese è diviso in due rioni, il superiore (Castello), e l’inferiore (Borgo). Con le casette strette le une alle altre, arroccate sulle montagne, Lauria vi offrirà scorci pittoreschi a volontà. Nei suoi dintorni troverete il massiccio del Sirino, la cui vetta più alta, il monte Papa, raggiunge i duemila metri ed è innevata per gran parte dell’anno.

Scendendo verso sud, troviamo Castelluccio Inferiore, situato nel Parco Nazionale del Pollino. Nel paese si respira un’atmosfera tipicamente medievale data dai piccoli vicoli, gli archi e le case in pietra e il capolavoro barocco della Chiesa di San Nicola. Qualora vi venisse voglia di esplorare il versante lucano del Parco, prendete come riferimento una di queste quattro valli: Mercure, Frido, Sarmento, Sinni.
Se avrete la pazienza di salire sulle cime dei monti più alti, potrete scorgere il Tirreno a ovest, lo Ionio a est e, con un po’ di fortuna, le rarissime aquile reali.

Seguite la valle del fiume Sinni e arriverete a Francavilla. La strada si snoda fra paesaggi incantevoli popolati di faggi, abeti e cerri. Per ammirare dall’alto il panorama della valle, raggiungete Piazza Gonfalone. Altri buoni punti di osservazione? La località Palladoro, le alture del monte Catarozzolo e quelle di Timpa Altosana.

Superato il Sinni, sarete a Chiaromonte: un piccolo paese diviso in una moltitudine di rioni e residenze gentilizie: Palazzo Dolcetti, Palazzo Donadio, Palazzo Lauria e Palazzo Di Giura, tra le più importanti. Dodici chilometri separano Chiaromonte da Senise. Il centro storico di Senise sorge ai piedi di un colle dominato dal castello medievale. Per arrivarci, attraversate i vicoletti del paese, gradinate e stradine pittoresche.

Ora, dalla provincia di Potenza passerete a quella di Matera: ci fermiamo ad Aliano, un paesino che sorge su un colle d’argilla, a guardia della Val d’Agri e del torrente Sauro.

A seguire, Guardia Perticara, il paese delle case in pietra, nonché uno dei Borghi più Belli d’Italia. Seguite le piccole scale che s’arrampicano fra i vicoli, fin sul castello del paese da cui potrete godere di una vista mozzafiato sulla valle del Sauro.

Proseguendo lungo il tragitto non può mancare una sosta a Craco, il paese fantasma. Evacuato negli anni Sessanta a seguito di una frana, il piccolo borgo si spopolò e oggi a possedere le chiavi della città è un pastore locale, che se avrete la fortuna di incontrare, chissà che non vi guidi a fare un giro del paese. Protagonista di numerosi set cinematografici: Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi (1978), Il sole anche di notte dei fratelli Taviani (1980), The Passion di Mel Gibson (2003) sono solo alcuni fra i tanti.

Con Tursi, piccolo borgo medievale, inizierete la discesa verso la costa ionica.

La penultima tappa del viaggio è Policoro, che si contende con Metaponto il primato di meta turistica più frequentata della costa ionica lucana. La cittadina sorge ai margini dell’antica Heraclea, antico centro della Magna Grecia. Per visitare i reperti dell’area, basterà recarvi presso il locale Museo Archeologico della Siritide.

Meno di cinque minuti di strada ed eccovi a Scanzano Jonico, ultima meta dell’itinerario coast to coast. Fra Policoro e Scanzano troverete lunghe spiagge sabbiose, acque purissime, e la settecentesca masseria fortificata di Recoleta.

Questo il classico itinerario, a cui, nel caso aveste tempo e voglia, vi consigliamo di aggiungere un’immancabile visita a Matera. Eletta capitale europea della cultura nel 2019, è un vero e proprio monumento a cielo aperto, i cui sassi sono stati dichiarati Patrimonio dell’Unesco. Passeggiare lungo le stradine bianche riarse dal sole, tra grotte scavate nel ventre della terra e chiese rupestri, vi riporterà indietro nel tempo e farà percepire quella nostalgia di cui parla Pascoli in uno dei suoi componimenti “Delle città dove sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e di malinconia”.