#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Nigeria: Ngozi Okonjo-Iweala è stata nominata direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio ed è la prima donna africana a ricoprire questo incarico. Il Cile guida gli sforzi di vaccinazione in America Latina con due milioni di vaccinati in nove giorni. In Francia, dopo due settimane d’intenso dibattito, l’assemblea nazionale ha adottato in prima lettura il disegno di legge sul separatismo.


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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

La pubblicazione di oggi della nostra rassegna stampa coincide con il festeggiamento del carnevale cinese, la festività più importante del calendario lunario. In Australia, invece, solidarietà per la leader birmana Aung San Suu Kyi: centinaia di manifestanti si sono riuniti nella Federation Square di Melbourne chiedendo il taglio dei legami tra l’Australia e l’esercito del Myanmar. Come in molti Paesi del mondo, anche a Macao si è dato inizio alla campagna gratuita di vaccinazione, dopo aver ricevuto 100.000 dosi di vaccino Sinopharm.

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Regno Unito, protagonista di un’accesa disputa diplomatica con l’UE. In Spagna, la Corte Superiore di Giustizia della Catalogna ha confermato che le elezioni catalane si terranno il 14 febbraio. Ecuador, aumento delle forze armate al confine con il Perù per contenere gli attraversamenti irregolari dei migranti venezuelani. A  Capo Verde il Covid sospende i festeggiamenti per il carnevale.


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Brasile: se da un lato il Paese festeggia l’arrivo di 2 milioni di dosi del vaccino anti-Covid, dall’altro migliaia di manifestanti chiedono l’impeachment del presidente Bolsonaro. Dal Medio Oriente, purtroppo, nulla di positivo: la notizia di un attentato suicida a Baghdad nel mercato centrale si affianca a quella di un ulteriore raid aereo in Siria. L’Australia, causa contagi Covid, interrompe la “green zone travel bubble” con la Nuova Zelanda, sospendendo ben 72 voli.

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Sebbene il 2021 sia cominciato già da venti giorni, non ha portato con sé il cambiamento in cui tutti speravamo: la pandemia da Covid-19 non è ancora finita. Le preoccupazioni riguardo gli “effetti collaterali” da pandemia e isolamento aumentano insieme ai nuovi contagi, nonostante la prima ondata di vaccini. D’altro canto, il virus non è l’unico problema che molti Paesi stanno affrontando: la Siria negli ultimi giorni ha dovuto affrontare uno dei più pesanti bombardamenti degli ultimi anni. Ottime notizie, invece, ci arrivano dagli States dove il nuovo presidente Biden ha sancito il ritorno degli USA nell’accordo sul clima di Parigi.

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Cuba torna ancora una volta nella lista dei Paesi che il governo degli Stati Uniti considera sponsor del terrorismo. In Cina, in particolare ad Hong Kong, il virus Covid-19 è stato riscontrato in alcuni campioni di acqua raccolti dalle condutture fognarie di un’area della città. A Capo Verde, Luís Filipe Tavares rassegna le dimissioni da Ministro degli Affari Esteri e delle Comunità e Ministro della Difesa.

EUROPA

La tempesta Filomena ha paralizzato gran parte della Spagna comportando almeno 4 decessi, un grande caos in più città, con Madrid in testa, oltre alla chiusura dell’aeroporto di Barajas, così scrive Lavanguardia. La tempesta ha provocato il decesso di due uomini nella Comunità di Madrid, uno sepolto dalla neve nella città di Zarzalejo e un altro per un arresto cardiorespiratorio nel quartiere di Carabanchel della capitale. Inoltre, a Malaga, un uomo e una donna sono deceduti dopo che il veicolo su cui viaggiavano è stato spazzato via dall’acqua mentre stavano per attraversare il fiume Fuengirola, a Mijas. La tempesta ha provocato notevoli problemi di traffico e nel primo pomeriggio si registravano 133 strade tagliate e in 20 strade principali è stato necessario utilizzare catene, tra cui tutta la Comunità di Madrid.

È la più grande nevicata dal 1971, una situazione che ha lasciato molteplici incidenti, ma anche immagini inedite con persone che sciano per alcune delle sue strade principali come il Paseo de la Castellana. 70 veicoli e 150 soldati dell’Unità Militare di Emergenza (UME) si sono dedicati a lavori di soccorso e assistenza a fronte degli effetti della tempesta a Madrid.

Gli ospedali pubblici della capitale hanno nuovamente fornito posti letto ai pazienti, che dovevano essere dimessi oggi, e alcuni professionisti hanno raddoppiato i turni per l’impossibilità dei relè di arrivare, riferiscono fonti della Comunità di Madrid. La nevicata ha lasciato numerose case nella comunità senza acqua, a causa del gelo delle tubature, senza elettricità e senza riscaldamento con temperature esterne sotto lo zero.

A.C

In Belgio, nonostante la recente diminuzione del numero di decessi legati al Covid-19 (- 21,3%) e l’inferiorità dell’indice Rt all’1%, la curva dei contagi continua a salire. Nell’ultima settimana la diffusione del virus ha subito un raddoppio in tutto il Paese, all’infuori della Comunità germanofona. Tra le zone maggiormente colpite si annoverano i comuni di Ixelles, Etterbeek e Bruxelles nei quali vive una popolazione internazionale, particolarmente incline a viaggiare. Il portavoce interfederale, Yves Van Laethem, ha annunciato la possibilità di un’ulteriore impennata della curva dei contagi nelle settimane a venire ed ha inoltre dichiarato che il tasso di mortalità registrato in Belgio nel corso del 2020 è stato il più elevato in assoluto dal 1918 (Le Soir).

La pandemia ha avuto molteplici ripercussioni, compresa la dispersione scolastica. Infatti, come riportato da La Libre, le assenze ingiustificate sono aumentate soprattutto nelle scuole della Federazione Vallonia-Bruxelles dove, nell’arco di un anno, si è passati da 5676 a 7838 studenti che nel mese di novembre avevano già superato il limite di assenze consentito e, in questo modo, il rischio di abbandono scolastico è particolarmente elevato e sempre più concreto.

Un articolo riguardante le conseguenze negative del coronavirus appare anche su RTL Info. Nello specifico si dice che l’emergenza sanitaria sembra aver accentuato l’aggressività alla guida, principalmente in Vallonia. Un sondaggio realizzato dall’istituto Vias evidenzia che fra i disagi alla mobilità durante la pandemia, oltre alla paura di utilizzare i mezzi pubblici, spicca l’aggressività di molti utenti al volante, la quale si può però spiegare con il fatto che alcuni conducenti guidano più velocemente quando il traffico è meno intenso, come nel caso del periodo di quarantena.

Sempre su RTL Info vi è un articolo, in parte inerente alla sfera sanitaria, su una nuova start-up a marchio belga, il cui scopo è consentire agli anziani di continuare a vivere autonomamente. Si tratta di Nobi, una lampada dotata di intelligenza artificiale che aiuta le persone in caso di caduta (secondo l’OMS un over 65 su 3 cade almeno una volta all’anno risultando, nel 66% dei casi, gravemente ferito). Nel concreto, la lampada individua l’anziano che è caduto, avverte i parenti e, se necessario, i soccorsi, ma è altresì in grado di: aprire le porte, monitorare la qualità dell’aria, rilevare incendi e furti ed effettuare telefonate.

In quanto alle notizie provenienti dall’estero, quella relativa all’assalto al Congresso americano è senza dubbio la più significativa. Le Soir scrive che l’episodio, avvenuto a Washington lo scorso 6 gennaio, è la dimostrazione che perfino le più grandi democrazie sono fragili e devono essere protette. Inoltre, riporta le parole di Jean-Marc Nollet, co-presidente del partito Ecolo, il quale ricorda che in Belgio la democrazia è ugualmente fragile, pertanto va difesa attraverso strumenti quali: istruzione, informazione di qualità, assistenza sociale e aiuti agli investimenti.

C.A.

La scorsa domenica è iniziata la campagna per le elezioni presidenziali in Portogallo, con la maggioranza dei candidati a concentrare le azioni al mattino, prima del coprifuoco domestico alle 13:00, a causa della pandemia di Covid-19. La “caccia al voto” è iniziata alle 10:30, scrive O Pais. Il presidente della Repubblica e candidato alla sua rielezione, Marcelo Rebelo de Sousa, non ha attività di campagna in programma fino al 18 di questo mese, essendo in quarantena, a seguito del contatto avvenuto con una persona contagiata dal coronavirus.

A.C.

In Gran Bretagna, la pandemia ha intensificato i problemi a cui il sistema giudiziario, cronicamente sotto finanziato, era già esposto. Negli ultimi dieci anni il ministero della giustizia ha subito più tagli rispetto a qualsiasi altro dipartimento di Whitehall, perdendo oltre un quarto del suo budget. Persino il Lord Chief Justice, Lord Burnett di Maldon, ha parlato dello stato fatiscente dei tribunali. Per i tribunali della famiglia e in particolare i tribunali penali, dove le persone devono presenziare l’udienza per fornire testimonianze, proseguire nel lavoro durante il regime di lockdown è stato particolarmente arduo. Ciò che esaspera molti procuratori, avvocati e giudici del sistema di giustizia penale è che centinaia di edifici giudiziari sono stati svenduti in un momento in cui i tagli alla polizia e ai pubblici ministeri possono aver scoraggiato il lavoro dei presidi di giustizia. Piuttosto che affrontare l’arretrato quando i tassi di criminalità sono diminuiti, il servizio delle corti e dei tribunali di Sua Maestà ha implementato politiche di risparmio su piccola scala, limitando i giorni delle sedute dei giudici e causando un accumulo di arretrato significativo ancor prima che la pandemia colpisse. Ora nel pieno dell’emergenza, rivela il Guardian, le corti vengono istituite frettolosamente al fine di colmare i deficit di udienze condotte mediante misure di distanziamento sociale. Il comitato ristretto per la giustizia dei Comuni, presieduto dal parlamentare conservatore Sir Bob Neill, ha individuato con precisione le carenze e l’impatto disastroso dei tagli all’assistenza legale sull’accesso alla giustizia. Le soglie di diritto al patrocinio a spese dello Stato nei procedimenti penali non sono state aggiornate da anni, il che significa che il numero di imputati non rappresentati è in aumento. Le tariffe per i casi di assistenza legale, dopo anni di congelamento, sono state leggermente aumentate pur con riluttanza. Gli avvocati penalisti abbandonano la professione perché non è più redditizia. Gruppi per i diritti civili ed ex giudici si sono ulteriormente allarmati per l’indebolimento dello stato di diritto da parte di Boris Johnson attraverso il suo disegno di legge sul mercato interno. Il finanziamento è alla radice di molti dei problemi del sistema giudiziario. L’ultimo manifesto elettorale del Partito Labourista ha promesso assistenza legale per servizi di consulenza, l’interruzione di ulteriori chiusure dei tribunali e il reclutamento di centinaia di avvocati comunitari. Tuttavia, la ricerca di un consenso politico per il finanziamento del sistema giudiziario rimane ancora sfuggente.

L.D.

Il 7 gennaio in Russia i cristiani ortodossi hanno festeggiato il Natale ortodosso. Il presidente Putin ha fatto gli auguri di Buon Natale con un messaggio incentrato sulla gentilezza e sull’amore e, come riporta il sito web del Cremlino, alla vigilia il presidente ha partecipato a un servizio presso la chiesa di San Nicola Taumaturgo, sull’isola di Lipno sul lago Ilmen.

Per quanto riguarda questioni relative all’economia, secondo quanto riporta Russian.rt, l’8 gennaio il Consiglio dei Ministri si è riunito per determinare l’entità del minimo di sussistenza nel 2021 e, durante questa riunione, il capo del governo russo Mišustin ha firmato un decreto mirato a definire il valore del minimo di sussistenza nel 2021 a 11.653 rubli, scrive Ria.ru. Dal 2021 il costo della vita viene fissato immediatamente per un anno e non per un quarto, come avveniva prima. Il valore è determinato in base al reddito pro capite mediano del Paese e viene utilizzato per valutare i bisogni dei cittadini quando si forniscono una serie di misure di sostegno statale. Nella Federazione sono entrate in vigore anche delle nuove regole per il controllo delle transazioni in contanti, riferisce Iz.ru. Domenica 10 gennaio, infatti, sono entrati in vigore gli emendamenti alla legge federale “sulla lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo” che rafforzano il controllo sulle transazioni russe, in contanti e non. Ora le informazioni sul prelievo o sull’accredito di contanti superiori a 600 mila rubli saranno trasferite a Rosinformmonitoring, riporta Gazeta.ru. Saranno inoltre controllati i trasferimenti postali superiori a 100 mila rubli, il ritorno di fondi dai conti degli operatori di telecomunicazioni per lo stesso importo e, contemporaneamente, lo stato sta cercando di normalizzare la situazione e combattere i programmi finanziari fantasma, oltre ai funzionari corrotti e gli evasori fiscali.

Tra i vari impegni del presidente, l’11 gennaio c’è stato un incontro con il presidente dell’Azerbaigian Aliyev e il primo ministro dell’Armenia Pashinyan e le dichiarazioni alla stampa sono state riportate sul sito del Cremlino. L’incontro è avvenuto alla vigilia di un’altra riunione tenutasi il 10 gennaio sulle questioni relative all’insediamento del Nagorno-Karabakh e alla situazione nel Caucaso meridionale, riferisce sempre il Cremlino. I leader di Azerbaigian, Armenia e Russia hanno firmato una nuova dichiarazione congiunta esprimendo molta fiducia nella risoluzione delle divergenze, così riporta Iz.ru. Il gruppo di lavoro formerà un elenco delle principali aree di attività, compresi i piani per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e dell’economia del Nagorno-Karabakh. Tuttavia, nonostante gli accordi raggiunti, i colloqui al Cremlino si sono svolti in un’atmosfera molto tesa e, di conseguenza, la situazione resta molto fragile. Secondo il Cremlino, il 12 gennaio il presidente Putin ha incontrato il ministro dell’Istruzione Kravcov per discutere sulle questioni relative all’utilizzo del formato di apprendimento a distanza nella scuola russe. Secondo il ministro, la Russia è riuscita a formare un efficace sistema di istruzione a distanza sullo sfondo di una pandemia, creando un ambiente educativo digitale che completa l’istruzione tradizionale e risponde alle sfide che il 2020 ha posto. Inoltre, il ministro ha annunciato che grazie a dei finanziamenti verranno costruite altre 500 scuole nel Paese.

Spostando l’attenzione sui rapporti con altri Paesi, la Russia è stata invitata all’inaugurazione del nuovo presidente degli Stati Uniti Joseph Biden, così riporta la Gazeta.ru. L’ambasciatore russo Antonov parteciperà alla cerimonia, che si svolgerà il 20 gennaio sui gradini del Campidoglio, nonostante inizialmente la rappresentanza di altri Paesi all’inaugurazione americana non era prevista a causa del coronavirus. Una notizia particolare arriva invece dall’Estonia: secondo un articolo di Ria.ru, il primo ministro estone Juri Ratas si è opposto alla proposta-iniziativa dell’opposizione di sottoporre a referendum la possibile adesione dell’Estonia alla Russia, affermando che l’indipendenza e la sovranità dell’Estonia sono eterne e inalienabili. In precedenza, secondo quanto riportato da Gazeta.ru, i parlamentari del Partito riformista dell’opposizione avevano proposto di modificare il disegno di legge su un referendum sul matrimonio (il matrimonio visto esclusivamente come unione di un uomo e una donna) e di aggiungere la questione dell’adesione dell’Estonia alla Russia. Hanno però spiegato che volevano sottolineare l’assurdità dell’intero voto, in cui a loro avviso a ciascuna delle domande dovrebbe essere risposto “no” e i parlamentari dell’opposizione hanno poi ritirato la loro iniziativa.

Per quanto riguarda la possibilità di tornare a viaggiare, al momento è tutto bloccato. Secondo quanto riporta Gazeta.ru, l’emissione di visti elettronici per entrare in Russia, una importante novità introdotta nel 2020, avrebbe dovuto iniziare il primo gennaio 2021, ma è stata sospesa a causa della nuova ondata della pandemia al fine di prevenire la diffusione di un nuovo tipo di coronavirus nel Paese. In più, anche il traffico aereo tra Russia e Gran Bretagna è sospeso fino al primo febbraio, riporta Vesti.ru. Per prevenire la diffusione del nuovo contagio da coronavirus, il Paese ha prorogato la sospensione dei voli con la Gran Bretagna, sospesi già dal 22 dicembre, nonostante quanto affermato dal capo del Rospotrebnadzor Anna Popova il ceppo britannico era già stato portato in Russia. Sulla situazione coronavirus c’è una buona notizia: secondo un articolo di Vesti.ru negli ultimi giorni del 2020 e nei primi del 2021 c’è stata una diminuzione del numero di casi di Covid-19 e il tasso di incidenza giornaliero è passato da 19,9 a 15,6 per 100 mila abitanti. Sono le dichiarazioni di Anna Popova, secondo la quale la situazione della diffusione del coronavirus nel Paese si sta finalmente, piano piano, stabilizzando. Sempre Vesti.ru informa che il 23% dei letti destinati ai pazienti infetti da coronavirus è disponibile, quindi la situazione risulta sotto controllo.

S.P.

AFRICA

In Angola, il ministro dell’Energia e dell’Acqua, João Baptista Borges, ha presentato le sue dimissioni a seguito delle denunce in Portogallo sul suo presunto coinvolgimento in un reato di riciclaggio di denaro, scrive rfi. Il ministro è stato più volte accusato da sindacalisti legati al settore energetico e idrico di essere coinvolto nella commercializzazione illecita dell’acqua nelle cisterne dei quartieri di Luanda, anche tramite familiari.

A.C.

A Capo Verde, Luís Filipe Tavares ha rassegnato le dimissioni da Ministro degli Affari Esteri e delle Comunità e Ministro della Difesa, scrive rfi. Il governo non procede con la motivazione della partenza di Luís Filipe Tavares dall’esecutivo di Ulisses Correia e Silva, ma alcuni giornali credono che sia per causa della nomina dell’imprenditore portoghese César do Paço alla carica di console onorario di Capo Verde in Florida; questo perché la stampa portoghese indica l’imprenditore portoghese César do Paço come “criminale” e sponsor del partito di estrema destra “Chega” contro gli emigranti. Le dimissioni di Luís Filipe Tavares al potere sono avvenute nel preciso momento in cui il presidente capoverdiano ha annunciato la data delle elezioni legislative per il 18 aprile e le elezioni presidenziali per il 17 ottobre 2021.

A.C.

In data 8 gennaio alcuni esponenti del Governo di Accordo Nazionale (GNA) libico si sono recati ad Ankara per richiedere il sostegno della Turchia al fine di risolvere i problemi relativi alla sicurezza e alla forte instabilità della Libia. Secondo quanto riportato da Al-Jazeera, il ministro dell’Interno Fathi Bashagha ha dichiarato che il Paese necessita dell’aiuto sia della Turchia sia del nuovo governo americano, diretto da Joe Biden, al fine di risolvere il conflitto contro le milizie del generale Haftar ed eliminare dal Paese il terrorismo e il traffico di esseri umani. Il governo libico ha infatti ordinato la deposizione delle armi, monitorata attraverso severe misure di sicurezza, e la Turchia ha acconsentito a cooperare con le autorità, difendendo i propri interessi all’interno del Paese. Le Nazioni Unite si sono dimostrate preoccupate del coinvolgimento del Paese turco nella risoluzione del conflitto, poiché i forti interessi economici potrebbero risultare un impedimento agli obiettivi di pacificazione. Bashagha si è appellato al presidente americano, sottolineando il fatto che l’ex-presidente Trump avesse remato contro il GNA in diverse occasioni in passato ed esprimendo la sua speranza nel fatto che gli Stati Uniti possano ricoprire un ruolo fondamentale nella risoluzione del conflitto.
Nello stesso giorno si è tenuto un incontro a Roma tra il presidente del consiglio libico Fayez As-Sarraj ed il premier italiano Giuseppe Conte per rinnovare l’impegno dell’Italia in sostegno del governo libico. As-Sarraj ha ribadito l’importanza della collaborazione italiana per migliorare la condizione del Paese nel pieno di una crisi che perdura ormai da anni. Come spiega Al-Quds al-Arabi, dall’inizio del conflitto si sono registrati numeri estremamente alti di morti e feriti principalmente a causa della guerra, ma dovuti anche all’immigrazione clandestina e al terrorismo.

S.B.

MEDIO ORIENTE

La giornata del 10 gennaio ha segnato l’apice della ripresa delle proteste presso la città di Nassiriya, nel governatorato di Dhi Qar a sud dell’Iraq. Secondo quanto affermato nell’articolo di Al-Quds al-Arabi, le manifestazioni sono state caratterizzate da un’estrema violenza che ha causato due vittime, tra queste un poliziotto, e 45 feriti. I manifestanti sembrano aver occupato le vie del centro della città e tentato di impedire l’accesso alle autorità attraverso l’utilizzo di pneumatici in fiamme. Come riporta il giornale Al-Khaleej, le forze dell’ordine hanno risposto sparando in aria proiettili di gomma e lanciando gas lacrimogeni. Da parte del comando della polizia è stato espresso un forte invito rivolto ai manifestanti con l’obiettivo di porre fine a questi atti di violenza e cercare un dialogo per risolvere i problemi che affliggono i cittadini. Tuttavia, le richieste da parte del popolo iracheno sono chiare: l’assoluzione degli attivisti recentemente arrestati in occasione di precedenti manifestazioni, il miglioramento della sicurezza e maggiori opportunità lavorative per i più giovani profondamente colpiti dal problema della disoccupazione.

S.B.

AMERICA

Come riportato in tutti i giornali ed in particolar modo nel New York Times, il 6 gennaio 2021 è diventata una di quelle date che il popolo americano non dimenticherà facilmente, poichè durante quel giorno la sede del congresso degli USA, ossia il Campidoglio ha subito un attacco da parte dei sostenitori di Trump. Mentre i manifestanti allagavano i terreni per mettere in atto la loro protesta contro la vittoria del presidente eletto Biden, la polizia del Campidoglio ordinava l’evacuazione dagli uffici di Capitol Hill. Sui social media sono stati postati migliaia d​i video in cui venivano mostrate centinaia di persone che superavano le barriere di recinzione e si scontravano con gli ufficiali. La rappresentante Nancy Mace, repubblicana della Carolina del Sud, ha postato un messaggio su Twitter in cui condivideva un video del caos scrivendo: “Questo è sbagliato. Questo non è quello che siamo. Oggi ho il cuore spezzato per la nostra nazione”. La polizia ha sparato quelle che sembravano granate esplosive, le quali tuttavia non sono bastate per far disperdere i manifestanti poiché questi ultimi hanno continuato ad applaudire e gridare: “Questa è casa nostra”. “Non riconosco il nostro Paese oggi e i membri del Congresso che hanno sostenuto questa anarchia non meritano di rappresentare i loro concittadini americani”, ha detto la rappresentante Elaine Luria, democratica della Virginia. Per far fronte a tutto questo il governo degli Stati Uniti ha deciso di tenere una riunione speciale nella quale decidere se mettere sotto accusa il presidente Trump, almeno in base a quanto riportato dal New York Times. Nello specifico, i membri della Casa Bianca si riuniranno mercoledì per votare e decidere definitivamente se accusare o meno il presidente Trump di “incitamento alla violenza contro il governo degli Stati Uniti”. L’articolo di impeachment che i Democratici hanno introdotto lunedì ritiene Trump responsabile dell’attacco al Campidoglio in quanto il popolo crede che sia stato lui ad innalzare la folla contro Capitol Hill. I danni che hanno seguito il tragico avvenimento del 6 gennaio includono l’uccisione di un ufficiale della polizia, l’irruzione negli uffici dei legislatori e il furto di proprietà federali. Se Donald Trump verrà condannato dal senato perderà anche la possibilità di ricoprire una carica presidenziale in futuro. I membri della Camera si riuniranno alle 9 per iniziare il dibattito sulla risoluzione dell’impeachment. Secondo il New York Times, di fronte all’ascesa di questo terrorismo interno il presidente eletto Biden ha deciso di predisporre due incarichi che durante l’amministrazione Trump erano quasi scomparsi. Stiamo parlando di un consigliere per la sicurezza nazionale, il cui compito è quello di gestire vari temi tra cui estremismo, pandemie e disastri naturali, e di un primo vice consigliere per la sicurezza nazionale legata alla tecnologia informatica ed emergente. Il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca sarà Elizabeth Sherwood-Randall, assistente di lunga data di Biden. Per quanto riguarda invece il complesso compito di rafforzare la cyber security Biden ha ritagliato un ruolo per Anne Neuberger, funzionario emergente della National Security Agency. Prese insieme, le due nomine mostrano come Biden sia determinato a ricostruire un apparato di sicurezza nazionale che i critici dell’amministrazione Trump dicono sia appassito negli ultimi quattro anni. Il nuovo team della Casa Bianca si concentrerà sulle minacce che stavano colpendo gli Stati Uniti anche prima che la pandemia da coronavirus riordinasse le sfide della nazione. I funzionari della transizione affermano che la signora Sherwood-Randall e la signora Neuberger avranno nuovi poteri per convocare funzionari di tutto il governo al fine di affrontare le minacce emergenti. Entrambi dovrebbero iniziare il loro lavoro il 20 gennaio, poiché nessuna delle due posizioni richiede la conferma del Senato. La signora Sherwood-Randall dovrà supervisionare gli sforzi per contenere i gruppi di destra che hanno assediato il Campidoglio la scorsa settimana e la signora Neuberger dovrà affrontare le conseguenze della più snervante cyber breach che ha colpito il governo federale, dovrà aiutare Biden a mantenere la promessa fatta al popolo, la promessa secondo cui gli hacker che hanno fatto parte della recente intrusione pagheranno un prezzo. Il pericolo nazionale derivato dagli ultimi atteggiamenti di Trump non è sicuramente passato inosservato alle aziende tecnologiche. Secondo il New York Times gli account social dell’ex presidente sono stati bloccati, nello specifico YouTube è stata l’ultima società tecnologica a impedire al presidente Trump di pubblicare online, dopo Twitter, Facebook e altri. YouTube ha dichiarato martedì di aver sospeso il canale del presidente Trump a causa della preoccupazione per la sua potenziale e continua violenza ed ha anche affermato che avrebbe disabilitato a tempo indeterminato tutti i commenti sul suo profilo, mentre i video più vecchi che non violavano alcuna norma sarebbero rimasti attivi. Anche Twitter ha bloccato l’account del presidente Trump privandolo della sua piattaforma social preferita, dove aveva oltre 88 milioni di follower. Invece Facebook ha sospeso il presidente da Instagram almeno fino alla fine del suo mandato. Altri siti, come Snapchat, Reddit e Twitch, hanno continuato a bloccare Trump. Dunque, la maggior parte delle aziende tecnologiche hanno colto la necessità di limitare i comportamenti che incitano alla violenza limitando la loro facile condivisione.

A.B.

Ford Motor Company ha annunciato lo scorso lunedì  un’importante riprogettazione dell’attività nelle sue operazioni in Brasile, scrive il Jornal Nacional. Il gigante dell’industria automobilistica ha riferito in una dichiarazione che smetterà di produrre modelli sudamericani nel paese, ma manterrà gli uffici centrali nella regione, dove continuerà a operare attivamente. La società cesserà immediatamente la produzione negli stabilimenti di Camaçari (Bahia) e Taubaté (San Paolo), proseguendo per alcuni mesi con la produzione di alcune parti a supporto delle scorte per servire il mercato della sostituzione. L’impianto Troller di Belo Horizonte continuerà a funzionare fino al quarto trimestre del 2021. La misura rappresenta un duro colpo per l’industria automobilistica brasiliana. Per questo motivo, Ford ha detto che inizierà a lavorare con i sindacati e “altri partner chiave per sviluppare un piano giusto ed equilibrato” al fine di mitigare gli impatti della fine della produzione. Il Ministero dell’Economia ha dichiarato che la decisione della casa automobilistica va contro la forte ripresa osservata nella maggior parte dei settori industriali del paese.

A.C.

Infobae riporta che l’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha stabilito lo scorso martedì “un uso della forza inutile ed eccessivo” della polizia durante le proteste di novembre contro la nomina di Manuel Merino a presidente del Perù e, di conseguenza, gli standard internazionali dei diritti umani sono stati violati.

La missione, che ha svolto le sue indagini a Lima dal 17 al 22 novembre, ha evidenziato tra le altre conclusioni che gli agenti di polizia non hanno fatto distinzione tra i manifestanti pacifici, che hanno costituito la maggior parte delle proteste, e una minoranza che avrebbe agito in modo violento. Il rapporto dell’ufficio delle Nazioni Unite, che ha intervistato vittime e testimoni di questi eventi, afferma che la polizia ha sparato pallini con fucili calibro 12 e cartucce di gas lacrimogeni direttamente sul volto e sulle parti superiori del corpo dei manifestanti “indiscriminatamente e a distanza ravvicinata” registrando il ​​14 novembre 2 decessi.

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha ricordato che la forza letale può essere utilizzata solo per affrontare una minaccia imminente di morte o lesioni gravi e che tali armi dovrebbero essere utilizzate solo in situazioni in cui misure meno dannose sono chiaramente inefficaci per affrontare una possibile minaccia.

Il rapporto ha anche rilevato che gli agenti di polizia in borghese non si sono identificati come tali quando hanno effettuato gli arresti, in violazione degli standard internazionali. Inoltre, diverse persone intervistate hanno descritto di essere trattenute in condizioni degradanti e antigieniche, e d’altra parte, 10 di loro hanno affermato di aver subito abusi fisici e altri 8 di natura psicologica.

“Spero davvero che le autorità, sia al governo che al Congresso, adottino le misure necessarie per garantire che gli organi incaricati di far rispettare la legge si comportino in conformità con le norme internazionali e gli standard dei diritti umani”, ha concluso Bachelet. L’ufficio da lui diretto ha chiesto, alla luce dei risultati del rapporto, di modificare la legge peruviana sulla protezione della polizia in conformità con le norme e gli standard internazionali, compreso il principio di proporzionalità, e di abrogare l’esenzione di responsabilità per gli agenti di polizia che causano decessi o feriti.

A.C.

Cuba è ancora una volta nella lista dei Paesi che il governo degli Stati Uniti considera sponsor del terrorismo, scrive il BBC News.

“Il Dipartimento di Stato ha designato Cuba come uno Stato sponsor del terrorismo per aver fornito ripetutamente sostegno ad atti di terrorismo internazionale garantendo un rifugio sicuro ai terroristi”, ha annunciato in una dichiarazione il Segretario di Stato Mike Pompeo.

Nel 2015, l’ex presidente Barack Obama aveva rimosso Cuba dalla lista in cui si trovava dal 1982 in quello che fu un passo importante nel “disgelo” che un anno dopo avrebbe portato i due Paesi a riprendere le loro relazioni diplomatiche.

Per fornire una giustificazione legale, Pompeo ha sottolineato il rifiuto di Cuba di estradare membri dell’Esercito di liberazione nazionale (ELN) della Colombia a seguito di un attentato dinamitardo nel gennaio 2019 a un’accademia di polizia di Bogotá in cui sono decedute 22 persone.

Il Segretario di Stato ha parlato anche dell’alleanza di Cuba con il Venezuela, dove gli Stati Uniti promuovono un cambio di governo. Secondo Pompeo, il sostegno dell’isola consente al presidente Nicolás Maduro di rimanere al potere e creare “un ambiente permissivo per i terroristi internazionali per vivere in Venezuela”. Tuttavia, il Paese sudamericano non è compreso nell’elenco. La decisione di inserire Cuba nella lista delle sole Corea del Nord, Iran e Siria (dopo che il Sudan se ne è andato dopo aver riconosciuto lo stato di Israele) potrebbe essere annullata da Joe Biden quando assumerà la presidenza il 20 gennaio. In effetti, il nuovo presidente degli Stati Uniti potrebbe rimuovere Cuba dalla lista dei Paesi sponsor del terrorismo, ma non sarà immediato, poiché il Dipartimento di Stato dovrebbe effettuare una revisione formale del provvedimento.

A.C.

ASIA

Sembra che in Cina, nello specifico nelle acque di Hong Kong, il virus continui a persistere, in base a quanto riportato dall’Asia Times. In particolare, il virus Covid-19 è stato trovato in alcuni campioni raccolti dalle condutture fognarie in un blocco residenziale di Hong Kong dieci giorni dopo che tra i residenti sono emerse cinque persone positive. La polizia, i funzionari dell’immigrazione e della dogana cercheranno di trovare la fonte delle infezioni da Covid-19. Il Dipartimento della Salute ha emesso un avviso di test antivirus obbligatorio ai residenti della Fung Chak House a Kowloon. Chiunque fosse stato nell’edificio tra il 15 e il 28 dicembre dovrà fare il test entro sabato. Sembra che alcuni pazienti non siano risultati positivi durante il primo ciclo di test ma solamente perché erano nelle prime fasi di infezioni, questi pazienti però hanno continuato a vivere nell’edificio con il rischio di aver contaminato anche le acque con il virus. La scorsa settimana in città sono stati registrati 296 casi, il 27% dei quali irrintracciabili. Inoltre, circa il 26% di tutti i pazienti erano asintomatici, creando quindi il rischio di aumento e rimbalzo improvviso dei casi. Il pubblico è stato esortato a rimanere vigile in merito alle regole di distanziamento sociale. A breve i cittadini dovrebbero ricevere kit di test dagli uffici postali, dalle stazioni MTR e dalle strutture dell’Autorità Ospedaliera. Il Centro per la protezione della salute ha detto che mercoledì sono stati registrati 33 casi, quattro importati e 29 infezioni locali. Dei pazienti locali, cinque non avevano una fonte nota, tra questi due pensionati, un disoccupato, un operaio a Tuen Mun e una donna delle pulizie. Giovedì più di 30 persone sono risultate positive in via preliminare. Martedì, il numero di nuovi casi è sceso a 25, il più basso in quasi sette settimane. Cinque casi non avevano una fonte nota. Questi includevano un lavoratore domestico, un venditore e un autista di autobus. Oggi, la provincia cinese di 37 milioni di abitanti sta dichiarando l’emergenza. Questo è quanto emerso dall’ Asia Times. Più di 20 milioni di persone sono in una qualche forma di blocco nelle regioni settentrionali del Paese. Una provincia cinese di oltre 37 milioni di persone ha dichiarato mercoledì lo stato di emergenza necessario a spegnere una manciata di casi di Covid-19. La Cina aveva in gran parte tenuto sotto controllo il coronavirus sin dalla sua comparsa a Wuhan alla fine del 2019, ma nelle ultime settimane ha vissuto un aumento di casi, provocando blocchi localizzati, restrizioni di viaggio immediate e test diffusi su decine di milioni di persone. Mercoledì, il governo dell’Heilongjiang nord-orientale – con una popolazione di 37,5 milioni di persone – ha dichiarato lo stato di emergenza. Ai residenti è stato detto di non lasciare la provincia se non strettamente necessario e di annullare le conferenze ed i raduni già programmati.

A.B.

Rassegna stampa a cura di:
Alessandra Semeraro (responsabile inglese, cinese, portoghese, arabo)
Alissa Bianconi & Livio D’Alessio (lingua inglese)
Alissa Bianconi (lingua cinese)
Angelica Chimienti (lingua portoghese)
Sabrina Blasi (lingua araba)
Veronica Battista (responsabile spagnolo, tedesco, francese, russo)
Angelica Chimienti (lingua spagnola)
Chiara Andreucci & Chiara Roberto (lingua francese)
Simona Piergiacomo (lingua russa)
Claudia Lorenti (coordinatrice del progetto)

#ATUTTOMONDO

Pubblicato il

La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Le prime campagne di vaccinazione contro l’incubo del Covid sono cominciate in vari Paesi d’Europa e del mondo, ma non senza diverse criticità e rallentamenti. In questo periodo di insicurezza ed instabilità, però, dall’Algeria arriva un segnale piuttosto positivo: la firma di sei nuovi emendamenti costituzionali, che secondo le parole del Presidente “costituiscono una pietra miliare per la costruzione di una nuova Algeria”. L’Australia, nel frattempo, sta valutando la possibilità di liberalizzare ancor di più i medicinali a base di Cannabis.

EUROPA

In Spagna, l’esecutivo di Isabel Díaz Ayuso ha ricevuto più di 3.300 milioni di euro dal fondo COVID-19 del governo centrale, il più grande trasferimento straordinario mai effettuato alle comunità, riporta El Paìs. Tuttavia, Madrid ha stanziato solo 17 milioni di euro, lo 0,5%, al ministero delle Politiche sociali, che gestisce residenze per anziani o aiuti alle persone a rischio di esclusione. Il Ministero delle Finanze, che ha effettuato la distribuzione, si scusa affermando che questi gruppi hanno beneficiato quest’anno di altri sostegni straordinari, ma fonti del settore dei servizi sociali ritengono che Madrid abbia perso un’opportunità per migliorare la vita dei più deboli. La capitale ha destinato i soldi del fondo COVID-19 a una moltitudine di investimenti, dal lavoro dell’ospedale Isabel Zendal (53,4 milioni fino a novembre), ai sussidi per federazioni e impianti sportivi, che richiedono 10,2 milioni di euro. Ayuso si è lamentato con il presidente Pedro Sánchez di discriminazione nella distribuzione di altri sussidi, ma la sua è la comunità che beneficia maggiormente di questo fondo, in quanto ha ricevuto 3.347 milioni; sopra la Catalogna, 3.165 milioni; Andalusia, 2.200 milioni e Valencia, 1.486 milioni.

A.C.

Nonostante l’avvento del nuovo anno, gran parte delle notizie pubblicate sulle principali testate giornalistiche europee riguarda ancora una volta il coronavirus.

Secondo quanto riportato da Le Monde e da Les Echos, in Francia la campagna di vaccinazione contro il COVID-19 prosegue a rilento e tra numerose critiche poiché, ad una settimana dal suo inizio, solo qualche migliaio di cittadini ha ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer-BioNTech, rispetto a quasi 1 milione nel Regno Unito. Dall’Eliseo giunge però la promessa di accelerare la distribuzione del vaccino, in quanto si temono ripercussioni sulla ripresa economica del Paese se non si raggiungerà l’immunità di gregge entro sei mesi.

La presenza di un problema nella campagna vaccinale è stata ammessa anche dal Presidente Emmanuel Macron lo scorso 31 dicembre durante il suo discorso alla nazione, in occasione del quale, oltre ad esprimere i consueti auguri per il nuovo anno, ha reso omaggio alle vittime del COVID-19, a coloro che sono ogni giorno in prima linea per l’emergenza ed ha ribadito che non bisogna abbassare la guardia poiché la crisi non è ancora finita. (France TV info)

Sempre in tema di COVID-19, dal quotidiano Le Figaro si apprende che la nuova variante individuata prima in Inghilterra e poi in Sud Africa sia giunta anche nell’Esagono. Il direttore generale dell’Assistance publique – Hôpitaux de Paris, Martin Hirsch, ha dichiarato che questo caso è stato scoperto in un laboratorio parigino, ma assicura che il paziente è stato rintracciato ed è attualmente sotto controllo.

In materia di istruzione, su Les Echos si legge che la ripresa della didattica in presenza negli atenei è prevista per il prossimo 25 gennaio, nel rispetto delle regole di distanziamento sociale e con la capienza delle aule ridotta al 50% (fino ad un massimo di 150 studenti). Ciononostante, tale provvedimento riguarderà esclusivamente le matricole, mentre tutti gli altri universitari dovranno attendere l’8 febbraio per il rientro in sede, crisi sanitaria permettendo.

Oltre agli studenti, molti baristi e ristoratori sono ancora in attesa di poter riaprire le proprie attività al pubblico, scrive Le Monde. La ripresa, inizialmente fissata dal Presidente Macron al 20 gennaio, è infatti stata rinviata a data da destinarsi, al fine di scongiurare un terzo lockdown. A causa dell’impossibilità di lavorare, tali imprenditori chiedono pertanto alle banche un’estensione delle scadenze dei loro prestiti.

Il Coronavirus non è l’unico protagonista della stampa francese. Vi è infatti una notizia, apparsa su France TV info, che più delle altre ha destato scalpore nelle ultime ore. Si tratta del libro ‘La Familia grande’ dell’avvocato Camille Kouchner, nel quale viene denunciato il fatto che negli anni ’80 suo fratello gemello sia stato vittima di un presunto incesto da parte del loro patrigno, l’ex eurodeputato Olivier Duhamel. Per fare chiarezza sulla vicenda è stata aperta un’indagine per stupro e violenza sessuale nei confronti del politologo e di coloro che, secondo l’autrice, sapevano ma non hanno mai parlato.

C.A.

In Portogallo l’epidemia torna a crescere e la mappa dei rischi a livello nazionale già lo riflette: il numero delle contee in rosso, diminuito a dicembre, è tornato a crescere, scrive il Sapo. Sono ora 37 i comuni con un livello di contagio estremamente alto, con oltre 960 casi ogni 100mila abitanti in 14 giorni, e 112 ad altissimo livello di rischio, sopra i 480 casi ogni 100mila abitanti. Ci sono quindi 149 contee al di sopra del livello di rischio che è stato utilizzato dal governo per imporre misure più rigorose come il coprifuoco obbligatorio dal pomeriggio al fine settimana, 49 in più rispetto all’ultima valutazione resa disponibile questo lunedì dal Direttore Generale della Salute (DGS) e che ancora non includeva casi diagnosticati nell’ultima settimana. Nei comuni come Lisbona e Porto, che avevano lasciato il livello di rischio elevatissimo e dove era nata l’aspettativa che potesse esserci sollievo nelle misure più restrittive in vigore da novembre nei comuni a maggior rischio, ci sono stati più di 480 casi ogni 100mila abitanti. Alla domanda se il SNS è pronto per lo scontro, Graça Freitas ha sottolineato che gli ospedali si stanno preparando e hanno mostrato fiducia nella capacità di risposta.

Con la crescita del freddo, storicamente associata a una maggiore circolazione di virus respiratori, il numero dei pazienti continua ad aumentare negli ospedali, fin dal pronto soccorso. La domanda rimane al di sotto di quanto avvenuto negli altri inverni, ma con un trend in aumento dalla fine dell’anno.

A.C.

In base a quanto riportato dal BBC NEWS sembrerebbe che Edimburgo potrebbe perdere i panda cinesi che ha accudito per quasi 10 anni nello zoo della città. Nello specifico, Yang Guang e Tian Tian potrebbero dover tornare in Cina il prossimo anno a causa delle pressioni finanziarie poiché il prezzo che gli scozzesi hanno pagato fino ad ora per l’affitto dei due panda è stato di circa di 1 milione di sterline l’anno. Lo zoo, che sperava di allevare la coppia, si sta avvicinando alla fine del suo contratto di 10 anni e viste le gravi perdite economiche causate dal Covid-19 potrebbe non essere più in grado di rinnovare l’accordo. La pandemia ha infatti causato per la Royal Zoological Society of Scotland, ossia per la società che gestisce lo zoo di Edimburgo e l‘Highland Wildlife Park la perdita di 2 milioni di sterline. Di conseguenza, David Field, amministratore delegato della società, ha dichiarato che deve essere considerato seriamente ogni potenziale risparmio, compreso il suo contratto con il panda gigante, nello specifico continua dicendo: “Anche se i nostri parchi sono di nuovo aperti, l’anno scorso abbiamo perso circa 2 milioni di sterline e sembra che le restrizioni, le distanze sociali e i limiti al numero di visitatori continueranno per un po’ di tempo, il che ridurrà anche il nostro reddito. Yang Guang e Tian Tian hanno impressionato moltissimo i nostri visitatori negli ultimi nove anni, aiutando milioni di persone a entrare in contatto con la natura e ispirandoli a interessarsi alla conservazione della fauna selvatica. Mi piacerebbe che potessero rimanere ancora qualche anno con noi e questo è certamente il mio obiettivo attuale. Il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri membri e dagli amanti degli animali ci ha aiutato a tenere le nostre porte aperte e ne siamo incredibilmente grati. In questa fase, è troppo presto per dire quale sarà il risultato. Discuteremo dei prossimi passi con i nostri colleghi cinesi durante i prossimi mesi”. Lo zoo ha già ottenuto un prestito governativo, licenziato personale e lanciato un appello per la raccolta fondi.

Ora, cambiando argomento, secondo The Guardian e secondo gli analisti del settore, le case automobilistiche britanniche dovranno affrontare una corsa di tre anni per procurarsi localmente o dall’UE le batterie per le auto elettriche attraverso cui potranno evitare i dazi sulle esportazioni stabiliti dell’accordo di libero scambio della Brexit. L’accordo della Vigilia di Natale ha prestabilito che dopo la fine del periodo di transizione della Brexit, il commercio di automobili e componenti previsto tra il Regno Unito e l’Unione Europea continuerà ad essere privo di tariffe, a condizione però che i materiali abbiano abbastanza contenuti delle fabbriche del Regno Unito o dell’UE. L’accordo è stato un grande sollievo per l’industria automobilistica in difficoltà. Inizialmente, le batterie potranno contenere fino al 70% di materiali provenienti da Paesi al di fuori dell’UE o del Regno Unito. Tuttavia, dal 1 ° gennaio 2024 tale requisito si ridurrà al 50%. Ciò significa che dal 2024 in poi le case automobilistiche del Regno Unito potranno evitare le tariffe dell’UE solo attraverso un approvvigionamento interno delle batterie.

“Entro la metà degli anni ‘20, il Regno Unito dovrà fare molto di più che assemblare semplicemente pezzi. Diversi processi fondamentali nella produzione di batterie dovranno svolgersi qui affinché il Regno Unito possa avere un’industria dei veicoli elettrici redditizia” conclude Ian Henry, proprietario della società di consulenza Auto Analysis.

AB

Germania – La Cancelliera Angela Merkel ha tenuto il suo ultimo discorso di Capodanno alla nazione e ha salutato il 2020, l’anno più turbolento degli ultimi 15 anni di governo, manifestando ottimismo alla luce delle prime somministrazioni del vaccino contro il coronavirus. Dopo aver ricordato gli sforzi e le rinunce cui il popolo tedesco si è sottoposto per contrastare la pandemia, ha reso pubblica la sua decisione di non ricandidarsi alle prossime elezioni autunnali, secondo quanto riportato dallo Spiegel. Il 2021 segnerà così l’addio dell’era Merkel e la formazione di un nuovo governo. Le elezioni federali si terranno a settembre e certamente graveranno sull’esito le decisioni e i compromessi che il governo ha dovuto intraprendere negli ultimi mesi sui temi di tutela della salute pubblica e libertà civili. Dopo ben 4 mandati Merkel, sono 3 i candidati favoriti che si fanno strada per diventare i futuri governatori della Germania: Röttgen, Merz e Laschet, quest’ultimo con un programma politico che più di tutti presenta svariati punti di contatto con il percorso avviato dalla Merkel, come si apprende da Deutsche Welle.

Notizie incoraggianti alla lotta contro il coronavirus si evincono dalla lettura dello Spiegel. In vista della campagna di vaccinazione, partita in tutta Europa il 27 dicembre, anche la Germania inizia a vedere la luce in fondo al tunnel. La Cancelliera Merkel ha infatti affermato che “la speranza è ora rappresentata dai volti dei vaccinati”. Tuttavia, la campagna vaccinale ha già subito un rallentamento nei primi giorni dell’anno nuovo, pur garantendo la distribuzione di 1 milione di dosi ad opera della società Biontech/Pfizer a case di riposo, personale ospedaliero e cittadini ultraottantenni.  Contemporaneamente alle prime vaccinazioni, cresce però il numero dei contagi. I dati pubblicati dal giornale Zeit il 2 gennaio riferiscono di 12.690 contagi e 336 decessi in un giorno che non permettono al governo di allentare le misure, e da quanto emerge dal Tagesspieges confermano piuttosto la necessità di prorogare il lockdown, tenuto conto anche del pericolo proveniente dalla variante inglese del Covid che si è diffusa in Germania. Proprio alla luce della minaccia della mutazione del virus, sono stati temporaneamente sospesi tutti i voli con il Regno Unito prevedendo il divieto di ingresso in Germania. Unica deroga all’ingresso nel Paese è riservata ai cittadini tedeschi, ai quali è stato comunque imposto l’obbligo di sottoporsi a test molecolare o antigenico con esito negativo, come si apprende dalla lettura dello Spiegel.

La diatriba circa l’estensione del lockdown si è poi risolta ufficialmente nel vertice del 5 gennaio tra la Cancelliera Merkel e i vari ministri e la Germania si prepara al rinvio delle aperture dopo il 31 gennaio.

Secondo Zeit se da una parte il coronavirus continuerà a occupare la scena del 2021, d’altro canto verrà dato rilievo anche alle politiche di salvaguardia del pianeta, considerate prioritarie fin dalla prima settimana dell’anno nuovo, con nuove misure che mirano a rendere meno appetibile il consumo dei combustibili fossili e ad incentivare il passaggio ad alternative ecosostenibili. Il carburante costerà 7 centesimi in più a litro fino ad arrivare a 15 centesimi entro il 2025, e al fine di contenere sotto la soglia consentita i livelli di inquinamento, sarà prevista una maggiorazione sui costi delle emissioni di anidride carbonica nei settori dell’edilizia e dei trasporti.

A.P.

In Russia i cittadini hanno atteso l’arrivo del nuovo anno ascoltando il discorso di Capodanno del Presidente Vladimir Putin, riportato sul sito del Cremlino, nel quale auspica buona salute, fiducia, speranza e amore per tutti dopo quest’ultimo anno molto difficile.

Ritornando purtroppo al tema della pandemia, il 1° gennaio del 2021 sono stati registrati ben 27.039 casi nel Paese, secondo quanto riporta Mskagency.ru, portando il numero totale di casi a più di 3 milioni ma, nonostante ciò, le vaccinazioni continuano. A San Pietroburgo sono state vaccinate quasi 6 mila persone, informa Vesti.ru: al momento vengono vaccinati operatori sanitari e sociali, insegnanti, forze dell’ordine e rappresentanti di altri gruppi della popolazione che hanno molti contatti con le persone e da pochi giorni anche i residenti con età superiore a 60 anni hanno l’opportunità di vaccinarsi. Il 4 gennaio le autorità della città hanno revocato il divieto di lavoro di bar e ristoranti, i quali sono stati chiusi dal 30 dicembre al 3 gennaio, e hanno anticipato la riapertura dei teatri al 7 gennaio, secondo quanto riporta Pravda.ru. A Mosca circa 100 mila persone si sono iscritte per la vaccinazione contro il coronavirus e 50 mila sono già state vaccinate, ne dà notizia Russian.rt. Secondo Iz.ru, il 5 gennaio più di 1 milione di persone ha ricevuto il vaccino Sputnik V: questo perché ogni giorno 100 mila dosi del vaccino entrano nella circolazione civile. Il Ministro della Salute russo Muraško ha annunciato che più di 1,5 milioni di dosi di vaccino sono già state consegnate nelle regioni e che dal 1° gennaio 2021 è possibile ottenere, sul portale dei servizi statali, un certificato di vaccinazione completata. Ciò è stato richiesto dal presidente Putin insieme alla richiesta di un riconoscimento internazionale di questi documenti che consentirà ai russi vaccinati di viaggiare all’estero e rientrare in Russia. Secondo le previsioni del sindaco di Mosca riportate in un articolo di Gazeta.ru, dopo le vacanze i cittadini inizieranno a vaccinarsi ancora più attivamente, aiutando così a sconfiggere più velocemente la pandemia.

Per quanto riguarda la cooperazione internazionale per la lotta alla pandemia, il 5 gennaio il presidente Putin e la cancelliera tedesca Merkel hanno discusso le prospettive per la produzione congiunta di un vaccino contro il coronavirus, secondo quanto riportato sul sito web del Cremlino. A fine dicembre in Argentina è stata lanciata una campagna per la vaccinazione di massa della popolazione, infatti il primo lotto di 300 mila dosi di Sputnik V è già arrivano nella repubblica argentina, riporta Regnum.ru. Su 32.013 pazienti che hanno ricevuto il vaccino 317 hanno avuto febbre e mal di testa: si tratta dell’1% dei vaccinati. Altri paesi non sono però così cooperativi: Kiev non registrerà il vaccino russo, ha comunicato il viceministro della sanità e capo medico sanitario del Paese Viktor Lyashko, che ha rifiutato la possibilità di registrazione statale del vaccino russo contro il Covid-19 spiegando che l’Ucraina utilizzerà solo quei vaccini che hanno superato con successo la terza fase degli studi clinici. Secondo Vesti.ru, il capo del Ministero degli Esteri ucraino Dmitry Kuleba avrebbe definito Sputnik V un’arma ibrida della Russia contro l’Ucraina. La popolazione è di tutt’altro avviso: secondo quanto riportato da Iz.ru, il 31 dicembre gli ucraini hanno pubblicato una petizione sul sito web del presidente Zelensky chiedendo di fornire loro il vaccino russo e chiedendo la vaccinazione gratuita, poiché anche scienziati e specialisti ucraini hanno partecipato alla creazione del coronavirus.

Per quanto riguarda le questioni esterne al Paese, il presidente del parlamento estone Põlluaas ha annunciato rivendicazioni territoriali contro la Russia, affermando che il Trattato di pace di Tartu del 1920, in cui è stato concordato il confine tra Estonia e Russia, è ancora in vigore ai sensi del diritto internazionale, scrive Ria.ru. Secondo questo accordo, la Russia sovietica divenne il primo stato al mondo a riconoscere l’indipendenza dell’Estonia e venne tracciata una linea di confine tra i due Paesi. L’anno scorso il presidente estone fece dichiarazioni simili invitando Mosca a restituire i territori annessi quando l’Estonia divenne parte dell’URSS nel 1940 e pertanto i territori vennero ceduti alla Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa. Come riportato da Regnum.ru, la rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa Zacharova ha spiegato che quando l’Estonia è entrata a far parte dell’Unione Sovietica ha cessato di essere uno stato e di essere oggetto di diritto internazionale, quindi il trattato non è più valido.

Spostando l’attenzione sulle questioni interne del Paese, uno dei principali interrogativi della campagna elettorale del 2021 in Russia è se Russia Unita (il partito di Putin) riuscirà a mantenere la maggioranza costituzionale alla Duma di Stato. Come riporta Pravda.ru, durante una giornata di votazioni nel 2020 il partito al governo ha perso un certo numero di seggi in diversi parlamenti regionali e cittadini. Secondo un analista politico, non c’è motivo di preoccuparsi: Russia Unita sta seguendo la strada del rinnovamento sia del personale sia della leadership e, soprattutto durante la pandemia, il partito si è mostrato disponibile all’interazione continua con la popolazione e la burocrazia caratteristica di questo partito ha aiutato nell’organizzazione dell’assistenza alla popolazione.

Infine, il 5 gennaio il presidente Putin ha tenuto il primo incontro del 2021 in videoconferenza, un incontro sui temi sociali riportato sul sito del Cremlino. Durante l’incontro il presidente ha annunciato la creazione di un fondo per aiutare i bambini con malattie rare, che riceverà circa 60 miliardi di rubli. La fondazione si chiamerà il Circolo della gentilezza, informa Russian.rt.

S.P.

AFRICA

In questo periodo di insicurezza ed instabilità dall’Algeria arriva un segnale piuttosto positivo: la firma dei nuovi emendamenti costituzionali avvenuta il primo gennaio del nuovo anno. Come approfonditamente illustrato all’interno dell’articolo di Al-bayan, dal 1962, anno di entrata in vigore della prima Costituzione, sono state apportate diverse modifiche alla carta fino ad arrivare a queste ultime approvate attraverso un referendum avvenuto il primo ottobre 2020. Al voto ha partecipato soltanto il 23,84% degli aventi diritto, di cui il 66,8% si è espresso a favore degli emendamenti. Questa scarsa affluenza potrebbe essere dovuta al periodo d’emergenza che sta vivendo il popolo algerino a causa del Covid-19, ma anche al fatto che il movimento popolare Ḥirak si è schierato contro l’iniziativa del governo di Abdelmaǧid Tebboune invitando i cittadini a votare per il no. Il nuovo emendamento è volto a ribadire e incrementare i diritti e le libertà fondamentali e, inoltre, modifica la legge che regola il mandato presidenziale, ovvero lo stesso candidato alla presidenza non potrà essere eletto per più di due volte. L’Algeria Press Service ha trasmesso le dichiarazioni del presidente al riguardo, il quale ha affermato, con determinazione e risolutezza, che questo passo costituisce una pietra miliare per la costruzione di una nuova Algeria. Il quotidiano Al-ḥurra specifica che in questo periodo si è verificato un forte miglioramento non solo per il Paese ma anche per il presidente stesso, il quale il 29 dicembre ha fatto ritorno da un lungo soggiorno di 2 mesi in Germania in cui ha ricevuto le cure per il coronavirus. Alla luce di ciò Tebboune si augura di poter iniziare la campagna di vaccinazioni, una volta acquistati i vaccini, per i quali è attualmente in corso una trattativa con la Russia.

S.B.

In Somalia, il 2 gennaio, è stato commesso un attentato all’interno di un cantiere a pochi chilometri a sud dalla capitale, Mogadiscio, perpetrato da un membro del movimento terroristico Al-Shabab. L’uomo si è suicidato causando un’esplosione e provocando 5 vittime e 14 feriti, le cui condizioni sembrano attualmente stabili. Secondo quanto riportato dal giornale Qanat Al-Alam, presso il cantiere stavano lavorando ingegneri e operai, di cui alcuni di nazionalità turca, alle prese con la costruzione di una strada di collegamento finanziata da un’impresa turca. Un agente di polizia ha dichiarato che l’attentato è stato commesso da Al-Shabab ed era volto a colpire i cittadini turchi in Somalia. Al-Jazeera sostiene che l’uomo responsabile dell’attacco indossasse una cinta con degli esplosivi e si trovasse in mezzo a poliziotti, operai e ingegneri. Sembra che l’attentato sia stato perpetrato poche ore dopo la diffusione della notizia di un raid aereo nel sud del Paese nei confronti della stazione radio Al-Andalus, affiliata al movimento terroristico. Tuttavia, non sono stati rinvenuti morti o feriti ed è possibile che il raid sia provenuto da basi americane con lo scopo di aiutare il governo somalo ad arrestare il terrorismo all’interno del Paese.

S.B.

MEDIO ORIENTE

In Iraq, in occasione del primo anniversario dell’assassinio del comandante del Forze Quds della Guardia rivoluzionaria iraniana, Qassem Soleimani, e del vice capo delle Forze di Mobilitazione popolare, Abu Mahdi Al-Muhandis, domenica sono state rinnovate le richieste di rendere esecutiva la decisione del parlamento iracheno riguardo la rimozione delle forze statutitensi dal Paese, oltre a chiedere un processo internazionale per quanti sono coinvolti nell’omicidio avvenuto per opera di un attacco aereo americano nei pressi dell’aeroporto di Baghdad. Come riporta al-Quds al-Arabi, i preparativi per commemorare l’uccisione sono iniziati all’alba di domenica, dopo che decine di sostenitori delle FMP si sono radunati sul luogo dell’incidente all’interno dell’aeroporto internazionale. In piazza Tahrir, fulcro del movimento di protesta in Iraq, i sostenitori hanno collocato le immagini di Soleimani, di al-Muhandis e dei loro collaboratori uccisi nel raid americano, oltre alla bandiera irachena, sull’edificio di un ristorante affacciato sulla Green Zone, che per l’occasione è stata blindata. Il presidente delle FMP e leader della coalizione Al-Binaa, Faleh Al-Fayyad, ha sottolineato nel suo discorso di commemorazione che la rimozione delle forze americane dall’Iraq è atto imprescindibile. Riguardo all’intensificarsi del settarismo, responsabile, negli ultimi decenni, delle continue interruzioni del Paese lungo il suo cammino di ricostruzione nazionale, al-Fayyad ha affermato come l’unità del Paese sia il segreto della sua forza, unico punto di riferimento per chi si riconosce nella bandiera irachena. Il capo dell’Organizzazione Badr, Hadi Al-Amiri, ha sottolineato l’importanza di ripristinare il ruolo storico dell’Iraq nella regione, in quanto la stabilità dell’Iraq significa stabilità della regione, e che questo processo non può avvenire finché forze straniere stanzieranno in Iraq. Anche la coalizione Dawla al-Qanun guidata dall’ex primo ministro Nuri al-Maliki si è unita agli appelli per l’allontanamento delle forze statunitensi dall’Iraq. Il corteo di commemorazione si è svolto in un clima di trepida attesa alla luce della possibilità che fazioni armate prendessero di mira l’ambasciata americana o gli interessi americani in Iraq, soprattutto nella Green Zone, il che avrebbe innescato una scintilla per l’esplosione di una nuova crisi di cui il Paese già soffre abbastanza. Tuttavia, in un loro comunicato, le Brigate Hezbollah irachene, sebbene abbiano voluto rispettare il momento di lutto, non hanno escluso eventuali rappresaglie mediante attacchi all’ambasciata americana a Baghdad. Dal canto suo, il leader del movimento sadrista, Muqtada al-Sadr, ha invece sottolineato la necessità di impedire l’utilizzo di armi al di fuori della competenza statale, distogliendo i propri sostenitori dal prendere di mira qualsiasi missione diplomatica, in quanto metterebbe a repentaglio la sicurezza del Paese a vantaggio delle forze straniere.

L.D.

Una fonte americana ha rivelato ad Al-Quds Al-Arabi che l’amnistia che  Donald Trump è intenzionato a concedere prima di lasciare la Casa Bianca potrebbe includere anche Mohammed bin Salman, principe ereditario dell’Arabia Saudita, attualmente citato in giudizio in 3 casi in un tribunale federale, compreso il caso Jamal Khashoggi. Secondo il rapporto visionato dal giornale, il Dipartimento di Stato Usa sta valutando la richiesta del principe ereditario saudita di ottenere l’immunità per una causa nello Stato di New York, relativa al tentativo di assassinio di Saad al-Jabri, ex funzionario dell’intelligence e della sicurezza saudita. Il principe ereditario rivendicherebbe, in quanto capo di stato de facto dell’Arabia Saudita, il diritto all’immunità assoluta, indipendentemente dalle accuse che gli sono rivolte. La magistratura statunitense ritiene invece che in quanto egli rivesta ufficialmente la carica di principe ereditario, la quale può essere ritirata in qualsiasi momento, MbS non può vedersi riconoscere l’immunità. Gli osservatori si sono interrogati sull’istanza presentata dal principe ereditario saudita e in particolare sul fatto che si consideri l’attuale sovrano dell’Arabia Saudita, un segno che disvela la verità sui suoi piani di rovesciare quanto prima suo padre e salire al trono. Esperti americani hanno rivelato che dopo l’omicidio di Khashoggi, il presidente uscente Donald Trump si è rifiutato di condannare Mohammed bin Salman, mettendo invece in dubbio il suo ruolo nel crimine, nonostante la valutazione della CIA secondo cui Mohammed bin Salman avesse emesso l’ordine di assassinare Khashoggi. Trump ha anche sfidato il Congresso, ponendo il veto a due progetti di legge volti a punire Mohammed bin Salman vietando la vendita di armi a Riyadh. Un certo numero di alti funzionari negli Stati Uniti ha lanciato l’allarme e ha sottolineato che se il Dipartimento di Stato decidesse di espandere la sua interpretazione dell’immunità sulla base dello status di principe reale per includere uccisioni extragiudiziali, si pone il rischio che acconsenta richieste di immunità da parte di criminali di alto rango in tutto il mondo.

L.D.

La fondazione al-Qard al-Hassan, braccio finanziario ed economico di Hezbollah in Libano, è stata recentemente esposta a una violazione dei conti correnti nelle sue filiali. L’attacco all’istituzione arriva nel bel mezzo di una guerra informatica tra Iran e Israele, anche se gli osservatori ritengono che dietro questa penetrazione potrebbe non esserci necessariamente la mano del Mossad, dal momento che i danni causati sono di lieve entità. Secondo le notizie in circolazione, gli hacker avrebbero fatto trapelare nomi di mutuatari e depositanti nelle filiali della società, oltre ai dettagli relativi al valore dei prestiti, al tasso di rimborso e alle informazioni sul bilancio dell’istituzione. Una fonte anonima ha invece riferito ad al-Arab che la violazione è stata limitata, con alcun rischio per i depositanti e mutuatari, dal momento l’infiltrazione è avvenuta su una rete esterna, mentre i conti si trovano su reti interne chiuse a cui impossibile accedere. Inaugurata negli anni ‘80 come associazione di beneficenza, al-Qard al-Hassan è una delle istituzioni finanziarie più importanti di Hezbollah, non soggetta alla legge finanziaria e creditizia del Libano e non ha rapporti con la Banca Centrale libanese. L’istituzione figura dal 2016 nell’elenco delle sanzioni statunitensi, ma è ancora operativa. Gli osservatori riferiscono che si sia trasformata negli ultimi anni in qualcosa di simile a una banca centrale parallela, diventando il primo centro finanziario per l’incubatore sciita.

L.D.

AMERICA

Nella giornata di venerdì tre giudici della Corte d’appello di Washington DC, negli Stati Uniti, ha respinto il rinvio fissato da giudice di un tribunale minore per l’esecuzione di Lisa Montgomery, l’unica donna nel braccio della morte di una prigione federale, dando luogo a procedere con la sentenza in questo stesso mese. L’esecuzione della Montgomery era stata programmata per l’8 dicembre, salvo il rinvio deciso da un giudice dopo che gli avvocati della donna avevano contratto il Covid-19. Il 23 novembre, Michael Carvajal, direttore del Federal Bureau of Prisons, l’agenzia che gestisce le carceri e le esecuzioni federali, aveva ripristinato l’esecuzione della Montgomery per il 12 gennaio. Il provvedimento emesso venerdì ha stabilito che Carvajal avrebbe agito in conformità al regolamento in vigore: dal momento che la data prevista in principio era stata revocata, bisognava indicarne daccapo una. Stando a quanto riferisce la CNN, l’avvocatessa di Montgomery, Meaghan VerGow, ha dichiarato di non essere d’accordo con i giudici, pertanto presenterà una petizione affinché riconsiderino la decisione. I giudici hanno concesso a VerGow fino a sabato per depositare l’istanza. L’avvocatessa ha inoltre chiesto al presidente Donald Trump di commutare la condanna di Montgomery in ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. La donna è stata condannata alla pena capitale nel 2007 per un delitto atroce compiuto nel 2004, nel Missouri: strangolò una ragazza di 24 anni incinta di otto mesi ed estrasse il feto dal suo corpo, per farlo poi passare come suo alla sua famiglia. La Montgomery diventerebbe la prima detenuta in un carcere federale ad essere giustiziata in quasi 70 anni. L’ultima donna giustiziata dal governo è stata Bonnie Brown Heady nel 1953, secondo i registri del Federal Bureau of Prisons, per rapimento e omicidio. Nello stesso anno gli Stati Uniti giustiziarono anche Ethel Rosenberg accusata di spionaggio. L’esecuzione avrà luogo all’indomani dell’insediamento del presidente eletto Joe Biden, il quale si è impegnato per abolire la pena di morte federale.

L.D.

In Brasile, il presidente Jair Bolsonaro ha assicurato martedì che il Paese “è in fallimento” e che “non può fare nulla”, riporta il Jornal Nacional. Il presidente ha rilasciato le dichiarazioni dialogando con i suoi sostenitori fuori dal Palazzo Alvorada, sua residenza ufficiale, e sono state trasmesse da un sito bolsonarista. Ha anche assicurato che il Covid-19, che ha definito uno dei principali fattori dell’attuale situazione economica del Paese sudamericano, è stato “promosso dai media”, che ha accusato in numerose occasioni di contribuire a generare un’atmosfera di panico per quanto riguarda la gravità della pandemia. “Volevo cambiare il regime dell’imposta sul reddito. C’è questo virus, alimentato dai media, media che non hanno carattere. Fanno un lavoro incessante affinché rispondiamo ai loro interessi”, ha espresso. Secondo i media locali Folha, il presidente ha promesso in un discorso di cambiare il regime della suddetta tassa, ma la sua amministrazione non ha mai portato avanti l’iniziativa. La riluttanza a continuare con le spese fiscali arriva in un momento in cui gran parte del mondo sta affrontando un’ondata virulenta di infezioni, in gran parte a causa della comparsa di un nuovo ceppo più contagioso identificato per la prima volta in Gran Bretagna. Lo Stato di San Paolo, infatti, ha confermato lunedì i primi due casi di questa natura nel Paese. Inoltre, il Paese non ha ancora iniziato a vaccinare la sua popolazione contro la malattia e il governo non ha annunciato la data in cui inizierà ad attuare il piano.

A.C.

Lo scorso martedì, in Venezuela, il chavismo ha preso il controllo del potere statale dopo le elezioni del 6 dicembre in cui ha prevalso, quasi senza concorrenza, scrive il BBC News.

Il Legislativo è stato l’unico potere in mano all’opposizione che però considera fraudolente le elezioni del mese scorso e quindi dà continuità al mandato quinquennale che scade martedì.

Questo, secondo gli analisti, rappresenta un consolidamento del potere della cosiddetta rivoluzione bolivariana nel Paese sudamericano e sfida la strategia guidata da Juan Guaidó per sconfiggere il governo di Nicolás Maduro. Guaidó è stato proclamato presidente ad interim del Paese nel gennaio 2019 in virtù del suo ruolo di leader del parlamento e ha ricevuto il sostegno di oltre 50 Paesi nel mondo. Inoltre, sebbene la scadenza del suo mandato e il fatto che non abbia raggiunto i suoi obiettivi gli abbiano tolto forza e influenza, la sua leadership non è finita, così affermano gli analisti. Guaidó assicura che l’Assemblea nazionale che presiede “non si fermerà fino a quando non vedremo libere elezioni in Venezuela”.

In questa nuova fase, tuttavia, Guaidó non avrà il sostegno di tutti i deputati dell’opposizione che facevano parte dell’Assemblea nazionale del 2015 poiché almeno due dozzine di loro hanno ritirato il loro sostegno.

A.C.

Lo scorso lunedì, in Cile,  è stato introdotto un programma speciale in merito alle ferie che consiste nella richiesta di permessi speciali per andare in vacanza, scrive Infobae. Tuttavia, a poche ore dall’inizio del processo, le autorità sanitarie valutano di modificare drasticamente la libertà di movimento a causa dell’elevata mobilità accompagnata da un forte aumento dei contagi nelle ultime ore. Solo nella regione di Antofagasta, situata a 1.330 chilometri a nord della capitale, negli ultimi 7 giorni è stato segnalato un aumento del 53% dei contagi, che lascia la città tra i tre comuni con i casi più attivi nel Paese. Inoltre, l’occupazione dei letti critici dell’Ospedale Regionale ha raggiunto il 100% questo lunedì e il 95% in città. La regione di Antofagasta è la stessa che ospita i principali centri turistici del Cile.

Sebbene il responsabile delle ispezioni sanitarie avverta che il permesso stesso non sarà revocato, ha affermato che è molto probabile che il provvedimento subirà modifiche per renderlo più restrittivo. “Così come le libertà sono date se la situazione sanitaria lo consente, se la situazione sanitaria peggiora, si torna indietro perché la decisione necessaria sarà presa per proteggere la salute e la vita delle persone ” ha assicurato.

Nelle ultime ore, inoltre, il segretario regionale della Salute di Biobío, nel sud del Cile, ha avviato un riepilogo sanitario nei confronti di un campeggio nel comune di Lota, che ospitava sabato pomeriggio circa 700 persone essendo, a sua volta, chiuso. Secondo le informazioni fornite dal comune, al campeggio Hidroeléctrica Chivilingo c’erano 470 adulti nei registri, tuttavia all’interno c’erano più di 700 persone assembrate che non rispettavano le misure sanitarie.

Secondo il bilancio, a partire da questo martedì alle 9 del mattino, più di 45mila permessi di ferie sono stati consegnati attraverso la Stazione di Polizia Virtuale. “Ci auguriamo che questo permesso venga adottato e applicato nel modo in cui è stato stabilito”, ha aggiunto.

A.C.

In Bolivia, almeno 4 decessi, diverse persone ferite e altre 6 sono disperse a seguito di una violenta tempesta di grandine che lo scorso lunedì ha colpito la città di Sucre, capitale costituzionale della Bolivia, dove si sono registrati anche danni materiali, riporta il DW. La pioggia è durata circa un’ora e mezza ed ha trasformato diverse strade in veri e propri fiumi. L’acqua arrivava fino a 1,5 metri di altezza e trascinava tutto ciò che trovava sul suo percorso. Due dei deceduti erano mercanti che si trovavano sull’autostrada quando ha iniziato a piovere e sono stati trascinati dall’acqua, mentre un terzo è un uomo che ha perso l’equilibrio a causa della forza del flusso ed è deceduto “a causa dell’immersione e dell’ipotermia”. I feriti sono stati assistiti dalla Polizia e dai Vigili del fuoco, la maggior parte con ipotermia, ma senza ferite gravi. Diverse motociclette e bancarelle sono state spazzate via dall’acqua e anche alcune auto hanno colpito le case. I funzionari comunali hanno continuato a lavorare di notte per rimuovere la grandine, i detriti e l’immondizia lasciati dalla tempesta al suo passaggio in città, oltre a partecipare ad altre emergenze derivate dall’evento, che ha interessato soprattutto la zona del Mercado Campesino. Il direttore del dipartimento del Servizio Nazionale di Meteorologia e Idrologia (Senamhi), Franz Delgadillo, ha riferito al quotidiano Correo de Sur che un acquazzone simile non si era verificato dal 1997 in città.

A.C.

ASIA

La Cina è un Paese molto ottimista, almeno così sembrerebbe in base a quanto riportato dal Chinadaily il 3 gennaio. Durante quest’anno infatti, il Paese spera di poter vivere una ripresa economica e raggiungere uno sviluppo più stabile, d’altronde nella terra cinese sono presenti importanti opportunità strategiche di crescita. Per promuovere un nuovo sistema di sviluppo la Cina lavorerà principalmente sul miglioramento delle aree che coinvolgono l’innovazione sci-tech, catene industriali, catene di approvvigionamento e sicurezza del grano. Nel 2021 il Paese s’impegnerà per migliorare la gestione della domanda sfruttando il potenziale di nuovi modelli di consumo per espandere ulteriormente la domanda interna. Inoltre, aumenterà gli investimenti e implementerà ulteriori strategie di sviluppo le quali includono lo sviluppo regionale coordinato e l’urbanizzazione incentrata sulle persone. Per il Paese asiatico è dunque importante promuovere lo sviluppo verde e garantire il benessere delle persone nonostante le sfide imminenti, quali per esempio la diffusione globale del virus e le incertezze legate all’ambiente esterno. Per garantire che l’economia cinese funzioni il Paese continuerà ad attuare politiche fiscali proattive e politiche monetarie molto prudenti, le quali inizieranno ad essere applicate nell’ano corrente. Nel terzo trimestre del 2020 il PIL cinese è cresciuto del 4,9% su base annua dopo una crescita del 3,2% avvenuta nel secondo trimestre e un calo del 6,8% avvenuto nel primo trimestre.

Cambiando argomento, in base a quanto emerso dall’articolo dello stesso giornale Chinadaily sembrerebbe invece che Pechino, grazie all’immunizzazione di massa che ha avviato venerdì scorso, è riuscito a vaccinare 73.537 cittadini e fino ad ora non si sono verificate reazioni avverse gravi. A partire da venerdì, 220 centri dedicati ai servizi medici della città sono diventati punti di vaccinazione, tuttavia questi non accettano prenotazioni individuali. I primi vaccini saranno somministrati a coloro che si occupano di prodotti importati o che lavorano nei porti di ingresso o nei settori del trasporto nazionale e internazionale. Saranno vaccinate anche le persone che dovranno andare all’estero per lavoro o per motivi personali, operatori sanitari e dipendenti del dipartimento governativo. Nonostante il vaccino dia una maggiore protezione, il viceresponsabile del Centro della prevenzione delle malattie di Pechino Pang Xinghuo ha comunque ribadito che coloro che hanno ricevuto il vaccino devono seguire le misure di controllo e prevenzione Covid-19, quali distanza sociale di un metro e uso della mascherina.

AB

OCEANIA

In base a quanto riportato dal giornale THE AGE l’Australia occidentale si sta ponendo una nuova domanda, ovvero se dovrebbe ridurre il controllo delle prescrizioni medicinali di Cannabis. A tal proposito, è stato accolto l’appello per la riduzione della burocrazia sulla prescrizione di cannabis medicinale che contiene THC. Il fine è quello di portare la WA (Western Australia) in linea con gli Stati orientali. Alla fine dell’anno scorso, il ministro della Salute Roger Cook ha annunciato che la cannabis medicinale sarebbe stata prescritta anche dai medici di base e non solo dagli specialisti, a meno che non si fosse trattato di bambini o persone a rischio di dipendenza. Secondo i medici curanti, l’olio di cannabis CBD, il quale non contiene THC (ossia il componente psicoattivo che crea l’alterazione), non ha bisogno dell’approvazione dello Stato mentre tutte le altre cannabis medicinali, le quali possono contenere vari livelli di THC, sì. Pertanto, ogni prescrizione deve ottenere l’approvazione della Therapeutic Goods Administration. Nell’ultimo anno la TGA ha approvato più di 80.000 domande. La clinica di Subiaco del farmacista David Cooper stava assistendo a pazienti che soffrivano di ansia cronica, insonnia e dolore i quali per cercare cannabis medicinale che contenesse THC si recavano al mercato nero o negli Stati orientali. Cooper crede infatti che ci sia un enorme mercato nero il quale prevede la vendita di olio di cannabis prontamente disponibile e acquistabile in poche ore. Per ridurre il ricorso a questi mercati, il signor Cooper ha richiesto l’autorizzazione per la composizione di oli unici di cannabis creati con ingredienti grezzi che vanno da zero a 30 milligrammi di THC, che è il massimo livello consentito. Il dottor Cooper è diventato il primo in Australia a supportare i trattamenti con cannabis terapeutica, tuttavia la sua offerta di mescolare ingredienti grezzi è stata respinta in quanto sarebbe stata creata una sostanza proibita. Il farmacista ha replicato dicendo che la WA non era al passo con il resto dell’Australia dato che neanche il Queensland aveva le stesse barriere perché prescriveva facilmente oli a base di THC a un volume quasi 10 volte superiore a quello dell’Australia. “La politica dell’Australia occidentale è troppo pesante, la trattano come un oppiaceo e semplicemente non lo è”, ha detto Cooper in diretta. Il presidente dell’Australian Medical Association Andrew Miller ha respinto la provocazione del signor Cooper dicendo: “Il THC non è stato dimostrato in nessuno studio clinico come un farmaco particolarmente utile. La cannabis su prescrizione non sostituisce il mercato nero e non è mai stata concepito per esserlo”.

A.B.

Rassegna stampa a cura di:
Alessandra Semeraro (responsabile inglese, cinese, portoghese, arabo)
Alissa Bianconi & Livio D’Alessio (lingua inglese)
Alissa Bianconi (lingua cinese)
Angelica Chimienti (lingua portoghese)
Livio D’Alessio & Sabrina Blasi (lingua araba)
Veronica Battista (responsabile spagnolo, tedesco, francese, russo)
Angelica Chimienti (lingua spagnola)
Chiara Andreucci (lingua francese)
Antonella Petrone (lingua tedesca)
Simona Piergiacomo (lingua russa)
Claudia Lorenti (coordinatrice del progetto)

#ATUTTOMONDO

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La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Continuano i tortuosi negoziati riguardo il livello di accesso alle acque britanniche per i pescherecci UE. Nel frattempo, oltreoceano negli States, da un sondaggio pubblico emerge che più di un quarto dei cittadini americani non si vaccinerebbe contro il Covid-19. Grande orgoglio, invece, per il Madagascar: la ricercatrice Zara Randriamanakoto firma la sua nuova invenzione, il radiotelescopio più grande al mondo.

EUROPA

Dalla Spagna, in base a quanto riportato da El Pais, arriva il 15 dicembre la conferma della crescita dei contagi da coronavirus che tocca quota 200 ogni 100.000 abitanti. Le Baleari e le Canarie risultano fortemente colpite dall’aumento dei casi e annunciano, già da lunedì, un aumento delle restrizioni. Secondo lo studio dell’Instituto de Salud Carlos III, si legge su El Pais, almeno 1 spagnolo su 10 avrebbe contratto il virus durante questa seconda ondata, infatti lo studio di siero prevalenza riportato su Rtve conferma che circa il 10% della popolazione spagnola sarebbe stato contagiato. Intere province come Madrid, Cuenca e Soria mostrano una prevalenza di positivi di più del 18%. Intanto, Casado, leader del PP, mette in dubbio l’effettiva realizzazione del piano di vaccinazione del Governo spagnolo e accusa il presidente Sanchez di non affrontare con sincerità la pandemia. Al Congreso de Diputados, scrive El Pais, Casado avrebbe chiesto al presidente di “metterci la faccia” come la cancelliera tedesca Angela Merkel e di mostrare onestà al popolo spagnolo. Con l’arrivo del Natale aumentano le preoccupazioni per la possibile terza ondata e il presidente Sanchez dichiara, secondo quanto si legge su El Pais e El Mundo, che aumenterà le restrizioni nel Paese in vista delle festività. Il coronavirus, però, non soltanto ha avuto conseguenze economiche, bensì, sottolinea EL Pais, ha segnato profondamente e in maniera estremamente negativa un’intera generazione di giovani, già penalizzati dalla crisi precedente. Le conseguenze più immediate sono state una diffusa perdita di impiego e una precarietà, tanto economica, quanto psicologica. El Pais, sul fronte politico riporta l’intento del PSOE e Unidas Podemos di sottoporre al Congreso, durante l’ultimo mese dell’anno, una serie di disegni di legge in campo sociale per riuscire a confermare la maggioranza rispetto al Partido Popular. Le leggi riguardano tematiche delicate quali l’eutanasia, l’educazione, la protezione dell’infanzia e i cambiamenti climatici, oltre al rinforzamento del Poder Judicial.

A.C.

Il protagonista della une di LeMonde continua a essere il Covid-19. In Francia la seconda ondata sta mettendo a dura prova gli ospedali e il personale sanitario, in particolare l’ospedale Bichat, situato nel XVIII arrondissement di Parigi, è in grave difficoltà.

Sono le 11 del mattino e la stanza di Colette è illuminata da una luce invernale sottile e dall’abbraccio del Sacré-coeur che si affaccia alla finestra. Colette vorrebbe fare la sua solita passeggiata in cortile insieme a Julie Pacharro, fisioterapista del reparto di geriatria ma, purtroppo, la mattina del 13 dicembre 2020 non riesce a far altro che sussurrare agli operatori sanitari «Dodo, dodo» (“voglio fare la nanna”). Come Colette, molti pazienti anziani, positivi al Covid, fanno fatica a rimettersi anche in assenza di problemi respiratori: “Sono completamentescarichi nel loro letto, è impressionante”, afferma Agathe Raynaud-Simon, responsabile del reparto.

Spostando l’attenzione verso un’altra grande battaglia, la Francia continua a combattere in prima linea il cambiamento climatico. Nonostante, infatti, siano passati cinque anni dalla COP21, i progressi raggiunti sembrano insufficienti e lo scenario futuristico presentato nella riunione virtuale, tenutasi il 12 dicembre scorso e citata da LeFigaro, appare catastrofico. Malgrado le previsioni distopiche, il Regno Unito, l’UE, la Cina e il Pakistan riaffermano l’impegno e la volontà di intensificare i loro sforzi al fine di garantire lo sviluppo sostenibile.

Nondimeno, il quotidiano francese ci tiene a sottolineare che bisogna fare i conti anche con la crisi economica.

Al grido «si je paye, je coule» (“se pago, fallisco”), Frédéric Bedin, Jean-Bernard Falco e Nicolas Bergerault chiedono aiuto e sostegno al governo per rilanciare le proprie attività. Questa richiesta è stata portata avanti dai tre imprenditori che hanno evidenziato l’ottimo andamento dello scorso anno, gli affari infatti andavano a gonfie vele prima della pandemia raggiungendo persino un fatturato di 300 milioni di euro.

A.B.

Dopo mesi di tortuosi negoziati e a sole tre settimane dal termine del periodo di transizione, restano due questioni a dominare i colloqui tra UE e Regno Unito. Si tratta del futuro livello di accesso alle acque britanniche concesso ai pescherecci dell’UE e, più significativamente, la clausola anti-diluizione per garantire che gli standard normativi non divergano a tal punto da lasciare nel lungo periodo le imprese britanniche o europee a un significativo svantaggio competitivo sul mercato.  Mentre a Bruxelles la questione sull’accesso alla pesca non è vista come un rompicapo, a Londra il sentimento non è contraccambiato. In entrambi i casi, la sensibilità politica al problema, con industrie della pesca da soddisfare per entrambe le parti, rende difficile approdare a un accordo. Londra propone di discutere ogni anno con Bruxelles le quote riservate ai pescherecci degli Stati UE entro 200 miglia marine di zona economica esclusiva. Ciò significa che le quote sarebbero fissate in base alla percentuale di pesce all’interno della zona economica esclusiva di ciascuna parte. Si sostiene che questo sistema sarebbe più equo e più scientifico. È già utilizzato dall’UE nei colloqui annuali per la fissazione delle quote con la Norvegia. Il Regno Unito possiede stock prioritari su cui prevede un aumento delle catture e vuole che l’area da sei a 12 miglia intorno alle sue coste sia utilizzata esclusivamente dai pescherecci britannici. L’UE cerca di resistere in quanto questo tipo di negoziato non offrirebbe sicurezza agli Stati costieri. Vorrebbe inoltre mantenere i guadagni di Londra intorno al 15-18% del pesce catturato da barche comunitarie in acque britanniche, rispetto al 60% richiesto dal Regno Unito. Le divergenze riguardano gli standard ambientali, lavorativi e sociali, che vanno dagli obiettivi di riduzione delle emissioni alle normative in materia di salute e sicurezza oltre agli standard alimentari, che potrebbero lasciare le aziende di una delle parti con una base di costo inferiore nel momento in cui si immetteranno sul mercato europeo. Questo, mentre l’UE sta cercando un meccanismo per garantire che le imprese europee non siano svantaggiate dal punto di vista economico qualora la Gran Bretagna non si faccia avanti. Si sostiene che col passare del tempo gli standard minimi protetti dalla non regressione diventeranno obsoleti. Inizialmente l’UE proponeva che, laddove una parte non fosse riuscita a migliorare i propri standard, l’altra avrebbe dovuto essere in grado di applicare automaticamente le tariffe per correggere le ragioni di scambio. Bruxelles ora sostiene invece che dovrebbe essere possibile per entrambe le parti proporre una revisione degli standard minimi comuni quando sarà il momento. Il Regno Unito ha alcuni problemi con questo approccio. Vuole sapere quale sarà il criterio per giudicare se una parte sia in svantaggio competitivo, come verranno fissati i nuovi standard minimi, oltre a pretendere che le tariffe vengano applicate solo nelle aree di commercio in cui sia possibile dimostrare che eventuali distorsioni siano da ricondursi a divergenze normative, anziché trasversali rispetto a tutti i settori dell’economia. Secondo il Guardian, il capo negoziatore del Regno Unito, David Frost, sostiene che la paura di contromisure potrebbe portare la Gran Bretagna a essere trascinata nell’orbita dell’UE. I funzionari di Bruxelles sospettano che ci sia un’altra motivazione dietro lo scetticismo del Regno Unito: un futuro governo laburista potrebbe accettare di migliorare gli standard che una futura amministrazione conservatrice sarebbe incapace di rimuovere.

L.D.

Protagonista indiscusso di questi giorni è il coronavirus e questa volta il triste primato per numero di decessi spetta alla Germania. Come riferisce il giornale Zeit, che riporta i numeri forniti dal Robert Koch Institut (RKI), sale a oltre 590 il numero dei decessi da coronavirus in un solo giorno registrando così un nuovo record, il più alto dall’inizio della pandemia. Tra i vari Länder è la Baviera a detenere il primato di vittime con 140 decessi, seguita dalla Renania e dal Baden Württemberg.

Nell’attuale panorama una speranza viene fornita dalla società biofarmaceutica Farmycon, come riporta Tagesschau, che intende immettere sul mercato un nuovo farmaco che, sfruttando il principio degli anticorpi, sarà efficace nella lotta contro il coronavirus. Ciononostante, lo stato federale tedesco non può permettersi di abbassare la guardia in vista delle festività natalizie.

Sono in fase di progettazione nuovi inasprimenti delle misure e ulteriori restrizioni per limitare gli spostamenti e gli assembramenti, secondo quanto riportato dallo Spiegel. Infatti, il numero crescente di contagi ha spinto la Cancelliera Merkel ad invocare misure più restrittive.

Nella conferenza telefonica di domenica con i vari governatori dei Länder la Cancelliera ha dunque rivolto un accorato appello, quasi implorando gli stessi ad adottare un lockdown più severo, come riporta il Tagesschau. Secondo la Cancelliera Merkel le misure di lockdown blando, già in vigore dal 2 novembre, non si sarebbero rivelate sufficienti a contenere i contagi e numeri così drammatici aprono la strada ad un lockdown più severo, a partire da mercoledì 16 dicembre fino a domenica 10 gennaio 2021.  Secondo quanto riportato dalla Deutsche Welle, chiuderanno tutte le attività ritenute non essenziali ad eccezione di ospedali, supermercati e farmacie. Alle categorie che hanno abbassato le serrande già da novembre, si uniranno anche tutti i negozi e centri commerciali e vengono anticipate al 16 dicembre le vacanze natalizie per le scuole.

Si apprende dalla lettura del giornale tedesco die Zeit che si sono registrate lamentele e cori di protesta in risposta alle nuove misure introdotte dal governo, infatti estremisti e neonazisti hanno manifestato con minacce e insulti e hanno successivamente preso d’assalto il Reichstag a Berlino accusando il governo di voler limitare la libertà delle persone e la stampa di connivenza e di propaganda favorevole al governo, mentre le restrizioni sono condivise e rispettate dalla maggior parte della popolazione.

Le immagini pubblicate dal giornale Die Welt mostrano però file di persone davanti ai negozi che approfittano degli ultimi giorni prima del lockdown per fare gli acquisti di Natale e sovraffollamenti nelle strade. Per questo si auspica che la campagna di vaccinazione approvata e prevista a partire dal 29 dicembre, secondo quanto si apprende dal giornale Süddeutsche- Zeitung, riporti presto alla normalità dei rapporti sociali.           

 A.P.

Nella Federazione Russa il giorno 10 dicembre circa 20.000 moscoviti si sono iscritti alla vaccinazione contro il Covid-19 e più di 6.000 sono già stati vaccinati, secondo quanto riportato da Mskagency.ru riprendendo le parole del sindaco della capitale russa Sobjanin. L’intero sistema di vaccinazione funziona bene, tant’è che le autorità di Mosca non prevedono di introdurre ulteriori restrizioni e sanzioni durante le vacanze di Capodanno, scrive Mskagency.ru, ma ovviamente non verranno organizzati eventi di massa. Inoltre, da lunedì 14 dicembre la registrazione per la vaccinazione è stata messa a disposizione di altri gruppi a rischio a causa del proprio lavoro: si tratta di lavoratori del commercio, di centri di servizi pubblici e di istituzioni culturali, secondo quanto riporta Iz.ru, che sono a contatto con milioni di cittadini. Il capo del Centro Gamaleja Aleksander Gincburg ha affermato che il vaccino Sputnik V sarà in grado di proteggere il corpo dall’infezione da coronavirus per 2 anni, riporta Russian.rt.

Per quanto riguarda la distribuzione del vaccino russo nelle altre regioni russe e nel mondo, il primo ministro Mišustin ha detto che i primi lotti del vaccino Sputnik V sono stati inviati nelle altre regioni della Federazione Russa, secondo quanto riporta Regnum.ru e anche il secondo vaccino EpiVacCorona è entrato nella circolazione civile, così ha riferito il capo del Rospotrebnadzor Anna Popova a un corrispondente di Regnum.ru. Il Centro Vector ha già prodotto 50.000 dosi del secondo vaccino russo e 7.800 dosi sono state introdotte nella circolazione e consegnate a 5 regioni, scrive Ria.ru mentre il secondo vaccino russo è ufficialmente entrato in una nuova fase di test, i cui risultati verranno annunciati a gennaio. Nel frattempo, l’Argentina ha firmato un contratto con la Russia per la fornitura del vaccino Sputnik V (circa 300.000 dosi entro fine anno) e prevede di vaccinare 10 milioni di persone tra gennaio e febbraio, secondo quanto riporta Ria.ru. Continuano a essere riportati giornalmente i casi di coronavirus: l’11 dicembre sono stati riportati 28.585 casi nel Paese, il dato più alto della settimana. Il 15 dicembre, i dati riportano un totale di più di 2,7 milioni di casi, secondo il sito Stopcoronavirus.rf ma fortunatamente durante il corso della settimana il numero di casi è diminuito. San Pietroburgo detiene un record per il ricovero settimanale di persone infette da coronavirus e di conseguenza il carico sugli ospedali pietroburghesi è estremo, scrive Vesti.ru. Il presidente del comitato sanitario cittadino Dmitrij Lisovec ha annunciato un aumento significativo del numero di ricoveri nell’ultima settimana, tanto che l’addetto stampa del Cremlino Dmitrij Peskov ha annunciato una situazione grave a San Pietroburgo, scrive Russian.rt. Secondo la fonte Gazeta.ru, dal 7 al 13 dicembre 5.785 persone sono state ricoverate, si tratta del dato più alto dall’inizio della pandemia. Sono state introdotte misure molto restrittive, come il divieto alle imprese di ristorazione di servire i clienti durante le vacanze invernali e la chiusura di musei e teatri. Nel frattempo, come riporta Pravda.ru, sono iniziate le vaccinazioni volontarie per i medici e gli insegnanti della città: entro fine dicembre saranno consegnate più di 4,6 mila dosi di vaccino Sputnik V.

In relazione alle questioni economiche del Paese, il servizio stampa del Cremlino ha riferito che il 9 dicembre si è tenuta una riunione tramite videoconferenza durante la quale il presidente Putin ha chiesto di risolvere la questione dei prezzi del cibo nel più breve tempo possibile, in modo da fermare l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, spiega Gazeta.ru. Il presidente ha ribadito che l’aumento dei prezzi non è correlato alla pandemia in corso e non è giustificabile in alcun modo. Secondo un articolo di Zona.media, il presidente si è rivolto al capo del Ministero dello Sviluppo Economico Rešetnikov criticandolo per questo aumento dei prezzi, poiché tali “esperimenti” sono inaccettabili davanti al calo dei redditi della popolazione. Entro lunedì 14 dicembre ministeri e dipartimenti hanno dovuto preparare i documenti necessari alla riduzione dei prezzi dei prodotti alimentari, secondo quanto richiesto dal Primo Ministro russo Mišustin, scrive Rbc.ru. Il 15 dicembre Mišustin ha così firmato una serie di documenti per stabilizzare i prezzi dei prodotti alimentari, riporta Gazeta.ru: uno dei documenti riguarda degli accordi speciali con produttori alimentari e catene di vendita al dettaglio. Tali accordi aiuteranno a ridurre e mantenere a un livello normale i prezzi dei beni più popolari.

Per quanto riguarda i rapporti tra Russia e Stati Uniti, il presidente Putin si è “finalmente” congratulato con Joe Biden per aver vinto le elezioni presidenziali statunitensi tramite telegramma, secondo il sito web del Cremlino. Il presidente ha espresso la sua convinzione che attraverso gli sforzi congiunti tra Mosca e Washington si potrebbero risolvere molti problemi e sfide a livello mondiale, poiché una collaborazione tra Russia e Stati Uniti soddisferebbe l’intera comunità internazionale. Ciò è successo il 15 dicembre, poiché il 14 i membri del collegio elettorale hanno votato per Biden: il collegio elettorale prende la decisione finale su chi diventerà il nuovo presidente degli Stati Uniti, per questo Putin si era astenuto dal congratularsi con Biden, volendo appunto aspettare il completamento della procedura statunitense, spiega Rbc.ru.

Per quanto riguarda la situazione con l’Ucraina, l’ex Paese sovietico si è preparato per l’attuazione di uno scenario militare per risolvere il conflitto in Donbass, secondo quanto riporta Pravda.ru. L’Ucraina non dovrebbe nemmeno pensare a una soluzione militare alla questione del Donbass, sia perché le sue aspirazioni non sono sostenute dai Paesi europei, sia perché Putin ha spiegato che tali azioni porterebbero conseguenze molto gravi all’ex Paese sovietico.

S.P.

AFRICA

Il Madagascar punta in alto, alle stelle. Il 15 dicembre 2020, la ricercatrice Zara Randriamanakoto, originaria del Madagascar, firma la sua nuova invenzione: il radiotelescopio più grande al mondo. Come sottolinea Christelle Marot (jeuneafrique.com), la dottoressa in scienze astrofisiche non ha ancora avverato il suo sogno di poter continuare la ricerca in Madagascar affinché tutte le giovani donne possano esserne ispirate.

Il sogno della giovane donna sembra però infrangersi quando si continua a leggere di episodi razzisti, per esempio nello sport. Secondo Alexis Billebault di jeuneAfrique, il match del 12 dicembre entrerà nella storia. La partita che ha visto scendere in campo il PSG e il Basaksehir ha fatto da cornice alle ire dell’attaccante Webo, quando il quarto uomo romeno ha usato il termine “negru” (nero in italiano) per riferirsi al viceallenatore dei turchi. Così l’allenatore del Basaksehir ha deciso di sospendere la partita. «Le mal est ancien» e, ancora una volta, si rende manifesta la volontà di sconfiggere una piaga secolare: il razzismo.

A.B.

Giovedì, Donald Trump ha annunciato la normalizzazione delle relazioni tra Marocco e Israele. Con questo accordo, il Marocco diventa il quarto Paese arabo a mettere da parte l’ostilità con Tel Aviv negli ultimi mesi, dopo EAU, Bahrein e Sudan. Stabilirà piene relazioni diplomatiche con la controparte e consentirà sorvoli aerei e voli di linea da e verso Israele per tutti i suoi cittadini. Il monarca marocchino ha affermato che il Regno è determinato a salvaguardare l’impegno permanente alla difesa della causa palestinese e alla costruzione della pace in Medio Oriente. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto con favore l’accordo, descrivendolo come “un altro grande segnale per la conciliazione”. Come parte dell’intesa, Trump ha anche annunciato di riconoscere la sovranità di Rabat sul territorio del Sahara occidentale, teatro di un conflitto pluridecennale tra il Marocco e il Fronte Polisario, un movimento separatista, sostenuto dall’Algeria, che cerca di insediare sul territorio uno Stato indipendente. Da parte sua, il Fronte Polisario deplora profondamente la decisione di riconoscere la sovranità del Marocco sulla regione. In commento alla svolta nei rapporti, il rappresentante del movimento in Europa ha parlato di “un evento singolare ma non sorprendente”, aggiungendo che ciò non pregiudicherà il diritto del popolo Saharawi all’autodeterminazione. Le Nazioni Unite hanno ribadito che nonostante la decisione americana, la posizione del Segretario generale Guterres riguardo il Sahara occidentale non cambierà. Durante la conferenza stampa all’ordine del giorno, il portavoce Dujarric ha riferito dell’intenzioni di Guterres nel volere continuare a negoziare una soluzione sulla base delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza. La forza trainante dietro la conclusione di questi accordi, riferisce al-Quds al-Arabi è stata la volontà di costituire un fronte unito contro l’Iran al fine di contenerne l’influenza regionale.

L.D.

Secondo quanto riportato da al-Jazeera, il primo ministro sudanese Abdalla Hamdok ha annunciato il vertice dell’IGAD (Autorità intergovernativa per lo sviluppo), per risolvere la crisi nella regione del Tigre, in Etiopia, in seguito ai bombardamenti del 4 novembre che hanno dato vita a una crisi umanitaria, ucciso migliaia di persone e visto fuggire circa 50.000 etiopi. Il vertice, previsto ad Addis Abeba nella giornata di domenica, è stato concordato con la controparte etiope, Abiy Ahmed. In una nota su Twitter, il primo ministro sudanese ha sottolineato l’importanza di questa riunione di “emergenza” per discutere in modo produttivo su questioni politiche, umanitarie e di sicurezza di interesse comune al fine di garantire un futuro di pace, di stabilità e di prosperità per le due Nazioni e la regione. Un funzionario del governo sudanese ha dichiarato all’agenzia di stampa AFP che l’incontro tra Hamdok e Abiy è stato fruttuoso, soprattutto sulla riunione di emergenza dell’IGAD e sul rilancio di un comitato che lavorasse per delineare il confine condiviso.

V.D.I

Secondo quanto riportato da An-Nahar, gli Stati Uniti hanno ufficialmente ritirato il Sudan dalla lista degli Stati che sponsorizzano il terrorismo, in cui era incluso nel 1993. A confermare la notizia è l’ambasciata americana a Khartoum con una nota su Facebook, nella quale ha anche riportato che la decisione è stata presa dall’amministrazione americana lo scorso ottobre, in seguito alla scadenza del termine di presentazione delle relazioni congressuali di 45 giorni. La misura è stata pubblicata nel registro federale ed è entrata in vigore nella giornata di lunedì 14 dicembre.

V.D.I

Più in linea generale, parlando dell’Africa nella sua totalità in quanto continente, gli epidemiologi africani cominciano a interrogarsi sulla presunta data di arrivo dei vaccini contro il coronavirus nel proprio continente. Secondo quanto riportato da al-Jazeera, infatti, nella giornata di giovedì il direttore dei centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, John Nkengasong, si è pronunciato sulla questione mostrando preoccupazione per l’arrivo dei vaccini nei Paesi africani, affermando realisticamente che è improbabile che ciò accada prima della metà del 2021. A tal proposito, chiede una sessione straordinaria delle Nazioni Unite affinché venga garantita un’equa distribuzione dei vaccini, essendo un bene comune da garantire indipendentemente a tutti e non solo ai Paesi ricchi che si sono già assicurati un gran numero di dosi. Malgrado le numerose sfide infrastrutturali e logistiche (conservazione del vaccino) e i fattori in gioco (vincoli finanziari, investimenti necessari, vita quotidiana della popolazione), l’epidemiologa e direttrice esecutiva dell’African Population and Health Research Center, Catherine Kyobutungi, ha dichiarato che potrebbe volerci del tempo ma i vaccini arriveranno e spera che nel primo trimestre del 2022 una parte significativa della popolazione africana sarà stata vaccinata.

V.D.I

MEDIO ORIENTE

Lunedì, in Arabia Saudita, una petroliera della compagnia singaporiana Havnia è esplosa al largo del porto di Gedda, centro di distribuzione del colosso petrolifero saudita Aramco. La compagnia ha comunicato che una “causa esterna” avrebbe preso di mira la petroliera, dando luogo a un incendio avvenuto durante lo scalo della nave. L’equipaggio, tuttavia, è stato in grado di placare le fiamme senza riportare alcun ferito, pur non escludendo perdite di petrolio. Negli ultimi due anni, tra il Golfo e il Mar Rosso diverse petroliere sono state oggetto di attacchi misteriosi. L’Arabia Saudita con il placito degli Stati Uniti ha arrecato la responsabilità di questi eventi alle milizie Houthi, sostenute dall’Iran, il quale tuttavia nega qualsiasi ruolo negli attacchi. Attraverso Bab al-Mandab e il Golfo di Aden, il Mar Rosso rappresenta uno dei principali corridoi di trasporto per la sicurezza energetica e acquista una notevole vaglia geopolitica in presenza di isole dalla grande importanza strategica, tra cui Shedwan e Demira. Nel settembre 2019, gli attacchi agli impianti petroliferi Aramco, il più grande esportatore mondiale di greggio, hanno temporaneamente dimezzato la produzione del regno, provocando turbolenze nei mercati globali. Gli osservatori ritengono che il targeting della petroliera non sia privo di messaggi volti a fare pressione agli USA affinché recedano dall’intenzione di classificare il gruppo filoiraniano come organizzazione terroristica. L’amministrazione Trump aveva considerato l’idea di classificare la milizia come gruppo terroristico già nel 2018, salvo rinviare il piano in parte a causa di una serie di preoccupazioni tra cui la complessità nel fornire aiuti umanitari oltre alla messa a repentaglio degli sforzi per una soluzione pacifica alla crisi. Gli Houthi, che controllano le aree dello Yemen settentrionale al confine con l’Arabia Saudita, hanno intensificato i loro attacchi al Regno da quando Riyadh nel 2015 ha assunto la guida di una coalizione militare a sostegno del governo yemenita. Il quotidiano al-Arab ricorda che il conflitto ha dato luogo a quella che molti definiscono la più grave crisi umanitaria della storia recente, in cui circa l’80% della popolazione è diventata dipendente dagli aiuti umanitari.

L.D.

Fonti dalla Palestina hanno riferito che la visita del presidente Mahmoud Abbas a Doha mira a cercare il “sostegno del Qatar” di fronte alla crescente pressione araba (saudita-egiziana) per spingere il presidente palestinese a impegnarsi nel nuovo percorso di pace direttamente con Israele. Le fonti riferiscono che l’Egitto ha consigliato ad Abbas di essere più aperto verso i Paesi arabi che hanno scelto la nuova via della pace o che vi si stanno indirizzando, in quanto tale mossa darebbe un margine ai Paesi arabi per presentare positivamente la questione palestinese all’amministrazione Biden, riducendo la velocità di Israele sulla strada della normalizzazione. Abbas ha di recente scelto di scommettere su Qatar e Turchia e sul riavvicinamento con Hamas come reazione alla decisione dell’amministrazione Trump di passare alla fase degli accordi diretti tra Israele e Paesi arabi senza alcuna attesa per il progresso della pista israelo-palestinese, dopo che lo stesso Abbas ha rifiutato di assecondare Trump e gli sforzi della sua amministrazione per rilanciare la pace secondo una nuova visione. Il presidente Abbas vorrebbe che il Qatar svolga un ruolo di sostengo ai suoi sforzi con la nuova amministrazione statunitense, per collocare il dossier palestinese in cima alle priorità americane e, nonostante i suoi dubbi, continua a credere al discorso del Qatar secondo cui Doha sarà la più vicina a livello regionale all’amministrazione Biden. In una intervista con Al-Arab, Muhammad Masharqa, direttore del Progress Center for Policies di Londra, ha sottolineato come le variabili regionali e globali richiedano un’intensa attività che abbia a iniziare con la razionalizzazione dell’amministrazione politica palestinese mediante rapide elezioni legislative e presidenziali e con la promozione di nuove iniziative che contribuiscano a incoraggiare l’amministrazione Biden a dare la priorità al conflitto israelo-palestinese. Masharqa ha invitato il presidente Abbas a ripristinare le relazioni palestinesi con tutte le capitali arabe e ad essere dalla loro parte per dare nuovo slancio a soluzioni.

L.D.

AMERICA

In base a quanto riportato dal New York Times, il fatto che negli Stati Uniti sia iniziata una delle campagne di vaccinazione più ambiziose della storia non basterà a convincere tutto il popolo americano a sottoporsi al vaccino. Infatti, secondo il sondaggio pubblicato martedì scorso dalla Kaiser Family Foundation, più di un quarto degli americani afferma che non prenderà il vaccino contro il Coronavirus. In particolar modo, tra i più riluttanti a farsi vaccinare troviamo i repubblicani, la popolazione rurale e gli uomini di colore. La fondazione Kaiser ha pubblicato questo primo report sul “Covid-19 Vaccine Monitor” per esaminare in profondità le opinioni che il pubblico ha sviluppato nei confronti di queste vaccinazioni. Ovviamente, tali informazioni saranno essenziali per gli esperti di sanità pubblica, i quali stanno cercando di incoraggiare la vaccinazione. Attenendoci a queste dichiarazioni sembra che gli Stati Uniti, oltre a cercare di reprimere infezioni, ricoveri e decessi esplosivi, dovranno farsi carico anche di una seconda sfida: lo scetticismo, nonostante questo non sia stato del tutto imprevisto. Sempre in base a quanto riporta il New York Times, sembra che il presidente Trump voglia sfruttare la sua potenza per aiutare i produttori di farmaci a ottenere le materie prime di cui avrebbero bisogno per produrre decine di milioni di dosi extra del vaccino Pfizer, tutto entro la prima metà del prossimo anno. Se Trump riuscisse a raggiungere quest’ accordo riuscirebbe anche a porre rimedio alla carenza incombente di vaccini che la stessa amministrazione ha contribuito a creare non preordinando più dosi del vaccino Pfizer, il quale è stato sviluppato insieme al suo partner tedesco, BioNTech. Quest’estate la Pfizer ha comunque accettato di fornire agli Stati Uniti 100 milioni di dosi entro la fine di marzo, sufficienti però per inoculare solo 50 milioni di persone poiché il vaccino stesso richiede due richiami. Quindi, l’amministrazione americana ha chiesto di recente alla Pfizer di vendere il vaccino in dosi sufficienti per coprire altri 50 milioni di persone, tuttavia la richiesta non sembra essere andata a buon fine poiché la Pfizer ha affermato di aver già trovato clienti in tutto il mondo per le dosi che riuscirà a produrre fino alla metà del prossimo anno. Tuttavia, negli ultimi giorni, la società produttrice dei vaccini ha indicato che riuscirebbe a produrre più dosi se l’amministrazione americana ordinasse ai fornitori dell’azienda di dare la priorità alle loro richieste di acquisto. Ora le due parti stanno negoziando un contratto in base al quale Pfizer fornirebbe decine di milioni di dosi in più tra aprile e la fine di giugno.

Come ultimo argomento introduciamo ora i continui e presunti eventi razziali che sembrano verificarsi in America, spesso in maniera latente. In base a quanto riportato dal New York Times sembra che uno studente nero sia stato espulso da una scuola d’ élite. Tutto inizia quando il mese scorso la madre dello studente di colore che frequentava la scuola privata di Charlotte, nel North Caroline ha appreso che la classe di inglese del figlio avrebbe studiato la commedia “Fences” di August Wilson. L’opera letteraria esaminava il razzismo nell’America degli anni ’50 e nello specifico è un racconto costellato di insulti razziali fin dalla prima pagina. Consecutivamente alla scoperta Faith Fox, avvocato e madre single, è andata a lamentarsi con la scuola. La donna ha spiegato il suo rancore in un’intervista e ha affermato di aver immaginato la classe prevalentemente bianca di suo figlio alla Providence Day School che leggeva il dialogo ad alta voce. La sua principale preoccupazione era che i temi fossero troppo maturi per il gruppo e che avrebbero quindi potuto promuovere gli stereotipi sulle famiglie nere. Dopo un giro di e-mail e un incontro con la signora Fox, la scuola ha accettato una lezione alternativa per suo figlio, Jamel Van Rensalier, 14 anni. La scuola ha anche discusso le lamentele con i genitori di altri quattro studenti. Tuttavia, il disaccordo della signora Fox si è intensificato fino ad arrivare alla creazione di un gruppo Facebook di genitori, in seguito al quale la donna ha scritto una mail che i funzionari della scuola hanno interpretato come un attacco personale a un membro della facoltà. Così il giorno dopo il Ringraziamento la scuola ha informato la signora Fox che Jamel non avrebbe più frequentato l’unica scuola che avesse mai conosciuto, ossia la Providence. Sua madre l’ha definita un’espulsione mentre l’istituzione scolastica l’ha definita “una cessazione dell’iscrizione” che aveva a che fare con il genitore e non con lo studente. In ogni caso, quella che doveva essere una lezione letteraria sulla diversità e l’inclusione è in qualche modo costata a un quattordicenne nero il suo posto in una scuola superiore privata d’élite. Jamel, l’ex studente, aveva recentemente fatto parte della squadra di basket e in un’intervista aveva detto che sperava di diplomarsi come un leader del Providence Day. “Ero completamente distrutto”, ha affermato. Ora il ragazzo dovrà iniziare a frequentare la scuola pubblica a gennaio. In conclusione, sembra che quest’anno particolare, oltre ad aver causato una crisi economica, ne abbia causata anche una sociale, dal momento che molte istituzioni americane hanno dovuto affrontare il tema del razzismo, comprese le scuole. Per esempio, quando sono scoppiate le proteste in piazza dopo la morte di George Floyd, i giovani di tutto il Paese hanno utilizzato i social media per denunciare il razzismo nelle loro scuole e alla Providence Day School, mentre gli studenti neri condividevano storie di discriminazione e insensibilità su Instagram, la scuola stessa rilasciava dichiarazioni contro il razzismo.

A.B.

Da Cuba, arriva quella che EL Diario De Cuba definisce “una sorpresa per il presidente Biden”, una carovana di migranti cubani che tentano di arrivare in America del Nord. Secondo l’informativa de las Academias Nacionales de Ciencias de EEEUU, riporta El Diario De Cuba, le microonde ad alta frequenza sarebbero la causa di alcuni problemi di salute dei diplomatici di La Habana. Il Governo cubano, però, sembra rifiutare tale ipotesi sostenendo che si tratti di un fatto non dimostrato e altamente improbabile.

A.C

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Il Messico riconosce la vittoria elettorale di Joe Biden, il quale, si legge su El Pais, ha promesso di migliorare la vita dei migranti messicani negli Stati Uniti prima del compimento dei primi cento giorni di soggiorno nel Paese. In questo modo, scrive il presidente Obrador in una lettera a Biden, sarà possibile continuare a promuovere lo sviluppo e il benessere delle comunità del sud-est del Messico e dei Paesi del Centroamerica.

A.C.

In Argentina la Camera dei Deputati ha approvato un disegno di legge per legalizzare l’aborto gratuito e volontario, avvicinando il Paese all’adozione di una legislazione che gli attivisti per i diritti delle donne hanno cercato a lungo, scrive il BBC News.

Il progetto ha ottenuto 131 voti favorevoli e 117 contrari, dopo un dibattito durato 20 ore.

Nelle prossime settimane il disegno di legge dovrà essere sottoposto a votazione in Senato per la sua definitiva approvazione. Attualmente, la legge argentina consente l’aborto solo quando la gravidanza rappresenta un serio rischio per la salute della madre o in caso di stupro, mentre, con il progetto in corso, l’aborto volontario e gratuito sarebbe consentito fino alla quattordicesima settimana di gestazione. Nel 2018 anche la Camera dei deputati argentina ha approvato un disegno di legge simile per legalizzare l’aborto, ma il Senato lo ha respinto. Questa volta il progetto ha il sostegno esplicito del presidente del Paese, Alberto Fernández, poiché è stato lui stesso a presentarlo al Congresso di novembre. La Chiesa cattolica ha ribadito la sua opposizione all’aborto e ha chiesto ai politici argentini “un secondo per riflettere su cosa significhi il rispetto per la vita”. Al contrario, il ministro delle donne, dei generi e delle diversità, Elizabeth Gómez Alcorta, ha twittato dopo il voto: “Abbiamo scritto un nuovo capitolo della nostra storia”. Durante il dibattito e la votazione, i gruppi favorevoli e contrari al disegno di legge si sono riuniti davanti al palazzo dei congressi nella capitale, Buenos Aires. Le persone a favore dell’aborto indossavano il verde, il colore del loro movimento.

A.C.

Lo scorso lunedì nel sud del Cile si è aperto un cielo sereno e coperto che ha permesso a migliaia di persone di godersi l’eclissi solare, che per gli indigeni Mapuche potrebbe essere l’inizio di un nuovo ciclo o un cattivo presagio, scrive il DW. Questo fenomeno è percepito come un generatore di cambiamenti dovuti alla “morte temporanea del Sole” o “Lan antü”, nella lingua Mapuzungún. Sulla base di questa visione del mondo, i membri della comunità hanno vissuto il fenomeno con rispetto e alcuni si sono nascosti temendo cattivi segnali, ma tutti hanno condiviso la convinzione che si tratti di un messaggio di cambiamenti nella natura. Nella città di Finfin, anche a La Araucanía, molti mapuche si sono nascosti nelle loro case al momento dell’eclissi dopo aver pregato in modo che l’impatto negativo non fosse così forte. “Per noi il fatto di non vedere il Sole è negativo, ma simbolicamente questo significa un avvertimento su ciò che potrebbe accadere in futuro, per questo non dovremmo guardare l’eclissi”, ha spiegato Rosa Barbosa, guida spirituale del territorio dei Finfin, che è stata visitata durante la giornata dal direttore della National Indigenous Corporation (Conadi), Ignacio Malig.

A.C

Come riportato dal BBC News, in Venezuela, almeno 14 persone sono state trovate senza vita questo fine settimana nel mare di Güiria, nello stato di Sucre. La guardia costiera venezuelana ha registrato 11 decessi sabato a circa 7 miglia nautiche (circa 13 km) dalla costa e altri 3 sulla spiaggia questa domenica. I corpi sono stati trasferiti all’obitorio dell’Ospedale Centrale di Cumaná, capitale di Sucre.

David Smolansky, commissario del Segretariato generale dell’Organizzazione degli Stati americani per la crisi dei migranti e dei rifugiati venezuelani, ha detto che sono stati vittime del naufragio di una barca che era partita con i migranti a bordo da Güiria a Trinidad il 6 dicembre. “Ci sono donne e minori tra i venezuelani che sono deceduti cercando di fuggire dal regime ed essendo stati rimpatriati da Trinidad sono naufragati e trovati galleggianti vicino alla costa di Güiria”, ha scritto Smolansky su Twitter sabato. Smolansky in seguito ha affermato che 19 venezuelani erano apparentemente senza vita, anche se solo 11 sono stati identificati e 7 sarebbero adulti e 4 minori. Il coordinamento e i collegamenti sono mantenuti tra il governo venezuelano e le autorità militari della Repubblica di Trinidad e Tobago, sostenendo con il loro comando della Guardia Costiera e la missione di ricerca via mare, così come il supporto aereo.

A.C.

La richiesta di una nuova Costituzione in Perù è stata incarnata in un disegno di legge dopo che la richiesta si è rafforzata durante la crisi politica dello scorso novembre, soprattutto nelle massicce manifestazioni che hanno causato la caduta del governo di transizione del presidente Manuel Merino di breve durata, scrive Infobae. Al Congresso è stata presentata un’iniziativa legislativa per approvare lo svolgimento di un referendum in cui si consulta la popolazione se è favorevole alla sostituzione dell’attuale Costituzione, in vigore dal 1993 e promossa dall’ex presidente Alberto Fujimori (1990-2000), dopo un auto-colpo di stato. Nonostante la richiesta di una nuova Costituzione sembrasse minoritaria prima della crisi di novembre, è stata apparentemente ampliata dopo che i peruviani hanno visto come le massicce proteste popolari in Cile hanno portato a un processo di sostituzione della Costituzione imposta dal 1980 di Augusto Pinochet.

Il disegno di legge suggerisce l’idea di far coincidere il giorno del plebiscito con le prossime elezioni generali, convocate per l’11 aprile 2021.

Nel caso in cui si tenesse il referendum e il sì vincesse, il presidente eletto avrebbe 90 giorni dall’assunzione del capo dello Stato per indire le elezioni per l’Assemblea costituente, che si terranno la seconda domenica di aprile 2022.

L’attuale presidente ad interim, Francisco Sagasti, è stato riluttante a spingere per una nuova Costituzione durante il governo di transizione che guida e ha ritenuto che dovrebbe essere un compito del presidente eletto alle prossime elezioni.

A.C.

ASIA

In base a quanto riportato dall’Asia Times mercoledì, una delle società farmaceutice cinesi ha accettato di acquistare 100 milioni di dosi del vaccino contro il coronavirus dalla società tedesca BioNTech, a condizione però che Pechino ne approvi l’uso. Motivo per cui la Cina ha trovato rapidamente i propri candidati per il vaccino Covid-19 e incrementato gli impianti di produzione. Nel frattempo, anche le aziende locali cinesi collaboravano con gli sviluppatori stranieri per rifornire uno dei Paesi più popolati del mondo. Nello specifico, Shanghai Fosun Pharmaceutical Group ha dichiarato di aver stipulato un accordo con l’azienda tedesca volto a garantire “una fornitura adeguata” di vaccini in Cina, aggiungendo che effettuerà un pagamento iniziale di 125 milioni di euro (152 milioni di dollari) prima della fine dell’anno per 50 milioni di dosi, mentre i restanti 125 milioni di euro verranno pagati solamente dopo aver ricevuto l’autorizzazione a commercializzare il vaccino tedesco nella Cina continentale. Tuttavia, l’accordo non specificava quando sarebbero arrivati ​​le restanti 50 milioni di dosi. I vaccini Pfizer e BioNTech sono già stati approvati per l’uso di emergenza in paesi come Stati Uniti, Regno Unito e Singapore.

Ora cambiando argomento, in base a quanto riportato dall’ Asia Times, la spesa interna della Cina continua a crescere, nello specifico le vendite al dettaglio nella seconda economia più potente del mondo, durante il mese di novembre, sono aumentate del 5% su base annua, almeno così afferma il National Bureau of Statistics (NBS). La cifra era stata già prevista dagli analisti ed era in aumento rispetto alla crescita del 4,3% del mese scorso. Sembra che l’economia cinese stia assistendo ad una ripresa costante dopo la pandemia da coronavirus. Tuttavia, data la recrudescenza del virus, la ripresa economica mondiale sta ancora affrontando venti contrari con crescenti instabilità e incertezze. Nonostante la Cina sia riuscita in gran parte a tenere sotto controllo il coronavirus, la sua ripresa della spesa è stata comunque più lenta poiché il mondo si trova ancora oggi a dover affrontare l’impatto della pandemia e ne è stato colpito in particolar modo il settore dell’ospitalità. Per esempio, recenti dati hanno mostrato che in Cina la crescita dei ricavi nel settore della ristorazione è diminuita dello 0,6% a novembre, dopo essere però diventato positivo per la prima volta nel 2020. A novembre, invece, il reddito della produzione industriale è cresciuto leggermente al 7%, rispetto al 6,9% del mese scorso. Nel frattempo, il tasso di disoccupazione urbana – una delle principali preoccupazioni con un gran numero di laureati che entrano nel mercato quest’anno – è sceso leggermente al 5,2% a novembre.

A.B.

Rassegna stampa a cura di:
Alessandra Semeraro (responsabile inglese, cinese, portoghese, arabo)
Alissa Bianconi & Livio D’Alessio (lingua inglese)
Alissa Bianconi (lingua cinese)
Livio D’Alessio & Veronica Dello Iacono (lingua araba)
Veronica Battista (responsabile spagnolo, tedesco, francese, russo)
Angelica Chimienti & Alessandra Colone (lingua spagnola)
Antonella Bruno (lingua francese)
Antonella Petrone (lingua tedesca)
Simona Piergiacomo (lingua russa)
Claudia Lorenti (coordinatrice del progetto)

#ATUTTOMONDO

Pubblicato il

La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Il Portogallo ha di fronte a sé due sfide importanti: il 3% del Pil da investire nella ricerca e 25mila nuovi posti di lavoro qualificati da creare entro il 2030. L’Uruguay piange la scomparsa dell’ex presidente Tabaré Vázquez, figura di spicco della sinistra latino-americana. In Russia, l’apertura di un registro elettronico delle vaccinazioni contro il Coronavirus a partire dal 4 dicembre: medici, insegnanti e assistenti sociali saranno i primi a ricevere il vaccino.

EUROPA

In Spagna arriva la notizia da parte del Presidente Pedro Sanchez che a giugno 2021 tra i 15 e i 20 milioni di spagnoli riceveranno il vaccino, El Paìs. La notizia arriva insieme ai dati del CIS che mostrano che tra gli intervistati, il 55.2% preferisce aspettare di conoscere gli effetti del vaccino prima di riceverlo, ma solo il 16% rifiuta fermamente il piano di vaccinazione. A Madrid, scrive El Mundo, Sanchez ha convocato per la giornata del 9 dicembre un consiglio dei ministri straordinario per discutere lo stato di allarme nella città dovuto all’epidemia da Covid-19 e il presidente non sembra intenzionato ad accettare l’annullamento delle restrizioni per frenare l’avanzata dei contagi. Secondo il giornale, infatti, i dati aggiornati dal Ministero della Sanità segnalano 848.324 casi di coronavirus di cui 258.767 nella sola capitale. Il quotidiano definisce il presidente “il Re Mida d’Europa” poiché sarà lui, insieme alla sua equipe, a dirigere la ripartizione dei fondi per la lotta al coronavirus, che ammontano a 140.000 milioni di euro, un potere che, secondo El Mundo, non ha eguali all’interno dell’UE. A quattro mesi dal suo allontanamento dalla Spagna per recarsi negli Emirati Arabi Uniti, il quotidiano riporta l’intenzione del Re Emerito, Juan Carlos, all’Agenzia Tributaria di regolarizzare le proprie violazioni fiscali. Il Re è finito al centro di uno scandalo finanziario per aver utilizzato, assieme ad altri membri della casata reale, alcuni assegni bancari di dubbia provenienza da parte dell’imprenditore messicano Allen Sanginés-Krause, anche lui sotto inchiesta della Fiscalia del Tribunal Supremo. Secondo quanto riportato da El Mundo, il Re avrebbe espresso la sua intenzione di rientrare in patria per le festività natalizie ma Zarzuela si mostra reticente. Il Partido Popular, scrive El Pais, si pone in una posizione di accordo con il governo per rinnovare il Consejo General del Poder Judicial dopo il 14 febbraio 2021, qualora non ci fosse l’indulto per i protagonisti del “procés” che avverrà proprio il 14 febbraio, data delle elezioni in Catalunya. Secondo quanto scrive El Pais, a Madrid, circa 300 persone, tra famiglie, anziani e monache, si sono ritrovate senza un’abitazione a causa della vendita da parte della chiesa di Madrid di 18 case appartenenti all’arcivescovato.

A.C.

Novità sul fronte Covid e nuove prospettive per il futuro: la Francia si prepara all’arrivo del nuovo anno, senza dimenticare il proprio passato.

Arriva la notizia da Le Point che mercoledì 2 dicembre si è spento all’età di 94 anni l’ex presidente della Repubblica Valéry Giscard d’Estaing, soprannominato VGE. Il Covid-19 può aggiungere tra l’elenco delle sue vittime il nome di un grande europeista, nonché promotore di riforme quali la legalizzazione dell’interruzione di gravidanza e il riconoscimento del divorzio consensuale. Nel suo omaggio, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha ricordato quanto «le rotte da lui [VGE] indicate guidino ancora i passi» dei francesi.

Commemorando le gesta del passato, la Francia rivolge lo sguardo verso il futuro, analizzando le prospettive offerte dai nuovi vaccini contro il virus. Le Figaro preannuncia una campagna di vaccinazione redistribuita su tre fasi e attiva a partire da gennaio 2021.  La prima fase prevederà la distribuzione di vaccini per il personale e gli ospiti degli Ehpad, ossia il corrispettivo francese delle nostre residenze sanitarie assistenziali. Successivamente, il vaccino sarà reso disponibile per gli anziani e le persone affette da gravi patologie e, infine, sarà accessibile al resto della popolazione, approssimativamente nella primavera 2021. Tuttavia, resta un interrogativo: non essendo un vaccino obbligatorio, quanti saranno coloro che effettivamente decideranno di vaccinarsi? A luglio, circa i due terzi degli intervistati avevano mostrato l’intenzione di farsi «certamente o probabilmente» vaccinare; mentre a novembre, questo dato scende al 53%. Alla luce di questo calo, l’immunologo a capo della strategia vaccinale, Alain Fischer, dichiara che sarà necessaria una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica, ma di fatto solo il tempo potrà rivelare la scelta dei francesi.

Sul fronte della Difesa, Science et avenir comunica che venerdì 4 dicembre sono stati nominati i membri del “Red Team”: una squadra di 10 consulenti specializzati nel settore della fantascienza. L’obiettivo? Andare a delineare quali saranno le sfide del mondo di domani e iniziare a progettare alcune soluzioni per porvi rimedio. Non tutti gli scenari presentati dagli esperti saranno resi pubblici, poiché alcune proiezioni entreranno a far parte di fascicoli riservati.

V.P.

In base a quanto riportato dal giornale BBC News, il Regno Unito si sta impegnando per capire come procedere in tempi di coronavirus, in particolar modo i ricercatori stanno somministrando alle persone 2 tipi di vaccini diversi perché pensano che questi potrebbero garantire una protezione migliore di quanto garantirebbero 2 dosi dello stesso vaccino. Ovviamente questo approccio mix-and-match può andare avanti solo se un altro jab verrà approvato dalle autorità di regolamentazione, così come è successo per l’approvazione del vaccino Pfizer / BioNTech. In riferimento a ciò, il capo della task force sui vaccini del Regno Unito ha affermato che i progetti di prova sono in preparazione. Margaret Keenan, donna di 90 anni è stata la prima persona a ricevere il vaccino Pfizer / BioNTech come parte del lancio nel Regno Unito. Secondo i dati, il vaccino, che verrà somministrato attraverso due dosi iniettate a poche settimane di distanza, offre una protezione fino al 95% contro la malattia Covid-19. Nonostante questa sia una copertura molto forte, gli esperti vorrebbero approfondire ulteriormente gli studi sulla risposta immunitaria per capire se quest’ultima potrebbe essere rafforzata maggiormente e resa più durevole grazie ad un approccio mix-and-matchboost eterologo”. L’altro tipo di soluzione che potrebbe presto essere approvata dalle autorità di regolamentazione riguarda invece il vaccino Oxford / AstraZeneca. Questo funziona in modo leggermente diverso dal Pfizer, nello specifico, utilizza una piccola quantità di codice genetico del virus pandemico per insegnare al corpo come combattere un’infezione, mentre quello di Oxford è un virus geneticamente modificato che è stato alterato per non causare infezioni e trasportare informazioni su come battere il Covid. L’idea è di dare alle persone una dose del vaccino Pfizer seguita da una dose di quella di Oxford poche settimane dopo o viceversa, piuttosto che due dosi dello stesso vaccino. La speranza è che questo accoppiamento induca il sistema immunitario a produrre anticorpi e cellule T per combattere il Covid-19.

Ora, continuando a fare riferimento allo stesso giornale BBC News ma cambiando argomento, possiamo introdurre la questione politica della Brexit. In riferimento a ciò ci sono aggiornamenti, in particolar modo sembra che il Regno Unito e l’Unione Europea abbiano finalmente raggiunto un accordo di principio sul recesso della Gran Bretagna nel quale si sono occupati principalmente del ruolo dell’Irlanda del Nord. Nello specifico, il governo afferma che è stato trovato un accordo di principio per questioni quali i posti di controllo alle frontiere e la fornitura dei medicinali. I dettagli dell’accordo non sono ancora stati pubblicati ma dovrebbero essere timbrati nei prossimi giorni. Tuttavia, sono ancora in corso trattative separate per raggiungere un accordo commerciale post-Brexit, poiché il Regno Unito ha lasciato l’UE a gennaio 2020 e durante il periodo di transizione ha continuato a seguire le stesse norme e gli stessi regolamenti. I nuovi accordi di confine, infatti, si applicheranno indipendentemente dal fatto che le due parti concordino un accordo per disciplinare le nuove relazioni commerciali che inizieranno a subentrare dal 31 dicembre in poi, ossia dalla fine del periodo di transizione della Brexit. Entrando nel dettaglio, l’Irlanda del Nord rimane l’unico confine terrestre tra il Regno Unito e l’UE ed in base al protocollo dell’Irlanda del Nord (il quale fa parte dell’accordo di recesso), da gennaio 2021 lungo il confine irlandese non sarà necessario controllare le merci, inoltre la regione continuerà a rispettare le regole doganali previste dall’UE. Ciò significa che, al fine di soddisfare i requisiti dell’UE, sarà necessario effettuare alcuni controlli sulle merci che entrano nell’Irlanda del Nord dal resto della Gran Bretagna. Ovviamente, bisogna rammentare che a settembre l’Unione Europea non fu felice quando scoprì che il governo britannico aveva pubblicato il suo progetto di legge sul mercato interno nel quale consentiva ai ministri di ignorare alcuni requisiti del protocollo dell’Irlanda del Nord. Ad esempio, avrebbe consentito ai ministri di ignorare le sezioni dell’accordo di divorzio sulla Brexit, specificando che le aziende che spostavano merci dall’Irlanda del Nord alla Gran Bretagna avrebbero dovuto compilare moduli di dichiarazione di esportazione. Ora, oltre a rimuovere questi poteri dal disegno di legge sul mercato interno, il governo ha anche promesso di non aggiungere clausole simili al disegno di legge sulla tassazione. Per concludere, il ministro britannico Michael Gove si è detto “felicissimo” e ha ringraziato il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič per il suo “approccio costruttivo e pragmatico”.

Rimanendo sempre aggiornati sull’Irlanda del Nord grazie al BBC News, scopriamo che il Paese non è immune ad ulteriori restrizioni causate dal Covid-19. Nello specifico, la scorsa settimana, il primo ministro Arlene Foster ha dichiarato che non verranno imposte ulteriori misure prima di Natale ma il dirigente di Stormont ha detto che nel caso in cui nelle prossime settimane ci sarà un aumento dei casi saranno invece necessarie altre restrizioni prima del nuovo anno. Lo scorso martedì il vice primo ministro Michelle O’Neill, definendosi una persona realista, ha detto chiaramente che l’esecutivo non potrà fornire garanzie certe o ferree al pubblico sulla necessità o meno di interventi ripetuti: “Spero che non dovremo arrivare al punto in cui dobbiamo introdurre più restrizioni, ma dobbiamo tenere tutto sotto il nostro controllo quotidiano, questo continuerà per tutto il periodo natalizio fino al nuovo anno”, ha aggiunto. Ovviamente la Sig.ra O’Neill ha accolto con favore la notizia della vaccinazione della prima persona nell’Irlanda del Nord e ha vissuto positivamente questo momento. Sulla base di questo traguardo infatti, pensa che finalmente qualcosa stia iniziando a cambiare.

A.B.

Malgrado le regole del lockdown parziale, il coronavirus non rallenta. Infatti, stando a quanto emerge dal giornale tedesco Tagesschau, la Germania riporta ancora un numero alto di contagiati il quale corrisponde a una cifra superiore ai 23.000.

Secondo quanto riporta lo Zeit, tra qualche settimana potrebbero arrivare i primi vaccini contro il coronavirus anche se ancora non in quantità sufficienti per tutta la popolazione e, per questo motivo, il Comitato permanente per le vaccinazioni (STIKO) dell’istituto Robert Koch ha stabilito quali persone potranno usufruire per prime del vaccino. In base a tale disposizione, durante le prossime vaccinazioni dovrebbero essere privilegiati coloro che corrono un rischio elevato di subire delle gravi conseguenze dopo aver contratto il virus essendo particolarmente esposti a causa del lavoro. Il Comitato raccomanda quindi di vaccinare il personale dei servizi di pronto soccorso, della medicina dei trapianti e di assistenza agli anziani per proteggerli dal coronavirus. Un altro gruppo che ha la priorità sugli altri è quello composto sia dagli anziani la cui età è compresa tra i 75 e gli 80 anni e sia, ad esempio, dal personale ospedaliero delle strutture per malati di demenza dato che anche per loro il rischio di contrarre il virus è molto alto.

Nel Land della Sassonia, spiega il Tagesschau, dal 14 dicembre al 10 gennaio entrerà in vigore un lockdown che prevederà la chiusura delle scuole, degli asili e dei negozi che non si occupano della vendita di prodotti alimentari e dei beni di prima necessità. Il ministro dell’economia della Sassonia Martin Dulig intende aggiungere anche il divieto di bere alcolici all’aperto e di praticare sport in ambienti chiusi, dato il tasso dei contagi sempre più alto. Anche la Turingia manifesta segni di preoccupazione e, infatti, non intende allentare le restrizioni per Natale. Inoltre, sta esaminando le raccomandazioni emanate dall’Accademia Nazionale delle Scienze Leopoldina, al contrario della Baviera la quale ha deciso già di sostenerle. In particolare, sottolinea il giornale Deutsche Welle, l’Accademia Nazionale delle Scienze consiglia fortemente, a partire dal 14 dicembre, di ridurre al minimo i contatti sia nel settore professionale che in quello privato preferendo la didattica a distanza e la sospensione delle attività di gruppo mentre, dal 24 dicembre al 10 gennaio, di mettere in atto un lockdown più rigido. Il primo ministro della Turingia Bodo Ramelow si oppone alle nuove restrizioni in quanto ritiene che sia molto più importante concentrarsi sulle zone più colpite anziché chiudere direttamente tutto. Di tutt’altra opinione è invece l’esperto sanitario dell’SPD ed epidemiologo Karl Lauterbach il quale evidenzia la necessità di un lockdown più severo. Con un’aspettativa di altri 25.000 decessi entro la fine di gennaio, si cerca di adottare le misure migliori per fare in modo che il coronavirus non continui ad espandersi ancora.

M.C.

In Portogallo la testata Jornal de Notícias annuncia la candidatura del campione della Juventus Cristiano Ronaldo a giocatore dell’anno e del secolo. L’attaccante è uno dei finalisti per la vittoria del prestigioso riconoscimento assegnato al Global Soccer Awards, uno degli eventi più importanti in ambito calcistico, che si terrà a Dubai il prossimo 27 dicembre. Il calciatore originario dell’isola di Madeira ha già vinto il premio come miglior giocatore negli ultimi quattro anni, dopo essere già stato premiato nel 2011 e nel 2014 e dovrà affrontare la concorrenza di due campioni: l’argentino del Barcellona Lionel Messi e il polacco del Bayern Monaco Robert Lewandoski. Ronaldo e Messi si contenderanno anche il titolo di miglior giocatore del secolo, per il periodo compreso tra il 2001 e il 2020. Il calciatore juventino non sarà l’unico portoghese a poter essere premiato. Tra i candidati lusitani compaiono il tecnico del Tottenham José Mourinho, lo storico manager che portò sul tetto d’Europa l’Inter candidato a miglior allenatore del secolo, e l’agente sportivo Jorge Mendes, già vincitore di nove delle dieci edizioni.

Cambiando argomento, secondo quanto riportato dal portale SIC Notícias, “Il Portogallo ha di fronte a sé una sfida importante: al fine di conseguire gli obiettivi europei, per il 2030 dovremo dimostrare di aver investito il 3% del Pil nella ricerca e dovremo creare 25mila nuovi posti di lavoro qualificati”, queste le parole del Ministro dell’istruzione portoghese Manuel Heitor al Convegno Nazionale dei Politecnici (ENP). Il Ministro ha delineato quattro importanti sfide nel campo dell’istruzione superiore, la prima delle quali consiste nel garantire l’accesso all’istruzione universitaria ai gruppi più vulnerabili. Ha poi sottolineato la necessità di “diversificare l’offerta formativa in concomitanza con i centri di ricerca e con le esigenze del mercato del lavoro”. Dirigendosi poi ai politecnici ha ribadito che queste istituzioni “devono continuare a scommettere” sui corsi professionali, realtà che ad oggi in Portogallo hanno attratto circa 400mila studenti. La quarta sfida ha l’obiettivo di migliorare la posizione in Europa degli istituti di istruzione superiore portoghesi, rafforzando la rete di collaborazione tra le università europee per la ricerca e la selezione dei docenti.

G.D.P

Il sindaco di Mosca, capitale della Federazione russa, ha annunciato l’apertura di un registro elettronico delle vaccinazioni contro il coronavirus a partire dal 4 dicembre, riferisce Mskagency.ru. Il presidente russo ha ordinato l’inizio di una vaccinazione su larga scala contro il Covid-19 e in primis la vaccinazione di cittadini a rischio. Mosca è pronta alla sfida: è stata realizzata la catena tecnologica e organizzativa della vaccinazione, sono state selezionate le strutture di stoccaggio specializzate, sono stati preparati frigoriferi e contenitori medici adatti alla consegna dei vaccini e il personale è stato sottoposto a una formazione specifica. Questa preparazione è dovuta al fatto che il farmaco richiede condizioni speciali di conservazione e trasporto a una temperatura non superiore a -18°C, secondo quanto riporta Vesti.ru. Medici, insegnanti e assistenti sociali saranno i primi a ricevere il vaccino contro il coronavirus, poi l’elenco si espanderà, riferisce Mskagency.ru. Il 5 dicembre inizieranno i lavori di 70 punti di vaccinazione, secondo la fonte Russian.rt. La vaccinazione richiede almeno un’ora: ci sarà bisogno di un esame medico, della preparazione del farmaco e dell’osservazione post-vaccinazione. Secondo quanto riportato da Stopcoronavirus.rf, le sperimentazioni cliniche del vaccino EpiVacCorona sono iniziate nella regione di Mosca e i residenti sono stati invitati a partecipare ai test. Il farmaco è stato consegnato a due istituzioni mediche della regione, a Krasnogorsk e a Mosca. I volontari di età superiore ai 18 anni e senza malattie croniche possono partecipare ai test mandando la candidatura sul sito web per la prevenzione al coronavirus del Ministero della Salute della Regione di Mosca. Tuttavia, due regioni destano particolare preoccupazione per la situazione epidemiologica, San Pietroburgo e la regione di Kaliningrad, scrive Pravda.ru, e Michail Muraško, capo del Ministero della Salute, ha esortato i responsabili delle regioni a adottare misure più restrittive. Per quanto riguarda il riconoscimento del vaccino russo, l’Unione Europea sembra aver cambiato la sua posizione sull’uso di Sputnik V, secondo quanto afferma il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti Kirill Dmitriev, riferisce Gazeta.ru. Dmitriev ha notato un cambiamento positivo nella posizione dell’Unione Europea, che in particolare offre l’opportunità per uno Stato membro dell’UE di approvare l’uso del vaccino Sputnik V esclusivamente sul suo territorio in caso di emergenza. Questo è un importante passo per il riconoscimento del vaccino russo in Europa. Nel frattempo, i dati sulla diffusione dell’epidemia suggeriscono un rallentamento, ha affermato il viceministro Tat’jana Golikova in un incontro del 4 dicembre. Come riportato da Regnum.ru, i primi lotti di vaccini contro il coronavirus hanno iniziato ad arrivare nelle regioni della Federazione. Infatti, a partire dal primo dicembre 168.000 dosi del vaccino Sputnik V sono entrate nella circolazione civile e tutte le regioni sono pronte per la vaccinazione di massa, riporta Regnum.ru. Il vice primo ministro ha anche negato le notizie dei media stranieri sulle statistiche “inaffidabili” sul coronavirus nel Paese, scrive Ria.ru. In primavera i media stranieri che lavorano in Russia hanno pubblicato una serie di materiali sull’inaffidabilità delle statistiche di rilevamento e mortalità del coronavirus, insinuando che gli organismi ufficiali russi, inclusa la sede operativa, il Rosstat (Servizio statistico federale) e così via abbiano falsificato i dati. Ha quindi sottolineato che i dati rilasciati sono totalmente affidabili poiché le organizzazioni mediche inviano le informazioni necessarie al Rospotrebnadzor, che a sua volta genera informazioni per la sede operativa e che a sua volta pubblica i dati sul sito Stopcoronavirus.rf. I dati sulla mortalità giornaliera includono solo i casi in cui non è richiesta ulteriore conferma con un’autopsia. In questa settimana c’è stato un importante cambiamento: il presidente Putin ha firmato un decreto sulla nuova nomina di Čubajs, ex capo di Rusnano, una società non profit russa di proprietà dello stato che dovrebbe coordinare governo, imprenditoria e scienziati nell’implementazione di politiche pubbliche nella nanotecnologia e nano-industria. Ne dà notizia il servizio stampa del Cremlino: il presidente ha nominato Čubajs rappresentante speciale del presidente per le relazioni con le organizzazioni internazionali per il raggiungimento di obiettivi di sviluppo sostenibile, riporta Ria.ru. Il presidente Putin ha inoltre annunciato una trasformazione digitale, riporta Ria.ru, e la videoconferenza è stata riportata sul sito del servizio stampa del Cremlino. Il Paese dovrà affrontare la trasformazione digitale e l’adozione della tecnologia di intelligenza artificiale. Il presidente ha sottolineato che miliardi di rubli saranno stanziati per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione e il trasferimento di tutti i servizi pubblici in formato elettronico e che ciò è importante per un miglioramento del benessere e della qualità della vita dei russi. Per quanto riguarda la politica estera, i rapporti tra Russia e Turchia hanno rischiato di incrinarsi: il 3 dicembre la Turchia ha confermato la detenzione di due cittadini russi e di un cittadino turco per delle riprese non autorizzate di un centro di produzione di droni da combattimento Baykar Savunma, riferisce Iz.ru. Il periodo di detenzione dei giornalisti di NTV, una rete televisiva turca, è stato poi prorogato di tre giorni per permettere le indagini ufficiali. Il tribunale di Istanbul ha deciso di rimettere in libertà i giornalisti russi che sono stati espulsi dalla Turchia, secondo quanto riporta Ria.ru. Il Ministro degli Esteri russo Lavrov ha espresso soddisfazione per questa decisione che permette una ripresa dei contatti russo-turchi.

S.P.

AFRICA

Dopo una lotta a colpi di tavolette di cioccolato, la Costa d’Avorio decide di rimuovere le sanzioni nei confronti di Hershey. Da Le Monde arriva la notizia di una tregua: dopo le iniziali remore, la multinazionale del cioccolato ha deciso di versare il cosiddetto Différentiel de Revenu Décent (DRD), ossia un bonus di 400 dollari per ogni tonnellata di cacao venduto. Questo contributo è stato stabilito dal Conseil du Café-Cacao per garantire una remunerazione più equa per i coltivatori ivoriani, considerando che il 50% di loro vive sotto la soglia di povertà.  

V.P.

In Mozambico, O País ha fornito importanti aggiornamenti per quanto concerne lo sviluppo dei vaccini. Non si tratta dell’immunizzazione per contrastare la pandemia da Covid-19, bensì della creazione del vaccino contro l’HIV/AIDS. Le autorità sanitarie del Paese africano assicurano che sono stati mossi significativi passi in avanti e che sono in corso le analisi per verificare l’efficacia del vaccino. Stando alle dichiarazioni dei ricercatori del Ministero della Salute mozambicano e del Centro di Ricerca di Polana Caniço, ancora non è stata prevista la data di conclusione dei lavori. I test per la scoperta del vaccino hanno avuto inizio nel 2011 e hanno portato a risultati promettenti.

G.D.P.

MEDIO ORIENTE

Fonti afghane hanno riferito ad al-Quds al-Arabi del raggiungimento di una svolta nell’ambito del dialogo tra talebani e governo afgano in corso a Doha, in Qatar. Dopo settimane di incontri, i rappresentanti delle parti hanno raggiunto un accordo sulle regole procedurali per avviare i negoziati di pace. A confermare la notizia è intervenuto il portavoce talebano Muhammad Naeem con una nota su Twitter. Il 29 febbraio 2020 sotto gli auspici del Qatar era stato firmato a Doha un accordo per giungere ad un’intesa di pace in Afghanistan. L’incontro si era svolto alla presenza del vice primo ministro Khalid al-Attiyah, del ministro degli affari esteri Muhammad al-Thani, di Mike Pompeo, Segretario di Stato americano, e del mullah Abdul Ghani Baradar, vicedirettore per gli affari politici talebani. I negoziati sarebbero dovuti iniziare il 10 marzo, tuttavia il sorgere di divergenze sul rilascio dei prigionieri e sulle procedure da tenere durante i colloqui oltre a un’improvvisa escalation di violenza avevano congelato gli appuntamenti. L’accordo prevede un graduale ritiro delle forze statunitensi insieme all’avvio di un dialogo inter-afghano. In coincidenza con l’inizio dei negoziati, sabato, il comitato direttivo per la riconciliazione afgana ha indetto la sua prima riunione a Kabul, alla presenza del presidente Ashraf Ghani e di ex leader politici e militari, per fissare l’agenda dei colloqui di pace. Durante la riunione, i partecipanti hanno cercato di delineare una prospettiva comune riguardo al piano proposto oltre a tracciare linee guida da seguire nei colloqui con i talebani. Una fonte ha riferito ad Al-Jazeera che la squadra del governo darà priorità alla questione del cessate il fuoco. L’annuncio dell’accordo anticipa di qualche ora le dichiarazioni del capo di stato maggiore statunitense, il generale Mark Milley, il quale ha riferito che il Pentagono ha approvato il piano per il ritiro dall’Afghanistan. Sempre nello stesso intervento, il capo militare ha aggiunto che il futuro delle forze americane nel Paese, le quali verranno ridotte a 2.500 soldati, sarà nelle mani della amministrazione Biden.

L.D.

Nell’orbita Siria, nella giornata di venerdì si è conclusa a Ginevra, senza notevoli progressi, la quarta seduta del Comitato costituzionale siriano, malgrado l’ottimismo dell’inviato Onu in Siria, Geir Pederson, il quale ha tuttavia riposto le speranze di un passo decisivo nel prossimo round in programma ad inizio anno. Mentre la delegazione del governo siriano, guidata da Ahmed al-Kuzbari, ha cercato di concentrare le discussioni sulle sanzioni e il ritorno dei rifugiati, l’opposizione, guidata da Hadi al-Bahra, ha inteso indirizzare il colloquio su una soluzione politica e sull’impellenza che la nuova costituzione garantisca i diritti dei rifugiati e degli sfollati. Sempre al-Bahra ha sottolineato la necessità di includere nella costituzione, oltre ai ben noti punti saldi (i principi di base, i poteri dello Stato, l’istituzione della Corte costituzionale), contenuti statutari in vista di risolvere le principali questioni cui è stato esposto il popolo siriano negli ultimi anni. Nella prima parte della seduta, la delegazione del governo ha presentato otto principi, tra cui la lotta al terrorismo e alle sue cause, la condanna dei Paesi che lo sostengono, il risarcimento del danno materiale e morale e la condanna dell’occupazione straniera. L’agenzia di stampa SANA ne ha riportato parte del discorso da cui è emerso l’appello alla revoca immediata delle sanzioni, in vista di aiutare i rifugiati siriani a tornare in patria e a contribuire alla sua ricostruzione. Gli osservatori ritengono che la delegazione del governo siriano stia cercando di sfruttare qualsiasi riunione per chiedere la revoca delle sanzioni e ottenere aiuti internazionali con il pretesto di riabilitare le infrastrutture per accogliere i rifugiati. L’attenzione è ora dunque rivolta alla quinta seduta del Comitato prevista per il 25 gennaio prossimo. Secondo gli analisti il quinto round sarà una tappa cruciale sulla tabella di marcia, poiché verranno allo scoperto le vere intenzioni di tutte le delegazioni, a partire da quella governativa, posta di fronte al bivio tra intraprendere finalmente una discussione sui contenuti costituzionali, in sintonia col comitato, o continuare in una politica di ostruzione, mettendone a repentaglio la riuscita.

L.D.

Secondo quanto riportato da al-Arab, il presidente iracheno Barham Salih ha salutato con entusiasmo la notizia della visita di Papa Francesco in Iraq, prevista per il marzo prossimo. In una nota su Twitter, il presidente ha parlato di un avvenimento storico, sottolineando come la visita rappresenti un messaggio di pace per il Paese e per l’intera regione. Il viaggio apostolico di Francesco includerà cinque tappe, tra cui Baghdad, Erbil, Mosul e Qaraqosh nel Governatorato di Ninive. Il portavoce della Santa Sede Matteo Bruni ha dichiarato in una nota che il programma della visita sarà annunciato in un secondo momento e terrà conto della valutazione dello stato di emergenza sanitaria. Sin dall’antichità l’Iraq è stato un mosaico di etnie e religioni, di cui oggi i mussulmani costituiscono la maggioranza, mentre il cristianesimo rappresenta la seconda confessione per numero di fedeli. Fino al 2003 risiedevano in Iraq circa un milione e mezzo di cristiani, mentre ora la loro presenza è copiosamente ridotta con cifre che ammontano a 400mila fedeli. La maggior parte dei cristiani iracheni sono immigrati in Europa, America e altri Paesi, in fuga dagli sconvolgimenti politici, in alcuni casi presi anche di mira da organizzazioni terroristiche, tra cui Al Qaeda e l’ISIS. Alla Riunione delle opere di aiuto alle Chiese orientali, nel giugno 2019, Francesco aveva confidato questo suo desiderio che avrebbe voluto già realizzare nel 2020 se non fosse stato per la pandemia. Il Papa aveva rinnovato l’intenzione di voler far visita all’Iraq durante l’incontro col presidente Barham Salih, ricevuto per la seconda volta in Vaticano lo scorso 25 gennaio, dopo il faccia a faccia del 2018. Nell’incontro si era discusso dei conflitti mai sopiti nella regione, di convivenza e di contrasto all’estremismo. Durante il suo pontificato, anche Papa Giovanni Paolo II aveva espresso la volontà di visitare l’Iraq, fatto che sembrò potesse verificarsi nel dicembre 1999. La città di Ur, considerata tradizionalmente il luogo natale di Abramo, sarebbe dovuta essere la prima tappa di un pellegrinaggio tra Egitto, Israele e Palestina. Tuttavia, i negoziati con il governo dell’allora presidente iracheno, Saddam Hussein, subirono una brusca interruzione, finendo per congelare definitivamente la visita.

L.D.

AMERICA

Negli Stati Uniti nelle ultime ore si è parlato del ‘ritorno’ di Fauci nei futuri piani di lotta alla pandemia. Non che il massimo esperto americano di malattie infettive se ne sia mai andato. Si è avuta quest’impressione via via che ha perso il favore di Donald Trump, accantonato anche se il Paese era alle prese con una pandemia. In una situazione ordinaria, la decisione di Biden di mantenerlo non sarebbe stata degna di nota, ma in quanto bersagliato da Trump in più occasioni, Fauci è assurto a simbolo di trasparenza medica. Giovedì, il futuro inquilino alla Casa Bianca ha dichiarato in un messaggio ufficiale che il Dr. Fauci tornerà a svolgere un ruolo di primo piano all’interno della politica sanitaria. Immediata la risposta del diretto interessato, avvenuta in diretta televisiva sul canale della NBC, nella quale ha espresso la sua gratitudine per la chiamata di Biden. Trump era stato apertamente sprezzante nei confronti di Fauci, direttore dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive, dimostrando insofferenza per la sua popolarità. Il Tycoon, che spesso ha respinto la minaccia del coronavirus, aveva reagito con indiscreta frustrazione anche agli sforzi di Fauci di sensibilizzare gli americani all’uso di mascherine e a diminuire gli spostamenti, preferendo l’opinione dei suoi consiglieri che hanno sostenuto l’intenzione di riaprire l’economia il prima possibile. La composizione del team sanitario di Biden sarà cruciale per il successo o il fallimento della sua presidenza, molto più di quanto non sia stata per le passate amministrazioni. Il presidente eletto entrerà in carica nel mezzo di una furiosa pandemia che ha causato circa 275.000 vittime, in un momento in cui l’amministrazione uscente ha indebolito l’Affordable Care Act, una legge che fornisce assicurazioni a milioni di persone, con molti americani che hanno perso la copertura sanitaria oltre a posti di lavoro. Al centro dei lavori ruota la supervisione della complessa distribuzione, sia dal punto di vista etico che logistico, di un vaccino contro il coronavirus una volta approvato. Le decisioni su chi occuperà ruoli preminenti nella squadra sanitaria non sono ancora definitive, riferiscono fonti vicine a funzionari impegnati nella transizione. Tuttavia, potrebbero essere annunciate già partire dalla prossima settimana, secondo il Washington Post.

L.D.

A Cuba, il Diario de Cuba riporta la notizia che il governo avrebbe autorizzato la partecipazione maggioritaria di investitori stranieri in alcune imprese di capitale misto che si trovano sull’isola per cercare di recuperare liquidità e uscire, quindi, dalla crisi economica. Sullo stesso giornale si legge la notizia che lo stato cubano si scaglia contro il Movimiento San Isidro (MSI) e contro gli artisti che hanno partecipato alla seduta con il Ministero della Cultura, definendoli terroristi. Il governo definisce “El asesinato de reputación” uno degli indicatori che gli osservatori internazionali monitorano per prevenire genocidi, massacri e crimini contro l’umanità.

                                                                                                  A.C.

In Uruguay Infobae riporta il decesso dell’ex presidente Tabaré Vázquez domenica 6 dicembre, all’età di 80 anni, a seguito di una ricaduta di cancro ai polmoni che lo affliggeva dal 2019. Negli ultimi dieci giorni, l’ex presidente aveva subito un peggioramento della sua salute, con diverse complicazioni legate al cancro, come ha spiegato il figlio Alvaro Vázquez, un oncologo di professione come il padre.

 Il leader del “Frente Amplio” con la sua vittoria nel 2004 ha rotto l’egemonia delle forze politiche tradizionali del Paese: il “Partido Colorado” e il “Partido Nacional”.

In una cerimonia intima, la famiglia dell’ex presidente uruguaiano Tabaré Vázquez, ha seppellito il due volte presidente nel cimitero di La Teja, suo quartiere natale. In un silenzio assoluto, rotto solo dalla risposta religiosa e dal tocco finale di preghiera con una tromba militare, Vázquez è stato sepolto in una bara ricoperta dalle bandiere rosse, blu e bianche del Frente Amplio (FA) e del Club Atlético Progreso, di cui è stato presidente tra il 1979 e il 1989.

Migliaia di uruguaiani sono scesi in piazza a Montevideo per partecipare al corteo funebre dell’ex presidente, figura di spicco della sinistra latino-americana. I cittadini accalcati sui marciapiedi, cantando, applaudendo, gettando fiori e portando bandiere della FA, hanno salutato il passaggio del veicolo con i resti mortali di Vázquez verso il cimitero. Il veicolo, che ha lasciato le pompe funebri Martinelli poco dopo le 13:00 ora locale, è arrivato intorno alle 14:30 al Cimitero di La Teja, un’area a cui l’ex presidente (2005-2010 e 2015- 2020) è stato sempre attaccato a livello sociale e politico.

A.C

L‘Argentina ha approvato una nuova tassa sulle grandi fortune per pagare le forniture mediche e per finanziare gli aiuti di stato durante la pandemia del coronavirus, scrive il BBC News. L’iniziativa è stata votata in Senato in una sessione straordinaria che è durata più di sei ore e ha ottenuto 42 voti a favore e 26 contrari. La cosiddetta Legge di Solidarietà e Contributo Straordinario riguarda più di 12.000 persone che hanno dichiarato beni per oltre 200 milioni di pesos (2,5 milioni di dollari) in tutto il Paese. Il presidente della Commissione del Bilancio e Finanze del Senato, Carlos Caserio, ha assicurato che il provvedimento è stato un aiuto “unico”: “È un contributo che chiediamo agli alti e grandi patrimoni del Paese”. Secondo un rapporto dall’ufficio del bilancio del Congresso, con questo contributo lo stato raccoglierà 420.000 milioni di dollari (5,14 milioni di dollari).

Il senatore dell’opposizione Martín Lousteau è stato uno dei primi a criticarlo. “Abbiamo un Paese con una pressione fiscale record e nonostante ciò abbiamo una povertà record e difficoltà a generare occupazione”, ha affermato.

Secondo l’agenzia di stampa AFP, il 20% del denaro raccolto sarà utilizzato per garantire l’approvvigionamento di forniture mediche, il 20% per aiutare le piccole e medie imprese, un altro 20% per borse di studio studentesche, il 15% per lo sviluppo sociale e il restante 25% per progetti di gas naturale.

A.C

In Venezuela, la popolazione, né i rappresentanti chavisti né gli oppositori degli oppositori, ha deciso di non recarsi a votare per nessuno dei candidati proposti per comporre la nuova Assemblea Nazionale, scrive Infobae. Il presidente dell’Assemblea nazionale costituente aveva avvertito la popolazione di interrompere la fornitura di cibo se non si fosse presentata al voto e la cosa sorprendente è che solo il 18 per cento dei venezuelani ha partecipato alle urne, secondo l’Osservatorio dell’Assemblea nazionale guidato da Juan Guaidó. Trino Márquez, professore di sociologia presso l’Università centrale del Venezuela, ha dichiarato: “Poiché chi non mangia non vota, oggi abbiamo visto la prova tangibile che in Venezuela nessuno mangia: nessuno è andato a votare”.

La pressione, le minacce e la coercizione porta a porta non erano sufficienti a sottomettere il popolo venezuelano, poiché infatti la dignità dei più umili è stato il colpo più duro che ha ricevuto questa domenica il Palazzo Miraflores.

Tale era la disperazione del regime che è stato ordinato di prolungare l’orario di chiusura delle urne per aggiungere movimento nei centri elettorali.

Domenica sera, quando il fallimento era già statisticamente evidente, un leader dell’opposizione ironizzava di nascosto: “Gli audio dei leader chavista erano più dei voti che venivano contati”. Si riferiva all’enorme numero di registrazioni di referenti del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) che sono circolati per tutta la domenica chiedendo uno sforzo disperato da parte dei suoi luogotenenti per trasferire la popolazione ai seggi elettorali.

 L’organizzazione “Socialist International” (IS) ha descritto come illegittime le elezioni legislative indette dal regime di Nicolás Maduro. Attraverso una dichiarazione, l’organizzazione internazionale dei partiti socialdemocratici, socialisti e sindacali, fondata in Germania nel 1951, ha espresso il suo sostegno e solidarietà al popolo del Venezuela e alle sue forze democratiche che hanno visto ancora una volta le loro libertà e diritti gravemente violati dal regime dittatoriale di Nicolás Maduro. L’Internazionale socialista ha respinto i risultati delle elezioni e ha assicurato che si sono svolte senza un’efficace e indipendente osservazione internazionale, con un potere elettorale sotto stretto e totale controllo ufficiale e con un sistema di partiti politici in cui il regime di Maduro è impegnato da anni nell’attaccare, cooptare e distruggere. L’organizzazione ha sottolineato che sia la convocazione che la preparazione e lo svolgimento delle elezioni sono state respinte da un numero significativo di Paesi della regione, nonché dal Gruppo di Lima, dall’Organizzazione degli Stati americani e dall’Unione Europea considerando che “gli standard minimi” richiesti per effettuare un voto equo, competitivo e trasparente sono stati ben lungi dall’essere rispettati.

A.C

ASIA

Secondo il giornale The standard, la Cina si sta preparando al lancio dei vaccini contro il Covid-19 su larga scala, motivo per cui i governi provinciali cinesi hanno iniziato ad ordinare i vaccini sperimentali fabbricati internamente. Tuttavia, i funzionari sanitari devono ancora esprimersi al riguardo in quanto non hanno ancora detto se tali vaccini funzioneranno bene né, ad esempio, come riusciranno a raggiungere tutta la popolazione nazionale. La Cina non ha ancora ricevuto un’approvazione finale, ma nonostante ciò più di 1 milione di operatori sanitari e altri lavoratori che sono considerati ad alto rischio di infezione, grazie al permesso di emergenza, hanno già ricevuto i vaccini sperimentali e ancora non ci sono state notizie sui possibili effetti collaterali. Oggi l’industria farmaceutica cinese ha almeno cinque vaccini che sono stati testati in più di una dozzina di Paesi tra cui Russia, Egitto e Messico. Nonostante ciò, gli esperti sanitari dicono che, anche se i vaccini hanno successo, il processo di certificazione per gli Stati Uniti, l’Europa, il Giappone e altri Paesi sviluppati potrebbe essere troppo complesso. Tuttavia, la Cina ha affermato che garantirà l’accessibilità dei prodotti anche ai Paesi in via di sviluppo. “Dobbiamo essere preparati per la produzione su larga scala” ha affermato il vicepremier cinese Sun Chunlan dopo aver fatto una visita agli scienziati che si occupano dello sviluppo dei vaccini.

Ora cambiando argomento, giorni fa avevamo parlato della nuova missione cinese Chang’e 5 grazie alla quale il paese asiatico ha spedito sulla luna un razzo il cui fine era quello di riportare campioni della superficie lunare sulla Terra. In merito a ciò il 7 dicembre il giornale Thestandardha riportato aggiornamenti, i quali spiegano che la navicella robotica Chang’e ha concluso la sua fase di salita dopo aver attraccato sulla Luna. Il veicolo spaziale ha effettuato il trasferimento del materiale lunare, nello specifico è stato raccolto un contenitore con 2 chilogrammi di rocce, e 30 minuti dopo è stato trasferito sull’orbiter (la parte della nave spaziale che si stacca dall’intera struttura per compiere un’orbita prefissata al termine della quale viene poi recuperata). Ora i campioni di roccia dovrebbero atterrare nelle praterie settentrionali della Cina, nello specifico nella regione della Mongolia intorno a metà dicembre. Questi saranno i primi campioni freschi della superficie lunare ottenuti dagli scienziati dopo la sonda dell’Unione Sovietica nel 1976. Se la missione avrà successo, la Cina diventerà il terzo Paese dopo gli Stati Uniti e l’ex Unione Sovietica a portare le rocce lunari sulla Terra. Oggi il Paese asiatico si trova ad affrontare una serie di missioni spaziali che sono sempre più ambiziose, tra cui una nuova sonda in rotta verso Marte e anche lo sviluppo di un aereo spaziale riutilizzabile.

A.B.

Rassegna stampa a cura di:
Alessandra Semeraro (responsabile inglese, cinese, portoghese, arabo)
Alissa Bianconi & Livio D’Alessio (lingua inglese)
Alissa Bianconi (lingua cinese)
Livio D’Alessio (lingua araba)
Veronica Battista (responsabile spagnolo, tedesco, francese, russo)
Angelica Chimienti & Alessandra Colone (lingua spagnola)
Vanessa Paoli (lingua francese)
Mariarosaria Carnicelli (lingua tedesca)
Simona Piergiacomo (lingua russa)
Claudia Lorenti (coordinatrice del progetto)


Alessandra Semeraro (responsabile inglese, cinese, portoghese, arabo)
Alissa Bianconi & Livio D’Alessio (lingua inglese)
Alissa Bianconi (lingua cinese)
Livio D’Alessio (lingua araba)
Veronica Battista (responsabile spagnolo, tedesco, francese, russo)
Angelica Chimienti & Alessandra Colone (lingua spagnola)
Vanessa Paoli (lingua francese)
Mariarosaria Carnicelli (lingua tedesca)
Simona Piergiacomo (lingua russa)
Claudia Lorenti (coordinatrice del progetto)

#ATUTTOMONDO

Pubblicato il

La rassegna stampa internazionale dell’UNINT

Nuova Zelanda, entro il 2040 a Wellington sono stati previsti dieci centimetri di innalzamento del livello del mare con un rischio di inondazione stimato per 10.000 case situate nelle principali città del Paese. Nel frattempo, in vari Paesi si registrano nuovi picchi di contagi da Covid-19 che, oltre a comportare perdite a livello umano, peggiorano ulteriormente la situazione economica mondiale. La Gran Bretagna sarebbe prossima a registrare i minimi storici per crescita del reddito, secondo una recente analisi.

EUROPA

In Spagna, ci sono cambiamenti in vista nel programma del governo per il Natale, scrive El Mundo. Dopo il trambusto provocato dalla prima bozza, che prevedeva che i pranzi e le cene di Natale non potessero superare le 6 persone provenienti da diversi centri di convivenza, il Ministero della Salute ha già chiarito la propria posizione con le comunità autonome attraverso l’introduzione di cambiamenti. Uno dei principali sarà mantenere il confinamento perimetrale in tutte le aree, in modo che nessuno possa lasciare la propria regione, tranne che per il ricongiungimento familiare.

Le comunità del Partito Popolare chiederanno anche che il limite di 6 persone venga aumentato durante le celebrazioni, e vedono possibile che il governo ceda e lo aumenti a 10.

Limitare lo spostamento tra le autonomie al ricongiungimento familiare rappresenta un cambiamento importante rispetto alla prima bozza, poiché era consentito qualsiasi viaggio purché fosse indispensabile e a patto che le regole di precauzione e di allontanamento sociale fossero rispettate al massimo.

Se la novità che il ministero ha proposto alle autonomie prospera, il Natale non potrebbe essere festeggiato in una comunità diversa da quella della casa di famiglia (ad esempio, in un hotel alle Canarie o in una casa rurale in montagna). Un altro dei punti caldi che saranno affrontati nel Consiglio Interterritoriale è il coprifuoco, infatti l’obiettivo principale è che durante i festeggiamenti natalizi venga mantenuta la reclusione notturna dato il divieto di uscire in strada negli orari stabiliti in ogni comunità autonoma.

Ci sono autonomie, come la Comunità di Madrid, che propongono di estendere il coprifuoco alle 2 del mattino per il 24 e per il 31 dicembre, a causa della particolare incidenza notturna delle celebrazioni.

A.C.

La Francia ha vissuto una settimana sicuramente ricca di emozioni e segnata da parole ricorrenti come ricordo             e          giustizia.
Come riportato da France Bleu, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, questi temi sono riaffiorati, così come la voce degli abitanti di Limoges che, nonostante la pandemia, sono scesi in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica e per far rivivere, almeno nella memoria,       tutte    le        donne che      hanno perso  la        vita.
Partendo dal piano personale di ogni singolo cittadino, questi momenti di raccoglimento hanno raggiunto una portata nazionale. Da Le Parisien giunge la notizia che è deceduto all’età di 100 anni Daniel Cordier, partigiano nel fronte della Resistenza francese e segretario di Jean Moulin, anch’egli eroe della Seconda guerra mondiale. La commemorazione è stata scandita dalle parole del presidente Emmanuel Macron che lo ha ricordato come «un francese libero, innamorato di una Francia senza catene».
Tra questi attimi di commozione, alcuni eventi hanno tuttavia acceso numerosi dibattiti e lasciato l’amaro in bocca per molti cittadini. Contrastanti sono tutt’ora le posizioni sul famigerato articolo 24, noto anche come la legge sulla “sicurezzaglobale”. Per quanto riportato da Le Figaro, vi è stata inizialmente l’intenzione da parte del primo ministro Jean Castex di costituire un comitato indipendente per rivedere la stesura dell’articolo, prestando particolare attenzione a non ledere l’immagine    delle   forze   dell’ordine. Un’immagine non delle più rosee, soprattutto alla luce degli ultimi fatti verificatisi a Parigi. Si legge da France 24 che nel XVII arrondissement Michel Zecler, un produttore musicale, è stato aggredito da tre poliziotti dinanzi a uno studio discografico poiché non indossava la mascherina. Dopo le iniziali dichiarazioni degli agenti che affermavano di aver semplicemente messo in atto la legittima difesa, le immagini del video diffuso da Loopsider hanno fatto emergere una diversa ricostruzione dei fatti: oltre a esser stata insultata, la vittima è stata ripetutamente percossa, senza rispondere subito all’attacco.
Inoltre, stando a quanto pubblicato da Le Monde, nella giornata di sabato 28 novembre, numerosi manifestanti hanno protestato contro «un controllo generalizzato e l’usodidroni», nonché il divieto di poter «filmare e pubblicare [le immagini degli] interventi delle forze dell’ordine», ossia i punti contenuti all’interno       dell’articolo. A seguito di tale vicenda, il 30 novembre è arrivata la notizia da Le Monde che questa legge verrà completamente riscritta.

V.P.

Stando a un’analisi che delinea le ricadute economiche della pandemia Covid-19, la Gran Bretagna sarebbe prossima a registrare minimi storici per crescita del reddito. Si tratterebbe del secondo peggior risultato dal 1955. Solo nel biennio 2015-17, quando il reddito è effettivamente diminuito dello 0,1% annuo, si è avuto un dato peggiore. Con il governo già sotto pressione per migliorare gli aiuti finanziari, è emerso che il reddito reale disponibile per le famiglie dovrebbe aumentare di appena l’1% da qui al 2024. L’analisi del think-thank Resolution Foundation, riportata dal Guardian, basata su dati ufficiali, evidenzia il lasso di tempo durante il quale lo shock economico dato dalla pandemia continuerà a pesare sulle finanze delle famiglie. Il prospetto si accompagna ad un incremento della disoccupazione che raggiungerà il picco di 2,6 milioni a metà del 2021 e rimarrà alta per molto tempo durante il post-pandemia. Il rapporto inoltre avverte che con i tagli al credito universale e ai crediti d’imposta di aprile, circa sei milioni di famiglie rischiano di perdere oltre 1.000 sterline l’anno. Mentre molti parlamentari dell’ala conservatrice si aspettavano che il cancelliere Rishi Sunak annullasse il piano, durante la revisione della spesa pubblica della scorsa settimana ciò non è avvenuto. Adam Corlett, principale economista della Resolution Foundation, ha dichiarato che il miglioramento delle prospettive sugli standard di vita dovrebbe essere una priorità assoluta per il governo una volta esauritosi il post-pandemia, soprattutto se il primo ministro vuole arrivare alle prossime elezioni con la prova dell’effettivo miglioramento nello standard di vita delle persone rispetto all’inizio quinquennio precedente.

In Scozia, la compagnia energetica SGN sta avviando un progetto sperimentale unico al mondo dal titolo H100 Fife, il quale prevedrà a partire dal 2023 la sostituzione del gas naturale impiegato per cucinare e riscaldare le abitazioni con idrogeno prodotto da elettrolisi dell’acqua. L’operazione sarà testata inizialmente in trecento case nell’area amministrativa del Fife, che fungeranno da laboratorio per i 4 anni successivi. Il Guardian riferisce che la sperimentazione gode del sostegno di Ofgem, il regolatore britannico del mercato energetico, che ha assegnato a SGN 18 milioni di sterline per sviluppare del progetto. La sovvenzione fa parte di un concorso di finanziamento che sostiene l’innovazione delle reti energetiche britanniche in vista di un futuro a basse emissioni di carbonio. Il governo scozzese sosterrà il progetto garantendo 6,9 milioni di sterline. L’idrogeno verde è parte centrale del piano del governo volto a svincolare la Gran Bretagna dai combustibili fossili. Il suo utilizzo si rivela particolarmente determinante nel riscaldamento centralizzato, che costituisce quasi un terzo delle emissioni di gas serra del Regno Unito, dal momento che circa l’85% delle case utilizza una caldaia a gas.

L.D.

Germania – il grafico del Berliner Morgenpost mostra che il numero delle persone positive ha raggiunto quasi i 1.100.000 casi. Secondo lo Zeit,dal primo dicembre sono entrate in vigore le nuove misure che avranno valenza fino al 20 e che prevedono un lockdown parziale e la possibilità di incontrare fino ad un massimo di 5 persone nelle proprie abitazioni; le scuole e gli asili rimarranno aperti, ma non appena verrà riscontrato un caso positivo l’intera classe dovrà rimanere in quarantena per 15 giorni e si potrà tornare a scuola solo con un esito negativo di tampone. Dal 23 dicembre al primo gennaio, le misure in vigore saranno diverse e permetteranno di accogliere 10 persone a casa, escludendo dal conteggio i bambini fino ai 14 anni. I diversi Länder possono decidere in che misura applicare queste restrizioni. Infatti, il Land Berlino ha deciso di mantenere misure più restrittive anche per il periodo delle festività dato l’alto numero di casi e dato che, come riportato sullo Zeit, un quarto dei letti in terapia intensiva destinati ai malati di Covid, risulta oggi occupato. A causa delle restrizioni degli ultimi mesi, a novembre, secondo i dati dell’agenzia del lavoro tedesca, è cresciuto il numero di annunci per lavori part-time. Grazie a questa maggiore possibilità è diminuito il numero dei disoccupati dello 0.1% rispetto al mese di ottobre ed è diminuito anche rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In generale il mercato ha reagito meglio rispetto alla situazione riscontrata durante il lockdown nei primi mesi dell’anno, così riporta lo Spiegel.

L.M.

In Austria, gli attuali casi positivi sono quasi 55.000, come mostra il grafico del Presse. Nella giornata di mercoledì, il Consiglio dei ministri ha rilasciato le nuove misure di restrizione che entreranno in vigore lunedì 7. Sempre secondo il Presse, le misure prevedono il coprifuoco dalle 20 alle 6, per cui sarà possibile uscire solo per motivi di lavoro o di necessità; gli asili e le scuole, finora completamente chiusi, riapriranno con l’obbligo di mascherina per i bambini dai 10 anni; al contrario, le università continueranno con le lezioni online. I negozi e i fornitori di servizi alla persona apriranno nuovamente, ma rimarranno chiusi, fino al 7 gennaio, i servizi di ristorazione. Le nuove misure prevedono anche l’obbligo di 10 giorni di quarantena per chi ritorna nel Paese dall’estero. Come riporta il Kurier, da lunedì ci si potrà incontrare fino ad un massimo di 6 adulti e 6 bambini, ma nei giorni 23, 24 e 25 dicembre e 31 gennaio, ci si potrà incontrare nelle proprie abitazioni fino ad un massimo di10 persone. Secondo l’intervista rilasciata dalla ministra del turismo, Elisabeth Köstinger, al giornale Spiegel, nonostante la spinta della cancelliera Angela Merkel perché tutta Europa chiuda gli impianti sciistici, la riapertura in Austria sarà assicurata. Nonostante nel mese di marzo, questo settore abbia riscontrato numerosi focolai del virus, la ministra garantisce che verranno messe in atto tutte le misure possibili per garantire una stagione invernale in tutta sicurezza.

L.M.

Il giorno 27 novembre nella Federazione Russa è stato registrato un nuovo picco di casi di Coronavirus: 27.543 casi in tutto il Paese e 7.918 casi a Mosca, riporta il sito Mskagency.ru. In più, oltre alla preparazione di circa 300 siti di vaccinazione contro il Covid-19, il sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin, ha annunciato il lancio di un sistema di monitoraggio della disponibilità di farmaci popolari per il coronavirus nelle farmacie, scrive Mskagency.ru. I dati registrati ad oggi riportano un numero totale di casi che supera i 2,3 milioni, come riporta Stopcoronavirus.rf. Sul fronte della lotta al coronavirus, al centro Vector si parla delle tempistiche di inizio vaccinazione. La vaccinazione di massa dei russi con il vaccino EpiVacCorona inizierà nel 2021, già da gennaio-febbraio, ne dà notizia Russian.rt riprendendo l’affermazione del rappresentante del Centro Vector Aleksander Ryžikov, capo del dipartimento delle infezioni zoonotiche e dell’influenza. Il Centro produrrà fino a 5 milioni di dosi annuali di vaccino, utilizzando l’attrezzatura esistente e questo volume potrà aumentare quando le grandi imprese saranno collegate al processo. L’entrata del vaccino nella circolazione civile dovrebbe avvenire il 10 dicembre, specialmente per i gruppi a rischio come operatori sanitari, insegnanti, anziani e coloro che soffrono di diabete, obesità e ipertensione, riporta Ria.ru. Secondo il ministro della salute russo Michail Muraško, nel 2021 il numero di persone vaccinate contro il coronavirus potrà raggiungere decine di milioni di persone.

Per quanto riguarda lo sviluppo dei settori del Paese, il 25 novembre il presidente Putin ha incontrato Igor’ Sečin, l’amministratore delegato della Rosneft, per discutere l’attuazione di grandi progetti della società petrolifera, riporta il servizio stampa del Cremlino. La società russa stipulerà un contratto a lungo termine con KamAZ (una casa produttrice di autocarri) per attrezzature aggiuntive fino a 2,5 mila unità. Inoltre, la Rosneft prevede di utilizzare l’energia eolica per il progetto Vostok Oil, riporta Iz.ru, che prevede la formazione di una nuova provincia di petrolio e gas nella penisola di Tajmyr, con una base di risorse di circa 5 miliardi di tonnellate di petrolio. Un altro evento importante c’è stato il 26 novembre, quando il Ministero della Difesa russo ha pubblicato il video del test di lancio del missile navale ipersonico “Zircon”, secondo quanto riportato da Russian.rt, che, partito dal Mar Bianco, ha percorso 450 chilometri e ha colpito una posizione difficile da raggiungere nel mare di Barents. Il razzo ha raggiunto una velocità di circa 9.500 chilometri orari (equivalente a più di 8 Mach) e il lancio è stato effettuato da parte della fregata “Admiral Gorshkov” come parte di test per nuovi tipi di armi. Il lancio di questo missile ha avuto un grande riscontro in altri Paesi, per esempio gli inglesi l’hanno apprezzato, come riporta Ria.ru. Secondo il Daily Mail, Zircon potrebbe essere utilizzato contro le città statunitensi in caso di guerra nucleare. In realtà, il lancio è stato effettuato in risposta ai test dei missili americani nel Mar Nero, non lontano dalla Crimea.

Siamo ormai a dicembre e anche la Russia si prepara alle cerimonie di fine anno: il 17 dicembre ci sarà la tradizionale conferenza stampa del presidente Putin che verrà svolta da remoto in formato video, ha fatto sapere il Cremlino il 27 novembre. Il 29 novembre l’ufficio stampa del presidente inizierà ad accreditare i giornalisti per la conferenza. L’addetto stampa del leader russo, Dmitrij Peskov, ha specificato che quest’anno la conferenza includerà elementi di linea diretta, ovvero i cittadini potranno porre delle domande al presidente utilizzando un’apposita applicazione, “Mosca a Putin”, riferisce Russian.rt. Inoltre, una bella notizia ci giunge dalla capitale russa: Mosca ha vinto il World Travel Awards 2020 come “Migliore destinazione turistica. Città”, riferisce il servizio stampa del Comitato del turismo della capitale. Come riporta Mskagency.ru, è il secondo anno consecutivo che Mosca vince questo premio e la cerimonia di premiazione si è svolta sotto forma di trasmissione online. I World Travel Awards sono istati istituiti nel 1993 e sono considerati i premi turistici più prestigiosi e a Mosca sono stati riconosciuti anche i premi per “Migliore destinazione turistica in Europa. Città” e “Migliore destinazione per lo studio del patrimonio culturale europeo”.

Per quanto riguarda l’Ungheria, il primo Paese europeo a manifestare un interesse verso il vaccino russo Sputnik V, il Ministro degli Affari Esteri e del Commercio ungherese Péter Szijjártó ha affermato che c’è una forte lobby in Europa contro i vaccini provenienti “dall’esterno” ma, nonostante ciò, ha confermato che Budapest agirà nell’interesse della sua popolazione, la cui principale necessità è ottenere un vaccino sicuro il prima possibile. Tuttavia, stabilire la produzione del vaccino russo in Ungheria potrebbe richiedere fino a un anno e mezzo e resta comunque necessaria la sua approvazione in Europa. Il 22 ottobre il Fondo Russo per gli Investimenti Diretti ha presentato domanda per tale approvazione e l’agenzia europea per i medicinali ha confermato di aver avviato i negoziati con lo sviluppatore del farmaco.

Spostando l’attenzione sul Nagorno-Karabakh, interessato fino a poche settimane fa da un sanguinoso conflitto, è possibile affermare che dal 10 novembre più di 25.000 rifugiati, in totale, sono finalmente ritornati in Karabakh, secondo quanto riporta Regnum.ru, accompagnati dalle forze di pace russe. Il 1° dicembre il presidente dell’Azerbaigian Aliyev ha annunciato che il corridoio Lachin nel Nagorno-Karabakh è stato trasferito sotto il controllo delle forze di pace russe, scrive Regnum.ru. Inizialmente, nella dichiarazione congiunta firmata il 10 novembre da Azerbaigian, Armenia e Russia, tale corridoio, che ha una grande importanza strategica, era sotto il controllo delle forze armene.

S.P.

AFRICA

Giovedì al-Araby al-Jadid ha riportato la notizia della morte dell’ex Primo Ministro del Sudan,
Sadiq al-Mahdi, avvenuta all’età di 84 anni a seguito di complicazioni dovute al contagio da Coronavirus. Discendente dell’Imam Muhammad Ahmad Al-Mahdi, figura eminente nella Guerra Mahdista, Sadiq al-Mahdi era nato nel 1935 a Omdurman. Subito dopo la laurea in Economia Agraria all’Università di Oxford, fu protagonista di una rapida ascesa ai vertici del Paese. Alla morte del padre nel 1964, fu eletto presidente del Partito Umma, e solo due anni più tardi era già all’apice del potere nazionale nelle vesti di Primo Ministro. La sua permanenza al governo non fu tuttavia duratura, a causa sia di conflitti interni allo stesso Partito Umma, alla cui guida subentrò Muhammad al-Mahjoub, sia per un colpo di stato militare guidato dall’ex presidente Jaafar Nimeiri alla fine degli anni Sessanta. Difatti al-Mahdi fu sottoposto a svariati arresti da parte del nuovo regime, tra cui anche una condanna a morte, salvo poi essere condonata in esilio, che al-Mahdi scontò in Libia. Durante il suo trascorso lontano dal Sudan, fu a capo di un’opposizione militare resasi poi protagonista di un tentativo, peraltro sventato, di colpo di stato ai danni del regime di Nimeiri. Nel 1985, a seguito della deposizione del regime militare in conseguenza di un sollevamento popolare, si tennero le elezioni generali, il cui esito vide il partito Umma ottenere la maggioranza in parlamento con la nomina di Sadiq al-Mahdi alla carica di presidente. Per i successivi tre anni fu alla guida di una turbolenta coalizione di governo, al termine dei quali un nuovo colpo di stato guidato da Omar al-Bashir, pose fine al suo secondo mandato. Dopo una serie di procedimenti giudiziari contro la sua persona, si verificarono i primi segni di un ravvicinamento tra al-Mahdi e Bashir, coronati da un loro incontro a Gibuti nel 1999. Ad ogni modo egli si rifiutò di partecipare al governo, scegliendo la via di quella da lui definita “jihad civile”. Con l’avvento del movimento rivoluzionario contro il regime di Bashir nel 2018, Sadiq al-Mahdi ha ricoperto posizioni di primo piano nell’ambito del processo di transizione, salvo poi trovarsi in profondo disaccordo con le Forze per la libertà e il cambiamento. Si è poi inoltre opposto alle istanze promosse da alcuni partiti di separare religione e Stato, oltreché ai i passi fatti dal governo verso la normalizzazione con Israele. Per la sua morte il Sudan ha annunciato tre giorni di lutto nazionale.

L.D.

MEDIO ORIENTE

Nella serata di giovedì si è consumato nella periferia Teheran, in Iran, l’omicidio del fisico iraniano Fakhri Zadeh, vittima di agguato terroristico mentre era a bordo della sua auto. Sebbene le identità degli esecutori non siano state ancora rese note, varie fonti sembrerebbero ricondurre l’attentato ad un’operazione ideata e coordinata dal Mossad. Molti sono gli indizi assunti a sostegno della tesi: Fakhri Zadeh era una figura di spicco nell’ambito del progetto iraniano volto a dotare il Paese di armamenti nucleari. Il suo nome era circolato peraltro durante una conferenza tenuta in vista del contenimento dell’Iran. A ciò si aggiunge il fatto che dal 2010 siano state uccise altre quattro figure coinvolte nell’ambito nucleare iraniano. Le autorità iraniane non hanno tardato ad attribuire la responsabilità delle azioni al governo israeliano. L’ayatollah Ali Khamenei ha espressamente minacciato ritorsione per l’assassinio di Fakhrizadeh, sottolineando la necessità di continuare il lavoro che stava facendo. Da parte sua, il capo dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran, Ali Akbar Salehi, ha affermato che la sua uccisione non fermerà né ostacolerà il programma nucleare del Paese. L’assassinio di Fakhrizadeh potrebbe portare a una ripresa delle ostilità tra l’Iran e i suoi avversari nelle ultime settimane del mandato di Donald Trump, col rischio di congestionare gli sforzi futuri del presidente eletto Joe Biden per rilanciare la svolta intrapresa dall’amministrazione Obama. A questo proposito, sono diverse le analisi di chi rintraccerebbe nell’operazione, un chiaro messaggio di Israele rivolto all’imminente presidenza democratica statunitense riguardo il recupero degli accordi sul nucleare iraniano. Citato dal giornale al-Quds al-Arabi, il portavoce del governo iraniano ha dichiarato che l’accaduto non resterà privo di una risposta, la quale tuttavia avverrà in ordine a un piano strategico ben ponderato.

L.D.


In Iraq, nella giornata di sabato fonti mediche hanno riportato la morte di 6 persone durante gli scontri avvenuti a Nassiriya, nel sud del Paese, dopo che i sostenitori del leader sciita Muqtada al-Sadr hanno preso di mira un sit-in di attivisti antigovernativi tenuto in piazza Al-Haboubi. Gli scontri tra le due parti sono continuati fino alla tarda notte di venerdì, quando le forze di sicurezza sono state in grado di riportare stabilità nelle aree del centro cittadino. Con le elezioni legislative previste per il prossimo giugno in un Paese peraltro dilaniato da interferenze straniere, i sostenitori di Al-Sadr erano scesi in piazza per manifestare la loro ostilità al governo di al-Kazimi, dopo che lo stesso Sadr aveva invitato i suoi sostenitori a manifestare contro una supposta corruzione nell’attuale governo, mossa che sembra dar motivo di un’imminente campagna elettorale. Il portavoce delle forze armate, il generale Yahya Rasul, ha riferito della decisione del primo ministro di istituire una commissione di inchiesta per indagare sui fatti avvenuti, oltre a imporre un coprifuoco e annullare le licenze per il possesso di armi. Gli osservatori affermano che l’escalation sciita a Baghdad e Nassiriya pone Al-Kazemi in una posizione critica. Se da un lato si mobilitasse al fine di opporvisi, potrebbe venir additato di scivolare verso uno scontro interno con le fazioni sciite. Dall’altro, qualora si dimostrasse accomodante, potrebbe venire accusato di debolezza politica, circostanza che lo indirizzerebbe a rassegnare le dimissioni lasciando il vertice dello Stato nelle mani dell’Iran. In ogni caso la prospettiva di un ennesimo sconvolgimento politico non è contemplata né dai leader religiosi né dalle forze al governo, riferisce il giornale al-Arab.

L.D.

AMERICA

Come riporta il DW, i Paesi della Comunità Andina (CAN) hanno firmato lo scorso martedì  una Carta ambientale per promuovere lo sviluppo sostenibile e il benessere degli abitanti della regione, ha riferito il ministro degli Affari esteri della Colombia, Claudia Blum. La Carta ambientale definisce tra i suoi obiettivi l’accelerazione dell’attuazione dell’Agenda 2030 e delle convenzioni sui cambiamenti climatici e la biodiversità e l’Accordo di Parigi, tra gli altri strumenti internazionali.

Il documento è stato approvato durante la XXV Riunione Ordinaria del Consiglio Andino dei Ministri degli Esteri (CAMRE) dai Governi di Bolivia, Colombia, Ecuador e Perù. Secondo Blum, sarà un quadro di azione a favore della protezione ambientale, dello sviluppo sostenibile e del benessere delle attuali e future generazioni di abitanti nella regione. Sottolinea, inoltre, l’importanza dell’educazione ambientale per il progresso dei nostri Paesi in questa materia e pone tra i suoi obiettivi il contributo a una ripresa economica dopo il Covid-19. In virtù della Carta Ambientale, i Paesi hanno anche deciso di inserire tra le loro linee di lavoro questioni come la gestione integrale delle risorse idriche, la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità, la prevenzione e cura dei disastri, la lotta all’estrazione illegale, la promozione dell’economia circolare e la gestione ecologicamente corretta dei prodotti chimici e dei rifiuti.

A.C.

In Colombia c’è stato un incendio nel comune colombiano di Riosucio, nel dipartimento della giungla di Chocó, al confine con Panama, scrive il DW

Il governo di Chocó ha precisato che l’incendio, già controllato, ha distrutto più di 50 case e ha provocato il decesso di almeno 2 persone. Le autorità locali hanno lanciato un SOS per gravità. Stiamo già articolando gli sforzi per la risposta ma le dimensioni sono catastrofiche, ha scritto il Segretario dell’Interno e Governo di Chocó, Carolina Córdoba. L’incendio, scoppiato sabato sera, si è diffuso per le strade di un comune in cui, secondo il funzionario di Medellín, William Yeffer Vivas, originario di Chocó, il 90% delle case è di legno e non dispone di vigili del fuoco.

Il funzionario ha paragonato questo incendio a quanto accaduto nel maggio 2010 quando sono state distrutte più di 30 case in quella città – situata sulle rive dell’Atrato, il fiume più grande della Colombia – e ha colpito centinaia di persone. Nel frattempo, il governatore del vicino dipartimento di Antioquia, Aníbal Gaviria, ha espresso “solidarietà e sostegno alla comunità di Riosucio” per l’incendio devastante e ha assicurato la partecipazione delle autorità locali all’emergenza. Questo incendio si verifica nello stesso mese in cui almeno una dozzina di comuni sono stati colpiti da forti piogge a Chocó, uno dei dipartimenti con i più alti tassi di povertà del Paese, abitato principalmente da comunità afro-discendenti e indigene.

A.C.

In Argentina, quella che era iniziata come una semplice critica alla squadra di rugby argentina, “Los Pumas”, per il discreto omaggio offerto al compianto ex calciatore Diego Armando Maradona, si è trasformata in uno scandalo che ha causato la sospensione di 3 giocatori, scrive il BBC News.

Lunedì l’Argentine Rugby Union (UAR) ha comunicato di ritirare la capitaneria della squadra da Pablo Matera e di sospenderlo insieme a Guido Petti e Santiago Socino, per una serie di messaggi, definiti razzisti e discriminatori dalla stampa locale, che i giocatori avrebbero postato tra il 2011 e il 2013 su Twitter. Di conseguenza, sia Matera che Petti si sono vergognati e scusati con tutti coloro che si sono sentiti offesi per le atrocità che sono state scritte.

Oltre ad annunciare la sospensione, l’UAR ha affermato di condannare ogni espressione di odio e di considerare inaccettabile che qualcuno con quel pensiero possa rappresentare l’Argentina.

A.C.

Il primo dicembre il New York Times ha riportato aggiornamenti in merito all’incendio avvenuto lo scorso anno sulla barca della Conception in California, negli Stati Uniti. Durante questo evento morirono 34 persone e solo 5 dei 6 membri dell’equipaggio riuscirono a fuggire. Nello specifico, la Conception era una barca per immersioni subacquee di 75 piedi. Secondo i giornalisti, i 33 passeggeri erano a bordo per svolgere un’escursione sulle isole del Canale (un parco a sud di Santa Barbara) quando, durante la notte, iniziò a scatenarsi l’incendio. La barca affondò a nord dell’isola di Santa Cruz. I decessi furono attribuiti all’inalazione di fumo e secondo gli investigatori il capitano Jerry Boylan, di 67 anni, aveva trascurato le principali precauzioni di sicurezza, il che ha ovviamente determinato la mortalità dell’incendio. Secondo i giornalisti, il signor Boylan non è riuscito a condurre le esercitazioni antincendio obbligatorie e, secondo l’accusa, non ha neppure inviato una guardia notturna o una pattuglia richiesta a livello federale. Nick Hanna, procuratore degli Stati Uniti, ha affermato che “Quella che sarebbe dovuta essere una piacevole e semplice vacanza subacquea, si è trasformata in un incubo infernale quando tutti i membri dell’equipaggio si sono ritrovati intrappolati in una stanza ardente dalla quale non c’era più via di fuga.” Kristi K. Johnson invece, assistente responsabile dell’ufficio di Los Angeles dell’FBI, si espresse dicendo che “Questa tragedia ha cambiato per sempre la vita di molte famiglie e persone care e, inoltre, ha profondamente colpito anche le persone che si trovavano lì che hanno osservato la scena con orrore”. Il signor Boylan dovrebbe presentarsi alle autorità federali nelle prossime settimane e bisogna ricordare che negli Stati Uniti ogni accusa di omicidio colposo in mare prevede una pena massima di dieci anni.

Ora cambiando argomento, sempre negli USA, secondo il New York Times, Brad Parscale, ex manager della campagna Trump che è stato retrocesso a luglio, martedì sera durante un’intervista per Fox News ha dichiarato che il presidente Trump avrebbe vinto facilmente le elezioni se solo avesse espresso più empatia rispetto all’attuale pandemia causata dal Covid-19. Infatti, in altri punti dell’intervista il signor Parscale ha sostenuto che Trump si trovava in una posizione in cui avrebbe potuto farcela. Tuttavia, secondo quanto emerso dall’intervista, tra Parscale e Trump attualmente non ci sono più contatti e per Parscale la rottura con Trump è stata piuttosto dolorosa, dal momento che ritiene di aver dedicato ogni momento della sua vita alla famiglia del tycoon.

A.B.

Per il Québec, arriva la notizia da Le Journal de Québecche mercoledì 25 novembre è venuto a mancare Marc-André Bédard, membro fondatore del Partito Quebecchese (PQ). Un uomo stroncato dal Covid-19, ma che ha lasciato molto a questo Paese grazie al suo impegno in materia di diritti umani. «Non si è dato alla politica per guadagnarsi da vivere, ma per fare un Paese» ha ricordato il capo del PQ Pierre Karl Péladeau.

V.P.

ASIA

Secondo quanto riportato dal China Daily il 30 novembre, nelle scuole elementari cinesi, nello specifico nella scuola di Yaqiao che si trova nella città di Jilin, a partire dall’inizio del semestre di settembre è stato introdotto un programma di ‘wushu’ o, in termini italiani, un programma di arti marziali, il cui fine è quello di rafforzare la forza fisica degli studenti. Gli insegnanti di educazione fisica hanno sviluppato lezioni di wushu e hanno chiesto agli studenti di esercitarsi regolarmente. Ovviamente, per il popolo cinese le arti marziali sono importanti perché, oltre a permettere agli studenti di sviluppare una nuova fisicità, sono un simbolo importante delle tradizioni cinesi poiché racchiudono gran parte della filosofia del Paese asiatico. Jia Liansheng, l’assistente principale della scuola, ha affermato che per formare gli studenti sono stati invitati insegnanti professionisti dell’associazione di arti marziali. Fortunatamente, gli studenti hanno accolto questa nuova proposta in maniera molto positiva, allenandosi sia a scuola sia dopo scuola e non solo, alcuni genitori hanno anche deciso di iniziare a svolgere l’attività con loro.

Ora, cambiando argomento, sempre il China Daily riporta un antico detto cinese secondo il quale “Chi vive sulla montagna vive di montagna e chi vive vicino all’acqua vive di acqua”. È così che i giornalisti cinesi introducono l’importanza della contea di Wuping, area verde che si trova nella provincia di Fujian. Le persone che vivono qui sono la prova vivente del benessere. Nonostante ciò, negli anni 90 la gente del posto ha iniziato a tagliare gli alberi e a vendere il legno per guadagnare denaro. L’eccessiva deforestazione che si è verificata a seguito ha spinto, nel 2001, il governo locale a riformare il sistema di proprietà forestale collettiva. Sulla base di ciò, il governo provinciale ha deciso di fare dello sviluppo verde una priorità. Infatti, nel giugno 2016, Fujian ha iniziato ad essere considerato come una zona che rappresenta l’importanza che la Cina dà alla civiltà ecologica. La storia della contea di Wuping cerca ovviamente di rafforzare il progresso economico e sociale, ma tenendo anche conto dell’importanza dell’ambiente. Per concludere, a Wuping il governo ha istituito una società di garanzia di credito specializzata nella valutazione, gestione e smaltimento della silvicoltura. È così che le istituzioni aiutano i residenti a utilizzare i propri beni forestali come garanzia necessaria per ottenere i prestiti bancari. Difatti, il fine di queste iniziative è quello di avviare attività legate al settore, come la coltivazione di funghi e il turismo forestale. L’iniziativa è inoltre riuscita ad innalzare il tenore di vita delle persone nei villaggi di montagna e a migliorare l’ambiente locale. Il turismo forestale dovrebbe riuscire ad attirare 2,7 milioni di visitatori quest’anno e a far guadagnare alla Cina 1,1 miliardi di yuan. Inoltre, il reddito pro capite dell’economia forestale a Wuping ha raggiunto 4.750 yuan lo scorso anno, 12 volte più alto rispetto al 2001. Ovviamente il governo cinese ha intenzione di sfruttare l’area verde di Fujian continuando a mantenere il rapporto armonioso tra persone e natura al fine di stimolare ulteriormente la crescita della green economy.

A.B.

OCEANIA

In Nuova Zelanda, secondo il giornale nzherald, le case costiere di Wellington potrebbero perdere la possibilità di essere assicurate a causa dell’innalzamento del mare e del cambiamento climatico. Difatti, a questo proposito, questa settimana è stato pubblicato un importante report, il quale sostiene che il rischio di alluvioni per le case al mare aumenterà in modo significativo, al punto tale che le compagnie assicurative potrebbero rifiutarsi di tutelarle. Per confermare tutto ciò, il consigliere comunale di Wellington Iona Pannett ha dichiarato che i nuovi sviluppi delle abitazioni dovranno assolutamente tener conto del rischio del cambiamento climatico. Difatti, il consigliere ha votato contro gli sviluppi balneari, dal momento che i risultati negativi legati al clima sono stati già previsti e, pertanto, non potranno essere considerati situazioni inaspettate. Inoltre, un report pubblicato dal Deep South Challenge ha stimato il rischio di inondazione per 10.000 case situate nelle principali città della Nuova Zelanda. Difatti, a causa del riscaldamento del pianeta il rischio di inondazioni è aumentato ed entro il 2040 a Wellington sono stati previsti dieci centimetri di innalzamento del livello del mare. Tale situazione determinerà una maggiore probabilità di inondazioni, le quali si potrebbero verificare una volta ogni 20 anni. Di solito il settore assicurativo inizia a ritirarsi dalle proprietà quando i disastri sono stimati una volta ogni 50 anni. Sulla base di ciò, le case di Wellington vicino alla costa potrebbero dover affrontare premi assicurativi che aumenteranno molto. Inoltre, di recente alcune case nella regione di Wellington sono state evacuate a causa di inondazioni improvvise ed il primo ministro Jacinda Ardern ha intenzione di dichiarare un’emergenza climatica.

Sempre secondo il nzherald, in Nuova Zelanda alcuni paesaggi delle preziose isole del Golfo di Hauraki, al largo della costa di Auckland, sono a rischio a causa dello sviluppo e della mancanza di un programma che preveda la protezione dell’isola. Il problema sembra derivare dal fatto che durante gli anni è stata data una maggiore attenzione allo sviluppo dell’isola finalizzato al suo utilizzo piuttosto che alla tutela dell’ambiente in quanto tale. Secondo l’Environmental Defense Society, gran parte della colpa ricade sull’Hauraki Gulf Marine Park Act, il quale ha contribuito in maniera poco significativa alla protezione degli ambienti dell’isola. Difatti, la legislazione avrebbe fatto poco per affrontare la pesca sull’orlo del collasso, le acque inquinate e la biodiversità minacciata. Nonostante ciò, il Golfo di Hauraki / Tīkapa Moana è famoso in tutto il mondo per i suoi paesaggi eccezionali e per la ricca biodiversità indigena. Tuttavia, il report dell’EDS, il quale si concentrava sulle isole inabitate di Waiheke, Rākino e Great Barrier, ha affermato che la bellezza di questi posti è a rischio a causa delle competitività che esiste all’interno della protezione legislativa. In particolare, l’isola di Waiheke è stata soggetta a intense pressioni di sviluppo a causa della sua popolazione in crescita e a causa dell’elevato numero di visitatori pre-Covid.

A.B.

Rassegna stampa a cura di:
Alessandra Semeraro (responsabile inglese, cinese, portoghese, arabo)
Alissa Bianconi & Livio D’Alessio (lingua inglese)
Alissa Bianconi (lingua cinese)
Livio D’Alessio (lingua araba)
Veronica Battista (responsabile spagnolo, tedesco, francese, russo)
Angelica Chimienti (lingua spagnola)
Vanessa Paoli (lingua francese)
Lucia Maggioni (lingua tedesca)
Simona Piergiacomo (lingua russa)
Claudia Lorenti (coordinatrice del progetto)