Lingue che parli, colori che vedi

31 luglio 2018 Non attivi Di Giulia

Più lingue conosci, più percezioni del mondo avrai

Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita diceva Fellini. Imparare una nuova lingua vuol dire abbracciare una nuova cultura, nuove tradizioni e avere una percezione del mondo che spesso differisce dalla propria. Può sembrare banale, ma anche il modo in cui vengono categorizzati i colori cambia da lingua a lingua. Tale cambiamento è legato al modo in cui il nostro cervello interpreta i colori per creare qualcosa di significativo ed è, di conseguenza, soggettiva e incline all’esperienza personale.

Sin da piccolo ognuno di noi impara a categorizzare oggetti, colori, emozioni e praticamente tutto ciò che è significativo usando il linguaggio. Nonostante i nostri occhi possano percepire migliaia di sfumature, il modo in cui ci riferiamo ai colori è strettamente legato al modo in cui definiamo questa enorme varietà in categorie identificabili e significative.

Lingue e gruppi culturali diversi suddividono in vari modi lo spettro dei colori. Alcune lingue come il Dani, parlato in Papua Nuova Guinea e il Bassa, parlato in Liberia e Sierra Leone, hanno solo due parole: scuro e chiaro. Scuro si traduce approssimativamente come fresco e chiaro come caldo. I colori come il nero, il blu e il verde vengono quindi identificati come colori freddi, mentre i colori più chiari come il bianco, il rosso, l’arancione e il giallo vengono trattati come colori caldi.

Questo fenomeno non è legato solamente alla percezione dei colori. Lingue diverse possono influenzare le nostre percezioni in tutti gli ambiti della vita. Partendo da questo presupposto, la Lancaster University sta attualmente studiando come l’uso e l’esposizione a lingue diverse cambi il modo in cui percepiamo gli oggetti di uso quotidiano.

 

Per approfondimenti consulta l’articolo “The way you see colour depends on the language you speak”.