Zona Schengen

4 giugno 2018 Non attivi Di Giulia

“Salite su un treno, saltate in macchina e andate a visitare i vostri vicini. Tutto ciò senza dover pensare alle frontiere”.

 

Poter viaggiare senza passaporto e senza particolari ostacoli nella maggior parte degli Stati membri dell’Unione europea è ormai la norma, ma non è sempre stato così. Lo spazio Schengen, e quindi l’abolizione dei controlli alle frontiere interne, nasce solamente nel 1985, grazie a cinque Stati dell’Unione europea (Belgio, Lussemburgo, Francia, Germania e Paesi Bassi).

Libertà di circolazione comporta libertà di poter studiare e lavorare in un Paese che non sia il proprio e ciò rappresenta uno dei vantaggi principali di far parte dell’UE. Basti pensare che “ogni anno 1,25 miliardi di viaggi vengono effettuati all’interno dell’area Schengen”.

Attualmente sono 26 gli Stati appartenenti alla suddetta zona: agli Stati membri, fatta eccezione per Irlanda e Regno Unito, si aggiungono Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein. Tale area potrebbe subire ulteriori ampliamenti nella zona est: Romania, Bulgaria, Croazia e Cipro.

Una volta entrati a far parte della zona Schengen i Paesi devono applicare le norme comuni a tale area, assicurarsi che tali regole vengano rispettate, controllare le frontiere estere dell’Unione. Affinché tutto ciò avvenga, cooperazione internazionale e scambio di informazioni tra i diversi Paesi sono elementi dai quali non si può prescindere.

Per approfondimenti consulta l’articolo “Schengen: ampliare la zona senza frontiere”.