Primo evento del ciclo di conferenze UNINTalks

28 maggio 2018 0 Di Giulia
Gli studenti dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT) hanno presentato il primo evento del ciclo “UNINTalks: gli studenti incontrano le realtà internazionali”. Il progetto è frutto dell’iniziativa degli studenti del curriculum in Relazioni internazionali del corso di laurea magistrale in Economia e management internazionale tenuto all’interno dell’Ateneo romano, vincitori del bando UNINTRAPRENDENZA lanciato dall’Università con lo scopo di dar voce alle proposte degli studenti e finanziarne i progetti.
UNINTalks consiste in un ciclo di conferenze incentrate su alcuni dei temi più discussi e attuali nel panorama delle relazioni internazionali, tra cui le strategie di sviluppo sostenibile, la tutela dei diritti umani e la cooperazione internazionale. Quello che caratterizza gli eventi targati UNINTalks è che sono gli studenti stessi a decidere da quale angolazione affrontare queste tematiche, offrendo ai propri colleghi la possibilità di incoraggiare il dibattito e di portare all’attenzione di un pubblico quanto più vasto le sfide poste in essere per il futuro dell’umanità e del nostro pianeta. Mettere gli studenti al centro del cambiamento e renderli protagonisti del proprio futuro è la missione degli artefici del progetto UNINTalks, consapevoli del ruolo centrale che le università sono chiamate a ricoprire come membri della società civile e convinti del fatto che il futuro dell’umanità debba essere al centro degli interessi di ogni studente di relazioni internazionali.  Numerosi ospiti provenienti dai più disparati ambienti internazionali hanno accettato l’invito a partecipare a questa conferenza all’insegna dello sviluppo sostenibile e dell’informazione relativa a questa urgente questione.

“L’università è un luogo in cui formarsi e informarsi” – ha sottolineato Fabio Bisogni, vice-presidente dell’Università UNINT, durante l’intervento in apertura della conferenza – “e l’obiettivo comune di UNINTalks ci porta a essere partecipi di questa giornata, con l’augurio che sia all’insegna dell’intraprendenza”. Alessandro De Nisco, Preside della Facoltà di Economia presso l’Ateneo, nel suo intervento ha sottolineato che “l’università è composta da studenti e non docenti, e questa iniziativa deve essere di ispirazione affinché siano gli studenti i protagonisti di questa realtà, per crescere tutti insieme”. Giulia Costella, capoprogetto dell’iniziativa UNINTalks, ha poi dato il via alla conferenza, affermando che lo scopo principale dell’iniziativa è “dare agli studenti l’opportunità di avvicinarsi al mondo delle relazioni internazionali, ponendosi al centro del futuro di questo pianeta”.
Durante il primo panel, il Professor Roberto Tarallo, docente di Accountability delle Organizzazioni Internazionali e già funzionario presso la Banca Mondiale, ha puntualizzato quanto siano complicate e impegnative le sfide che si prospettano ai fini del conseguimento di un futuro del tutto sostenibile e a impatto zero sul pianeta e sull’ambiente: “costruire un’economia sostenibile e porre fine alla povertà che piaga il mondo sono i prerequisiti fondamentali per arrivare a uno sviluppo sociale ed economico sostenibile, inclusivo e paritario”. Dopo aver sottolineato l’importanza del settore privato e della cooperazione internazionale per l’ottenimento di un futuro sostenibile, il Professor Tarallo ha affermato che “molti Paesi fronteggiano situazioni di fragilità e conflitto che inficiano pesantemente sulla loro sostenibilità: possiamo contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile solo lavorando insieme. Cooperando, è tutto alla nostra portata. Lavorare per ottenere la sostenibilità è una missione importante e complicata, ma alla portata di tutti, specialmente dei giovani”.
Dopo l’intervento del Professor Tarallo, la parola è andata a David Suttie, funzionario dell’IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo). Nel suo intervento, Suttie ha ricordato come “molti Paesi dell’Ovest del mondo hanno causato veri e propri disastri nel tentativo di sollevare alcuni Paesi dalle loro situazioni di insostenibilità. Bisogna considerare le situazioni individuali di ogni Paese prima di intervenire e creare delle soluzioni ad hoc”. Inoltre, dopo aver spiegato come ogni singolo Paese abbia le proprie esigenze e non si possa creare un’unica soluzione che calzi a tutti, Suttie ha posto l’accento sul fatto che “bisogna cominciare dai piccoli produttori terrieri, perché essi sono la parte più grande delle realtà rurali a cui l’IFAD porge la mano. I piccoli produttori producono oltre il 90% delle risorse agricole dei Paesi in via di sviluppo, producendo anche la stragrande maggioranza dei posti di lavoro disponibili all’interno del paese. È importantissimo cominciare il lavoro di advocacy e assistenza tecnica da loro, piuttosto che creare grandi progetti impossibili da implementare”.
La parola è quindi andata al Professor Daniele Alesani, docente di Management delle organizzazioni internazionali presso l’Università UNINT ed esperto di Management presso l’IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica). “L’IAEA è un ente scientifico” – ha sottolineato il docente – “e non fa lavoro sul campo. Principalmente, nell’ambito dello sviluppo sostenibile, l’Agenzia si occupa di svolgere ricerche per l’uso dell’energia nucleare nella purificazione delle acque e dei cibi, in stretta collaborazione con la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, al fine di rendere queste tecnologie accessibili in ogni tipo di contesto”.
Dopo l’intervento del Professor Alesani, la parola è andata ad Andrea Sonnino, funzionario dell’ENEA ed ex FAO. “Il vero problema è che le riserve alimentari ci sono e sono sovrabbondanti, ma solo in alcuni paesi. Abbiamo di fronte un grave problema di disuguaglianza, perché molti Paesi soffrono condizioni di diffusa obesità, mentre altri fronteggiano carestie e gravi problemi di malnutrizione. Col passare del tempo, questa situazione non farà che aggravarsi se restiamo a guardare, e le risorse naturali del pianeta sono fortemente a rischio”.
Dopo un breve intervento da parte di Giorgia Della Valle e Monica di Vico, rispettivamente volontaria AMKA per la progettazione in Guatemala ed esperta per la progettazione in Guatemala, le quali hanno presentato il progetto “Creciendo Unidos”, basato sull’implementazione di progetti in base ai bisogni e ai desideri delle popolazioni locali e allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile senza l’uso di fertilizzanti chimici, la parola è andata ad Alice Canforini, studentessa del corso di Economia e management delle organizzazioni internazionali, che ha brevemente introdotto l’argomento dei cambiamenti climatici. Dopo l’intervento di Alice, Fabrizio Furbini, funzionario ENEL, ha sottolineato l’importanza di diversificare l’approccio nei confronti dei Paesi sviluppati o in via di sviluppo, tema delicatissimo e di fondamentale importanza, specialmente per quanto riguarda l’implementazione di tecnologie all’avanguardia: “Col passare del tempo, si parla sempre più di prosumers, consumatori e produttori allo stesso tempo. Bisogna diversificare l’approccio a seconda di chi si ha davanti, poiché in alcuni Paesi la maggior parte delle persone su cui andrà a influire l’intervento di un’organizzazione non è interessata all’implementazione di soluzioni tecnologiche costose e troppo avanzate rispetto al livello locale, rendendo lo sforzo inutile”.
Successivamente, Emilio Sassone Corsi, docente presso l’Ateneo che ha ospitato l’evento, ha approfondito il tema della transizione energetica e ha fornito importanti informazioni riguardo i livelli di CO2 presenti nell’atmosfera rispetto a quanto essa sia effettivamente capiente. Nives della Valle, esperta di economia comportamentale presso l’EURAC (Istituto per le Energie Rinnovabili), ha poi spiegato come le tendenze tipiche della natura umana vadano a complicare ulteriormente il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile: “gli esseri umani, di fronte a una tentazione, prendono decisioni irrazionali senza pensare alle conseguenze. Le limitazioni cognitive e il contesto in cui ci si trova giocano un ruolo chiave nelle decisioni che vengono prese a tutti i livelli, partendo dall’acquisto di cibo spazzatura mentre si è in fila al supermercato fino ad arrivare allo spreco di risorse fondamentali per ottenere guadagni superiori. Il fattore umano è la chiave dello sviluppo sostenibile, se non cambia la mentalità, le sfide e le difficoltà poste in essere da questa delicatissima questione non faranno che diventare sempre più ostiche. Lo sviluppo di un contesto che possa portarci a prendere decisioni appropriate è il primo passo verso un pianeta pulito, sostenibile e in grado di ospitare la razza umana a lungo”.
Verso la parte conclusiva della conferenza, Lorenzo Sportiello, regista del film “Index Zero”, ha mostrato alcune clip provenienti dal film di sua produzione. Nel film viene mostrato un possibile futuro (fin troppo vicino) in cui la razza umana non è più sostenibile e vengono adottate soluzioni drastiche per fronteggiare il problema, portando il mondo a una situazione post-apocalittica senza che un’apocalisse sia realmente avvenuta, in una proiezione di un futuro del tutto verosimile.
Dopo l’intervento del regista, Tommaso Murè, Youth Delegate presso le Nazioni Unite, dopo aver condiviso la preziosissima esperienza fatta come rappresentante dei giovani presso un’Organizzazione della portata delle Nazioni Unite, ha sottolineato l’importanza dei giovani nel contesto internazionale e nel decision making che riguarda i giovani stessi: “Ogni decisione che riguarda i giovani va presa dal punto di vista dei giovani, non dobbiamo lasciare nessuno indietro ed è di fondamentale importanza tutelare i giovani che si trovano abbandonati a loro stessi, senza un lavoro e senza la possibilità di studiare”.
Nell’ultimo intervento della conferenza, Dario Carrera, funzionario del network mondiale Impact Hub, ricollegandosi al precedente intervento di Nives della Valle, ha evidenziato l’importanza di una finanza a impatto zero, per un’innovazione che non abbia impatto negativo a livello ambientale. Le innovazioni che porteranno allo sviluppo di tecnologie a impatto zero devono avere un impatto minimo a loro volta.
Dopo la pausa pranzo, Emilio Sassone Corsi ha impegnato gli spettatori della conferenza con un interessante workshop basato sul trovare una soluzione sostenibile per la produzione di energia in una piccola isola greca: Tilos. Fornendo i dati e le informazioni necessarie per elaborare una soluzione, gli spettatori si sono divisi in gruppi e hanno ideato le soluzioni più disparate. Particolarmente attivi e propositivi gli studenti delle scuole venuti ad assistere alla conferenza, a riprova del fatto che la costruzione di un futuro sostenibile e la salvaguardia di un pianeta già fin troppo affaticato dalla presenza umana debba partire dai giovani, da coloro che hanno realmente a cuore il futuro del pianeta dove passeranno il resto del loro tempo.
Alla fine dell’evento, durante l’aperitivo organizzato dagli studenti a capo del progetto UNINTalks, tutti gli ospiti hanno espresso il loro profondo apprezzamento nei confronti dell’iniziativa, sottolineando l’importanza di una conoscenza solida e del coinvolgimento dei giovani in tutti i contesti in cui si discute del futuro dell’umanità. Poiché essi saranno i protagonisti del futuro.